QUANDO LE PROTESTE per la fantomatica "teoria del gender" non erano ancora state neanche lontanamente immaginate, Pete Burns aveva già deciso che lui esternamente voleva essere di volta in volta quel che gli passava per la testa.
CLASSE 1959, PETE BURNS era il frontman dei "Dead or Alive", e divenne famoso nei primissimi anni '80 col brano "You Spin Me Round". Qualche anno dopo il ragazzone coi capelli lunghi, la voce grossa, e la benda nell'occhio, sparì per sempre. Perché Pete diventò irriconoscibile (divorziò dalla moglie, si ricoprì di tatuaggi, modificò il suo corpo con la chirurgia estetica, e diventò transgender).
I GIORNALI HANNO SPIEGATO che gli interventi estetici hanno contribuito ad ucciderlo anzitempo. Ma, se è per questo, tutto può essere fatale: anche scalare una montagna, fare un lavoro rischioso, o dedicarsi con passione ad un certo sport
Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
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giovedì 27 ottobre 2016
PETE BURNS
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lunedì 3 ottobre 2016
DIAVOLO D'UN GENDER
Che delusione Papa Francesco che finge di credere alla fantomatica "teoria del gender".
... Papale papale, dopo aver sottolineato che per lui "i sessi sono due", ecco le altre sue precise parole: "C’è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".
Appena ho letto la notizia, mi sono sfogato con un tweet.
... Questo: Macché #gender, il #matrimonio caro #Bergoglio é già stato distrutto dalla retorica falsa e bigotta dei preti celibi e pedofili
... Papale papale, dopo aver sottolineato che per lui "i sessi sono due", ecco le altre sue precise parole: "C’è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".
Appena ho letto la notizia, mi sono sfogato con un tweet.
... Questo: Macché #gender, il #matrimonio caro #Bergoglio é già stato distrutto dalla retorica falsa e bigotta dei preti celibi e pedofili
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sabato 26 marzo 2016
IL PARADISO DELLE VERGINI
I TERRORISTI ISLAMISTI (esattamente come un tempo le nostre Brigate Rosse), non hanno alcuna giustificazione. Sono criminali e basta.
... Ma prima di scatenare una guerra (l’ennesima, che forse provocherebbe solo altro odio e rancore), dovremmo almeno provare a riflettere con calma e onestà su questo cancro che rischia di divorare l'Occidente.
MAGARI DOVREMMO cominciare a riconoscere che noi non siamo proprio innocenti. Se non altro perché abbiamo votato per quei partiti che prima dicevano «ognuno padrone a casa sua», e dopo - con la scusa della armi di massa che non c’erano affatto - ci mandavano ad ammazzare tanti bambini (ovvero: i figli, guarda un po’ il caso, di quei musulmani che non ci avevano fatto mai fatto niente!).
IN QUESTI GIORNI, dopo le stragi di Bruxelles, una voce “fuori dal coro” si è sentita. E’ quella di Massimo Fini che – ospite de “La Zanzara” (programma di Radio24) - ha voluto dire la sua su questi invasati che si fanno esplodere.
… E lo ha fatto, fra l’altro, premettendo che «il kamikaze ha una sua nobiltà. Perché loro, quando vengono a fare questi attentati, mettono in gioco la loro vita».
ECCO, MAGARI MASSIMO FINI avrebbe potuto immaginare che questi miserabili magari erano dei segaioli maschilisti che speravano solamente di ritrovarsi in Paradiso con una schiera di vergini al loro servizio. Ma in ogni caso il discorso di Massimo Fini non era tutto da buttare. E la sua provocazione è stata, se non altro, stimolante.
… Ad esempio quando ha dichiarato, non senza qualche semplificazione e qualche luogo comune di troppo: «Noi siamo all’attacco del mondo musulmano, dall’Afghanistan in avanti. Siamo peggio dei terroristi perché siamo molto più ipocriti. Facciamo guerre solo per soldi, per business, una forma di colonialismo occidentale. Solo negli ultimi 15 anni, abbiamo fatto centinaia di migliaia di vittime, in Iraq da 650 mila a 750 mila. Non posso mettermi a piangere perché qui in Europa questi rispondono e ne fanno 15 o 30, di morti!».
... Ma prima di scatenare una guerra (l’ennesima, che forse provocherebbe solo altro odio e rancore), dovremmo almeno provare a riflettere con calma e onestà su questo cancro che rischia di divorare l'Occidente.
MAGARI DOVREMMO cominciare a riconoscere che noi non siamo proprio innocenti. Se non altro perché abbiamo votato per quei partiti che prima dicevano «ognuno padrone a casa sua», e dopo - con la scusa della armi di massa che non c’erano affatto - ci mandavano ad ammazzare tanti bambini (ovvero: i figli, guarda un po’ il caso, di quei musulmani che non ci avevano fatto mai fatto niente!).
IN QUESTI GIORNI, dopo le stragi di Bruxelles, una voce “fuori dal coro” si è sentita. E’ quella di Massimo Fini che – ospite de “La Zanzara” (programma di Radio24) - ha voluto dire la sua su questi invasati che si fanno esplodere.
… E lo ha fatto, fra l’altro, premettendo che «il kamikaze ha una sua nobiltà. Perché loro, quando vengono a fare questi attentati, mettono in gioco la loro vita».
ECCO, MAGARI MASSIMO FINI avrebbe potuto immaginare che questi miserabili magari erano dei segaioli maschilisti che speravano solamente di ritrovarsi in Paradiso con una schiera di vergini al loro servizio. Ma in ogni caso il discorso di Massimo Fini non era tutto da buttare. E la sua provocazione è stata, se non altro, stimolante.
… Ad esempio quando ha dichiarato, non senza qualche semplificazione e qualche luogo comune di troppo: «Noi siamo all’attacco del mondo musulmano, dall’Afghanistan in avanti. Siamo peggio dei terroristi perché siamo molto più ipocriti. Facciamo guerre solo per soldi, per business, una forma di colonialismo occidentale. Solo negli ultimi 15 anni, abbiamo fatto centinaia di migliaia di vittime, in Iraq da 650 mila a 750 mila. Non posso mettermi a piangere perché qui in Europa questi rispondono e ne fanno 15 o 30, di morti!».
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sabato 5 marzo 2016
IL TRENO DI TOBIA
La notizia clamorosa, che in questi giorni sta scatenando il delirio, è questa: Nichi Vendola, secondo alcuni "benpensanti", sarebbe volato in America e ("per capriccio", grazie al cosiddetto "utero in affitto") avrebbe "comprato" un bambino.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!
Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.
D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".
Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.
Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?
Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.
BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!
Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.
D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".
Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.
Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?
Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.
BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.
domenica 24 gennaio 2016
IL PAPA, LE SENTINELLE, L'UTERO
Papa Bergoglio, salutando la cattolicissima e sacrissima Rota Romana, ha ricordato alcune cosette semplici e di buon senso. Ma alcuni passaggi del discorso (in pratica: due frasette due), sono bastati per mandare in fregola le ridicole sentinelle del “Family Day”, che hanno subito gridato: «Alleluia, alleluia!».
… Tanto per chiarire: in quel momento il Papa non parlava al “popolo di Dio”, e il suo era – in un certo senso – semplicemente un discorso “da tecnico”, rivolto a dei “tecnici”.
Le precise parole del pontefice («La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità … la Chiesa ha indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione »), non giustificavano in alcun modo tutta quella insulsa eccitazione. D’altra parte, con quelle due frasi Bergoglio ha semplicemente indicato quello che dovrebbe essere l’ideale. Ovvero, quello che lui ha definito “il sogno” del Creatore.
