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martedì 25 dicembre 2018

L'ODIO NEL PIATTO


E’ mezzogiorno, è il 22 dicembre (dunque Natale è alle porte), e Matteo Salvini cosa ti fa? Ovvio, non potendo menarla ancora col presepe, pubblica su facebook la foto di quel che sta mangiando.
… Oltre alle faccine gaudenti, ecco come descrive la pietanza:
Oggi a pranzo mi tratto bene: tortellini freschi emiliani e ragù con la salsiccia, con un boccale di birra. Sperando che qualche giornalista o qualche professorone di sinistra non si offendano”.

Proprio così. Il vice-premier non solo ci illumina sui suoi pasti (ormai è un vizio, e bisogna farsene una qualche ragione), ma mentre si ingozza continua ad inventare complotti ai suoi danni.
… E i suoi visitatori, a questo punto, che fanno? Mio Dio, invece di consigliargli un tranquillante, gli rinfacciano il congiuntivo oppure gli spiegano che i tortellini vanno gustati nel brodo! T’è capì come siam messi?

E’ per questo che, di fronte allo scempio, mi sono sentito obbligato a dire la mia.
… Con un commento che iniziava così: "
Ci credo che l'Italia rischia di andare a fondo! Per dire, in questi commenti alla foto del post, invece di controllare i congiuntivi (e invece di fare gli isterici spiegando come si mangiano i tortellini), bisognava andare al nocciolo del problema. Intanto tranquillizzando il Capitan Matteo, e spiegandogli (anche se lui lo sa molto bene, ma preferisce fare il finto tonto), che i giornalisti e la sinistra in generale non hanno pregiudizi per tortellini, salsicce, e birra".

Subito dopo, ho voluto fare qualche ipotesi: "Può essere, invece, che qualcuno di questi "giornalisti e professoroni di sinistra" abbia l'allergia (comprensibile n'è vero), per i bulli, per i cialtroni, per i furboni che fanno i kazzari e i pagliacci su internet. Ovvero, può essere che qualcuno di questi cosiddetti 'radical-chic' abbia qualche (giustificata) allergia per tutti quelli che invece di parlare come mangiano, mangiano come parlano (cioè mangiano odiando, ruttando, scatarrando, sputando rabbia e veleno sui giornalisti e sui professoroni di sinistra)".

E concludevo il mio sfogo con questi consigli: "Morale: rilassatevi, voi tutti che accusate Salvini per il suo disinvolto abuso della lingua italiana. E rilassatevi voi tutti che gli insegnate come vanno pappati i tortellini. Infine, rilassati anche tu, caro il mio Matteo Salvini (ministro della Paura e dell'odio). E' Natale, puoi condire il piatto come ti pare e piace. Ma non accompagnarlo con false accuse e insulse polemiche, altrimenti il Bambinello che hai messo nel presepe piange e si dispera. Lo dico anche per il tuo bene. Perché, vedi, se ti ingozzi sempre con quella rabbia bestiale da bullo di periferia, prima o poi il mangiare ti andrà di traverso!".

sabato 27 aprile 2013

GLI UBRIACHI DI TWITTER

A proposito delle folle ubriache che nei giorni scorsi - in seguito al tam-tam della Rete - hanno circondato il Parlamento (provocando il terremoto che ha indotto Bersani alle dimissioni e costretto i parlamentari ad invocare la ri-elezione di Napolitano). A proposito dei parlamentari di ultima generazione che si fanno condizionare dai “follower” di Twitter e dagli “amici” su Facebook.
… Pensiero stupendo di Nicola Porro, che sul quotidiano “Il Giornale” ha commentato questa isterica tendenza.



