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martedì 27 settembre 2022

CARA GIORGIA TI SCRIVO. COSI', PER SFOGARMI UN PO'
( LETTERA APERTA A GIORGIA MELONI, LEADER DI FRATELLI D'ITALIA )

CARA GIORGIA, METTIAMO SUBITO IN CHIARO che io non sono un tuo elettore (da diverso tempo sostengo Renzi, che fra l’altro ha dato all’Italia le unioni civili). E dunque, insomma, ora sono col terzo polo.
... Ma, lo ammetto, intimamente tifo anche per te. E questo da un bel po', precisamente da quando in Spagna - con gli occhi da matta, coraggiosamente - hai gridato: “Sì a la identidad sexual, no a la ideologia de genero, no a los lobbies Lgbt!”.
😌
SO CHE PRIMA O POI mi darai dei dispiaceri, ma la cosa non mi preoccupa affatto (la sinistra me ne ha dati tanti, sono allenato ad affrontarli!). E mi rallegra, invece, immaginare che mi darai comunque qualche grossa soddisfazione. Come quando - unica nel circo mediatico italiano - hai sputato contro quei "talebani dè noantri" che ci vorrebbero imporre il dogma del gender (che non è una teoria, come usano dire tutti, bensì un delirio!).
... E ovviamente non mi sfugge che frequenti alcune brutte persone, ma sono spesso migliori di quei balordi dei centri sociali che assieme a tante e tanti di sinistra ti hanno bullizzato con tanta ferocia.
🤨
AHIME', OGGI, A MINACCIARE la libertà sessuale - e perfino la salute fisica e mentale - sono proprio le sigle Lgbt+ (chiamarle lobby non mi pare giusto, le lobby sono una cosa seria e loro invece sono conventicole di disadattati capaci solo di avvelenare i pozzi!).
... Ormai questi non sanno più cosa inventarsi, e quando non si occupano di scemenze (le panchine rainbow, gli asterischi, la schwa, un nuovo pronome…), pretendono ad esempio che un professore possa, da un giorno all’altro, presentarsi a scuola con una parrucca bionda e la minigonna. Magari, come è già successo, chiedendo di essere chiamato con un nome da donna inventato al momento.
😏
PRETENDONO, POI, che nelle gare femminili una donna di 45 chili debba accettare di competere con un uomo che da un giorno all’altro ha deciso di “sentirsi donna”. Oppure pretendono di occuparsi dei cosiddetti “bambini libellula” (cioè i bambini con presunta disforia di genere, peraltro rari come i diamanti). E invece di lasciar fare queste cose a chi è del ramo - o magari lasciar fare alla Natura - pretendono di controllare che a questi piccoli venga loro bloccato artificialmente lo sviluppo sessuale (in attesa che l’amico immaginario dica a questi innocenti se da grandi diventare maschietti o femminucce?).
… No, io penso che la Cirinnà e Alessandro Zan non devono interferire su temi così seri. Soprattutto non deve farlo nessuno che sia coinvolto in queste cose emotivamente, ideologicamente, o – peggio ancora – politicamente.
😤
DICONO ANCORA, questi ridicoli, che volete censurare Peppa Pig. Per via delle vostre critiche all’orsetto Penny, che si era vantato di avere due mamme con queste parole: “Una fa il dottore, l’altra cucina gli spaghetti” (e che si era mostrato felice aggiungendo: “Io adoro gli spaghetti”!).
Ora, vedi cara Giorgia, diversamente da te io trovo accettabilissima la fecondazione eterologa. E pure il cosiddetto “utero in affitto” (ovviamente se normati come si deve, per evitare mercanteggiamenti e abusi). Anche perché queste peripezie sono nate fin da quando i nostri antenati han dovuto affrontare il problema della sterilità femminile (la Bibbia, al capitolo 16 e 30 della Genesi, dice che i primi a sfruttare una specie di Gpa furono i Patriarchi Abramo e Giacobbe).
... Conseguentemente, non mi da nessun fastidio l’orsetto Penny (che, anzi, trovo simpatico). Ma accidenti, qualcosa di odioso in questa storia, lo vedo comunque anch'io.
😏
ODIO, DUNQUE, il fatto che i creatori di quel cartoon, dopo aver ingenuamente sostenuto che ci tenevano a rappresentare la famiglia tradizionale, sono stati “attenzionati” dalle sigle Lgbt+. E in seguito ad una petizione di quest'ultimi (che poteva essere interpretata come una velata minaccia), sono stati praticamente costretti a disegnare una famiglia rainbow da aggiungere alla compagnia di maialini rosa. Ed è così che sono state imposte ai bambini le due mamme di Penny.
… E’ un po’ come quando Guido Barilla aveva spiegato di voler pubblicizzare solo la famiglia del mulino bianco, e dopo essere stato insultato e baicottato si è visto costretto a chiedere scusa e ad accettare di essere “rieducato” (come succedeva nella Cina di Mao!).
😁
LE SIGLE LGBT+ dicono che le famiglie arcobaleno sono “la realtà di cui bisogna prendere atto”. E nessuno lo mette in dubbio. Ma non è un motivo, questo, per tacciare di fascismo chi dice che “un bambino ha diritto ad un padre e una madre”. Peraltro, tu hai motivo di sostenerlo più di tutti, visto che da bambina sei stata abbandonata dal babbo (e dunque sai di cosa parli). Inoltre, tocca precisare che “la realtà” non è sempre come la si vorrebbe dipingere. Lo ha dimostrato il tribunale di Bari, che nei giorni scorsi è dovuto intervenire per salvare una bambina fin troppo bistrattata (ufficialmente aveva “due madri”, in realtà ne aveva tre, più due padri).
… Basta fare i conti per bene: in quella storia c’era una prima madre (che ha donato l’ovulo), una seconda madre (che ha portato avanti la gravidanza per poi farsi da parte), e una terza madre (che ha cresciuto la bambina insieme alla prima madre, essendosi sposate all’estero). C’è poi un primo padre (che ha donato il suo seme per poi sparire dal radar), e un prospettivo secondo "padre" (questo quando la prima madre ha deciso di divorziare dalla sua compagna per affrontare una nuova relazione, stavolta con un uomo che - se non fosse per il tribunale - avrebbe potuto chiedere di adottare la povera bambina!).
🙃
LE SIGLE LGBT+ sono capaci di tutto. Quando non sanno come rispondere offendono con epiteti maschilisti, sessisti, e perfino omofobi. Del resto, quando Ivan Scalfarotto s’è permesso di suggerire una modifica al Ddl Zan, uno di loro lo ha insultato dicendo che è solo un “eunuco” (cioè un senza palle). Insulteranno te come hanno insultato tutti, e come hanno insultato anche me. Proprio per questo, quando ho capito che volevano passarmi per fesso, mi sono detto: “Vogliono la guerra? Che guerra sia!”.
… Sono uno più ipocrita dell’altro. Chiedono ai loro fan e associati più coraggio, “visibilità”, e “coming out”. Però, per paura di veder fallire la cosiddetta “Onda Pride” (in cui hanno chiesto più PrEP per tutti), hanno nascosto alle masse che sfilavano le origini del vaiolo delle scimmie (che è scoppiato quest’anno in certi ambienti rainbow, come già successe nei primi anni ’80 con l’Aids).
😆
HO VOLUTO dimostrare personalmente questa odiosa omertà, filmando e registrando in quei giorni la varia umanità che sfilava allegramente. Ho appurato che sapevano cantare a memoria tutti i brani di Raffaella Carrà, purtroppo però ignoravano completamente cosa stava accadendo (e di lì a poco, in America, il vaiolo delle scimmie è diventato una emergenza).
... Erano scettici e perfino increduli, quando interrompevo i loro urletti chiedendo cosa sapevano del monkeypox. Erano all’oscuro di tutto, per la semplice ragione che nessun attivista delle sigle Lgbt+ li aveva avvertiti su quello e su molto altro (ad esempio sul fatto che il PrEP diventa pericolosissimo se lo si prende senza usare le normali precauzioni. O - peggio ancora - per partecipare ad una gangbang in una dark!).
🤫
QUESTI LAZZARONI sono capaci di tutto, perciò confido in te per dare loro una bella lezione. Se li si lascia fare, queste pseudo "lobby" portano la comunità rainbow sull’orlo del precipizio, con tutta l’umanità subito dietro (purtroppo, anche il mio partito di riferimento non se ne rende conto, accidenti!).
... Ahimè, li conosco fin troppo bene, e infatti ci litigo continuamente. Sebbene, ti prego, questo ultimo particolare non dirlo a nessuno, che resti un segreto fra me e te. Sai com'è, non voglio assolutamente che lo si sappia in giro (perché, vedi, mi vergogno profondamente di averci a che fare con questa brutta gente che, quando li incontro per strada,  se proprio non posso girare l'angolo - fingo di non conoscere!).
✒️ ___ Natale Pellizzer

