domenica 3 novembre 2019

ITALIA PANZIRONA

La tesi di Massimo Gramellini (su La Stampa), è suggestiva. E per quanto mi riguarda offre una spiegazione anche a certe nuove mode tipo animalismo, veganesimo, antivaccinismo, e via discorrendo.
... Dice dunque il giornalista che non è strano il fatto che Bologna (la citta "grassa", la città della mortadella), risulti essere anche la città con "il maggior numero di ristoranti vegani in rapporto a quello degli abitanti".

Dice ancora Gramellini che raggiutno il benessere, "l'ultrà del tortellino in brodo si sente abbastanza in pace con sè stesso e con il mondo da uscire di casa per andare a conoscere una carbonara vegana".
... E aggiunge che "farsi contaminare dal nuovo è una meraviglia, ma anche una fatica, che può permettersi solo chi sta bene".

Un dubbio, tuttavia, a questo punto mi assale. Sarà perché gli italiani sono sazi, che seguono il primo pifferaio magico che promette miracoli?
... Ad esempio: sarà perché sono sazi che sgomitano per seguire il primo Panzironi che promette loro di vivere fino a 120 anni?

lunedì 7 ottobre 2019

ITALIOTI

QUANDO NON F'UNZIONANO le chiacchiere sulle merendine, le ciance sui tortellini, e le meschine strumentalizzazioni su rosari e crocefissi, gli avvoltoi ritornano al vecchio trucco. Ovvero: fare i ruffiani con chi vota, e fomentare l’odio su chi non ha (non ancora), voce in capitolo.
... In Italia diminuiscono i crimini (lo dicono i numeri), e i numeri dicono che diminuiscono anche le nascite. Se gli italiani invecchiano, i numeri (e il buon senso), rendono automatico che, giocoforza, aumentano gli stranieri. Nelle fabbriche e ovunque. Pretendere di avere la botta piena e la moglie ubriaca, significa essere diventati rimbambiti (ma questo, in una popolazione di cialtroni e di mafiosi che invecchiano inesorabilmente, è similmente automatico).
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SUCCEDE CHE UN QUOTIDIANO famoso per i titoli isterici (Libero), ha sottolineato in prima pagina che a delinquere sono soprattutto gli stranieri. E succede che il popolo bue preferisce attaccarsi a questa consolante semplificazione. Ma chi si pensava che andasse per le viuzze a rubacchiare i turisti? Forse qualche italiano ormai vecchio e bacucco? Forse qualche italiano ignorante che ha votato per chi ha rubato il seggio in parlamento (o una poltrona da ministro) promettendo la luna? Forse qualche italiano rancoroso che tifa per quei politici che hanno giurato di non sapere dove sono finiti i 49 milioni di euro da restituire? Forse qualche italiano stronzo che applaude i lazzaroni che ci hanno insegnato ad odiare l’europa ma si sono rifiutati di denunciare un loro amico che è andato in Russia ad elemosinare rubli per il partito?
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QUANDO L'ITALIANO MEDIO(CRE) si stancherà di dare sempre la colpa agli stranieri, dovrà finalmente rendersi conto di una cosa elementare. E cioè che il mondo - Italia compresa - è diventato (rispetto a lui), un villaggio globale sempre più popolato da stranieri. Anzi, se lo si guarda dall’alto, gli italiani sono uno sputacchio nell’oceano. E mentre i connazionali di questo italiota (italiano idiota), stanno diminuendo, gli stranieri si stanno moltiplicando velocemente.
... Torni dunque, questo somaro, a lamentarsi della tassa sulle merendine, delle scie chimiche, del ’68 che ci ha rovinati, di Prodi che ci ha imbastarditi con l’euro, di Renzi che ci fa pagare i sacchetti della verdura (che evidentemente prima lui credeva essere gratis), della teoria del gender (che ci fa diventare tutti transessuali), e di puttana Eva che ci ha fatto mangiare la mela avvelenata. E la smetta, questo cretino, di prendersela con gli stranieri sfruttando argomenti insulsi. Non gli conviene. Sennò c'è il rischio che lo scotennino sul serio, prima ancora che gli arrivi addosso l’alzheimer.

giovedì 19 settembre 2019

I DINOSAURI


La Lega è all'angolo, ma i mostri a volte ritornano. Quella burina della Meloni, ospite oggi di Stasera Italia, ha appena ricicciato la fandonia dei migranti a 37 euro al dì. E ha chiesto quei rimpatri che il suo alleato Salvini aveva promesso senza aver mai fatto.

