Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
A Feltre (Belluno) gli antifascisti "da passerella" hanno tolto la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. ... Ahimè, il "fascismo" degli antifa, quando non sa fare la Storia (e la vera e concreta Democrazia), preferisce negarla!
Se voglio iniziare la giornata immerso nella bellezza, vado a prendere il
caffè ad Asolo (Treviso). Ormai la città dei “cento
orizzonti”la sento un po’ anche casa mia, e mi è insopportabile – a 15 metri
dal Municipio – trovare una vetrina che in modo meschino butta il sacro col
profano. Per poi, di straforo, evocare con insistenza una ideologia criminale.
Incredibile, sono le otto del mattino (di mercoledì 13-2-2019) e dietro al vetro
spunta un tricolore (e fin qui va tutto bene). Ma accanto alla patriottica bandiera c'è un alberello di Natale ancora intatto e con le
lucine accese (siamo in pieno febbraio, e qui la storia comincia a farsi strana). E la porcata arriva adesso, perché più in la ancora scorgo una bottiglia di Merlot, con appiccicata
alla meglio una immagine inquietante. Poi un busto del Duce, alcune frasi
del Ventennio, una foto di Mussolini col braccio teso. E altra miserabile
paccottiglia.
Non ammetto che proprio quelli che giustificano queste porcherie (i fascisti "neri"), vogliano sciogliere l’Anpi (piena di fascisti "rossi"). E riconosco che i pochi partigiani (veri) ancora tra di noi, vengono umiliati
da quattro partigiani (ma fasulli) che non hanno mai visto la guerra (casomai conoscono e praticano la guerriglia
col passamontagna). ... Alludo ai troppi cialtroni che ieri sputavano sul “dittatore” Renzi, ma ancora oggi
rimpiangono il boia Fidel (negando le foibe e magari tifando per il tiranno Maduro).
Riassumendo:
proprio certa destra puzzolente che detesta il linguaggio "politicamente corretto" (e che
quotidianamente insulta la Boldrini con parole irripetibili), aveva preteso
dalla Presidente della Camera una chiara e forte condanna della penosa battuta
di Gene Gnocchi (quella sulla maialina soprannominata Claretta
Petacci).
… Incredibile ma vero, poi: quella stessa destra troglodita e ignorante continua
ancora oggi ad affermare che la Petacci era "solo una donna innamorata di
Mussolini". E insomma, volendo crederci, quella sgualdrina sarebbe stata solo una vittima dei suoi – buoni, e magari
perfino nobili - sentimenti.
Di fronte a tanta sfrontatezza è stato un gioco da bambini sbugiardare questi
imbecilli ricordando che donnaccia era, a prescindere da come è morta, l'amante del
Duce.
… Chiaro: il proverbio dice “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Ed è chiaro a tutti che una persona perbene non può amare un bullo, un prepotente, o
un criminale. Dunque, a maggior ragione una persona intellettualmente onesta non può amare un serial-killer come quel Benito (che
spedì in Germania, cioè ai forni, tante donne. Ovviamente assieme ai rispettivi
amanti, mariti, figli vari ed eventuali).
La giornalista Mirella Serri , peraltro, ha voluto spiegare a Dagospia che Claretta “non fu
una donna che si immolò sull’altare della passione. Per nulla sprovveduta, fu
impegnata fino all’ultimo a difendere Hitler e il razzismo, indossò i pantaloni
e fu molto attiva nella politica di Salò”.
,,, Inoltre: lei aveva costruito un suo potente clan “attraverso i traffici del
fratello Marcello, le amicizie della sorella, le relazioni del padre Saverio”.
Perché tutta la sua famiglia era “coinvolta in molte storie di malaffare”. E insomma, la fanciulla e il suo parentado si
arricchivano mentre “il popolo italiano coinvolto dalla guerra fascista moriva
di fame”. E il resto sono chiacchiere.
