SILVIO BERLUSCA HA VENDUTO IL MILAN (IL GIOCATTOLO DI TANTI ITALIANI E TANTE ITALIANE), ALLA CINA.
... PERCHE', ASSICURA, NON E' VERO CHE I COMUNISTI MANGIAVANO I BAMBINI. E IN REALTA' "LI FACEVANO BOLLIRE PER CONCIMARE I CAMPI".
Bisognerà credere al quotidiano “Libero”, perché è un giornale destroide vicino alla sacra famiglia di zio Silvio Berlusca. Sì, ci possiamo fidare di quel che Libero ci spiega (oggi, 6 agosto 2016), già nel titolo di prima pagina.
… E cosa ci dice, di grazia (e/o di disgrazia), ‘sto titolo? Ci dice che per l’ennesima volta il kazzaro (fu piduista e fu cavaliere), ha trattato col diavolo. E infatti ecco l’annuncio clamoroso: “Berlusconi vende il Milan ai comunisti per 740 milioni”.
Frattanto, Gene Gnocchi (su “La Gazzetta dello Sport”), ha spiegato- volendo riderci sopra - che i giocatori del Milan sono strafelici. Massììì! Addirittura “in estasi”! E questo, assicura sempre il Gene, perché “con i cinesi, le visite mediche si svolgeranno in un centro massaggi”.
Alééé, alééé, alééé!!!
Ma, tornando seri, bisogna dire che davvero non c’è più religione. E, tocca constatarlo, gli amici del rintronato Berlusca sono tuttora – come Lui – senza alcuna vergogna. Non per niente lo hanno sempre supportato (anche quando sfruttava la sua carica politica per nominare senatrici le sue cavalle, anche quando sfruttava il suo ruolo per tirare fuori dalla questura le prostitute marocchine che gli avevano baciato la pantofola).
… E adesso, senza arrossire, senza pentimento alcuno, questi di Libero ci fanno sapere che ziuccio nostro (già amico del bolscevico ed ex agente Kgb Putin), ha venduto il gioielli di famiglia. E dunque il giocattolo di tanti italiani e tante italiane è finito nelle mani di quelli che mangiavano i bambini.
Sì, è vero, in verità Berlusconi non ha mai detto che i comunisti mangiavano i bambini.Per carità, lui non è mai stato così volgare, neppure quando sparava minchiate a iosa. E mostrava sempre un po’ di originalità nelle sue – chiamiamole così – esposizioni politiche.
… E infatti, Silviuccio bello aveva precisato come era andata davvero la storia e cosa è scritto nel libro nero del comunismo: nella Cina di Mao i bambini non se li pappavano, perché "li facevano bollire per concimare i campi". Ha detto proprio così, papale papale, il Bollito per antonomasia!
Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
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sabato 6 agosto 2016
sabato 5 marzo 2016
IL TRENO DI TOBIA
La notizia clamorosa, che in questi giorni sta scatenando il delirio, è questa: Nichi Vendola, secondo alcuni "benpensanti", sarebbe volato in America e ("per capriccio", grazie al cosiddetto "utero in affitto") avrebbe "comprato" un bambino.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!
Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.
D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".
Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.
Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?
Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.
BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!
Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.
D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".
Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.
Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?
Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.
BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.
sabato 8 agosto 2015
PANNELLA CHE FR... FRIVOLO
Il radicale Matteo Angioli ha spiegato al Corriere della Sera il suo sodalizio col molto onorevole Pannella Giacinto (detto Marco). Al giornalista Tommaso Labbate, l'Angioli ha precisato che il loro è stato un “rapporto socratico”. E ha aggiunto che era consapevole di cosa comportasse stare appiccicati a quello che “per tutti è il primo frocio d’Italia”.
… Non è finita qui, perché il giovanotto ha rivelato qualcosa che non avremmo mai voluto sentire. Ebbene: pare che anche i suoi compagni di partito (che sapevamo essere liberi, liberali, liberisti, libertari & libertini), per questa sua vicinanza col para-guru, lo hanno messo subito sotto osservazione (era “attenzionato”, assicura lui).
Ecco, se il ragazzo pensava di chiarire qualcosa, devo dire che dopo le sue spiegazioni sono ancora più confuso. Intanto: come si fa a definire “socratico” l’affetto per un uomo che è diventato ormai solo la caricatura di sé stesso?
… Pannella è ormai il nonno rintronato che perde continuamente il filo del discorso. Uno che poi ricomincia con lo stesso discorso di ieri e dell'altroieri. Uno che poi tossisce e urla, che poi interrompe e non la finisce più, che poi si sporca la cravatta con la cenere della sigaretta, che poi si sistema il codino da "messia de 'noantri", che poi infila nel dibattito uno “spes contra spem” (massì, che il ritornello in latinorum sempre fa sempre la sua ottima figura!), che poi zittisce tutti ricordando che lui ha portato il divorzio in Italia, che poi manda un bacio a quell’altro rintronato dal sorriso ebete (il Dalai Lama che si fa chiamare “Sua Santità”). E che poi, poi, poi…
Altre cose ancora non mi hanno convinto per niente. L’Angioli cerca adesso di scansare questi discorsi su sé stesso, dicendo che non vuole “ripetere quelle voci che ripetono gli altri”, ma allora perché uscirsene col pettegolezzo odioso del Pannella che sarebbe considerato da tutti come “primo frocio d’Italia”?
… Perché venirci a dire che “queste voci non mi hanno certamente fatto piacere. Il mio rapporto con Marco è sempre stato di una chiarezza e di una semplicità unici. E non ho mai avuto dubbi su quello che si aspettava da me”?
Ma poi, perché ci vuole tranquillizzare, spiegando che lui non ha “mai avuto rapporti omosessuali completi passivi o attivi con Pannella”? Ma che linguaggio è, questo? Che poi, insomma, di fronte ad una affermazione tanto avventata nella sua (presunta) chiarezza, una domanda sorge spontanea (e quasi obbligata).
… Questa: caro compagno radicale, precisando che non hai mai avuto rapporti sessuali completi col tuo caro Marco, vuoi forse farci pensare che ne hai avuti invece di incompleti? E se il partito radicale rischia di morire – come suggerisci tu – non sarà perché il vostro club è diventato una conventicola penosa e petulante dove sono passati troppi ridicoli personaggi?
Angioli carissimo, ancora una domanda: hai presente quell’impiccione - tale Paolini - che frequentava il partito radicale e si spacciava per il “Messia del condom”? Ebbene, quello infine accusò Pannella di avere avuto molti anni prima una storia con un quindicenne (una relazione che non era “socratica”, sosteneva il disturbatore!), e allora io mi chiedo com'è possibile che in casa radicale siano passati così tanti pezzenti e tanti esaltati.
… Per cui, infine, dimmi: davvero pensi che se oggi i radicali sono quattro gatti spelacchiati che si azzuffano tra di loro, la colpa sia del sistema elettorale che dovrebbe essere “tipo quello britannico”? Ma per favore, va!
… Non è finita qui, perché il giovanotto ha rivelato qualcosa che non avremmo mai voluto sentire. Ebbene: pare che anche i suoi compagni di partito (che sapevamo essere liberi, liberali, liberisti, libertari & libertini), per questa sua vicinanza col para-guru, lo hanno messo subito sotto osservazione (era “attenzionato”, assicura lui).
Ecco, se il ragazzo pensava di chiarire qualcosa, devo dire che dopo le sue spiegazioni sono ancora più confuso. Intanto: come si fa a definire “socratico” l’affetto per un uomo che è diventato ormai solo la caricatura di sé stesso?
