E' SUCCESSO A SAN ZENONE DEGLI EZZELINI, in provincia di Treviso. E' accaduto che qualche sprovveduto s'era inventato di far predicare in Chiesa una eccentrica coppia di oratori (poi presentati come "due grandi italiani"). Per la cronaca: avevano già invitato un giovanotto (Luca Di Tolve, un malato di Aids che dopo essere stato buddista ha visto la Madonna "nella profondità della coscienza", e che oggi grida contro i "luridi massoni").
... Con lui anche una dottoressa che scrive libri fantasy (Silvana de Mari, che preferisce definirsi "scrittore" e che assicura: "Lealtà, coraggio e cavalleria sono valori maschili, il coraggio è una virtù da maschi, ci va il testosterone").
ORA, SE IL GIOVANOTTO passa per essere l'ispiratore della strampalata canzone "Luca era gay" (ma il cantante Povia nega questo fatto), la dottoressa, già interrogata dalla Procura di Torino e finita sotto indagine, è una donna chiacchierona e furba che dice di aver "buttato via la carriera di medico" per seguire i gay che ama moltissimo (li circuisce in maniera malsana, come si potrà capire più avanti!). Ed è una - vedi un po' tu - che da bambina voleva assolutamente (per colpa della madre sofferente di nervi, assicura), diventare un maschietto.
... Comunque sia, l'Ordine dei medici ha già spiegato che pende sulla di lei un provvedimento disciplinare, e in futuro potrebbe sospenderla o addirittura radiarla. E questo dovrebbe già bastare, perché chi vuol capire capisce.
AD OGNI MODO, quando l'incontro in chiesa coi due simpaticoni era già stato programmato, le contestazioni sul web hanno scoraggiato il parroco. L'appuntamento è stato dunque annullato, e il "circo" è stato allestito nell'auditorium delle scuole Medie (quindi in uno spazio pubblico e scolastico, dove - è stato fatto notare al preside e pure al sindaco - bisognerebbe insegnare il rispetto per tutti, n'è vero!).
... Comunque sia, spostando l'evento altrove si è almeno evitato il peggio. Perché in Chiesa, una simile cagnara, avrebbe fatto venir giù il campanile.
SE DAVVERO I DUE avessero potuto predicare dal pulpito, perfino il Cristo dal crocefisso si sarebbe messo a imprecare per lo scandalo. basti dire che poi, nell'altra sede, il Luca "ex gay", dopo aver urlato "ci avete tolto la chiesa", ha spiegato - per dirne una a caso - che molti ragazzi lo avvicinavano per avvertirlo che "non riescono più a fare la cacca". E la signora De Mari, invece, in quell'occasione ha dispensato perle di saggezza come questa: "La cavità anale è stata fatta per essere percorsa dall'alto in basso dalle feci. Le feci hanno una circonferenza che oscilla da 2 centimetri e mezzo a 5 centimetri. Nel momento in cui viene penetrata dall'ano...". Eccetera eccetera, perché a questo punto mi fermo, per carità di Patria. Stendendo un velo pietoso sul pornografico finale.
IN QUELLA SEDE, siccome nessuno si è preoccupato di chiamare l'ambulanza, i due guitti hanno potuto spacciare per "studi scientifici" quelle che erano delle evidenti scemenze. Hanno riletto in chiave isterico-cristiana le antiche leggende popolate da folletti e fatine. Hanno fatto un gran minestrone citando la Bibbia alla cacchio di cane, pur di sostenere il loro mondo fiabesco e medievale (in cui la donna deve sottomettersi all'uomo e l'uomo deve fare l'eroe e financo morire per "la sua donna"). Hanno sparato minchiate colossali sfruttando i racconti di orchi e streghe cattive (per poi evocare lo spettro dell'aborto al settimo mese). Hanno sfruttato la figura della piccola Alice che col suo immaginario paese delle meraviglie sarebbe una significativa "storia della dissociazione" (disturbo che oggi colpisce - hanno sostenuto - gente come Vladimiro Guadagno in arte Luxuria, che essendo un dissociato "si sente una donna").
... E ancora: è stato detto che Harry Potter "contiene linee di cristianesimo molto forti", che Peter Pan è "l'angelo della morte", E altre cretinate sul cervello umano piuttosto che sulla sessualità delle bestie.
MA SOSTANZIALMENTE, bisognerà pur dirlo, quella sera i due volevano arrivare a parlare - e morbosamente - del deretano e delle sue patologie. Soprattutto la De Mari che, avendo questa maniacale passione per i suoi "amici" gay, non si limita a spiarli dal buco della serratura (ma li perseguita in maniera ossessiva scrutandoli - letteralmente - attraverso il loro buco del c**o).
... Va bene, siamo d'accordo, è un fatto che il "lato B" ha una sua importante funzione. E perfino una sua innegabile nobiltà (visto che nella Cappella Sistina lo si mostra tale e quale il buon Dio l'ha fatto). Ma, accidenti, perfino Michelangelo inorridirebbe all'idea di raffigurare - a maggior ragione in una chiesa - l'orifizio e le sue eventuali "perturbazioni"! E dunque, davvero il signor parroco ha potuto immaginare anche solo per un secondo di mandare sull'altare due simili personaggi? Davvero ha offerto le sedie, invece di scaraventarsi contro quelli che lo aveva mal consigliato obbligandoli a rivolgersi in fretta e furia ad un esorcista?
AD OGNI MODO, per conoscere meglio la dottoressa De Mari è sufficiente ascoltare l'esilarante video indicato qui sotto (a fine post). La si sentirà intervenire nel programma di Radio24 "La Zanzara". Anche in quell'occasione, pur cosciente del tranello che era stato preparato a suo danno, la signora ha preferito stare al gioco. Ben contenta, lei, di apparire ridicola, perché consapevole di guadagnare ancora di più in visibilità (per la serie "bene o male, purché parlino di me").
... In quanto al Luca che "era gay e adesso sta con lei", il discorso è più complesso. E conviene affrontarlo con comodo, consapevoli che il "caso umano" è in realtà un caso disperato.
LUCA DI TOLVE, CHI ERA COSTUI?
Tutti hanno un vicino, o un parente, che dopo averne fatte di tutti i colori, al primo inciampo (un incidente di percorso, un lutto, una depressione, una grave accusa), decide di abbracciare una fede qualsiasi, illudendosi di potersi ricostruire una qualche "verginità" (più spesso costui si affiderà a qualche setta fanatica, pettegola e all'apparenza rigorosa, così da impressionare gli altri e poter poi giudicare con disprezzo l'altrui fede).
... Ma Luca Di Tolve ha fatto di più: quando gli hanno fatto capire che gli restavano pochi anni di vita (s'era beccato l'Aids, che all'epoca non lasciava speranze), si è buttato nella mistica, gli è apparsa la Madonna (forse anche Padre Pio, ma non ne è sicuro), e conseguentemente si è improvvisato salvatore di anime perse.
Non è chiaro se il ragazzo è realmente diventato eterosessuale (certi lapsus freudiani fanno pensare il contrario), ma lui vuol farci credere che questa specie di "miracolo" sia davvero avvenuto. Anzi, a forza di preghiere, la Madonna di Medjugorje lo ha premiato facendo in modo che incontrasse una donna, che però "non aveva fede" e dunque ha dovuto chiederne una seconda (stavolta è andata alla perfezione, l'ha sposata, e - nonostante lui fosse consapevole di avere l'Aids - in seguito è perfino nata una incolpevole figlia).
Ad ammettere gli errori passati, tuttavia, Luca non ci pensa proprio. Anzi, si sforza di rovesciare la frittata, e pur sostenendo di non voler aprire alcun processo, implicitamente o esplicitamente butta tutte le colpe sugli altri.
Si descrive, il furbetto, come un ragazzo che, anche quando vagava per selve oscure, era tanto buono (e perfino bello). Insomma è evidente cosa vuole che si pensi di lui: che a traviarlo - ti pareva! - sono state le cattive compagnie (tra le quali, assicura, c'erano diversi vip del jet set).
Ovviamente lascia intendere che è diventato gay per colpe altrui. E questo sarebbe successo, secondo lui, soprattutto a causa dei genitori.
Inoltre: non si dica che era un po' vizioso, no, neppure quando sguazzava nell'inferno dei "sodomiti". Perché anche in quel "paese dei balocchi" - lui lo chiama così - cercava solo una storia seria, una relazione fissa. Inoltre: organizzava crociere del sesso, questo lo ammette, ma rimaneva un idealista e un romanticone (come no!).
... E allora uno a questo punto dovrebbe chiederglielo: ma benedetto figliolo, dici che frequentavi le dark-room (nei locali per scambisti sono quelle stanze completamente buie dove scopare al buio, con chi capita, 'ndo cojo cojo), vuoi farci credere che andavi in quei postriboli perché cercavi il il principe azzurro? E poi: ti sei lamentato di aver preso ogni virus e pure quello dell'Hiv, ma se non può essere stato per opera dello Spirito Santo, vuoi davvero farci credere che la colpa è della "propaganda gender"? E non sarà, piuttosto, che ti piaceva ingropparti "con chiunque purché respiri"?
E TUTTAVIA, volendo davvero credere a quel che racconta Luca (ne dice troppe: che ha avuto "successo", che ha lavorato per Canale 5, che era amico di Dolce e Gabbana...), ecco come questo sfrontato descrive la sua infanzia: nessun parente gli ha insegnato a palleggiare, e dunque non riusciva a giocare a calcio (cosa che desiderava tanto). Il padre, prima di separarsi, litigava sempre con la madre (e non gli sorrideva mai, rendendolo sempre più insicuro). La mamma lo vestiva "da damerino" (rendendolo sempre più effeminato). A scuola i bambini gli chiedevano se era maschio o femmina (costringendolo ad isolarsi e a cercare la compagnia delle bambine). Le amichette che frequentava non lo attraevano (evidentemente erano tutte delle cozze). E infine quando sono cominciate le tempeste ormonali si è innamorato - chissà come mai - del suo compagno di banco (sottolinea a mo' di giustificazione che il tipo in questione era il più bello e il più robusto della classe, e qui sembra voler dire: quelli non erano i primi sintomi di un orientamento mio naturale, no, era il Diavolo che per dispetto mi aveva messo accanto un figaccione da urlo!).
... Il resto della storia è un continuo delirio. Ma l'associazione "lgbt" in cui Luca dice di aver lavorato come importante collaboratore, guarda un po', nega molte delle cose che il giovanotto racconta (smentisce perfino il concorso di bellezza che avrebbe vinto). Piuttosto loro ricordano che le crociere e tutto il resto erano sue spontanee iniziative che non coinvolgevano assolutamente l'organizzazione. E sono sempre loro a sottolineare che la condotta di Luca (anche dopo aver saputo di aver contratto il virus dell'Aids), era assolutamente spericolata. Salvo poi venire fulminato sulla via di Damasco, pretendendo di convertire gli altri alle sue paranoie, e cominciando a vomitare su quelle praterie in cui aveva selvaggiamente scorrazzato.
INFINE, PER DIRE, Luca Di Tolve insiste a dire che le lobby "lgbt" si lasciano contaminare da certa politica (verosimilmente allude a quei politici di sinistra che attacca). Dice anche che tutte quelle associazioni sono sfruttate da certi speculatori che vogliono solo far soldi. Resta da capire se i corsi che lui organizza (e i libri che pubblicizza la sua amica De Mari), sono gratuiti. Perché viene il sospetto che, oggi come un tempo, lui cerchi solo di "fare cassetta" - parole sue - sulla pelle dei gay. E resta da capire come mai lui e lei strizzano l'occhio a certa schifosa propaganda (che, pensa un po', è quasi sempre la stessa di certi politicanti rozzi, maschilisti, sessisti, razzisti, bigotti e omofobi).
