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venerdì 2 gennaio 2026

Corano o Bibbia?

Il nuovo sindaco di New York (Zohran Mamdani) ha voluto giurare sul Corano. Mi chiedo che senso ha giurare su libri che sono stati tradotti e interpretati secondo i capricci dei tempi e delle stagioni. Io che sono agnostico (perché non so se Dio esiste) leggo la Bibbia e mi chiedo se davvero è un libro “ispirato”. Di una cosa sono sicuro: la Bibbia è un libro prezioso, perché non da risposte (come invece vorrebbero far credere i bigotti)! Al contrario, costringe a porsi sempre nuove domande.
... A proposito, c’è un passo della Bibbia che dovrebbe mandare in crisi i fanatici. Infatti, in Matteo (capitolo 5) al Cristo vengono fatte dire queste parole: “Avete udito che fu scritto di non spergiurare, ma io vi dico di non giurare affatto. Neppure sulla vostra testa, perché non potete fare un solo capello bianco o nero. Il vostro parlare sia sì, sì, no, no. Perché il di più viene dal #Maligno!
👅

lunedì 8 dicembre 2014

LA FEDE, IL PUNTO "G"

Ateo? Io lo sono stato, certo, ma poi ho capito che la mia era solo - parlo per me, ovviamente - una reazione isterica. Insomma, era solo un infantile condizionamento alla religione che mi era stata imposta col battesimo. Per cui, ho deciso, infine, che era più serio optare per l'agnosticismo. Anche perché non trovavo serio (serio sempre e solo per me), dire che non esiste una entità che viene descritta in modo tanto vago ed impreciso. Ma certo: come posso negare l’esistenza di quel che non mi è chiaro?

Proclamarmi ateo (e/o negare Dio), sarebbe per me come dire che non esiste il "punto G". Nel senso che fino a quando non capisco in cosa quello consista (e fino a quando tutti lo immaginano secondo i loro gusti estetici e secondo la loro morbosa fantasia), trovo ridicolo negare che possa esistere un qualcosa che possa essere chiamato e/o definito in quel modo.
... E non è un caso se la maggior parte degli atei di mia conoscenza, quando parlano delle religioni, dimostrano di essere dei bulletti ignoranti e cafoni che si sono fermati alla barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto.

Anche se gli atei dicono di non credere a nessun Dio, in genere sentono il bisogno di calmare la loro “paura del buio” affidandosi a qualcos'altro che trovo ben più ridicolo (ad esempio credono allo zodiaco, oppure sentono il bisogno di immaginare un altro tipo di Paradiso abbracciando idee, teorie, filosofie che trovo altrettanto fideiste).
... In ogni caso l'intelligenza (come la stupidità), è trasversale. Bisogna farsene una ragione. Per dire: conosco molti atei che sono ossessionati dalle scie chimiche, oppure sono diventati vegani. Questi ultimi, nel nome dell'ateismo, sostengono che gli animali hanno la stessa dignità degli umanoidi, e mi considerano un criminale se mangio una trota.

Morale: non c'è superiorità degli uni sugli altri, perché atei e credenti (assieme, appassionatamente), hanno l'abitudine di gridare "al lupo, al lupo" abbracciando teorie e filosofie che rivelano ancora una volta il loro approccio fideistico alle cose.
... Dopo di che, essendo agnostico, non dico che la dieta dei vegani non abbia anche molti innegabili meriti. E, per dire, non affermo che il pericolo delle scie chimiche sia inesistente (mi limito ad osservare che chi ne ha parlato fin qui lo ha fatto senza portare - per quanto mi riguarda - prove convincenti).