lunedì 2 settembre 2019

SOVRANISMO VA VIA

Antonio Tajani (già presidente del Parlamento europeo, e tuttora vicepresidente di Forza Italia), intervistato dal Corriere, ha confrontato il  sovranismo di Matteo Salvini con l'europeismo di una destra liberale: "Persino Trump ha disconosciuto il sovranismo di Salvini. Come pure Orbàn, che è rimasto nel Ppe e ha votato come noi Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea per evitare che vincesse un socialista. Salvini è stato scaricato anche da Kaczynski. La sua guerra antieuropeista ha portato l'Italia all'isolamento proprio nel momento di grandi sfide economiche come quella con la Cina".

mercoledì 24 luglio 2019

MANCO PARENTI

Berlinguer è morto, il muro è caduto, e i comunisti non mangiano più i bambini.
... Eppure Salvini , ancora oggi, amoreggia con quel Putin che viene dal Kgb.

Nel frattempo, i compagni di merende del Truce (Savoini et similia), cercano i rubli per conto della Lega.
... Con la scusa - che ragionamento! - che questo è già stato fatto da altri, in passato.

Ma, porcoggiuda, almeno il Pci poteva giustificarsi tirando in ballo una certa "parentela ideologica" con l'Unione Sovietica.
... I leghisti, invece, manco quella.

martedì 2 luglio 2019

IL BRUTO E LA BESTIA

Possiamo metterla come vogliamo, ma il teatrino del kazzaro Matteo Salvini (capitan Bruto), e della "sbruffoncella" Carola Rackete (capitana bòna), si traduce in pubblicità per entrambi i teatranti, e rischia di far affondare solo il Partito Democratico (che col suo buonismo passa dalla padella della Lega alla brace delle Ong).