... Ad ogni modo, e comunque la si pensi, la serata a San Zenone è nel video che Luca Di Tolve ha pubblicato sulla sua pagina facebook il 25 ottobre scorso. Guardandolo fino alla fine si potranno apprezzare le reiterate contestazioni di parte del pubblico (al quale Luca rispondeva urlando: "andate a studiare, caproni!"). Interessante notare che - per protesta? - alcuni del pubblico tenevano l'ombrello aperto sopra la testa. Interessante anche l'intervento dell'ex seminarista che ha cercato - ma inutilmente - di portare un po' di equilibrio. E soprattutto imperdibili alcuni memorabili battibecchi.
Natale Pellizzer
P.S. : Come si poteva immaginare, non è finita qui. Infatti dopo questa cialtronata altri fanatici ancora sono giunti San Zenone degli Ezzelini per gridare contro la fantomatica teoria del gender. E con la scusa di difendere la "famiglia Naturale" (scritto con la maiuscola), hanno preso per il cu*o la Fede e la Bibbia (quest'ultima citata alla cacchio di cane). Nello specifico: il 12 gennaio scorso a sproloquiare (e stavolta in chiesa), è stato chiamato padre Lorenzo Montecalvo. Ma questa è un'altra storia, che va raccontata per bene, con calma, con cura, in un altro prossimo post.
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Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
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venerdì 8 dicembre 2017
giovedì 27 ottobre 2016
PETE BURNS
QUANDO LE PROTESTE per la fantomatica "teoria del gender" non erano ancora state neanche lontanamente immaginate, Pete Burns aveva già deciso che lui esternamente voleva essere di volta in volta quel che gli passava per la testa.
CLASSE 1959, PETE BURNS era il frontman dei "Dead or Alive", e divenne famoso nei primissimi anni '80 col brano "You Spin Me Round". Qualche anno dopo il ragazzone coi capelli lunghi, la voce grossa, e la benda nell'occhio, sparì per sempre. Perché Pete diventò irriconoscibile (divorziò dalla moglie, si ricoprì di tatuaggi, modificò il suo corpo con la chirurgia estetica, e diventò transgender).
I GIORNALI HANNO SPIEGATO che gli interventi estetici hanno contribuito ad ucciderlo anzitempo. Ma, se è per questo, tutto può essere fatale: anche scalare una montagna, fare un lavoro rischioso, o dedicarsi con passione ad un certo sport
CLASSE 1959, PETE BURNS era il frontman dei "Dead or Alive", e divenne famoso nei primissimi anni '80 col brano "You Spin Me Round". Qualche anno dopo il ragazzone coi capelli lunghi, la voce grossa, e la benda nell'occhio, sparì per sempre. Perché Pete diventò irriconoscibile (divorziò dalla moglie, si ricoprì di tatuaggi, modificò il suo corpo con la chirurgia estetica, e diventò transgender).
I GIORNALI HANNO SPIEGATO che gli interventi estetici hanno contribuito ad ucciderlo anzitempo. Ma, se è per questo, tutto può essere fatale: anche scalare una montagna, fare un lavoro rischioso, o dedicarsi con passione ad un certo sport
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lunedì 3 ottobre 2016
DIAVOLO D'UN GENDER
Che delusione Papa Francesco che finge di credere alla fantomatica "teoria del gender".
... Papale papale, dopo aver sottolineato che per lui "i sessi sono due", ecco le altre sue precise parole: "C’è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".
Appena ho letto la notizia, mi sono sfogato con un tweet.
... Questo: Macché #gender, il #matrimonio caro #Bergoglio é già stato distrutto dalla retorica falsa e bigotta dei preti celibi e pedofili
... Papale papale, dopo aver sottolineato che per lui "i sessi sono due", ecco le altre sue precise parole: "C’è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".
Appena ho letto la notizia, mi sono sfogato con un tweet.
... Questo: Macché #gender, il #matrimonio caro #Bergoglio é già stato distrutto dalla retorica falsa e bigotta dei preti celibi e pedofili
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sabato 26 marzo 2016
IL PARADISO DELLE VERGINI
I TERRORISTI ISLAMISTI (esattamente come un tempo le nostre Brigate Rosse), non hanno alcuna giustificazione. Sono criminali e basta.
... Ma prima di scatenare una guerra (l’ennesima, che forse provocherebbe solo altro odio e rancore), dovremmo almeno provare a riflettere con calma e onestà su questo cancro che rischia di divorare l'Occidente.
MAGARI DOVREMMO cominciare a riconoscere che noi non siamo proprio innocenti. Se non altro perché abbiamo votato per quei partiti che prima dicevano «ognuno padrone a casa sua», e dopo - con la scusa della armi di massa che non c’erano affatto - ci mandavano ad ammazzare tanti bambini (ovvero: i figli, guarda un po’ il caso, di quei musulmani che non ci avevano fatto mai fatto niente!).
IN QUESTI GIORNI, dopo le stragi di Bruxelles, una voce “fuori dal coro” si è sentita. E’ quella di Massimo Fini che – ospite de “La Zanzara” (programma di Radio24) - ha voluto dire la sua su questi invasati che si fanno esplodere.
… E lo ha fatto, fra l’altro, premettendo che «il kamikaze ha una sua nobiltà. Perché loro, quando vengono a fare questi attentati, mettono in gioco la loro vita».
ECCO, MAGARI MASSIMO FINI avrebbe potuto immaginare che questi miserabili magari erano dei segaioli maschilisti che speravano solamente di ritrovarsi in Paradiso con una schiera di vergini al loro servizio. Ma in ogni caso il discorso di Massimo Fini non era tutto da buttare. E la sua provocazione è stata, se non altro, stimolante.
… Ad esempio quando ha dichiarato, non senza qualche semplificazione e qualche luogo comune di troppo: «Noi siamo all’attacco del mondo musulmano, dall’Afghanistan in avanti. Siamo peggio dei terroristi perché siamo molto più ipocriti. Facciamo guerre solo per soldi, per business, una forma di colonialismo occidentale. Solo negli ultimi 15 anni, abbiamo fatto centinaia di migliaia di vittime, in Iraq da 650 mila a 750 mila. Non posso mettermi a piangere perché qui in Europa questi rispondono e ne fanno 15 o 30, di morti!».
... Ma prima di scatenare una guerra (l’ennesima, che forse provocherebbe solo altro odio e rancore), dovremmo almeno provare a riflettere con calma e onestà su questo cancro che rischia di divorare l'Occidente.
MAGARI DOVREMMO cominciare a riconoscere che noi non siamo proprio innocenti. Se non altro perché abbiamo votato per quei partiti che prima dicevano «ognuno padrone a casa sua», e dopo - con la scusa della armi di massa che non c’erano affatto - ci mandavano ad ammazzare tanti bambini (ovvero: i figli, guarda un po’ il caso, di quei musulmani che non ci avevano fatto mai fatto niente!).
IN QUESTI GIORNI, dopo le stragi di Bruxelles, una voce “fuori dal coro” si è sentita. E’ quella di Massimo Fini che – ospite de “La Zanzara” (programma di Radio24) - ha voluto dire la sua su questi invasati che si fanno esplodere.
… E lo ha fatto, fra l’altro, premettendo che «il kamikaze ha una sua nobiltà. Perché loro, quando vengono a fare questi attentati, mettono in gioco la loro vita».
ECCO, MAGARI MASSIMO FINI avrebbe potuto immaginare che questi miserabili magari erano dei segaioli maschilisti che speravano solamente di ritrovarsi in Paradiso con una schiera di vergini al loro servizio. Ma in ogni caso il discorso di Massimo Fini non era tutto da buttare. E la sua provocazione è stata, se non altro, stimolante.
… Ad esempio quando ha dichiarato, non senza qualche semplificazione e qualche luogo comune di troppo: «Noi siamo all’attacco del mondo musulmano, dall’Afghanistan in avanti. Siamo peggio dei terroristi perché siamo molto più ipocriti. Facciamo guerre solo per soldi, per business, una forma di colonialismo occidentale. Solo negli ultimi 15 anni, abbiamo fatto centinaia di migliaia di vittime, in Iraq da 650 mila a 750 mila. Non posso mettermi a piangere perché qui in Europa questi rispondono e ne fanno 15 o 30, di morti!».
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sabato 5 marzo 2016
IL TRENO DI TOBIA
La notizia clamorosa, che in questi giorni sta scatenando il delirio, è questa: Nichi Vendola, secondo alcuni "benpensanti", sarebbe volato in America e ("per capriccio", grazie al cosiddetto "utero in affitto") avrebbe "comprato" un bambino.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!
Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.
D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".
Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.
Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?
Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.
BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!
Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.
D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".
Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.
Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?
Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.
BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.
domenica 24 gennaio 2016
IL PAPA, LE SENTINELLE, L'UTERO
Papa Bergoglio, salutando la cattolicissima e sacrissima Rota Romana, ha ricordato alcune cosette semplici e di buon senso. Ma alcuni passaggi del discorso (in pratica: due frasette due), sono bastati per mandare in fregola le ridicole sentinelle del “Family Day”, che hanno subito gridato: «Alleluia, alleluia!».
… Tanto per chiarire: in quel momento il Papa non parlava al “popolo di Dio”, e il suo era – in un certo senso – semplicemente un discorso “da tecnico”, rivolto a dei “tecnici”.
Le precise parole del pontefice («La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità … la Chiesa ha indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione »), non giustificavano in alcun modo tutta quella insulsa eccitazione. D’altra parte, con quelle due frasi Bergoglio ha semplicemente indicato quello che dovrebbe essere l’ideale. Ovvero, quello che lui ha definito “il sogno” del Creatore.
... Come specificato su “Repubblica” anche dall’arcivescovo Bruno Forte: «Francesco ha ribadito il Vangelo della famiglia, ha spiegato che se le persone vivono situazioni lontane da questo modello, non per questo devono sentirsi escluse. La Chiesa è chiamata ad includere e far sentire la sua prossimità a tutti».
Bergoglio conosce benissimo , perché ha frequentato le periferie, qual’è la realtà della vita, descritta per bene anche nelle cosiddette “scritture sacre”. E queste cose le conosce benissimo anche – se esiste davvero - il suo misericordioso Dio. E infatti, come ha subito voluto far notare Vito Mancuso su “Repubblica”, il concetto che l’Iddio della Bibbia ha della famiglia è molto più disinvolto di quel che si vorrebbe.
... A dimostrazione di ciò, il teologo ha ricordato che Abramo ebbe tre mogli (Sara, Agar, Keturà), Giacobbe due, Esaù tre, Davide 8, Salomone addirittura settecento (700, acciderbolina!).
Peraltro, nei giorni scorsi è stato ricordato che la Bibbia non condanna affatto chi ricorre al cosiddetto “utero in affitto”. Perché il libro della Genesi (nel capitolo 16), lascia intendere che Abramo stesso è ricorso a questo escamotage. E Giacobbe (nel capitolo 30), ha fatto la stessa cosa.
... Per non parlare del fatto che la stessa nascita di Gesù è potuta avvenire - per chi crede al testo biblico - attraverso una specie di "fecondazione assistita".
Che dire di più e ancora, dunque? Niente proprio! Piuttosto, tanti complimenti a Salomone che ha avuto così tante mogli. E complimenti ad Abramo e a Giacobbe per essersi mostrati più moderni del cardinal Ruini.
… Ovviamente, complimenti vivissimi anche a tutti quei politici divorziati e puttanieri che amano partecipare ai patetici "Family Day". Alludo ai tanti che si fingono cattolici e papisti per rubare voti e consensi. Alludo ai troppi che - proprio come suggerito dall’Antico Testamento - amano così tanto la famiglia da formarsene più di una. Alludo a tutti quelli che oltre ad avere più mogli si circondano pure da svariate amanti.