A proposito, non ha senso chiedere con enfasi "come hanno fatto due canguri a partire dall'Australia ed entrare nell'Arca di Noè". Perché neppure Santa Romana Chiesa, pensa davvero che le parabole bibliche vadano prese alla lettera. E dunque chi chiedesse questo dovrebbe rassegnarsi a fare un altro lavoro, e lasciare che a fare l'ateo sia solo chi quel mestiere lo sa davvero fare.
… Perché, insomma, penso che un tema così divisivo come la Fede non dovrebbe riportarci indietro a quando gli atei mangiavano i bambini e i devoti vedevano la Madonna che piangeva sangue. Per il semplice motivo che di strada - da quei giorni - ne è stata fatta tanta. E dunque bisogna procedere nella discussione evitando di avvitarci su discorsi che ci fanno solo perdere tempo prezioso.

lunedì 6 gennaio 2014

SE DIO E' MORTO, DARWIN PURE

Se la Befana non esiste, che dire di Gesù Bambino e dei re Magi? Se qualche cattolico crede ai miracoli di Medjugorje (che la Chiesa Cattolica per il momento non riconosce), che dire degli atei bolscevichi che hanno creduto nel comunismo fanatico e assassino? Ancora: se credere nell’infallibilità del Papa non ha senso, che dire di chi crede agli Ufo, alle scie chimiche, o agli spiriti maligni? E non ci dovremmo forse preoccupare di chi, nel nome del razionalismo ateo, crede nel darwinismo sociale?
… Su Facebook ho partecipato ad una discussione in cui qualcuno metteva in ridicolo i cattolici e la Bibbia. Non essendo io né credente né ateo (ma agnostico), mi rendo conto di quanto sia pericoloso trasformare certi argomenti in un pollaio inconcludente. E dunque mi sono intromesso per dire come la penso. Praticamente sostenendo quanto segue.



1) Nel corso della Storia ateismo e Fede hanno entrambe alimentato tante (troppe), idee ridicole e infami. Ed entrambe hanno scatenato troppo spesso odio, morti, guerre, e quant’altro. A noi tutti (atei, credenti,indifferenti, o agnostici come il sottoscritto), spetta il compito di riportare la calma. Affinché la discussione diventi un momento di dialogo, e non si trasformi in un pollaio meschino, chiassoso, e inconcludente.
Intanto: non è vero che i cattolici sono tutti bigotti e gli atei son tutti concreti e razionali, così come non è vero che i cattolici sono tutti sensibili e gli atei sono tutti materialisti. Sia in un campo che nell’altro possiamo trovare tutto e il suo contrario.
Ad esempio: molti cattolici - probabilmente la stragrande maggioranza -sono favorevoli ai rapporti prematrimoniali, al divorzio, e addirittura all'aborto (sebbene, questo ultimo, sia considerato dalle gerarchie cattoliche un omicidio). D'altra parte, anche all'interno del mondo "ateo" potremmo trovare gente che crede al complotto ebraico, all'omeopatia, alle scie chimiche, al metodo Stamina, ai segni zodiacali. E infatti, incredibile ma vero, ai giorni nostri tanti atei pro-aborto (spesso di sinistra), considerano invece un crimine odioso uccidere un pollo, e per questo sono diventati vegani. Per non parlare di quegli atei che considerano normale (magari nel nome del divino Darwin), fottere il prossimo!

2) Immaginare un mondo in cui gli atei vedono le cose in modo obiettivo e i devoti credono ancora alla befana, è quanto meno un po’ semplicistico. Perché, insomma, i cattolici non sono allineati sempre e comunque coi vertici della Chiesa (come ci piacerebbe immaginare per detestarli meglio), e dunque non è corretto attribuire loro certe idee, magari allo scopo di renderli più ridicoli. Peraltro, nel campo avverso, molti diventando atei hanno adottato filosofie più dogmatiche di prima, e assunto atteggiamenti più rigidi che mai (perché si da il caso che costoro hanno smesso di andare in chiesa, ma prima o poi hanno desiderato e predicato altri paradisi insulsi e ridicoli: quei paradisi che se un tempo erano – poniamo – il socialismo e il comunismo, oggi si chiama scientismo, New Age, o qualche altra trovata del genere).

In quanto a chi dice che la Bibbia racconterebbe solo fregnacce: tutti dovrebbero ormai sapere (io lo so da quando sono bambino), che la storia di Adamo ed Eva non è considerata dalla stragrandissima parte della Chiesa né un racconto storico, né un saggio scientifico. Perfino "Famiglia Cristiana" spiegò molti anni fa che Gesù non è nato il giorno di Natale, che i magi non sono tre, eccetera. D'altra parte dovrebbe essere ormai pacifico che per la Chiesa la Bibbia non deve essere presa alla lettera.
... Morale: siccome non siamo (per fortuna!), nella Russia dei bolscevichi, nella Cina di Mao, o nella Cuba dei Castro, quando si descrive l'altro (avversario, o nemico che sia) diventa controproducente esagerare. Altrimenti c'è il rischio di perderela nostra credibilità. Che non è poco.