… Pannella è ormai il nonno rintronato che perde continuamente il filo del discorso. Uno che poi ricomincia con lo stesso discorso di ieri e dell'altroieri. Uno che poi tossisce e urla, che poi interrompe e non la finisce più, che poi si sporca la cravatta con la cenere della sigaretta, che poi si sistema il codino da "messia de 'noantri", che poi infila nel dibattito uno “spes contra spem” (massì, che il ritornello in latinorum sempre fa sempre la sua ottima figura!), che poi zittisce tutti ricordando che lui ha portato il divorzio in Italia, che poi manda un bacio a quell’altro rintronato dal sorriso ebete (il Dalai Lama che si fa chiamare “Sua Santità”). E che poi, poi, poi…
Altre cose ancora non mi hanno convinto per niente. L’Angioli cerca adesso di scansare questi discorsi su sé stesso, dicendo che non vuole “ripetere quelle voci che ripetono gli altri”, ma allora perché uscirsene col pettegolezzo odioso del Pannella che sarebbe considerato da tutti come “primo frocio d’Italia”?
… Perché venirci a dire che “queste voci non mi hanno certamente fatto piacere. Il mio rapporto con Marco è sempre stato di una chiarezza e di una semplicità unici. E non ho mai avuto dubbi su quello che si aspettava da me”?
Ma poi, perché ci vuole tranquillizzare, spiegando che lui non ha “mai avuto rapporti omosessuali completi passivi o attivi con Pannella”? Ma che linguaggio è, questo? Che poi, insomma, di fronte ad una affermazione tanto avventata nella sua (presunta) chiarezza, una domanda sorge spontanea (e quasi obbligata).
… Questa: caro compagno radicale, precisando che non hai mai avuto rapporti sessuali completi col tuo caro Marco, vuoi forse farci pensare che ne hai avuti invece di incompleti? E se il partito radicale rischia di morire – come suggerisci tu – non sarà perché il vostro club è diventato una conventicola penosa e petulante dove sono passati troppi ridicoli personaggi?
Angioli carissimo, ancora una domanda: hai presente quell’impiccione - tale Paolini - che frequentava il partito radicale e si spacciava per il “Messia del condom”? Ebbene, quello infine accusò Pannella di avere avuto molti anni prima una storia con un quindicenne (una relazione che non era “socratica”, sosteneva il disturbatore!), e allora io mi chiedo com'è possibile che in casa radicale siano passati così tanti pezzenti e tanti esaltati.
… Per cui, infine, dimmi: davvero pensi che se oggi i radicali sono quattro gatti spelacchiati che si azzuffano tra di loro, la colpa sia del sistema elettorale che dovrebbe essere “tipo quello britannico”? Ma per favore, va!
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domenica 29 marzo 2015
MOGGI SANTO SUBITO
Adesso, dopo essersi sempre atteggiato a martire
di Calciopoli, Luciano Moggi
pretenderebbe di fingersi anche a “martire della Fede”.
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!
E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!
E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».
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domenica 10 febbraio 2013
CON SPREZZO DEL PERICOLO
Il sito Dagospia ha pubblicato una mia lettera contro certa destra arcigna e ipocrita. Quella stessa destra che ama la vita spericolata, ma poi criminalizza che fuma le canne.
Cara Redazione di Dagospia, l'onorevole Guido Crosetto, questo gigante buono e un cicinìn sovrappeso, è finito all'ospedale. Troppo stress, troppo cibo-spazzatura, e pochissime ore di sonno (nonostante i bypass, lo stent, e le 5 pastiglie da buttar giù ogni giorno). Si vanta, lui, di fumare 150 sigarette in un solo giorno. Perfino con sprezzo del pericolo. E' orgoglioso di fare l'ardito, ma si ricordi che il suo schieramento politico - tra un bunga-bunga e un voto su Ruby Mubarak - ha sempre messo in castigo (e ancora oggi addita al pubblico ludibrio) un ragazzino che venisse trovato anche solo con mezzo spinello in tasca.
Natale Pellizzer
Cara Redazione di Dagospia, l'onorevole Guido Crosetto, questo gigante buono e un cicinìn sovrappeso, è finito all'ospedale. Troppo stress, troppo cibo-spazzatura, e pochissime ore di sonno (nonostante i bypass, lo stent, e le 5 pastiglie da buttar giù ogni giorno). Si vanta, lui, di fumare 150 sigarette in un solo giorno. Perfino con sprezzo del pericolo. E' orgoglioso di fare l'ardito, ma si ricordi che il suo schieramento politico - tra un bunga-bunga e un voto su Ruby Mubarak - ha sempre messo in castigo (e ancora oggi addita al pubblico ludibrio) un ragazzino che venisse trovato anche solo con mezzo spinello in tasca.
Natale Pellizzer
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sabato 24 novembre 2012
LEGA DELLA MADONNA!
... E quel trombato di Umberto Bossi (ormai abbandonato dal dio Po, e guardato a vista solo da quei fanfaroni dei suoi ammiratori), ha deciso di buttarsi corpo e anima nelle braccia materne della Madonna.
... E chissà che non si porti dietro anche la sua svitata famiglia (pure il figlio Renzo, in arte Trota: quel nullafacente che, da consigliere regionale, ha chiesto una legge per rendere obbligatorio il crocefisso in ogni edificio delle Regione).
Su Medjugorje, il delirio di Padre Amorth
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lunedì 27 agosto 2012
VOGLIA D'INFINITO
I bravi ragazzi di "Comunione &
Liberazione" dicono che "la natura dell'uomo è rapporto con
l'infinito". Parole bellissime, queste. Parole che riempiono la bocca.
Ma io, quando vedo le camicie di Roberto Formigoni (che ha fatto voto di
castità e di povertà), o quando vedo come si veste Oscar Giannino (che vuole
“fermare il declino” e al meeting è stato molto applaudito), mi chiedo quale sia
la "natura" del primo e quali siano i "rapporti" del
secondo. E viceversa, naturalmente!
… Inoltre, sempre a proposito di infinito, io mi chiedo: chi ha consigliato a questi due un look così infinitamente fuori contesto? Forse Solange? Oppure Platinette? O magari il mago Otelma?
… Inoltre, sempre a proposito di infinito, io mi chiedo: chi ha consigliato a questi due un look così infinitamente fuori contesto? Forse Solange? Oppure Platinette? O magari il mago Otelma?
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lunedì 30 luglio 2012
LA TENERA MARINA
Marina Berlusconi, che è la combattiva figlia di zio
Silvio, ha scritto una lettera (subitamente pubblicata dal giornale della Real
Casa), in cui si è detta indignata perché i telegiornali l’hanno gettata nella
gogna mediatica.
… Infatti, dopo essere stata convocata dalla Procura di Palermo come “persona informata dei fatti”, ha dovuto subire l’onta di vedere la sua foto accanto a quelle di boss mafiosi (per due strani bonifici al senatore Pdl Marcello Dell’Utri, nell’ambito dell’inchiesta in cui il senatore è indagato per presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, ), E si da il caso che – così almeno assicura la signora – alla bambina vengono i brividi alla schiena al solo sentire pronunciare la parola mafia.
Una domanda a questo punto sorge spontanea: la tenera Marina ha mai sentito raccontare la storiella di un certo “eroe” (tale Mangano), che il suo caro paparino teneva in casa ufficialmente come stalliere? Ha mai sentito dire che Dell’Utri e il suo paparino ritenevano che fosse stato proprio questo Mangano ad aver fatto esplodere una bomba davanti alla villa della sua famiglia? Li ha mai sentiti dire che – pensa un po’ tu a che razza di storie sono abituati questi – la bomba era comunque “una cosa rozzissima, fatta con rispetto, una cosa quasi affettuosa”?