… Tanto per chiarire: in quel momento il Papa non parlava al “popolo di Dio”, e il suo era – in un certo senso – semplicemente un discorso “da tecnico”, rivolto a dei “tecnici”.
Le precise parole del pontefice («La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità … la Chiesa ha indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione »), non giustificavano in alcun modo tutta quella insulsa eccitazione. D’altra parte, con quelle due frasi Bergoglio ha semplicemente indicato quello che dovrebbe essere l’ideale. Ovvero, quello che lui ha definito “il sogno” del Creatore.
... Come specificato su “Repubblica” anche dall’arcivescovo Bruno Forte: «Francesco ha ribadito il Vangelo della famiglia, ha spiegato che se le persone vivono situazioni lontane da questo modello, non per questo devono sentirsi escluse. La Chiesa è chiamata ad includere e far sentire la sua prossimità a tutti».
Bergoglio conosce benissimo , perché ha frequentato le periferie, qual’è la realtà della vita, descritta per bene anche nelle cosiddette “scritture sacre”. E queste cose le conosce benissimo anche – se esiste davvero - il suo misericordioso Dio. E infatti, come ha subito voluto far notare Vito Mancuso su “Repubblica”, il concetto che l’Iddio della Bibbia ha della famiglia è molto più disinvolto di quel che si vorrebbe.
... A dimostrazione di ciò, il teologo ha ricordato che Abramo ebbe tre mogli (Sara, Agar, Keturà), Giacobbe due, Esaù tre, Davide 8, Salomone addirittura settecento (700, acciderbolina!).
Peraltro, nei giorni scorsi è stato ricordato che la Bibbia non condanna affatto chi ricorre al cosiddetto “utero in affitto”. Perché il libro della Genesi (nel capitolo 16), lascia intendere che Abramo stesso è ricorso a questo escamotage. E Giacobbe (nel capitolo 30), ha fatto la stessa cosa.
... Per non parlare del fatto che la stessa nascita di Gesù è potuta avvenire - per chi crede al testo biblico - attraverso una specie di "fecondazione assistita".
Che dire di più e ancora, dunque? Niente proprio! Piuttosto, tanti complimenti a Salomone che ha avuto così tante mogli. E complimenti ad Abramo e a Giacobbe per essersi mostrati più moderni del cardinal Ruini.
… Ovviamente, complimenti vivissimi anche a tutti quei politici divorziati e puttanieri che amano partecipare ai patetici "Family Day". Alludo ai tanti che si fingono cattolici e papisti per rubare voti e consensi. Alludo ai troppi che - proprio come suggerito dall’Antico Testamento - amano così tanto la famiglia da formarsene più di una. Alludo a tutti quelli che oltre ad avere più mogli si circondano pure da svariate amanti.
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domenica 29 marzo 2015
MOGGI SANTO SUBITO
Adesso, dopo essersi sempre atteggiato a martire
di Calciopoli, Luciano Moggi
pretenderebbe di fingersi anche a “martire della Fede”.
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!
E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!
E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».
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martedì 20 gennaio 2015
IO SONO IO
Il "politicamente corretto" è un dovere. Sempre
e comunque. La satira può avere i suoi linguaggi (più disinvolti), ma non è
infallibile e dunque è criticabile quanto un qualsiasi articolo di giornale.
... Peraltro: con l'ironia si possono veicolare anche messaggi falsi o pericolosi (i nazisti, con la scusa della satira, disegnavano gli ebrei col naso adunco). E dunque: prima di toccarela
Madonna o Maometto, la nostra satira dovrebbe pensarci bene.
Perché parliamo di figure che non conosciamo precisamente se non attraverso la
lettura (molto personale), che ciascuno si è voluto dare. E dunque queste
figure rappresentano qualcosa che non abbiamo il diritto di deridere, se non
siamo proprio sicuri di aver capito quanto è realmente in ballo!
Noi pure eravamo dei barbari. Solo dopo tante crociate, tanti roghi, e tante stragi, abbiamo cominciato - con fatica - ad accettare che si possa ridere sulla nostra fede. E adesso, con fatica, ammettiamo perfino le barzellette su Gesù. Ma ovviamente questo non ci da il diritto di sghignazzare sulle fedi altrui (almeno si abbia pazienza, e si consenta anche agli altri di fare quel percorso che pure per molti di noi è stato faticoso!) .
… Che poi: magari aveva ragionela
Santanché quando disse che Maometto aveva sposato una bambina
(e dunque era, disse quella, solo un ped***lo). Ma lei, che ha appoggiato la guerra
in Iraq (dove sono stati massacrati tanti bambini islamici), deve solo stare zitta.
Anche perché Maometto, se fosse realmente esistito e se fossero vere certe insinuazioni su di lui, appartiene comunque ad altre epoche. E oggi viene spiegato e re-interpretato in mille modi.
... Quanto alla Santanché, invece, sappiamo con certezza che le porcherie della destra pseudo-kattolica le ha appoggiate tutte. Pubblicamente, senza se e senza ma. E non c’è interpretazione che la possa assolvere dalle porcherie di cui si è resa complice. Inoltre: deve mettersi in testa che il terrorismo e lo stragismo non appartiene solo agli altri: i terroristi cristiani (alla maniera di Breivik) esistono ancora, e fanno anche più morti di quelli che in questi giorni ci hanno fatto tanta impressione.
Il video del Gesù che canta sguaiatamente "I Will Survive" (inno delle femministe, ma anche dei gay), ha fatto sorridere molta gente. Quel Gesù sculettante, che finiva addirittura sotto un camion, era molto volgare e provocatorio nei confronti di chi si professasse cristiano. D’altra parte, oggi, anche la vecchina più bigotta, di fronte a quella scenetta, non perderebbe neppure tempo a protestare: semplicemente si volterebbe dall’altra parte con aria rassegnata e un po’ schifata.
… Ma, ecco, quando ci scandalizziamo per certo fondamentalismo islamico, dobbiamo ricordare che noi abbiamo conquistato questa sicurezza e questa tolleranza solo dopo aver fatto scorrere molto sangue. Infatti, se 100 anni fa un cattolico avesse preso in giro il Cristo con certi discorsi, avrebbe fatto una brutta fine (in realtà bastava anche molto meno: un tempo una ragazza poteva avere la vita rovinata anche solo perché rimaneva incinta senza essere sposata!).
Se Dio esiste realmente, si può supporre che sia superiore a qualunque vignetta o video che lo prende in giro. E magari lui per primo ci ride sopra. Il punto è che l’attualità (considerato il continuo confronto con altre religioni e culture) ci presenta molte buone opportunità ma anche molte angoscianti incognite). E dunque sarebbe forse il caso di non aggiungere provocazione a provocazione. Come dire: un po' di prudenza non guasterebbe!
… Naturalmente non ci si può stupire se qualche pazzoide neo convertito all'Islam progetta qualche strage: noi presunti cristiani sappiamo fare altrettanto (Breivik lo ha dimostrato). E non ci si può stupire se alcuni sedicenti islamici si sentono in guerra contro di noi: molti sedicenti cristiani (gli stessi che oggi dicono "io sono Charlie"), fino a ieri sputavano sulla satira e andavano a fare le guerre in Iraq dove ammazzavano tanti bambini innocenti.
Insomma, certe vignette contro l'Islam sono assolutamente fuori luogo (visto che i musulmani non hanno potuto fare il percorso che noi abbiamo già fatto), e fra l'altro non fanno manco ridere. Certe vignette seminano solo tanto inutile e pericoloso odio. Naturalmente resta pacifico che chi uccide è un criminale, ma in ogni caso l'ipocrisia di questi giorni è insopportabile, e quelli che ieri criticavano "Charlie Hebdo" sono gli stessi che oggi si fingono loro estimatori.
… Pertanto, è un idiota chi ha disegnato Maometto nudo e con gli attributi al vento. Ed è insensato provocare i musulmani offendendo una religione che non ci appartiene.
Quelli che difendono il crocefisso e il presepe, dovrebbero come minimo provare fastidio di fronte alla vignetta, pubblicata sul Charlie Hebdo, della Trinità che “faceva il trenino” (nel senso che nel disegno si vedevano le tre Persone che si inchiappettavano tra di loro). Ma dovrebbero inorridire anche di fronte alla vignetta di Maometto nudo e crudo. Perché quelle a vignetta offendeva anche troppe persone che amano la pace e la convivenza.
… In ogni caso io non sono Charlie. Io sono io, e basta. I miei eroi sono quelli che hanno cercato di salvare delle vite. Come quel Bathily (il commesso musulmano che ha salvato alcuni ebrei chiudendoli nella cella frigorifera).
... Peraltro: con l'ironia si possono veicolare anche messaggi falsi o pericolosi (i nazisti, con la scusa della satira, disegnavano gli ebrei col naso adunco). E dunque: prima di toccare
Noi pure eravamo dei barbari. Solo dopo tante crociate, tanti roghi, e tante stragi, abbiamo cominciato - con fatica - ad accettare che si possa ridere sulla nostra fede. E adesso, con fatica, ammettiamo perfino le barzellette su Gesù. Ma ovviamente questo non ci da il diritto di sghignazzare sulle fedi altrui (almeno si abbia pazienza, e si consenta anche agli altri di fare quel percorso che pure per molti di noi è stato faticoso!) .
… Che poi: magari aveva ragione
Anche perché Maometto, se fosse realmente esistito e se fossero vere certe insinuazioni su di lui, appartiene comunque ad altre epoche. E oggi viene spiegato e re-interpretato in mille modi.
... Quanto alla Santanché, invece, sappiamo con certezza che le porcherie della destra pseudo-kattolica le ha appoggiate tutte. Pubblicamente, senza se e senza ma. E non c’è interpretazione che la possa assolvere dalle porcherie di cui si è resa complice. Inoltre: deve mettersi in testa che il terrorismo e lo stragismo non appartiene solo agli altri: i terroristi cristiani (alla maniera di Breivik) esistono ancora, e fanno anche più morti di quelli che in questi giorni ci hanno fatto tanta impressione.
Il video del Gesù che canta sguaiatamente "I Will Survive" (inno delle femministe, ma anche dei gay), ha fatto sorridere molta gente. Quel Gesù sculettante, che finiva addirittura sotto un camion, era molto volgare e provocatorio nei confronti di chi si professasse cristiano. D’altra parte, oggi, anche la vecchina più bigotta, di fronte a quella scenetta, non perderebbe neppure tempo a protestare: semplicemente si volterebbe dall’altra parte con aria rassegnata e un po’ schifata.
… Ma, ecco, quando ci scandalizziamo per certo fondamentalismo islamico, dobbiamo ricordare che noi abbiamo conquistato questa sicurezza e questa tolleranza solo dopo aver fatto scorrere molto sangue. Infatti, se 100 anni fa un cattolico avesse preso in giro il Cristo con certi discorsi, avrebbe fatto una brutta fine (in realtà bastava anche molto meno: un tempo una ragazza poteva avere la vita rovinata anche solo perché rimaneva incinta senza essere sposata!).
Se Dio esiste realmente, si può supporre che sia superiore a qualunque vignetta o video che lo prende in giro. E magari lui per primo ci ride sopra. Il punto è che l’attualità (considerato il continuo confronto con altre religioni e culture) ci presenta molte buone opportunità ma anche molte angoscianti incognite). E dunque sarebbe forse il caso di non aggiungere provocazione a provocazione. Come dire: un po' di prudenza non guasterebbe!
… Naturalmente non ci si può stupire se qualche pazzoide neo convertito all'Islam progetta qualche strage: noi presunti cristiani sappiamo fare altrettanto (Breivik lo ha dimostrato). E non ci si può stupire se alcuni sedicenti islamici si sentono in guerra contro di noi: molti sedicenti cristiani (gli stessi che oggi dicono "io sono Charlie"), fino a ieri sputavano sulla satira e andavano a fare le guerre in Iraq dove ammazzavano tanti bambini innocenti.