sabato 17 settembre 2022

IL MIO (DISPERSO) VOTO

IO VOTERO' ANCORA per Renzi, che fra l'altro ha dato al nostro Paese le unioni civili (come ha specificato anche Natalia Aspesi, dichiarando lei pure di essere intenzionata a votare per lui).

Anzi, voglio essere sincero, mi auguro che stavolta il mio ex partito (il Partito Democratico) sprofondi miseramente.
Ora non potrei proprio votare per Letta, neanche sotto tortura. Non potrei votare, ad esempio, per chi ha finto di voler far approvare quell'insulso polpettone ideologico che è il Ddl Zan. Ovvero, un testo assurdo che chiedeva tutto e niente, che non portava nuovi diritti e semplicemente aumentava - peraltro solo sulla carta, per far scena! - le pene agli omofobi (quelli veri, e quelli presunti).
... In definitiva, il Ddl Zan era solo una tela di Penelope ormai sbrindellata, stiracchiata di qua e di la. Usata per prendere tempo e tirare a campare (sfruttandola polemicamente innanzitutto contro Italia Viva, peraltro!).
😌
ANZI, LA DICO TUTTA, se fossi costretto a scegliere solo tra il PD (che mette capolista Alessandro Zan), e il partito della Meloni (che candida invece uno come Nordio), beh, mi butterei sulla seconda che ho detto! Perché il primo (Zan) è quel tipetto che non si confronta mai con gli avversari, e che fra l'altro ha nascosto ai suoi fan e al suo elettorato di riferimento il pericolo costituito dal cosiddetto "gayiolo".
... Peraltro, penso che a prescindere dal mio orientamento politico, un rimescolamento delle carte sia necessario. E insomma, se la Meloni vuole la bicicletta (e gli italiani democraticamente gliela comprano), sono curioso di vederla pedalare. Sarebbe sicuramente utile al Paese la novità di un premier finalmente donna (la sinistra tradizionale non c'è ancora riuscita!).
😁
NON TEMO AFFATTO, come suggerisce Letta, una "deriva autoritaria". Non dalla Meloni, almeno. Non mi farò incantare dalla balla sul "voto utile". Inoltre, se domani un pericoloso combinato disposto (l'attuale legge elettorale più la riduzione dei parlamentari) permetterà a Fratelli d'Italia di cambiare la Costituzione, la colpa sarà solo del Pd (che doveva provvedere per tempo).
... E comunque sia, più che il frettoloso tweet della Meloni (quello sulle "obesità"), temo il ruffianismo di Letta (che scioccamente ha scritto: "W le devianze!").
🫣
COSA INTENDEVA DIRE, il tenero Enrico, con questo sibillino "W le devianze"? Alludeva forse anche alle fluidità in campo sessuale? Magari anche ai cosiddetti "bambini libellula" a cui la ditta Zan & Cirinnà vorrebbe bloccare medicalmente lo sviluppo in attesa che col loro amico immaginario possano decidere a quale sesso appartenere?
... Suvvia, questo è lo stesso "deviante" Pd che - solo per far scena! - ora si finge per il "matrimonio egualitario". E, a proposito, ho preparato i popcorn perché attendo di capire i precisi dettagli di questa proposta. Ma, sia chiaro, non voglio sentirli proclamare da Zan (che se ne vanta), piuttosto direttamente dalle labbra dal cattolico Letta (che avrà pure gli "occhi di tigre", come dice, ma temo eviterà accuratamente di trattare la questione per non spaventare l'elettorato più tradizionale!).
🤫
LE URNE STABILIRANNO se è vero quel che dice da sempre Alessandro Zan. Ovvero che sui diritti civili il Paese è più avanti di certi politici (di quei politici che lui odia perché hanno esultato quando è caduto il suo sciocchino Ddl). E comunque io apprezzo la Meloni proprio da quando in Spagna ha urlato come una ossessa: "Sì all'identità sessuale, no alle lobby Lgbt!".
... Anche perché, a minacciare la libertà sessuale - e pure la salute! - sono oggi proprio le scellerate sigle rainbow (chiamarle lobby è un complimento che non meritano, in fondo sono solo conventicole di poveretti e poverette scappat* di casa!).
😏
SONO STATE LORO, le "lobby"Lgbt+, a censurare Ivan Scalfarotto quando aveva proposto un ultimo ritocco al Ddl Zan.
... Erano arrivati perfino ad offenderlo con epiteti sessisti, e in quell'occasione Diego Passoni (che si considera un esperto della Bibbia), aveva definito Ivan "un eunuco" (che biblicamente parlando significa "un senza palle").
😤
SONO STATE SEMPRE loro, le sigle Lgbt+, che hanno lasciato correre il virus del Monkeypox senza avvertire nessuno. Pure Alessandro Zan e la Cirinnà, nel frattempo, stavano a pettinar le bambole, fingendo di avere cose più importanti di cui occuparsi. Inoltre è successo che con la scusa dello "stigma" molti attivisti hanno dato dell'omofobo a Matteo Bassetti, appena quest'ultimo (praticamente in perfetta solitudine), ha avvisato per tempo di questo iniziale contagio tra gli "Msm" (un ipocrita eufemismo che sta ad indicare i "maschi che fanno sesso con maschi").
... Quello fu un contagio, lo dicono i fatti, partito dal Pride di Maspalomas, anche se personalmente immagino non possa essere avvenuto durante la sfilata (bensì durante gli orgia-party che lì sono notoriamente una "specialità della casa").
🫣
