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domenica 21 ottobre 2018

REITERATAMENTE

Mattia Feltri, sul quotidiano La Stampa, si è rivolto al ministro Giggino Di Maio (quello della "manina"), per fargli notare quel che ha detto Matteo Renzi. Ovvero che "Grillo ha passato la vita a farsi pagare in nero".
... Il giornalista ha aggiunto subito, con una certa ironia, che adesso "vedremo se sarà querelato".

L'articolo in questione, subito dopo, tirava in ballo Berlusconi. Per sottolineare con perfidia che l'ex Cavaliere - pensa un po' - non fu querelato quando disse qualcosa di molto simile.
... All'epoca, la precisa (e molto acida), accusa di zio Silvio era stata questa: "Non ho mai fatto lavorare Grillo perché si faceva pagare in nero".

Infine, Mattia Feltri ha ricordato con calma che andando più indietro nel tempo fu querelato invece Luca Barbareschi (quando quest'ultimo aveva dichiarato che Grillo "si è fatto pagare in nero per vent'anni").
... Ma anche in quell'occasione - ti pareva - non ci fu seguito, ha precisato, perché il titolare di una discoteca raccontò ai carabinieri della "reiterata" nonché "in contanti e senza fattura" retribuzione al comico genovese. 

domenica 13 maggio 2018

QUELLI VERI

Magari quelli che hanno lasciato il Pd (e hanno votato M5s e/o Lega), si dicono "di sinistra", invece sono solo degli sprovveduti fifoni che scappano quando la nave affonda (questa è l'ipotesi migliore), oppure sono solo dei vigliacchi che saltano sul carro dei vincitori (e questa è l'ipotesi peggiore, forse la più azzeccata). ... Gli amici veri, come i "compagni" veri, si vedono nel momento del bisogno. Gli altri è meglio perderli che trovarli. W l'Italia sempre e comunque!

domenica 18 febbraio 2018

TRAVAGLIAMENTI


Qualcuno dica a Marco Travaglio che parlare su “Il Fatto” di “mancate donazioni di 7-8 pentastellati” significa ingannare i lettori e gli elettori. Quelle “donazioni” non sono “mancate”.  Casomai sono FINTE. Meglio ancora: FALSE.
… In quanto ai “7-8 pentastellati”: si prenda un pallottoliere. E lo tenga ben stretto. Se non vuol passare per falso anche lui!

E dopo cominci a battersi il petto, il fenomeno! Già, perché non sono passati tanti secoli da quando – appena finito di fare lo strapuntino a tutti i politici - il Travaglio si faceva fotografare al “Vaffa Day”, bello sorridente, in compagnia di quel buffone rabbioso e rancoroso che risponde al nome di Giuseppe Grillo (per gli amici Beppe).
… Quel Grillo che, fra l’altro, è un evasore conclamato. Pure un gran kazzaro, già condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo. E scusate se è poco!

mercoledì 13 aprile 2016

CASALEGGIO

CASALEGGIO, CHI ERA COSTUI? EBBENE, GIANROBERTO CASALEGGIO E' IL "VISIONARIO" (OGGI LO DEFINISCONO COSI') CHE NEL VIDEO "GAIA" DA LUI REALIZZATO AVEVA STABILITO COSA SUCCEDERA' DA QUI AL 2054 (E PER L'ETERNITA').

Precisamente, dopo un discutibile riassunto sulla Storia dell’umanità, Casaleggio aveva vaticinato fra l'altro questo: nel 2018 i comunisti continueranno la loro battaglia contro internet. Nel 2020 ci sarà la terza guerra mondiale (con la distruzione di Piazza San Pietro). Nel 2051 ci sarà un referendum mondiale contro la pena di morte. In seguito spariranno i partiti, le ideologie, le religioni (perché “la conoscenza collettiva è la nuova politica”, grazie ad internet).
… Forse, chissà, tutte queste angoscianti e tenebrose previsioni di Casaleggio si riveleranno vere. Chi vivrà vedrà. Ma una cosa, adesso, è pacifica: lui non potrà mai verificare niente di tutto quello che aveva programmato. Perché, fra l’altro, quando ha realizzato il video “Gaia”, non aveva previsto la sua morte nell’aprile 2016.

lunedì 9 giugno 2014

PROFETA DI SVENTURA

Beppe Grillo non ha perso le elezioni, ha perso la faccia. Resta da capire che faccia hanno le tante e i tanti che lo hanno votato ancora, quando lo schifo era già evidente da tempo, nel famoso ed allucinante video "Gaia" (quello dove Casaleggio - l'autore dei testi di Grillo - dice fra l'altro: che nel 2020 scoppierà la terza guerra mondiale, che nel 2054 spariranno finalmente tutti i partiti e tutte le religioni, e che inoltre...).