Insomma, certe vignette contro l'Islam sono assolutamente fuori luogo (visto che i musulmani non hanno potuto fare il percorso che noi abbiamo già fatto), e fra l'altro non fanno manco ridere. Certe vignette seminano solo tanto inutile e pericoloso odio. Naturalmente resta pacifico che chi uccide è un criminale, ma in ogni caso l'ipocrisia di questi giorni è insopportabile, e quelli che ieri criticavano "Charlie Hebdo" sono gli stessi che oggi si fingono loro estimatori.
… Pertanto, è un idiota chi ha disegnato Maometto nudo e con gli attributi al vento. Ed è insensato provocare i musulmani offendendo una religione che non ci appartiene.
Quelli che difendono il crocefisso e il presepe, dovrebbero come minimo provare fastidio di fronte alla vignetta, pubblicata sul Charlie Hebdo, della Trinità che “faceva il trenino” (nel senso che nel disegno si vedevano le tre Persone che si inchiappettavano tra di loro). Ma dovrebbero inorridire anche di fronte alla vignetta di Maometto nudo e crudo. Perché quelle a vignetta offendeva anche troppe persone che amano la pace e la convivenza.
… In ogni caso io non sono Charlie. Io sono io, e basta. I miei eroi sono quelli che hanno cercato di salvare delle vite. Come quel Bathily (il commesso musulmano che ha salvato alcuni ebrei chiudendoli nella cella frigorifera).
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lunedì 8 dicembre 2014
LA FEDE, IL PUNTO "G"
Ateo? Io lo sono stato, certo, ma poi ho capito che la mia era solo - parlo per me, ovviamente - una reazione isterica. Insomma, era solo un infantile condizionamento alla religione che mi era stata imposta col battesimo. Per cui, ho deciso, infine, che era più serio optare per l'agnosticismo. Anche perché non trovavo serio (serio sempre e solo per me), dire che non esiste una entità che viene descritta in modo tanto vago ed impreciso. Ma certo: come posso negare l’esistenza di quel che non mi è chiaro?
Proclamarmi ateo (e/o negare Dio), sarebbe per me come dire che non esiste il "punto G". Nel senso che fino a quando non capisco in cosa quello consista (e fino a quando tutti lo immaginano secondo i loro gusti estetici e secondo la loro morbosa fantasia), trovo ridicolo negare che possa esistere un qualcosa che possa essere chiamato e/o definito in quel modo.
... E non è un caso se la maggior parte degli atei di mia conoscenza, quando parlano delle religioni, dimostrano di essere dei bulletti ignoranti e cafoni che si sono fermati alla barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto.
Anche se gli atei dicono di non credere a nessun Dio, in genere sentono il bisogno di calmare la loro “paura del buio” affidandosi a qualcos'altro che trovo ben più ridicolo (ad esempio credono allo zodiaco, oppure sentono il bisogno di immaginare un altro tipo di Paradiso abbracciando idee, teorie, filosofie che trovo altrettanto fideiste).
... In ogni caso l'intelligenza (come la stupidità), è trasversale. Bisogna farsene una ragione. Per dire: conosco molti atei che sono ossessionati dalle scie chimiche, oppure sono diventati vegani. Questi ultimi, nel nome dell'ateismo, sostengono che gli animali hanno la stessa dignità degli umanoidi, e mi considerano un criminale se mangio una trota.
Morale: non c'è superiorità degli uni sugli altri, perché atei e credenti (assieme, appassionatamente), hanno l'abitudine di gridare "al lupo, al lupo" abbracciando teorie e filosofie che rivelano ancora una volta il loro approccio fideistico alle cose.
... Dopo di che, essendo agnostico, non dico che la dieta dei vegani non abbia anche molti innegabili meriti. E, per dire, non affermo che il pericolo delle scie chimiche sia inesistente (mi limito ad osservare che chi ne ha parlato fin qui lo ha fatto senza portare - per quanto mi riguarda - prove convincenti).
A proposito, non ha senso chiedere con enfasi "come hanno fatto due canguri a partire dall'Australia ed entrare nell'Arca di Noè". Perché neppure Santa Romana Chiesa, pensa davvero che le parabole bibliche vadano prese alla lettera. E dunque chi chiedesse questo dovrebbe rassegnarsi a fare un altro lavoro, e lasciare che a fare l'ateo sia solo chi quel mestiere lo sa davvero fare.
… Perché, insomma, penso che un tema così divisivo come la Fede non dovrebbe riportarci indietro a quando gli atei mangiavano i bambini e i devoti vedevano la Madonna che piangeva sangue. Per il semplice motivo che di strada - da quei giorni - ne è stata fatta tanta. E dunque bisogna procedere nella discussione evitando di avvitarci su discorsi che ci fanno solo perdere tempo prezioso.
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martedì 19 agosto 2014
LE SERPI IN SENO
Era già successo che un rappresentante del Movimento 5 stelle mostrasse comprensione per i terroristi islamici. E nessuno, allora, aveva gridato allo scandalo. Ma quando Alessandro Di Battista ha chiesto che ci si confrontasse con queste belve (come se i terroristi - questi terroristi - fossero persone democratiche con cui si può discutere amabilmente e rispettosamente), è stata l'ira di Dio.
... D'altra parte, anche alcuni filosofi e intellettuali nostrani, in passato, hanno cercato di menare il can per l'aia mettendo sotto accusa l'occidente per il suo presunto "materialismo senza valori" e per il suo "individualismo sfrenato". Proprio quando, contemporaneamente, sembravano giustificare le scelte estreme dei kamikaze e dei tagliagole!
Va ricordato, a tale proposito, che Gianni Vattimo (tanto per fare un esempio a caso), ha pubblicamente esibito la sua - quasi - ammirazione per Hamas. E invece il suo disprezzo - totale - per Israele. Coi soliti anacronistici argomenti.
... Ed ecco, allora, il pensiero stupendo (tratto da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera"), di Angelo Pianebianco: «Confrontate quanto i nemici europei di Israele hanno detto e scritto in questi giorni su Gaza con “l’assordante silenzio” che essi hanno rigorosamente mantenuto nei confronti delle stragi jihadiste di cristiani che si consumavano nello stesso momento. E capirete. L’ostilità per Israele è oggi il comun denominatore, l’elemento che accomuna, e avvicina, gli europei alienati e l’estremismo islamico. E prepara i primi al ruolo di alleati del secondo. In nome della comune avversione al materialismo e all’individualismo occidentali […]. Come diceva l’economista Joseph Schumpeter, solo il capitalismo occidentale, fra tutte le formazioni sociali esistite, ha avuto la particolarità di allevare e mantenere un così grande stuolo di intellettuali (e di pseudo-intellettuali) che vorrebbero distruggerlo. È questa incomprimibile quota di alienati, sempre presente, sia pure in proporzioni variabili, in tutte le società democratiche occidentali, a fornire, a seconda delle posizioni sociali occupate, manovalanza oppure copertura e appoggio intellettuale ai movimenti totalitari, a costituirne le quinte colonne».
... D'altra parte, anche alcuni filosofi e intellettuali nostrani, in passato, hanno cercato di menare il can per l'aia mettendo sotto accusa l'occidente per il suo presunto "materialismo senza valori" e per il suo "individualismo sfrenato". Proprio quando, contemporaneamente, sembravano giustificare le scelte estreme dei kamikaze e dei tagliagole!
Va ricordato, a tale proposito, che Gianni Vattimo (tanto per fare un esempio a caso), ha pubblicamente esibito la sua - quasi - ammirazione per Hamas. E invece il suo disprezzo - totale - per Israele. Coi soliti anacronistici argomenti.
... Ed ecco, allora, il pensiero stupendo (tratto da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera"), di Angelo Pianebianco: «Confrontate quanto i nemici europei di Israele hanno detto e scritto in questi giorni su Gaza con “l’assordante silenzio” che essi hanno rigorosamente mantenuto nei confronti delle stragi jihadiste di cristiani che si consumavano nello stesso momento. E capirete. L’ostilità per Israele è oggi il comun denominatore, l’elemento che accomuna, e avvicina, gli europei alienati e l’estremismo islamico. E prepara i primi al ruolo di alleati del secondo. In nome della comune avversione al materialismo e all’individualismo occidentali […]. Come diceva l’economista Joseph Schumpeter, solo il capitalismo occidentale, fra tutte le formazioni sociali esistite, ha avuto la particolarità di allevare e mantenere un così grande stuolo di intellettuali (e di pseudo-intellettuali) che vorrebbero distruggerlo. È questa incomprimibile quota di alienati, sempre presente, sia pure in proporzioni variabili, in tutte le società democratiche occidentali, a fornire, a seconda delle posizioni sociali occupate, manovalanza oppure copertura e appoggio intellettuale ai movimenti totalitari, a costituirne le quinte colonne».
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sabato 9 agosto 2014
L'ITALIA CHE ODIA ISRAELE
Se la mia compassione va ai palestinesi, la mia simpatia va ad Israele. E in quanto al tifo da stadio, per gli uni o per gli altri, quello lo lascio agli imbecilli (ce ne sono in Israele, a Gaza, e perfino in quella Italia che ha invaso l’Iraq: e noi l'abbiamo bombardato senza manco la scusa dei missili di Hamas, peraltro!)
Bisogna ficcarselo in testa: nell’immediato la soluzione al conflitto arabo-israeliano non esiste. Inutile cercarla. Come dire: è una missione impossibile.
... La prenderei più alla larga, e magari dovremmo chiederci cosa possiamo fare per approcciarci ad un simile conflitto con atteggiamenti più riflessivi e meno ideologici. Perché, guardando in giro per la rete, mi rendo conto che tutti rilanciano post che si limitano a dire quanto è brutta la guerra (troppo facile e inutile da parte di chi sta comodamente seduto davanti al computer!). Peraltro senza mai riuscire a proporre un qualche compromesso (questo bisogna cercare: non una soluzione - parola grossa! - ma un compromesso dignitoso per tutti).
Se dovessi dirla in breve: la mia compassione va sicuramente al popolo palestinese, che soffre enormemente di più (non ai loro capipopolo, primi responsabili della situazione).
D'altra parte, la mia simpatia va ad Israele, che non difende solo i suoi confini e i suoi figli: colpendo i tunnel di Hamas, gli uomini-talpa e i kamikaze, Israele difende i principi e i valori che sono alla base della convivenza. E soprattutto colpisce l'orrore di una organizzazione terroristica che rende la vita difficile prima di tutto ai palestinesi (che indottrina fin da bambini, educandoli alla guerra e all'odio non solo per Israele, ma anche a noi occidentali tutti).
... E invece il tifo lo lascio agli imbecilli. Di entrambe le squadre: quella dei cretini che acriticamente difendono i coloni, con la scusa che gli insediamenti sarebbero solo una misura “momentanea” (come se le case avessero le ruote!), e quella dei somari che acriticamente difendono i palestinesi (si ricordano che fine hanno fatto Vittorio Arrigoni e Angelo Frammartino, uccisi per mano dei loro "amici" palestinesi?).
Possiamo girarci attorno finché vogliamo: Hamas è una organizzazione terroristica che non riconosce Israele, e che sostanzialmente vuol solo difendere il suo fallimentare impianto ideologico e la sua fallimentare politica. Non è strano che Hamas faccia il suo lavoro di morte. Il fatto strano è che possa essere considerata forza di governo, che la si giustifichi con ogni scusa quando quei ceffi sfruttano i soldi (che mandiamo anche noi), per realizzare tunnel, comprare razzi, e “preparare” gli uomini-bomba (anziché per migliorare la vita della povera gente!).
... Ed è altrettanto strano che si pretenda da Israele che ignori tutto questo (come se i razzi fossero un giochetto per bambini e non strumento di morte!).
