Gli ammiratori di Zagrebelsky sono rimasti molto delusi quando il costituzionalista ha spiegato di essere contrario a dichiarare Berlusconi (sulla base di una vecchia e obsoleta legge del ’57), “ineleggibile”. Davano per scontato, costoro, che uno come lui la pensasse (su questo argomento), in maniera esattamente opposta.
... Evidentemente questa gente è abituata a pensare in modo molto schematico. Evidentemente questi miserelli hanno imparato a memoria una poesia, senza neppure sforzarsi di capirla, e si confondono se qualcuno dei loro maestri mette in discussione la rima, il verso, l'interpretazione che va per la maggiore. Insomma, li sconcerta chi mette in discussione l'impianto ideologico che è stato loro inculcato.
Ad ogni modo, a questi poveretti conviene rassegnarsi. Perché non c’è niente di stabilito una volta per sempre, e le idee non si possono ingabbiare. Anzi, al contrario: più uno è intellettualmente onesto, e più sarà propenso ad uscire dai confini stabiliti. Per dire: una comunista "dura e pura" (ad esempio Margherita Hack), può essere pro-nucleare. E infatti lo era. Un giornalista ebreo (ad esempio Gad Lerner), può trovare interessante il Vangelo. Un cardinale (Carlo Maria Martini), può provare comprensione per chi ricorre all'eutanasia. E le persone davvero amanti del Progresso imparano subito che bisogna continuamente mettere in discussione i dogmi e le vecchie soluzioni.
… Perché la democrazia (per essere sempre al passo coi tempi), ha bisogno di essere continuamente stimolata dai dubbi. Invece le certezze (tutto ciò che è prevedibile e diamo per scontato), possono solo sclerotizzare il cervello e bloccare il Progresso. Esattamente come i luoghi comuni e i pregiudizi.
Per questo io, pur non avendo una idea precisa sulla presunta "ineleggibilità" del Caimano (a naso direi che invocare una legge tanto vecchia equivale a fomentare la guerra civile tra berluscones e anti-berluscones), per questo, dicevo, accolgo le parole di Zagrebelsky con simpatia. A prescindere.
... Ed è penoso vedere, nel frattempo, con quanta sicurezza certi sprovveduti si appellano a qualcosa che è stato pensato e scritto così tanti anni fa, in una situazione completamente diversa da quella attuale (e dunque con tutt'altre intenzioni rispetto a quelle che oggi noi vorremmo immaginare).
In effetti, con un discorso che non gli avremmo mai attribuito, Zagrebelsky ha contribuito a "mischiare le carte".
... Tutta salute, in una Italia dove gli elettori parlano (e bestemmiano) per "partito preso"!
Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
lunedì 15 luglio 2013
lunedì 1 luglio 2013
LA BICI DI MARGHERITA
Non sono in grado di dire se Margherita Hack (nel suo campo), era veramente eccezionale come dicono. In ogni caso chiamarla
"Signora delle stelle" mi pare un tantinello retorico. E poco rispettoso della sua personalità, visto che lei non amava essere oggetto di devozione.... Comunque, il suo impegno politico è stato (per quantità e qualità), assolutamente paragonabile a quello di molti e molte altre. Tra alti e bassi.Tra qualche azzardo e qualche scelta che invece più moderata non si poteva
Peraltro, la sua fede nell'anticapitalismo non le ha impedito di votare (quando le si è presentata l'occasione), per Matteo Renzi. E lo ha fatto - incredibile ma vero -per non dover appoggiare Bersani, che evidentemente era un politico impresentabile, per una comunista come lei!
L'ultima
"discesa in campo" dell'astrofisica fu come capolista di Democrazia Atea (una sigla
indefinibile quanto inutile. Per dire: nelle liste di quel partito ci
stava anche Marco Dimitri, presidente dei "Bambini di Satana"!).... Ma poteva andare peggio. E lei, almeno, non appoggiò mai il MoVimento 5 Stelle: evidentemente non poteva accettare che un comico ignorante e cafone se ne andasse in giro a spargere offese e minchiate a iosa (Grillo disse che la mafia non ha mai strangolato nessuno, negò l'importanza dei vaccini, negò l'Aids, negò i femminicidi in Iran, e disse perfino che Rita Levi Montalcini era "una vecchia pu...na"!).
