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lunedì 3 ottobre 2016

DIAVOLO D'UN GENDER

Che delusione Papa Francesco che finge di credere alla fantomatica "teoria del gender".
... Papale papale, dopo aver sottolineato che per lui "i sessi sono due", ecco le altre sue precise parole: "C’è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".

Appena ho letto la notizia, mi sono sfogato con un tweet.
... Questo: Macché #gender, il #matrimonio caro #Bergoglio é già stato distrutto dalla retorica falsa e bigotta dei preti celibi e pedofili

sabato 5 marzo 2016

IL TRENO DI TOBIA

La notizia clamorosa, che in questi giorni sta scatenando il delirio, è questa: Nichi Vendola, secondo alcuni "benpensanti", sarebbe volato in America e ("per capriccio", grazie al cosiddetto "utero in affitto") avrebbe "comprato" un bambino.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!


Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.

D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".

Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.

Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?

Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.

BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.

domenica 29 marzo 2015

MOGGI SANTO SUBITO

Adesso, dopo essersi sempre atteggiato a martire di Calciopoli, Luciano Moggi  pretenderebbe di fingersi anche a “martire della Fede”.
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!

E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».

martedì 20 gennaio 2015

IO SONO IO

Il "politicamente corretto" è un dovere. Sempre e comunque. La satira può avere i suoi linguaggi (più disinvolti), ma non è infallibile e dunque è criticabile quanto un qualsiasi articolo di giornale.
... Peraltro: con l'ironia si possono veicolare anche messaggi falsi o pericolosi (i nazisti, con la scusa della satira, disegnavano gli ebrei col naso adunco). E dunque: prima di toccare la Madonna o Maometto, la nostra satira dovrebbe pensarci bene. Perché parliamo di figure che non conosciamo precisamente se non attraverso la lettura (molto personale), che ciascuno si è voluto dare. E dunque queste figure rappresentano qualcosa che non abbiamo il diritto di deridere, se non siamo proprio sicuri di aver capito quanto è realmente in ballo!

Noi pure eravamo dei barbari. Solo dopo tante crociate, tanti roghi, e tante stragi, abbiamo cominciato - con fatica - ad accettare che si possa ridere sulla nostra fede. E adesso, con fatica, ammettiamo perfino le barzellette su Gesù. Ma ovviamente questo non ci da il diritto di sghignazzare sulle fedi altrui (almeno si abbia pazienza, e si consenta anche agli altri di fare quel percorso che pure per molti di noi è stato faticoso!) .
… Che poi: magari aveva ragione la Santanché quando disse che Maometto aveva sposato una bambina (e dunque era, disse quella, solo un ped***lo). Ma lei, che ha appoggiato la guerra in Iraq (dove sono stati massacrati tanti bambini islamici), deve solo stare zitta.

Anche perché Maometto, se fosse realmente esistito e se fossero vere certe insinuazioni su di lui, appartiene comunque ad altre epoche. E oggi viene spiegato e re-interpretato in mille modi.
... Quanto alla Santanché, invece, sappiamo con certezza che le porcherie della destra pseudo-kattolica le ha appoggiate tutte. Pubblicamente, senza se e senza ma. E non c’è interpretazione che la possa assolvere dalle porcherie di cui si è resa complice. Inoltre: deve mettersi in testa che il terrorismo e lo stragismo non appartiene solo agli altri: i terroristi cristiani (alla maniera di Breivik) esistono ancora, e fanno anche più morti di quelli che in questi giorni ci hanno fatto tanta impressione.



I
l video del Gesù che canta sguaiatamente "I Will Survive" (inno delle femministe, ma anche dei gay), ha fatto sorridere molta gente. Quel Gesù sculettante, che finiva addirittura sotto un camion, era molto volgare e provocatorio nei confronti di chi si professasse cristiano. D’altra parte, oggi, anche la vecchina più bigotta, di fronte a quella scenetta, non perderebbe neppure tempo a protestare: semplicemente si volterebbe dall’altra parte con aria rassegnata e un po’ schifata.
… Ma, ecco, quando ci scandalizziamo per certo fondamentalismo islamico, dobbiamo ricordare che noi abbiamo conquistato questa sicurezza e questa tolleranza solo dopo aver fatto scorrere molto sangue. Infatti, se 100 anni fa un cattolico avesse preso in giro il Cristo con certi discorsi, avrebbe fatto una brutta fine (in realtà bastava anche molto meno: un tempo una ragazza poteva avere la vita rovinata anche solo perché rimaneva incinta senza essere sposata!).

Se Dio esiste realmente, si può supporre che sia superiore a qualunque vignetta o video che lo prende in giro. E magari lui per primo ci ride sopra. Il punto è che l’attualità (considerato il continuo confronto con altre religioni e culture) ci presenta molte buone opportunità ma anche molte angoscianti incognite). E dunque sarebbe forse il caso di non aggiungere provocazione a provocazione. Come dire: un po' di prudenza non guasterebbe!
… Naturalmente non ci si può stupire se qualche pazzoide neo convertito all'Islam progetta qualche strage: noi presunti cristiani sappiamo fare altrettanto (Breivik lo ha dimostrato). E non ci si può stupire se alcuni sedicenti islamici si sentono in guerra contro di noi: molti sedicenti cristiani (gli stessi che oggi dicono "io sono Charlie"), fino a ieri sputavano sulla satira e andavano a fare le guerre in Iraq dove ammazzavano tanti bambini innocenti.

Insomma, certe vignette contro l'Islam sono assolutamente fuori luogo (visto che i musulmani non hanno potuto fare il percorso che noi abbiamo già fatto), e fra l'altro non fanno manco ridere. Certe vignette seminano solo tanto inutile e pericoloso odio. Naturalmente resta pacifico che chi uccide è un criminale, ma in ogni caso l'ipocrisia di questi giorni è insopportabile, e quelli che ieri criticavano "Charlie Hebdo" sono gli stessi che oggi si fingono loro estimatori.
… Pertanto, è un idiota chi ha disegnato Maometto nudo e con gli attributi al vento. Ed è insensato provocare i musulmani offendendo una religione che non ci appartiene.

Quelli che difendono il crocefisso e il presepe, dovrebbero come minimo provare fastidio di fronte alla vignetta, pubblicata sul Charlie Hebdo, della Trinità che “faceva il trenino” (nel senso che nel disegno si vedevano le tre Persone che si inchiappettavano tra di loro). Ma dovrebbero inorridire anche di fronte alla vignetta di Maometto nudo e crudo. Perché quelle a vignetta offendeva anche troppe persone che amano la pace e la convivenza.
… In ogni caso io non sono Charlie. Io sono io, e basta. I miei eroi sono quelli che hanno cercato di salvare delle vite. Come quel Bathily (il commesso musulmano che ha salvato alcuni ebrei chiudendoli nella cella frigorifera). 

lunedì 8 dicembre 2014

LA FEDE, IL PUNTO "G"

Ateo? Io lo sono stato, certo, ma poi ho capito che la mia era solo - parlo per me, ovviamente - una reazione isterica. Insomma, era solo un infantile condizionamento alla religione che mi era stata imposta col battesimo. Per cui, ho deciso, infine, che era più serio optare per l'agnosticismo. Anche perché non trovavo serio (serio sempre e solo per me), dire che non esiste una entità che viene descritta in modo tanto vago ed impreciso. Ma certo: come posso negare l’esistenza di quel che non mi è chiaro?