CERTE COSE ERANO già successe in passato, ma evidentemente le lobby Lgbt+ non hanno imparato la lezione. Infatti era già accaduto negli anni '80 che i gay americani degli ambienti sado-maso avevano fatto da apripista nella diffusione dell'Aids (che si era diffuso poi in tutto il pianeta). Ed è accaduto in seguito che periodicamente si riscontrassero nelle comunità omosex diversi casi di epatite. Invece più recentemente, quando le discoteche etero erano ancora chiuse per la pandemia, le darkroom gay sono risultate aperte e funzionanti (lo ha dimostrato un programma di Radio24). E accade ancora oggi che le sigle arcobaleno (le stesse che ai loro fan e associati chiedono più coraggio, visibilità, e coming out), con la loro omertà hanno contribuito alla diffusione del Monkeypox (che in America è diventato addirittura una emergenza).
😆
ERA OVVIO CHE nascondendo il virus per paura dello "stigma", quello avrebbe galoppato ancora di più. E così questi somari, col loro silenzio, hanno provocato più virus e più stigma (in prospettiva, anche più omofobia, sia chiaro!).
La "base" rainbow non è cosciente di tutto ciò. Viene tenuta nell'ignoranza da questi cialtroni che la rappresentano abusivamente e indegnamente. In particolare, bisogna notare che i gay che frequentano certi locali ( in cui come minimo si prendono le piattole), non hanno alternative.
... Sostanzialmente, invece di chiedere luoghi di aggregazione sicuri, le lobby Lgbt+ pensano solo a far scena, a farsi pubblicità, e a fare comunella coi gestori dei succitati postriboli. Poi, s'intende, vanno tutti assieme ad inciuciarsi coi politici "gay friendly" (che sono gli altri "compagni di merende").
🙄
MA LO RIPETO ANCORA, i gay "comuni mortali" (a cui le sigle Lgbt+ suggeriscono solo rancore, antagonismo, esibizionismo, e clamore), sono solo gli "utilizzatori finali" (instupiditi, inconsapevoli, e rassegnati) di un sistema vergognoso che ingenuamente immaginano non possa offrire alternative.
... Morale: se le si lascia fare, le infami lobby Lgbt+ porteranno la comunità rainbow sul precipizio. E poi, dietro a quella, possono trascinare nel burrone anche l'intera umanità.
______ Natale Pellizzer .

giovedì 2 dicembre 2021

GRETA, LEOPOLDA, E LA TRANS

LA SINISTRA CHE S'INDIGNA PER LA PACCA SUL CU*O DI GRETA, aveva nulla da ridire sulla vignetta (maschilista), di Mannelli? La sinistra che ancora adesso piange sul "Ddl Zan versato", perché non ha strillato sull'immagine (falsa e strumentale), di una povera donna che si smutanda per colpire un partito e il suo leader? ... Alcuni lettori del quotidiano "Il Fatto" hanno protestato per la volgarità di quel disegno, ma Marco Travaglio l'ha difeso nel nome della satira. E comunque quella immagine suonava, in primis, come una offesa alle donne che hanno partecipato alla Leopolda di Matteo Renzi. Si dà il caso, tuttavia, che contemporaneamente quel giornale attaccava un comico dalla pelle nera, per le sue battute sui trans (Dave Chapelle, che disse giustamente come scherzare su tutti eccetto loro significava additarli come "diversi"). 😎
EBBENE, IO ALLA FINE DELLA FIERA, ho dedotto ancora una volta che i sedicenti "progressisti" (orfani di quel disegno di legge "contro l'omotransfobia" che hanno sfruttato per piantare inutili bandierine e anche per accusare "Italia Viva"), sono intellettualmente falsi. Perché, insomma, sono disponibili (quando devono sputare su un politico che detestano), a rinnegare le loro ossessioni "politically correct". Magari sghignazzando sulla caricatura di una donna che - come nella vignetta - si offre al primo che passa denudandosi con particolare malizia. ... E sono doppiamente ipocriti, tutti costoro, quando tornano attenti e comprensivi appena, poniamo, a dar via il sacro fosse invece una transgender. 🙄
ED È CHIARISSIMO IL PERCHÉ di questo diverso trattamento. E cioè, intanto perché sentono l'esigenza, almeno attualmente, di tenersi buone le permalose e vendicative lobby Lgbt+ (considerate "alleate" contro il comune e odiato "avversario"). Poi perché quelle lobby rappresentano e controllano (benché lo facciano indegnamente e senza un vero mandato della loro "base") il variegato e sprovveduto popolo "rainbow". ... Un mondo, cioè, che loro immaginano abitato da "intoccabili". Vuoi perché ritenuti più sfigati (e quindi inferiori), vuoi perché considerati più sensibili e raffinati (e quindi superiori). In ogni caso, sempre e comunque - e benché inconsciamente - perché considerati "non conformi"). 😔
E, SIA CHIARO, NON SIA MAI che a ridere del mondo trans sia un comico dalla pelle nera come Dave Chapelle (bollato stupidamente come transfobico). Perché in quel caso gli ipocriti sanno già da che parte conviene (momentaneamente, finché serve!), stare. ... A proposito, una trans che era grande amica di quel comico, si è infine suicidata. Certamente non l'avevano aiutata i tanti attacchi che aveva subito per avergli sempre mostrato una grande simpatia. Si dichiarava perfino grata con lui, perché gli riconosceva di avere (con le sue esilaranti battute), contribuito a "normalizzare" - disse proprio così - un ambiente che poteva apparire lontano, oscuro, ignoto, pericoloso.