La Hack disse che Grillo era "un grullo" e "un bischero". E meno male. Perché, nel frattempo, altri comunisti duri e puri (magari con un premio Nobel alle spalle), si erano rimbambiti, completamente, e avevano deciso di ri tifare per il miliardario Beppe. Magari dopo una vita passata a fingersi proletari. ... E anche adesso, dopo tutto quel che si è capito del grillismo, questi ultimi insistono a dire che non c'è problema. Dicono che Grillo non pensa realmente quel che dice. E dicono che, diamine, è solo un comico (come se un comico potesse dire tutto quel che gli passa per la testa!).
Margherita
Hack icona dell'anticonformismo? Ma per carità, parlare
male di Berluska e del Vaticano è il "minimo
sindacale", per una persona che abbia conservato almeno un pochino di
onestà intellettuale! E anche essere vegetariani non è granché: se è per questo, allora, lo è
anche Umberto Veronesi, sebbene lui sia comunque favorevole (in certi
casi), alla sperimentazione sugli animali.... E, insomma, il vero anticonformismo per una atea come la Hack è stato vivere accanto allo stesso uomo per tutta la vita. Peraltro: dopo averlo sposato in chiesa! I
In questi giorni la sinistra tutta ha commemorato la scienziata con commozione. Ma se davvero la si vuol ricordare, allora bisogna sottolineare che lei credeva in una scienza senza frontiere e senza tabù
ideologici. Per questo era a favore del nucleare, per questo (anche dopo
Fukushima), diceva che bisognava continuare a fare ricerca in quel
campo. ... Perché, sosteneva, "l'energia nucleare inquinerebbe molto meno dell'energia a petrolio, a metano, e a carbone".
In gioventù la Hack fu campionessa di
salto in alto e in lungo. All'epoca era una gran bella ragazza, anche se
poi, con gli anni, non ha più badato a certe cose (assomigliando sempre
più alla maga Magò). ... Non si curava di certe sciocchezze, anche se alcune ambizioni non le ha mai abbandonate. E infatti qualche anno fa ha accettato -pure con divertimento- di apparire in un videoclip dei "Tetes de Bois" (per il brano "Alfonsina e la bici").
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lunedì 10 giugno 2013
QUELLI CHE "GLI SBIRRI"
A proposito della manifestazione (in quel di Terni), degli operai della ex Thyssen. A proposito di questi sprovveduti che prentendevano di occupare (impunemente), i binari della stazione!
Per
quelli, poverini, che pretendono di sdraiarsi sui binari (e non si rendono conto di rischiare di finire
schiacciati sotto il treno), oh yeah! Per quelli che non vogliono perdere
il lavoro, e per dispetto vanno a sedersi sui binari (ma, come gli operai della ex Thyssen, non vogliono correre rischio alcuno), oh yeah!
... Per
quelli che a Terni sono andati a manifestare, ma all’ultimo minuto (per dispetto), hanno cambiato percorso e volevano occupare i binari della stazione, oh yeah!
Per
quei sindaci populisti che accompagnano i dispettosi che vogliono
occupare i binari, oh yeah! Per quei sindaci che manifestano coi
dispettosi, e poi si lamentano se si ritrovano con un bernoccolo in
testa, oh yeah! Per quei giornalisti e per tutte le altre stupide
galline che esibiscono le foto del sindaco con bernoccolo, e urlano per
la “inaudita violenza” della polizia, oh yeah!
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domenica 26 maggio 2013
LA BALLA DI RODOTA'
Non se ne salva uno, tra gli artisti cosiddetti "impegnati". Adesso anche il cantante Antonello Venditti ha cambiato partito, e si
vanta di sostenere il movimento di Beppe Grillo. Dice di non poter
sopportare il nuovo governo guidato da Enrico Letta, e lascia intendere
che sono state proprio le sue idee di sinistra che lo hanno costretto a
cambiare registro (e ad accusare il partito nel quale si riconosceva fino
a poco tempo fa).
