Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
martedì 2 ottobre 2018
giovedì 26 dicembre 2013
W L'ALBANIA
... Direttamente dal "Paese delle Meraviglie", rilancio questa fantastica battuta di Crozza: «Se non ci fossero gli albanesi, il Trota avrebbe ancora la terza media!».
sabato 24 novembre 2012
LEGA DELLA MADONNA!
... E quel trombato di Umberto Bossi (ormai abbandonato dal dio Po, e guardato a vista solo da quei fanfaroni dei suoi ammiratori), ha deciso di buttarsi corpo e anima nelle braccia materne della Madonna.
... E chissà che non si porti dietro anche la sua svitata famiglia (pure il figlio Renzo, in arte Trota: quel nullafacente che, da consigliere regionale, ha chiesto una legge per rendere obbligatorio il crocefisso in ogni edificio delle Regione).
Su Medjugorje, il delirio di Padre Amorth
domenica 20 maggio 2012
BOSSI SEMPRE COMUNQUE
... Ovvio: il Senatùr non li ha portati da nessuna parte, ma intanto loro si sono divertiti, e si sono pure (a nostre spese) arricchiti tantissimo!
(i cosiddetti "barbari sognanti")
Barbaro sognante n° 1: «Ti ricordi quando l’Umberto diceva che ce l’aveva duro? Che uomo!».
Barbaro sognante n° 2: «Certo che mi ricordo, che emozione! E tu ti ricordi di quando sputava su Garibaldi? Che forza!».
Barbaro 1: «Ah, ti ricordi di quando diceva di sparare sui clandestini? E quando diceva di buttare il tricolore nel cesso? E quando diceva che il Trota veniva bocciato per colpa degli insegnanti terroni?».
Barbaro 2: «Mamma mia, certo che mi ricordo. Se ci penso mi commuovo pure. Che audacia quando (insieme al Calderoli), offendeva i luridi “culattoni”, quando s’è inventato dal niente il "Sole delle Alpi", le favole sulla Padania e su Alberto da Giussano! E che dire di quando urlava contro “Roma ladrona”? O quando diceva che il Berluska è un mafioso e però (per il bene della Padania), ci si alleava? O anche quando fingeva di cantare il “Và Pensiero”? Per giunta fregandosene del fatto che quello era il “canto degli ebrei” (visto che nominava le “rive del Giordano”)?».
Barbaro 1: «Cazzarola che ricordi meravigliosi. Che coraggio quando (sempre per il bene della Padania e al fine di ottenere il federalismo), ha fatto votare ogni minchiata che faceva comodo al piduista. E che simpatico quando ha fatto certificare che il Berluska credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak!».
Barbaro 2: «Poco Giuda che tempi memorabili. Perché sarà anche vero che il Bossi non ha realizzato nulla di quel che aveva promesso, ma intanto ci siamo divertiti immensamente a credere alle sue buffonate!».
Barbaro 1: «Appunto, ben detto! Bossi non ha concluso niente, e ci ha presi in giro agitando la sacra ampolla (proprio come fanno i napoletani col sangue di San Gennaro!). Ma noi poveri barbari sognanti, senza arte né parte, gli siamo grati lo stesso, ci mancherebbe!».
Barbaro 2: «Ovvio: ha dato finalmente un senso alla nostre miserabili e grette vite. E soprattutto ci ha regalato una splendida carriera. Sennò ci sarebbe toccato in sorta di lavorare come negri (come i balùba della Tanzania, dove abbiamo portato i soldi della Lega). Oppure avremmo dovuto faticare come i vagabondi dell'Albania (dove siamo andati a comprare la laurea per quell'altro meschinetto!)».
domenica 22 aprile 2012
L'IMPRESENTABILE BOSSI FAMILY
… E allora adesso sappiamo finalmente che in casa Bossi non è stato risparmiato nessuno. Ma proprio nessuno nessuno, eh!
... Però, in questo caso possiamo star tranquilli: per Robertino non c'è stato nessun intervento estetico a nostre spese. Peggio: è stato accusato (e recentemente condannato), per aver lanciato un gavettone di acqua e candeggina ad un ragazzo comunista che stava attaccando un manifesto.