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Non è vero che Beppe Grillo ha perso le elezioni: è arrivato secondo, ha preso comunque un sacco di voti, e dunque la sua non può essere considerata una sconfitta.
... E tuttavia, se non ha perso le elezioni, è pacifico che ha perso qualcos'altro: la faccia.
Perché ha dimostrato di non saper vedere oltre il suo naso. Perché lui, quando si mette a fare il profeta, dice solo scemenze che puntualmente non si avverano. Come quando aveva previsto il sorpasso sul Partito Democratico di Renzi, e invece è andata come è andata.

L'aveva detto in tutte le salse: "Vinciamo noi!". Ad un certo punto, addirittura: "Stravinciamo!". Se ne deduce, a questo punto, - ma lo si poteva capire anche prima - che vaticinava ad minchiam anche quando urlava che "siamo in guerra!".
... E vaneggiava anche quando prevedeva una catastrofe per il Paese (a primavera sosteneva che si sarebbe falliti ad ottobre, arrivati ad ottobre immaginava lo sfascio in primavera, e di rinvio in rinvio...).

A
d un ciarlatano come Grillo non va affidato nulla. Se gli affidiamo il Paese, quello ci porta tutti nel burrone (come ha fatto coi suoi tre amici, nell'incidente che gli è costato una condanna definitiva per omicidio colposo plurimo).
... Bisognerebbe tappargli definitivamente la bocca, a uno così. Eviterebbe di starnazzare ancora sulle nanoparticelle, sulle stampanti miracolose, o sulle palline in ceramica da usare al posto del detersivo. Bisognerebbe mandarlo via, Grillo, magari spedirlo dalla sua amica Mina, in Svizzera. Possibilmente bisognerebbe mandare assieme a lui anche tutta la "casta" degli artisti che lo hanno incensato (la Mannoia, Dario Fo, Paolo Villaggio, ecc.).

Poi, naturalmente si dovrebbe farlo controllare da una badante, ed evitare di chiedergli pareri (che si rivelerebbero puntualmente inutili). Naturalmente non potrenni fargli fare altri spettacoli (scatenerebbero la rabbia funesta anziché le sane risate).
... E non potremmo fargli fare neanche le previsioni del tempo (getterebbe tutti nel panico annunciando improvvise glaciazioni o nuovi diluvi universali).


A
desso, dopo le tante cretinate sul grano saraceno, sui microchip, sulle scie chimiche, sull'orina da bere, sul Bilderberg, sulle sirene, sui vaccini che sarebbero pericolosi, eccetera, i grillini pubblicano la foto di Bersani con Orsoni.
... Eh già, ma pubblicassero invece la foto in cui Grillo sta col cardinal Bertone (ma certo, se Beppe non vuole andare in Parlamento, sarà evidentemente perché punta più in alto e aspira ad entrare in Vaticano!).


Grillo prima si è vantato di essere "Oltre Hitler", poi ha mangiato a sbafo sul cadavere di Berlinguer, quindi ha scatarrato sugli improbabili "brogli elettorali", e infine è corso ad incontrare Farage (con la scusa che quello ha «il senso dell'humour»!
... Ma ci vuol poco ad essere più spiritosi e meno rabbiosi di Beppe, perché ormai Grillo è un buffone che non fa più ridere, fa solo pena. Pure tanta. E resta da capire una cosa: se lui ha perso la faccia, che faccia avranno quelli che ancora votano 'sto qua?


sabato 7 giugno 2014

CATTIVE ACQUE

A proposito di Beppe Grillo, e a proposito di tutti quelli che hanno goduto quando hanno saputo dell'arresto del sindaco di Venezia (e dello scandalo per la corruzione che c'era dietro il Mose).
... Questi, sull'argomento, sono tre dei cinquettii che ho lanciato attraverso il mio profilo su Twitter:


