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martedì 26 agosto 2025

Evviva, il nazista si sente donna!

Dite che il gender non esiste? Beccatevi allora Marla, il neonazista tedesco che per finire in carcere con le donne si è dichiarato donna trans (la legge in Germania permette il pericolosissimo Self-ID, che prima o poi la sinistra di Alessandro Zan e della Schlein porterà anche in Italia)!
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venerdì 21 ottobre 2022

DELIRIO GENDER

👼UN TEMPO CREDEVO - purtroppo lo dicevo e lo scrivevo pure - che la cosiddetta “teoria del gender” fosse una invenzione dei bigotti e dei trogloditi. Un babàu inventato ad arte per spaventare i creduloni, i complottisti, e i superstiziosi.
In effetti una siffatta teoria non è mai esistita. E se esistesse sarebbe perfino un bene, perché la si potrebbe discutere serenamente. Purtroppo, nel tempo, sulla questione del gender è spuntata invece una babele di deliranti “variazioni sul tema”, una montagna di smancerie linguistiche, di frivole accortezze, e di patetiche specificazioni che aumentano solo la confusione e l’irritazione di chi pure vorrebbe un mondo più inclusivo e rispettoso.
… E mi stupisce che – per quieto vivere - così tante persone si sono infine adeguate a certi dogmi, anche solo per apparire raffinati e “politicamente corretti”. Per giunta, fingendo di non vedere certe porcherie.
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MI VERGOGNO DI non aver previsto questi guazzabugli ideologici. Ancora adesso mi meraviglio di come si possano inventare – dopo l’asterisco e la schwa - sempre nuovi pronomi e nuove regole di comportamento che possono solo irritare anziché aiutare la “inclusione” di ogni persona (che è sicuramente doverosa, a prescindere dal sesso, dall’orientamento sessuale, e dalla sua identità di genere). Purtroppo, mai avrei immaginato che un giorno Jennifer Lopez si sarebbe vista costretta a rivolgersi a sua figlia - pubblicamente, dal palco! - dandole del “voi”. Solo perché la ragazzina non ha ancora deciso se si sente uomo o donna (e dunque, nel dubbio, la cantante si è vista costretta a rivolgersi ad entrambe le potenziali identità della figlioletta).
... Mai avrei immaginato che pochi giorni dopo la Lopez sarebbe stata processata mediaticamente dalle femministe, per aver annunciato che avrebbe preso il cognome del nuovo marito (per dire a che punto è arrivata la follia!).
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MAI AVREI immaginato che la fluidità sessuale e di genere sarebbe stata spacciata per un vezzo da miliardari (anche la figlia di Angelina Jolie e Brad Pitt, quando era giovanissima, voleva essere considerata un maschio e voleva essere chiamata John). O per una facile e meravigliosa favola.
… E mai avrei immaginato che su Tik Tok una giovanissima ragazza avrebbe spiegato come iniziare la transizione, e - fra l'altro - come schiacciare il seno per apparire più maschili.
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INOLTRE, MAI AVREI immaginato che Alessandro Zan e Fedez si sarebbero occupati dei bambini con presunta “disforia di genere” (i cosiddetti “bambini libellula”, che sono più rari dei diamanti, e che andrebbero seguiti da chi è esperto nel ramo, non da un ingegnere e da un cantante ex omofobo!).
... Mai avrei immaginato che in giro per il mondo il “self-ID” avrebbe consentito a chiunque di entrare negli spazi destinati alle donne, consentendo ad atlete trans dalla corporatura maschile (e con gli attributi ancora al loro posto), di gareggiare con donne dalla corporatura minuta (che ovviamente si sono sentite discriminate).
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MAI AVREI immaginato che in Inghilterra, al leader al partito laburista, sarebbe stato chiesto – alludendo alle persone trans - se esistono anche “donne col pene” (e, accidenti, alla fine lui si è visto costretto a rispondere che “sì, esiste una minoranza di donne che hanno il pene!”). Mai avrei immaginato che Vladimir Luxuria sulla sua pagina Facebook avrebbe presentato – parole testuali sue - una “trans 14enne”.
... L’ha esibita come fosse un trofeo, gettandola alle intemperie e alle tempeste mediatiche. Che vergogna!
____ Natale Pellizzer

martedì 27 settembre 2022

CARA GIORGIA TI SCRIVO. COSI', PER SFOGARMI UN PO'
( LETTERA APERTA A GIORGIA MELONI, LEADER DI FRATELLI D'ITALIA )