… Ebbene, non ci si crede, ma adesso, proprio questo sfacciato ha il coraggio (in seguito allo tsunami che ha travolto il Carroccio), di dichiarare con aria tutta seriosa: «Sono schifato, a dir poco. Purtroppo viviamo in questo paese di merda».
… Ma il vecchio Umberto non vedeva nessun problema, invece, se il primogenito si accompagnava con l'ex pupa Rosy Dilettoso. E anche adesso non vede problema per tutte le altre scorribande a cui si dedica tuttora il baldo giovanotto (che ha negato di aver mai preso soldi da Belsito, e che in merito ai recenti scandali ha preferito gridare pure lui - buon sangue non mente! - al complotto della Magistratura).
... Infatti, anche per questo era stato accusato di aver semplicemente beneficiato del potere politico del padre, suscitando le stesse polemiche che aveva provocato Franco Bossi (fratello del Senatùr, assunto - benché in possesso del solo diploma di licenza media inferiore! - come assistente parlamentare dell'eurodeputato leghista Matteo Salvini con la retribuzione di 12.750 euro al mese).
... D'altra parte, era già tutto chiaro anche prima, bastava guardarlo in faccia questo qui! Già da studente Renzo Bossi era stato una autentica frana: era riuscito a passare la maturità solo al quarto tentativo, dopo ben tre prove andate a male (per colpa dei professori meridionali, dichiarerà il padre!).
http://www.youtube.com/watch?v=CYYNlliyTEU
… E tutto questo andazzo è durato fino a quando, finalmente, il Trota è stato costretto a dimettersi da consigliere regionale. Con qualche ridicola scusa, ovviamente: lo avrebbe fatto per dare l’esempio, in tutta serenità (dice lui); lo ha fatto perché era stanco di fare quel duro lavoro ( ha precisato invece il padre!).
… Ma certo, ma sicuro, era chiaro quali erano le tradizioni di famiglia: anche Umberto, da giovane, aveva bighellonato a lungo prima di inventarsi una carriera. Ed era infine riuscito ad improvvisarsi capo-popolo, ma solo dopo aver capito di essere negato in ogni altra attività lavoativa. Era negato assolutamente come poeta e come cantante (incise due dischi penosi, sui quali è meglio stendere un velo pietoso). Perfino la sua prima moglie (Gigliola Guidali), spiegò di averlo lasciato perché non si decideva a trovare un lavoro fisso. E perché aveva scoperto che quello mentiva spudoratamente (in un'intervista la poveretta raccontò che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore, dicendole «ciao amore, vado in ospedale», senza tuttavia essersi mai laureato).
… Cosicché, se i genitori adesso dovranno spiegare come hanno pagato tante cosette (la ristrutturazione della casa, l’università dei pargoletti, le spese mediche, le altre case, i fabbricati e i terreni), i figli invece dovranno spiegare dove hanno trovato i dané con cui hanno pagato le multe, le belle auto, e tutto il resto.
… Però fino a ieri gli omini verdi non si lamentavano di niente. Perdonavano tutto: la baby pensione, la scuola dove si insegnava il dialetto locale, le scemenze, e certe insulse superstizioni (tra di loro girava la voce che quando il Senatùr era ancora grave la moglie e Rosy Mauro disponevano attorno al letto del Senatùr alcune pietre che a loro dire avrebbero avuto proprietà magiche).
… E a questo punto tocca ricordare la stoccata (finale) sul “mantegnù” che mangiava a sbafo: «Aoh! Stiamo parlando di uno che ha organizzato tre feste di laurea senza essersi mai laureato!».
sabato 7 aprile 2012
LEGA DI FAMIGLIA
La Lega di Bossi inciampa sulla sua stessa propaganda, come il Vaticano. E' giusto così: chi di famiglia ferisce di famiglia perisce.