Dall’articolo “Che follia se la politica insegue Twitter”

La sinistra è passata dalla dittatura del proletariato a quella dei follower… Abbiamo sostituito la “gente”, il “popolo”, le “piazze” con Twitter […].
I numerosi gradassi dei social network sono simili a quegli automobilisti incazzosi che vi insultano da lontano. Sono tutti leoni quando sono protetti e chiusi al calduccio dell'involucro di metallo e vetro: un tempo facevano gestacci, oggi urlano e insultano. E anche la rete dà quella tiepida e vigliacca sensazione di poter insultare liberamente un terzo con la certezza di non guardarlo mai dritto negli occhi, senza alcuna possibilità di replica […].
«Ma avete visto cosa scrivono su Twitter?» diceva un parlamentare di peso nei giorni scorsi in occasione del tentativo Marini. Sono forse suoi iscritti, o elettori? No, solo follower che sono lì, in alcuni casi, proprio per condizionarlo senza pagare alcun prezzo di iscrizione al club. Non sono uomini in carne e ossa: sono Avatar di un mondo perfetto in cui non esiste un second best, ma solo l'ottimo. Alcune volte sono perfetti idioti che spiegano a Bersani come Marini sia un vecchio arnese della politica, mentre Prodi o Rodotà siano due volti nuovi…

domenica 7 agosto 2011

FUORI CONTROLLO

Quanti miserabili cialtroni se ne vanno in giro per facebook fingendo di chiederti l’amicizia 
(... In realtà questi inciucioni cercano solo dei ruffiani che gli diano sempre ragione!)



Non sopporto quelli che prima ti chiedono l’amicizia su fèisbuk, e poi si arrabbiano se non si è d’accordo su quanto scrivono. 
Il tizio che sto per presentare (e che chiamerò Sigismondo), è uno di questi qui. Ebbene, quando ho notato che Sigismondo aveva eliminato in malo modo due persone che non condividevano certe sue affermazioni, sono intervenuto per dirgli che anch’io trovavo inaccettabile quello che aveva scritto. Ho precisato che da tempo non sopportavo più i suoi toni e le sue risposte. E gli ho chiesto di fare con me – se lo riteneva – quello che aveva fatto con le altre due persone.
… Lui non ci ha pensato due volte, ma non si è mica limitato a togliermi quell’amicizia (virtuale), che gli avevo concesso su sua richiesta! No, lui ha fatto di più: mi ha bannato del tutto dalla sua pagina! Impedendomi di vedere se qualcuno continuava ancora il discorso (magari chiamandomi in causa!).

Pubblico qui di seguito (subito dopo il video, che dedico a questi personaggi affinché si ricordino di controllarsi), il riassunto delle due ultime incredibili discussioni a cui avevo partecipato da lui. 
Per recuperare tutto questo materiale ho dovuto ricorrere all’aiutino di altri. Perché io con la mia password non potevo più vedere neppure il suo delirante commento in cui mi spiegava che non intendeva più “darmi da mangiare” (mi chiedo, accidentina e accidentaccia, come Sigismondo possa paragonare i suoi post a del buon cibo. In ogni caso sia chiaro che io ho sempre mangiato a casa mia. E mai in sua compagnia. Porcoggiuda).

"SELF CONTROL" (Infernal)

La prima discussione è sulla notizia di un prete pedofilo che è stato picchiato appena entrato in carcere. Sigismondo ha negato di averla data con sadico entusiasmo. Dopo le contestazioni di un commentatore (subito cacciato in malo modo), io sono intervenuto cercando di portare qualche sano argomento. Inutilmente, perché Sigismondo mi ha spiegato che gli interessava solo l’applicazione delle leggi (ma si da il caso che la legge non prevede che un detenuto possa essere picchiato da un altro detenuto che magari è più criminale di lui!). 
La discussione inizia col commento di un tale che dice di godere all’idea del pedo-prete picchiato in carcere (magari da maramaldi che sono peggio di lui). I nomi – a parte quello del sottoscritto – sono tutti di fantasia.