... Come specificato su “Repubblica” anche dall’arcivescovo Bruno Forte: «Francesco ha ribadito il Vangelo della famiglia, ha spiegato che se le persone vivono situazioni lontane da questo modello, non per questo devono sentirsi escluse. La Chiesa è chiamata ad includere e far sentire la sua prossimità a tutti».
Bergoglio conosce benissimo , perché ha frequentato le periferie, qual’è la realtà della vita, descritta per bene anche nelle cosiddette “scritture sacre”. E queste cose le conosce benissimo anche – se esiste davvero - il suo misericordioso Dio. E infatti, come ha subito voluto far notare Vito Mancuso su “Repubblica”, il concetto che l’Iddio della Bibbia ha della famiglia è molto più disinvolto di quel che si vorrebbe.
... A dimostrazione di ciò, il teologo ha ricordato che Abramo ebbe tre mogli (Sara, Agar, Keturà), Giacobbe due, Esaù tre, Davide 8, Salomone addirittura settecento (700, acciderbolina!).
Peraltro, nei giorni scorsi è stato ricordato che la Bibbia non condanna affatto chi ricorre al cosiddetto “utero in affitto”. Perché il libro della Genesi (nel capitolo 16), lascia intendere che Abramo stesso è ricorso a questo escamotage. E Giacobbe (nel capitolo 30), ha fatto la stessa cosa.
... Per non parlare del fatto che la stessa nascita di Gesù è potuta avvenire - per chi crede al testo biblico - attraverso una specie di "fecondazione assistita".
Che dire di più e ancora, dunque? Niente proprio! Piuttosto, tanti complimenti a Salomone che ha avuto così tante mogli. E complimenti ad Abramo e a Giacobbe per essersi mostrati più moderni del cardinal Ruini.
… Ovviamente, complimenti vivissimi anche a tutti quei politici divorziati e puttanieri che amano partecipare ai patetici "Family Day". Alludo ai tanti che si fingono cattolici e papisti per rubare voti e consensi. Alludo ai troppi che - proprio come suggerito dall’Antico Testamento - amano così tanto la famiglia da formarsene più di una. Alludo a tutti quelli che oltre ad avere più mogli si circondano pure da svariate amanti.
… Tanto per chiarire: in quel momento il Papa non parlava al “popolo di Dio”, e il suo era – in un certo senso – semplicemente un discorso “da tecnico”, rivolto a dei “tecnici”.
Le precise parole del pontefice («La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità … la Chiesa ha indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione »), non giustificavano in alcun modo tutta quella insulsa eccitazione. D’altra parte, con quelle due frasi Bergoglio ha semplicemente indicato quello che dovrebbe essere l’ideale. Ovvero, quello che lui ha definito “il sogno” del Creatore.
... Come specificato su “Repubblica” anche dall’arcivescovo Bruno Forte: «Francesco ha ribadito il Vangelo della famiglia, ha spiegato che se le persone vivono situazioni lontane da questo modello, non per questo devono sentirsi escluse. La Chiesa è chiamata ad includere e far sentire la sua prossimità a tutti».
Bergoglio conosce benissimo , perché ha frequentato le periferie, qual’è la realtà della vita, descritta per bene anche nelle cosiddette “scritture sacre”. E queste cose le conosce benissimo anche – se esiste davvero - il suo misericordioso Dio. E infatti, come ha subito voluto far notare Vito Mancuso su “Repubblica”, il concetto che l’Iddio della Bibbia ha della famiglia è molto più disinvolto di quel che si vorrebbe.
... A dimostrazione di ciò, il teologo ha ricordato che Abramo ebbe tre mogli (Sara, Agar, Keturà), Giacobbe due, Esaù tre, Davide 8, Salomone addirittura settecento (700, acciderbolina!).
Peraltro, nei giorni scorsi è stato ricordato che la Bibbia non condanna affatto chi ricorre al cosiddetto “utero in affitto”. Perché il libro della Genesi (nel capitolo 16), lascia intendere che Abramo stesso è ricorso a questo escamotage. E Giacobbe (nel capitolo 30), ha fatto la stessa cosa.
... Per non parlare del fatto che la stessa nascita di Gesù è potuta avvenire - per chi crede al testo biblico - attraverso una specie di "fecondazione assistita".
Che dire di più e ancora, dunque? Niente proprio! Piuttosto, tanti complimenti a Salomone che ha avuto così tante mogli. E complimenti ad Abramo e a Giacobbe per essersi mostrati più moderni del cardinal Ruini.
… Ovviamente, complimenti vivissimi anche a tutti quei politici divorziati e puttanieri che amano partecipare ai patetici "Family Day". Alludo ai tanti che si fingono cattolici e papisti per rubare voti e consensi. Alludo ai troppi che - proprio come suggerito dall’Antico Testamento - amano così tanto la famiglia da formarsene più di una. Alludo a tutti quelli che oltre ad avere più mogli si circondano pure da svariate amanti.
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domenica 29 marzo 2015
MOGGI SANTO SUBITO
Adesso, dopo essersi sempre atteggiato a martire
di Calciopoli, Luciano Moggi
pretenderebbe di fingersi anche a “martire della Fede”.
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!
E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!
E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».
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martedì 20 gennaio 2015
IO SONO IO
Il "politicamente corretto" è un dovere. Sempre
e comunque. La satira può avere i suoi linguaggi (più disinvolti), ma non è
infallibile e dunque è criticabile quanto un qualsiasi articolo di giornale.
... Peraltro: con l'ironia si possono veicolare anche messaggi falsi o pericolosi (i nazisti, con la scusa della satira, disegnavano gli ebrei col naso adunco). E dunque: prima di toccarela
Madonna o Maometto, la nostra satira dovrebbe pensarci bene.
Perché parliamo di figure che non conosciamo precisamente se non attraverso la
lettura (molto personale), che ciascuno si è voluto dare. E dunque queste
figure rappresentano qualcosa che non abbiamo il diritto di deridere, se non
siamo proprio sicuri di aver capito quanto è realmente in ballo!
Noi pure eravamo dei barbari. Solo dopo tante crociate, tanti roghi, e tante stragi, abbiamo cominciato - con fatica - ad accettare che si possa ridere sulla nostra fede. E adesso, con fatica, ammettiamo perfino le barzellette su Gesù. Ma ovviamente questo non ci da il diritto di sghignazzare sulle fedi altrui (almeno si abbia pazienza, e si consenta anche agli altri di fare quel percorso che pure per molti di noi è stato faticoso!) .
… Che poi: magari aveva ragionela
Santanché quando disse che Maometto aveva sposato una bambina
(e dunque era, disse quella, solo un ped***lo). Ma lei, che ha appoggiato la guerra
in Iraq (dove sono stati massacrati tanti bambini islamici), deve solo stare zitta.
Anche perché Maometto, se fosse realmente esistito e se fossero vere certe insinuazioni su di lui, appartiene comunque ad altre epoche. E oggi viene spiegato e re-interpretato in mille modi.
... Quanto alla Santanché, invece, sappiamo con certezza che le porcherie della destra pseudo-kattolica le ha appoggiate tutte. Pubblicamente, senza se e senza ma. E non c’è interpretazione che la possa assolvere dalle porcherie di cui si è resa complice. Inoltre: deve mettersi in testa che il terrorismo e lo stragismo non appartiene solo agli altri: i terroristi cristiani (alla maniera di Breivik) esistono ancora, e fanno anche più morti di quelli che in questi giorni ci hanno fatto tanta impressione.