… E infatti, durante una intervista al quotidiano “Il
Messaggero”, Venditti ha spiegato la confusione politica del momento con
queste assurde parole: «La responsabilità di questa situazione è certamente del
Pd che, non votando Rodotà come presidente della Repubblica, ha impedito
qualsiasi avvicinamento al movimento 5 Stelle».
... A un comico rancoroso come Grillo sarà anche consentito organizzare una sagra paesana che poi chiama “Quirinarie”, ma in democrazia ci si aspetta che le cose si facciano un po’più seriamente. Perché, insomma, la Gabanelli avrà fatto tante importanti inchieste, e Gino Strada sarà pure in odore di santità, ma non per questo li si può ricompensare regalando loro il Quirinale! Idem per Rodotà, che dopo una vita passata a sinistra non si è stupito di essere passato dalla “black list” dei pensionati d’oro (pubblicata da Grillosul suo blog), alla lista dei “quirinabili” (preparata in quattro e quattr’otto sempre dalla ditta Casaleggio).
... Inoltre Rodotà non ha smentito la favola odiosa che voleva lui rappresentante dell’anticasta, e Marini rappresentante della “vecchia classe politica”.
... Non avrebbe potuto fare nulla di tutto questo per il semplice motivo che a quel punto Grillo avrebbe fatto una scena di gelosia, e si sarebbe lamentato subito per “l’invasione di campo”, magari gridando al complotto.
… Ma in realtà Grillo tutto ciò lo sa benissimo. Anche se probabilmente i suoi ragazzi ignorano questo e molto altro (visto che sono quattro dilettanti allo sbaraglio!). E, in ogni caso, candidando Rodotà, il MoVimento voleva solo dividere il Pd. Perché a cambiare le cose non ci pensano affatto, e loro amano solo fare chiasso (perché lo spettacolo deve continuare: glielo ha insegnato quel buffone del loro leader!).
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domenica 5 maggio 2013
ITALIANI GABIBBI
… E magari, tra una fatica e l’altra, dovranno pure cominciare a stare attenti a quel che dicono. Perché, spesso e volentieri, a questi dilettanti allo sbaraglio gli si legge in faccia che non sanno neppure di cosa parlano. Anzi,di cosa straparlano.
… Quando invece la responsabilità maggiore (almeno in una democrazia come la nostra), è proprio di quel popolo bue che - evidentemente - prima di recarsi al seggio passa al bar ad ubriacarsi. Col risultato che è sotto gli occhi di tutti: abbiamo un Parlamento che non riesce a prendere una direzione, semplicemente perché il Paese stesso una direzione non sa deciderla e soprattutto non la sa tradurre in un voto serio e ponderato.
… Per cui, insomma, alla fine la colpa non è degli “eletti” (che sono solo gli “esecutori finali”), ma principalmente degli elettori (che sono i “mandanti iniziali”).
... E magari certi disoccupati cenciosi che vanno a lamentarsi da Santoro sono semplicemente figli del “Grande Fratello”. Anche se non se ne rendono conto, magari cercano il “gesto eclatante” che li faccia uscire dall’anonimato e dal fallimento esistenziale. Morale: loro si limitano a fare gli spiritati, il Preiti (che ha il cervello più spappolato), ha fatto le cose più in grande. Tutta qui la differenza!
… Magari un tempo questi hanno votato Berluska, o per la Lega (perché odiavano Prodi,o la Bindi, o i cinesi o i senegalesi). E magari adesso votato per Grillo, perché hanno deciso che stavolta odiano la Merkel, Monti, le banche, le discariche, i vaccini, la vivisezione. In ogni caso questi cenciosi non cambieranno mai: crederanno sempre a qualche altro cialtrone che promette un miracolo, o a qualche burino che promette di far fuori qualche loro concorrente.
… Certo, il poveretto va "compreso", e magari ammirato. E infatti lui, almeno, ha avuto il coraggio (nella sua meschinità), di rischiare la galera. Loro, i figli di papà (che si dichiarano rivoluzionari), neppure quella.
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sabato 27 aprile 2013
GLI UBRIACHI DI TWITTER
A
proposito delle folle ubriache che nei giorni scorsi - in seguito al
tam-tam della Rete - hanno circondato il Parlamento (provocando il
terremoto che ha indotto Bersani alle dimissioni e costretto i
parlamentari ad invocare la ri-elezione di Napolitano). A proposito dei
parlamentari di ultima generazione che si fanno condizionare dai
“follower” di Twitter e dagli “amici” su Facebook.