Matteo: «Godo!!!».
Annalaura: «Finalmente una bella notizia… non perdo le speranze... prima o poi qualcuno gli darà fuoco».
Sigismondo: «…E darà fuoco al Vaticano!… Il cristianesimo è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine».
Annalaura: «Ahò....m'avete convinto....stanotte dormirò meglio».
Giorgio: «Bene, che sia da esempio per gli altri preti pederasti!».
Sigismondo: «Criminali preti pedofili inculabambini della setta fondamentalista della Chiesa cattolica e dello Stato oltranzista e dittatoriale del Vaticano…!».
Alberto: «No! No! No! I linciaggi non li condivido neppure per i preti pedofili, fanno parte di una cultura che non mi appartiene, se questo gruppo persegue questi scopi non intendo continuare ad aderirvi».
Sigismondo: «Riportare la notizia non significa condividere il fatto!».
Alberto: «Non potrai negare un deciso compiacimento nei vari interventi. La violenza ho sempre cercato di evitarla anche se in qualche caso sono stato costretto ad usarla, ma sempre a malincuore e come extrema ratio. Quello che mi da fastidio sono certe affermazioni di estremismo verbale dietro al quale, l'esperienza mi insegna, assai spesso si nascondono comportamenti pratici per niente coerenti».
Sigismondo: «Ti ho già spiegato che riportare una notizia non significa condividerne il fatto. Ma questo mi pare che non ti è chiaro. Comunque non voglio tediarti con parole o termini, che ignoro, e ti tolgo dalla mia lista. Buon proseguimento della vita».
Annalaura: «Alberto, perché non vai a dire queste meravigliose parole ai bambini abusati? Chiedilo a loro se trovano incivile che degli adulti abbiano la voglia di dare fuoco a chi li ha lasciati vivi pur strappandogli l'anima! Sigismondo, tu hai solo riportato la notizia. Io non condivido il fatto perché spaccare la faccia a quello schifoso mi sembra decisamente troppo poco. Ribadisco, lo grido e lo risottoscrivo: al rogo!».
Natale Pellizzer: «La pedofilia è un crimine, ma chi gode della violenza su un presunto pedofilo è (ai miei occhi), anche peggio. Non condivido lo spirito (poco laico), che intravedo in gran parte dei commenti. Anche se si sostenesse che "riportare la notizia non significa condividere il fatto".
Un laico vuole solo giustizia, un laico sa che la "giustizia" a volte prende degli abbagli. Un laico non permette ad un delinquente di punire i reati sessuali di un altro delinquente (lo farà solo quando e con chi gli fa comodo, e lo farà allo scopo di diventare "simpatico" agli occhi di quei vigliacchi che preferiscono lasciare il "lavoro sporco" ad un altro).
... Inoltre, io mi chiedo: fa più danni un prete che cerca di toccare il corpo di una bambina o un prete che - attraverso il catechismo kattolico che ispira inutili sensi di colpa - va a "toccare" l'equilibrio psicologico e sessuale di una intera scolaresca?».
Sigismondo: « …Fa più danno la società che resta a guardare senza applicare le leggi, per collusione con la casta dei gerarchi cattolici-fascisti della Chiesa cattolica e per vigliaccheria.
Natale Pellizzer: «Non so se siete d'accordo sul fatto che il cosiddetto "codice d'onore" attribuito ai carcerati (che punisce i reati sessuali, ma solo sui bambini), risente di un certo atteggiamento bigotto e kattolico. Quell'atteggiamento kattolico ipocrita e falso per cui il sesso è un peccato più grave rispetto - che ne so - al far parte di una gang mafiosa che uccide le mamme e i papà dei bambini.
... Per cui, in base a questo ridicolo approccio, il prete (presunto) pedofilo sarebbe perfino più schifoso di chi scioglie un bambino nell'acido!».
Sigismondo: «Io parlo di giustizia e di leggi. Il resto non mi interessa».