____ Natale Pellizzer

IL GATTO E LA VOLPE

TRAVAGLIO E LA GRUBER (QUANDO SI ACCANISCONO SU SALVINI, SU RENZI, O SUL MAGO ZURLÌ), SONO COME IL GATTO E LA VOLPE. ... Quando Marco Travaglio riciccia - e supera in ferocia - il cosiddetto “metodo Boffo”, l'amica Lilli se la ride sotto i baffi (che nascondono il botox). A proposito, se la 'politically correct' Gruber può sghignazzare sulla vocina di Mario Giordano, perché è proibito agli altri commentare le labbra a canotto della Volpe rossa? 😁
MARCO TRAVAGLIO SI DIVERTE a picchiare – giornalisticamente parlando – chiunque non gli “ceda il passo” quando lo incrocia. Voglio dire che pretende gli venga sempre riconosciuto che lui è il primo della classe, e che la cosa non si discute assolutamente. ... Inoltre, quando un collega che gli è ideologicamente "poco affine" realizza uno scoop, lui per invidia si accanisce a sottolinearne le imprecisioni, fosse anche solo per una virgola sbagliata. 😏
EPPURE, PROPRIO IL CAPOCLASSE Travaglio, frigna e si dimena quando scopre che qualcuno – ad esempio Rondolino - suggerisce a Matteo Renzi di reagire alle sue campagne stampa come si conviene (magari con dossieraggi vari ed eventuali). … E addirittura, accidenti, Travaglio pretende di gridare allo scandalo se altri usano su di lui quel “metodo Travaglio” con cui randella a destra e a manca (fingendo di non sapere che, prima o poi, succede che “chi la fa, l’aspetti”). 😔
E DUNQUE, A "OTTO E MEZZO", dove è ospite fisso della Gruber, recentemente Travaglio si è scagliato contro Sallusti. Solo perché, dovendo commentare proprio il succitato "consiglio" di Rondolino, Sallusti gli ha fatto notare una ovvietà. E cioè, che se il quotidiano “Il Fatto” aggredisce continuamente Renzi (attualmente proprio quello è il suo bersaglio preferito), è normale che qualcuno consigli al manganellato di rispondere con la stessa sfacciataggine. … Non lo avesse mai fatto! 😬
NON SOPPORTANDO di essere contraddetto da un collega, e volendo umiliare Sallusti (cercando di dimostrare che dice stupidaggini e lancia solo bufale), Travaglio ha ricordato il famigerato “metodo Boffo”. Che fu inventato da Feltri ma ispirato - suo malgrado - dall’ex direttore di “Avvenire” Dino Boffo”. ... E subito dopo, con la solita foga, Travaglio ha tirato in campo Bisignani, la Santanché, il cardinal Bertone. E ovviamente anche Feltri (quando ormai mancava all'appello solo il mago Zurlì!). 😳
EBBENE, A QUEL PUNTO, di fronte a tanto furore, Sallusti ha cercato di parare i colpi bassi. Intanto facendo notare che quello su Boffo non era affatto un volgare e fasullo dossier passato ad altri, ma una notizia accertata (il riferimento era alla condanna per molestie, che Boffo ha giustificato accusando un suo problematico dipendente). ... D’altra parte, Travaglio stesso in un suo articolo (“Ricattatori, ricattati e ricattabili”), per pura invidia aveva diversi anni fa sminuito - ma sostanzialmente confermato, benché a denti stretti - lo scoop del quotidiano concorrente. 😁
IN QUEL FRANGENTE, ovviamente a modo suo e con la solita puzza sotto il naso, Travaglio aveva assicurato che la vicenda era da troppo tempo risaputa e acclarata. ... Testuale, dallo scritto di allora: “La notizia della condanna di Boffo è vecchia di cinque anni e circolava nelle redazioni da tempo, tanto che era già stata addirittura pubblicata su giornali e siti internet”). 😔
INSOMMA, L'ATTEGGIAMENTO odierno di Travaglio, che mira a negare la credibilità del documento pubblicato allora (attaccandosi ad aspetti marginali della questione), dimostra che al vanitoso giornalista interessa di essere considerato il più figo del reame, più che di dimostrare la sua onestà intellettuale! ... E se a suo tempo Travaglio ha rimproverato Feltri di aver pubblicato una notizia troppo vecchia, oggi lui ritorna ancora sulla questione per offendere pesantemente Sallusti, con la scusa che la polizia non può aver schedato Boffo per i suoi presunti gusti sessuali (come si poteva pensare, a causa di una frase scritta a mano da una manina zelante, e aggiunta maldestramente alla fotocopia del documento originale). 😎
MA SI DA IL CASO, intanto, che lo scoop di allora non era quella frase pettegola (come potrebbe pensare qualche troglodita sessista). Bensì proprio la prova documentale (commentata e spedita a tutti i vescovi italiani), della condanna e del pagamento di Boffo (sebbene in seguito l'accusato ha giustificato il tutto accusando il problematico collaboratore). Condanna e pagamento che, peraltro, avevano scandalizzato anche il Travaglio stesso, quando nel succitato articolo (e in altri ancora), ne scrisse ampiamente. ... Anche qui, ecco le sue precise parole: “Il direttore di Avvenire, che s’è fieramente opposto ai diritti per le coppie omosessuali, ha patteggiato a Terni una pena pecuniaria di 516 euro per aver molestato la compagna di un tizio". E poi: "Per ottenere il ritiro della querela, ha pure risarcito con una forte somma la vittima delle molestie”). 🤔
SI SA CHE IL LUPO perde il pelo ma non il vizio. E questo vale anche per Travaglio, che ha l’abitudine di schedare il prossimo con piccanti e privatissimi particolari, andando a scavare perfino nell’infanzia altrui (per poi offendersi se qualcuno si propone di preparare un dossier sulla sua persona). ... Eppure converrebbe anche a lui darsi finalmente una calmata. Perché è chiaro a tutti che ormai è schiavo della belva interiore che non riesce più a controllare. Ed è sopraffatto dal suo accresciuto odio intellettuale, che si nota anche in questi giorni quando si accanisce contro Renzi (ricordando perfino i nomignoli - veri o presunti - che venivano affibbiati al leader di Italia Viva quando era ancora un bambino). 😝
GIÀ CHE SIAMO IN DISCORSO, dico che si dovrebbe dare una calmata anche la sua amica Gruber, con cui fa ormai coppia fissa (diventando una moderna versione del Gatto e la Volpe). … A proposito, quando Luigi Di Maio si è lamentato da lei per i ricorrenti pettegolezzi sul suo orientamento sessuale, la sciùra lo ha contestato con insistenza. Ha finto di non capire che il problema non erano i suoi gusti a letto, bensì il fatto che gli si dava del falso, insinuando (senza dimostrarlo con prove), che la sua fidanzata era tale solo “di facciata”. 😒
ORBENE, MI CHIEDO, perché per coerenza, la Gruber non ha zittito con gli stessi argomenti (la supposta irrilevanza dei pettegolezzi sull'orientamento sessuale altrui), anche il suo compagno di merende Marco Travaglio? Perché non lo ha incalzato quando quello ha ritenuto di spacciare per bufala calunniosa una (effettiva) condanna per molestia a Dino Boffo, con la scusa che era indimostrato e indimostrabile il pettegolezzo aggiunto sulla fotocopia? ... In parole povere, se insinuare qualcosa sulla vita sessuale del Di Maio era davvero cosa trascurabile, perché farlo su Boffo sarebbe stata una cosa invece così grave? Lo diventa solo quando (e perché), lo dice il suo compagno di merende Marco Travaglio?