Il video del Gesù che canta sguaiatamente "I Will Survive" (inno delle femministe, ma anche dei gay), ha fatto sorridere molta gente. Quel Gesù sculettante, che finiva addirittura sotto un camion, era molto volgare e provocatorio nei confronti di chi si professasse cristiano. D’altra parte, oggi, anche la vecchina più bigotta, di fronte a quella scenetta, non perderebbe neppure tempo a protestare: semplicemente si volterebbe dall’altra parte con aria rassegnata e un po’ schifata.
… Ma, ecco, quando ci scandalizziamo per certo fondamentalismo islamico, dobbiamo ricordare che noi abbiamo conquistato questa sicurezza e questa tolleranza solo dopo aver fatto scorrere molto sangue. Infatti, se 100 anni fa un cattolico avesse preso in giro il Cristo con certi discorsi, avrebbe fatto una brutta fine (in realtà bastava anche molto meno: un tempo una ragazza poteva avere la vita rovinata anche solo perché rimaneva incinta senza essere sposata!).
Se Dio esiste realmente, si può supporre che sia superiore a qualunque vignetta o video che lo prende in giro. E magari lui per primo ci ride sopra. Il punto è che l’attualità (considerato il continuo confronto con altre religioni e culture) ci presenta molte buone opportunità ma anche molte angoscianti incognite). E dunque sarebbe forse il caso di non aggiungere provocazione a provocazione. Come dire: un po' di prudenza non guasterebbe!
… Naturalmente non ci si può stupire se qualche pazzoide neo convertito all'Islam progetta qualche strage: noi presunti cristiani sappiamo fare altrettanto (Breivik lo ha dimostrato). E non ci si può stupire se alcuni sedicenti islamici si sentono in guerra contro di noi: molti sedicenti cristiani (gli stessi che oggi dicono "io sono Charlie"), fino a ieri sputavano sulla satira e andavano a fare le guerre in Iraq dove ammazzavano tanti bambini innocenti.
Insomma, certe vignette contro l'Islam sono assolutamente fuori luogo (visto che i musulmani non hanno potuto fare il percorso che noi abbiamo già fatto), e fra l'altro non fanno manco ridere. Certe vignette seminano solo tanto inutile e pericoloso odio. Naturalmente resta pacifico che chi uccide è un criminale, ma in ogni caso l'ipocrisia di questi giorni è insopportabile, e quelli che ieri criticavano "Charlie Hebdo" sono gli stessi che oggi si fingono loro estimatori.
… Pertanto, è un idiota chi ha disegnato Maometto nudo e con gli attributi al vento. Ed è insensato provocare i musulmani offendendo una religione che non ci appartiene.
Quelli che difendono il crocefisso e il presepe, dovrebbero come minimo provare fastidio di fronte alla vignetta, pubblicata sul Charlie Hebdo, della Trinità che “faceva il trenino” (nel senso che nel disegno si vedevano le tre Persone che si inchiappettavano tra di loro). Ma dovrebbero inorridire anche di fronte alla vignetta di Maometto nudo e crudo. Perché quelle a vignetta offendeva anche troppe persone che amano la pace e la convivenza.
… In ogni caso io non sono Charlie. Io sono io, e basta. I miei eroi sono quelli che hanno cercato di salvare delle vite. Come quel Bathily (il commesso musulmano che ha salvato alcuni ebrei chiudendoli nella cella frigorifera).
... Peraltro: con l'ironia si possono veicolare anche messaggi falsi o pericolosi (i nazisti, con la scusa della satira, disegnavano gli ebrei col naso adunco). E dunque: prima di toccare
Noi pure eravamo dei barbari. Solo dopo tante crociate, tanti roghi, e tante stragi, abbiamo cominciato - con fatica - ad accettare che si possa ridere sulla nostra fede. E adesso, con fatica, ammettiamo perfino le barzellette su Gesù. Ma ovviamente questo non ci da il diritto di sghignazzare sulle fedi altrui (almeno si abbia pazienza, e si consenta anche agli altri di fare quel percorso che pure per molti di noi è stato faticoso!) .
… Che poi: magari aveva ragione
Anche perché Maometto, se fosse realmente esistito e se fossero vere certe insinuazioni su di lui, appartiene comunque ad altre epoche. E oggi viene spiegato e re-interpretato in mille modi.
... Quanto alla Santanché, invece, sappiamo con certezza che le porcherie della destra pseudo-kattolica le ha appoggiate tutte. Pubblicamente, senza se e senza ma. E non c’è interpretazione che la possa assolvere dalle porcherie di cui si è resa complice. Inoltre: deve mettersi in testa che il terrorismo e lo stragismo non appartiene solo agli altri: i terroristi cristiani (alla maniera di Breivik) esistono ancora, e fanno anche più morti di quelli che in questi giorni ci hanno fatto tanta impressione.
Il video del Gesù che canta sguaiatamente "I Will Survive" (inno delle femministe, ma anche dei gay), ha fatto sorridere molta gente. Quel Gesù sculettante, che finiva addirittura sotto un camion, era molto volgare e provocatorio nei confronti di chi si professasse cristiano. D’altra parte, oggi, anche la vecchina più bigotta, di fronte a quella scenetta, non perderebbe neppure tempo a protestare: semplicemente si volterebbe dall’altra parte con aria rassegnata e un po’ schifata.
… Ma, ecco, quando ci scandalizziamo per certo fondamentalismo islamico, dobbiamo ricordare che noi abbiamo conquistato questa sicurezza e questa tolleranza solo dopo aver fatto scorrere molto sangue. Infatti, se 100 anni fa un cattolico avesse preso in giro il Cristo con certi discorsi, avrebbe fatto una brutta fine (in realtà bastava anche molto meno: un tempo una ragazza poteva avere la vita rovinata anche solo perché rimaneva incinta senza essere sposata!).
Se Dio esiste realmente, si può supporre che sia superiore a qualunque vignetta o video che lo prende in giro. E magari lui per primo ci ride sopra. Il punto è che l’attualità (considerato il continuo confronto con altre religioni e culture) ci presenta molte buone opportunità ma anche molte angoscianti incognite). E dunque sarebbe forse il caso di non aggiungere provocazione a provocazione. Come dire: un po' di prudenza non guasterebbe!
… Naturalmente non ci si può stupire se qualche pazzoide neo convertito all'Islam progetta qualche strage: noi presunti cristiani sappiamo fare altrettanto (Breivik lo ha dimostrato). E non ci si può stupire se alcuni sedicenti islamici si sentono in guerra contro di noi: molti sedicenti cristiani (gli stessi che oggi dicono "io sono Charlie"), fino a ieri sputavano sulla satira e andavano a fare le guerre in Iraq dove ammazzavano tanti bambini innocenti.
Insomma, certe vignette contro l'Islam sono assolutamente fuori luogo (visto che i musulmani non hanno potuto fare il percorso che noi abbiamo già fatto), e fra l'altro non fanno manco ridere. Certe vignette seminano solo tanto inutile e pericoloso odio. Naturalmente resta pacifico che chi uccide è un criminale, ma in ogni caso l'ipocrisia di questi giorni è insopportabile, e quelli che ieri criticavano "Charlie Hebdo" sono gli stessi che oggi si fingono loro estimatori.
… Pertanto, è un idiota chi ha disegnato Maometto nudo e con gli attributi al vento. Ed è insensato provocare i musulmani offendendo una religione che non ci appartiene.
