Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
martedì 24 febbraio 2009
POVIA E "L'AMICO IMMAGINARIO" LUCA
In parole povere e fuori dai denti, il dubbio è questo: potrebbe essere che Luca (quel Luca che "era gay" e che andava con gli uomini per non ingelosire la mamma), è il cantante stesso? Oppure un suo amico immaginario?
... L'idea non è balzana. Perché quando risponde alle interviste (e quando scrive le sue canzoni), Povia se la canta e se la suona. Come quando ha spiegato che aveva avuto una "fase gay" da cui in seguito era guarito (salvo poi smentire tutto, spiegando che aveva scherzato: ma troppo tardi per essere creduto!).
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Dal sito Dagospia:
«Caro Dago, forse è sfuggito ai tuoi archivi storici, ma Povia ha concluso il 'GayPride 2005' cantando sul palco.
.... Quindi non c'è alcun bisogno che dichiari di esser pronto a partecipare ad un Pride (come se ciò fosse indicatore di chissà quale mentalità aperta!…).
Ricordiamolo ai lettori distratti. Per la serie Franza (spettacolini da caritas diocesana) o Spagna (Zapatero olè) purchè se magna!».
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martedì 17 febbraio 2009
VERDONE VS VATICANO
CARLO VERDONE CONTRO IL VATICANO.
DURISSIMO SUL CASO ELUANA, E FURIBONDO SUL FUNERALE NEGATO A WELBY (... MA CONCESSO AL BOSS DELLA MAGLIANA “PERCHE’ HA DATO I SOLDI”).
IL COMICO DICE LA SUA SULL'ITALIA “DELLA INDULGENZA PLENARIA CHE NON SI NEGA A NESSUNO”.
(... CHE NON SI NEGA AGLI STUPRATORI, MA NEPPURE "A CHI FA BANCAROTTA FRAUDOLENTA”).
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Dall'intervista a Carlo Verdone
(di Michele Anselmi, per “Il Riformista”)
Davvero, alla voce religione, qualcosa s’è rotto dentro di lei?
<<… Sono attraversato da un forte dubbio, il caso di quella povera ragazza ha aperto una discussione profonda, in me come in tante persone che conosco. Sento amici che stanno riflettendo sul testamento biologico. Ho cominciato a pensare al mio, sempre che facciano una legge decente. Capisco bene Peppino Englaro. In famiglia abbiamo vissuto una situazione simile.
… Ho studiato Storia delle religioni all'università di Roma. Non avessi fatto l'attore, sarei finito all'Istituto storico e religioso della Sapienza. Le ripeto: mi ritengo un buon cattolico. Ci sono domeniche in cui vado a messa, giorni in cui mi scopro a pregare, segretamente, dentro di me. Ho meditato a lungo sulla storia di Eluana. Certi pronunciamenti delle gerarchie ecclesiastiche mi sono parsi stridenti…>>.
Non ha risposto sulla Chiesa: c’è voluta la morte di Eluana Englaro perché lei fosse toccato dal dubbio?
… Sento in giro una non-cultura che porta dritta alla cultura dell'intolleranza. Ma con un'avvertenza: se alcuni romeni vengono qui a delinquere, un motivo c'è. Il carcere non è mai una certezza in Italia. Vale per gli stupratori. E pure per chi fa bancarotta fraudolenta. Siamo in Italia: l’indulgenza plenaria non si nega a nessuno>>
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mercoledì 11 febbraio 2009
SE QUESTA E' VITA
PERCHE' PAPA' ENGLARO NON CI HA MAI MOSTRATO LE FOTO RECENTI DI SUA FIGLIA?
(... ECCO L'ALLUCINANTE SPIEGAZIONE DI CHI L'HA POTUTA VEDERE).
Eluana -dice Marinella Chirico- era messa peggio di Terry Schiavo: l'espressione da cerebrolesa, la lingua penzolante, le bave, le orecchie con i calli e le piaghe da decubito.