_____ Natale Pellizzer

lunedì 25 gennaio 2021

PATETICI

QUANTO SONO PATETICI gli idioti che danno del bugiardo a Matteo Renzi ricordando che aveva detto di voler "lasciare la politica" se avesse perso il referenudm costituzionale. A questi miserelli va spiegato che quella frase dell'ex Premier non era - mi sembra ovvio - una promessa fatta a loro!
... Che poi, a dirla tutta, se ad un referendum così importante - un referendum che modifica la Costituzione! - gli antirenziani hanno votato contro immaginando in questo modo di eliminare un politico a loro antipatico, significa che sono dei poveretti e dei meschini.
😠
DICO IO, SE RENZI, poniamo, avesse detto: "Se perdo mi faccio prete" lo prendevano forse in parola? E se diceva: "Se perdo me lo taglio", immaginavano che fosse una promessa fatta a loro?

... Suvvia, siano seri. E in ogni caso, quqneo ha saputo di aver perso il referendum, Renzi si è immediatamente dimesso da Premier. Se poi noi suoi sostenitori gli abbiamo chiesto di restare comunque a guidare il partito, non è cosa che li riguarda. Infine, se in seguito lui ha fatto una scissione, chi ha voluto lo ha seguito. Per tutti gli altri: amen e così sia. Ma se non ascolta le fregole dei suoi detrattori, insomma, questi ultimi dovranno farsene una ragione. Eccheccavolo!
😎

domenica 24 gennaio 2021

LA CHIAMANO STABILITA'

DICONO I BRAVI GOVERNATIVI (quelli che siedono in Parlamento), che la gente non capisce questa crisi. Scatenata (dicono sempre lorsignori), da quell'antipatico traditore di Matteo Renzi.
... E intanto reclutano (cercano di reclutare, ma l'operazione risulta più difficile di quanto si poteva immaginare), ogni avanzo, ogni scampolo, ogni rimasuglio, ogni voltagabbana traditore e ciampolillo che sia disponibile a tappare i buchi provocati da Italia Viva.

ORA, IO NON SO con che gente parlano questi qui, ma io personalmente vedo intorno a me solo solo gente che non ne può più di vedere la propria attività sospesa (proprio mentre nei servizi pubblici c'è la ressa). Non ne può più di addormentarsi senza sapere che colore troverà il giorno dopo. Non ne può più di vedere così tanto pressapochismo e così tanta confusione mentale.

CHE POI, A VOLERLA DIRE TUTTA, magari Matteo Renzi è antipatico a tanti italiani, magari sono in tantissimi a non capire la sua crisi (annunciata da tempo e per tempo, ma mai presa sul serio dalla premiata ditta Casalino & C.), e tuttavia, tocca rimarcarlo, se andassimo alle urne col ca...cchio che gli italiani penserebbero a Renzi.
... Se la prenderebbero prima di tutti con quei bravi governativi che usano la pandemia come scusa per stare incollati alla poltrona. E insomma, in definitiva, questi nostri parlamentari che a parole difendono la "stabilità", nei fatti difendono i loro privilegi. Sanno che se si va ai seggi subito dopo devono andare a casa e ricominciare a lavorare. Ammesso che questi abbiano mai lavorato in vita loro.

mercoledì 22 maggio 2019

DA COMUNISTA A SPOCCHIOSO

Com'è stato possibile che Salvini diventasse un tal fenomeno? Sarà successo perché ha promesso la luna? Sarà perché s'è ruffianato la Polentonia e pure la Terronia (isole comprese), cambiano le felpe e le idee secondo il momento, come usano fare le banderuole al vento?
... Ebbene, Giandomenico Crapis (sul Manifesto, sedicente "quotidiano comunista"), qualche tempo fa ci ha spiegato che a creare il mostro è stato un altro Matteo.

Di grazia, a chi si riferiva, il giornalista, in quell'articolo? Vediamo,
Crapis ha spiegato che Salvini è arrivato dov'è perché ha preso "esempio dalla comunicazione dell'ex premier". E l'ex premier a cui allude il giornalista, per l'appunto, non è l'ex alleato della Lega (Berlusconi), bensì - eddai, nooooo! - il povero Matteo Renzi.
... Stessa "bulimia televisiva", dice con sicurezza lui. Stessa insistenza nel lanciare "tweet e post pubblici". Stesso "uso di una narrativa altamente emotiva". E infine - non ci si crede ma ha scritto proprio così - anche lo stesso "tasso di arroganza", (addirittura "solo un po' meno spocchioso in Salvini").

domenica 18 novembre 2018

PERSONE

Antonio Polito, sul Corriere, ha rimproverato Matteo Renzi. Per avere quest'ultimo pubblicato le foto di una sua nipote (Maria, che ha la sindrome di Down).
... E Renzi gli ha risposto, come si deve. Ricordando, tanto per cominciare, che sotto la sua presidenza "due ragazzi con sindrome di Down sono entrati nella Polizia provinciale".