1)  Cari #Salvini , Berlusconi, #Grillo , ditemi ke nello scandalo #Mose (#Venezia ) c'entra pure la Terronia, la culona, l'ebetino,

2)  #Grillo
e #M5S contrari grandi opere e #Mose (l'acqua alta x loro è causata da scie kimiche di #Bilderberg2014 e da nanoparticelle saracene)

3)  Senza brogli il #M5S avrebbe vinto. Per prima cosa chiudeva il #MoseaVenezia , e poi #Grillo divideva le acque con una stampante da 3 soldi

domenica 26 maggio 2013

LA BALLA DI RODOTA'

Non se ne salva uno, tra gli artisti cosiddetti "impegnati". Adesso anche il cantante Antonello Venditti ha cambiato partito, e si vanta di sostenere il movimento di Beppe Grillo. Dice di non poter sopportare il nuovo governo guidato da Enrico Letta, e lascia intendere che sono state proprio le sue idee di sinistra che lo hanno costretto a cambiare registro (e ad accusare il partito nel quale si riconosceva fino a poco tempo fa).
… E infatti, durante una intervista al quotidiano “Il Messaggero”, Venditti ha spiegato la confusione politica del momento con queste assurde parole: «La responsabilità di questa situazione è certamente del Pd che, non votando Rodotà come presidente della Repubblica, ha impedito qualsiasi avvicinamento al movimento 5 Stelle».

Ora, qualcuno dovrebbe spiegare a Venditti che un partito serio come il Partito Democratico non poteva votare nessuno (neppure Rodotà), a “scatola chiusa”. Perché, fra l’altro, la Presidenza della Repubblica non è una sorta di “premio alla carriera”.
... A un comico rancoroso come Grillo sarà anche consentito organizzare una sagra paesana che poi chiama “Quirinarie”, ma in democrazia  ci si aspetta che le cose si facciano un po’più seriamente. Perché, insomma, la Gabanelli avrà fatto tante importanti inchieste, e Gino Strada sarà pure in odore di santità, ma non per questo li si può ricompensare regalando loro il Quirinale! Idem per Rodotà, che dopo una vita passata a sinistra non si è stupito di essere passato dalla “black list” dei pensionati d’oro (pubblicata da Grillosul suo blog), alla lista dei “quirinabili” (preparata in quattro e quattr’otto sempre dalla ditta Casaleggio).

Solo alla fine della fiera abbiamo capito che le misteriose quirinarie erano una buffonata organizzata senza alcun criterio (candidare qualcuno senza prima verificarne la disponibilità semplicemente non ha senso). Peraltro: il“garante” Rodotà (che in passato aveva messo in guardia dai pericoli del grillismo), durante le quirinarie non ha speso una parola per dissociarsi da chi lo contrapponeva a Franco Marini (suo collega e coetaneo, visto che entrambi sono nati addirittura nel ‘33).
... Inoltre Rodotà non ha smentito la favola odiosa che voleva lui rappresentante dell’anticasta, e Marini rappresentante della “vecchia classe politica”.

In ogni caso, il Partito Democratico non poteva candidare Rodotà senza prima tastargli il polso, e d’altra parte non poteva in alcun modo contattare e trattare con un uomo ormai irriconoscibile e indecifrabile (non avrebbe potuto farlo neppure per chiedergli se aveva deciso di cambiare le sue idee, o se aveva semplicemente cambiato schieramento).
... Non avrebbe potuto fare nulla di tutto questo per il semplice motivo che a quel punto Grillo avrebbe fatto una scena di gelosia, e si sarebbe lamentato subito per “l’invasione di campo”, magari gridando al complotto.

Beppe Grillo a suo tempo aveva spiegato che bisognava mettere sotto accusa “tutti i segretari del Partito Democratico dal ‘95 a oggi”. Resta da capire se secondo lui, fino al ’94, erano tutti immacolati. In ogni caso, il primo presidente del Pds (almeno fino al ’92), fu proprio Rodotà. Che ha costruito la sua splendita carriera fin dai tempi del Pci. E dunque il "garante" non può essere considerato – politicamente parlando - un verginello!
… Ma in realtà Grillo tutto ciò lo sa benissimo. Anche se probabilmente i suoi ragazzi ignorano questo e molto altro (visto che sono quattro dilettanti allo sbaraglio!). E, in ogni caso, candidando Rodotà, il MoVimento voleva solo dividere il Pd. Perché a cambiare le cose non ci pensano affatto, e loro amano solo fare chiasso (perché lo spettacolo deve continuare: glielo ha insegnato quel buffone del loro leader!).