CARA GIORGIA, METTIAMO SUBITO IN CHIARO che io non sono un tuo elettore (da diverso tempo sostengo Renzi, che fra l’altro ha dato all’Italia le unioni civili). E dunque, insomma, ora sono col terzo polo.
... Ma, lo ammetto, intimamente tifo anche per te. E questo da un bel po', precisamente da quando in Spagna - con gli occhi da matta, coraggiosamente - hai gridato: “Sì a la identidad sexual, no a la ideologia de genero, no a los lobbies Lgbt!”.
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SO CHE PRIMA O POI mi darai dei dispiaceri, ma la cosa non mi preoccupa affatto (la sinistra me ne ha dati tanti, sono allenato ad affrontarli!). E mi rallegra, invece, immaginare che mi darai comunque qualche grossa soddisfazione. Come quando - unica nel circo mediatico italiano - hai sputato contro quei "talebani dè noantri" che ci vorrebbero imporre il dogma del gender (che non è una teoria, come usano dire tutti, bensì un delirio!).
... E ovviamente non mi sfugge che frequenti alcune brutte persone, ma sono spesso migliori di quei balordi dei centri sociali che assieme a tante e tanti di sinistra ti hanno bullizzato con tanta ferocia.
🤨
AHIME', OGGI, A MINACCIARE la libertà sessuale - e perfino la salute fisica e mentale - sono proprio le sigle Lgbt+ (chiamarle lobby non mi pare giusto, le lobby sono una cosa seria e loro invece sono conventicole di disadattati capaci solo di avvelenare i pozzi!).
... Ormai questi non sanno più cosa inventarsi, e quando non si occupano di scemenze (le panchine rainbow, gli asterischi, la schwa, un nuovo pronome…), pretendono ad esempio che un professore possa, da un giorno all’altro, presentarsi a scuola con una parrucca bionda e la minigonna. Magari, come è già successo, chiedendo di essere chiamato con un nome da donna inventato al momento.
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PRETENDONO, POI, che nelle gare femminili una donna di 45 chili debba accettare di competere con un uomo che da un giorno all’altro ha deciso di “sentirsi donna”. Oppure pretendono di occuparsi dei cosiddetti “bambini libellula” (cioè i bambini con presunta disforia di genere, peraltro rari come i diamanti). E invece di lasciar fare queste cose a chi è del ramo - o magari lasciar fare alla Natura - pretendono di controllare che a questi piccoli venga loro bloccato artificialmente lo sviluppo sessuale (in attesa che l’amico immaginario dica a questi innocenti se da grandi diventare maschietti o femminucce?).
… No, io penso che la Cirinnà e Alessandro Zan non devono interferire su temi così seri. Soprattutto non deve farlo nessuno che sia coinvolto in queste cose emotivamente, ideologicamente, o – peggio ancora – politicamente.
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DICONO ANCORA, questi ridicoli, che volete censurare Peppa Pig. Per via delle vostre critiche all’orsetto Penny, che si era vantato di avere due mamme con queste parole: “Una fa il dottore, l’altra cucina gli spaghetti” (e che si era mostrato felice aggiungendo: “Io adoro gli spaghetti”!).
Ora, vedi cara Giorgia, diversamente da te io trovo accettabilissima la fecondazione eterologa. E pure il cosiddetto “utero in affitto” (ovviamente se normati come si deve, per evitare mercanteggiamenti e abusi). Anche perché queste peripezie sono nate fin da quando i nostri antenati han dovuto affrontare il problema della sterilità femminile (la Bibbia, al capitolo 16 e 30 della Genesi, dice che i primi a sfruttare una specie di Gpa furono i Patriarchi Abramo e Giacobbe).
... Conseguentemente, non mi da nessun fastidio l’orsetto Penny (che, anzi, trovo simpatico). Ma accidenti, qualcosa di odioso in questa storia, lo vedo comunque anch'io.
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ODIO, DUNQUE, il fatto che i creatori di quel cartoon, dopo aver ingenuamente sostenuto che ci tenevano a rappresentare la famiglia tradizionale, sono stati “attenzionati” dalle sigle Lgbt+. E in seguito ad una petizione di quest'ultimi (che poteva essere interpretata come una velata minaccia), sono stati praticamente costretti a disegnare una famiglia rainbow da aggiungere alla compagnia di maialini rosa. Ed è così che sono state imposte ai bambini le due mamme di Penny.
… E’ un po’ come quando Guido Barilla aveva spiegato di voler pubblicizzare solo la famiglia del mulino bianco, e dopo essere stato insultato e baicottato si è visto costretto a chiedere scusa e ad accettare di essere “rieducato” (come succedeva nella Cina di Mao!).
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LE SIGLE LGBT+ dicono che le famiglie arcobaleno sono “la realtà di cui bisogna prendere atto”. E nessuno lo mette in dubbio. Ma non è un motivo, questo, per tacciare di fascismo chi dice che “un bambino ha diritto ad un padre e una madre”. Peraltro, tu hai motivo di sostenerlo più di tutti, visto che da bambina sei stata abbandonata dal babbo (e dunque sai di cosa parli). Inoltre, tocca precisare che “la realtà” non è sempre come la si vorrebbe dipingere. Lo ha dimostrato il tribunale di Bari, che nei giorni scorsi è dovuto intervenire per salvare una bambina fin troppo bistrattata (ufficialmente aveva “due madri”, in realtà ne aveva tre, più due padri).
… Basta fare i conti per bene: in quella storia c’era una prima madre (che ha donato l’ovulo), una seconda madre (che ha portato avanti la gravidanza per poi farsi da parte), e una terza madre (che ha cresciuto la bambina insieme alla prima madre, essendosi sposate all’estero). C’è poi un primo padre (che ha donato il suo seme per poi sparire dal radar), e un prospettivo secondo "padre" (questo quando la prima madre ha deciso di divorziare dalla sua compagna per affrontare una nuova relazione, stavolta con un uomo che - se non fosse per il tribunale - avrebbe potuto chiedere di adottare la povera bambina!).
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LE SIGLE LGBT+ sono capaci di tutto. Quando non sanno come rispondere offendono con epiteti maschilisti, sessisti, e perfino omofobi. Del resto, quando Ivan Scalfarotto s’è permesso di suggerire una modifica al Ddl Zan, uno di loro lo ha insultato dicendo che è solo un “eunuco” (cioè un senza palle). Insulteranno te come hanno insultato tutti, e come hanno insultato anche me. Proprio per questo, quando ho capito che volevano passarmi per fesso, mi sono detto: “Vogliono la guerra? Che guerra sia!”.
… Sono uno più ipocrita dell’altro. Chiedono ai loro fan e associati più coraggio, “visibilità”, e “coming out”. Però, per paura di veder fallire la cosiddetta “Onda Pride” (in cui hanno chiesto più PrEP per tutti), hanno nascosto alle masse che sfilavano le origini del vaiolo delle scimmie (che è scoppiato quest’anno in certi ambienti rainbow, come già successe nei primi anni ’80 con l’Aids).
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HO VOLUTO dimostrare personalmente questa odiosa omertà, filmando e registrando in quei giorni la varia umanità che sfilava allegramente. Ho appurato che sapevano cantare a memoria tutti i brani di Raffaella Carrà, purtroppo però ignoravano completamente cosa stava accadendo (e di lì a poco, in America, il vaiolo delle scimmie è diventato una emergenza).
... Erano scettici e perfino increduli, quando interrompevo i loro urletti chiedendo cosa sapevano del monkeypox. Erano all’oscuro di tutto, per la semplice ragione che nessun attivista delle sigle Lgbt+ li aveva avvertiti su quello e su molto altro (ad esempio sul fatto che il PrEP diventa pericolosissimo se lo si prende senza usare le normali precauzioni. O - peggio ancora - per partecipare ad una gangbang in una dark!).
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QUESTI LAZZARONI sono capaci di tutto, perciò confido in te per dare loro una bella lezione. Se li si lascia fare, queste pseudo "lobby" portano la comunità rainbow sull’orlo del precipizio, con tutta l’umanità subito dietro (purtroppo, anche il mio partito di riferimento non se ne rende conto, accidenti!).
... Ahimè, li conosco fin troppo bene, e infatti ci litigo continuamente. Sebbene, ti prego, questo ultimo particolare non dirlo a nessuno, che resti un segreto fra me e te. Sai com'è, non voglio assolutamente che lo si sappia in giro (perché, vedi, mi vergogno profondamente di averci a che fare con questa brutta gente che, quando li incontro per strada,  se proprio non posso girare l'angolo - fingo di non conoscere!).
✒️ ___ Natale Pellizzer