E questa era dunque la ragazza che secondo il Berluska era "di bell'aspetto", e che avrebbe perfino potuto "generare un figlio".
Papà Beppino l'ha tenuta nascosta finché ha potuto, aveva fatto una promessa...
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Enrico Bonerandi (per "La Repubblica")
Marinella scuote la testa: «Irriconoscibile. Eluana era come un fantoccino di gomma. Una donna devastata da anni e anni di immobilità. Magra no. Tenuta bene, con addosso un bel pigiama». Probabilmente Marinella è l´ultima persona, a parte medici e infermieri, ad aver visto Eluana viva.
Racconta: «Sono entrata dopo aver mostrato i documenti alla polizia che presidiava la stanza. Abbastanza grande, senza troppi macchinari. Lei era piena di tubi e tubicini e l´espressione era quella dei cerebrolesi. Gli occhi fissi, la lingua che penzolava ora a destra ora a sinistra, la bava che le scendeva. Ogni tanto uno spasmo, altrimenti immobile. Mi chiedo chi ha potuto vederci un sorriso! E non poteva proprio deglutire. Un medico le ha spruzzato qualcosa in bocca, ma lei non l´ha tenuta dentro. Ogni due ore la giravano, per evitare le piaghe da decubito.Ma per le orecchie non si può fare niente: o una o l´altra deve pur poggiare sul cuscino. E infatti Eluana aveva le orecchie deformate, di un colore scuro, probabilmente con una piaga dentro. All´inizio per me è stata una botta terribile. Ero lì, non avevo il coraggio di toccarla. Ma ho visto che gli infermieri e i medici che passavano le parlavano, le tenevano la mano. Ho chiesto il permesso, e anch´io l´ho toccata, carezzata. Anche un bacio sulla fronte le ho dato».
Si aspettavano i medici che morisse di lì a poche ore? «Direi di no, credo che pensassero come minimo a quattro giorni. Però si vedeva che era appesa a un filo. Anche solo un colpo di tosse la sconquassava. A un certo punto, guardandola, ho pensato a un Cristo in croce. Un medico a un certo punto mi ha detto: e secondo lei, una persona ridotta così può fare un figlio? In effetti solo pensarlo è un´assurdità. Insomma, ha presente le immagini di Terry Shiavo? Eluana era messa molto peggio. A pensare che fuori dalla clinica bivaccava gente che avrebbe voluto darle panini e acqua minerale per salvarla, mi vengono i brividi».
Ma perché Beppino Englaro non ha mai voluto che uscissero le immagini vere, attuali, di sua figlia? «Me l´aveva spiegato: con Eluana aveva un patto di sangue, ai tempi di quando si videro in tv le riprese dello sciatore David nel suo letto di ospedale. Eluana gli aveva fatto promettere che in un caso del genere lui non l´avrebbe fatta vedere agli altri. E ha sempre mantenuto la promessa. Si teneva questa possibilità come ultima spiaggia. Mi aveva confidato: se va tutto male, vado in tv con la foto di Eluana com´era nella mano sinistra e nella destra di Eluana com´è. E avrebbe detto: questa è l´ultima violenza che fate a mia figlia. Mi avete costretto, vergognatevi».
venerdì 6 febbraio 2009
Povia, amore mio!
Per "Diva e Donna", ecco la deliziosa lettera che Cristiano Malgioglio ha scritto al cantante Giuseppe Povia.
Mio adorato, questa missiva è pregna di ammirazione e di buoni propositi. Ho appreso con grande gioia ed entusiasmo che uno dei tuoi amici più cari è stato miracolato. Era gaio e non lo è più. Lo griderai al mondo come s'addice a un artista riconosciuto, quale tu sei, dal palcoscenico più fiorito d'Italia: da Sanremo.