Le bugie hanno le gambe corte, e l'ipocrisia non regge al tempo e alle intemperie. Per questo la Lega di Umberto Bossi finisce in cacca come il Vaticano, e proprio sui temi su cui ha speculato. E' giusto così: chi di famiglia ("secondo natura") ferisce, di famiglia (quella esibita per propaganda) perisce.
... Ma il Senatùr non è sprofondato solo a causa dei figli (fanfaroni), o della moglie (arruffona e superstiziosa). Bossi è precipitato anche per colpa di tutti quegli altri ruffiani che - come lui - pretendevano di esaltare unicamente la famiglia tradizionale del "piccolo mondo antico" (con i suoi legami di sangue, di Fede, di clan, e di "tribù"). Sempre sputando sulle famiglie "altre", quelle dettate dall'affetto che sfugge alle regole di una legge o di una religione.
Non ci voleva molto a capire che tutto nella Lega era un pretesto per conquistare potere (e poltrone). Come ha spiegato Michele Serra su "Repubblica", quando ha scritto: «Tutto, nella storia leghista, è improvvisato e cialtrone, a partire da quel logo fantasma, "Padania", che non ha alcuna attinenza con storia e geografia e pare sortito da una partita notturna a Risiko annaffiata da troppo alcol. Proseguendo con il ridicolo crak del credito padano, l'inverosimile carriera politica del povero Trota, il cerchio magico con le fattucchiere e le badanti [...] i finti ministeri a Monza, gli elmi cornuti, gli affaroni in Tanzania... ».
Ce ne vuole di coraggio, per mostrare rispetto ad un cialtrone come Bossi! Perché questo qui, scrive ancora Serra, è «un fanfarone di paese, finto medico, cantante fallito, che per oltre vent'anni è riuscito ad abbindolare un popolo evidentemente abbindolabile».
... E infatti è così, l'Umberto è solo un ciarlatano che si vantava di avercelo duro (quando è chiaro che non riuscirebbe ad andare al cesso da solo). Tra una bestemmia e una ampolla al dio Po ha mostrato il dito medio, ha buttato la bandiera italiana nel cesso, ha insultato, ha straparlato su tutto, ha minacciato, ha promesso miracoli, ha tradito i suoi alleati per ritornarci assieme quando gli conveniva, ha approvato le leggi piu' immonde e ha certificato che il suo compare Berluska credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak.
domenica 3 ottobre 2010
Umberto & Luca
Che faceva quel fighetto di Luca Zaia, governatore leghista del Veneto, mentre il vecchio Umberto sparava la sua ennesima minchiata?
... Insomma, che facevano quelli del Carroccio, dopo aver lui (il Senatùr), passato una vita ad offendere, di volta in volta, tutto e tutti: la sinistra, i meridionali, gli stranieri, Casini, il Berluskazz, e chi più ne ha più ne metta?
Tuttavia, pensiamoci: cosa accadrebbe se nelle fiction si accogliessero fino in fondo i luoghi comuni da barzelletta? E che succederebbe se si dipingesse il padano secondo un certo stereotipo: buffone, gretto, ignorante, razzista, tremolante, scoreggione?
... Magari, perché no, anche fuso, bacucco, claudicante, e sempre pronto a sputare su quelli che non sono polentoni come lui?
Ebbene sì, se si accogliessero certi luoghi comuni sui polentoni, finirebbe che il padano immaginario assomiglierebbe troppo a quell’altro padano famoso e reale (il leader delle camice verdi, che guarda un pò tu il caso è anche il capo di Luca Zaia).
... Ma certo, si penserebbe subito a quel troglodita che non è capace di tirarselo fuori per fare pipì, ma che lo stesso dice di avercelo duro, e mostra il dito medio. Si penserebbe a quel poveraccio che col suo maschilismo da vecchietto decrepito offende tutte le donne e gli uomini che sognano un mondo migliore.
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domenica 22 agosto 2010
La spada, il fucile, la croce
Ecco, adesso i militanti del Carroccio saranno tutti contenti di sapere che possono continuare a godersi l'estate. Magari più avanti, con calma, quando arriverà il freddo, si vedrà di fare qualcosina per scaldarsi, vero?.