Capisco che è faticoso istruirsi su cosa è Hamas, e chiedersi chi sono quelli di Boko Haram. Capisco che è faticoso informarsi su cosa avviene in Siria, in Libia, e nell’Africa degli scontri tribali e delle malattie come l'Evola. Capisco che non è divertente analizzare i discorsi dei califfi e dei vari Bulent Arinc (quello che non vuole donne che ridono in pubblico).
... Capisco che conviene fare i buonisti, e ci si rende antipatici a far notare, per esempio, che sugli esuli - quelli veri, ma anche quelli finti che buttano i documenti perché sono dei criminali - c’è tutto un lurido mercato (quello degli scafisti, quello del lavoro in nero, quello di chi li ospita a caro prezzo, quello di chi finge di aiutarli e invece li sfrutta politicamente, eccetera).
E dunque, se riflettere e documentarsi è così faticoso, è ovvio che conviene riproporre i soliti stolti e insulsi ritornelli che si sono imparati a memoria. Meglio dunque limitarsi a rilanciare foto e video di incerta provenienza e dall’incerto significato (ma di sicuro impatto emotivo!). Meglio esibire cartine geografiche dove la storia della Palestina e di Israele viene riassunta in quattro disegnini che di storico non hanno nulla (ma che ci assicurano tanti "mi piace" e tante "condivisioni").
... Per cui succede anche questo: che chi ha avuto la bella idea di occupare il teatro Valle a Roma (e il Leoncavallo a Milano), spesso e volentieri ha la faccia tosta di contestare gli Insediamenti di Israele. Quell’Israele che poi definiscono perfino “Stato nazista e terrorista”.
Finché noi (sazi e beati), parteggiamo per l’uno o per l’altro (manco fosse una partita in cui si tifa per una squadra o per l’altra), non facciamo altro che soffiare sul fuoco. E se giustifichiamo le aggressioni agli ebrei sparsi per il mondo (magari con la scusa che anche quelli, spesso, difendono Israele), allora sarebbe giusto che gli islamici sparsi per il mondo aggredissero tutti i turisti italiani che incrociano per strada.
... Ai loro occhi noi, in quanto italiani, abbiamo aggredito l’Iraq. Senza manco la scusa di avere i missili di Hamas che ci arrivano in giardino.
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domenica 6 luglio 2014
LA FOGLIA SUL PISELLO
Quando si è realmente democratici, non ha molto senso specificare che si è
anche antirazzisti. Perché dovrebbe essere una ovvietà, questa (visto che
una persona realmente liberale e progressista non può nutrire certe balzane idee!).
... Per questo, quando una persona di sinistra con tanta enfasi e insistenza si proclama antirazzista, io ne deduco che nei fatti, probabilmente, non lo è. E ne deduco che appartiene casomai a quella sinistra imbecille, troglodita, e antidemocratica che ha nei confronti dei migranti un tono schifosamente paternalistico (quell'atteggiamenteo fondamentalmente razzista che offende per primi proprio loro). E il perché è ovvio: si è paternalisti con i bambini, con chi ha un handicap psichico, o con chi si reputa comunque inferiore, non con qualcuno a cui si riconosce la nostra stessa dignità!
La cosa assume toni grotteschi quando entrano in campo i diritti religiosi. Succede, infatti, che certi atei di sinistra - in quanto indifferenti alla Fede - non riescono a cogliere i grandi valori (e quindi anche i gravi limiti), di certe religioni.
... E conseguentemente a tutto ciò hanno il vizietto di considerare le varie usanze tribali alla stregua di tanti handicap che vanno tutelati con regole e concessioni specifiche. Come se si trattasse della gentile concessione di chi si sforza di essere comprensivo e tollerante perché ritiene inconsciamente di essere culturalmente superiore a quei poveretti - pensano questi atei - che si ostinano a credere nell'essere immaginario chiamato Dio. E il risultato finale è che, praticamente, essere islamici dovrebbe - secondo queste anime belle - procurare un qualche punteggio d'invalidità: ma per favore!
L'ateo e sedicente antirazzista Nicola Atalmi (responsabile per la sicurezza e per l’immigrazione della Cgil provinciale di Treviso), ha proposto che in fabbrica siano riconosciute delle facilitazioni a quei lavoratori musulmani che, volendo seguire il Ramadan, non assumono cibo e acqua dalle 5 del mattino alle 10 di sera (come prescritto dalla loro religione).
... Ma gli ha subito risposto Andrea Guarducci, anche lui della Cgil: «E’ demagogia. Si rischia di dare spazio a integralismi. Si potrebbero avere ebrei che rifiutano di lavorare il sabato o cattolici che disertano i turni la domenica».
Pensandoci bene: mi rendo conto che io, se avessi voglia di andarmene in giro col pisello al vento (magari per il caldo), non dovrei far altro che inventarmi una nuova religione. Potrei dare il via ad una dottrina che mi obblighi a seguire il look che il buon Dio aveva stabilito per Adamo ed Eva quando erano nel giardino dell'Eden. Eventualmente (se mi accorgessi di non avere granché da esibire), potrei sempre ricorrere ad una fogliolina di fico da applicare sui paesi bassi: alééé!
... Poi mi piacerebbe vedere se Nicola Atalmi (e tutti quei finti antirazzisti che difendono il burqa, e tutte le altre minchiate), verrebbero a difendere anche i miei, di principi religiosi! Vorrei vedere se oltre al "fratello rom", al "fratello nero", e al "fratello islamico" (che probabilmente si offende perché considera "fratelli" solo i suoi correligionari), questi presunti antirazzisti difenderebbero anche un "fratello" naturista che - per motivi di fede, s'intende - si presenta in fabbrica col batocchio bene in vista.
... Per questo, quando una persona di sinistra con tanta enfasi e insistenza si proclama antirazzista, io ne deduco che nei fatti, probabilmente, non lo è. E ne deduco che appartiene casomai a quella sinistra imbecille, troglodita, e antidemocratica che ha nei confronti dei migranti un tono schifosamente paternalistico (quell'atteggiamenteo fondamentalmente razzista che offende per primi proprio loro). E il perché è ovvio: si è paternalisti con i bambini, con chi ha un handicap psichico, o con chi si reputa comunque inferiore, non con qualcuno a cui si riconosce la nostra stessa dignità!
La cosa assume toni grotteschi quando entrano in campo i diritti religiosi. Succede, infatti, che certi atei di sinistra - in quanto indifferenti alla Fede - non riescono a cogliere i grandi valori (e quindi anche i gravi limiti), di certe religioni.
... E conseguentemente a tutto ciò hanno il vizietto di considerare le varie usanze tribali alla stregua di tanti handicap che vanno tutelati con regole e concessioni specifiche. Come se si trattasse della gentile concessione di chi si sforza di essere comprensivo e tollerante perché ritiene inconsciamente di essere culturalmente superiore a quei poveretti - pensano questi atei - che si ostinano a credere nell'essere immaginario chiamato Dio. E il risultato finale è che, praticamente, essere islamici dovrebbe - secondo queste anime belle - procurare un qualche punteggio d'invalidità: ma per favore!
L'ateo e sedicente antirazzista Nicola Atalmi (responsabile per la sicurezza e per l’immigrazione della Cgil provinciale di Treviso), ha proposto che in fabbrica siano riconosciute delle facilitazioni a quei lavoratori musulmani che, volendo seguire il Ramadan, non assumono cibo e acqua dalle 5 del mattino alle 10 di sera (come prescritto dalla loro religione).
... Ma gli ha subito risposto Andrea Guarducci, anche lui della Cgil: «E’ demagogia. Si rischia di dare spazio a integralismi. Si potrebbero avere ebrei che rifiutano di lavorare il sabato o cattolici che disertano i turni la domenica».
Pensandoci bene: mi rendo conto che io, se avessi voglia di andarmene in giro col pisello al vento (magari per il caldo), non dovrei far altro che inventarmi una nuova religione. Potrei dare il via ad una dottrina che mi obblighi a seguire il look che il buon Dio aveva stabilito per Adamo ed Eva quando erano nel giardino dell'Eden. Eventualmente (se mi accorgessi di non avere granché da esibire), potrei sempre ricorrere ad una fogliolina di fico da applicare sui paesi bassi: alééé!
... Poi mi piacerebbe vedere se Nicola Atalmi (e tutti quei finti antirazzisti che difendono il burqa, e tutte le altre minchiate), verrebbero a difendere anche i miei, di principi religiosi! Vorrei vedere se oltre al "fratello rom", al "fratello nero", e al "fratello islamico" (che probabilmente si offende perché considera "fratelli" solo i suoi correligionari), questi presunti antirazzisti difenderebbero anche un "fratello" naturista che - per motivi di fede, s'intende - si presenta in fabbrica col batocchio bene in vista.
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lunedì 6 gennaio 2014
SE DIO E' MORTO, DARWIN PURE
Se la Befana non esiste, che dire di Gesù Bambino e dei re Magi? Se qualche cattolico crede ai miracoli di Medjugorje (che la Chiesa Cattolica per il momento non riconosce), che
dire degli atei bolscevichi che hanno creduto nel comunismo fanatico e
assassino? Ancora: se credere nell’infallibilità del Papa non ha senso,
che dire di chi crede agli Ufo, alle scie chimiche, o agli spiriti
maligni? E non ci dovremmo forse preoccupare di chi, nel nome del
razionalismo ateo, crede nel darwinismo sociale?
… Su Facebook ho partecipato ad una discussione in cui qualcuno metteva in ridicolo i cattolici e la Bibbia. Non essendo io né credente né ateo (ma agnostico), mi rendo conto di quanto sia pericoloso trasformare certi argomenti in un pollaio inconcludente. E dunque mi sono intromesso per dire come la penso. Praticamente sostenendo quanto segue.
1) Nel corso della Storia ateismo e Fede hanno entrambe alimentato tante (troppe), idee ridicole e infami. Ed entrambe hanno scatenato troppo spesso odio, morti, guerre, e quant’altro. A noi tutti (atei, credenti,indifferenti, o agnostici come il sottoscritto), spetta il compito di riportare la calma. Affinché la discussione diventi un momento di dialogo, e non si trasformi in un pollaio meschino, chiassoso, e inconcludente.
Intanto: non è vero che i cattolici sono tutti bigotti e gli atei son tutti concreti e razionali, così come non è vero che i cattolici sono tutti sensibili e gli atei sono tutti materialisti. Sia in un campo che nell’altro possiamo trovare tutto e il suo contrario. Ad esempio: molti cattolici - probabilmente la stragrande maggioranza -sono favorevoli ai rapporti prematrimoniali, al divorzio, e addirittura all'aborto (sebbene, questo ultimo, sia considerato dalle gerarchie cattoliche un omicidio). D'altra parte, anche all'interno del mondo "ateo" potremmo trovare gente che crede al complotto ebraico, all'omeopatia, alle scie chimiche, al metodo Stamina, ai segni zodiacali. E infatti, incredibile ma vero, ai giorni nostri tanti atei pro-aborto (spesso di sinistra), considerano invece un crimine odioso uccidere un pollo, e per questo sono diventati vegani. Per non parlare di quegli atei che considerano normale (magari nel nome del divino Darwin), fottere il prossimo!
2) Immaginare un mondo in cui gli atei vedono le cose in modo obiettivo e i devoti credono ancora alla befana, è quanto meno un po’ semplicistico. Perché, insomma, i cattolici non sono allineati sempre e comunque coi vertici della Chiesa (come ci piacerebbe immaginare per detestarli meglio), e dunque non è corretto attribuire loro certe idee, magari allo scopo di renderli più ridicoli. Peraltro, nel campo avverso, molti diventando atei hanno adottato filosofie più dogmatiche di prima, e assunto atteggiamenti più rigidi che mai (perché si da il caso che costoro hanno smesso di andare in chiesa, ma prima o poi hanno desiderato e predicato altri paradisi insulsi e ridicoli: quei paradisi che se un tempo erano – poniamo – il socialismo e il comunismo, oggi si chiama scientismo, New Age, o qualche altra trovata del genere).