... E, di grazia, li ha mai sentiti ridere - pensa un pò quanto sono cinici questi - sul fatto che la bomba era comunque “un chiaro segnale estorsivo, perché gli altri mandano una lettera o una raccomandata, ma lui non è capace di scrivere e allora mette una bomba”?
Se la tenera Marina (che casca dalle nuvole e non sa niente dei due bonifici), è all'oscuro anche di questa "affettuosa" bomba, allora si facesse un giro in internet. Scoprirà cos’hanno rivelato le intercettazioni delle telefonate tra Confalonieri, Dell’Utri, e suo padre.
... Oppure si facesse finalmente mostrare l’album di famiglia, e allora capirà come mai – se il vecchio babbione frequenta certa gentaglia – poi si ritrovano tutti loro ad essere interrogati e magari pure indagati.
.
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… Infatti, dopo essere stata convocata dalla Procura di Palermo come “persona informata dei fatti”, ha dovuto subire l’onta di vedere la sua foto accanto a quelle di boss mafiosi (per due strani bonifici al senatore Pdl Marcello Dell’Utri, nell’ambito dell’inchiesta in cui il senatore è indagato per presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, ), E si da il caso che – così almeno assicura la signora – alla bambina vengono i brividi alla schiena al solo sentire pronunciare la parola mafia.
Una domanda a questo punto sorge spontanea: la tenera Marina ha mai sentito raccontare la storiella di un certo “eroe” (tale Mangano), che il suo caro paparino teneva in casa ufficialmente come stalliere? Ha mai sentito dire che Dell’Utri e il suo paparino ritenevano che fosse stato proprio questo Mangano ad aver fatto esplodere una bomba davanti alla villa della sua famiglia? Li ha mai sentiti dire che – pensa un po’ tu a che razza di storie sono abituati questi – la bomba era comunque “una cosa rozzissima, fatta con rispetto, una cosa quasi affettuosa”?
... E, di grazia, li ha mai sentiti ridere - pensa un pò quanto sono cinici questi - sul fatto che la bomba era comunque “un chiaro segnale estorsivo, perché gli altri mandano una lettera o una raccomandata, ma lui non è capace di scrivere e allora mette una bomba”?
Se la tenera Marina (che casca dalle nuvole e non sa niente dei due bonifici), è all'oscuro anche di questa "affettuosa" bomba, allora si facesse un giro in internet. Scoprirà cos’hanno rivelato le intercettazioni delle telefonate tra Confalonieri, Dell’Utri, e suo padre.
... Oppure si facesse finalmente mostrare l’album di famiglia, e allora capirà come mai – se il vecchio babbione frequenta certa gentaglia – poi si ritrovano tutti loro ad essere interrogati e magari pure indagati.
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domenica 22 aprile 2012
L'IMPRESENTABILE BOSSI FAMILY
La famiglia Bossi come la famiglia Addams: uno più impresentabile dell’altro (e quello che segue è l'orrido album di famiglia)
Anche l’ultimogenito di Umberto Bossi è
finito nel tritacarne mediatico che ha terremotato la famiglia del
Senatùr. Pare infatti che la rinoplastica del giovanissimo pargoletto
(Eridanio Sirio, per lui due nomi uno meglio dell’altro), sia stata
pagata coi soldini dei rimborsi elettorali.
… E allora adesso sappiamo finalmente che in casa Bossi non è stato risparmiato nessuno. Ma proprio nessuno nessuno, eh!
Precedentemente
alla notizia della rinoplastica di Eridanio Sirio, eravamo già
preoccupati per gli esuberanti exploit dell'altrettanto
semi-sconosciuto Roberto Libertà, che è poco più vecchio dell’altro
fratello col naso-rifatto (e che ha avuto anche lui un secondo nome da
brividi).
... Però, in questo caso possiamo star tranquilli: per Robertino non c'è stato nessun intervento estetico a nostre spese. Peggio: è stato accusato (e recentemente condannato), per aver lanciato un gavettone di acqua e candeggina ad un ragazzo comunista che stava attaccando un manifesto.
Bisogna
precisare che in passato quel moccioso di Roberto Libertà si era già
fatto notare. Precisamente quando, ancora minorenne, era stato fermato
dai carabinieri vicino ad una cascina dove si ritrovavano tanti giovani
un po’ sbandati. Evidentemente la lezione non gli era servita a niente.
… Ebbene, non ci si crede, ma adesso, proprio questo sfacciato ha il coraggio (in seguito allo tsunami che ha travolto il Carroccio), di dichiarare con aria tutta seriosa: «Sono schifato, a dir poco. Purtroppo viviamo in questo paese di merda».
Del
figlio più vecchio di Umberto Bossi (Riccardo, nato dal primo
matrimonio del Senatùr), si sapeva che non aveva potuto partecipare al
noto programma “L’isola dei Famosi”. E questo perché il padre glielo aveva proibito espressamente.
… Ma il vecchio Umberto non vedeva nessun problema, invece, se il primogenito si accompagnava con l'ex pupa Rosy Dilettoso. E anche adesso non vede problema per tutte le altre scorribande a cui si dedica tuttora il baldo giovanotto (che ha negato di aver mai preso soldi da Belsito, e che in merito ai recenti scandali ha preferito gridare pure lui - buon sangue non mente! - al complotto della Magistratura).
Peraltro,
tocca precisare che Riccardo Bossi dice (solo adesso? Troppo tardi!),
di essere interessato unicamente allo sport. E assicura di non volersi
assolutamente occupare di politica. Ma a suo tempo aveva lavorato
(chissà a che titolo) al Parlamento europeo, come assistente di
Francesco Speroni.
... Infatti, anche per questo era stato accusato di aver semplicemente beneficiato del potere politico del padre, suscitando le stesse polemiche che aveva provocato Franco Bossi (fratello del Senatùr, assunto - benché in possesso del solo diploma di licenza media inferiore! - come assistente parlamentare dell'eurodeputato leghista Matteo Salvini con la retribuzione di 12.750 euro al mese).
Poi,
naturalmente, nella famiglia Bossi ci sta il più balengo della tribù
(il famosissimo Renzo, detto "il Trota"). Di lui si è già scritto di
tutto e di più. A suo tempo il simpaticone si era fatto notare anche su
Facebook, dove aveva lasciato il segno pubblicando un giochino razzista
(“Rimbalza il clandestino”). E in seguito non ha mai smesso di fare casino e sparare cazzate, regalando tanti spunti per la satira.
... D'altra parte, era già tutto chiaro anche prima, bastava guardarlo in faccia questo qui! Già da studente Renzo Bossi era stato una autentica frana: era riuscito a passare la maturità solo al quarto tentativo, dopo ben tre prove andate a male (per colpa dei professori meridionali, dichiarerà il padre!).
http://www.youtube.com/watch?v=CYYNlliyTEU
Ma
tutti questi presunti pregiudizi dei professori meridionali non hanno
impedito a Renzo Bossi di sfondare in politica. Perfino alla
stragrande, sebbene tra mille sospetti (per dire: una sua amica era
stata sospettata di aver diffuso dei dossier che avrebbe favorito la
sua elezione a scapito di altri esponenti leghisti).