Molte domande si affollano nella mia mente, tutte hanno grande priorità. Non so da dove cominciare. L'unica nota triste che forse non ho ben capito è che il gaio era gay e adesso non lo è più. Tu non immagini quante volte nella mia vita ho sognato di somigliare a Maciste, Ercole, Ursus, per poter apparire mascolinamente possente. Non immagini quante palestre ho frequentato, rischiando di dilapidare tutto il mio patrimonio in personal trainer, panche, pesi, spalliere, cyclettes e altro.
Ho acquistato tutte le apparecchiature più sofisticate per raggiungere il mio scopo. Sono andato dal più grande sessuologo cinese di nome Tse Wong, per poter significare l'eterosessualità, non per altro, ma per cultura personale. Niente! Sai cosa mi ha risposto dopo 129 sedute? Non c'è nulla da fare!
... Se posso permettermi di dare seguito alla tua strepitosa idea di musicare un fatto così eclatante, dovresti contattare un grande sceneggiatore per poter trarre da questa strepitosa storia un kolossal che oscuri la fama di "Ben Hur".
Il povero Oscar Wilde avrebbe tratto un dramma teatrale da questa illuminante vicenda. Nel caso, però, tu ti fossi sbagliato, per tutto il ben che ti voglio, non drammatizzare, riconoscilo. La libertà di pensiero e di espressione non si toccano. Vorrà dire che ci canterai un'altra canzone dove un altro tuo amico credeva di esser etero e invece si è ritrovato gaio.
Con l'amore di sempre, con la gioia nel cuore. Chiamami! Chiamami...Tuo Cristiano
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domenica 1 febbraio 2009
PADRONI A CASA NOSTRA
FANATICAMENTE CONTRO GLI YANKEE, MA (PER ORA), BUONI E ZITTI SULLA QUOTA-STRANIERI IN CLASSE
C’è una sinistra che si oppone a qualunque progetto. E che lo fa ‘a prescindere’, anche quando di impatto ambientale non ci capisce una beneamata mazza.... E’ la cosiddetta sinistra ‘Nimby’ (acronimo inglese che sta per Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile"). Ed è quella accozzaglia chiassosa che va in trasferta -magari in compagnia del sindacato, dei Disobbedienti, e di qualche extracomunitario che faccia numero- per contestare il Mose, la Tav, e ogni opera che giustifichi un po’ di cagnara.
Bene: a Vicenza la sinistra ‘Nimby’ ha invaso la futura mega-base Usa (in barba al referendum autogestito, che aveva lasciato intuire quanto i vicentini siano in realtà poco sensibili alla questione).... Il blitz è stato realizzato anche grazie all’arrivo sul territorio dei centri sociali padovani e veneziani (sennò, hai voglia ad aspettare i vicentini magnagatti!).
E la ciurma si è poi messa sotto il mantello protettore del sindaco Achille Variati. Che ha conquistato la poltrona anche grazie al voto dei no-base.
Resta da capire cosa pensano -questi bravi ragazzi- di Alessandra Moretti (vice del sindaco), che ha stabilito di fissare una quota-stranieri per ogni classe: mai più di tre ragazzi stranieri ogni dieci.... La sinistra ‘Nimby’ intanto preferisce tacere. Non si direbbe particolarmente scandalizzata da questa decisione. E si capisce: meglio soprassedere, almeno per ora, e tenersi buono il sindaco ex democristiano!
La sinistra 'Nimby' pretenderebbe di occupare -nel nome del pacifismo, si intende!- il cantiere, l'autostrada, la stazione dei treni.
Salvo poi condannare il sionismo e l'occupazione israeliana.
... Intanto vale per il Dal Molin quello che vale per le scuole della città: ognuno -come direbbe Bossi- deve essere padrone a casa sua.
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NOTA FINALE: Altro post dedicato alla Vicenza dei magnagatti, CLICCANDO QUI.
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sabato 31 gennaio 2009
POVIA : I CONTI NON TORNANO
2009: la rivista "Io donna" gli fa i conti in tasca.
E quelli, decisamente, non tornano.