3) Gli atei che citano la Bibbia per metterne in ridicolo alcune affermazioni assomigliano molto ai testimoni di Geova. Questa setta cita i passi (in lingua italiana), della Bibbia. Proprio come se quella fosse stata davvero scritta da nostri connazionali. D’altra parte, la Chiesa sa (e, seppur a denti stretti, qualche volta lo ribadisce), che perfino San Paolo parla del "primato della coscienza". E dunque, citare il tal comandamento o il quell'altro precetto, vale quel che vale: poco o niente.
… Non a caso la Chiesa ha stabilito alcuni criteri per leggere i cosiddetti testi sacri. Ad esempio affermando questo:
«... Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ...».

4) Se è vero che Santa Romana Chiesa ha molte colpe, pur tuttavia non possiamo attaccarla con argomenti sciocchi e penosi. Altrimenti loro avranno gioco facile a smontare i nostri discorsi con qualche parolona. Fra l’altro: se il clero usa il "latinorum" non è per caso, o perché hanno fatto il classico. In realtà loro ci giocano, su questo. Intanto perché sanno che molti non conoscono quella lingua morta. E poi perché sanno che il latino intimorisce, conferendo loro quella (finta) serietà e quella (fasulla)autorevolezza che viene da certe fumoserie. In quanto alla Bibbia: da agnostico non saprei definirla, e neppure mi interessa: io che amo questo libro (meglio: questa raccolta di libri), sono interessato solamente a non vederla insultata con discorsi che reputo puerili.
Se infatti è puerile che un credente voglia citarne un passo per dimostrarne la (presunta) grandezza, è altrettanto puerile che un ateo la citi per dimostrarne l'arretratezza (… sai che novità! Sai che scoop!).

… Inoltre: se qualcuno crede ad Adamo ed Eva perché lo dice la Bibbia, è un problema suo (la Chiesa non vieta di pensarlo, su questo oggi non fornisce risposte precise). E che la Chiesa lo abbia insegnato nel passato ha ormai una importanza relativa (col latinorum, o con qualche funambolismo verbale, questi riescono a giustificare perfino certi crimini, altro che la teoria creazionista!).

5) Uno, volendo, può credere che per combattere il clericalismo basti raccontare la barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto. Un altro può pensare che basti leggere il versetto dell'Antico Testamento in cui Dio comanda agli ebrei di "sterminare uomini, donne, bambini, e animali" (questo passo esiste davvero). Un altro ancora può pensare che basti raccontare del prete che ha visto coi suoi occhi comperare dieci video porno in un colpo solo. Io, invece, penso che dopo tanti secoli in cui la gerarchia cattolica ha tiranneggiato in lungo e in largo, avremmo dovuto capire che prima di affrontarla bisogna almeno armarsi. E non con fucili di latta che ci scoppiano in mano!
Non possiamo farla più semplice di quel che è, polemizzando facile facile! Magari certi discorsi funzionano quando si parla tra di noi non devoti, ma se vogliamo mandare in crisi i baciapile e i clericali bisogna (a mio modesto parere) studiare un po' di più. Anche sulla presunta "infallibilità" del Papa bisogna considerare che di quel dogma ormai la Chiesa parla se costretta a ciò dagli atei. E il motivo è chiaro: i preti se ne vergognano, anche se non lo ammettono. Quella teoria la ribadiscono controvoglia, con molte peripezie verbali, con mille precisazioni e 10milla contorsioni.
… Inoltre: che il loro "teologare" sia un giochetto per incantare i polli è cosa fin troppo ovvia. Ma dev’essere chiaro che in ogni caso non sono così sciocchi da dire: "noi siamo infallibili". Anzi, se serve ribadiscono che “tutti gli uomini prima o poi sbagliano, tutti gli uomini sono peccatori” (… per poi precisare che tuttavia, comunque, però, però, però, etc. etc.).
E noi, se vogliamo incastrare questi furboni , dobbiamo sapere almeno cosa vuol dire "infallibilità ex cathedra". Tanto per cominciare.