Quelli che difendono il crocefisso e il presepe, dovrebbero come minimo provare fastidio di fronte alla vignetta, pubblicata sul Charlie Hebdo, della Trinità che “faceva il trenino” (nel senso che nel disegno si vedevano le tre Persone che si inchiappettavano tra di loro). Ma dovrebbero inorridire anche di fronte alla vignetta di Maometto nudo e crudo. Perché quelle a vignetta offendeva anche troppe persone che amano la pace e la convivenza.
… In ogni caso io non sono Charlie. Io sono io, e basta. I miei eroi sono quelli che hanno cercato di salvare delle vite. Come quel Bathily (il commesso musulmano che ha salvato alcuni ebrei chiudendoli nella cella frigorifera).
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lunedì 8 dicembre 2014
LA FEDE, IL PUNTO "G"
Ateo? Io lo sono stato, certo, ma poi ho capito che la mia era solo - parlo per me, ovviamente - una reazione isterica. Insomma, era solo un infantile condizionamento alla religione che mi era stata imposta col battesimo. Per cui, ho deciso, infine, che era più serio optare per l'agnosticismo. Anche perché non trovavo serio (serio sempre e solo per me), dire che non esiste una entità che viene descritta in modo tanto vago ed impreciso. Ma certo: come posso negare l’esistenza di quel che non mi è chiaro?
Proclamarmi ateo (e/o negare Dio), sarebbe per me come dire che non esiste il "punto G". Nel senso che fino a quando non capisco in cosa quello consista (e fino a quando tutti lo immaginano secondo i loro gusti estetici e secondo la loro morbosa fantasia), trovo ridicolo negare che possa esistere un qualcosa che possa essere chiamato e/o definito in quel modo.
... E non è un caso se la maggior parte degli atei di mia conoscenza, quando parlano delle religioni, dimostrano di essere dei bulletti ignoranti e cafoni che si sono fermati alla barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto.
Anche se gli atei dicono di non credere a nessun Dio, in genere sentono il bisogno di calmare la loro “paura del buio” affidandosi a qualcos'altro che trovo ben più ridicolo (ad esempio credono allo zodiaco, oppure sentono il bisogno di immaginare un altro tipo di Paradiso abbracciando idee, teorie, filosofie che trovo altrettanto fideiste).
... In ogni caso l'intelligenza (come la stupidità), è trasversale. Bisogna farsene una ragione. Per dire: conosco molti atei che sono ossessionati dalle scie chimiche, oppure sono diventati vegani. Questi ultimi, nel nome dell'ateismo, sostengono che gli animali hanno la stessa dignità degli umanoidi, e mi considerano un criminale se mangio una trota.
Morale: non c'è superiorità degli uni sugli altri, perché atei e credenti (assieme, appassionatamente), hanno l'abitudine di gridare "al lupo, al lupo" abbracciando teorie e filosofie che rivelano ancora una volta il loro approccio fideistico alle cose.
... Dopo di che, essendo agnostico, non dico che la dieta dei vegani non abbia anche molti innegabili meriti. E, per dire, non affermo che il pericolo delle scie chimiche sia inesistente (mi limito ad osservare che chi ne ha parlato fin qui lo ha fatto senza portare - per quanto mi riguarda - prove convincenti).
A proposito, non ha senso chiedere con enfasi "come hanno fatto due canguri a partire dall'Australia ed entrare nell'Arca di Noè". Perché neppure Santa Romana Chiesa, pensa davvero che le parabole bibliche vadano prese alla lettera. E dunque chi chiedesse questo dovrebbe rassegnarsi a fare un altro lavoro, e lasciare che a fare l'ateo sia solo chi quel mestiere lo sa davvero fare.
… Perché, insomma, penso che un tema così divisivo come la Fede non dovrebbe riportarci indietro a quando gli atei mangiavano i bambini e i devoti vedevano la Madonna che piangeva sangue. Per il semplice motivo che di strada - da quei giorni - ne è stata fatta tanta. E dunque bisogna procedere nella discussione evitando di avvitarci su discorsi che ci fanno solo perdere tempo prezioso.
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martedì 19 agosto 2014
LE SERPI IN SENO
Era già successo che un rappresentante del Movimento 5 stelle mostrasse comprensione per i terroristi islamici. E nessuno, allora, aveva gridato allo scandalo. Ma quando Alessandro Di Battista ha chiesto che ci si confrontasse con queste belve (come se i terroristi - questi terroristi - fossero persone democratiche con cui si può discutere amabilmente e rispettosamente), è stata l'ira di Dio.
... D'altra parte, anche alcuni filosofi e intellettuali nostrani, in passato, hanno cercato di menare il can per l'aia mettendo sotto accusa l'occidente per il suo presunto "materialismo senza valori" e per il suo "individualismo sfrenato". Proprio quando, contemporaneamente, sembravano giustificare le scelte estreme dei kamikaze e dei tagliagole!
Va ricordato, a tale proposito, che Gianni Vattimo (tanto per fare un esempio a caso), ha pubblicamente esibito la sua - quasi - ammirazione per Hamas. E invece il suo disprezzo - totale - per Israele. Coi soliti anacronistici argomenti.
... Ed ecco, allora, il pensiero stupendo (tratto da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera"), di Angelo Pianebianco: «Confrontate quanto i nemici europei di Israele hanno detto e scritto in questi giorni su Gaza con “l’assordante silenzio” che essi hanno rigorosamente mantenuto nei confronti delle stragi jihadiste di cristiani che si consumavano nello stesso momento. E capirete. L’ostilità per Israele è oggi il comun denominatore, l’elemento che accomuna, e avvicina, gli europei alienati e l’estremismo islamico. E prepara i primi al ruolo di alleati del secondo. In nome della comune avversione al materialismo e all’individualismo occidentali […]. Come diceva l’economista Joseph Schumpeter, solo il capitalismo occidentale, fra tutte le formazioni sociali esistite, ha avuto la particolarità di allevare e mantenere un così grande stuolo di intellettuali (e di pseudo-intellettuali) che vorrebbero distruggerlo. È questa incomprimibile quota di alienati, sempre presente, sia pure in proporzioni variabili, in tutte le società democratiche occidentali, a fornire, a seconda delle posizioni sociali occupate, manovalanza oppure copertura e appoggio intellettuale ai movimenti totalitari, a costituirne le quinte colonne».
... D'altra parte, anche alcuni filosofi e intellettuali nostrani, in passato, hanno cercato di menare il can per l'aia mettendo sotto accusa l'occidente per il suo presunto "materialismo senza valori" e per il suo "individualismo sfrenato". Proprio quando, contemporaneamente, sembravano giustificare le scelte estreme dei kamikaze e dei tagliagole!
Va ricordato, a tale proposito, che Gianni Vattimo (tanto per fare un esempio a caso), ha pubblicamente esibito la sua - quasi - ammirazione per Hamas. E invece il suo disprezzo - totale - per Israele. Coi soliti anacronistici argomenti.
... Ed ecco, allora, il pensiero stupendo (tratto da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera"), di Angelo Pianebianco: «Confrontate quanto i nemici europei di Israele hanno detto e scritto in questi giorni su Gaza con “l’assordante silenzio” che essi hanno rigorosamente mantenuto nei confronti delle stragi jihadiste di cristiani che si consumavano nello stesso momento. E capirete. L’ostilità per Israele è oggi il comun denominatore, l’elemento che accomuna, e avvicina, gli europei alienati e l’estremismo islamico. E prepara i primi al ruolo di alleati del secondo. In nome della comune avversione al materialismo e all’individualismo occidentali […]. Come diceva l’economista Joseph Schumpeter, solo il capitalismo occidentale, fra tutte le formazioni sociali esistite, ha avuto la particolarità di allevare e mantenere un così grande stuolo di intellettuali (e di pseudo-intellettuali) che vorrebbero distruggerlo. È questa incomprimibile quota di alienati, sempre presente, sia pure in proporzioni variabili, in tutte le società democratiche occidentali, a fornire, a seconda delle posizioni sociali occupate, manovalanza oppure copertura e appoggio intellettuale ai movimenti totalitari, a costituirne le quinte colonne».