Proclamarmi ateo (e/o negare Dio), sarebbe per me come dire che non esiste il "punto G". Nel senso che fino a quando non capisco in cosa quello consista (e fino a quando tutti lo immaginano secondo i loro gusti estetici e secondo la loro morbosa fantasia), trovo ridicolo negare che possa esistere un qualcosa che possa essere chiamato e/o definito in quel modo.
... E non è un caso se la maggior parte degli atei di mia conoscenza, quando parlano delle religioni, dimostrano di essere dei bulletti ignoranti e cafoni che si sono fermati alla barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto.

Anche se gli atei dicono di non credere a nessun Dio, in genere sentono il bisogno di calmare la loro “paura del buio” affidandosi a qualcos'altro che trovo ben più ridicolo (ad esempio credono allo zodiaco, oppure sentono il bisogno di immaginare un altro tipo di Paradiso abbracciando idee, teorie, filosofie che trovo altrettanto fideiste).
... In ogni caso l'intelligenza (come la stupidità), è trasversale. Bisogna farsene una ragione. Per dire: conosco molti atei che sono ossessionati dalle scie chimiche, oppure sono diventati vegani. Questi ultimi, nel nome dell'ateismo, sostengono che gli animali hanno la stessa dignità degli umanoidi, e mi considerano un criminale se mangio una trota.

Morale: non c'è superiorità degli uni sugli altri, perché atei e credenti (assieme, appassionatamente), hanno l'abitudine di gridare "al lupo, al lupo" abbracciando teorie e filosofie che rivelano ancora una volta il loro approccio fideistico alle cose.
... Dopo di che, essendo agnostico, non dico che la dieta dei vegani non abbia anche molti innegabili meriti. E, per dire, non affermo che il pericolo delle scie chimiche sia inesistente (mi limito ad osservare che chi ne ha parlato fin qui lo ha fatto senza portare - per quanto mi riguarda - prove convincenti).

A proposito, non ha senso chiedere con enfasi "come hanno fatto due canguri a partire dall'Australia ed entrare nell'Arca di Noè". Perché neppure Santa Romana Chiesa, pensa davvero che le parabole bibliche vadano prese alla lettera. E dunque chi chiedesse questo dovrebbe rassegnarsi a fare un altro lavoro, e lasciare che a fare l'ateo sia solo chi quel mestiere lo sa davvero fare.
… Perché, insomma, penso che un tema così divisivo come la Fede non dovrebbe riportarci indietro a quando gli atei mangiavano i bambini e i devoti vedevano la Madonna che piangeva sangue. Per il semplice motivo che di strada - da quei giorni - ne è stata fatta tanta. E dunque bisogna procedere nella discussione evitando di avvitarci su discorsi che ci fanno solo perdere tempo prezioso.

martedì 19 agosto 2014

LE SERPI IN SENO

Era già successo che un rappresentante del Movimento 5 stelle mostrasse comprensione per i terroristi islamici. E nessuno, allora, aveva gridato allo scandalo. Ma quando Alessandro Di Battista ha chiesto che ci si confrontasse con queste belve (come se i terroristi - questi terroristi -  fossero persone democratiche con cui si può discutere amabilmente e rispettosamente), è stata l'ira di Dio.
... D'altra parte, anche alcuni filosofi e intellettuali nostrani, in passato, hanno cercato di menare il can per l'aia mettendo sotto accusa l'occidente  per il suo presunto "materialismo senza valori" e per il suo "individualismo sfrenato". Proprio quando, contemporaneamente, sembravano giustificare le scelte estreme dei kamikaze e dei tagliagole!

Va ricordato, a tale proposito, che Gianni Vattimo (tanto per fare un esempio a caso), ha pubblicamente esibito la sua - quasi - ammirazione per Hamas. E invece il suo disprezzo - totale - per Israele. Coi soliti anacronistici argomenti.
... Ed ecco, allora, il pensiero stupendo (tratto da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera"), di Angelo Pianebianco: «Confrontate quanto i nemici europei di Israele hanno detto e scritto in questi giorni su Gaza con “l’assordante silenzio” che essi hanno rigorosamente mantenuto nei confronti delle stragi jihadiste di cristiani che si consumavano nello stesso momento. E capirete. L’ostilità per Israele è oggi il comun denominatore, l’elemento che accomuna, e avvicina, gli europei alienati e l’estremismo islamico. E prepara i primi al ruolo di alleati del secondo. In nome della comune avversione al materialismo e all’individualismo occidentali […]. Come diceva l’economista Joseph Schumpeter, solo il capitalismo occidentale, fra tutte le formazioni sociali esistite, ha avuto la particolarità di allevare e mantenere un così grande stuolo di intellettuali (e di pseudo-intellettuali) che vorrebbero distruggerlo. È questa incomprimibile quota di alienati, sempre presente, sia pure in proporzioni variabili, in tutte le società democratiche occidentali, a fornire, a seconda delle posizioni sociali occupate, manovalanza oppure copertura e appoggio intellettuale ai movimenti totalitari, a costituirne le quinte colonne».

sabato 9 agosto 2014

L'ITALIA CHE ODIA ISRAELE


Se la mia compassione va ai palestinesi, la mia simpatia va ad Israele. E in quanto al tifo da stadio, per gli uni o per gli altri, quello lo lascio agli imbecilli (ce ne sono in Israele, a Gaza, e perfino in quella Italia che ha invaso l’Iraq: e noi l'abbiamo bombardato senza manco la scusa dei missili di Hamas, peraltro!)

Bisogna ficcarselo in testa: nell’immediato la soluzione al conflitto arabo-israeliano non esiste. Inutile cercarla. Come dire: è una missione impossibile.
... La prenderei più alla larga, e magari dovremmo chiederci cosa possiamo fare per approcciarci ad un simile conflitto con atteggiamenti più riflessivi e meno ideologici. Perché, guardando in giro per la rete, mi rendo conto che tutti rilanciano post che si limitano a dire quanto è brutta la guerra (troppo facile e inutile da parte di chi sta comodamente seduto davanti al computer!). Peraltro senza mai riuscire a proporre un qualche compromesso (questo bisogna cercare: non una soluzione - parola grossa! - ma un compromesso dignitoso per tutti).


