Anche se può apparire bizzarra e assurda, va sicuramente rispettata la sentenza che in appello ha assolto Silvio Berluska (già condannato in primo grado – bisogna ricordarlo – per concussione e prostituzione minorile). Per capire meglio, toccherà attendere ancora, almeno fino a quando non potremo leggere le motivazioni (che comunque potranno essere nuovamente ribaltate in un terzo giudizio: alééé!).
... In ogni caso, a prescindere da quanto è accaduto (e da quanto potrebbe accadere), una cosa è chiara come il sole: se un Presidente del Consiglio - che è pur sempre la terza carica dello Stato - di notte telefona ad un pubblico funzionario per chiedere con tanta insistenza che ad una ragazza venga assicurata qualche particolare attenzione, nel poveretto che riceve la telefonata scatta quella cosiddetta “sudditanza psicologica”, che gli impedisce di agire come vorrebbe o come dovrebbe. E questa, che lo si voglia o no, è concussione.
Per carità, si potrà discutere se è concussione per costrizione, per induzione, per frustrazione o per "quel-che-ti-pare", ma sempre concussione è.
... Inoltre: anche se questo fatto non costituisse reato (magari perché nel frattempo la legge è stata cambiata e tutto è diventato confuso), resta che in tutto il mondo civile tale comportamento sarebbe considerato scandaloso. Punto e a capo.
Se al Berluska piacciono i bunga-bunga con schiere di trenta ragazze per volta (tra le quali escort e minorenni che neppure conosce e che lo registrano di nascosto per poi ricattarlo), sono fatti suoi. Basta che poi non sfrutti le sue eventuali cariche per meglio incantarle, infinocchiarle, zittirle. E, beninteso: purché tutto ciò non possa recare danno alla collettività.
... Dopo di che: nulla da ridire se la Minetti (nominata da Berlusconi, e però effettivamente pagata da noi contribuenti), si dilettava ad organizzare per il Premier festicciole e spettacolini (con ragazze travestite da poliziotte, infermiere, suore, nipotine di zio Paperone o nipotine di Mubarak). In fondo, ma chissenefrega!
Casomai il problema (grave, molto grave), sorge quando Berlusconi pretende di trasferire questa specie di teatro Bagaglino nel pubblico, e perfino di riproporlo in Europa.
... Perché, insomma, in tutto ci vuole un minimo di buon senso. E perché, come disse quell’altro: «Anche Mussolini andava a puttane, ma non le nominava ministre o deputate!» (Per dire che Mussolini, almeno, sapeva distinguere tra quel che poteva avvenire sotto le lenzuola e quel che doveva avvenire appena scesi dal letto!).
In questo frangente dell’attuale assoluzione di Berluska, il Partito Democratico ha tutto l’interesse a non commentare. Magari con la scusa che bisogna rispettare la “separazione dei poteri”. Almeno fino a quando l’ex Cavaliere avrà contribuito a far passare le riforme di Renzi (il partito di nonno Silvio resta tra i più votati, non si può riformare niente senza il loro appoggio!).
... Ma subito dopo, accidenti, potremo ricominciare a dire chi è realmente zio Silvio, il padrone di Dudù. Ovvero: l’uomo che – a prescindere da quel che dicono le sentenze - voleva punire i clienti delle prostitute e poi si portava in casa le escort, l’uomo che voleva difendere la democrazia e andava a bombardare l’Iraq, l’uomo che voleva difendere le radici cristiane e poi organizzava i bunga-bunga, l’uomo che voleva cacciare i clandestini ma poi telefonava in questura perché venisse rilasciata la sua minorenne marocchina senza fissa dimora e accusata di furto.
Ma certo, la famosa Ruby, rilasciata nottetempo, per giunta affidandola alla Minetti (buona, quella! Una che portava le sua amiche alle “cene eleganti” di Berlusconi e prima spiegava alle sprovvedute com’era la scena.
... Come da arcinota intercettazione: «… La "desperation" più totale… detto fuori dai denti ci sono varie tipologie: c'è la zoccola, la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalle favelas, e ci sono io che faccio quello che faccio. Tu fregatene…, sbattetene il cazzo, e via andare!».
Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
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martedì 22 luglio 2014
IL RITORNO DEL DINOSAURO
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domenica 10 novembre 2013
COSTITUZIONE TRADITA
Il quotidiano dei vescovi italiani ("L'Avvenire"), ha preso le difese della Cancellieri. E ha bacchettato quei giornalisti che - dimostrando di non conoscere quella Costituzione italiana che dicono di amare tanto - hanno chiesto con tanta insistenza le dimissioni della ministra.
... Il rimprovero era rivolto soprattutto a quelli del quotidiano "Il Fatto". Per aver loro trovato scandaloso - sulla base di una intercettazione "illegalmente ottenuta" - che ad una signora che si trovava in attesa di giudizio (Giulia Ligresti, "presunta innocente" almeno fino a prova contraria), venissero riconosciuti i suoi diritti.
Dall’articolo “Costituzione Dimenticata”
(di Marco Olivetti, per “L’Avvenire”)
«… Si può già dire che la stimabilissima attenzione, persino umanamente appassionata, di Anna Maria Cancellieri al tema delle condizioni dei carcerati non è un mistero: sono proprio le cronache dei giornali ad averne dato a più riprese ampia testimonianza […].
... Concentrandosi solo su questo punto, vi è però il rischio di non cogliere l’essenza della questione. La quale sta invece in questi termini: intervenendo a favore di Giulia Ligresti, il ministro Cancellieri ha chiesto che fosse concesso alla persona detenuta ciò che – per la nostra legge – non le spettava o, al contrario, ha chiesto di valutare se le potesse essere riconosciuto ciò che era dovuto in quel caso specifico? […]. Per rispondere a questa domanda, oltre al principio della dignità umana dei detenuti, si deve invocare la vexata quaestio dell’abuso della carcerazione preventiva […]. La signora Ligresti, infatti, non era in carcere per espiare una sentenza passata in giudicato, ma era in attesa di giudizio. Essa, dunque, per la nostra Costituzione era, ed è, presunta non colpevole […]. Invece accade che un quotidiano italiano, nel pubblicare una intercettazione illegalmente ottenuta, trascuri del tutto questo essenziale problema e chieda le dimissioni del ministro. Se poi si considera che quel quotidiano è in prima fila nella battaglia del fondamentalismo costituzionale, che si oppone a ogni riforma in nome della mitica "costituzione più bella del mondo", viene da chiedersi se di tale concezione della Costituzione facciano ancora parte i diritti di libertà fondamentali (libertà personale e di corrispondenza) che proprio la Carta del 1947 (il suo testo scritto, non le riletture sessantottarde di essa) mette all’inizio dei diritti e doveri dei cittadini…».
La storia della Cancellieri (e i video che sono su YouTube), parlano chiaro: lei è abituata a parlare (e magari a telefonare), a tutte e tutti. Soprattutto agli scocciatori. con l'intento di "toglierseli dai piedi".
... Magari aveva lo stesso proposito anche quando ha telefonato a Giulia Ligresti, promettendo un aiutino che poi non si è visto proprio.
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domenica 3 novembre 2013
SE TELEFONANDO
Succede anche questo: che i berlusconiani vanno in televisione e paragonano le telefonate della Cancellieri (a Giulia Ligresti), con quelle di zio Silvio (che telefonò in questura per salvare il culo alla sua amichetta “Ruby Mubarak”).
«Non mi risulta (non ancora), che nel comportamento della ministra Cancellieri ci sia qualcosa di riprovevole. Direi che prima di sputare, scatarrare, e offendere (alla ca**o di cane), bisognerebbe lavarsi la bocca per benino. Magari sarebbe cosa buona e giusta informarsi prima di buttare merda, inoltre suggerisco di aspettare che lei possa rispondere in Parlamento. Nei paesi civili si usa così, ma capisco che il Berlusconismo ha traviato tanta italica “ggente” (che in Italia era già stupida di suo, e che sul web ha imparato a offendere una donna perfino per la sua presunta bruttezza o per la presunta sgradevolezza della voce, dandole addirittura della “t***a”!).
... Chi ha contribuito a scatenare questa polemica (cliccando sul “mi piace” e rilanciando i post in cui si colpevolizza la ministra, dovrebbe farsi un esame di coscienza. Ad avercela, ovviamente!