Renzi, poi, ha fatto notare che "se la politica si vergogna di mostrare i volti delle persone con sindrome di Down, vince lo squallore ben rappresentato da Rocco Casalino". E ha sottolineato che Maria "lo aiuta" a difendere i tanti cittadini con sindrome di Down che vengono derisi o messi all'angolo da frasi "come quelle che ha detto Casalino, per intenderci".
... Infine, nel finale della lettera al Corriere, Renzi ha chiuso così: "Ecco, io mi vergogno del video di Casalino, non delle foto di mia nipote".

lunedì 17 settembre 2018

VORREI TANTO...

Vorrei pisc*are in bocca a tutti gli intellettuali che chiedono al PD di riflettere sui sondaggi (i sondaggi che mostrano il partito in discesa) . Vorrei cag*re sulla faccia di tutti quei giornalisti che hanno remato contro Renzi e ora si lamentano dello schifo attuale (potevano pensarci prima). Vorrei dare un calcio sui cojones ai vari Zingaretti che chiedono scusa ai loro ex elettori (cialtroni, questi ultimi, che si dicono traditi dalla sinistra, e intanto han votato per la prima baldracca che l'ha fatta solo annusare). Finiranno, questi accattoni miserabili e traditori (che sono stati infinocchiati da Cgil, Fiom, e compagni di merende varie), con un pugno di mosche.
... Anzi, manco con un pugno, casomai con una pugnetta!

martedì 4 settembre 2018

CHE SCHIFO

CHE SCHIFO, in televisione su rete 4, ascoltare Peter Gomez che rinfaccia a Matteo Renzi di non aver lasciato la politica (come aveva detto di voler fare in caso di sconfitta).
... Anche in questo caso l'ex Premier ha dovuto dare una risposta diplomatica. Ma al petulante giornalista gli si sarebbe dovuto invece dire: "Senti, cocco, quello che decide di fare Renzi quando vince o quando perde sono affari suoi. Così come sono affari suoi se poi decide di cambiare idea".

ALTRO ANCORA andava aggiunto. Magari si doveva provare con quest'altro discorsetto : "Senti, sciocchino, la battaglia (quella vera, quella seria, quella politica) era sulla Costituzione. Bisognava votare su quello, e non era in discussione cosa avrebbe fatto Renzi dopo aver saputo il risultato. In parole povere, caro stupidino, mi sa che invece di preoccuparti della Costituzione - come ci hai fatto credere - in realtà ti interessava solo mandare a casa un politico che ti era antipatico. Ma allora sei un povero meschino. E anche tanto imbecille, perché 'lasciare la politica in caso di sconfitta' non era un impegno preso con gli elettori. Se l'hai voluta prendere per una promessa, peggio per te. Vuol dire che invece di scrivere sui giornali e parlare in televisione dovresti tornare all'asilo".

MA POI, DIO STRAMALEDICA Peter Gomez che durante lo stesso programma televisivo ha chiesto a Renzi di spiegare seriamente la sua sconfitta alle urne. Ebbene, anche qui, dovendo per l'ennesima volta essere diplomatico , Renzi è stato costretto a rispondere come aveva già fatto in mille altre occasioni.
... Ma evidentemente a quelli del quotidiano "Il Fatto" non interessava affatto capire, e volevano solo ritornare indietro con la Storia. Anche perché, quando devono parlare dell'attualità (e dunque dell'attuale governo), si vergognano a morte: sanno di essere in colpa  per aver sponsorizzato  quella baby gang fanatica e cialtrona che è il M5s.

PERALTRO, per tappare la bocca di Gomez, stavolta sarebbe bastato rispondergli così: "Renzi ha perso voti, ok, ma non ha perso le elezioni. Perché il Pd è comunque risultato essere il secondo partito. E infatti ha preso più voti della  stessa Lega (che si considera vincitrice). Inoltre, se Renzi ha perso, beh, in ogni caso chi è convinto di aver vinto non ha mostrato grande dignità. Perché tocca notare che questi somari - che indagano sulle scie chimiche e contestano i vaccini - hanno raccolto consensi raccontando frottole e promettendo la luna".
... Morale della predica: Renzi ha perso (contro dei volgari venditori di fumo), perché molti italiani si sono lasciati infinocchiare da giornalisti cialtroni. Gli stessi che - non volendo ammettere di aver contribuito allo schifo attuale (e dunque essendo costretti a parlare d'altro) - ancora oggi gli chiedono di spiegare la sua sconfitta.

domenica 7 maggio 2017

AL SEGGIO COME A SANREMO

Quante volte ancora mi tocca sentir dire – perfino dalla “accozzaglia” che ha votato “No” al referendum costituzionale del 4 dicembre - che gli ultimi governi (e ovviamente anche Renzi) non sono mai stati eletti dagli italiani? Inoltre: con che faccia certi imbecilli dicono che il primo governo abusivamente insediato sarebbe stato quelli di Monti?
… Ma soprattutto, con che coraggio lasciano intendere che l’ultimo “legittimo” governo sarebbe stato quello di Sua Barzelletta Silvio Berluska?

Forse bisogna che agli italiani vengano finalmente spiegate alcune cosette. Intanto: la nostra non è una Repubblica presidenziale, perciò noi non votiamo i presidenti (la Costituzione prevede che presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, e del Consiglio, sono votati dal Parlamento).
… E in effetti la nostra è una Repubblica parlamentare. Lo dice la parola: noi nominiamo il parlamento che poi deleghiamo a votare al nostro posto (e il parlamento, quando Berluska non è riuscito a produrre una maggioranza, ha votato anche Matteo Renzi, che sarebbe ancora al suo posto se non avesse ritenuto opportuno – per coerenza a quanto aveva improvvisamente dichiarato – dimettersi!).

La “accozzaglia” che il 4 dicembre ha fatto votare “No” al referendum costituzionale (in teoria per difendere la Costituzione così com’è), dovrebbe provare a riflettere un pochettino. Dovrebbe tenere presente cosa stabilisce il nobile testo che hanno sfruttato, e strumentalizzato, a mo' di paravento (e dietro al quale hanno nascosto la loro paura di perdere poltrone e privilegi!)
… E poi, magari, questi furboni dovrebbero cominciare a raccontare agli italiani come stanno davvero le cose. Anziché stordirli con teorie complottistiche, superstiziose, e false.