Se dovessi dirla in breve:
la mia compassione va sicuramente al popolo palestinese, che soffre enormemente di più (non ai loro capipopolo, primi responsabili della situazione).
D'altra parte, la mia simpatia va ad Israele, che non difende solo i suoi confini e i suoi figli: colpendo i tunnel di Hamas, gli uomini-talpa e i kamikaze, Israele difende i principi e i valori che sono alla base della convivenza. E soprattutto colpisce l'orrore di una organizzazione terroristica che rende la vita difficile prima di tutto ai palestinesi (che indottrina fin da bambini, educandoli alla guerra e all'odio non solo per Israele, ma anche a noi occidentali tutti).
... E invece il tifo lo lascio agli imbecilli. Di entrambe le squadre: quella dei cretini che acriticamente difendono i coloni, con la scusa che gli insediamenti sarebbero solo una misura “momentanea” (come se le case avessero le ruote!), e quella dei somari che acriticamente difendono i palestinesi (si ricordano che fine hanno fatto Vittorio Arrigoni e Angelo Frammartino, uccisi per mano dei loro "amici" palestinesi?).


Possiamo girarci attorno finché vogliamo:
Hamas è una organizzazione terroristica che non riconosce Israele,
e che sostanzialmente vuol solo difendere il suo fallimentare impianto ideologico e la sua fallimentare politica. Non è strano che Hamas faccia il suo lavoro di morte. Il fatto strano è che possa essere considerata forza di governo, che la si giustifichi con ogni scusa quando quei ceffi sfruttano i soldi (che mandiamo anche noi), per realizzare tunnel, comprare razzi, e “preparare” gli uomini-bomba (anziché per migliorare la vita della povera gente!).
... Ed è altrettanto strano che si pretenda da Israele che ignori tutto questo (come se i razzi fossero un giochetto per bambini e non strumento di morte!).


Capisco che è faticoso
istruirsi su cosa è Hamas, e chiedersi chi sono quelli di Boko Haram. Capisco che è faticoso informarsi su cosa avviene in Siria, in Libia, e nell’Africa degli scontri tribali e delle malattie come l'Evola. Capisco che non è divertente analizzare i discorsi dei califfi e dei vari Bulent Arinc (quello che non vuole donne che ridono in pubblico).
... Capisco che conviene fare i buonisti, e ci si rende antipatici a far notare, per esempio, che sugli esuli - quelli veri, ma anche quelli finti che buttano i documenti perché sono dei criminali - c’è tutto un lurido mercato (quello degli scafisti, quello del lavoro in nero, quello di chi li ospita a caro prezzo, quello di chi finge di aiutarli e invece li sfrutta politicamente, eccetera).

E dunque, se riflettere e documentarsi è così faticoso, è ovvio che conviene riproporre i soliti stolti e insulsi ritornelli che si sono imparati a memoria. Meglio dunque limitarsi a rilanciare foto e video di incerta provenienza e dall’incerto significato (ma di sicuro impatto emotivo!). Meglio esibire cartine geografiche dove la storia della Palestina e di Israele viene riassunta in quattro disegnini che di storico non hanno nulla (ma che ci assicurano tanti "mi piace" e tante "condivisioni").
... Per cui succede anche questo: che chi ha avuto la bella idea di occupare il teatro Valle a Roma (e il Leoncavallo a Milano), spesso e volentieri ha la faccia tosta di contestare gli Insediamenti di Israele. Quell’Israele che poi definiscono perfino “Stato nazista e terrorista”.

Finché noi (sazi e beati), parteggiamo per l’uno o per l’altro (manco fosse una partita in cui si tifa per una squadra o per l’altra), non facciamo altro che soffiare sul fuoco. E se giustifichiamo le aggressioni agli ebrei sparsi per il mondo (magari con la scusa che anche quelli, spesso, difendono Israele), allora sarebbe giusto che gli islamici sparsi per il mondo aggredissero tutti i turisti italiani che incrociano per strada.
... Ai loro occhi noi, in quanto italiani, abbiamo aggredito l’Iraq. Senza manco la scusa di avere i missili di Hamas che ci arrivano in giardino.

domenica 6 luglio 2014

LA FOGLIA SUL PISELLO

Quando si è realmente democratici, non ha molto senso specificare che si è anche antirazzisti. Perché dovrebbe essere una ovvietà, questa (visto che una persona realmente liberale e progressista non può nutrire certe balzane idee!).
... Per questo, quando una persona di sinistra con tanta enfasi e insistenza si proclama antirazzista, io ne deduco che nei fatti, probabilmente, non lo è. E ne deduco che appartiene casomai a quella sinistra imbecille, troglodita, e antidemocratica che ha nei confronti dei migranti un tono schifosamente paternalistico (quell'atteggiamenteo fondamentalmente razzista che offende per primi proprio loro). E il perché è ovvio: si è paternalisti con i bambini, con chi ha un handicap psichico, o con chi si reputa comunque inferiore, non con qualcuno a cui si riconosce la nostra stessa dignità!


La cosa assume toni grotteschi quando entrano in campo i diritti religiosi. Succede, infatti, che certi atei di sinistra - in quanto indifferenti alla Fede - non riescono a cogliere i grandi valori (e quindi anche i gravi limiti), di certe religioni.
... E conseguentemente a tutto ciò hanno il vizietto di considerare le varie usanze tribali alla stregua di tanti handicap che vanno tutelati con regole e concessioni specifiche. Come se si trattasse della gentile concessione di chi si sforza di essere comprensivo e tollerante perché ritiene inconsciamente di essere culturalmente superiore a quei poveretti - pensano questi atei - che si ostinano a credere nell'essere immaginario chiamato Dio. E il risultato finale è che, praticamente, essere islamici dovrebbe - secondo queste anime belle - procurare un qualche punteggio d'invalidità: ma per favore!


L'ateo e sedicente antirazzista Nicola Atalmi (responsabile per la sicurezza e per l’immigrazione della Cgil provinciale di Treviso), ha proposto che in fabbrica siano riconosciute delle facilitazioni a quei lavoratori musulmani che, volendo seguire il Ramadan, non assumono cibo e acqua dalle 5 del mattino alle 10 di sera (come prescritto dalla loro religione).
... Ma gli ha subito risposto Andrea Guarducci, anche lui della Cgil: «E’ demagogia. Si rischia di dare spazio a integralismi. Si potrebbero avere ebrei che rifiutano di lavorare il sabato o cattolici che disertano i turni la domenica».