domenica 5 maggio 2013

ITALIANI GABIBBI

Dopo le dimissioni di Bersani, i grillini avevano subito esultato. Credevano, poveretti, di aver “circondato” definitivamente la cosiddetta “casta”. Ma la rielezione di Napolitano (e la successiva fiducia al governo Letta), hanno fatto cadere i loro sogni di gloria. E i tapini han capito che per vincere la loro guerra dovranno lavorare ancora. Magari solo per una settimana (perché non è detto che l’attuale governo possa andare più in là), ma dovranno comunque insistere.
… E magari, tra una fatica e l’altra, dovranno pure cominciare a stare attenti a quel che dicono. Perché, spesso e volentieri, a questi dilettanti allo sbaraglio gli si legge in faccia che non sanno neppure di cosa parlano. Anzi,di cosa straparlano.

Poi, è ovvio che il MoVimento Cinque Stelle non ha colpa se un fallito che ha speso tutti i suoi soldi nel gioco e ha deciso dare la colpa ai politici (l’ineffabile Luigi Preiti), decide di sparare alla cazzo di cane! Però, Beppe Grillo dovrebbe comunque vergognarsi un po’. Perché, per rendersi simpatico e rastrellare voti, il ruffiano ha cavalcato un luogo comune insulso e pericoloso: quello in base al quale la “ggente” è sempre e comunque assolutamente innocente, mentre i politici sarebbero - a sentir lui - colpevoli di tutto.
… Quando invece la responsabilità maggiore (almeno in una democrazia come la nostra), è proprio di quel popolo bue che - evidentemente - prima di recarsi al seggio passa al bar ad ubriacarsi. Col risultato che è sotto gli occhi di tutti: abbiamo un Parlamento che non riesce a prendere una direzione, semplicemente perché il Paese stesso una direzione non sa deciderla e soprattutto non la sa tradurre in un voto serio e ponderato.

I politici saranno anche corrotti (non tutti, in ogni caso), ma certo non sono caduti dal cielo per opera dello Spirito Santo. Anzi: sono stati votati da quel popolino rumoroso e casinista che dalla politica ha sempre cercato l’aiutino, la raccomandazione, la caramellina (salvo arrabbiarsi quando la presunta “casta” non ha più caramelle da dispensare!).
… Per cui, insomma, alla fine la colpa non è degli “eletti” (che sono solo gli “esecutori finali”), ma principalmente degli elettori (che sono i “mandanti iniziali”).

Adesso possiamo discutere e cianciare finché vogliamo sul poveretto (il Preiti), che voleva, dice lui, sparare ai politici e poi suicidarsi. Possiamo farla lunga sul disagio e sulla disoccupazione (che magari non c’entrano una mazza con il suo delirante crimine). E qualcuno può perfino dire (lo hanno fatto in molti), che quello doveva mirare meglio. Ma sarebbe il caso di chiedersi se davvero questo qui ce l’aveva coi politici. O non, piuttosto, con la sua miserabile vita spesa a kazzeggiare. Perché, insomma, non basta essere disoccupati per poter gridare e insultare a casaccio (magari a beneficio di telecamera!).
... E magari certi disoccupati cenciosi che vanno a lamentarsi da Santoro sono semplicemente figli del “Grande Fratello”. Anche se non se ne rendono conto, magari cercano il “gesto eclatante” che li faccia uscire dall’anonimato e dal fallimento esistenziale. Morale: loro si limitano a fare gli spiritati, il Preiti (che ha il cervello più spappolato), ha fatto le cose più in grande. Tutta qui la differenza!

Magari quelli che sbraitano a beneficio di telecamera sono gentaglia che fino al giorno prima elemosinava un favore dal politico locale. Oppure cercavano un lavoretto (possibilmente statale) o un “aiutino” (pagato dalla collettività, cioè sempre dallo Stato). E infatti, quando sanno di essere visti alla televisione, questi emuli del gabibbo prima sorridono e poi (cercando di guadagnare l’obiettivo), fanno ciao con la manina. Quindi – per farsi notare e passare alla storia – cominciano ad alzare la voce e a dimenarsi, sputando contro i politici. E a quel punto gli riesce di raccogliere un grosso applauso (bingo!).
… Magari un tempo questi hanno votato Berluska, o per la Lega (perché odiavano Prodi,o la Bindi, o i cinesi o i senegalesi). E magari adesso votato per Grillo, perché hanno deciso che stavolta odiano la Merkel, Monti, le banche, le discariche, i vaccini, la vivisezione. In ogni caso questi cenciosi non cambieranno mai: crederanno sempre a qualche altro cialtrone che promette un miracolo, o a qualche burino che promette di far fuori qualche loro concorrente.