… E tutto questo andazzo è durato fino a quando, finalmente, il Trota è stato costretto a dimettersi da consigliere regionale. Con qualche ridicola scusa, ovviamente: lo avrebbe fatto per dare l’esempio, in tutta serenità (dice lui); lo ha fatto perché era stanco di fare quel duro lavoro ( ha precisato invece il padre!).
Ma
non è giusto buttare tutta la croce sul Trota, come tenterebbero di
fare i leghisti. Già, i leghisti, che dovevano capirlo ben prima: da
una madre come Manuela Marrone (titolare di una baby pensione dall’età
di 39 anni, adesso accusata di aver finanziato la sua scuola “Bosina”
coi soldi pubblici), che razza di figli potevano venir fuori? E da un
padre come il vecchio e presuntuoso Umberto cosa ci si poteva
aspettare, porcoggiuda?
… Ma certo, ma sicuro, era chiaro quali erano le tradizioni di famiglia: anche Umberto, da giovane, aveva bighellonato a lungo prima di inventarsi una carriera. Ed era infine riuscito ad improvvisarsi capo-popolo, ma solo dopo aver capito di essere negato in ogni altra attività lavoativa. Era negato assolutamente come poeta e come cantante (incise due dischi penosi, sui quali è meglio stendere un velo pietoso). Perfino la sua prima moglie (Gigliola Guidali), spiegò di averlo lasciato perché non si decideva a trovare un lavoro fisso. E perché aveva scoperto che quello mentiva spudoratamente (in un'intervista la poveretta raccontò che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore, dicendole «ciao amore, vado in ospedale», senza tuttavia essersi mai laureato).
I figli
di Bossi hanno semplicemente seguito l’esempio del babbo e della
mammina. Se i genitori da giovani erano stati dei fanfaroni, loro hanno
continuato per quella strada. Magari lo hanno fatto con più decisione
(l’alunno che spesso supera il maestro), in ciò facilitati dai notevoli
vantaggi che derivavano dal portare un cognome tanto potente (e
prepotente).
… Cosicché, se i genitori adesso dovranno spiegare come hanno pagato tante cosette (la ristrutturazione della casa, l’università dei pargoletti, le spese mediche, le altre case, i fabbricati e i terreni), i figli invece dovranno spiegare dove hanno trovato i dané con cui hanno pagato le multe, le belle auto, e tutto il resto.
Adesso
i leghisti cascano dal pero. E vorrebbero squalificare la moglie di
Umberto Bossi accusandola di essere solo una terrona (a causa delle sue
origini siciliane). E questo dopo aver fatto la stessa cosa anche con
la sua amichetta Rosy Mauro (che invece ha origini pugliesi).
… Però fino a ieri gli omini verdi non si lamentavano di niente. Perdonavano tutto: la baby pensione, la scuola dove si insegnava il dialetto locale, le scemenze, e certe insulse superstizioni (tra di loro girava la voce che quando il Senatùr era ancora grave la moglie e Rosy Mauro disponevano attorno al letto del Senatùr alcune pietre che a loro dire avrebbero avuto proprietà magiche).
Che
poi: se davvero i militanti della Lega ci tengono a far pulizia in
casa, come mai non hanno mai preso in considerazione le parole di
Angela Brivio Bossi, sorella del loro caro leader? Ebbene, quando al
Senatùr rinfacciarono di questa lite tra fratelli, lui chiuse la
questione insinuando che la sorella era brava solamente a preparare le
bistecche. E lei, furiosa, si rivolse ai giornali raccontando come
stavano davvero le cose: «Ah,
se le ricorda bene le mie bistecche, lui! Perché per anni solo quelle
ha mangiato, quel ‘mantegnù’. Che se non mangiava le mie bistecche,
caro il mio Umberto…».
… E a questo punto tocca ricordare la stoccata (finale) sul “mantegnù” che mangiava a sbafo: «Aoh! Stiamo parlando di uno che ha organizzato tre feste di laurea senza essersi mai laureato!».
… E allora adesso sappiamo finalmente che in casa Bossi non è stato risparmiato nessuno. Ma proprio nessuno nessuno, eh!
... Però, in questo caso possiamo star tranquilli: per Robertino non c'è stato nessun intervento estetico a nostre spese. Peggio: è stato accusato (e recentemente condannato), per aver lanciato un gavettone di acqua e candeggina ad un ragazzo comunista che stava attaccando un manifesto.
… Ebbene, non ci si crede, ma adesso, proprio questo sfacciato ha il coraggio (in seguito allo tsunami che ha travolto il Carroccio), di dichiarare con aria tutta seriosa: «Sono schifato, a dir poco. Purtroppo viviamo in questo paese di merda».
… Ma il vecchio Umberto non vedeva nessun problema, invece, se il primogenito si accompagnava con l'ex pupa Rosy Dilettoso. E anche adesso non vede problema per tutte le altre scorribande a cui si dedica tuttora il baldo giovanotto (che ha negato di aver mai preso soldi da Belsito, e che in merito ai recenti scandali ha preferito gridare pure lui - buon sangue non mente! - al complotto della Magistratura).
... Infatti, anche per questo era stato accusato di aver semplicemente beneficiato del potere politico del padre, suscitando le stesse polemiche che aveva provocato Franco Bossi (fratello del Senatùr, assunto - benché in possesso del solo diploma di licenza media inferiore! - come assistente parlamentare dell'eurodeputato leghista Matteo Salvini con la retribuzione di 12.750 euro al mese).
... D'altra parte, era già tutto chiaro anche prima, bastava guardarlo in faccia questo qui! Già da studente Renzo Bossi era stato una autentica frana: era riuscito a passare la maturità solo al quarto tentativo, dopo ben tre prove andate a male (per colpa dei professori meridionali, dichiarerà il padre!).
http://www.youtube.com/watch?v=CYYNlliyTEU
… E tutto questo andazzo è durato fino a quando, finalmente, il Trota è stato costretto a dimettersi da consigliere regionale. Con qualche ridicola scusa, ovviamente: lo avrebbe fatto per dare l’esempio, in tutta serenità (dice lui); lo ha fatto perché era stanco di fare quel duro lavoro ( ha precisato invece il padre!).
… Ma certo, ma sicuro, era chiaro quali erano le tradizioni di famiglia: anche Umberto, da giovane, aveva bighellonato a lungo prima di inventarsi una carriera. Ed era infine riuscito ad improvvisarsi capo-popolo, ma solo dopo aver capito di essere negato in ogni altra attività lavoativa. Era negato assolutamente come poeta e come cantante (incise due dischi penosi, sui quali è meglio stendere un velo pietoso). Perfino la sua prima moglie (Gigliola Guidali), spiegò di averlo lasciato perché non si decideva a trovare un lavoro fisso. E perché aveva scoperto che quello mentiva spudoratamente (in un'intervista la poveretta raccontò che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore, dicendole «ciao amore, vado in ospedale», senza tuttavia essersi mai laureato).
… Cosicché, se i genitori adesso dovranno spiegare come hanno pagato tante cosette (la ristrutturazione della casa, l’università dei pargoletti, le spese mediche, le altre case, i fabbricati e i terreni), i figli invece dovranno spiegare dove hanno trovato i dané con cui hanno pagato le multe, le belle auto, e tutto il resto.
… Però fino a ieri gli omini verdi non si lamentavano di niente. Perdonavano tutto: la baby pensione, la scuola dove si insegnava il dialetto locale, le scemenze, e certe insulse superstizioni (tra di loro girava la voce che quando il Senatùr era ancora grave la moglie e Rosy Mauro disponevano attorno al letto del Senatùr alcune pietre che a loro dire avrebbero avuto proprietà magiche).