Pensandoci bene: mi rendo conto che io, se avessi voglia di andarmene in giro col pisello al vento (magari per il caldo), non dovrei far altro che inventarmi una nuova religione. Potrei dare il via ad una dottrina che mi obblighi a seguire il look che il buon Dio aveva stabilito per Adamo ed Eva quando erano nel giardino dell'Eden. Eventualmente (se mi accorgessi di non avere granché da esibire), potrei sempre ricorrere ad una fogliolina di fico da applicare sui paesi bassi: alééé!
... Poi mi piacerebbe vedere se Nicola Atalmi (e tutti quei finti antirazzisti che difendono il burqa, e tutte le altre minchiate), verrebbero a difendere anche i miei, di principi religiosi! Vorrei vedere se oltre al "fratello rom", al "fratello nero", e al "fratello islamico" (che probabilmente si offende perché considera "fratelli" solo i suoi correligionari), questi presunti antirazzisti difenderebbero anche un "fratello" naturista che - per motivi di fede, s'intende - si presenta in fabbrica col batocchio bene in vista.

lunedì 6 gennaio 2014

SE DIO E' MORTO, DARWIN PURE

Se la Befana non esiste, che dire di Gesù Bambino e dei re Magi? Se qualche cattolico crede ai miracoli di Medjugorje (che la Chiesa Cattolica per il momento non riconosce), che dire degli atei bolscevichi che hanno creduto nel comunismo fanatico e assassino? Ancora: se credere nell’infallibilità del Papa non ha senso, che dire di chi crede agli Ufo, alle scie chimiche, o agli spiriti maligni? E non ci dovremmo forse preoccupare di chi, nel nome del razionalismo ateo, crede nel darwinismo sociale?
… Su Facebook ho partecipato ad una discussione in cui qualcuno metteva in ridicolo i cattolici e la Bibbia. Non essendo io né credente né ateo (ma agnostico), mi rendo conto di quanto sia pericoloso trasformare certi argomenti in un pollaio inconcludente. E dunque mi sono intromesso per dire come la penso. Praticamente sostenendo quanto segue.



1) Nel corso della Storia ateismo e Fede hanno entrambe alimentato tante (troppe), idee ridicole e infami. Ed entrambe hanno scatenato troppo spesso odio, morti, guerre, e quant’altro. A noi tutti (atei, credenti,indifferenti, o agnostici come il sottoscritto), spetta il compito di riportare la calma. Affinché la discussione diventi un momento di dialogo, e non si trasformi in un pollaio meschino, chiassoso, e inconcludente.
Intanto: non è vero che i cattolici sono tutti bigotti e gli atei son tutti concreti e razionali, così come non è vero che i cattolici sono tutti sensibili e gli atei sono tutti materialisti. Sia in un campo che nell’altro possiamo trovare tutto e il suo contrario.
Ad esempio: molti cattolici - probabilmente la stragrande maggioranza -sono favorevoli ai rapporti prematrimoniali, al divorzio, e addirittura all'aborto (sebbene, questo ultimo, sia considerato dalle gerarchie cattoliche un omicidio). D'altra parte, anche all'interno del mondo "ateo" potremmo trovare gente che crede al complotto ebraico, all'omeopatia, alle scie chimiche, al metodo Stamina, ai segni zodiacali. E infatti, incredibile ma vero, ai giorni nostri tanti atei pro-aborto (spesso di sinistra), considerano invece un crimine odioso uccidere un pollo, e per questo sono diventati vegani. Per non parlare di quegli atei che considerano normale (magari nel nome del divino Darwin), fottere il prossimo!

2) Immaginare un mondo in cui gli atei vedono le cose in modo obiettivo e i devoti credono ancora alla befana, è quanto meno un po’ semplicistico. Perché, insomma, i cattolici non sono allineati sempre e comunque coi vertici della Chiesa (come ci piacerebbe immaginare per detestarli meglio), e dunque non è corretto attribuire loro certe idee, magari allo scopo di renderli più ridicoli. Peraltro, nel campo avverso, molti diventando atei hanno adottato filosofie più dogmatiche di prima, e assunto atteggiamenti più rigidi che mai (perché si da il caso che costoro hanno smesso di andare in chiesa, ma prima o poi hanno desiderato e predicato altri paradisi insulsi e ridicoli: quei paradisi che se un tempo erano – poniamo – il socialismo e il comunismo, oggi si chiama scientismo, New Age, o qualche altra trovata del genere).

In quanto a chi dice che la Bibbia racconterebbe solo fregnacce: tutti dovrebbero ormai sapere (io lo so da quando sono bambino), che la storia di Adamo ed Eva non è considerata dalla stragrandissima parte della Chiesa né un racconto storico, né un saggio scientifico. Perfino "Famiglia Cristiana" spiegò molti anni fa che Gesù non è nato il giorno di Natale, che i magi non sono tre, eccetera. D'altra parte dovrebbe essere ormai pacifico che per la Chiesa la Bibbia non deve essere presa alla lettera.
... Morale: siccome non siamo (per fortuna!), nella Russia dei bolscevichi, nella Cina di Mao, o nella Cuba dei Castro, quando si descrive l'altro (avversario, o nemico che sia) diventa controproducente esagerare. Altrimenti c'è il rischio di perderela nostra credibilità. Che non è poco.

3) Gli atei che citano la Bibbia per metterne in ridicolo alcune affermazioni assomigliano molto ai testimoni di Geova. Questa setta cita i passi (in lingua italiana), della Bibbia. Proprio come se quella fosse stata davvero scritta da nostri connazionali. D’altra parte, la Chiesa sa (e, seppur a denti stretti, qualche volta lo ribadisce), che perfino San Paolo parla del "primato della coscienza". E dunque, citare il tal comandamento o il quell'altro precetto, vale quel che vale: poco o niente.
… Non a caso la Chiesa ha stabilito alcuni criteri per leggere i cosiddetti testi sacri. Ad esempio affermando questo:
«... Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ...».

4) Se è vero che Santa Romana Chiesa ha molte colpe, pur tuttavia non possiamo attaccarla con argomenti sciocchi e penosi. Altrimenti loro avranno gioco facile a smontare i nostri discorsi con qualche parolona. Fra l’altro: se il clero usa il "latinorum" non è per caso, o perché hanno fatto il classico. In realtà loro ci giocano, su questo. Intanto perché sanno che molti non conoscono quella lingua morta. E poi perché sanno che il latino intimorisce, conferendo loro quella (finta) serietà e quella (fasulla)autorevolezza che viene da certe fumoserie. In quanto alla Bibbia: da agnostico non saprei definirla, e neppure mi interessa: io che amo questo libro (meglio: questa raccolta di libri), sono interessato solamente a non vederla insultata con discorsi che reputo puerili.
Se infatti è puerile che un credente voglia citarne un passo per dimostrarne la (presunta) grandezza, è altrettanto puerile che un ateo la citi per dimostrarne l'arretratezza (… sai che novità! Sai che scoop!).

… Inoltre: se qualcuno crede ad Adamo ed Eva perché lo dice la Bibbia, è un problema suo (la Chiesa non vieta di pensarlo, su questo oggi non fornisce risposte precise). E che la Chiesa lo abbia insegnato nel passato ha ormai una importanza relativa (col latinorum, o con qualche funambolismo verbale, questi riescono a giustificare perfino certi crimini, altro che la teoria creazionista!).