Alcune parole dette in privato dalla Cancellieri (nelle intercettazioni che sono state pubblicate sui giornali), possono effettivamente risultare sgradevoli alle nostre orecchie. Ma noi magari faremmo di peggio se dovessimo parlare(privatamente), con una amica che si ritrova coi familiari tutti in prigione! Peraltro: non risulta (non ancora), che la ministra abbia fatto pressione alcuna. Sollecitare provvedimenti in armonia con la legge è perfettamente lecito. E non sappiamo fino a che punto le sue parole nascevano da convincimenti veri (magari erano parole in qualche modo "di circostanza", vedendosi lei costretta a confortare una donna che conosceva da tanti e tanti anni).
... D'altra parte, la Cancellieri si è sempre mostrata disponibile ad atti di clemenza nei confronti dei carcerati. Nulla di strano che abbia voluto informarsi anche di una vecchia conoscenza, e certo non aveva potuto precedentemente occuparsi di Stefano Cucchi (all'epoca in cui era in carcere lei non era ministro, volete ficcarvelo in testa finalmente?). Ma capisco che i forcaioli e il popolo bue in genere sa solo starnazzare, invidiare, e fare di ogni erba un fascio.
Il confronto con la telefonata di zio Silvio alla questura, poi, avrebbe senso se la ministra si fosse inventata qualche bugia colossale (ad esempio se avesse detto che la Giulia Ligresti era la nipote di Mubarak, magari paventando possibili incidenti diplomatici). Invece risulta (da quanto ha affermato Gian Carlo Caselli), che tutto è avvenuto nel rispetto delle regole perché NON CI SAREBBE STATA ALCUNA PRESSIONE su chi doveva decidere.
... Inoltre, anche il figlio della Cancellieri non si capisce cosa c’entri in questa polemica. Si è licenziato da tempo, non risulta essere complice di alcunché, casomai lui è tra gli accusatori dei Ligresti (ricambiato con disprezzo da loro, come si evince dalle intercettazioni). E dunque riflettete tutti prima di correre alle conclusioni, E vergognatevi.
… E intanto, nel web si fa a gara a sparare sulla ministra, offendendola prima ancora che possa aver riferito in Parlamento. Del resto riflettere e informarsi è faticoso. Molto meglio pigiare sul “condividi” o sul “mi piace”. Gli idioti trovano che c’est plus facile!
Ovviamente, su Facebook (e ovunque), ho sentito di dover commentare anch'io i post contro la ministra Cancellieri
«Non mi risulta (non ancora), che nel comportamento della ministra Cancellieri ci sia qualcosa di riprovevole. Direi che prima di sputare, scatarrare, e offendere (alla ca**o di cane), bisognerebbe lavarsi la bocca per benino. Magari sarebbe cosa buona e giusta informarsi prima di buttare merda, inoltre suggerisco di aspettare che lei possa rispondere in Parlamento. Nei paesi civili si usa così, ma capisco che il Berlusconismo ha traviato tanta italica “ggente” (che in Italia era già stupida di suo, e che sul web ha imparato a offendere una donna perfino per la sua presunta bruttezza o per la presunta sgradevolezza della voce, dandole addirittura della “t***a”!).
... Chi ha contribuito a scatenare questa polemica (cliccando sul “mi piace” e rilanciando i post in cui si colpevolizza la ministra, dovrebbe farsi un esame di coscienza. Ad avercela, ovviamente!
Alcune parole dette in privato dalla Cancellieri (nelle intercettazioni che sono state pubblicate sui giornali), possono effettivamente risultare sgradevoli alle nostre orecchie. Ma noi magari faremmo di peggio se dovessimo parlare(privatamente), con una amica che si ritrova coi familiari tutti in prigione! Peraltro: non risulta (non ancora), che la ministra abbia fatto pressione alcuna. Sollecitare provvedimenti in armonia con la legge è perfettamente lecito. E non sappiamo fino a che punto le sue parole nascevano da convincimenti veri (magari erano parole in qualche modo "di circostanza", vedendosi lei costretta a confortare una donna che conosceva da tanti e tanti anni).