… E a questo punto tocca ricordare la stoccata (finale) sul “mantegnù” che mangiava a sbafo: «Aoh! Stiamo parlando di uno che ha organizzato tre feste di laurea senza essersi mai laureato!».
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sabato 7 aprile 2012
LEGA DI FAMIGLIA
La Lega di Bossi inciampa sulla sua stessa propaganda, come il Vaticano. E' giusto così: chi di famiglia ferisce di famiglia perisce.
Le bugie hanno le gambe corte, e l'ipocrisia non regge al tempo e alle intemperie. Per questo la Lega di Umberto Bossi finisce in cacca come il Vaticano, e proprio sui temi su cui ha speculato. E' giusto così: chi di famiglia ("secondo natura") ferisce, di famiglia (quella esibita per propaganda) perisce.
... Ma il Senatùr non è sprofondato solo a causa dei figli (fanfaroni), o della moglie (arruffona e superstiziosa). Bossi è precipitato anche per colpa di tutti quegli altri ruffiani che - come lui - pretendevano di esaltare unicamente la famiglia tradizionale del "piccolo mondo antico" (con i suoi legami di sangue, di Fede, di clan, e di "tribù"). Sempre sputando sulle famiglie "altre", quelle dettate dall'affetto che sfugge alle regole di una legge o di una religione.
Non ci voleva molto a capire che tutto nella Lega era un pretesto per conquistare potere (e poltrone). Come ha spiegato Michele Serra su "Repubblica", quando ha scritto: «Tutto, nella storia leghista, è improvvisato e cialtrone, a partire da quel logo fantasma, "Padania", che non ha alcuna attinenza con storia e geografia e pare sortito da una partita notturna a Risiko annaffiata da troppo alcol. Proseguendo con il ridicolo crak del credito padano, l'inverosimile carriera politica del povero Trota, il cerchio magico con le fattucchiere e le badanti [...] i finti ministeri a Monza, gli elmi cornuti, gli affaroni in Tanzania... ».
Ce ne vuole di coraggio, per mostrare rispetto ad un cialtrone come Bossi! Perché questo qui, scrive ancora Serra, è «un fanfarone di paese, finto medico, cantante fallito, che per oltre vent'anni è riuscito ad abbindolare un popolo evidentemente abbindolabile».
... E infatti è così, l'Umberto è solo un ciarlatano che si vantava di avercelo duro (quando è chiaro che non riuscirebbe ad andare al cesso da solo). Tra una bestemmia e una ampolla al dio Po ha mostrato il dito medio, ha buttato la bandiera italiana nel cesso, ha insultato, ha straparlato su tutto, ha minacciato, ha promesso miracoli, ha tradito i suoi alleati per ritornarci assieme quando gli conveniva, ha approvato le leggi piu' immonde e ha certificato che il suo compare Berluska credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak.
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domenica 1 aprile 2012
KATTOLICA KANAGLIA
Insomma, una domanda sorge spontanea: perché Enrico De Pedis, boss della banda della Magliana, è sepolto nella basilica romana di Sant'Apollinare? Lo Stato italiano non vede qualche problema? E Santa Romana Chiesa (che negò i funerali a Welby), non ha nulla da dichiarare sulla questione?
... Walter Veltroni ha chiesto spiegazioni a chi di dovere, e intanto gli ha risposta il ministro dell'Interno (Anna Maria Cancellieri).
La ministra non ha perso tempo, e ha subito fornito una prima spiegazione: in data 10 marzo 1990 il cardinale Ugo Poletti rilasciò il nulla osta della Santa Sede alla tumulazione della salma nella prestigiosa basilica, e questo dopo che un monsignore (Pietro Vergazzi), aveva certificato che il famoso criminale era niente popò di meno che un grande benefattore (forse nel senso che aveva riempito di soldi qualche prelato che conta in Vaticano?).
In seguito a questo schifo (esattamente il 20 marzo, quindi pochi giorni dopo), lo stesso monsignore dichiarò l'exraterritorialità della basilica. E questo chiuse il discorso (e le bocche) per così tanti anni.
... Ma adesso la cosa è scoppiata, e Walter Veltroni (in un momento di lucidità), ha pensato bene di agitare nuovamente il fantasma di "Renatino". Con tutti gli annessi e i connessi che ne derivano.
Fantastico, sulla vicenda, il cinico commento di Giulio Andreotti: «Forse De Pedis non era un benefattore dell'umanità, ma di Sant'Apollinare sì».
... E puntuale è stato invece il commento del sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Non è accettabile che un bandito come De Pedis sia sepolto in chiesa» (Basilica, sindaco, non si offenda un benefattore, è una basilica!)
domenica 18 marzo 2012
NELLE MIGLIORI FAMIGLIE
Per la serie “ecco cosa succede anche nelle migliori
famiglie”. La figlia di Aldo Moro (Maria Fida, oggi 65enne), ha
raccontato alcune incredibili cose che sarebbero accadute durante il
sequestro del padre.
... Da restare allibiti: a 34 anni dal rapimento e dall’uccisione dell’adorato papà, in una lunga intervista al settimanale “Panorama”, ha spiegato come durante i 55 giorni del sequestro ci fu una vera guerra in casa sua.
Le incomprensioni sarebbero iniziate - sostiene - quando lei decise di andare al funerale degli uomini della scorta che erano stati uccisi nella strage di via Fani (i suoi familiari non volevano, perché sostenevano che era pericoloso).
... Proprio in seguito a questo episodio la tensione in famiglia aumentò al punto che lei fu costretta ad abbandonare la casa (testuale: «Mia madre si gettò in ginocchio e, in lacrime, mi supplicò di andarmene via»).
... Da restare allibiti: a 34 anni dal rapimento e dall’uccisione dell’adorato papà, in una lunga intervista al settimanale “Panorama”, ha spiegato come durante i 55 giorni del sequestro ci fu una vera guerra in casa sua.
Le incomprensioni sarebbero iniziate - sostiene - quando lei decise di andare al funerale degli uomini della scorta che erano stati uccisi nella strage di via Fani (i suoi familiari non volevano, perché sostenevano che era pericoloso).
... Proprio in seguito a questo episodio la tensione in famiglia aumentò al punto che lei fu costretta ad abbandonare la casa (testuale: «Mia madre si gettò in ginocchio e, in lacrime, mi supplicò di andarmene via»).
Volendo credere al
racconto, a seminare la zizzania sarebbero stati quelli
del movimento “Febbraio 74”. Questi, approfittando di suo fratello Giovanni
(che in precedenza aveva aderito ad una loro iniziativa),
avevano addirittura “occupato” la loro casa.
... E non è ancora finita: Maria Fida nell’intervista ha voluto precisare che precedentemente al rapimento del presidente della Democrazia Cristiana suo
fratello Giovanni non era in buoni rapporti col padre. Anzi: Aldo Moro e il figlio neppure si parlavano. Addirittura
quando dovevano interloquire usavano come intermediario la mamma.
Nonostante tutto questo, il settimanale "Panorama" ha graziosamente pubblicato una foto tratta dall'album di famiglia Moro. Nella quale si possono rimirare Aldo Moro e tutta la sua cattolicissima famigliola, in visita all'allora pontefice Paolo VI (grande amico del leader diccì, che durante il sequestro volle scrivere una accorata lettera agli "uomini delle Brigate Rosse").