Questi miserabili crederanno ad ogni teoria complottista: è colpa degli ebrei, dei rom, dell'onnipotente Bilderberg, dell’euro, del Pdmenoelle, di D’Alema che va a spasso col cane ma intanto tresca a destra e a sinistra. Poi, questi somari vanno magari al concertone dei sindacati a gridare “Berlusconi pezzo di merda” (oppure opteranno per un altro politico a caso!). E tra un rutto e una scoreggia hanno la sfacciataggine di dire che in fondo, sai come e sai perché, quello che ha sparato ai “cani da guardia del regime” (si è risentita anche questa), va “capito”. Oppure alzano al cielo uno striscione con la sua effige, dedicandogli il 1° maggio (lo hanno fatto certi sbandati dei centri sociali).
… Certo, il poveretto va "compreso", e magari ammirato. E infatti lui, almeno, ha avuto il coraggio (nella sua meschinità), di rischiare la galera. Loro, i figli di papà (che si dichiarano rivoluzionari), neppure quella.

giovedì 13 dicembre 2012

L'ULTIMO PAGLIACCIO


E’ solo questione di tempo, ma alla fine cadono tutti. Gli italiani hanno adorato il pagliaccio che si esibiva dal balcone diPalazzo Venezia. Hanno votato in massa per il clown incipriato che si fingeva leader politic e raccontava le barzellette. E dunque oggi si buttano perfino su Beppe Grillo (un comico rancoroso, vecchio e stanco, che insulta tutte e tutti con i suoi vaffa).
… Ma prima o poi gli italiani si stancheranno, vorranno un nuovo giocattolo, e abbandoneranno anche l’ultimo pupazzo. Perché  vorranno raccogliere un altro esemplare di cafone, un nuovo campione di cialtronaggine che prometta di soddisfare il loro desiderio di evadere, di scappare dalla realtà, di rifugiarsi in un mondo dorato in cui tutto funziona e tutto è bello. Come nelle favole per bambini.

Beppe Grillo ha capito che dopo aver avuto la bicicletta, adesso bisogna cominciare a pedalare. E l’età è quella che è, la sua storia personale idem, la preparazione non ne parliamo. Fino a prova contraria uno che è bravo a fare il comico potrebbe rivelarsi incapace di riparare un lavandino, di fare una pizza, o di guidare un movimento che ha ambizioni politiche.
E infatti, dopo quel che è successo recentemente (la scomunica di Giovanni Favia e Federica Salsi), molti hanno finalmente aperto gli occhi.
... Bisognerebbe chiedere a tutti costoro (anche a Favia e alla Salsi), come mai adesso fingono di cadere dalle nuvole. E come mai non hanno mai protestato quando il para-guru Grillo insultava la Montalcini dicendo che è solo “una vecchia pu**ana”.


domenica 8 luglio 2012

GRILLO VATTENE IN IRAN

Beppe Grillo dice che in Iran le donne stanno da Dio.
... Figurarsi con che obiettività giudicherà i suoi eletti (i grillini: questi autentici "dilettanti allo sbaraglio")!




I
l grillino Federico Pizzarotti (sindaco ragazzino di Parma), ha dovuto penare 46 lunghi giorni per riuscire a completare la squadra che governerà la sua città. Intanto un assessore è stato licenziato subito dopo essere stato nominato. E scusate se è poco.
... Che dire: se son rose fioriranno, ma se si considera chi è la musa ispiratrice del movimento cinque stelle (il Beppe nazionale che un tempo sfasciava i computer e pubblicizzava lo yogurt), c'è solo da tremare.