domenica 9 giugno 2019

QUESTIONI DI PELO

😔 ANCHE NEL MITICO NORD-EST una schiera di tromboni e di trombati son passati in un cicinìn dalle stelle alle stalle (e viceversa). Un esempio è subito qui sotto: l’ex direttore dell’Avvenire (Dino Boffo), nel segreto dell'urna è stato fregato per soli 41 voti. E tanti altri come lui sono stati ciulàti per un pelo (è sempre così col destino cinico e baro: un singolo piccolissimo pelo può rovinare una vita e altre volte invece può tirare più di un carro di buoi!).
… Ma intanto, a proposito, è solo un caso se gli italiani col lor voto hanno spedito i leghisti all’europarlamento (quindi via dai cojones), ma poi hanno cercato i sindaci in tutt’altri partiti e liste? Per dire: come mai nel cattolicissimo paesino di San Pio X (Riese, TV), il Carroccio può vantare un bel 66% alle europee, ma poi addirittura 20 punti in meno alle comunali? Com’è che invece di un sindaco sceriffo (con ruspa in dotazione) hanno preferito incoronare Matteo Guidolin, leader della band demenziale “I Massadores”?
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😹 COMUNQUE SIA, passate le elezioni, possiamo finalmente tirare le somme. In quel di Fonte - siamo ancora in provincia di Treviso - il succitato Dino Boffo ha perso la partita per una miseria di voti. In ogni caso come sindaco era sprecato perché - lo ha ammesso in una intervista che poi ha cercato di smentire - ormai è diventato suo malgrado "una icona". E dunque non poteva perdersi nelle minuterie amministrative di un paesino di campagna.
... Boffo è infatti un personaggio leggendario. Di lui si è occupato il Presidente emerito Francesco Cossiga (durante una conversazione con la stampa), ma anche Berlusconi (per disapprovare il cosiddetto "metodo Boffo" che era stato inventato proprio dal giornale della sua famiglia). E poi il giornalista Giuseppe D'Avanzo (che lo ha difeso con passione), Pino Nicotri (che ci ha ricamato sopra alla stragrande), e soprattutto Marco Travaglio (un articolo su tutti, particolarmente velenoso, è quello che porta il titolo "Ricattatori, ricattati e ricattabili", pubblicato il 31 agosto 2009 sul quotidiano Il Fatto).
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😖 DATO PER MORTO ("killerato", dice lui), Dino Boffo era infine riuscito a tornare in vita. E, volendo esagerare, poco dopo il miracolo è riuscito ad infilarsi in situazioni ancora più rocambolesche.
... Da difensore della Cei (in quanto direttore dell'Avvenire), Boffo si è reinventato in un certo senso - e proprio lui!- accusatore della Conferenza Episcopale. I fatti: licenziato da Tv2000, ha denunciato la televisione dei vescovi italiani, e gli è riuscito pure di essere riassunto. Peraltro, in precedenza il supercattolico aveva già lanciato pesanti accuse perfino su Gian Maria Vian (che all'epoca dei fatti era nientemeno che il direttore dell'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede).
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😶 UNA VITA DA ROMANZO, quella di Boffo. D'altra parte non aveva scampo, ai suoi tempi chi si avvicinava troppo al Vaticano finiva necessariamente intruppato in qualche losco trenino. Perché il quartier generale, in quegli anni, era pieno zeppo di ruffiani e di ipocriti che assediavano il palazzo apostolico (all'epoca piantonato - con quel cocciuto di Wojtyla - dalla cricca polacca. E in seguito - con quel gagà che era Ratzinger - controllato dalla cinica e frivola corte dei crucchi).
... E comunque erano potenzialmente letali anche tutte le altre relazioni pericolose che Boffo aveva intrecciato durante la sua carriera. Quella con Comunione e Liberazione, certo, ma in primis quella con Camillo Ruini (il cardinale che rivendicava le "radici cristiane", che si aggrappava ai "valori non negoziabili", che fingeva di non vedere i puttanieri del centro destra e si scandalizzava solo quando la sinistra parlava di unioni civili).
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😳 COMUNQUE è legittimo chiedersi anche questo: a che scopo, dopo lo scandalo e le dimissioni, Boffo si è fatto vedere a pranzo con Renato Farina (in arte "agente Betulla"?). Che senso aveva la colazione con un giornalista che lavorava per i servizi segreti e che si giustificava paragonandosi a Wojtyla?
... Ancora, e soprattutto: perché Boffo è andato al ristorante con quel Feltri che lo aveva "killerato"? Come rispondeva a chi osservava che invece - se era davvero innocente - non doveva accontentarsi delle scuse e avrebbe dovuto denunciarlo?
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🙇 INVECE DI VOLER fare il podestà (ruolo che gli starebbe anche stretto), Dino Boffo ci potrebbe illuminare raccontando tutto ciò di cui è venuto a conoscenza durante la sua brillante carriera. Tanto per cominciare potrebbe raccontarci cos'è avvenuto in Vaticano nell'ultima fase della malattia di Giovanni Paolo II.
Si da il caso che quando Wojtyla era incapace di tenere ferma la mano, incapace di leggere e di esprimersi e probabilmente anche di comprendere appieno, gli si attribuivano lunghissimi discorsi (su temi anche cruciali e complicati, compreso - paradossalmente - quello sul fine vita). Discorsi che ovviamente non era in grado di acconsentire.
... Più grave ancora: gli si attribuivano nomine (a vagonate!), di vescovi che in realtà non poteva manco riconoscere. Tanto meno approvare. E intanto le promozioni degli alti papaveri (imbellettati e incipriati come manco le drag-queen) aumentavano in maniera esponenziale a mano a mano che il pontefice andava peggiorando.
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😽  E DUNQUE, di grazia, in quei giorni, presente l'allora cardinale Ratzinger, chi comandava realmente al posto del pontefice fintamente regnante? E soprattutto, ci dica il Boffo: come mai all'indomani della morte di Wojtyla, quando anche a Cuba avevano ormai saputo che il Papa era defunto, il quotidiano Avvenire - salvo una edizione speciale per pochi intimi - arrivava in edicola con la notizia che il pontefice era semplicemente "grave"?
... Ma porcoggiuda, cosa è successo in Vaticano in quelle ore convulse? Bisognava forse nascondere qualcosa sotto il tappeto e affrettarsi ad organizzare gli ultimi traffici, prima del definitivo passaggio di testimone?
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😖 INFINE, UN CONSIGLIO. Stia sereno, il Boffo. Se vede che il suo paesino all'imbrunire diventa spettrale, se di notte lo vede frequentato solo da persone di colore e da pantegane, e se ha notato che tutti i fontesi ad una certa ora se ne stanno chiusi in casa, la soluzione è davvero semplice.
... So io cosa fare per creare movimento, anche di notte. Basta aprire qualche club per scambisti, e la piazza subito si rianima. Invece, per risolvere il problema delle pantegane, basta chiamare a raccolta tutti quelli che non sono vegani. E organizzare tutti assieme una bella grigliata delle simpatiche bestioline. Alééé!