6) A proposito di infallibilità “excathedra”: la mia sensazione è che gli argomenti con cui i clericali spiegano questo dogma, siano adatti più ad un illusionista che ad un uomo di Fede. Inatti lo giustificano con lo stesso zelo e la stessa enfasi di un  prestigiatore. Un po’ come quando l’illusionista sembra compiere degli ampi gesti con la mano, e tu pensi "che eleganza!" (ma ecco, proprio con quel gesto lui ti ha fregato, perché non ti sei accorto che con l'altra mano ha tirato fuori qualcosa dalla tasca!).
E comunque: io non accuserei di queste furbate tutta la Chiesa (anche per non dare corda a certe giustificazioni che ben conosco e che allungano solo la polemica!).
… Io (ma è solo il linguaggio che preferisce il sottoscritto) preferisco parlare in certi casi di "gerarchia", altre volte di "Vaticano", altre volte di "Santa Romana Chiesa", eccetera. Esattamente come quando parlo di cattolici col K (i  "kattolici"), e cattolici con la "c" (i "cattolici non fanatici"). Questo per non dare l’impressione di voler generalizzare, e per esprimere diversità di giudizi che andrebbero sottolineati sempre e comunque.

           Natale Pellizzer

giovedì 11 agosto 2011

TUTTI INDEGNI

I cattolici autenticamente cristiani non dovrebbero fare la comunione. Per protesta, e per solidarietà ai risposati che non si possono avvicinare alla “mensa del Signore” (quando, peraltro, certi politici con due famiglie e svariate amanti la fanno tranquillamente!) .

… D’altra parte si può pregare il proprio Dio anche senza la mediazione dei preti. Come ha spiegato (su "Famiglia Cristiana"), un ex salesiano, quando ha scritto: vorrei dimettermi da  questa Chiesa, non ho paura della solitudine perché io ho il Vangelo, a farmi compagnia!



Il settimanale “Famiglia Cristiana” ha pubblicato lo  sfogo di un cattolico. Un ex salesiano amareggiato per il crudele trattamento che Santa Romana Chiesa riserva ai suoi figli (spietata con i più indifesi, accondiscendente e ruffiana con i “potenti”).
La lettera dimostrava che perfino un cattolico può vivere bene (magari anche meglio), lontano dalle gerarchie e dall’istituzione in cui queste tiranneggiano.
… E si capisce: un cristiano maturo sa che c’è il “primato della coscienza”. E quella (la propria coscienza), viene prima di papi, preti, vescovi, frati e suore. Lo confermerebbe (benché a denti stretti), perfino Sua Santitudine.
Inoltre: un cristiano maturo sa di avere il Vangelo. Che gli basta e gli avanza. Il Vangelo, che viene prima delle sottovesti di pizzo che svolazzano in Vaticano.

Un cristiano serio e istruito dovrebbe sapere che la parola del suo Dio conta più di qualunque dogma. E, a volerla dire tutta, solo a Lui (al suo Dio), spetta il diritto di decidere chi può partecipare alla sua cena.
Infine: un cristiano maturo dovrebbe addirittura rifiutarsi di andare a prendere la comunione. Per mostrare solidarietà verso i tanti ai quali (per qualche lurido capriccio del clero), questo sacramento viene negato. Che poi, la Fede cattolica stessa insegna che siamo tutti ugualmente indegni. E insegna che non sono i preti a stabilire chi può avvicinarsi all’altare. 
... D'altra parte, basterebbe riflettere su cosa viene ripetuto ad ogni messa: “Signore, non son degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato!”.  