Da molto tempo i testi di Grillo non fanno più ridere, casomai piangere. Papale papale, al giornale israeliano Yedot Ahronot aveva dichiarato: «Mia moglie è iraniana. Ho saputo che la donna in Iran è al centro della famiglia. Le nostre paure nascono da cose che non conosciamo».
... E poi ancora, sul terrorismo fondamentalista: «Quando uscivano i discorsi di Bin Laden mio suocero iraniano m’ha spiegato che le traduzioni non erano esatte».

Nonostante tutto quel che si è detto, i grillini (tutti giovani, pulitini e carini), si vantano di avere come padre fondatore un penoso comicante che (sebbene in là con gli anni pure lui), si permette di irridere ai vecchi politicanti.
... Lo ammirano, perfino, quando  il guitto esige politici incensurati (pur essendo lui stesso un condannato per omicidio colposo plurimo!). E lo giustificano quando offende giornali e giornalisti (perché il bacucco preferisce le informazioni che trova in internet, o quelle che gli passa il caro suocero!).  

Sarà anche vero, come dice Beppe, che in Iran la donna (doveva dire: la moglie), è al centro della famiglia. Ma bisognerebbe sapere cosa cosa può succere ad una iraniana che un giorno decidesse di spostarsi da quel "centro" in cui è inchiodata, per andarsene un pò fuori casa, magari senza il velo in testa.
... Insomma, bisognerebbe capire una cosa: se in Iran una donna qualunque se ne andasse in giro vestita come la moglie di Grillo, poi il caro marito (soprattutto i parenti e il regime) la riammetterebbero in quel "centro" della casa o la manderebbe tranquillamente al patibolo?

Ma non si dica che Grillo parla così solo perché in quel paese non ci vive. Non si dica che lui (ingenuamente), si fida dei parenti stranieri. Perché in realtà Grillo parla a vanvera anche del Paese (l’Italia) che dovrebbe conoscere bene.
… Come quando, anche in seguito ai troppi imprenditori che si suicidano, ha spiegato che lo Stato è peggio della mafia, perché la mafia «non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo».  Perché, insomma, qualcuno gli deve dire - accidenti e accidentina - che questi (fra l’altro), sono proprio gli argomenti dei mafiosi!

sabato 29 ottobre 2011

GRILLO GO HOME

Se Cirino Pomicino è riuscito a far balbettare perfino i grillini, vuol proprio dire che non c'è speranza (e che siamo decisamente nella merda).



I grillini (che si sentono invincibili quando sono in rete), perdono tutto il loro smalto appena accettano un confronto civile con gli avversari. 
... Del resto anche Beppe Grillo è capace di stupire (ed è divertente), solo quando si trastulla nei suoi rancorosi monologhi. 

Da piegarsi per le risate: Cirino Pomicino (a La7, durante il programma “In Onda”), è riuscito a far balbettare perfino i rappresentanti del movimento 5 stelle. E infatti, quando il vecchio democristiano ha chiesto di capire come loro formano le loro liste, questi bambini viziati e presuntuosi hanno risposto come han potuto. 
... Cioè praticamente col silenzio, visto che , con sprezzo del pericolo e del ridicolo, hanno spiegato che loro non avevano accettato il confronto in televisione per parlare con gli altri ospiti, ma casomai per potersi presentare ai cittadini (evviva la franchezza!).
 
Vabbé, questi vogliono solo farsi pubblicità. Ma resta il fatto che anche i politici della prima repubblica sono cittadini (e non li si può ignorare). 
... E resta il fatto che i replicanti di Beppe Grillo non hanno voluto aprire bocca neppure quando è stato loro chiesto di rispondere alle critiche degli ex grillini (che in internet lamentano la mancanza di democrazia interna al movimento, e la poca trasparenza sulle riunioni in cui si decidono le strategie da adottare).

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Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")

mercoledì 22 aprile 2009

Geova nostro ke sei nei cieli

E’ proprio vero che in Italia manca l’informazione. E il blog di Beppe Grillo contribuisce a seminare confusione,  dicendo agli italiani che il terremoto dell’Abruzzo ha mandato all’altro mondo i cattolici, mentre si sarebbero salvati tutti i testimoni di Geova.
... D’accordo, magari Dio non fa differenza tra i suoi figlioletti -e il predicatore Beppe non ha insinuato esattamente questo!- però resta chiaro che secondo lui "la religione può salvare la vita di una persona".
 
