sabato 23 febbraio 2013

PROCESSO COLLETTIVO


Da un memorabile discorso di Pier Luigi Bersani

«…Noi abbiamo un’idea. E l’abbiamo da quando ci siamo chiamati Partito Democratico. Noi in Italia siamo i soli che si chiamano “PARTITO”. Badate bene, siamo i soli in Italia, ma in buona compagnia con tutti i paesi democratici del mondo […].
In questa nostra scelta c’è una idea di POLITICA e di DEMOCRAZIA. Di una Politica come Partecipazione, come PROCESSO COLLETTIVO. Di una Politica che non è solo comunicazione e neanche solo appuntamento elettorale. Di una Politica che non si mette in coda al sedicente carismatico di turno, che suona il piffero e non sai dove ti porta. Di una Politica che  non è strumento di una persona sola o di poche persone, ma che è un’occasione di espressione, di presenza e di emancipazione di tanti (e di quelli che in particolare che da soli non ce la farebbero mai). Una idea di Democrazia che rifiuta i frutti avvelenati dell’antipolitica, ma che pretende una Politica sobria, buona, semplice, pulita. Una Politica che costi meno e che decida di più…»

7 commenti:

Roberto Damario ha detto...

ANDATE A PRENDERLA NEL CULO VOI E I CELEBROLESI CHE VI APPOGGIANO

Natale Pellizzer ha detto...

In generale è sempre apprezzabile che uno parli come mangia. In generale, ovviamente.

Anonimo ha detto...

Bersani ha parlato per troppi anni a vanvera come tutti gli altri...sono stati al governo e non hanno mai fatto nulla di quello che l'elettorato di sinistra(me incluso) si aspettava... compresa la legge sul conflitto d'interessi che, guarda caso ha ridicolmente ripromesso di fare se vincono...se...se... tutti chiacchieroni... boicottiamo le elezioni!

Natale Pellizzer ha detto...

Se boicottare le elezioni significasse semplicemente non recarsi a votare, beh, questo non porterebbe a nulla. In democrazia decide chi vota. E quelli che votano (fossero anche 4 gatti) decidono anche per chi non vota. Inoltre: chi non vota subisce il voto altrui, perché se uno non vuol occuparsi di politica, finisce che la politica si occuperà di lui. Amen.
Io non dico che bisogna votare per forza. Perché io stesso molte volte non l’ho fatto. Ma vorrei che ci fosse meno livore, e non trovo giusto lasciar intendere che il popolo è innocente e la colpa è tutta dei partiti. Non è così. Peraltro, vedo che tutti abbandonano i partiti, ma poi c’è il vizio di seguire un movimento nato il giorno prima e fondato dal guitto di turno: mi pare che questo sia il rimedio peggiore del male!
Capisco che ci sia molta rabbia. Ma allora bisogna analizzare attentamente quel che è accaduto, perché gridare al complotto non lo trovo serio.
Anche stavolta ho votato Piddì, certo. Non posso sapere se la prossima volta voterò ancora allo stesso modo, ma penso in coscienza che fin qui sia stata la cosa migliore da fare. Non ho pensato al mio interesse personale (non ci ricavo niente), ma al bene collettivo. Il fatto è che io (benché di sinistra, agnostico, e anticlericale), non sono interessato ad un partito gelosamente e rigorosamente di sinistra. O ad un partito di anticlericali. O di agnostici. Per il semplice motivo che sarebbero partitini senza futuro, destinati a rappresentare pochissima gente. Vogliamo fare anche un partito dei pensionati? O un partito delle donne? O dei cacciatori?
… Ahimé, tutto questo in Italia è stato possibile, ma io lo trovo ridicolo. Col risultato, a quel punto pessimo, di disperdere i voti. Il che significa aumentare il disorientamento e basta. [CONTINUA]

Natale Pellizzer ha detto...

Io voglio un partito dove imparo a convivere con chi la pensa diversamente. Dove mi confronto e provo ad arrivare a soluzioni condivise. Non mi sembra così stramba, come idea! Chi si è arroccato nelle sue posizioni particolari ha creato partitini insignificanti che regalavano solo una visibilità momentanea al loro prestanome. Si può accusare Bersani di aver fatto poco, ma si da il caso che lui – diversamente da quanto è accaduto negli altri partiti - è stato votato e scelto (anche alle primarie), dai suoi sostenitori. Pure dal sottoscritto. E dunque, prima di prendersela coi politici (magari insinuando che sono tutti uguali, cosa assolutamente non vera), bisognerebbe prendersela con gli elettori. Vale anche per Berlusconi, che non è nato per opera dello Spirito Santo, ma è stato votato democraticamente, che ci piaccia o meno.
Poi, se Bersani non ha saputo affrontare meglio certi problemi, è – a parer mio – anche perché sapeva di avere a che fare con mezzo elettorato che gli avrebbe contestato qualunque legge, e naturalmente anche qualunque legge sul conflitto di interessi (che avrebbe incontrato le solite critiche: " Ecco, volete azzoppare Berlusconi! Non sapete parlare d’altro! Non sapete occuparvi d’altro!").
Purtroppo viviamo in un paese in cui diventa uno scandalo perfino il fatto che una parlamentare di sinistra vada all’Ikea parlando tranquillamente con la sua scorta. E si da il caso che il nostro Paese ha digerito con fatica perfino la legge sulla "par condicio" (che è una legge di buon senso, a maggior ragione considerando l’anomalia italiana). Poi, non capisco perché dovrebbe essere la sinistra a fare una legge sul conflitto di interessi. Doveva essere la destra, casomai, a trovare una soluzione al problema creato dal suo leader miliardario. E prima ancora doveva essere l’elettorato a punire chi si era presentato in politica per fare esclusivamente i suoi interessi . Idem per la legge elettorale: la destra ha fatto la celebre “porcata”? Rimediassero loro! E prima ancora dovevano essere gli elettori a punire quella destra schifosa che ha partorito un simile aborto!
… E invece niente, perché gli italiani amano disinteressarsi e disimpegnarsi (per poi magari lamentarsi). Amano mandare avanti qualcuno al loro posto, per poi accusarlo di tutto. Possibilmente vogliono l’uomo forte, “l’uomo solo al comando”, quello che decide e promette i miracoli, quello che magari fa anche ridere. E lo vediamo anche adesso, col successo del miliardario Grillo (uno che la democrazia non sa neanche cosa sia).

nitokrema ha detto...

siamo a un pelo che vinca alla Camera o Grillo o Berlusca. La differenza è pochi centomila voti.

Natale Pellizzer ha detto...

Ad ogni modo, se dalle percentuali passiamo ai voti reali, vediamo che il PdL ha perso per strada una montagna di gente. Il discorso, in questo caso, vale anche per il Pd, ma in misura molto minore.
... Tutto questo lo dico perché, ok, si capisce che in questi momenti siamo giù di morale, ma forse a disperarsi dovrebbe essere qualcuno altro.