Gli italiani sono fuori strada quando votano e poi si chiedono ingenuamente: "Chi ha vinto?".
... La verità bisognerà dirgliela, prima o dopo. E la verità è che la politica è una cosa seria, non è come il Festival di Sanremo (dove peraltro vincono in tre, e non è nemmeno detto che poi vendano i dischi!).

La politica, che ci piaccia o meno, non è Sanremo. E in effetti essere il partito più votato significa poco, perché "arrivare primi" (se poi non si riesce a formare una maggioranza stabile), è come vincere una battaglia e poi perdere la guerra. Ed è stato appunto questo il guaio di Berlusconi (perché farsi votare è relativamente facile, ma poi bisogna saper governare, ed è lì che ti voglio, caro il mio kazzaro!).
... Pertanto: chi dice che Renzi non è stato votato da nessuno (magari lasciando intendere che Berluska invece lo era), sbaglia clamorosamente. Diciamo che - politicamente parlando – chi parla in questo modo è un perfetto analfabeta. Senza offesa, né!

sabato 24 dicembre 2016

AL SEGGIO CON GABER

Prima di buttar giù il panettone, e prima di abbandonarci alle feste, può essere utile farsi qualche domanda. Ad esempio questa: come avrebbe votato Giorgio Gaber al referendum costituzionale? Avrebbe optato per il sì, per il no, oppure non si sarebbe neppure recato ai seggi?... Per carità, è ovvio che stabilirlo con certezza è impossibile. Ma intanto una cosa è pacifica: lui non avrebbe deciso cosa fare dopo una attenta riflessione, ma guidato essenzialmente da insignificanti e squallide motivazioni.

Essendo stato un cattivo maestro - pure un gran qualunquista, e dunque uno splendido rappresentante dell’italiano medio(cre) - magari quel giorno Gaber avrebbe preferito starsene a casa. A lamentarsi dei politici tutti, ovviamente (perché, come si suol dire tra snob “destra o sinistra sono tutti uguali, nè!”).
... E comunque, se fosse andato a votare, sicuramente lo avrebbe fatto usando i piedi anziché il cervello.

Ma certo, perché dal (presunto) intellettuale Gaber - ovvero dal cantastorie che si è permesso di sputare sul cadavere di Aldo Moro – era ovvio attendersi una fierezza intellettuale senza pari. E come minimo ci si sarebbe aspettati di trovarlo – di fronte alla scheda elettorale – sempre molto esigente e pignolo.
… E invece niente di tutto questo. Anzi, questo schizzinoso (che si atteggiava perfino a maestro di vita) è riuscito a votare perfino per il Berluska. E questo allo scopo di aiutare la carriera politica della moglie (salvo lamentarsi se molti suoi amici di sinistra, scoprendolo così incoerente, hanno cominciato ad evitarlo).

Un vizio tipicamente italiota (e idiota), questo. Si è visto anche con la vittoria del No al referendum costituzionale: anche in quel caso gli italiani hanno votato per odio, per cialtronaggine, o per appartenenza ad una data tribù politica, più che per convinzione! E di fatto, pur di cacciare Matteo Renzi, gli italiani hanno bocciato una riforma che – fra l’altro - avrebbe cancellato il Cnel e spazzato via addirittura 320 senatori strapagati (che sarebbero stati sostituiti da un centinaio di senatori che avrebbero lavorato “aggratis”).
… Perché nel Belpaese dei cattivi maestri,  funziona in questo modo: si vota così o cosà solo perché “sai, in cambio mi è stato promesso questo o quello”. Oppure perché “vedi, non mi piace quel partito, ma lo voto lo stesso perché loro hanno candidato quella persona che conosco bene, e che quindi mi può tornare utile!”.

Sono le idee – possibilmente quelle più nobili - che dovrebbero guidare il popolo e i partiti. Ma se le idee traballano, e si vota per interesse più che per convinzione, dove ci potrà portare la politica? E' chiaro che una scelta egoista, un voto che puntasse solo ad ottenere qualcosa nell’immediato, farà arretrare prima o poi tutta la società (ritorcendosi alla lunga anche contro i figli, e/o i figli dei figli).
… E infatti, ecco, per dire, come Ombretta Colli (già Forza Italia), ha descritto il marito Giorgio Gaber. Ecco come lo ha sputtanato, attribuendogli quelle piccole meschinità che sono tipiche di ogni italiano medio(cre) che si reca al seggio per ottenere qualche miserabile caramellina.
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     Da una intervista a Ombretta Colli
     (di Simonetta Fiori, per “Repubblica”)


Come accolse [suo marito Giorgio Gaber], la sua decisione di candidarsi con Silvio Berlusconi?
Tranquillissimo. Una sera a cena gli dissi che Berlusconi mi aveva chiamato per sondare la mia disponibilità. "E tu che hai deciso?" "Ci devo pensare". Quando poi gli comunicai la mia scelta, disse una cosa che avrebbe ripetuto ogni tanto: la politica ha bisogno di persone per bene. E mia moglie è una persona per bene.
Mi perdoni, ma fu Gaber a inventarsi il celebre motto: non temo il Berlusconi in sé, temo il Berlusconi che è in me.
Non è che dall'altra parte ci fosse una classe politica che mio marito stimasse granché...
Ma c'è una distanza siderale tra l'anticomunismo di Berlusconi e l'autore di "Qualcuno era comunista".
Ma lei pensa che a casa nostra si parlasse di questo? Tra noi c'era un patto di sangue, anche un'esperienza condivisa di battaglie libertarie a favore della legge per il divorzio e contro gli aborti clandestini. Rivendico di essere stata una delle prime femministe in Italia.
Gaber l’ha mai votata?
Sì. Non votava da anni, ricominciò a farlo per me. "Giorgio, non è necessario", gli dissi la mattina delle elezioni. "Ma se poi non vinci per un voto...

sabato 10 dicembre 2016

POVERACCI ALL'URNA

Sul mio profilo Twitter, il referendum costituzionale (vinto dal fronte del No), mi ha ispirato un cinguettio. Questo: Perchè i poveracci vanno alle urne? Per punire Clinton i puzzoni tifano un miliardario (Usa), per cacciare #Renzi resuscitano #cnel (Italia)

martedì 29 novembre 2016

SE VINCE IL SI'

Sul referendum del 4 dicembre possiamo menarla finché vogliamo, ma la riforma costituzionale contribuisce a far fare al nostro Paese notevoli passi in avanti.
... E la “accozzaglia” del No, quando non le riconosce certi evidenti vantaggi (ad esempio quelli sottolineati qui sotto), dimostra di essere in assoluta malafede.