Nonostante tutto questo, il settimanale "Panorama" ha graziosamente pubblicato una foto tratta dall'album di famiglia Moro. Nella quale si possono rimirare Aldo Moro e tutta la sua cattolicissima famigliola, in visita all'allora pontefice Paolo VI (grande amico del leader diccì, che durante il sequestro volle scrivere una accorata lettera agli "uomini delle Brigate Rosse").
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domenica 26 febbraio 2012
LA SCIMMIA DI CELENTANO
Fantastica la satira del quotidiano 'Il Fatto' sulla tribù di Adriano Celentano. Mentre Gianni Morandi viene raffigurato come un poveretto in preda all’Alzheimer, Claudia Mori viene presentata come una "panzona di 120 chili" che vende Celentano alla Rai (istruendolo con queste parole: "Tu fai lo scemo, io penso ai soldi").
... E invece il "re degli ignoranti" viene descritto come "un grande scimmione adorato dagli indigeni per i suoi versi bellissimi". Un inconcludente di 75 anni con l'osteoporosi, e che "al massimo va a piangere da Santoro".
Insomma, nel fotomontaggio il figlio della foca viene presentato come una specie di 'King Kong' mostruoso che "sa di anni '60, di provincia burina, e musica arcaica".
... Un energumeno che "porta ancora gli stivaletti con la chiusura lampo interna". Un poveretto "maschio 100% delle mie palle" che "canta cagate".
Le contestazioni che il pubblico ha riservato al molleggiato, in quel di Sanremo, sono in fondo poca cosa. Soprattutto se confrontate a quel che hanno scritto di lui tanti giornali, finalmente poco propensi a perdonare il suo populismo offensivo e ignorante. 'Famiglia Cristiana' ha definito il cantante "un piccolo attivista dell’ipocrisia, un finto esegeta della morale cristiana che sfrutta le tv per esercitare le sue vendette private".
Le contestazioni che il pubblico ha riservato al molleggiato, in quel di Sanremo, sono in fondo poca cosa. Soprattutto se confrontate a quel che hanno scritto di lui tanti giornali, finalmente poco propensi a perdonare il suo populismo offensivo e ignorante. 'Famiglia Cristiana' ha definito il cantante "un piccolo attivista dell’ipocrisia, un finto esegeta della morale cristiana che sfrutta le tv per esercitare le sue vendette private".
... Ed è un bel calcio, questo, per un para-guru che vorrebbe far chiudere i giornali (mica tutti, solo quelli che non sono d’accodo con lui!). Un bel pugno in faccia per questo pseudo-moralista che ha denunciato le "corporazioni dei media" che si sarebbero addirittura "coalizzate in massa" contro di lui.
Peraltro: mentre tutti discutevano dell’Ici alla Chiesa, e degli scandali del Vaticano, al teatro Ariston questo cattolico fasullo ha invocato il ritorno alla Tradizione.
... Ovvero: a quel clero antico che rintronava il popolino superstizioso favoleggiando sul Paradiso (e, conseguentemente, che lo terrorizzava con le balle sull’Inferno: sai che progresso!).
mercoledì 4 gennaio 2012
SIGNORINI ANTIDROGA
Il
berlusconismo sarà anche finito (forse), ma i servi del Cavalier
Patonza non ce li siamo ancora tolti dalle palle. Alfonso Signorini è
uno di questi: lui ancora adesso si vorrebbe spacciare per un bravo
ometto, e infatti si scandalizza quando al “Grande Fratello” i ragazzi
sembrano cercare il “sesso senza il sentimento”.
... Eppure a suo tempo non ha mai detto niente sui bunga-bunga del suo amichetto Berluska!
... Eppure a suo tempo non ha mai detto niente sui bunga-bunga del suo amichetto Berluska!
A proposito di Signorini. Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera su questo ruffiano dall'aria birichina. Così titolandola: "Signorini antidroga".
«Cara Dagospia,
Alfonso Signorini, gran cerimoniere di Berluska, voleva che Kiran (un partecipante al “Grande Fratello” con un passato di tossicodipendenza), spiegasse agli italiani che la droga fa schifo. Come se non fosse chiaro che il ragazzo ne ha parlato come di una storia dolorosa.
… Io, invece, vorrei che Signorini spiegasse agli italiani che la cocaina di Tarantini (altro amico di Berluska), faceva anche più schifo. Per non parlare della cocaina trovata nell'auto di una olgettina amichetta del piduista».
Natale Pellizzer
domenica 27 novembre 2011
CICCIOLINA E IL VITALIZIO DELLA CASTA
Se la moglie di Bossi ha la pensione baby, e se perfino la casta dei sessantottini ha il vitalizio, l'Italia ipocrita e kattolica preferisce scandalizzarsi per la pensione all'onorevole Staller (in arte Cicciolina).
Ormai lo sanno proprio tutti che la moglie di Umberto Bossi (Manuela Marrone, siciliana), ha la pensione fin già dal 1992, quando aveva ancora solo 39 anni. Vittorio Feltri s’è arrabbiato moltissimo per questo pettegolezzo raccontato in televisione da Gianfranco Fini. E si capisce che la notizia gli abbia dato fastidio: Feltri stesso, secondo quanto è stato scritto su “Il Fatto Quotidiano”, è andato in pensione quando era ancora giovane (precisamente nel 1997, a 53 anni).
Invece nel 2005, a 57 anni di età, se la beccò Mario Draghi (per lui un assegno di 8.614 euro al mese), mentre il cattolico Adriano Celentano (quello che ci fa sempre la morale, e che ama le cose semplici), è in pensione da quando aveva 50 anni. Alleluia!
Ma la lista dei fortunelli è molto più lunga. E i più fortunelli di tutti sono i politici che si beccano il vitalizio. Tra questi, come spiegato dal “Corriere della Sera”, c’è anche “la casta del ’68 che voleva cambiare il mondo”. Ha scritto infatti Aldo Grasso che il vitalizio lo prende anche Bertinotti (mentre la moglie Lella è da tempo una baby pensionata: e ti pareva!).
... E adesso si gode il vitalizio pure l’ex leader del Movimento Studentesco Mario Capanna (5000 euro dalla Regione Lombardia e 4725 euro dal Parlamento: evviva il proletario!).
... E adesso si gode il vitalizio pure l’ex leader del Movimento Studentesco Mario Capanna (5000 euro dalla Regione Lombardia e 4725 euro dal Parlamento: evviva il proletario!).
Ma siccome siamo un paese di ipocriti, certa stampa preferisce prendersela con Ilona Staller (60 anni dal 26 novembre 2011). E per fortuna sul settimanale “Panorama” Andrea Marcenaro ha pensato bene di difendere l’ex deputata, spiegando che Cicciolina la pensione se l’è proprio meritata.
… E ci credo: all’epoca lei si è impegnata molto, e non è stata una assenteista come molti altri politici che conosciamo.
Marcenaro ha fatto notare che l’onorevole Staller è stata eletta con 20mila preferenze (e dunque “non si può dire che lei sia stata nominata”). Ha ricordato che è stata eletta nel Partito Radicale mai sfiorato dalle bustarelle (e dunque “non si può dire che lei sia stata corrotta”). Infine ha sottolineato che è stata sempre snobbata dai suoi colleghi parlamentari (per cui “non si può dire di lei che abbia fatto parte della casta”).
sabato 29 ottobre 2011
GRILLO GO HOME
Se Cirino Pomicino è riuscito a far balbettare perfino i grillini, vuol proprio dire che non c'è speranza (e che siamo decisamente nella merda).
Vabbé, questi vogliono solo farsi pubblicità. Ma resta il fatto che anche i politici della prima repubblica sono cittadini (e non li si può ignorare).