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sabato 9 agosto 2014
L'ITALIA CHE ODIA ISRAELE
Se la mia compassione va ai palestinesi, la mia simpatia va ad Israele. E in quanto al tifo da stadio, per gli uni o per gli altri, quello lo lascio agli imbecilli (ce ne sono in Israele, a Gaza, e perfino in quella Italia che ha invaso l’Iraq: e noi l'abbiamo bombardato senza manco la scusa dei missili di Hamas, peraltro!)
Bisogna ficcarselo in testa: nell’immediato la soluzione al conflitto arabo-israeliano non esiste. Inutile cercarla. Come dire: è una missione impossibile.
... La prenderei più alla larga, e magari dovremmo chiederci cosa possiamo fare per approcciarci ad un simile conflitto con atteggiamenti più riflessivi e meno ideologici. Perché, guardando in giro per la rete, mi rendo conto che tutti rilanciano post che si limitano a dire quanto è brutta la guerra (troppo facile e inutile da parte di chi sta comodamente seduto davanti al computer!). Peraltro senza mai riuscire a proporre un qualche compromesso (questo bisogna cercare: non una soluzione - parola grossa! - ma un compromesso dignitoso per tutti).
Se dovessi dirla in breve: la mia compassione va sicuramente al popolo palestinese, che soffre enormemente di più (non ai loro capipopolo, primi responsabili della situazione).
D'altra parte, la mia simpatia va ad Israele, che non difende solo i suoi confini e i suoi figli: colpendo i tunnel di Hamas, gli uomini-talpa e i kamikaze, Israele difende i principi e i valori che sono alla base della convivenza. E soprattutto colpisce l'orrore di una organizzazione terroristica che rende la vita difficile prima di tutto ai palestinesi (che indottrina fin da bambini, educandoli alla guerra e all'odio non solo per Israele, ma anche a noi occidentali tutti).
... E invece il tifo lo lascio agli imbecilli. Di entrambe le squadre: quella dei cretini che acriticamente difendono i coloni, con la scusa che gli insediamenti sarebbero solo una misura “momentanea” (come se le case avessero le ruote!), e quella dei somari che acriticamente difendono i palestinesi (si ricordano che fine hanno fatto Vittorio Arrigoni e Angelo Frammartino, uccisi per mano dei loro "amici" palestinesi?).
Possiamo girarci attorno finché vogliamo: Hamas è una organizzazione terroristica che non riconosce Israele, e che sostanzialmente vuol solo difendere il suo fallimentare impianto ideologico e la sua fallimentare politica. Non è strano che Hamas faccia il suo lavoro di morte. Il fatto strano è che possa essere considerata forza di governo, che la si giustifichi con ogni scusa quando quei ceffi sfruttano i soldi (che mandiamo anche noi), per realizzare tunnel, comprare razzi, e “preparare” gli uomini-bomba (anziché per migliorare la vita della povera gente!).
... Ed è altrettanto strano che si pretenda da Israele che ignori tutto questo (come se i razzi fossero un giochetto per bambini e non strumento di morte!).
Capisco che è faticoso istruirsi su cosa è Hamas, e chiedersi chi sono quelli di Boko Haram. Capisco che è faticoso informarsi su cosa avviene in Siria, in Libia, e nell’Africa degli scontri tribali e delle malattie come l'Evola. Capisco che non è divertente analizzare i discorsi dei califfi e dei vari Bulent Arinc (quello che non vuole donne che ridono in pubblico).
... Capisco che conviene fare i buonisti, e ci si rende antipatici a far notare, per esempio, che sugli esuli - quelli veri, ma anche quelli finti che buttano i documenti perché sono dei criminali - c’è tutto un lurido mercato (quello degli scafisti, quello del lavoro in nero, quello di chi li ospita a caro prezzo, quello di chi finge di aiutarli e invece li sfrutta politicamente, eccetera).
E dunque, se riflettere e documentarsi è così faticoso, è ovvio che conviene riproporre i soliti stolti e insulsi ritornelli che si sono imparati a memoria. Meglio dunque limitarsi a rilanciare foto e video di incerta provenienza e dall’incerto significato (ma di sicuro impatto emotivo!). Meglio esibire cartine geografiche dove la storia della Palestina e di Israele viene riassunta in quattro disegnini che di storico non hanno nulla (ma che ci assicurano tanti "mi piace" e tante "condivisioni").
... Per cui succede anche questo: che chi ha avuto la bella idea di occupare il teatro Valle a Roma (e il Leoncavallo a Milano), spesso e volentieri ha la faccia tosta di contestare gli Insediamenti di Israele. Quell’Israele che poi definiscono perfino “Stato nazista e terrorista”.
Finché noi (sazi e beati), parteggiamo per l’uno o per l’altro (manco fosse una partita in cui si tifa per una squadra o per l’altra), non facciamo altro che soffiare sul fuoco. E se giustifichiamo le aggressioni agli ebrei sparsi per il mondo (magari con la scusa che anche quelli, spesso, difendono Israele), allora sarebbe giusto che gli islamici sparsi per il mondo aggredissero tutti i turisti italiani che incrociano per strada.
... Ai loro occhi noi, in quanto italiani, abbiamo aggredito l’Iraq. Senza manco la scusa di avere i missili di Hamas che ci arrivano in giardino.
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domenica 6 luglio 2014
LA FOGLIA SUL PISELLO
Quando si è realmente democratici, non ha molto senso specificare che si è
anche antirazzisti. Perché dovrebbe essere una ovvietà, questa (visto che
una persona realmente liberale e progressista non può nutrire certe balzane idee!).
... Per questo, quando una persona di sinistra con tanta enfasi e insistenza si proclama antirazzista, io ne deduco che nei fatti, probabilmente, non lo è. E ne deduco che appartiene casomai a quella sinistra imbecille, troglodita, e antidemocratica che ha nei confronti dei migranti un tono schifosamente paternalistico (quell'atteggiamenteo fondamentalmente razzista che offende per primi proprio loro). E il perché è ovvio: si è paternalisti con i bambini, con chi ha un handicap psichico, o con chi si reputa comunque inferiore, non con qualcuno a cui si riconosce la nostra stessa dignità!
La cosa assume toni grotteschi quando entrano in campo i diritti religiosi. Succede, infatti, che certi atei di sinistra - in quanto indifferenti alla Fede - non riescono a cogliere i grandi valori (e quindi anche i gravi limiti), di certe religioni.
... E conseguentemente a tutto ciò hanno il vizietto di considerare le varie usanze tribali alla stregua di tanti handicap che vanno tutelati con regole e concessioni specifiche. Come se si trattasse della gentile concessione di chi si sforza di essere comprensivo e tollerante perché ritiene inconsciamente di essere culturalmente superiore a quei poveretti - pensano questi atei - che si ostinano a credere nell'essere immaginario chiamato Dio. E il risultato finale è che, praticamente, essere islamici dovrebbe - secondo queste anime belle - procurare un qualche punteggio d'invalidità: ma per favore!
L'ateo e sedicente antirazzista Nicola Atalmi (responsabile per la sicurezza e per l’immigrazione della Cgil provinciale di Treviso), ha proposto che in fabbrica siano riconosciute delle facilitazioni a quei lavoratori musulmani che, volendo seguire il Ramadan, non assumono cibo e acqua dalle 5 del mattino alle 10 di sera (come prescritto dalla loro religione).