In seguito a quanto è successo in quel di Como - i bruti di Veneto Fronte Skinhead che hanno intimorito una organizzazione umanitaria leggendo un proclama delirante - qualcuno ha creduto di veder abbattersi sul Belpaese una pericolosissima "onda fascista". ... Maddecché! Ma se sono quattro imbecilli che non conoscono la storia e son capaci solo di fare i bulletti! Questi esaltati che si credono arditi dovrebbero leggere quel che Franca Valeri (ebrea per parte di padre, e felice testimone oculare di quel che accadde a Piazzale Loreto), ha sostenuto in una intervista. ... Laddove dice che Mussolini era un uomo ridicolo e vile perché "la sua fuga lo dimostra". Quando invece Hitler "almeno ci aveva pensato da solo" (a capire di essere un puzzone e uno stronzone che aveva fallito su tutti i fronti, e dunque deciso a togliersi di mezzo da solo"). Ad ogni modo, tocca far notare che i balordi dei centri sociali e certo sindacato barricadero (come pure tutti quei prepotenti che cianciano di "spesa proletaria" scrivendo "chi non okkupa preokkupa"), sono diventati altrettanti "cattivi maestri". ... Tutti loro, benché sedicenti comunisti e dunque presunti antifascisti, hanno sdoganato proprio quei sedicenti "mussoliniani" che adesso si sentono a maggior ragione autorizzati a fare i prepotenti. Con la scusa che "se lo possono fare anche le zecche di sinistra...".
Quando gli antagonisti dei centri sociali inneggiano alle "okkupazioni" (coperti da una sinistra fallimentare, minoritaria e dunque rancorosa), di fatto ispirano quei cretini che pensano di poter invadere lo spazio altrui inneggiando al Duce (lo fanno perché coperti proprio da quella destra catto-razzista che, paradossalmente, ripete sempre che "se mi entri in casa e mi sento minacciato devo poter sparare"). ... Anche qui, dunque, cade l'asino. Perché seguendo certa logica intollerante e destrorsa i poveretti che si sono ritrovati di fronte i trucidi di Veneto Fronte Skinheads avrebbero dovuto poter sparare. E invece i populisti di destra minimizzano i fatti di Como. Dimostrando che la loro onestà intellettuale è pari a zero.
Col caldo che fa, ci mancava solo l'ennesimo idiota che pretende di rimpiangere la dittatura fascista. E che intanto sfrutta la Democrazia per meglio fotterla. ... Ecco, sì, ci mancava solo il solito ignorante che pretende di poter esprimere le sue idee (poche, ma confuse), e intanto manifesta schifo per quella Repubblica che lo lascia delirare (e che gli consente di offendere la memoria dei tanti che hanno dato la loro vita per la nostra e sua Libertà).
Un tempo lo scemo del villaggio si rendeva ridicolo e basta, oggi invece Gianni Scarpa, (titolare della cosiddetta "spiaggia fascista di Chioggia"), diventa famoso e passa alla Storia. ... Perché a "casa sua" (lui chiama così il luogo pubblico dove predica e inneggia al Duce), a casa sua, dicevo, il meschino pensa di poter fare quel che più gli piace.
Con sprezzo del pericolo (e soprattutto del ridicolo), il bulletto espone anche la foto di un bambino che dice: "Nonno Benito, per un'Italia onesta e pulita torna in vita", poi sproloquia un po' contro Papa Francesco ("Lui vuole costruire ponti e non muri? Gliene costruiamo uno noi da Roma a Buenos Aires, così lo rispediamo da dove è venuto"), e magari imita Duterte. "Voi sapete che io sono per lo sterminio totale dei tossici. Di conseguenza penso che è meglio che girino molto al largo da qui. Chi viene qui sa come la penso io... se vuole viene se vuole non viene e io me ne frego... Perché qui dentro voglio gente educata ".