5) Uno, volendo, può credere che per combattere il clericalismo basti raccontare la barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto. Un altro può pensare che basti leggere il versetto dell'Antico Testamento in cui Dio comanda agli ebrei di "sterminare uomini, donne, bambini, e animali" (questo passo esiste davvero). Un altro ancora può pensare che basti raccontare del prete che ha visto coi suoi occhi comperare dieci video porno in un colpo solo. Io, invece, penso che dopo tanti secoli in cui la gerarchia cattolica ha tiranneggiato in lungo e in largo, avremmo dovuto capire che prima di affrontarla bisogna almeno armarsi. E non con fucili di latta che ci scoppiano in mano!
Non possiamo farla più semplice di quel che è, polemizzando facile facile! Magari certi discorsi funzionano quando si parla tra di noi non devoti, ma se vogliamo mandare in crisi i baciapile e i clericali bisogna (a mio modesto parere) studiare un po' di più. Anche sulla presunta "infallibilità" del Papa bisogna considerare che di quel dogma ormai la Chiesa parla se costretta a ciò dagli atei. E il motivo è chiaro: i preti se ne vergognano, anche se non lo ammettono. Quella teoria la ribadiscono controvoglia, con molte peripezie verbali, con mille precisazioni e 10milla contorsioni.
… Inoltre: che il loro "teologare" sia un giochetto per incantare i polli è cosa fin troppo ovvia. Ma dev’essere chiaro che in ogni caso non sono così sciocchi da dire: "noi siamo infallibili". Anzi, se serve ribadiscono che “tutti gli uomini prima o poi sbagliano, tutti gli uomini sono peccatori” (… per poi precisare che tuttavia, comunque, però, però, però, etc. etc.).
E noi, se vogliamo incastrare questi furboni , dobbiamo sapere almeno cosa vuol dire "infallibilità ex cathedra". Tanto per cominciare.

6) A proposito di infallibilità “excathedra”: la mia sensazione è che gli argomenti con cui i clericali spiegano questo dogma, siano adatti più ad un illusionista che ad un uomo di Fede. Inatti lo giustificano con lo stesso zelo e la stessa enfasi di un  prestigiatore. Un po’ come quando l’illusionista sembra compiere degli ampi gesti con la mano, e tu pensi "che eleganza!" (ma ecco, proprio con quel gesto lui ti ha fregato, perché non ti sei accorto che con l'altra mano ha tirato fuori qualcosa dalla tasca!).
E comunque: io non accuserei di queste furbate tutta la Chiesa (anche per non dare corda a certe giustificazioni che ben conosco e che allungano solo la polemica!).
… Io (ma è solo il linguaggio che preferisce il sottoscritto) preferisco parlare in certi casi di "gerarchia", altre volte di "Vaticano", altre volte di "Santa Romana Chiesa", eccetera. Esattamente come quando parlo di cattolici col K (i  "kattolici"), e cattolici con la "c" (i "cattolici non fanatici"). Questo per non dare l’impressione di voler generalizzare, e per esprimere diversità di giudizi che andrebbero sottolineati sempre e comunque.

           Natale Pellizzer

lunedì 18 marzo 2013

ARIA NUOVA IN CUCINA

Forse è un po’ troppo presto per gridare “Alleluia”. Ma come minimo si può dire che il nuovo Papa è una personcina educata. Infatti si affaccia dal balcone per augurare “buona sera” e “buon pranzo”. E mette allegria: prima saltella mostrando il pollice alzato, poi dice che il pessimismo è ispirato direttamente dal diavolo.
… Ecco, magari i suoi “fratelli cardinali”  potrebbero trovarlo un po’ troppo estremista quando confessa certi perversi desideri (“Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”). Ma è tutta salute, questa, per un Vaticano che fino a ieri sembrava preoccupato più degli stucchi che del messaggio evangelico!

Magari prima o dopo ci darà dei dispiaceri. Ma intanto il nuovo Papa sembra essere rispettoso dell’altrui pensiero, e sembra preferire il silenzio alla retorica e alle giaculatorie.
… Già quando si era presentato al mondo, aveva chiesto di fare “in silenzio questa preghiera di voi su di me”. E pochi giorni dopo, incontrando i giornalisti di tutto il mondo, per rispetto alla fede (o non-fede) ci ciascuno, ha spiegato: «Dato che molti di voi non appartengono alla chiesa Cattolica, altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando le coscienze di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di dio».

In attesa di capire che ne sarà dell’anello d’oro (e di tutte le altre chincaglierie che avevano caratterizzato l’ultimo pontificato), possiamo mandare un salutino al crucco dalle belle scarpe rosse: grazie per aver mollato l'osso! E un bacino anche ai ruffiani e ai ciambellani che gli stavano attorno tutti orgogliosi nelle loro subdole livree.
… Le cose cambiano, carissimi, fatevene una ragione: bye bye trono, bye bye crocefisso tempestato di pietre preziose, bye bye merletti, bye bye trucco e parrucco, bye bye mantelline d’ermellino, bye bye Ruini (che vorrebbe ancora dire la sua), bye bye Scola (che non ce l’ha fatta). E tu, Bertone, riga dritto e statte accuorto!

martedì 19 febbraio 2013

PAPITO VATTENE



Nessuno, ma proprio nessuno, è profeta in patria. Succede anche a Ratzinger, che  in Germania si direbbe non essere affatto amato. E casomai detestato, perfino adesso che è dimissionario e triste.
... E infatti il ‘Die Tageszeitung’, in questi giorni, ha scritto che “è un bene che Benedetto XVI se ne vada”. E ha precisato che sarebbe parimenti un bene se lui “fosse l'ultimo papa della sua specie”.


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Da un articolo del "Die Tageszeitung"
(tradotto e poi pubblicato sul settimanale "Internazionale")


È un bene che Benedetto XVI se ne vada, perché non funziona niente, né in Vaticano né nel resto del mondo cattolico. Nei suoi quasi otto anni di pontificato, il papa è riuscito perfino a superare i timori che si nutrivano nei suoi confronti. Il rappresentante di Dio in terra, scelto dagli esseri umani, ha mostrato poco interesse sia per i numerosi crimini sessuali commessi all'interno della sua istituzione sia per la possibilità di contrapporsi all'organizzazione fascistoide Opus dei.
Che si tratti di donne, di omosessuali, di aids, di stupro o di diritti umani, è praticamente impossibile esprimersi in modo più reazionario di questo papa […]. Che Cosa attribuisce questa autorità al pontefice? Per quale motivo il papa ha più potere e ragione di tutti gli altri e perché questa visione di sé totalitaria e maschile non è stata ancora rifiutata dal resto del mondo, il mondo in cui viviamo?
Sarebbe bello se Benedetto XVI fosse l'ultimo papa della sua specie e se presto sui libri di storia si potesse scrivere: "Le dimissioni di questo papa diedero inizio a una nuova era. La chiesa cattolica aveva capito che così non poteva più andare avanti".

sabato 24 novembre 2012

LEGA DELLA MADONNA!

