Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
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domenica 25 maggio 2014
GRILLO STRAPARLANTE
Fantastica la vignetta di Staino, pubblicata sul quotidiano "L'Unità". Si vede una bambina che dice: «Grillo vuole i tribunali del popolo».
… E il babbo risponde: «E’ matto, non sa che quelli che li han voluti sono sempre finiti male».
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sabato 27 aprile 2013
GLI UBRIACHI DI TWITTER
A
proposito delle folle ubriache che nei giorni scorsi - in seguito al
tam-tam della Rete - hanno circondato il Parlamento (provocando il
terremoto che ha indotto Bersani alle dimissioni e costretto i
parlamentari ad invocare la ri-elezione di Napolitano). A proposito dei
parlamentari di ultima generazione che si fanno condizionare dai
“follower” di Twitter e dagli “amici” su Facebook.
… Pensiero stupendo di Nicola Porro, che sul quotidiano “Il Giornale” ha commentato questa isterica tendenza.
La sinistra è passata dalla dittatura del proletariato a quella dei follower… Abbiamo sostituito la “gente”, il “popolo”, le “piazze” con Twitter […].
I numerosi gradassi dei social network sono simili a quegli automobilisti incazzosi che vi insultano da lontano. Sono tutti leoni quando sono protetti e chiusi al calduccio dell'involucro di metallo e vetro: un tempo facevano gestacci, oggi urlano e insultano. E anche la rete dà quella tiepida e vigliacca sensazione di poter insultare liberamente un terzo con la certezza di non guardarlo mai dritto negli occhi, senza alcuna possibilità di replica […].
«Ma avete visto cosa scrivono su Twitter?» diceva un parlamentare di peso nei giorni scorsi in occasione del tentativo Marini. Sono forse suoi iscritti, o elettori? No, solo follower che sono lì, in alcuni casi, proprio per condizionarlo senza pagare alcun prezzo di iscrizione al club. Non sono uomini in carne e ossa: sono Avatar di un mondo perfetto in cui non esiste un second best, ma solo l'ottimo. Alcune volte sono perfetti idioti che spiegano a Bersani come Marini sia un vecchio arnese della politica, mentre Prodi o Rodotà siano due volti nuovi…
… Pensiero stupendo di Nicola Porro, che sul quotidiano “Il Giornale” ha commentato questa isterica tendenza.
Dall’articolo “Che follia se la politica insegue Twitter”
La sinistra è passata dalla dittatura del proletariato a quella dei follower… Abbiamo sostituito la “gente”, il “popolo”, le “piazze” con Twitter […].
I numerosi gradassi dei social network sono simili a quegli automobilisti incazzosi che vi insultano da lontano. Sono tutti leoni quando sono protetti e chiusi al calduccio dell'involucro di metallo e vetro: un tempo facevano gestacci, oggi urlano e insultano. E anche la rete dà quella tiepida e vigliacca sensazione di poter insultare liberamente un terzo con la certezza di non guardarlo mai dritto negli occhi, senza alcuna possibilità di replica […].
«Ma avete visto cosa scrivono su Twitter?» diceva un parlamentare di peso nei giorni scorsi in occasione del tentativo Marini. Sono forse suoi iscritti, o elettori? No, solo follower che sono lì, in alcuni casi, proprio per condizionarlo senza pagare alcun prezzo di iscrizione al club. Non sono uomini in carne e ossa: sono Avatar di un mondo perfetto in cui non esiste un second best, ma solo l'ottimo. Alcune volte sono perfetti idioti che spiegano a Bersani come Marini sia un vecchio arnese della politica, mentre Prodi o Rodotà siano due volti nuovi…
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sabato 23 febbraio 2013
PROCESSO COLLETTIVO
Da un memorabile discorso di Pier Luigi Bersani
«…Noi abbiamo un’idea. E l’abbiamo da quando ci siamo chiamati Partito Democratico. Noi in Italia siamo i soli che si chiamano “PARTITO”. Badate bene, siamo i soli in Italia, ma in buona compagnia con tutti i paesi democratici del mondo […].
In questa nostra scelta c’è una idea di POLITICA e di DEMOCRAZIA. Di una Politica come Partecipazione, come PROCESSO COLLETTIVO. Di una Politica che non è solo comunicazione e neanche solo appuntamento elettorale. Di una Politica che non si mette in coda al sedicente carismatico di turno, che suona il piffero e non sai dove ti porta. Di una Politica che non è strumento di una persona sola o di poche persone, ma che è un’occasione di espressione, di presenza e di emancipazione di tanti (e di quelli che in particolare che da soli non ce la farebbero mai). Una idea di Democrazia che rifiuta i frutti avvelenati dell’antipolitica, ma che pretende una Politica sobria, buona, semplice, pulita. Una Politica che costi meno e che decida di più…»
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domenica 25 novembre 2012
REASON TO BELEAVE
... Ho votato alla faccia dei borghesi piccoli piccoli che la fanno lunga sui “politici tutti uguali”. Ma anche alla faccia degli operai, quelli che rimpiangono Berlinguer ma negano di aver votato perfino per l’indecente Umberto Bossi (e oggi non votano più nulla, con una scusa o cun un'altra).
... Alla faccia dei balordi dei centri sociali che - dall’alto dei loro pearcing e delle loro mutande a vista - sputano non solo sul Piddì, ma anche su quella democrazia che loro per primi sfruttano per fare le loro minchiate (alludo a quei cialtroni che prima si proclamano antifascisti, poi insultano i poliziotti, e intanto continuano a tifare allegramente per quel kazzaro di Chavez, o per quella Cuba dei Castro dove verrebbero arrestati e all'istante e imprigionati senza tanti complimenti).
... Poi, magari, questi cienciosi pretendono di poter sfilare col casco, per guerreggiare coi loro coetanei in divisa, evocando quel povero disadattato che lanciava estintori col passamontagna in testa (ma sempre e comunque pretendendo i diritti, le garanzie, e il futuro).
... Ho votato alle primarie del centro-sinistra perché aveva senso farlo. Perché anche se non ci fosse stato Bersani, avrei potuto votare per Tabacci. O per Vendola, o per la Puppato, al limite anche per Renzi (sebbene mi è antipatico, può far del bene anche lui, ne sono certo).
... Alludo a quel Beppe Grillo che vorrebbe farci uscire dall’euro senza pagare i debiti (intanto lui non è stato capace di organizzare il suo referendum, e le firme che ha raccolto alla cazzo di cane sono finite nella pattumiera!). Alludo a quel santone para-guru che diventò famoso grazie a Pippo Baudo, che in seguito vinse un premio per la pubblicità di uno yogurt, che più tardi spaccò un computer sul palco per poi diventare il profeta del blog (e delle nanoparticelle). Alludo a quell’ignorante rancoroso che nega l'Aids, nega che la mafia abbia mai strangolato qualcuno, offende la Montalcini dandole della "vecchia puttana", si inventa un Iran in cui la donna è "al centro della famiglia" (e altre simil-paraculate).
... E perché, come ha scritto ancora una volta Michele Serra, una vecchia partigiana gli spiegò che “sono morti tanti ragazzi, per questo straccio di democrazia”!
Rod Stewart ("...Still i look to find a reason to beleave")
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