... E resta il fatto che i replicanti di Beppe Grillo non hanno voluto aprire bocca neppure quando è stato loro chiesto di rispondere alle critiche degli ex grillini (che in internet lamentano la mancanza di democrazia interna al movimento, e la poca trasparenza sulle riunioni in cui si decidono le strategie da adottare).
* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")
I grillini (che si sentono invincibili quando sono in rete), perdono tutto il loro smalto appena accettano un confronto civile con gli avversari.
... Del resto anche Beppe Grillo è capace di stupire (ed è divertente), solo quando si trastulla nei suoi rancorosi monologhi.
Da piegarsi per le risate: Cirino Pomicino (a La7, durante il programma “In Onda”), è riuscito a far balbettare perfino i rappresentanti del movimento 5 stelle. E infatti, quando il vecchio democristiano ha chiesto di capire come loro formano le loro liste, questi bambini viziati e presuntuosi hanno risposto come han potuto.
... Del resto anche Beppe Grillo è capace di stupire (ed è divertente), solo quando si trastulla nei suoi rancorosi monologhi.
Da piegarsi per le risate: Cirino Pomicino (a La7, durante il programma “In Onda”), è riuscito a far balbettare perfino i rappresentanti del movimento 5 stelle. E infatti, quando il vecchio democristiano ha chiesto di capire come loro formano le loro liste, questi bambini viziati e presuntuosi hanno risposto come han potuto.
... Cioè praticamente col silenzio, visto che , con sprezzo del pericolo e del ridicolo, hanno spiegato che loro non avevano accettato il confronto in televisione per parlare con gli altri ospiti, ma casomai per potersi presentare ai cittadini (evviva la franchezza!).
Vabbé, questi vogliono solo farsi pubblicità. Ma resta il fatto che anche i politici della prima repubblica sono cittadini (e non li si può ignorare).
... E resta il fatto che i replicanti di Beppe Grillo non hanno voluto aprire bocca neppure quando è stato loro chiesto di rispondere alle critiche degli ex grillini (che in internet lamentano la mancanza di democrazia interna al movimento, e la poca trasparenza sulle riunioni in cui si decidono le strategie da adottare).
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* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")
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domenica 23 ottobre 2011
PENSIERINI SPARSI
Pensierino agnostico.
Magari Dio esiste, ma non segue il calcio. Sul settimanale “SportWeek”, si sono fatti la domanda e si sono dati la risposta: «Gli “Atleti di Cristo”, forti della loro Fede, sono migliori di altri a giocare a pallone? […]. La Fede aiuta a fare carriera? No, per un Cavani o un Lucio ci sono molti altri “Atleti di Cristo” che sembravano destinati alla gloria e oggi vivacchiano sui campi minori».
Pensierino allarmato
Berluska, quando viene intercettato, parla proprio come i Black Bloc. Speriamo, almeno, che il suo costituendo partito di "Forza Gnocca” non abbia nel programma quanto il Premier ha spiegato all’amico Walter Lavitola: «Facciamo la rivoluzione, ma vera, portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di Giustizia, assediamo “Repubblica”…».
Berluska, quando viene intercettato, parla proprio come i Black Bloc. Speriamo, almeno, che il suo costituendo partito di "Forza Gnocca” non abbia nel programma quanto il Premier ha spiegato all’amico Walter Lavitola: «Facciamo la rivoluzione, ma vera, portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di Giustizia, assediamo “Repubblica”…».
Pensierino caudillo
Gli amici li vedi nel momento del bisogno (ma soprattutto dopo, quando non hai più né vita né speranza). E quel cialtrone di Hugo Chavez, è sempre coerente nella sua idiozia. Alla morte dell'amico Gheddati ha dichiarato: «Entrerà nella storia come martire. Un grande combattente, un grande rivoluzionario».
Gli amici li vedi nel momento del bisogno (ma soprattutto dopo, quando non hai più né vita né speranza). E quel cialtrone di Hugo Chavez, è sempre coerente nella sua idiozia. Alla morte dell'amico Gheddati ha dichiarato: «Entrerà nella storia come martire. Un grande combattente, un grande rivoluzionario».
Pensierino doveroso
Rispettiamo i morti, ma anche la verità, se possibile. Mario Cervi sul “Giornale” ha spiegato chi era Carlo Giuliani. E l’ha detta tutta: «Anche Giuliani era un violento. Chi lo santifica sta con i black bloc […]. Carlo Giuliani aveva la mentalità, le pulsioni e le intenzioni di quegli stessi che hanno messo a fuoco e fiamme il centro della capitale. Genova come Roma…».
Rispettiamo i morti, ma anche la verità, se possibile. Mario Cervi sul “Giornale” ha spiegato chi era Carlo Giuliani. E l’ha detta tutta: «Anche Giuliani era un violento. Chi lo santifica sta con i black bloc […]. Carlo Giuliani aveva la mentalità, le pulsioni e le intenzioni di quegli stessi che hanno messo a fuoco e fiamme il centro della capitale. Genova come Roma…».
LA TERRIBILE FINE DI GHEDDAFI
domenica 2 ottobre 2011
I VESCOVI E L'INNOMINATO
Finalmente un prete che parla chiaro. E' ancora il mitico don Paolo Farinella. Che ha voluto dire la sua, e ci è andato giù pesante (com'è nel suo stile).
... Il sacerdote ha spiegato di provare pena per il cardinale Bagnasco che non ha mai fatto il nome di Berlusconi. E si è chiesto: ma cosa deve fare il Premier per essere chiaramente condannato dalla mia Chiesa? Deve forse violentare la Vergine Maria con san Giuseppe incatenato al palo della lap-dance?
... Il sacerdote ha spiegato di provare pena per il cardinale Bagnasco che non ha mai fatto il nome di Berlusconi. E si è chiesto: ma cosa deve fare il Premier per essere chiaramente condannato dalla mia Chiesa? Deve forse violentare la Vergine Maria con san Giuseppe incatenato al palo della lap-dance?
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Dall’articolo “L’innominato, i vescovi e la confusione”
Dall’articolo “L’innominato, i vescovi e la confusione”
(don Paolo Farinella, su www.dongiorgio.it)
«Ascoltando il cardinale e le sue parole accorate, provavo un senso di pena per lui e quelli che gli stavano attorno […] Parlare di «comportamenti vacui e di cambiare aria» non significa nulla perché, come sempre, nel discorso del cardinale mancava un ingrediente essenziale, quello che fa la differenza: Nome Cognome, indirizzo, Cap e possibilmente C.F. […]. Finche il cardinale non dirà nome e cognome, mi dispiace per lui, ma le sue parole non avranno efficacia ed effetto. La riprova? Il doppiamente disonorevole Lupi e il tristemente disonorevole Formigoni che si accreditano come cattolici della prima fila, si sono spremuti come limoni per fare passare l’idea che il cardinale non ce l’aveva con Berlusconi e che in fondo i peccati li giudica solo Dio, mentre il governo lo gestiscono loro […].