... Ma gli ha subito risposto Andrea Guarducci, anche lui della Cgil: «E’ demagogia. Si rischia di dare spazio a integralismi. Si potrebbero avere ebrei che rifiutano di lavorare il sabato o cattolici che disertano i turni la domenica».
Pensandoci bene: mi rendo conto che io, se avessi voglia di andarmene in giro col pisello al vento (magari per il caldo), non dovrei far altro che inventarmi una nuova religione. Potrei dare il via ad una dottrina che mi obblighi a seguire il look che il buon Dio aveva stabilito per Adamo ed Eva quando erano nel giardino dell'Eden. Eventualmente (se mi accorgessi di non avere granché da esibire), potrei sempre ricorrere ad una fogliolina di fico da applicare sui paesi bassi: alééé!
... Poi mi piacerebbe vedere se Nicola Atalmi (e tutti quei finti antirazzisti che difendono il burqa, e tutte le altre minchiate), verrebbero a difendere anche i miei, di principi religiosi! Vorrei vedere se oltre al "fratello rom", al "fratello nero", e al "fratello islamico" (che probabilmente si offende perché considera "fratelli" solo i suoi correligionari), questi presunti antirazzisti difenderebbero anche un "fratello" naturista che - per motivi di fede, s'intende - si presenta in fabbrica col batocchio bene in vista.
... Per questo, quando una persona di sinistra con tanta enfasi e insistenza si proclama antirazzista, io ne deduco che nei fatti, probabilmente, non lo è. E ne deduco che appartiene casomai a quella sinistra imbecille, troglodita, e antidemocratica che ha nei confronti dei migranti un tono schifosamente paternalistico (quell'atteggiamenteo fondamentalmente razzista che offende per primi proprio loro). E il perché è ovvio: si è paternalisti con i bambini, con chi ha un handicap psichico, o con chi si reputa comunque inferiore, non con qualcuno a cui si riconosce la nostra stessa dignità!
La cosa assume toni grotteschi quando entrano in campo i diritti religiosi. Succede, infatti, che certi atei di sinistra - in quanto indifferenti alla Fede - non riescono a cogliere i grandi valori (e quindi anche i gravi limiti), di certe religioni.
... E conseguentemente a tutto ciò hanno il vizietto di considerare le varie usanze tribali alla stregua di tanti handicap che vanno tutelati con regole e concessioni specifiche. Come se si trattasse della gentile concessione di chi si sforza di essere comprensivo e tollerante perché ritiene inconsciamente di essere culturalmente superiore a quei poveretti - pensano questi atei - che si ostinano a credere nell'essere immaginario chiamato Dio. E il risultato finale è che, praticamente, essere islamici dovrebbe - secondo queste anime belle - procurare un qualche punteggio d'invalidità: ma per favore!
L'ateo e sedicente antirazzista Nicola Atalmi (responsabile per la sicurezza e per l’immigrazione della Cgil provinciale di Treviso), ha proposto che in fabbrica siano riconosciute delle facilitazioni a quei lavoratori musulmani che, volendo seguire il Ramadan, non assumono cibo e acqua dalle 5 del mattino alle 10 di sera (come prescritto dalla loro religione).
... Ma gli ha subito risposto Andrea Guarducci, anche lui della Cgil: «E’ demagogia. Si rischia di dare spazio a integralismi. Si potrebbero avere ebrei che rifiutano di lavorare il sabato o cattolici che disertano i turni la domenica».
Pensandoci bene: mi rendo conto che io, se avessi voglia di andarmene in giro col pisello al vento (magari per il caldo), non dovrei far altro che inventarmi una nuova religione. Potrei dare il via ad una dottrina che mi obblighi a seguire il look che il buon Dio aveva stabilito per Adamo ed Eva quando erano nel giardino dell'Eden. Eventualmente (se mi accorgessi di non avere granché da esibire), potrei sempre ricorrere ad una fogliolina di fico da applicare sui paesi bassi: alééé!
... Poi mi piacerebbe vedere se Nicola Atalmi (e tutti quei finti antirazzisti che difendono il burqa, e tutte le altre minchiate), verrebbero a difendere anche i miei, di principi religiosi! Vorrei vedere se oltre al "fratello rom", al "fratello nero", e al "fratello islamico" (che probabilmente si offende perché considera "fratelli" solo i suoi correligionari), questi presunti antirazzisti difenderebbero anche un "fratello" naturista che - per motivi di fede, s'intende - si presenta in fabbrica col batocchio bene in vista.
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lunedì 6 gennaio 2014
SE DIO E' MORTO, DARWIN PURE
Se la Befana non esiste, che dire di Gesù Bambino e dei re Magi? Se qualche cattolico crede ai miracoli di Medjugorje (che la Chiesa Cattolica per il momento non riconosce), che
dire degli atei bolscevichi che hanno creduto nel comunismo fanatico e
assassino? Ancora: se credere nell’infallibilità del Papa non ha senso,
che dire di chi crede agli Ufo, alle scie chimiche, o agli spiriti
maligni? E non ci dovremmo forse preoccupare di chi, nel nome del
razionalismo ateo, crede nel darwinismo sociale?
… Su Facebook ho partecipato ad una discussione in cui qualcuno metteva in ridicolo i cattolici e la Bibbia. Non essendo io né credente né ateo (ma agnostico), mi rendo conto di quanto sia pericoloso trasformare certi argomenti in un pollaio inconcludente. E dunque mi sono intromesso per dire come la penso. Praticamente sostenendo quanto segue.
1) Nel corso della Storia ateismo e Fede hanno entrambe alimentato tante (troppe), idee ridicole e infami. Ed entrambe hanno scatenato troppo spesso odio, morti, guerre, e quant’altro. A noi tutti (atei, credenti,indifferenti, o agnostici come il sottoscritto), spetta il compito di riportare la calma. Affinché la discussione diventi un momento di dialogo, e non si trasformi in un pollaio meschino, chiassoso, e inconcludente.
Intanto: non è vero che i cattolici sono tutti bigotti e gli atei son tutti concreti e razionali, così come non è vero che i cattolici sono tutti sensibili e gli atei sono tutti materialisti. Sia in un campo che nell’altro possiamo trovare tutto e il suo contrario. Ad esempio: molti cattolici - probabilmente la stragrande maggioranza -sono favorevoli ai rapporti prematrimoniali, al divorzio, e addirittura all'aborto (sebbene, questo ultimo, sia considerato dalle gerarchie cattoliche un omicidio). D'altra parte, anche all'interno del mondo "ateo" potremmo trovare gente che crede al complotto ebraico, all'omeopatia, alle scie chimiche, al metodo Stamina, ai segni zodiacali. E infatti, incredibile ma vero, ai giorni nostri tanti atei pro-aborto (spesso di sinistra), considerano invece un crimine odioso uccidere un pollo, e per questo sono diventati vegani. Per non parlare di quegli atei che considerano normale (magari nel nome del divino Darwin), fottere il prossimo!
2) Immaginare un mondo in cui gli atei vedono le cose in modo obiettivo e i devoti credono ancora alla befana, è quanto meno un po’ semplicistico. Perché, insomma, i cattolici non sono allineati sempre e comunque coi vertici della Chiesa (come ci piacerebbe immaginare per detestarli meglio), e dunque non è corretto attribuire loro certe idee, magari allo scopo di renderli più ridicoli. Peraltro, nel campo avverso, molti diventando atei hanno adottato filosofie più dogmatiche di prima, e assunto atteggiamenti più rigidi che mai (perché si da il caso che costoro hanno smesso di andare in chiesa, ma prima o poi hanno desiderato e predicato altri paradisi insulsi e ridicoli: quei paradisi che se un tempo erano – poniamo – il socialismo e il comunismo, oggi si chiama scientismo, New Age, o qualche altra trovata del genere).