In quanto a chi dice che la Bibbia racconterebbe solo fregnacce: tutti dovrebbero ormai sapere (io lo so da quando sono bambino), che la storia di Adamo ed Eva non è considerata dalla stragrandissima parte della Chiesa né un racconto storico, né un saggio scientifico. Perfino "Famiglia Cristiana" spiegò molti anni fa che Gesù non è nato il giorno di Natale, che i magi non sono tre, eccetera. D'altra parte dovrebbe essere ormai pacifico che per la Chiesa la Bibbia non deve essere presa alla lettera.
... Morale: siccome non siamo (per fortuna!), nella Russia dei bolscevichi, nella Cina di Mao, o nella Cuba dei Castro, quando si descrive l'altro (avversario, o nemico che sia) diventa controproducente esagerare. Altrimenti c'è il rischio di perderela nostra credibilità. Che non è poco.
3) Gli atei che citano la Bibbia per metterne in ridicolo alcune affermazioni assomigliano molto ai testimoni di Geova. Questa setta cita i passi (in lingua italiana), della Bibbia. Proprio come se quella fosse stata davvero scritta da nostri connazionali. D’altra parte, la Chiesa sa (e, seppur a denti stretti, qualche volta lo ribadisce), che perfino San Paolo parla del "primato della coscienza". E dunque, citare il tal comandamento o il quell'altro precetto, vale quel che vale: poco o niente.
… Non a caso la Chiesa ha stabilito alcuni criteri per leggere i cosiddetti testi sacri. Ad esempio affermando questo: «... Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ...».
4) Se è vero che Santa Romana Chiesa ha molte colpe, pur tuttavia non possiamo attaccarla con argomenti sciocchi e penosi. Altrimenti loro avranno gioco facile a smontare i nostri discorsi con qualche parolona. Fra l’altro: se il clero usa il "latinorum" non è per caso, o perché hanno fatto il classico. In realtà loro ci giocano, su questo. Intanto perché sanno che molti non conoscono quella lingua morta. E poi perché sanno che il latino intimorisce, conferendo loro quella (finta) serietà e quella (fasulla)autorevolezza che viene da certe fumoserie. In quanto alla Bibbia: da agnostico non saprei definirla, e neppure mi interessa: io che amo questo libro (meglio: questa raccolta di libri), sono interessato solamente a non vederla insultata con discorsi che reputo puerili.
Se infatti è puerile che un credente voglia citarne un passo per dimostrarne la (presunta) grandezza, è altrettanto puerile che un ateo la citi per dimostrarne l'arretratezza (… sai che novità! Sai che scoop!).
… Inoltre: se qualcuno crede ad Adamo ed Eva perché lo dice la Bibbia, è un problema suo (la Chiesa non vieta di pensarlo, su questo oggi non fornisce risposte precise). E che la Chiesa lo abbia insegnato nel passato ha ormai una importanza relativa (col latinorum, o con qualche funambolismo verbale, questi riescono a giustificare perfino certi crimini, altro che la teoria creazionista!).
5) Uno, volendo, può credere che per combattere il clericalismo basti raccontare la barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto. Un altro può pensare che basti leggere il versetto dell'Antico Testamento in cui Dio comanda agli ebrei di "sterminare uomini, donne, bambini, e animali" (questo passo esiste davvero). Un altro ancora può pensare che basti raccontare del prete che ha visto coi suoi occhi comperare dieci video porno in un colpo solo. Io, invece, penso che dopo tanti secoli in cui la gerarchia cattolica ha tiranneggiato in lungo e in largo, avremmo dovuto capire che prima di affrontarla bisogna almeno armarsi. E non con fucili di latta che ci scoppiano in mano!
Non possiamo farla più semplice di quel che è, polemizzando facile facile! Magari certi discorsi funzionano quando si parla tra di noi non devoti, ma se vogliamo mandare in crisi i baciapile e i clericali bisogna (a mio modesto parere) studiare un po' di più. Anche sulla presunta "infallibilità" del Papa bisogna considerare che di quel dogma ormai la Chiesa parla se costretta a ciò dagli atei. E il motivo è chiaro: i preti se ne vergognano, anche se non lo ammettono. Quella teoria la ribadiscono controvoglia, con molte peripezie verbali, con mille precisazioni e 10milla contorsioni.
… Inoltre: che il loro "teologare" sia un giochetto per incantare i polli è cosa fin troppo ovvia. Ma dev’essere chiaro che in ogni caso non sono così sciocchi da dire: "noi siamo infallibili". Anzi, se serve ribadiscono che “tutti gli uomini prima o poi sbagliano, tutti gli uomini sono peccatori” (… per poi precisare che tuttavia, comunque, però, però, però, etc. etc.). E noi, se vogliamo incastrare questi furboni , dobbiamo sapere almeno cosa vuol dire "infallibilità ex cathedra". Tanto per cominciare.
6) A proposito di infallibilità “excathedra”: la mia sensazione è che gli argomenti con cui i clericali spiegano questo dogma, siano adatti più ad un illusionista che ad un uomo di Fede. Inatti lo giustificano con lo stesso zelo e la stessa enfasi di un prestigiatore. Un po’ come quando l’illusionista sembra compiere degli ampi gesti con la mano, e tu pensi "che eleganza!" (ma ecco, proprio con quel gesto lui ti ha fregato, perché non ti sei accorto che con l'altra mano ha tirato fuori qualcosa dalla tasca!). E comunque: io non accuserei di queste furbate tutta la Chiesa (anche per non dare corda a certe giustificazioni che ben conosco e che allungano solo la polemica!).
… Io (ma è solo il linguaggio che preferisce il sottoscritto) preferisco parlare in certi casi di "gerarchia", altre volte di "Vaticano", altre volte di "Santa Romana Chiesa", eccetera. Esattamente come quando parlo di cattolici col K (i "kattolici"), e cattolici con la "c" (i "cattolici non fanatici"). Questo per non dare l’impressione di voler generalizzare, e per esprimere diversità di giudizi che andrebbero sottolineati sempre e comunque.
Natale Pellizzer
… Su Facebook ho partecipato ad una discussione in cui qualcuno metteva in ridicolo i cattolici e la Bibbia. Non essendo io né credente né ateo (ma agnostico), mi rendo conto di quanto sia pericoloso trasformare certi argomenti in un pollaio inconcludente. E dunque mi sono intromesso per dire come la penso. Praticamente sostenendo quanto segue.
1) Nel corso della Storia ateismo e Fede hanno entrambe alimentato tante (troppe), idee ridicole e infami. Ed entrambe hanno scatenato troppo spesso odio, morti, guerre, e quant’altro. A noi tutti (atei, credenti,indifferenti, o agnostici come il sottoscritto), spetta il compito di riportare la calma. Affinché la discussione diventi un momento di dialogo, e non si trasformi in un pollaio meschino, chiassoso, e inconcludente.
Intanto: non è vero che i cattolici sono tutti bigotti e gli atei son tutti concreti e razionali, così come non è vero che i cattolici sono tutti sensibili e gli atei sono tutti materialisti. Sia in un campo che nell’altro possiamo trovare tutto e il suo contrario. Ad esempio: molti cattolici - probabilmente la stragrande maggioranza -sono favorevoli ai rapporti prematrimoniali, al divorzio, e addirittura all'aborto (sebbene, questo ultimo, sia considerato dalle gerarchie cattoliche un omicidio). D'altra parte, anche all'interno del mondo "ateo" potremmo trovare gente che crede al complotto ebraico, all'omeopatia, alle scie chimiche, al metodo Stamina, ai segni zodiacali. E infatti, incredibile ma vero, ai giorni nostri tanti atei pro-aborto (spesso di sinistra), considerano invece un crimine odioso uccidere un pollo, e per questo sono diventati vegani. Per non parlare di quegli atei che considerano normale (magari nel nome del divino Darwin), fottere il prossimo!
2) Immaginare un mondo in cui gli atei vedono le cose in modo obiettivo e i devoti credono ancora alla befana, è quanto meno un po’ semplicistico. Perché, insomma, i cattolici non sono allineati sempre e comunque coi vertici della Chiesa (come ci piacerebbe immaginare per detestarli meglio), e dunque non è corretto attribuire loro certe idee, magari allo scopo di renderli più ridicoli. Peraltro, nel campo avverso, molti diventando atei hanno adottato filosofie più dogmatiche di prima, e assunto atteggiamenti più rigidi che mai (perché si da il caso che costoro hanno smesso di andare in chiesa, ma prima o poi hanno desiderato e predicato altri paradisi insulsi e ridicoli: quei paradisi che se un tempo erano – poniamo – il socialismo e il comunismo, oggi si chiama scientismo, New Age, o qualche altra trovata del genere).
In quanto a chi dice che la Bibbia racconterebbe solo fregnacce: tutti dovrebbero ormai sapere (io lo so da quando sono bambino), che la storia di Adamo ed Eva non è considerata dalla stragrandissima parte della Chiesa né un racconto storico, né un saggio scientifico. Perfino "Famiglia Cristiana" spiegò molti anni fa che Gesù non è nato il giorno di Natale, che i magi non sono tre, eccetera. D'altra parte dovrebbe essere ormai pacifico che per la Chiesa la Bibbia non deve essere presa alla lettera.
... Morale: siccome non siamo (per fortuna!), nella Russia dei bolscevichi, nella Cina di Mao, o nella Cuba dei Castro, quando si descrive l'altro (avversario, o nemico che sia) diventa controproducente esagerare. Altrimenti c'è il rischio di perderela nostra credibilità. Che non è poco.
3) Gli atei che citano la Bibbia per metterne in ridicolo alcune affermazioni assomigliano molto ai testimoni di Geova. Questa setta cita i passi (in lingua italiana), della Bibbia. Proprio come se quella fosse stata davvero scritta da nostri connazionali. D’altra parte, la Chiesa sa (e, seppur a denti stretti, qualche volta lo ribadisce), che perfino San Paolo parla del "primato della coscienza". E dunque, citare il tal comandamento o il quell'altro precetto, vale quel che vale: poco o niente.
… Non a caso la Chiesa ha stabilito alcuni criteri per leggere i cosiddetti testi sacri. Ad esempio affermando questo: «... Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ...».
4) Se è vero che Santa Romana Chiesa ha molte colpe, pur tuttavia non possiamo attaccarla con argomenti sciocchi e penosi. Altrimenti loro avranno gioco facile a smontare i nostri discorsi con qualche parolona. Fra l’altro: se il clero usa il "latinorum" non è per caso, o perché hanno fatto il classico. In realtà loro ci giocano, su questo. Intanto perché sanno che molti non conoscono quella lingua morta. E poi perché sanno che il latino intimorisce, conferendo loro quella (finta) serietà e quella (fasulla)autorevolezza che viene da certe fumoserie. In quanto alla Bibbia: da agnostico non saprei definirla, e neppure mi interessa: io che amo questo libro (meglio: questa raccolta di libri), sono interessato solamente a non vederla insultata con discorsi che reputo puerili.
Se infatti è puerile che un credente voglia citarne un passo per dimostrarne la (presunta) grandezza, è altrettanto puerile che un ateo la citi per dimostrarne l'arretratezza (… sai che novità! Sai che scoop!).
… Inoltre: se qualcuno crede ad Adamo ed Eva perché lo dice la Bibbia, è un problema suo (la Chiesa non vieta di pensarlo, su questo oggi non fornisce risposte precise). E che la Chiesa lo abbia insegnato nel passato ha ormai una importanza relativa (col latinorum, o con qualche funambolismo verbale, questi riescono a giustificare perfino certi crimini, altro che la teoria creazionista!).