... A proposito: Morgan aveva rischiato il suo concerto in Veneto perché la Lega sosteneva che - avendo lui esibito la sua condizione di "tossico" - era diventato un "kattivo maestro". E allora, per coerenza, vogliamo dire qualcosa dell'Umberto furioso che straparla di bandiera nel cesso, di cazzi duri, e perfino di fucili?
2) SI SCHERZA ANCORA, PURE COI SANTI Alla faccia della sincerità evangelica. Se Comunione & Liberazione non sa più a che santo votarsi (padrini e simpatizzanti politici stanno tutti nei guai), l'eurodeputato ciellino e berluskoniano Mario Mauro ha spiegato al "Giornale" qual'è la sua cristianissima strategia: «Al meeting proviamo a ricompattare il Pdl. In politica le cose si possono rimettere a posto, in passato la Lega si è permessa di dare del mafioso a Berlusconi e ora è di nuovo nostra alleata di ferro».
3) SCHERZERO' FINO ALLA FINE, DI DURO C'HO SOLO IL CERVELLO La Lega di Bossi, dunque, è diventata una alleata di ferro. Che meraviglia, certamente Gesù sarà contento di questo matrimonio d'interessi.
... Intanto il Senatùr è passato dai fucili di Schio agli spadoni medievali. E bisognava vederlo nelle foto: lui che al Bèrghem Fest di Alzano Lombardo nominava "cavalieri" alcuni "crociati di Martinengo". Che festa, e che spadoni, accidenti!
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domenica 18 aprile 2010
Il piano anti-Bossi
L'ex “maggiordomo” di Umberto Bossi ha deciso di vuotare il sacco.
E ha raccontato di quella volta che, subito dopo il primo infarto del senatùr, i suoi volevano approfittarne per farlo fuori.
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Da una intervista ad Alessandro Patelli
(di Alessandro Dell’Orto, per “Libero”)
Alessandro Patelli era il "pirla" (autodefinizione) della Lega. E’ stato arrestato il 7 dicembre 1993 con l’accusa di aver violato la legge sul finanziamento pubblico dei partiti, tangente da 200 milioni di lire gentilmente allungata da Enimont. Erano gli anni di Mani Pulite, politica italiana stravolta, Di Pietro star (?!) e tutti dentro.
Patelli, responsabile amministrativo, organizzativo e uomo di fiducia di Bossi, è stato condannato a 8 mesi (arresti domiciliari) e poi ha lasciato il gruppo. E’ sparito, portando con sé verità e misteri del boom della Lega…
* Le piace la Lega di oggi?
«Non credo che la nuova classe politica sia più preparata di quella dei miei tempi. I vari Cota, Zaia, Stucchi, semplicemente, dicono alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire. Non c’è dietro un vero progetto politico».
* Roberto Calderoli è ministro per la Semplificazione Normativa. Tante uscite folkloristiche, ma anche buoni risultati.
«Non mi piace. E’ una macchietta. Dice di aver soppresso 29mila leggi. Ma quali sono? Ce lo spieghi, non condivido il suo comportamento […]».
* Allora puntiamo alto. Ci sveli qualcosa che non ha mai raccontato.
«Nel 1991 Bossi ha il primo infarto, lo ricoverano a Varese e io ricevo una strana telefonata da due personaggi di primo piano della Lega Nord…».
* Nomi, grazie.
«No, ma non è difficile intuire: uno è tuttora nella Lega, l’altro è andato via».
* La chiamano e…?
«Cercano di convincermi, dicono che devo far dimettere Bossi, far decretare la sua incapacità di intendere e di volere. Così poi si può convocare il consiglio federale e prendere atto che le funzioni del segretario vengano assunte dal presidente federale in carica».
* E chi è?
«Franco Rocchetta».
* Un piano perfetto per far fuori il Senatur!
«Io rispondo che finché Bossi avrà un filo di voce, non farò mai nulla del genere».
* Bossi, poi, ha meditato vendetta?
«Non ha mai saputo nulla, lo scoprirà per la prima volta ora leggendo questa intervista […]».
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