  Quando un kazzaro è in cattive acque, si affida al cielo.
... E quel trombato di Umberto Bossi (ormai abbandonato dal dio Po, e guardato a vista solo da quei fanfaroni dei suoi ammiratori), ha deciso di buttarsi corpo e anima nelle braccia materne della Madonna.

  Alleluia alleluia. Andrà a Medjugorje, il Senatùr!
... E chissà che non si porti dietro anche la sua svitata famiglia (pure il figlio Renzo, in arte Trota: quel nullafacente che, da consigliere regionale, ha chiesto una legge per rendere obbligatorio il crocefisso in ogni edificio delle Regione).

Su Medjugorje, il delirio di Padre Amorth

giovedì 1 novembre 2012

SPIRIT IN THE SKY

A proposito di Halloween: se in questi giorni i crisantemi e le zucche cominciano a fare un tantinello schifo, se anche le maschere da pipistrello (o da fantasmino) danno ormai noia, resiste ai tempi e alle intemperie la profonda e trascinante religiosità della psichedelica preghiera di Norman Greenbaum.

... Norman Greenbaum, il vecchio genio che irride ai corvi e ai menagramo gridando:
«Gesù è un mio amico, quando muoio lui mi innalzerà con lo spirito nel cielo. E’  lì che andrò quando morirò. Andrò in quel luogo che è il migliore, andrò in quel luogo che è il migliore».





Tra un dolcetto e uno scherzetto, prima e dopo una visitina ai trapassati, ripropongo (con la scusa delle feste di questi giorni), le parole di Norman Greenbaum. Ovvero: il testo della celeberrima “Spirit in The Sky”.

When I die and they lay me to rest / Gonna go to the place that's the best
When I lay me down to die / Goin' up to the spirit in the sky
That's where I'm gonna go when I die / When I die and they lay me to rest
Gonna go to the place that's the best

Never been a sinner I never sinned / I got a friend in Jesus
So you know that when I die / He's gonna set me up with
The spirit in the sky / Oh set me up with the spirit in the sky
That's where I'm gonna go when I die / When I die and they lay me to rest
I'm gonna go to the place that's the best / Go to the place that's the best


 
"SPIRIT IN THE SKY" (Dr. & The Medics)

domenica 7 ottobre 2012

L'OGGETTO IN QUESTIONE

  Il quotidiano dei vescovi italiani ("Avvenire"), ha spiegato che Paolo Gabriele, essendo "aiutante di camera" del Papa, fino a ieri figurava nell' Annuario Pontificio come uno dei "familiari" di Sua Santitudine.
... Ora, siccome Santa Romana Chiesa strilla ogni santo giorno su cosa debbe intendersi per "famiglia", se ne deduce che il Vaticano stesso ha le idee parecchio confuse sul tema. E si capisce che sulla questione siano un pò schizofrenici: l'Oltretevere impone (e si autoimpone) il celibato e la castità. Poi, però, pretende di dettar legge su come si fa sesso. E ci insegna financo come ci si sposa e come si educano i figli. Con risultati, ovvio, davvero esilaranti.

  Frattanto: la condanna al "maggiordomo" del Papa (in verità assai mite, perché bisognava tenerlo buono nella speranza che non rivelasse altro di imbarazzante), è stata pronunciata "in Mome di Sua Santità Benedetto XVI, gloriosamente regnante". E solo dopo che il tribunale ha "invocato la Santissima Trinità".
Ma a questo punto uno se lo chiede: che giustizia è quella ha impedito al "corvo" Paolo Gabriele di aprire il suo cuore? Perché, insomma, bisogna ricordarlo: il maggiordomo sostiene di aver fatto tutto ciò per amore della Chiesa e del Papa. Sostiene di aver voluto far conoscere il marcio che circonda il Pontefice. 
E voleva dimostrare - questo infine l'asserito movente del suo crimine - che Benedetto XVI viene tenuto all'oscuro di tante cose, al fine di manovrarlo meglio. Ma quando stava per fare qualche esempio di questa sua convinzione è stato subito bloccato dal giudice Giuseppe Della Torre (che lo ha zittito con queste fulminanti parole: "La prego, s'attenga all'oggetto in questione!").
  Inoltre: che giustizia è quella che ha tenuto fuori dal processo le persone e gli ecclesiastici che "Paoletto" ha indicato come suoi confidenti, nonché ispiratori delle sue affannose ricerche? Che giustizia è quella che tira in ballo l'invisibile Spirito Santo, se anche Paoletto dice di aver rubato i documenti del Papa per ordine della Santa colombella?
... E infine: che giustizia è quella che parla un linguaggio medievale in cui il tiranno tedesco sarebbe "gloriosamente regnante"? Forse il Vangelo non è stato sufficientemente chiaro quando ha spiegato che i cristiani non pensano né a regnare in questa terra, né alla gloria in questa vita?

domenica 16 settembre 2012

NO MARTINI, NO PARTY!

No Martini? No party! Insomma, ma dove lo troviamo un altro cardinale come Carlo Maria Martini? Lui non solo ha dialogato con gli atei, e trattato perfino coi brigatisti. Lui ha fatto di più: oltre a spiegare che la Chiesa è “indietro di 200 anni”, ha difeso l’amore dei risposati, ha aperto all’eutanasia, ha cercato Dio su Wikipedia, e ha curato la sua malattia… con la musica di Mozart!

  Martini e l’eutanasia
C’è poco da girarci attorno. Martini sosteneva il diritto ad una morte dignitosa:
«Non si può mai approvare il gesto di chi induce la morte di altri, in particolare se si tratta di un medico. E tuttavia non me la sentirei di condannare le persone che compiono un simile gesto su richiesta di un ammalato ridotto agli estremi e per puro sentimento di altruismo, come pure quelli che in condizioni fisiche e psichiche disastrose lo chiedono per sé».

  Martini e internet

Sull’argomento, ecco le parole del cardinale, raccolte da Gianni Riotta per "La Stampa": «Su Internet incontro i grandi del passato e i dimenticati […]. Il progetto di Dio è un progetto comunicativo, cioè ampliare la comunione tra gli uomini, e anche il progetto eterno di Dio sarà una grande comunione di tutti con tutti, quindi certamente questi media s’inseriscono in questo progetto […]. Io uso spesso Wikipedia perché mi aggiorno cercando di usare il computer, per cui vedo piuttosto il lato positivo. Si capisce che si può usare male di questo fatto e quindi creare una democrazia che non sia uguaglianza di tutti ma sia attitudine negativa verso alcuni; però gli usi sbagliati, sempre possibili, non tolgono importanza agli usi buoni».

  Martini e i risposati
Con parole felpate, il cardinale ha sottolineato che i sacramenti non sono uno strumento per la disciplina, ma un aiuto soprattutto a chi è in difficoltà: «L'atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l'avvicinamento alla Chiesa della generazione dei figli. Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli. Se i genitori si sentono esterni alla Chiesa o non ne sentono il sostegno, la Chiesa perderà la generazione futura. Prima della Comunione noi preghiamo: "Signore non sono degno..." Noi sappiamo di non essere degni. […], l'amore è un dono. La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come può la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?».

