Le lobby LGBT+ insegnano a spiegare tutto col vittimismo, consolatorio ma falso. Tornando al ragazzo ucciso, il Corriere della Sera scrive che dai primi accertamenti sembrerebbe che il giovane fosse seguito dal Sert. Il padre dice che chiedeva continuamente soldi ed era costretto a nasconderli. In verità li chiedeva a tutti, aveva organizzato una raccolta fondi sui social e non per spese imminenti ma perché voleva diventare un grande cantante.
Ancora il padre: "Mio figlio era ingestibile, aveva problemi di tossicodipendenza e di alcol, era violento e mi picchiava".
A poche ore dalla tragedia le lobby LGBT+ si sono buttate subito a strumentalizzare la vicenda. Anziché incoraggiare le minoranze sessuali, le terrorizzano. Rendendole più suscettibili, incerte, e psicologicamente instabili.
Se davvero il ragazzo era problematico, bisogna dire a suo padre (e a tutti gli italiani) che all'origine non c'è il suo segno zodiacale, il suo gruppo sanguigno, o il suo orientamento. Purtroppo le lobby LGBT+ alimentano gli equivoci suggerendo solo certi collegamenti. E i media politicamente schierati fanno altrettanto.
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