venerdì 3 dicembre 2021

PER FAVORE

UNO STUDENTE che si fa chiamare Andrea (ma per l'anagrafe è ancora Anna), spiega che quando deve firmare col nome originario sente tanto dolore. Leggo ora la sua intervista, e non riesco ad immaginare cosa dovesse significare per lui (durante l'occupazione della scuola, alla quale ha partecipato con passione), poter fare finalmente quel che gli pare, e quindi poter entrare nel bagno dei maschi.
... Dice che varcando una porta che normalmente gli era preclusa, voleva "riappropriarsi degli spazi" che lui intimamente sentiva come suoi. Ma mi chiedo, accidenti, se arrivato lì non avrà dovuto di nuovo fare i conti - appena si è abbassato i pantaloni - con la dura realtà del sesso originario.

ORA E' DIVENTATO famoso, un mito di fronte a compagni e compagne di scuola. E va bene così. Ma gli adulti dovrebbero fargli notare che lui finge di provare imbarazzo per un dato anagrafico che stranamente ha voluto raccontare a tutti, perfino sui giornali. Legittimo, dunque, pensare che gioca a fare la vittima, per meglio far scena e diventare "protagonista" in un mondo dove la fluidità è di moda. 
... Voglio sottolineare, inoltre, che molti altri suoi coetanei si sentono derisi e magari discriminati più di lui (per altre ragioni: perché grassi, o brutti, o storti...). E però, tutti costoro, non  potendo vantare l'appartenenza ad una categoria Lgbt+, quando chiedono aiuto mostrano un po' più pudore. E, accidenti, se desiderano che le regole cambino in loro favore, chiedono almeno "per piacere"!) .
    😎    Natale Pellizzer