5) Uno, volendo, può credere che per combattere il clericalismo basti raccontare la barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto. Un altro può pensare che basti leggere il versetto dell'Antico Testamento in cui Dio comanda agli ebrei di "sterminare uomini, donne, bambini, e animali" (questo passo esiste davvero). Un altro ancora può pensare che basti raccontare del prete che ha visto coi suoi occhi comperare dieci video porno in un colpo solo. Io, invece, penso che dopo tanti secoli in cui la gerarchia cattolica ha tiranneggiato in lungo e in largo, avremmo dovuto capire che prima di affrontarla bisogna almeno armarsi. E non con fucili di latta che ci scoppiano in mano!
Non possiamo farla più semplice di quel che è, polemizzando facile facile! Magari certi discorsi funzionano quando si parla tra di noi non devoti, ma se vogliamo mandare in crisi i baciapile e i clericali bisogna (a mio modesto parere) studiare un po' di più. Anche sulla presunta "infallibilità" del Papa bisogna considerare che di quel dogma ormai la Chiesa parla se costretta a ciò dagli atei. E il motivo è chiaro: i preti se ne vergognano, anche se non lo ammettono. Quella teoria la ribadiscono controvoglia, con molte peripezie verbali, con mille precisazioni e 10milla contorsioni.
… Inoltre: che il loro "teologare" sia un giochetto per incantare i polli è cosa fin troppo ovvia. Ma dev’essere chiaro che in ogni caso non sono così sciocchi da dire: "noi siamo infallibili". Anzi, se serve ribadiscono che “tutti gli uomini prima o poi sbagliano, tutti gli uomini sono peccatori” (… per poi precisare che tuttavia, comunque, però, però, però, etc. etc.). E noi, se vogliamo incastrare questi furboni , dobbiamo sapere almeno cosa vuol dire "infallibilità ex cathedra". Tanto per cominciare.
6) A proposito di infallibilità “excathedra”: la mia sensazione è che gli argomenti con cui i clericali spiegano questo dogma, siano adatti più ad un illusionista che ad un uomo di Fede. Inatti lo giustificano con lo stesso zelo e la stessa enfasi di un prestigiatore. Un po’ come quando l’illusionista sembra compiere degli ampi gesti con la mano, e tu pensi "che eleganza!" (ma ecco, proprio con quel gesto lui ti ha fregato, perché non ti sei accorto che con l'altra mano ha tirato fuori qualcosa dalla tasca!). E comunque: io non accuserei di queste furbate tutta la Chiesa (anche per non dare corda a certe giustificazioni che ben conosco e che allungano solo la polemica!).
… Io (ma è solo il linguaggio che preferisce il sottoscritto) preferisco parlare in certi casi di "gerarchia", altre volte di "Vaticano", altre volte di "Santa Romana Chiesa", eccetera. Esattamente come quando parlo di cattolici col K (i "kattolici"), e cattolici con la "c" (i "cattolici non fanatici"). Questo per non dare l’impressione di voler generalizzare, e per esprimere diversità di giudizi che andrebbero sottolineati sempre e comunque.
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lunedì 1 luglio 2013
LA BICI DI MARGHERITA
Non sono in grado di dire se Margherita Hack (nel suo campo), era veramente eccezionale come dicono. In ogni caso chiamarla
"Signora delle stelle" mi pare un tantinello retorico. E poco rispettoso della sua personalità, visto che lei non amava essere oggetto di devozione.... Comunque, il suo impegno politico è stato (per quantità e qualità), assolutamente paragonabile a quello di molti e molte altre. Tra alti e bassi.Tra qualche azzardo e qualche scelta che invece più moderata non si poteva
Peraltro, la sua fede nell'anticapitalismo non le ha impedito di votare (quando le si è presentata l'occasione), per Matteo Renzi. E lo ha fatto - incredibile ma vero -per non dover appoggiare Bersani, che evidentemente era un politico impresentabile, per una comunista come lei!
L'ultima
"discesa in campo" dell'astrofisica fu come capolista di Democrazia Atea (una sigla
indefinibile quanto inutile. Per dire: nelle liste di quel partito ci
stava anche Marco Dimitri, presidente dei "Bambini di Satana"!).... Ma poteva andare peggio. E lei, almeno, non appoggiò mai il MoVimento 5 Stelle: evidentemente non poteva accettare che un comico ignorante e cafone se ne andasse in giro a spargere offese e minchiate a iosa (Grillo disse che la mafia non ha mai strangolato nessuno, negò l'importanza dei vaccini, negò l'Aids, negò i femminicidi in Iran, e disse perfino che Rita Levi Montalcini era "una vecchia pu...na"!).
La Hack disse che Grillo era "un grullo" e "un bischero". E meno male. Perché, nel frattempo, altri comunisti duri e puri (magari con un premio Nobel alle spalle), si erano rimbambiti, completamente, e avevano deciso di ri tifare per il miliardario Beppe. Magari dopo una vita passata a fingersi proletari. ... E anche adesso, dopo tutto quel che si è capito del grillismo, questi ultimi insistono a dire che non c'è problema. Dicono che Grillo non pensa realmente quel che dice. E dicono che, diamine, è solo un comico (come se un comico potesse dire tutto quel che gli passa per la testa!).
Margherita
Hack icona dell'anticonformismo? Ma per carità, parlare
male di Berluska e del Vaticano è il "minimo
sindacale", per una persona che abbia conservato almeno un pochino di
onestà intellettuale! E anche essere vegetariani non è granché: se è per questo, allora, lo è
anche Umberto Veronesi, sebbene lui sia comunque favorevole (in certi
casi), alla sperimentazione sugli animali.... E, insomma, il vero anticonformismo per una atea come la Hack è stato vivere accanto allo stesso uomo per tutta la vita. Peraltro: dopo averlo sposato in chiesa! I
In questi giorni la sinistra tutta ha commemorato la scienziata con commozione. Ma se davvero la si vuol ricordare, allora bisogna sottolineare che lei credeva in una scienza senza frontiere e senza tabù
ideologici. Per questo era a favore del nucleare, per questo (anche dopo
Fukushima), diceva che bisognava continuare a fare ricerca in quel
campo. ... Perché, sosteneva, "l'energia nucleare inquinerebbe molto meno dell'energia a petrolio, a metano, e a carbone".
In gioventù la Hack fu campionessa di
salto in alto e in lungo. All'epoca era una gran bella ragazza, anche se
poi, con gli anni, non ha più badato a certe cose (assomigliando sempre
più alla maga Magò). ... Non si curava di certe sciocchezze, anche se alcune ambizioni non le ha mai abbandonate. E infatti qualche anno fa ha accettato -pure con divertimento- di apparire in un videoclip dei "Tetes de Bois" (per il brano "Alfonsina e la bici").
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lunedì 18 marzo 2013
ARIA NUOVA IN CUCINA
… Ecco, magari i suoi “fratelli cardinali” potrebbero trovarlo un po’ troppo estremista quando confessa certi perversi desideri (“Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”). Ma è tutta salute, questa, per un Vaticano che fino a ieri sembrava preoccupato più degli stucchi che del messaggio evangelico!
… Già quando si era presentato al mondo, aveva chiesto di fare “in silenzio questa preghiera di voi su di me”. E pochi giorni dopo, incontrando i giornalisti di tutto il mondo, per rispetto alla fede (o non-fede) ci ciascuno, ha spiegato: «Dato che molti di voi non appartengono alla chiesa Cattolica, altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando le coscienze di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di dio».
… Le cose cambiano, carissimi, fatevene una ragione: bye bye trono, bye bye crocefisso tempestato di pietre preziose, bye bye merletti, bye bye trucco e parrucco, bye bye mantelline d’ermellino, bye bye Ruini (che vorrebbe ancora dire la sua), bye bye Scola (che non ce l’ha fatta). E tu, Bertone, riga dritto e statte accuorto!
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martedì 19 febbraio 2013
PAPITO VATTENE
Nessuno,
ma proprio nessuno, è profeta in patria. Succede anche a Ratzinger, che in Germania si direbbe non essere affatto
amato. E casomai detestato, perfino adesso che è dimissionario e triste.
... E infatti il ‘Die Tageszeitung’, in questi giorni, ha scritto che “è un bene che Benedetto XVI se ne vada”. E ha precisato che sarebbe parimenti un bene se lui “fosse l'ultimo papa della sua specie”.
... E infatti il ‘Die Tageszeitung’, in questi giorni, ha scritto che “è un bene che Benedetto XVI se ne vada”. E ha precisato che sarebbe parimenti un bene se lui “fosse l'ultimo papa della sua specie”.
____________________________
Da un articolo del "Die Tageszeitung"
(tradotto e poi pubblicato sul settimanale "Internazionale")
È un bene che Benedetto XVI se ne vada, perché non funziona niente, né in Vaticano né nel resto del mondo cattolico. Nei suoi quasi otto anni di pontificato, il papa è riuscito perfino a superare i timori che si nutrivano nei suoi confronti. Il rappresentante di Dio in terra, scelto dagli esseri umani, ha mostrato poco interesse sia per i numerosi crimini sessuali commessi all'interno della sua istituzione sia per la possibilità di contrapporsi all'organizzazione fascistoide Opus dei.
Che si tratti di donne, di omosessuali, di aids, di stupro o di diritti umani, è praticamente impossibile esprimersi in modo più reazionario di questo papa […]. Che Cosa attribuisce questa autorità al pontefice? Per quale motivo il papa ha più potere e ragione di tutti gli altri e perché questa visione di sé totalitaria e maschile non è stata ancora rifiutata dal resto del mondo, il mondo in cui viviamo?
Sarebbe bello se Benedetto XVI fosse l'ultimo papa della sua specie e se presto sui libri di storia si potesse scrivere: "Le dimissioni di questo papa diedero inizio a una nuova era. La chiesa cattolica aveva capito che così non poteva più andare avanti".
venerdì 4 gennaio 2013
QUALCOSA DI NUOVO
Se i Maya ormai ci fanno solo ridere (la fine del mondo prevista per il 21 dicembre scorso era una minchiata pazzesca), l’anno nuovo potrebbe portarci tanta sfiga. Già, perché il 2013 finisce col malefico “13” che non promette – dicono i superstiziosi – nulla di buono.
E se alla fine di quest’anno saremo ancora vivi, dovremo temere il 2017, perché potrebbe essere proprio quello l’anno dell’Apocalisse. E infatti, come spiegato da Luciano Gulli (sul quotidiano “Il Giornale”), i seguaci della “Spada della Fratellanza di Dio” sostengono che in quell'anno preciso il profeta Gabriele «consegnerà la chiave della salvezza ai membri del culto, mentre tutti gli altri si attaccheranno a un enorme, beffardo dito medio che sovrasterà i cieli del pianeta».
D'altra parte, se anche il 2017 passasse senza cataclismi , dovremmo comunque sperare che Benedetto XVI viva molto a lungo, perché san Malachia profetizzò che ci saranno solo 112 Papi, e si da il caso che Ratzinger è il Papa numero 111.
Comunque vada, siamo avvertiti: qualcosa di nuovo sta per accadere. Forse, probabilmente, ma anche no.
Frida: "I Know There's Something Going On"
Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), pubblica ogni anno una rassegna di tutte le cretinate e le profezie che si sono rivelate completamente infondate. E mette in guardia da tutte le nuove forme di superstizione che ci fanno solo confondere la testa (e magari sprecare anche soldi e tempo prezioso).
Dal sito del CICAP ( www.cicap.org )
«Una previsione, per essere verificabile, deve essere ragionevolmente circostanziata» spiega Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia del CICAP. «Se faccio affermazioni generiche e vaghe, o addirittura incomprensibili come le quartine di Nostradamus, a posteriori non sarà difficile trovare qualcosa che si adatti. In questo modo è possibile “costruire” una previsione azzeccata, che potrà essere opportunamente pubblicizzata. Invece noi, raccogliendo le previsioni verificabili, possiamo fare un controllo più rigoroso».