… Pensiero stupendo di Nicola Porro, che sul quotidiano “Il Giornale” ha commentato questa isterica tendenza.
La sinistra è passata dalla dittatura del proletariato a quella dei follower… Abbiamo sostituito la “gente”, il “popolo”, le “piazze” con Twitter […].
I numerosi gradassi dei social network sono simili a quegli automobilisti incazzosi che vi insultano da lontano. Sono tutti leoni quando sono protetti e chiusi al calduccio dell'involucro di metallo e vetro: un tempo facevano gestacci, oggi urlano e insultano. E anche la rete dà quella tiepida e vigliacca sensazione di poter insultare liberamente un terzo con la certezza di non guardarlo mai dritto negli occhi, senza alcuna possibilità di replica […].
«Ma avete visto cosa scrivono su Twitter?» diceva un parlamentare di peso nei giorni scorsi in occasione del tentativo Marini. Sono forse suoi iscritti, o elettori? No, solo follower che sono lì, in alcuni casi, proprio per condizionarlo senza pagare alcun prezzo di iscrizione al club. Non sono uomini in carne e ossa: sono Avatar di un mondo perfetto in cui non esiste un second best, ma solo l'ottimo. Alcune volte sono perfetti idioti che spiegano a Bersani come Marini sia un vecchio arnese della politica, mentre Prodi o Rodotà siano due volti nuovi…
… Pensiero stupendo di Nicola Porro, che sul quotidiano “Il Giornale” ha commentato questa isterica tendenza.
Dall’articolo “Che follia se la politica insegue Twitter”
La sinistra è passata dalla dittatura del proletariato a quella dei follower… Abbiamo sostituito la “gente”, il “popolo”, le “piazze” con Twitter […].
I numerosi gradassi dei social network sono simili a quegli automobilisti incazzosi che vi insultano da lontano. Sono tutti leoni quando sono protetti e chiusi al calduccio dell'involucro di metallo e vetro: un tempo facevano gestacci, oggi urlano e insultano. E anche la rete dà quella tiepida e vigliacca sensazione di poter insultare liberamente un terzo con la certezza di non guardarlo mai dritto negli occhi, senza alcuna possibilità di replica […].
«Ma avete visto cosa scrivono su Twitter?» diceva un parlamentare di peso nei giorni scorsi in occasione del tentativo Marini. Sono forse suoi iscritti, o elettori? No, solo follower che sono lì, in alcuni casi, proprio per condizionarlo senza pagare alcun prezzo di iscrizione al club. Non sono uomini in carne e ossa: sono Avatar di un mondo perfetto in cui non esiste un second best, ma solo l'ottimo. Alcune volte sono perfetti idioti che spiegano a Bersani come Marini sia un vecchio arnese della politica, mentre Prodi o Rodotà siano due volti nuovi…
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domenica 7 aprile 2013
TETTA E/O TIRANNO
A
proposito delle insulse contestazioni alla presidente della Camera Boldrini
(che, coraggiosamente - unica politica presente! - ha partecipato a Civitanova ai funerali dei due coniugi che si sono impiccati a causa
della crisi, e del fratello della donna che si è impiccato per il
dolore). E a proposito degli italiani che continuano a lamentarsi del "governo ladro" (ma alla politica e allo Stato hanno sempre chiesto assunzioni, facilitazioni, e aiutini vari)...
... Pensiero stupendo di Michele Serra (su "Repubblica"), che ha terminato la sua predica domenicale con questa frase: «Lo Stato ci faceva comodo prima, come tetta da spremere, ci fa comodo oggi, come tiranno da impiccare».
... Pensiero stupendo di Michele Serra (su "Repubblica"), che ha terminato la sua predica domenicale con questa frase: «Lo Stato ci faceva comodo prima, come tetta da spremere, ci fa comodo oggi, come tiranno da impiccare».
lunedì 18 marzo 2013
ARIA NUOVA IN CUCINA
… Ecco, magari i suoi “fratelli cardinali” potrebbero trovarlo un po’ troppo estremista quando confessa certi perversi desideri (“Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”). Ma è tutta salute, questa, per un Vaticano che fino a ieri sembrava preoccupato più degli stucchi che del messaggio evangelico!