... D'altra parte, la Cancellieri si è sempre mostrata disponibile ad atti di clemenza nei confronti dei carcerati. Nulla di strano che abbia voluto informarsi anche di una vecchia conoscenza, e certo non aveva potuto precedentemente occuparsi di Stefano Cucchi (all'epoca in cui era in carcere lei non era ministro, volete ficcarvelo in testa finalmente?). Ma capisco che i forcaioli e il popolo bue in genere sa solo starnazzare, invidiare, e fare di ogni erba un fascio.
Il confronto con la telefonata di zio Silvio alla questura, poi, avrebbe senso se la ministra si fosse inventata qualche bugia colossale (ad esempio se avesse detto che la Giulia Ligresti era la nipote di Mubarak, magari paventando possibili incidenti diplomatici). Invece risulta (da quanto ha affermato Gian Carlo Caselli), che tutto è avvenuto nel rispetto delle regole perché NON CI SAREBBE STATA ALCUNA PRESSIONE su chi doveva decidere.
... Inoltre, anche il figlio della Cancellieri non si capisce cosa c’entri in questa polemica. Si è licenziato da tempo, non risulta essere complice di alcunché, casomai lui è tra gli accusatori dei Ligresti (ricambiato con disprezzo da loro, come si evince dalle intercettazioni). E dunque riflettete tutti prima di correre alle conclusioni, E vergognatevi.
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lunedì 30 luglio 2012
LA TENERA MARINA
Marina Berlusconi, che è la combattiva figlia di zio
Silvio, ha scritto una lettera (subitamente pubblicata dal giornale della Real
Casa), in cui si è detta indignata perché i telegiornali l’hanno gettata nella
gogna mediatica.
… Infatti, dopo essere stata convocata dalla Procura di Palermo come “persona informata dei fatti”, ha dovuto subire l’onta di vedere la sua foto accanto a quelle di boss mafiosi (per due strani bonifici al senatore Pdl Marcello Dell’Utri, nell’ambito dell’inchiesta in cui il senatore è indagato per presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, ), E si da il caso che – così almeno assicura la signora – alla bambina vengono i brividi alla schiena al solo sentire pronunciare la parola mafia.
Una domanda a questo punto sorge spontanea: la tenera Marina ha mai sentito raccontare la storiella di un certo “eroe” (tale Mangano), che il suo caro paparino teneva in casa ufficialmente come stalliere? Ha mai sentito dire che Dell’Utri e il suo paparino ritenevano che fosse stato proprio questo Mangano ad aver fatto esplodere una bomba davanti alla villa della sua famiglia? Li ha mai sentiti dire che – pensa un po’ tu a che razza di storie sono abituati questi – la bomba era comunque “una cosa rozzissima, fatta con rispetto, una cosa quasi affettuosa”?
... E, di grazia, li ha mai sentiti ridere - pensa un pò quanto sono cinici questi - sul fatto che la bomba era comunque “un chiaro segnale estorsivo, perché gli altri mandano una lettera o una raccomandata, ma lui non è capace di scrivere e allora mette una bomba”?
Se la tenera Marina (che casca dalle nuvole e non sa niente dei due bonifici), è all'oscuro anche di questa "affettuosa" bomba, allora si facesse un giro in internet. Scoprirà cos’hanno rivelato le intercettazioni delle telefonate tra Confalonieri, Dell’Utri, e suo padre.
... Oppure si facesse finalmente mostrare l’album di famiglia, e allora capirà come mai – se il vecchio babbione frequenta certa gentaglia – poi si ritrovano tutti loro ad essere interrogati e magari pure indagati.
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… Infatti, dopo essere stata convocata dalla Procura di Palermo come “persona informata dei fatti”, ha dovuto subire l’onta di vedere la sua foto accanto a quelle di boss mafiosi (per due strani bonifici al senatore Pdl Marcello Dell’Utri, nell’ambito dell’inchiesta in cui il senatore è indagato per presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, ), E si da il caso che – così almeno assicura la signora – alla bambina vengono i brividi alla schiena al solo sentire pronunciare la parola mafia.