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Papale papale, il comico genovese (già condannato per omicidio colposo plurimo), ci ha avvertiti: “... In Abruzzo i Testimoni di Geova si sono salvati, i cattolici hanno raggiunto il Paradiso”.
E questo perché “i geoviani, prima del terremoto, hanno avvertito i membri della loro comunità del pericolo. Hanno raccomandato di dormire in macchina e di tenere con sé delle valigie con il necessario: sono tutti sopravvissuti…”.
La fantastica conclusione di Grillo: “Se Bertolaso fosse stato un Testimone di Geova gli abruzzesi non avrebbero pianto centinaia di morti”.

… Nientemeno!

"Hearthquake" ( dei Family Force 5 )





Su questa delirante idea (i Testimoni di Geova che si salvano dai terremoti), ho voluto dire la mia. Lasciando, sul blog di Beppe Grillo, questo commento:

Se
dipendesse dai loro capi religiosi, i Testimoni di Geova avrebbero smesso da tempo di far figli. E (come suggerito loro moltissimi anni fa), avrebbero -naturalmente per prudenza!- aspettato di vedere prima il fantomatico "mondo nuovo" (in cui sarebbero vissuti dopo la “fine del mondo”). Non per niente un vecchissimo loro libro (che in seguito i TdG hanno tolto dalla circolazione), aveva questo fantastico titolo: "Milioni che ora sono viventi non morranno mai!". Infatti, i loro capi dicevano che al sempre imminente "grande terremoto" di Geova sarebbero sopravissuti i soli testimoni devoti, che sarebbero vissuti per l'eternità senza conoscere la morte di noi comuni mortali! Vale la pena di ricordare che -fra l'altro- i Testimoni di Geova non possono fumare neanche mezza sigaretta, né festeggiare il compleanno, né fare il presepe. E, se ricordo bene, non possono dire "salute" quando qualcuno starnuta. Inoltre non possono frequentare e sposare chi non è della setta (anche se cercano di negare). E addirittura non possono andare a votare (neppure per dirsi contrari all'aborto!). Gli apostati (e soprattutto i disassociati), ci raccontino cosa succede quando un testimone non fa più parte dell'organizzazione.
... Forza, ce lo dicano, così vediamo cosa resta di questa presunta bontà d’animo!

         Pellizzer (agnostico)


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A questo post è collegato quello sugli audaci che dicono: per i terremotati non sgancio neppure un euro!).
L'altro post è sul vecchio "piano casa" di Berluska, che è finito sotto le macerie.

sabato 11 aprile 2009

De Magistris (l'indagato) e Beppe Grillo (il condannato)

Luigi De Magistris (attualmente indagato), s'è candidato con Di Pietro.
Intervistato da Daria Bignardi, il magistrato
si è dichiarato amico di Beppe Grillo (a suo tempo condannato).
E
non ha voluto spiccicare parola rispetto al comportamento del comico genovese (che ad Exit ha fatto il matto, parlando solo di quel che gli interessava, e andandosene senza accettare di confrontarsi, e senza dare spiegazioni).
Anzi, lo ha giustificato spiegando che questo stile di Grillo è -negli uomini di spettacolo- anche comprensibile.
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Su questa pagliacciata di Grillo il quotidiano della famiglia Berluskoni (il “Giornale”) ha pubblicato una mia lettera che ripropongo qui sotto (compresa la frase che hanno tagliato: quella a cui tenevo particolarmente, e che ho indicato in rosso).

Gentile redazione,
ad “Exit” il referendario Beppe Grillo si è lamentato per le sue firme che sarebbero misteriosamente sparite (in realtà non ha saputo o voluto raccoglierle come si deve!).
Il comico ha creduto di poterci imporre il suo insidioso monologo. Destreggiandosi furbescamente tra denuncia, satira, invettiva, pressappochismo, e becero qualunquismo. Salvo rifiutare poi il confronto, e andarsene senza avvertire.
Il comicante ci ha spiegato che siamo pericolosamente circondati da gentaglia già condannata: non si salva né il pubblico né il privato, e ci sono condannati anche in Parlamento, come dappertutto.
… Nessuno che gli avesse detto: scusa, Beppe Grillo, impara l’educazione! Impara a confrontarti democraticamente e a stare al tema! Sennò siamo costretti a ricordati che sei stato condannato per omicidio colposo plurimo.




Altre scoreggette come questa sono su NATALEtuttoL'ANNO, poi su NATALE OGNI DI’, e infine su FASTI & FASTIDI.