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Da un articolo di Marzio G. Mian e Fausto Biloslavo
(per “Io donna”)
… Quanto Povia ha dato al Darfur e quanto il Darfur ha dato a Povia?… “Se Povia non fosse andato su quel palco a Sanremo nel 2005 poteva finire nel dimenticatoio” ci dice Carrara, storico titolare della Target, da 40 anni nel mondo della musica. “L’iniziativa Darfur è stata determinante per lanciarlo” aggiunge. “Nel 2006, l’anno dopo il botto della serata benefica, ha vinto il Festival anche perché i bambini avevano votato per lui. Quando andava a cantare in giro, prima del concerto faceva sempre una visita negli ospedali”.
E i 450mila euro di proventi complessivi? Carrara non conferma e non smentisce, ma spiega che metà incassi sono andati a Povia, in quanto autore e compositore. “Da parte nostra” dice “quell’anticipo di 35mila euro era la cifra giusta, però penso che Povia avrebbe dovuto arrivare ad almeno 70mila”.
Visto il tono, non sorprende scoprire che tra i due c’è stata rottura. “L’ho mollato in dicembre” conferma Carrara: “Si è messo a fare l’impegnato, il De André, ma non ne ha lo spessore. Troppe cose di cattivo gusto, ci rimettevano la mia immagine e la mia attività”.
Oltre all’odiosa vicenda Darfur, Carrara non ha digerito la bagarre mediatica sulla canzone 'Luca era gay', che Povia si appresta a cantare a Sanremo: “E ispirata alla vera storia di un mio amico, che fino a 37 anni era gay. Poi ha conosciuto una ragazza e ora ha anche due bimbi” racconta e conclude amareggiato: “Le sue dichiarazioni sull’omosessualità come malattia le ho lette sui giornali, da sei mesi non ci parliamo più”.
Ma questo è un altro festival.
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sabato 24 gennaio 2009
LA ORIANA CHE RACCOGLIE TEMPESTA
E ADESSO CHE E' MORTA RACCOGLIE SOLO TEMPESTA.
NEANCHE SOTTO TERRA LA LASCIANO IN PACE. E INFATTI E' STATA RUBATA UN'ALTRA TARGA CHE PORTA IL SUO NOME.
COME AVVENNE ANCHE A MILANO.
E’ successo anche a Firenze: alcuni vandali hanno rubato la targa dedicata ad Oriana Fallaci, che si trovava esposta sul muro esterno di Palazzo Medici.
Il presidente del consiglio regionale (Riccardo Nencici), ha collegato l’episodio al “clima di intolleranza” che -secondo lui- anche in Toscana “sta crescendo ogni giorno di più”.
… Bene, bisognerebbe ricordare a costui che anche la famosa scrittrice ha contribuito ad alimentare l’odio e l’intolleranza.
E lo ha fatto -sia chiaro- tra gli applausi di quella destra ipocrita e retriva che in seguito ha mangiato sul suo cadavere.
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Forse vale la pena di rifare un elenco delle tante persone che la Fallaci ha offeso. Attraverso due mie lettere che -quando la pazza era ancora viva- i giornali avevano pubblicato.
La prima si trova in questo post, la seconda, invece, in quest’altro.
Anche a Milano era stata rubata una targa dedicata alla Oriana.
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domenica 18 gennaio 2009
AL "VILLARI FAN CLUB"
… MA I RADICALI, NON ERANO FAVOREVOLI AL LICENZIAMENTO ANCHE SENZA GIUSTA CAUSA? SARA' CHE UN EPATOLOGO VALE PIU’ DI UN METALMECCANICO?
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(Da Il Giornale.it)… La Procura di Roma ha reso noto di aver aperto un fascicolo processuale con l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio. L’intervento della magistratura è stato determinato da una denuncia presentata dal leader radicale Marco Pannella nella quale si faceva riferimento «alla situazione in cui versa la commissione i cui lavori vengono preordinatamente disertati dai parlamentari al fine di costringere il presidente regolarmente eletto a dimettersi».