Pensa, il cafone, di potercela raccontare come piacerebbe a lui. Ma i fatti parlano chiaro, e i crimini del fascismo (che spediva in Germania, cioè ai forni, intere famiglie), non possono essere spacciati per semplici "errori". ... Ed è inutile che il tapino si sforzi di "menare il can per l'aia". Perché chi uccide (o fa uccidere) un uomo, è un criminale. E chi uccide (o fa uccidere) così tanta gente (peraltro dopo averla derubata di tutto), è un serial-killer. E questo sia che si chiami Stalin, sia che si chiami Benito.
Il senatore Paolo Guzzanti (padre della più popolare Sabina), sul quotidiano della famiglia Berluska (“Il Giornale”), ha voluto scrivere del Duce. Manco a dirlo: ha riproposto in poche righe i soliti luoghi comuni sul Mussolini in fondo mite e pacioccone (una idiozia che gli italiani ancora si bevono, dimenticando che quel verme ha spedito in Germania - quindi ai forni - uomini, donne, e bambini!). … Titolo di questo odioso articolo: “Perché il Duce non fece causa di licenziamento”. E la risposta che viene suggerita è ovvia: Perché era troppo buono, poveretto Lui!
E insomma, il senatore, con faziosità estrema, prima si è chiesto come mai nonno Benito “si lasciò abbattere da un banale voto di sfiducia… e poi si presentò col cappello in mano al capo (coronato) dello Stato”. … E poi ha concluso il discorsetto con particolare cialtroneria, scrivendo che “il dittatore, unico caso nella storia, si lasciò sconfiggere, licenziare, arrestare e poi deportare”. E qualcuno di amen! .
Mussolini era un criminale. Non ha importanza se lo
era meno o più di Stalin, perché il risultato non cambia: era un criminale comunque.
Inoltre: non ha senso dire che zio Benito ha commesso “alcuni errori”, perché gli
errori si fanno in matematica, ma i crimini contro la vita sono crimini e
basta. ... E il resto sono chiacchiere per bontemponi fankazzisti, o per fetenti
nostalgici e rancorosi.
Naturalmente è possibile credere alle favole, soprattutto se si è bambini. Ma
sostenere (da adulti), che il fascismo abbia fatto “molte cose buone”, significa
voler continuare ad aspettare la befana.
… Anche il mostro di Firenze, in vita, ha fatto probabilmente molte cose buone.
Magari per meglio coprire le porcherie che faceva di nascosto. Ma inutilmente: poteva profumarsi finché voleva, restava
sempre un criminale. E chi lo copriva, o giustificava, era un vigliacco e una
merdaccia!
I fascisti (ma anche gli ex repubblichini), si possono ancora redimere. Nonostante tutto. Possono riflettere, possono studiare, possono migliorare, possono ricredersi, pentirsi, e dopo possono perfino contribuire a migliorare il
Paese. Lo ha dimostrato Gianfranco Fini, che è sempre stato
di destra ma anche una persona perbene.
… E infatti, ad un certo punto del suo percorso Fini ha denunciato quello che ha chiamato il “male
assoluto”, sempre spiegando che bisognava guardare avanti, e sempre mostrando di
rispettare i morti (tutti i morti, anche quelli – come Pino Rauti – che se ne
sono andati senza ammettere di essere stati dalla parte sbagliata: dalla parte
dei criminali!).
I saluti romani e gli schiamazzi durante i funerali di Pino Rauti (“Boia chi
molla!”, “Camerati sull'attenti!”, “Camerata Rauti presente!”) dimostrano che certa gentaglia
vuol continuare a credere nelle favole più meschine. Invece le urla minacciose contro
Fini ("Traditore", "Badoglio", "Bastardo vai a Montecarlo", "Vai in sinagoga"), dimostrano
che questa stessa gentaglia non tiene alcuna vergogna. ... Non è un caso se nessuno ha contestato
la Carfagna,
il principe Giovanelli, La Russa,
Gasparri, Ciarrapico, e le collane imbalsamate di Donna Assunta!