In quanto a chi dice che la Bibbia racconterebbe solo fregnacce: tutti dovrebbero ormai sapere (io lo so da quando sono bambino), che la storia di Adamo ed Eva non è considerata dalla stragrandissima parte della Chiesa né un racconto storico, né un saggio scientifico. Perfino "Famiglia Cristiana" spiegò molti anni fa che Gesù non è nato il giorno di Natale, che i magi non sono tre, eccetera. D'altra parte dovrebbe essere ormai pacifico che per la Chiesa la Bibbia non deve essere presa alla lettera.
... Morale: siccome non siamo (per fortuna!), nella Russia dei bolscevichi, nella Cina di Mao, o nella Cuba dei Castro, quando si descrive l'altro (avversario, o nemico che sia) diventa controproducente esagerare. Altrimenti c'è il rischio di perderela nostra credibilità. Che non è poco.
3) Gli atei che citano la Bibbia per metterne in ridicolo alcune affermazioni assomigliano molto ai testimoni di Geova. Questa setta cita i passi (in lingua italiana), della Bibbia. Proprio come se quella fosse stata davvero scritta da nostri connazionali. D’altra parte, la Chiesa sa (e, seppur a denti stretti, qualche volta lo ribadisce), che perfino San Paolo parla del "primato della coscienza". E dunque, citare il tal comandamento o il quell'altro precetto, vale quel che vale: poco o niente.
… Non a caso la Chiesa ha stabilito alcuni criteri per leggere i cosiddetti testi sacri. Ad esempio affermando questo: «... Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ...».
4) Se è vero che Santa Romana Chiesa ha molte colpe, pur tuttavia non possiamo attaccarla con argomenti sciocchi e penosi. Altrimenti loro avranno gioco facile a smontare i nostri discorsi con qualche parolona. Fra l’altro: se il clero usa il "latinorum" non è per caso, o perché hanno fatto il classico. In realtà loro ci giocano, su questo. Intanto perché sanno che molti non conoscono quella lingua morta. E poi perché sanno che il latino intimorisce, conferendo loro quella (finta) serietà e quella (fasulla)autorevolezza che viene da certe fumoserie. In quanto alla Bibbia: da agnostico non saprei definirla, e neppure mi interessa: io che amo questo libro (meglio: questa raccolta di libri), sono interessato solamente a non vederla insultata con discorsi che reputo puerili.
Se infatti è puerile che un credente voglia citarne un passo per dimostrarne la (presunta) grandezza, è altrettanto puerile che un ateo la citi per dimostrarne l'arretratezza (… sai che novità! Sai che scoop!).
… Inoltre: se qualcuno crede ad Adamo ed Eva perché lo dice la Bibbia, è un problema suo (la Chiesa non vieta di pensarlo, su questo oggi non fornisce risposte precise). E che la Chiesa lo abbia insegnato nel passato ha ormai una importanza relativa (col latinorum, o con qualche funambolismo verbale, questi riescono a giustificare perfino certi crimini, altro che la teoria creazionista!).
5) Uno, volendo, può credere che per combattere il clericalismo basti raccontare la barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto. Un altro può pensare che basti leggere il versetto dell'Antico Testamento in cui Dio comanda agli ebrei di "sterminare uomini, donne, bambini, e animali" (questo passo esiste davvero). Un altro ancora può pensare che basti raccontare del prete che ha visto coi suoi occhi comperare dieci video porno in un colpo solo. Io, invece, penso che dopo tanti secoli in cui la gerarchia cattolica ha tiranneggiato in lungo e in largo, avremmo dovuto capire che prima di affrontarla bisogna almeno armarsi. E non con fucili di latta che ci scoppiano in mano!
Non possiamo farla più semplice di quel che è, polemizzando facile facile! Magari certi discorsi funzionano quando si parla tra di noi non devoti, ma se vogliamo mandare in crisi i baciapile e i clericali bisogna (a mio modesto parere) studiare un po' di più. Anche sulla presunta "infallibilità" del Papa bisogna considerare che di quel dogma ormai la Chiesa parla se costretta a ciò dagli atei. E il motivo è chiaro: i preti se ne vergognano, anche se non lo ammettono. Quella teoria la ribadiscono controvoglia, con molte peripezie verbali, con mille precisazioni e 10milla contorsioni.
… Inoltre: che il loro "teologare" sia un giochetto per incantare i polli è cosa fin troppo ovvia. Ma dev’essere chiaro che in ogni caso non sono così sciocchi da dire: "noi siamo infallibili". Anzi, se serve ribadiscono che “tutti gli uomini prima o poi sbagliano, tutti gli uomini sono peccatori” (… per poi precisare che tuttavia, comunque, però, però, però, etc. etc.). E noi, se vogliamo incastrare questi furboni , dobbiamo sapere almeno cosa vuol dire "infallibilità ex cathedra". Tanto per cominciare.
6) A proposito di infallibilità “excathedra”: la mia sensazione è che gli argomenti con cui i clericali spiegano questo dogma, siano adatti più ad un illusionista che ad un uomo di Fede. Inatti lo giustificano con lo stesso zelo e la stessa enfasi di un prestigiatore. Un po’ come quando l’illusionista sembra compiere degli ampi gesti con la mano, e tu pensi "che eleganza!" (ma ecco, proprio con quel gesto lui ti ha fregato, perché non ti sei accorto che con l'altra mano ha tirato fuori qualcosa dalla tasca!). E comunque: io non accuserei di queste furbate tutta la Chiesa (anche per non dare corda a certe giustificazioni che ben conosco e che allungano solo la polemica!).
… Io (ma è solo il linguaggio che preferisce il sottoscritto) preferisco parlare in certi casi di "gerarchia", altre volte di "Vaticano", altre volte di "Santa Romana Chiesa", eccetera. Esattamente come quando parlo di cattolici col K (i "kattolici"), e cattolici con la "c" (i "cattolici non fanatici"). Questo per non dare l’impressione di voler generalizzare, e per esprimere diversità di giudizi che andrebbero sottolineati sempre e comunque.
Natale Pellizzer
… Su Facebook ho partecipato ad una discussione in cui qualcuno metteva in ridicolo i cattolici e la Bibbia. Non essendo io né credente né ateo (ma agnostico), mi rendo conto di quanto sia pericoloso trasformare certi argomenti in un pollaio inconcludente. E dunque mi sono intromesso per dire come la penso. Praticamente sostenendo quanto segue.
1) Nel corso della Storia ateismo e Fede hanno entrambe alimentato tante (troppe), idee ridicole e infami. Ed entrambe hanno scatenato troppo spesso odio, morti, guerre, e quant’altro. A noi tutti (atei, credenti,indifferenti, o agnostici come il sottoscritto), spetta il compito di riportare la calma. Affinché la discussione diventi un momento di dialogo, e non si trasformi in un pollaio meschino, chiassoso, e inconcludente.