Il cardinale dice: «Non si era capito, o forse non avevamo voluto capire, che la crisi economica e sociale, che iniziò a mordere tre anni or sono, era in realtà più vasta e potenzialmente più devastante di quanto potesse di primo acchito apparire» […]. Non si era capito? Di chi sta parlando il card. Bagnasco? A chi si deve riferire il plurale maiestatico di volontà negativa «non avevamo voluto capire»? Per quanto mi riguarda è almeno dal 2006 che scrivo. E gli scritti sono pubblici, e possono essere documentati, che il governo Berlusconi con il suo programma elettorale che anche i vescovi hanno ascoltato ed esaminato, avrebbe portato alla sfascio dell’Italia [...]. I vescovi non vedevano dove stava andando l’Italia e dove la stava scaraventando il governo? […]. Perché un ritardo di almeno tre anni? Con quale autorevolezza i vescovi oggi possono criticare il governo che essi stessi hanno appoggiato, sostenuto, foraggiato direttamente e specialmente con i loro silenzi? Io penso che l’intervento del cardinale Bagnasco sia stato un atto necessario. Altrimenti se anche questa volta non avesse detto nulla, dalla base dei credenti vi sarebbe stata una rivoluzione. Noi preti di strada lo vediamo ogni giorno nelle nostre chiese e nelle nostre strade […].
Il cardinale Bagnasco con volto triste e teso continua: «Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune». Dopo il «contesto» arrivano le «relazioni improprie». «Relazioni improprie»? Che linguaggio è codesto? I rapporti sessuali con minorenni e l’induzione delle stesse alla prostituzione adesso si chiamano «relazioni improprie»? […].
Il cardinale Bagnasco con volto triste e teso continua: «Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune». Dopo il «contesto» arrivano le «relazioni improprie». «Relazioni improprie»? Che linguaggio è codesto? I rapporti sessuali con minorenni e l’induzione delle stesse alla prostituzione adesso si chiamano «relazioni improprie»? […].
Comportamenti «tristi e vacui»: l’induzione alla prostituzione, la tratta delle prostitute, l’uso del crocifisso come strumento erotico tra le tette della consigliera Minetti, eletta nella lista di Formigoni, travestita da suora, un comportamento «triste e vacuo»? Cosa deve fare Berlusconi per essere scomunicato «latae sententiae»: assassinare la Trinità con un colpo solo? O violentare la Vergine Maria con san Giuseppe incatenato al palo della lap-dance?
«Colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo». Chi lo ha detto al presidente della Cei che le intercettazioni sono «ingenti»? Lui le ha contate o è un modo per addolcire la pillola a Berlusconi? Un colpo a ciascuno non fa male a nessuno? Fino a prova contraria le intercettazioni riportano la voce dell’indagato e del malfattore, mentre il metodo di indagine è una questione riservata alla magistratura e nessuno dovrebbe sindacarla, come esige la separazione dei poteri in una democrazia decente. Questo cerchiobottismo, infatti, ha avuto un effetto: ha dato adito alla destra e ai suoi cattolici da supporto di annacquare le parole del cardinale e di diluirle fino al punto di farle scomparire […].
Ecco il risultato. Lupi, Formigoni e i cattolici complici si affannano a giustificare Berlusconi che non deve dimettersi, e a dire che il cardinale parlava in generale, per tutti. Questo equivoco nasce da un solo fatto: il cardinale Bagnasco non ha fatto il nome del delinquente Berlusconi, corrotto (sentenza Cassazione), evasore fiscale, bugiardo e falso, spergiuro, corruttore di minorenni, utilizzatore e manovratore di «carrettate di donne» (cioè prostitute a pagamento), amico e complice di mafiosi e malavitosi, mentitore e istigatore alla menzogna, uomo senza onore e dissipatore del patrimonio comune di etica, di denaro e di dignità».
Ecco il risultato. Lupi, Formigoni e i cattolici complici si affannano a giustificare Berlusconi che non deve dimettersi, e a dire che il cardinale parlava in generale, per tutti. Questo equivoco nasce da un solo fatto: il cardinale Bagnasco non ha fatto il nome del delinquente Berlusconi, corrotto (sentenza Cassazione), evasore fiscale, bugiardo e falso, spergiuro, corruttore di minorenni, utilizzatore e manovratore di «carrettate di donne» (cioè prostitute a pagamento), amico e complice di mafiosi e malavitosi, mentitore e istigatore alla menzogna, uomo senza onore e dissipatore del patrimonio comune di etica, di denaro e di dignità».
Don Paolo Farinella, sacerdote
Intervista a Don Paolo Farinella
* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")
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Intervista a Don Paolo Farinella
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giovedì 1 settembre 2011
ABOLIRE I SEMINARI
Ancora a proposito della pedofilia nella Chiesa. E a proposito dei seminari, dove i ragazzini vengono educati ai sensi di colpa verso il sesso e i sentimenti.
Parole sante, quelle pronunciate da don Antonio Mazzi su questi argomenti: «Le risposte della Chiesa sulla pedofilia non mi hanno convinto. I seminari minori, che accolgono i ragazzi dai 14 ai 19 anni, andrebbero aboliti. L´errore inizia da lì. Sono ormai una formula da "allevamento nel pollaio", castrano il giovane non permettendogli di vivere anche l´aspetto affettivo e sessuale … La mia idea è che oggi la preparazione dei preti non vada più fatta lì dentro. I seminari minori, per i ragazzi fino a 18 anni, andrebbero aboliti, perché durante l’adolescenza è opportuno che i ragazzi stiano nell’ambiente più adatto, che è la famiglia … In un momento così delicato quale quello dello sviluppo fisico e affettivo dei ragazzi, non credo sia l’ambiente migliore».
martedì 16 agosto 2011
LA FESTA SBAGLIATA
A due anni di distanza dal ‘fattaccio’ Piero Marrazzo si è lasciato intervistare da Concita De Gregorio.
L'ex governatore del Lazio ha spiegato che lui non si è mai (quasi mai), drogato. Ha precisato che gli piacciono le donne (le trans sono “donne all’ennesima potenza”). E che non è assolutamente omosessuale (il fatto che le transessuali abbiano certi ‘attributi’ sessuali è “irrilevante nel rapporto”).
La cosa più difficile? Spiegare alla figlia di dieci anni quel che era successo (“Le ho detto che papà è andato alla festa sbagliata”). E ancora: “Vorrei che si ricordasse sempre che mi sono dimesso, che era una debolezza privata, che non ho fatto torto a nessuno se non alla mia famiglia”.
... E poi, naturalmente, la rabbia per i carabinieri che gli hanno teso la trappola: “La corruzione era in chi avrebbe dovuto proteggerci, non posso credere che nessuno vedesse e sapesse tra chi comandava quel nucleo criminale”.
Dalla confessione di Piero Marrazzo
(intervistato da Concita De Gregorio, per “Repubblica”)
«… Non faccio uso di droghe. Mi sarà successo tre o quattro volte nella vita, a distanza di molti anni. Da ragazzo, un paio. Un paio da adulto […].
So che non è bello da sentire e non è facile da dirsi, ma una prostituta è molto rassicurante. È una presenza accogliente che non giudica. I transessuali sono donne all'ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria. Mi sono avvicinato per questo a loro. È, tra i rapporti mercenari, la relazione più riposante. Mi scuso per quel che sto dicendo, ne avverto gli aspetti moralmente condannabili, ma è così […].
Io non sono omosessuale. Non ne faccio un vanto, ma non lo sono. È così. Ho amato solo donne. Moltissimo, e con frequente reciprocità. Dai transessuali cercavo un sollievo legato alla loro femminilità. Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, almeno nel mio caso. Non importa, non c'è scambio su quel piano. È il loro comportamento, non la loro fisicità, quello che le rende desiderabili. Ma temo che ogni parola possa suonare come una giustificazione: non è quello che voglio. Quando sei padre le scelte in questo ambito, giuste o sbagliate che siano, se date in pasto alla pubblica opinione fanno male non a te ma ai tuoi figli. È questo che non mi perdonerò mai…».
“AL CAER LA NOCHE"
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