  Martini, da Sant’Ignazio di Loyola... a Mozart

Il cardinale curava il Parkinson con la musica. Al mattino, quando non riusciva ad alzarsi o faticava a camminare, si infilava gli auricolari e ascoltava Mozart a volume sostenuto. Diceva che questo lo aiutava a riprendere il ritmo: «…Mi ha molto aiutato un libretto poco conosciuto, scritto nel 1500 da sant’Ignazio di Loyola, un santo che conosceva molto bene la psicologia umana e le sue debolezze […]. Soprattutto interessanti sono le indicazioni che si trovano in questo libretto sul come comportarsi quando ci si trova in questi stati detti anche “grigi” o di “umor nero”, o quando ci si accorge che la mente sta scivolando verso pensieri negativi e tristi. È allora molto importante non lasciarsi andare, non aprire la porta a questo tipo di pensieri, e invece scuotersi e favorire tutte quelle cose e attività che possono indurre a entusiasmo, gioia nell’agire, gusto di riuscire. La mia piccola esperienza in questo campo mi ha mostrato come possa essere importante in questo contesto anche l’uso della musica. Ciò vale in particolare per i malati di Parkinson. Per essi è molto importante muoversi e in special modo camminare a tempo e ritmo di musica. Tralasciando quindi altre indicazioni vorrei descrivere brevemente ciò che mi ha aiutato. Ho provato musiche di vari autori, ma alla fine ho concluso che la musica di Mozart è quella che maggiormente aiuta. Mozart infatti esprime mirabilmente, con brillantezza ed energia, la letizia del cuore umano e stimola a superare le fatiche, i blocchi, le difficoltà a muoversi. In particolare quando è necessario camminare, fare esercizio di deambulazione, la musica di Mozart aiuta a marciare a passo di musica e a superare tutte le remore e le difficoltà che tendono a bloccare o ad appesantire la marcia. Talora mi capita anche di muovermi nella mia camera, sotto l’influsso della musica, come a passo di danza e di mettere così con più facilità in ordine le cose o preparare il materiale per lo studio. Ho fatto l‘esperienza che è importante non soltanto sentire la musica che risuona nell’ambiente. Essa deve arrivare alle orecchie attraverso auricolari di vario tipo ed essere tenuta a livello un po’ alto. Infatti il suono che arriva in qualche modo al cervello stimola maggiormente il movimento e dà quel ritmo che invita a muoversi speditamente. Personalmente ciascuno potrà esercitarsi con diversi tipi di musica, e alla fine ciascuno sceglierà quella che trova più utile. Ma ritengo che in ogni caso la musica di Mozart costituisca un tesoro quasi inesauribile per chi voglia lasciarsi guidare e sostenere dal ritmo e dalla melodia e così dare vigore al suo agire. In essa chi voglia esercitarsi nel “pensare positivo” trova un aiuto concreto e discreto…».



Cecilia Bartoli nell'Alleluia di Mozart
("Exsultate Jubilate")



Dopo Cecilia Bartoli, per leggere un altro mio post sul cardinal Martini (con l'ultima clamorosa sua intervista),   cliccare qui

martedì 4 settembre 2012

L'ANTI-PAPA


Carlo Maria Martini, nel suo testamento spirituale, non ha badato ha spese. Papale papale, anzi: cardinale cardinale, ha spiegato che “la Chiesa è indietro di 200 anni”. Bisognerà cambiare, ha aggiunto, eliminare la troppa pompa e spazzare via la troppa cenere. E bisognerà chiedere scusa, cominciando dal Papa. 
Ancora: la Chiesa non deve aver paura del nuovo, e visto che l’amore vince su tutto deve riconoscere (e aiutare, anche con i sacramenti), chi si è dovuto risposare. Anzi, i sacramenti servono proprio ad aiutare chi è in difficoltà, e "non sono uno strumento per la disciplina" .
… A proposito dei risposati: praticamente il porporato ci ha fatto capire che non è onesto – e quindi neppure cristiano - fingersi umili quando si va a fare la comunione (magari dicendo: “Signore non son degno di partecipare alla tua mensa”), se poco prima abbiamo impedito ad una nostra sorella che ha un “secondo amore” di partecipare al Banchetto del Padre!



Dal "Corriere Della Sera", l’articolo-intervista al cardinal Martini
Ovvero: il colloquio di Padre Georg Sporschill e Federica Radice Fossati col porporato
(che avevano incontrato l’8 agosto scorso)


Come vede lei la situazione della Chiesa?

«La Chiesa è stanca, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l'apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi […]. Io vedo nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza. Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell'amore? […]».

Che strumenti consiglia contro la stanchezza della Chiesa?

«La Chiesa deve riconoscere i propri errori e deve percorrere un cammino radicale di cambiamento, cominciando dal Papa e dai vescovi. Gli scandali della pedofilia ci spingono a intraprendere un cammino di conversione. Le domande sulla sessualità e su tutti i temi che coinvolgono il corpo ne sono un esempio […]. Dobbiamo chiederci se la gente ascolta ancora i consigli della Chiesa in materia sessuale. La Chiesa è ancora in questo campo un'autorità di riferimento o solo una caricatura nei media? […]».
«Né il clero né il Diritto ecclesiale possono sostituirsi all'interiorità dell'uomo. Tutte le regole esterne, le leggi, i dogmi ci sono dati per chiarire la voce interna e per il discernimento degli spiriti […]. I sacramenti non sono uno strumento per la disciplina, ma un aiuto per gli uomini nei momenti del cammino e nelle debolezze della vita. Portiamo i sacramenti agli uomini che necessitano una nuova forza? Io penso a tutti i divorziati e alle coppie risposate, alle famiglie allargate. Questi hanno bisogno di una protezione speciale».
«La Chiesa sostiene l'indissolubilità del matrimonio. È una grazia quando un matrimonio e una famiglia riescono […]. L'atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l'avvicinamento alla Chiesa della generazione dei figli. Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli. Se i genitori si sentono esterni alla Chiesa o non ne sentono il sostegno, la Chiesa perderà la generazione futura. Prima della Comunione noi preghiamo: "Signore non sono degno..." Noi sappiamo di non essere degni […]».
«L'amore è grazia. L'amore è un dono. La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come può la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?».

Lei cosa fa personalmente?

«La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall'aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l'amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l'amore vince la stanchezza».

domenica 2 settembre 2012

COME HANNO VOTATO I MINATORI?