                   Natale Pellizzer

sabato 25 maggio 2019

LA FESTA

IL GIORNO DELLE ELEZIONI è un giorno di festa. E naturalmente (lo sanno tutti), c'è chi partecipa alle feste per celebrare l'evento, e chi si infila per fare casino.
... C'è perfino chi s'imbuca per ubriacarsi (magari arriva già brillo), e chi invece vuole sfogare i suoi rancori (magari tirando in ballo vecchie puerili questioni per regolare i conti col nemico immaginario).

ALLE ELEZIONI è la stessa cosa. C'è chi va al seggio seriamente e chi ci va per sfogare la rabbia verso la suocera.
... E magari questo poveretto si sfoga votando in odio a quei migranti che non c'entrano una cippa e con cui non ha mai avuto a che fare.

SPERO CHE DOMANI non vada a votare un certo Matteo che si dice sovranista ed è solo un fannullone.Questo bugiardo, per ruffianarsi le anime belle s'è affidato al "cuore immacolato di Maria" (dopo aver baciato il rosario che non ha mai recitato e dopo aver giurato sul Vangelo che non ha mai letto).
... Se disgraziatamente andasse a votare, questo ipocrita potrebbe solo "far poci" (in dialetto veneto: fare sgorbi). E mi auguro che non vadano a votare neanche i poveri ingenui che credono a questo prete falso. Altrimenti farebbero tanti poci anche tutti loro.

PIUTTOSTO che votare per questo meschino, è meglio votare per Mark Caltagirone.
... Lui, diversamente dal fannullone assenteista, non è mai stato un cafone. Quando scrive Mark è gentile, premuroso, ed affettuoso. E non ha mai offeso le donne (come ha fatto il tapino con la Gruber, con la Boldrini, con la povera Michela Murgia, e con molte altre!).

mercoledì 22 maggio 2019

DA COMUNISTA A SPOCCHIOSO

Com'è stato possibile che Salvini diventasse un tal fenomeno? Sarà successo perché ha promesso la luna? Sarà perché s'è ruffianato la Polentonia e pure la Terronia (isole comprese), cambiano le felpe e le idee secondo il momento, come usano fare le banderuole al vento?
... Ebbene, Giandomenico Crapis (sul Manifesto, sedicente "quotidiano comunista"), qualche tempo fa ci ha spiegato che a creare il mostro è stato un altro Matteo.

Di grazia, a chi si riferiva, il giornalista, in quell'articolo? Vediamo,
Crapis ha spiegato che Salvini è arrivato dov'è perché ha preso "esempio dalla comunicazione dell'ex premier". E l'ex premier a cui allude il giornalista, per l'appunto, non è l'ex alleato della Lega (Berlusconi), bensì - eddai, nooooo! - il povero Matteo Renzi.
... Stessa "bulimia televisiva", dice con sicurezza lui. Stessa insistenza nel lanciare "tweet e post pubblici". Stesso "uso di una narrativa altamente emotiva". E infine - non ci si crede ma ha scritto proprio così - anche lo stesso "tasso di arroganza", (addirittura "solo un po' meno spocchioso in Salvini").

domenica 12 maggio 2019

CIRCONVENZIONE D'INCAPACI

Filippo Facci, sul quotidiano Il Giornale, ha rimproverato Matteo Salvini. E il senso del predicozzo è chiaro fin dal titolo dell'articolo: "Caro Matteo non esagerare. Pregare Padre Pio è troppo".
... Queste lo svolgimento del tema: "Padre Pio è quella cosa per cui le troupe estere, ancor oggi, ci immortalano e ci riconsegnano a rassicuranti contorni machiettistici, come quando, tre anni fa, in migliaia si agitarono attorno a una mummia siliconata".

Inoltre, il giornalista ha ricordato che Padre Pio era un sacerdote "che la Chiesa definì impostore e poi, da morto, trasformò a tempo record in beato e in santo,  a furor di invasati".
... E insomma, secondo Facci Padre Pio "è divisivo, e anche molti cattolici - spesso nordici - potrebbero avere in uggia certi ammiccamenti a certa industria delle anime che tanto assomiglia a un'immensa ed epocale circonvenzione d'incapaci"