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La lettera pubblicata da "Famiglia Cristiana" (firmata “Giorgio”)

   «Anni fa, come genitori separati di una bambina, non abbiamo potuto condividere con lei la gioia di ricevere la Comunione. Non è stato facile spiegarlo a mia figlia, ma ci è sembrato giusto farlo. In seguito mi è stato impedito di fare da padrino al battesimo di un figlio di amici. Ora, per l’ennesima volta, ho visto che questa regola, da noi rispettata con dolore, è calpestata dai potenti, La Chiesa viene sempre a patti con i poteri forti. Sono un ex salesiano, non sono un mangiapreti, ma vorrei dimettermi da questa Chiesa, anche se non so come si faccia. Non ho paura della solitudine. Col Vangelo mi sento in buona compagnia».



“ ...Pray one day we can live as one” (Tina Cousins, “PRAY”)

domenica 31 luglio 2011

NATURA MATRIGNA

Siamo tutti nella stessa barca. E dunque, è meglio inseguire (assieme, appassionatamente),  il Progresso e la Civiltà. Magari dopo aver buttato a mare, definitivamente, il mito (fasullo) di Madre Natura. 
... Già, la Natura. Bella quella! La Natura matrigna, con la sua unica legge: la legge della giungla.

La Natura è matrigna. Tanto vale andare - tra fratelli - d'amore e d'accordo. Dobbiamo almeno provarci, visto che alla barbarie della foresta preferiamo la Pace e la Democrazia. 
... Dobbiamo almeno provarci. Visto che perfino una scimmia riesce, trasgredendo le cosiddette "leggi naturali", a solidarizzare con un cucciolo di cane (nel video più sotto lo allatta pure!).

Quanto a noi umanoidi, tanto vale riconoscerlo: i razzisti che difendono la purezza del sangue nel nome dei presunti "diritti naturali" sono capaci solo di seminare l'odio.
... E sia chiaro: non sono razzisti solo quelli che odiano il "nemico" dell'altra tribù. Sono razzisti (e trogloditi), anche quei ruffiani che aiutano solo gli “amici”. Sono razzisti tutti quegli inciucioni che aiutano solo chi è del loro clan (magari sperando, egoisticamente, di averne un "ritorno").

Lo dice anche la Bibbia che dobbiamo disobbedire agli istinti dell'animale che è in noi.
... E infatti nel Vangelo
(Matteo 5:46,47), possiamo leggere: « Se amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani così? E se fate accoglienza soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche i pagani altrettanto?».
 

       Una scimmia allatta un cucciolo di cane

Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")

giovedì 30 giugno 2011

DALLA BIBBIA A MARX

Un filo rosso lega la Bibbia a Karl Marx. Un filo rosso lega il cristianesimo al comunismo. Logico, perché tutti cercano il Paradiso: quelli che lo immaginano in cielo, e quelli che vogliono realizzarlo qui sulla terra.
... E infatti, negli Atti degli Apostoli possiamo leggere quel che più tardi fu riassunto in questa celebre e splendida frase:"Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni".



Nella Bibbia (precisamente al capitolo 4 degli Atti degli Apostoli), possiamo capire come erano organizzate le prime comunità dei cristiani.
Dal versetto 32 al versetto 35 leggiamo quanto segue:  «La moltitudine di quelli che avevano creduto aveva un solo cuore e una sola anima, e nemmeno uno diceva che fosse sua alcuna delle cose che possedeva. Ma avevano ogni cosa in comune. E con grande potenza gli apostoli rendevano testimonianza della resurrezione del Signore Gesù, e immeritata benignità era su tutti loro in grande misura. Infatti non c’era fra loro uno solo nel bisogno, poiché tutti quelli che erano proprietari di campi o case li vendevano e portavano il valore delle cose vendute e lo depositavano ai piedi degli apostoli. Quindi, si faceva la distribuzione a ciascuno, secondo che ne aveva bisogno».

Più tardi, Carl Marx immaginerà qualcosa di simile. E infatti scriverà: «In una fase più elevata della società comunista, dopo che è scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro, e quindi anche il contrasto di lavoro intellettuale e fisico; dopo che il lavoro non è divenuto soltanto mezzo di vita, ma anche il primo bisogno della vita; dopo che con lo sviluppo onnilaterale degli individui sono cresciute anche le forze produttive e tutte le sorgenti della ricchezza collettiva scorrono in tutta la loro pienezza, solo allora l'angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato, e la società può scrivere sulle sue bandiere: Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni!».