Intanto: non è vero che i cattolici sono tutti bigotti e gli atei son tutti concreti e razionali, così come non è vero che i cattolici sono tutti sensibili e gli atei sono tutti materialisti. Sia in un campo che nell’altro possiamo trovare tutto e il suo contrario. Ad esempio: molti cattolici - probabilmente la stragrande maggioranza -sono favorevoli ai rapporti prematrimoniali, al divorzio, e addirittura all'aborto (sebbene, questo ultimo, sia considerato dalle gerarchie cattoliche un omicidio). D'altra parte, anche all'interno del mondo "ateo" potremmo trovare gente che crede al complotto ebraico, all'omeopatia, alle scie chimiche, al metodo Stamina, ai segni zodiacali. E infatti, incredibile ma vero, ai giorni nostri tanti atei pro-aborto (spesso di sinistra), considerano invece un crimine odioso uccidere un pollo, e per questo sono diventati vegani. Per non parlare di quegli atei che considerano normale (magari nel nome del divino Darwin), fottere il prossimo!
2) Immaginare un mondo in cui gli atei vedono le cose in modo obiettivo e i devoti credono ancora alla befana, è quanto meno un po’ semplicistico. Perché, insomma, i cattolici non sono allineati sempre e comunque coi vertici della Chiesa (come ci piacerebbe immaginare per detestarli meglio), e dunque non è corretto attribuire loro certe idee, magari allo scopo di renderli più ridicoli. Peraltro, nel campo avverso, molti diventando atei hanno adottato filosofie più dogmatiche di prima, e assunto atteggiamenti più rigidi che mai (perché si da il caso che costoro hanno smesso di andare in chiesa, ma prima o poi hanno desiderato e predicato altri paradisi insulsi e ridicoli: quei paradisi che se un tempo erano – poniamo – il socialismo e il comunismo, oggi si chiama scientismo, New Age, o qualche altra trovata del genere).
In quanto a chi dice che la Bibbia racconterebbe solo fregnacce: tutti dovrebbero ormai sapere (io lo so da quando sono bambino), che la storia di Adamo ed Eva non è considerata dalla stragrandissima parte della Chiesa né un racconto storico, né un saggio scientifico. Perfino "Famiglia Cristiana" spiegò molti anni fa che Gesù non è nato il giorno di Natale, che i magi non sono tre, eccetera. D'altra parte dovrebbe essere ormai pacifico che per la Chiesa la Bibbia non deve essere presa alla lettera.
... Morale: siccome non siamo (per fortuna!), nella Russia dei bolscevichi, nella Cina di Mao, o nella Cuba dei Castro, quando si descrive l'altro (avversario, o nemico che sia) diventa controproducente esagerare. Altrimenti c'è il rischio di perderela nostra credibilità. Che non è poco.
3) Gli atei che citano la Bibbia per metterne in ridicolo alcune affermazioni assomigliano molto ai testimoni di Geova. Questa setta cita i passi (in lingua italiana), della Bibbia. Proprio come se quella fosse stata davvero scritta da nostri connazionali. D’altra parte, la Chiesa sa (e, seppur a denti stretti, qualche volta lo ribadisce), che perfino San Paolo parla del "primato della coscienza". E dunque, citare il tal comandamento o il quell'altro precetto, vale quel che vale: poco o niente.
… Non a caso la Chiesa ha stabilito alcuni criteri per leggere i cosiddetti testi sacri. Ad esempio affermando questo: «... Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ...».
4) Se è vero che Santa Romana Chiesa ha molte colpe, pur tuttavia non possiamo attaccarla con argomenti sciocchi e penosi. Altrimenti loro avranno gioco facile a smontare i nostri discorsi con qualche parolona. Fra l’altro: se il clero usa il "latinorum" non è per caso, o perché hanno fatto il classico. In realtà loro ci giocano, su questo. Intanto perché sanno che molti non conoscono quella lingua morta. E poi perché sanno che il latino intimorisce, conferendo loro quella (finta) serietà e quella (fasulla)autorevolezza che viene da certe fumoserie. In quanto alla Bibbia: da agnostico non saprei definirla, e neppure mi interessa: io che amo questo libro (meglio: questa raccolta di libri), sono interessato solamente a non vederla insultata con discorsi che reputo puerili.
Se infatti è puerile che un credente voglia citarne un passo per dimostrarne la (presunta) grandezza, è altrettanto puerile che un ateo la citi per dimostrarne l'arretratezza (… sai che novità! Sai che scoop!).
… Inoltre: se qualcuno crede ad Adamo ed Eva perché lo dice la Bibbia, è un problema suo (la Chiesa non vieta di pensarlo, su questo oggi non fornisce risposte precise). E che la Chiesa lo abbia insegnato nel passato ha ormai una importanza relativa (col latinorum, o con qualche funambolismo verbale, questi riescono a giustificare perfino certi crimini, altro che la teoria creazionista!).
5) Uno, volendo, può credere che per combattere il clericalismo basti raccontare la barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto. Un altro può pensare che basti leggere il versetto dell'Antico Testamento in cui Dio comanda agli ebrei di "sterminare uomini, donne, bambini, e animali" (questo passo esiste davvero). Un altro ancora può pensare che basti raccontare del prete che ha visto coi suoi occhi comperare dieci video porno in un colpo solo. Io, invece, penso che dopo tanti secoli in cui la gerarchia cattolica ha tiranneggiato in lungo e in largo, avremmo dovuto capire che prima di affrontarla bisogna almeno armarsi. E non con fucili di latta che ci scoppiano in mano!
Non possiamo farla più semplice di quel che è, polemizzando facile facile! Magari certi discorsi funzionano quando si parla tra di noi non devoti, ma se vogliamo mandare in crisi i baciapile e i clericali bisogna (a mio modesto parere) studiare un po' di più. Anche sulla presunta "infallibilità" del Papa bisogna considerare che di quel dogma ormai la Chiesa parla se costretta a ciò dagli atei. E il motivo è chiaro: i preti se ne vergognano, anche se non lo ammettono. Quella teoria la ribadiscono controvoglia, con molte peripezie verbali, con mille precisazioni e 10milla contorsioni.
… Inoltre: che il loro "teologare" sia un giochetto per incantare i polli è cosa fin troppo ovvia. Ma dev’essere chiaro che in ogni caso non sono così sciocchi da dire: "noi siamo infallibili". Anzi, se serve ribadiscono che “tutti gli uomini prima o poi sbagliano, tutti gli uomini sono peccatori” (… per poi precisare che tuttavia, comunque, però, però, però, etc. etc.). E noi, se vogliamo incastrare questi furboni , dobbiamo sapere almeno cosa vuol dire "infallibilità ex cathedra". Tanto per cominciare.
6) A proposito di infallibilità “excathedra”: la mia sensazione è che gli argomenti con cui i clericali spiegano questo dogma, siano adatti più ad un illusionista che ad un uomo di Fede. Inatti lo giustificano con lo stesso zelo e la stessa enfasi di un prestigiatore. Un po’ come quando l’illusionista sembra compiere degli ampi gesti con la mano, e tu pensi "che eleganza!" (ma ecco, proprio con quel gesto lui ti ha fregato, perché non ti sei accorto che con l'altra mano ha tirato fuori qualcosa dalla tasca!). E comunque: io non accuserei di queste furbate tutta la Chiesa (anche per non dare corda a certe giustificazioni che ben conosco e che allungano solo la polemica!).
… Io (ma è solo il linguaggio che preferisce il sottoscritto) preferisco parlare in certi casi di "gerarchia", altre volte di "Vaticano", altre volte di "Santa Romana Chiesa", eccetera. Esattamente come quando parlo di cattolici col K (i "kattolici"), e cattolici con la "c" (i "cattolici non fanatici"). Questo per non dare l’impressione di voler generalizzare, e per esprimere diversità di giudizi che andrebbero sottolineati sempre e comunque.
Natale Pellizzer
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