La seconda discussione nasce da una frase di Sigismondo. Che s’approfittava della notizia delle stragi norvegesi (ad opera di un sedicente cristiano), per accusare la Chiesa Cattolica (solo che Santa Romana Chiesa, almeno in questo caso, non c’entrava proprio una minchia. Anzi, volendo essere pignoli, bisogna precisare che il killer di Oslo diceva  perfino di odiare il Papa!).
Ad ogni modo, la discussione sullo stragista norvegese comincia quando una ragazza atea interviene per spiegare che non è d’accordo su questo “fare di ogni erba un fascio”. Qualcuno la prende subito in giro (anche Sigismondo). Poi Sigismondo la “elimina dalla sua lista” (come dice lui). Quindi intervengo io e gli chiedo di fare altrettanto con me.


Rosaria: «Sigismondo, abbi pietà, quel tipo è un 'cristiano' fondamentalista. Non è un cattolico. Ora, io non vorrei assolvere i cattolici, anzi, ma non confondiamo le cose! Mai e poi mai un 'cattolico romano' ammazzerebbe a quel modo! La confusione non aiuta a capire... ».
Sigismondo: «I cattolici sono cristiani e il loro personaggio di fantasia denominato Gesù detto il Cristo è dei cattolici e della setta fondamentalista della Chiesa cattolica! Inconfutabilmente».
Rosaria: «Nooo! Icattolici sono cristiani cattolici romani poi nel resto del mondo ci sono i protestanti cristiani, gli avventisti cristiani, i pentacostali cristiani, eccetera. I cattolici sono una “parte” dei cristiani. Quello che ha sparato non è un cattolico. A me personalmente mi disturbano tutti, ma per capire si deve distinguere...».
Sigismondo: «Rosaria, stai dicendo stupidaggini. Nel latte stamattina ci hai messo anche il vino?».
Federico: «… Scusa Rosaria, dici che “mai e poi mai un cattolico romano ammazzerebbe a quel modo?” Forse un ripasso della schifosa storia della Chiesa Apostolica Romana mi sembra doveroso data la tua falsa (spero in buona fede) affermazione. I cattolici sono stati i più sadici torturatori di tutti i tempi. E che questo fondamentalista sia cattolico o no poco importa, il fanatismo è dietro l'angolo quando si incomincia a dar retta alle puttanate farneticanti delle religioni».
Rosaria: «Sigismondo, tu, casomai, stai dicendo stupidaggini! Maleducato che non sei altro! Allora se devo fare la saccente la faccio: il cattolicesimo romano ha provveduto a “esorcizzare” le pulsioni tipiche dell'oltranzismo inglobandole e controllandole, è stata questa la sua “originalità”. Si dava al popolo il rogo e la gogna ma sempre sotto il vigile controllo del papa o del cardinale…».
Sigismondo: «Rosaria, dire a una persona che sta dicendo stupidaggini non è essere maleducati. Ma se vuoi ragione a tutti i costi, hai ragione. Ti evito di tediarti con le mie parole e ti elimino dalla mia lista. Buon proseguimento della vita».
Natale Pellizzer: «Se la gente fa confusione tra cristianesimo e cattolicesimo, la colpa è innanzitutto di chi (Santa Romana Chiesa), ha fatto credere di avere il monopolio degli insegnamenti del Cristo (esistito o no che sia). Penso che si poteva rispondere a Rosaria in mille altri modi. Penso che la superiorità si dimostra anche con la pazienza e la calma degli argomenti (accusare qualcuno di essere ubriaco non è un argomento!).
… Spesso trovo sgradevoli i toni (e ultimamente anche le risposte), date da Sigismondo. Che, se vuole, può togliermi dalla lista come ha fatto con altri. Me ne farò una ragione».
Sigismondo: «Natale Pellizzer, non devo rendere conto a nessuno e tanto meno a te e non devo rispondere a nessuno di cosa dico e cosa non dico. Di cosa rispondo o cosa non rispondo. Di come rispondo e come non rispondo. E considerato che non è la prima volta che non ti stanno bene le mie risposte, ti tolgo il disturbo e ti tolgo dalla lista non avendo tempo da perdere a dare da mangiare a chi non ha fame. Buon proseguimento della vita».