Anche se le previsioni più propriamente “paranormali” come quelle astrologiche non stanno in realtà passando di moda, perdono un po’ di terreno e visibilità a vantaggio di previsioni e profezie di origine più pseudoscientifica, ossia basate su idee che della scienza imitano il linguaggio senza in realtà rispettarne le regole. Quella del 21 dicembre, al quale la rivista Query ha dedicato uno speciale online, è stato un esempio lampante: alla già inesistente profezia basata sul calendario Maya (che non avevano in realtà previsto nessun cataclisma), autori di libri e trasmissioni televisive hanno affiancato una serie di previsioni pseudoscientifiche tanto catastrofiche quanto poco basate sulla scienza comunemente accettata, tutte puntualmente fallite […].
«…Queste previsioni sono preoccupanti perché proprio il loro aspetto ingannevolmente scientifico può trarre in inganno più delle previsioni astrologiche» commenta Massimo Polidoro, psicologo e scrittore, segretario nazionale del Comitato. «Da alcuni anni il CICAP sta infatti seguendo le pseudoscienze allo stesso modo dell’astrologia e delle medicine cosiddette alternative. L’astrologia si è dimostrata, alla prova dei fatti, priva di qualunque credibilità scientifica, è importante adesso attrezzarsi per distinguere la scienza genuina, magari di frontiera, dalla pseudoscienza».
Non che le previsioni astrologiche più classiche siano mancate, in fondo. Ma se le previsioni pseudoscientifiche di terremoti e disastri vari falliscono il colpo, non va meglio per l’argomento che da sempre è il terreno preferito dagli astrologi: il gossip. Cominciamo con la previsione facile: diversi astrologi, tra cui la Stefanova, Mauro Perfetti e alcuni astrologi indiani hanno azzeccato la gravidanza di Kate Middleton. Diciamo che se avessero sbagliato quest’anno avrebbero probabilmente ritentato l’anno prossimo, è andata bene al primo colpo. Sempre Mauro Perfetti prevede una maternità anche per l’attrice Vittoria Puccini nella primavera del 2012 e la nascita dell’erede del Principato di Monaco per la fine dell’anno, una frenata per la cantante Noemi al festival di Sanremo (è arrivata comunque al 3° posto) e un particolare successo in primavera per Raffaella Carrà, che invece non sembra abbia fatto particolarmente parlare di sé.
Sul versante politico, secondo Teodora Stefanova su Quotidiano.net Berlusconi sarebbe arrivato fino alla fine mandato nel 2013 e Obama sarebbe andato al ballottaggio nelle elezioni presidenziali USA contro una donna. Secondo Matteo Pavesi su Leggo, invece, avremmo dovuto avere elezioni anticipate e un nuovo governo prima dell’estate del 2012. Sarkozy avrebbe vinto in Francia secondo l’astrologa belga Audray Galliard e Romney negli USA secondo il veggente Blair Robertson. L’immancabile Nostradamus, per bocca del suo esegeta Luciano Sampietro, avrebbe previsto la morte di Benedetto XVI nel dicembre 2012; mentre secondo il Maestro Bassin il 2012 avrebbe visto la dipartita della Regina Elisabetta d’Inghilterra, di Rita Levi Montalcini e di Dario Fo (due previsioni sbagliate e una tristemente azzeccata in extremis).
Passando allo sport, sempre Teodora Stefanova pronosticava la vittoria del Real Madrid in Champions League, vinta in realtà dal Chelsea, e nuovi successi per la nuotatrice Federica Pellegrini alle Olimpiadi di Londra 2012, dove invece ha avuto i suoi peggiori risultati degli ultimi anni. Il Maestro Bassin aveva invece previsto la vittoria della Germania al campionato europeo, vinto invece dalla Spagna. «Insomma, anche quest’anno le poche previsioni verificabili non si sono avverate, e questa inchiesta, pur non essendo un vero e proprio studio scientifico, conferma il punto di vista della scienza: nessuna delle pratiche divinatorie note aiuta in alcun modo a prevedere il futuro» conclude Polidoro. «E se prima o poi arriveremo a poter prevedere i terremoti, non sarà certo prendendo scorciatoie pseudoscientifiche».
sabato 24 novembre 2012
LEGA DELLA MADONNA!
... E quel trombato di Umberto Bossi (ormai abbandonato dal dio Po, e guardato a vista solo da quei fanfaroni dei suoi ammiratori), ha deciso di buttarsi corpo e anima nelle braccia materne della Madonna.
... E chissà che non si porti dietro anche la sua svitata famiglia (pure il figlio Renzo, in arte Trota: quel nullafacente che, da consigliere regionale, ha chiesto una legge per rendere obbligatorio il crocefisso in ogni edificio delle Regione).
Su Medjugorje, il delirio di Padre Amorth
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domenica 7 ottobre 2012
L'OGGETTO IN QUESTIONE
... Ora, siccome Santa Romana Chiesa strilla ogni santo giorno su cosa debbe intendersi per "famiglia", se ne deduce che il Vaticano stesso ha le idee parecchio confuse sul tema. E si capisce che sulla questione siano un pò schizofrenici: l'Oltretevere impone (e si autoimpone) il celibato e la castità. Poi, però, pretende di dettar legge su come si fa sesso. E ci insegna financo come ci si sposa e come si educano i figli. Con risultati, ovvio, davvero esilaranti.
Ma a questo punto uno se lo chiede: che giustizia è quella ha impedito al "corvo" Paolo Gabriele di aprire il suo cuore? Perché, insomma, bisogna ricordarlo: il maggiordomo sostiene di aver fatto tutto ciò per amore della Chiesa e del Papa. Sostiene di aver voluto far conoscere il marcio che circonda il Pontefice. E voleva dimostrare - questo infine l'asserito movente del suo crimine - che Benedetto XVI viene tenuto all'oscuro di tante cose, al fine di manovrarlo meglio. Ma quando stava per fare qualche esempio di questa sua convinzione è stato subito bloccato dal giudice Giuseppe Della Torre (che lo ha zittito con queste fulminanti parole: "La prego, s'attenga all'oggetto in questione!").
... E infine: che giustizia è quella che parla un linguaggio medievale in cui il tiranno tedesco sarebbe "gloriosamente regnante"? Forse il Vangelo non è stato sufficientemente chiaro quando ha spiegato che i cristiani non pensano né a regnare in questa terra, né alla gloria in questa vita?
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domenica 16 settembre 2012
NO MARTINI, NO PARTY!
No
Martini? No party! Insomma, ma dove lo troviamo un altro cardinale
come Carlo Maria Martini? Lui non solo ha dialogato con gli atei, e
trattato perfino coi brigatisti. Lui ha fatto di più: oltre a spiegare
che la Chiesa è “indietro di 200 anni”,
ha difeso l’amore dei risposati, ha aperto all’eutanasia, ha cercato
Dio su Wikipedia, e ha curato la sua malattia… con la musica di Mozart!
C’è poco da girarci attorno. Martini sosteneva il diritto ad una morte dignitosa: «Non si può mai approvare il gesto di chi induce la morte di altri, in particolare se si tratta di un medico. E tuttavia non me la sentirei di condannare le persone che compiono un simile gesto su richiesta di un ammalato ridotto agli estremi e per puro sentimento di altruismo, come pure quelli che in condizioni fisiche e psichiche disastrose lo chiedono per sé».
Sull’argomento, ecco le parole del cardinale, raccolte da Gianni Riotta per "La Stampa": «Su Internet incontro i grandi del passato e i dimenticati […]. Il progetto di Dio è un progetto comunicativo, cioè ampliare la comunione tra gli uomini, e anche il progetto eterno di Dio sarà una grande comunione di tutti con tutti, quindi certamente questi media s’inseriscono in questo progetto […]. Io uso spesso Wikipedia perché mi aggiorno cercando di usare il computer, per cui vedo piuttosto il lato positivo. Si capisce che si può usare male di questo fatto e quindi creare una democrazia che non sia uguaglianza di tutti ma sia attitudine negativa verso alcuni; però gli usi sbagliati, sempre possibili, non tolgono importanza agli usi buoni».
Con parole felpate, il cardinale ha sottolineato che i sacramenti non sono uno strumento per la disciplina, ma un aiuto soprattutto a chi è in difficoltà: «L'atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l'avvicinamento alla Chiesa della generazione dei figli. Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli. Se i genitori si sentono esterni alla Chiesa o non ne sentono il sostegno, la Chiesa perderà la generazione futura. Prima della Comunione noi preghiamo: "Signore non sono degno..." Noi sappiamo di non essere degni. […], l'amore è un dono. La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come può la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?».
Il cardinale curava il Parkinson con la musica. Al mattino, quando non riusciva ad alzarsi o faticava a camminare, si infilava gli auricolari e ascoltava Mozart a volume sostenuto. Diceva che questo lo aiutava a riprendere il ritmo: «…Mi ha molto aiutato un libretto poco conosciuto, scritto nel 1500 da sant’Ignazio di Loyola, un santo che conosceva molto bene la psicologia umana e le sue debolezze […]. Soprattutto interessanti sono le indicazioni che si trovano in questo libretto sul come comportarsi quando ci si trova in questi stati detti anche “grigi” o di “umor nero”, o quando ci si accorge che la mente sta scivolando verso pensieri negativi e tristi. È allora molto importante non lasciarsi andare, non aprire la porta a questo tipo di pensieri, e invece scuotersi e favorire tutte quelle cose e attività che possono indurre a entusiasmo, gioia nell’agire, gusto di riuscire. La mia piccola esperienza in questo campo mi ha mostrato come possa essere importante in questo contesto anche l’uso della musica. Ciò vale in particolare per i malati di Parkinson. Per essi è molto importante muoversi e in special modo camminare a tempo e ritmo di musica. Tralasciando quindi altre indicazioni vorrei descrivere brevemente ciò che mi ha aiutato. Ho provato musiche di vari autori, ma alla fine ho concluso che la musica di Mozart è quella che maggiormente aiuta. Mozart infatti esprime mirabilmente, con brillantezza ed energia, la letizia del cuore umano e stimola a superare le fatiche, i blocchi, le difficoltà a muoversi. In particolare quando è necessario camminare, fare esercizio di deambulazione, la musica di Mozart aiuta a marciare a passo di musica e a superare tutte le remore e le difficoltà che tendono a bloccare o ad appesantire la marcia. Talora mi capita anche di muovermi nella mia camera, sotto l’influsso della musica, come a passo di danza e di mettere così con più facilità in ordine le cose o preparare il materiale per lo studio. Ho fatto l‘esperienza che è importante non soltanto sentire la musica che risuona nell’ambiente. Essa deve arrivare alle orecchie attraverso auricolari di vario tipo ed essere tenuta a livello un po’ alto. Infatti il suono che arriva in qualche modo al cervello stimola maggiormente il movimento e dà quel ritmo che invita a muoversi speditamente. Personalmente ciascuno potrà esercitarsi con diversi tipi di musica, e alla fine ciascuno sceglierà quella che trova più utile. Ma ritengo che in ogni caso la musica di Mozart costituisca un tesoro quasi inesauribile per chi voglia lasciarsi guidare e sostenere dal ritmo e dalla melodia e così dare vigore al suo agire. In essa chi voglia esercitarsi nel “pensare positivo” trova un aiuto concreto e discreto…».
Cecilia Bartoli nell'Alleluia di Mozart
("Exsultate Jubilate")
("Exsultate Jubilate")
Dopo Cecilia Bartoli, per leggere un altro mio post sul cardinal Martini (con l'ultima clamorosa sua intervista), cliccare qui
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