Una domanda a questo punto sorge spontanea: la tenera Marina ha mai sentito raccontare la storiella di un certo “eroe” (tale Mangano), che il suo caro paparino teneva in casa ufficialmente come stalliere? Ha mai sentito dire che Dell’Utri e il suo paparino ritenevano che fosse stato proprio questo Mangano ad aver fatto esplodere una bomba davanti alla villa della sua famiglia? Li ha mai sentiti dire che – pensa un po’ tu a che razza di storie sono abituati questi – la bomba era comunque “una cosa rozzissima, fatta con rispetto, una cosa quasi affettuosa”?
... E, di grazia, li ha mai sentiti ridere - pensa un pò quanto sono cinici questi - sul fatto che la bomba era comunque “un chiaro segnale estorsivo, perché gli altri mandano una lettera o una raccomandata, ma lui non è capace di scrivere e allora mette una bomba”?
Se la tenera Marina (che casca dalle nuvole e non sa niente dei due bonifici), è all'oscuro anche di questa "affettuosa" bomba, allora si facesse un giro in internet. Scoprirà cos’hanno rivelato le intercettazioni delle telefonate tra Confalonieri, Dell’Utri, e suo padre.
... Oppure si facesse finalmente mostrare l’album di famiglia, e allora capirà come mai – se il vecchio babbione frequenta certa gentaglia – poi si ritrovano tutti loro ad essere interrogati e magari pure indagati.
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lunedì 13 giugno 2011
QUI CROLLA TUTTO
Mentre l’Italia si preparava al voto, il Berluska continuava allegramente ad organizzare i suoi bunga-bunga presidenziali. Con l’aiutino di Lele Mora.
Le intercettazioni delle telefonate tra Flavio Briatore e Daniela Santanché (pubblicate dal quotidiano “Repubblica”, e riproposte qui sotto), descrivono molto bene l’ipocrisia di chi sostiene ancora questo indecente governo. Anche quando è evidente che il Berluska è finito, andato, trombato per sempre.
In questi dialoghi si sente Briatore che spiega alla Danielona quel che gli ha raccontato Lele Mora. E lo si sente commentare in modo colorito il disastro di un Presidente del Consiglio che si fa circondare da “troie”.
E insomma, la situazione – dice Briatore alla Santanché – è che zio Silvio “è malato”. Perché continua ad organizzare le sue squallide festicciole (ma non più ad Arcore, si precisa, ma in altra location). E le ragazze gli si concedono e poi lo ricattano. Testuale: "Come e più di prima".
Le intercettazioni delle telefonate tra Flavio Briatore e Daniela Santanché (pubblicate dal quotidiano “Repubblica”, e riproposte qui sotto), descrivono molto bene l’ipocrisia di chi sostiene ancora questo indecente governo. Anche quando è evidente che il Berluska è finito, andato, trombato per sempre.
In questi dialoghi si sente Briatore che spiega alla Danielona quel che gli ha raccontato Lele Mora. E lo si sente commentare in modo colorito il disastro di un Presidente del Consiglio che si fa circondare da “troie”.
E insomma, la situazione – dice Briatore alla Santanché – è che zio Silvio “è malato”. Perché continua ad organizzare le sue squallide festicciole (ma non più ad Arcore, si precisa, ma in altra location). E le ragazze gli si concedono e poi lo ricattano. Testuale: "Come e più di prima".
Santanchè: «Ma sei sicuro che lui (Berlusconi, con i bunga-bunga) ha ripreso?».
Briatore: «Al cento per cento».
S: «Io sono senza parole … ma perché insiste (con il bunga-bunga)?»
B: «É malato, Dani! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo “due botte” cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate … Mora mi ha detto che “Tutto continua come se nulla fosse”».
S: «Roba da pazzi!».
B: «Non più lì (ad Arcore), ma nell’altra villa… Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso... Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry…».
S: «Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?».
B: «Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché ieri sera, l’altra sera, ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì. (...). Lele è stato da me due ore, mi fa pena. Dice: “Fla, mi hanno messo in mezzo. E sono talmente nella merda che l’unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi), sia con la televisione, sia con tutto. Faccio quello che mi dicono, faccio quello che mi chiedono…”».
S: «Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?».
B: «Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”».
S: «Va beh, ma allora qua crolla tutto».
B: «Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c’è in Italia».
S: «E con il clima che c’è, uno lo prende di qua, l’altro che scappa di lì».
B: «Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete».
S: «Stanno già tirando, e insultano pure!».
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* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")
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