L’anziano fondatore del Partito radicale ha avviato da settimane una nuova battaglia per la legalità. Questa volta l’obiettivo è il funzionamento della Vigilanza Rai, disertata sia dal centrodestra che dal centrosinistra (sin dall’espulsione di Villari a novembre). Solo due «giapponesi» insieme con Villari partecipano alle sedute: l’Mpa Sardelli e il radicale in quota Pd Beltrandi. Quest’ultimo occupa la commissione a San Macuto e digiuna insieme a Pannella per «la praticabilità democratica delle istituzioni». La denuncia chiede che la magistratura indaghi su quei parlamentari che «ottemperando a un illegittimo ordine di partito, hanno disertato i lavori della Commissione stessa impedendone così il funzionamento al fine di costringere il presidente, regolarmente eletto, a dimettersi».
La denuncia di Pannella contro i parlamentari è sostenuta da un cavillo. Deputati e senatori, in questo caso, non potrebbero godere di alcuna immunità sul versante penale, dato che l’articolo 68 della Costituzione prevede esclusivamente l’insindacabilità delle opinioni e dei voti espressi dal parlamentare nell’esercizio delle funzioni.
giovedì 15 gennaio 2009
L'ANNUNZIATA FURIOSA
... La giornalista aveva gli occhi fuori della testa, ma in questo caso lo strabismo non c'entrava proprio (lei aveva criticato la trasmissione, lui ha chiesto se stava cercando di farsi bella di fronte a qualcuno).
... Bisognava pur dirlo ai tanti pacifisti e paci-finti. Di fronte alla guerra israelo-palestinese, l'immagine dei bambini piangenti (e le testimonianze lacrimevoli, e i litigi tra due ragazze coinvolte fino al collo dagli scontri in atto), aumentano solo l'emotività.
Cioè: proprio quello che non serve, di fronte ad un conflitto che si trascina da secoli!
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Altro post collegato a questo, su NATALEtuttoL'ANNO.
sabato 10 gennaio 2009
LA TESTA NEL PALLONE
Il conflitto arabo-israeliano ha fatto straparlare quel bravo ragazzo che è il “fratello” Nicola Legrottaglie.
Appena gli hanno fatto capire la stupidità delle sue parole, il difensore juventino (che esibisce la sua fede come ogni buon fanatico), ha dovuto fare retromarcia. Ma in questo modo il giocatore ha dimostrato di avere la testa nel pallone, e di non sapere bene di quale Dio parla.
In sostanza, sul conflitto mediorientale, queste era stata l'allucinante dichiarazione riportata dalla "Gazzetta dello Sport": «Sapevo già che sarebbe successo, è una profezia della Bibbia. Il popolo di Israele era quello prediletto da Dio. Ma non l'ha riconosciuto e ora ne sta pagando le conseguenze».
Forse il “duca” dovrebbe smentire anche molte altre interviste. Praticamente tutte quelle in cui ha esibito una fede primitiva e accattona (ma in cui ha badato bene a precisare: Dio benedice anche i ricchi, purché siano “giusti”!).
... Insomma, che diamine, ci vuol altro per essere credibili in quanto cristiani, che dire certe banalità!
Ci vuol altro che rinnegare le mèches bionde, lamentare il vuoto precedente alla ‘chiamata’, e stupire cianciando sulla solitudine del mondo moderno e le disgrazie che colpiscono tanti comuni mortali!
Perchè bisognerà pur dirglielo: anche per mostrare la "luce interiore", prima bisognerebbe aver letto qualche libro.
Inutile, altrimenti, fingersi spiriti liberi mostrandosi ostili alle “istituzioni religiose” (che sarebbero -dice lui- guidate da “uomini fallaci”).
... Assolutamente inutile, soprattutto, se contemporaneamente si frequenta una chiesa evangelica (non è guidata anche quella da uomini che sbagliano?).