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Se vince il Sì, i parlamentari che ricevono lo stipendio saranno solo i deputati: e dunque 630, non uno di più (se vince il No lo riceveranno deputati e senatori: 950).
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Se vince il Sì l’immunità parlamentare sarà prevista per 730 persone: 630 deputati, 100 senatori (se vince il No l’immunità parlamentare rimarrà per 950 persone: 630 deputati, 315 senatori, 5 senatori a vita).
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Se vince il Sì, si eliminerà il CNEL, ente inutile costato un miliardo in 70 anni (se vince il No ci dovremo tenere questo costoso carrozzone che ha imbarcato schiere di fankazzisti e sanguisughe).
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Se vince il Sì il Parlamento sarà obbligato a discutere le proposte di legge popolari (se vince il No il Parlamento continuerà ad ignorarle).
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Se vince il Sì il quorum per i referendum potrà essere più basso di oggi (se vince il No il quorum resterà lo stesso di sempre e i referendum rischieranno sempre di più di essere invalidati da chi non si reca a votare).
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Se vince il Sì occorrerà il 60% dei delegati per eleggere il Presidente della Repubblica (se vince il No basterà il solo 50%).

domenica 27 novembre 2016

L'OSSO DEL CNEL

Non è vero che i sindacati sono tutti contrari alla riforma costituzionale su cui si votal 4 dicembre!
... Per dire: la Cisl suggerisce di votare sì (anche se ai suoi lascia ovviamente libertà di voto).


Inoltre: non è affatto strano che la Susanna Camusso (papessa della Cgil) e Maurizio Landini (leader Fiom-Cgil) siano fanaticamente per il 'no'.
... Evidentemente anche loro fanno parte di quella "accozzaglia" di sanguisughe fankazziste che, sotto sotto, non vogliono mollare l'osso.

OVVERO : VORREBBERO CONTINUARE A CIUCCIARE I SOLDI DEGLI ITALIANI ATTRAVERSO QUEL CARROZZONE CHE E' STATO FIN QUI IL FAMIGERATO CNEL


Il referendum costituzionale e il suo impatto sulla situazione economica del Paese e sul mondo del lavoro. 

domenica 16 ottobre 2016

Referendum Si o No LA 7 - Matteo Renzi vs Gustavo Zagrebelsky

POSSIAMO MENARLA QUANTO VOGLIAMO, MA IL CONFRONTO TRA RENZI E ZAGREBELSKY (VINTO DAL PRIMO), HA DIMOSTRATO CHE IL "NO" ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE E' DETTATO SOLO DALLA PAURA DI VEDER CROLLARE UN IMPIANTO IDEOLOGICO ORMAI AMMUFFITO

mercoledì 26 febbraio 2014

IL TRANS-GOVERNO

Il primo governo di Matteo Renzi è nato - ha spiegato il quotidiano della Santa Sede – col “peccato originale” addosso.
... Ma perfino Santa Romana Chiesa (che pure è un’organizzazione maschilista come poche altre), ha apprezzato il fatto che questo esecutivo sia per metà di sesso maschile e per metà di sesso femminile (in parole povere: perfino al Vaticano piace un governo che è ‘na specie di trans!).

Matteo Renzi, col suo governo ermafrodito, ha promesso sorprese, effetti speciali, e ricchi cotillons. Di miracoli non ha parlato, ma c’è mancato poco che lo facesse.
... Che dire: se son rose fioriranno. E veda di farli fiorire velocemente, ‘sti profumati fiori, se vuole che non gli si rinfacci più il “peccato originale” (ovvero: la coltellata al governo-cireneo di quel gentiluomo di Enrico Letta!).


domenica 15 dicembre 2013

AI POSTERI LA SENTENZA


Renzi (quello che vuole “rottamare” i capi del Pd e “asfaltare” la destra berlusconiana), ha sottolineato con sdegno il fatto che l'attuale governo non ha saputo gestire il groviglioso affare "Stamina".
… Però non ha spiegato se secondo lui bisogna stare con quella parte d’Italia che crede a Vannoni o con quella Italia che invece lo ritiene un ciarlatano.


Ecco, attendo con ansia di sentirgli dire qualcosa di preciso, per capire intanto se ha il coraggio di esporsi, e poi se ha il coraggio di farsi dei nemici tra quegli italiani che potrebbero odiare la sua eventuale posizione.
... Lì ti voglio, caro matteuccio belluccio e un pò stronzuccio!

mercoledì 12 gennaio 2011

Botta & Risposta

Evviva la Fiat del marpione Marchionne (finalmente non chiede più aiutini allo Stato: alleluia!).
… Ecco, adesso chiedano pure l’elemosina a Obama. E poi vadano anche in Cina (o sulla luna). Ma prima restituiscano quel che ci hanno ciucciato. Acciderbolina!

A proposito: che meraviglia il botta & risposta tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e Gad Lerner. Il primo si è  dichiarato “dalla parte di Marchionne”. E Gad gli ha risposto per le rime. Aggiungendogli un complimento affettuoso (in pratica gli ha dato del cialtrone: ri-alleluia!).

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La dichiarazione di Matteo Renzi, 35 anni, sindaco di Firenze del Pd (dal quotidiano “Il Sole 24 ore” del 31 dicembre 2010)
«… Io sto dalla parte di chi scommette sul lavoro, della Fiat, di Marchionne. È la prima volta che il Lingotto non chiede soldi agli italiani ma investe in Italia in un progetto industriale. È una rivoluzione... Oggi il lavoro si difende con un riequilibrio imprescindibile che passa dalla produttività: chiedere al lavoratore uno sforzo in cambio di occupazione e investimenti. La Fiat oggi è il motore di questa innovazione: qui non si tratta di stare dalla parte di un uomo, si tratta di credere o no in un futuro industriale».


La reazione di Gad Lerner, sul suo sito (www.gadlerner.it)
«…Intervistato dal TgLa7, il “rottamatore” del Partito democratico, nonché sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha proclamato: “Io sto con Marchionne”. Contento lui… Peccato abbia soggiunto fra le motivazioni che lui sta con l’amministratore delegato della Fiat perché vuole fare investimenti in Italia anziché pretendere i soldi della cassa integrazione dallo Stato. Avrebbe fatto meglio a informarsi prima su quanta cassa integrazione stiamo pagando alla Fiat dal 2009 in qua, e quanta ancora gliene dovremo pagare nel 2011 a Mirafiori, Pomigliano e altrove. Cialtroneria, ma non solo».

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* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")