L’Europa ci ha spiegato che la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita non ha senso. E questo perché, tanto per cominciare, quel testo non ammette la diagnosi preimpianto (proprio mentre un’altra legge - ma tu pensa un pò - consente l’aborto terapeutico che è più doloroso e pericoloso).
... Il ministro - “tecnico”- della Salute (Domenico Balduzzi), ha pensato bene di fare una bella “riflessione” su questa bocciatura. E ha deciso che comunque bisogna attendere le motivazioni della sentenza (come se non fosse già tutto sufficientemente chiaro: ma evidentemente anche i ministri "tecnici" devono piegarsi ai desideri del Vaticano!).


A difendere una legge tanto insulsa, schifosa, crudele e vergognosa, restano i soliti noti del centro-destra berlusconiano, appoggiati dai soliti catto-ipocriti di complemento che stanno nell'altro schieramento. Qualcuno di questi isterici ha approfittato del momento per gridare “al lupo, al lupo”, pure straparlando di “eugenetica”.
... Come se il problema non fosse che - comprensibilmente - si vorrebbero fare figli possibilmente sani. Come se la questione fosse che gli italiani vogliono avere un bimbo alto, biondo, e magari con gli occhi azzurri!

Naturalmente i teocon del PdL (e i loro ruffiani che stanno altrove), sono consapevoli di poter continuare a starnazzare ancora a lungo. E si capisce: sanno che gli italiani sono sostanzialmente inidifferenti alla questione, quando non sono addirittura loro complici.
... E infatti quando si sono tenuti i quattro referendum sulla procreazione assistita il Belpaese ha preferito starsene a casuccia. Con la scusa che tutte queste "modernità" mettevano paura (come se la fecondazione eterologa fosse una cosa nuova e mai sentita prima, come se fino ad oggi non si sia mai saputo di bambini che non sono figli del loro padre ufficiale!).

E già, quando gli italiani sono stati chiamati a votare sulla legge 40, a larga maggioranza hanno deciso che le norme andavano bene così. Oppure se ne sono fregati beatamente di chi vorrebbe avere un figlio ma non ci riesce. E hanno preferito disertare le urne, seguendo il consiglio del cardinal Ruini.
... E se l’Europa non ci darà una mano, la legge 40 continuerà a proibire la fecondazione eterologa. Perché Santa Romana Chiesa ha deciso che adottare un bambino è cosa buona e giusta (magari pure nobile), ma “adottare” un embrione è peccato grave, e quindi ha da essere anche un reato.

A questo punto, considerato il tutto, uno se lo chiede: perché dovremmo essere solidali con chi non è stato solidale con i suoi simili? Perché dovremmo comprendere le ragioni di chi si oppone alla Tav, se gli stessi anti-Tav non si sono preoccupati di chi non può avere un figlio? Perché ci dovremmo preoccupare degli italiani disoccupati, se gli stessi hanno pensato solo ed esclusivamente a se stessi?
... Anzi, potremmo cominciare a stabilire una regola: un veneto bigotto, un sardo che si è tagliato le vene, o un siciliano con lavoro fittizio, prima di lamentarsi dovrebbe spiegarci per chi ha votato alle politiche  (quando e se ha votato), e magari dovrebbe spiegarci cos'ha fatto quando si sono tenuti i succitati referendum. Giusto per capire se dobbiamo aiutare questo nostro prossimo, oppure se dobbiamo lasciare questi nostri connazionali ai loro miti celtici, alle loro sceneggiate, ai loro pianti più o meno folkloristici.

LEGGE TALEBANA

Pensiero stupendo (a proposito della schifosissima legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita), quello di Filippo Facci. Il giornalista ha scritto che è “una legge medievale, inumana, fatta solo per compiacere il Vaticano e qualche folgorato teocon del cosiddetto Popolo della libertà”.
Grandiosa anche
(sullo stesso argomento), la vignetta di Staino che è stata pubblicata su “L’Unità”. Nel disegno si vede la bambina che va dal babbo e gli dice: “I vescovi sono arrabbiati per la bocciatura della legge 40”. E il paparino le risponde: “Strano, si comportano come se, invece del Parlamento, l’avessero pensata loro!”.

lunedì 27 agosto 2012

VOGLIA D'INFINITO

I bravi ragazzi di "Comunione & Liberazione" dicono che "la natura dell'uomo è rapporto con l'infinito". Parole bellissime, queste. Parole che riempiono la bocca. Ma io, quando vedo le camicie di Roberto Formigoni (che ha fatto voto di castità e di povertà), o quando vedo come si veste Oscar Giannino (che vuole “fermare il declino” e al meeting è stato molto applaudito), mi chiedo quale sia la "natura" del primo e quali siano i "rapporti" del secondo. E viceversa, naturalmente!
… Inoltre, sempre a proposito di infinito, io mi chiedo: chi ha consigliato a questi due un look così infinitamente fuori contesto? Forse Solange? Oppure Platinette? O magari il mago Otelma?

mercoledì 22 agosto 2012

I FANTI E I SANTI

Recentemente Ratzinger ci ha nuovamente spiegato il dogma dell’Assunzione. In parole povere dobbiamo credere a questo: che la Vergine Maria non è morta come succede a tutti noi (com’è successo anche al Cristo), ma è stata fatta salire in cielo col suo corpo. Praticamente: è stata rapita per essere portata in Paradiso (ma, sia chiaro, non è volata in un’altra galassia, ha precisato Sua Santitudine!).
… Ora, ammettiamolo, certi insegnamenti del clero fanno ridere anche i polli. Ed è inutile che i cattolici si arrabbino se qualcuno fa ironia su queste cose, e che diamine!
A proposito di rispetto. I devoti ci spieghino finalmente (e rispettosamente), su che base sono state inventate queste cretinate. Ci spieghino come mai ci sono voluti secoli perché il dogma dall’assunzione della Madonna venisse proclamato. Ci dicano come mai tanti padri della Chiesa, tanti profeti, tanti martiri dell’antichità, ci hanno tenuto sempre nascosto questo stupendo gossip sulla madre di Dio. E’ lecito pensare che ignorassero anche loro questa dottrina? Se erano tanto ispirati da Dio, come mai hanno ci hanno tenuti nell’ignoranza per tanto tempo? Come mai abbiamo saputo la verità solo nel 1950, attraverso il contestato Pio XII?
… E soprattutto, è permesso dire che questo insegnamento non ha alcun (serio), appiglio nel Vangelo?
In genere di fronte a certa satira anticlericale (su Padre Pio, su Madre Teresa, sui misteri di Fatima, eccetera) i cattolici ci spiegano che è bene “scherzare coi fanti e lasciar stare i santi”. Andassero piuttosto, tutti costoro, da Santa Romana Chiesa. Per rinfacciarle di aver sfruttato (al fine di avvalorare tesi ridicole e dogmi inconsistenti), ogni stupidissima visione , ogni statua piangente sangue, e ogni piccolo e insignificante passo della Bibbia.
… Il vaticano e i suoi ministri, casomai, dovrebbero cominciare a “lasciar stare i santi”! E già che ci sono dovrebbero evitare anche (per schivare vergognose denunce), di “scherzare coi fanti”.