Ed è troppo comodo vantarsi di aver rinunciato al sesso, se si lascia intendere di averne a suo tempo fatto indigestione!
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Da una intervista a Nicola Legrottaglie
(di Maurizio Corsetti, Repubblica.it)
Ma che tipo di compagno di squadra è, Dio?
«Esigente, però infallibile. Se lo segui non puoi sbagliare: è il mio navigatore satellitare. Ti chiede sostanza, non apparenza. Io lo so, perché di apparenze vivevo: le mèches bionde, i bei vestiti, le automobili, le discoteche, una ragazza diversa ogni sera. Poi tornavo a casa e mi dicevo: e allora?».
Trovata la risposta?
«Sì: ero vuoto. Avevo tutto e non avevo niente. Soldi, notorietà, successo: la via più diretta verso la solitudine».
Ne parla con altri giocatori?
«Non sono invadente, neanche Gesù lo era. Non compio mai il primo passo. Però sono gli altri a venire da me, per chiedermi come ho fatto a cambiare. Mi vedono sereno, in pace con me stesso». E vedono pure un calciatore trasformato, molto più bravo di prima. «Infatti».
E’ vero che da due anni non ha rapporti sessuali?
«Sì, perché o segui Cristo davvero o non lo segui per niente. Prima ero schiavo del sesso, adesso aspetto di incontrare la persona giusta per formare una famiglia e avere dei figli. Mi sento libero».
Il calcio è un mondo molto materiale: che c’ entra Dio?
«Qui c’ è tanta solitudine, tanto dolore, tanta paura. Anche tra i campioni. Intere vite tra ritiri e videogiochi dall’ età di tredici anni. La gente ti assale e devi difenderti, devi chiuderti: così rimani senza amici veri, e quando smetti di giocare ti senti solo al mondo. Dio è una risposta di senso, ed è anche una risposta alla morte … Due anni fa vedevo andarsene amici, conoscenti, molti dei quali giovani. Vite spezzate all’ improvviso, senza un perché. Mi dicevo: e se domani toccasse pure a me stendere le gambe? Dove andrei dopo?».
Lei frequenta la chiesa evangelica: cosa significa, in concreto?
«Ci troviamo due volte la settimana con gli altri fratelli e sorelle per leggere la Bibbia e parlare di Gesù, il lunedì e il giovedì. Lo facciamo anche nelle case, si mangia, si sta insieme, si impara a curare l’ anima ma senza le istituzioni religiose: perché l’ istituzione prima o poi ti delude, è fatta di uomini fallaci, invece la Bibbia non fallisce mai».
In lei, gli altri fedeli vedono fratello Nicola o il calciatore Legrottaglie?
«Tutte e due le cose, ma fratello Nicola conta di più».
E’ vero che un giorno le piacerebbe diventare missionario?
«Non pongo limiti alla chiamata di Dio. E comunque credo che si debba essere missionari sempre, non solo in Africa ma qui, adesso. Senza prediche, solo con l’ esempio e una vita giusta. Mi basta mettere il dubbio in chi ascolta».
E’ cambiato il suo rapporto con il denaro?
«Non gli davo troppa importanza neppure prima, anche se forse è facile dirlo quando se ne ha tanto. Però io non ne ho tanto da sempre: e se hai molto, molto puoi donare. In silenzio, senza appendere i manifesti. Dopo di che, io in campo do il massimo e dai contratti pretendo il massimo. Gesù benedice tutti i giusti, i poveri ma anche i ricchi, purché appunto siano giusti».
Fratello Nicola, e se alla fine della partita lei scoprisse che dall’ altra parte non c’ è niente?
«Pazienza. Vorrà dire che comunque l’ ho giocata meglio che ho potuto».
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Altre divagazioni come queste sono su "NATALEtuttoL'ANNO", su 'NATALE OGNI DI’, e su 'FASTI & FASTIDI'.