… Già quando si era presentato al mondo, aveva chiesto di fare “in silenzio questa preghiera di voi su di me”. E pochi giorni dopo, incontrando i giornalisti di tutto il mondo, per rispetto alla fede (o non-fede) ci ciascuno, ha spiegato: «Dato che molti di voi non appartengono alla chiesa Cattolica, altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando le coscienze di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di dio».
… Le cose cambiano, carissimi, fatevene una ragione: bye bye trono, bye bye crocefisso tempestato di pietre preziose, bye bye merletti, bye bye trucco e parrucco, bye bye mantelline d’ermellino, bye bye Ruini (che vorrebbe ancora dire la sua), bye bye Scola (che non ce l’ha fatta). E tu, Bertone, riga dritto e statte accuorto!
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sabato 23 febbraio 2013
PROCESSO COLLETTIVO
Da un memorabile discorso di Pier Luigi Bersani
«…Noi abbiamo un’idea. E l’abbiamo da quando ci siamo chiamati Partito Democratico. Noi in Italia siamo i soli che si chiamano “PARTITO”. Badate bene, siamo i soli in Italia, ma in buona compagnia con tutti i paesi democratici del mondo […].
In questa nostra scelta c’è una idea di POLITICA e di DEMOCRAZIA. Di una Politica come Partecipazione, come PROCESSO COLLETTIVO. Di una Politica che non è solo comunicazione e neanche solo appuntamento elettorale. Di una Politica che non si mette in coda al sedicente carismatico di turno, che suona il piffero e non sai dove ti porta. Di una Politica che non è strumento di una persona sola o di poche persone, ma che è un’occasione di espressione, di presenza e di emancipazione di tanti (e di quelli che in particolare che da soli non ce la farebbero mai). Una idea di Democrazia che rifiuta i frutti avvelenati dell’antipolitica, ma che pretende una Politica sobria, buona, semplice, pulita. Una Politica che costi meno e che decida di più…»
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martedì 19 febbraio 2013
PAPITO VATTENE
Nessuno,
ma proprio nessuno, è profeta in patria. Succede anche a Ratzinger, che in Germania si direbbe non essere affatto
amato. E casomai detestato, perfino adesso che è dimissionario e triste.
... E infatti il ‘Die Tageszeitung’, in questi giorni, ha scritto che “è un bene che Benedetto XVI se ne vada”. E ha precisato che sarebbe parimenti un bene se lui “fosse l'ultimo papa della sua specie”.
... E infatti il ‘Die Tageszeitung’, in questi giorni, ha scritto che “è un bene che Benedetto XVI se ne vada”. E ha precisato che sarebbe parimenti un bene se lui “fosse l'ultimo papa della sua specie”.
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Da un articolo del "Die Tageszeitung"
(tradotto e poi pubblicato sul settimanale "Internazionale")
È un bene che Benedetto XVI se ne vada, perché non funziona niente, né in Vaticano né nel resto del mondo cattolico. Nei suoi quasi otto anni di pontificato, il papa è riuscito perfino a superare i timori che si nutrivano nei suoi confronti. Il rappresentante di Dio in terra, scelto dagli esseri umani, ha mostrato poco interesse sia per i numerosi crimini sessuali commessi all'interno della sua istituzione sia per la possibilità di contrapporsi all'organizzazione fascistoide Opus dei.
Che si tratti di donne, di omosessuali, di aids, di stupro o di diritti umani, è praticamente impossibile esprimersi in modo più reazionario di questo papa […]. Che Cosa attribuisce questa autorità al pontefice? Per quale motivo il papa ha più potere e ragione di tutti gli altri e perché questa visione di sé totalitaria e maschile non è stata ancora rifiutata dal resto del mondo, il mondo in cui viviamo?
Sarebbe bello se Benedetto XVI fosse l'ultimo papa della sua specie e se presto sui libri di storia si potesse scrivere: "Le dimissioni di questo papa diedero inizio a una nuova era. La chiesa cattolica aveva capito che così non poteva più andare avanti".
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