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giovedì 12 luglio 2012

PAPA INCONTINENTE


Grossi, grossissimi guai per il mensile tedesco “Titanic”, che è stato (momentaneamente) bloccato d’autorità. A creare problemi è stato il Vaticano, che si è incacchiato di brutto per due foto (chiaramente e volgarmente ritoccate), che il giornale satirico ha pubblicato.
… Nella prima si vede il Papa con una brutta macchia gialla sulla veste, precisamente in corrispondenza dei “paesi bassi” (e quindi, presumibilmente, dovuta ad un immaginario problema di incontinenza). Nella seconda, invece, si vede il pontefice di spalle, con una enorme macchia vicino al fondo schiena (stavolta lo sgorbio è di color marrone: come a lasciar intendere che Sua Santitudine si è cacato addosso).

Se ci fossero stati dei dubbi sul senso da dare a tutto questo, una scritta
  recitava così: «Alleluia in Vaticano, trovata la perdita».
… E il doppio senso era chiaro: alludeva allo scandalo dei “corvi” d’Oltretevere. Infatti, in tedesco l’espressione “undichte Stelle” ha un doppio significato (può voler dire sia "perdita" che “fuga di notizie”).

Alla fine della fiera bisogna dire che il Papa fa bene ad incacchiarsi. Perché, cavoli, lui (elegante e pignolo com’è), quando vuol offendere l’altrui pensiero non si permette certo di dire certe sconcezze. E, ad esempio, non direbbe mai che noi anticlericali ce la facciamo addosso. Ma casomai pontificherebbe sul fatto che siamo tutti peccatori da redimere perché in preda del vizio e del diavolo.

... Vuoi mettere come suona meglio questo atteggiamento ipocritamente comprensivo? Vuoi mettere quanto fa più fine diffamare gli avversari con questi discorsi teologicamente raffinati?

martedì 8 marzo 2011

Yara, santa "a prescindere"

Altro mistero della Fede: quello di Yara, una bambina che i fanatici vogliono far santa a tutti i costi. Per poterla gettare sugli altari suo malgrado, col suo apparecchio dentale ancora addosso.
... Tanto, attribuirle un miracolo sarà un giochetto da bambini: uno spiritato che gridi al prodigio lo si trova facilmente, vero?


Il devoto Antonio Socci ha avuto l’illuminazione. Mentre gli inquirenti ancora brancolano nel buio (e si chiedono se a commettere il delitto non sia stata una donna), lui ha già stabilito che Yara e Santa Maria Goretti pari sono.
Con sprezzo del pericolo (e del ridicolo), Socci ci ha rivelato in quattro e quattr’otto come è stata uccisa la ragazzina. E lo ha fatto tirando in ballo la Fede dei bargamaschi, le madonne che appaiono alle bambine, i “soldati di Cristo”, la “forza divina” e il Crocefisso.
Lui, che ha visto la luce, dice che la ragazzina va considerata una martire della Fede. Proprio come Santa Maria Goretti. Ma ci ha avvertiti che queste cose noi le capiremo molto difficilmente, perché non ci viene più indicata quella purezza spirituale che lei invece avrebbe incarnato.
… Noi, cinicamente, continuiamo a pensare che la ragazzina si sia semplicemente ribellata ad un prepotente? Col cavolo: lei temeva di far piangere Gesù! Ma certo: la bambina con l’apparecchio dentale pensava alla salvezza della sua anima. E voleva, casomai, ribellarsi al peccato e all’immoralità imperante. A gloria di Dio Onnipotente, s’intende.




Dal blog di Antonio Socci (www.antoniosocci.it)

Anche Yara – se saranno confermate le ipotesi degli inquirenti – è stata selvaggiamente uccisa con un coltello per essersi opposta a un tentativo di stupro. Maria Goretti è stata canonizzata nel 1950 da Pio XII, ma anche lei era una ragazzina normale come Yara e si è trovata in un’analoga trappola infernale. Certo, i tempi sono cambiati e anche i luoghi sono diversi. Mentre Maria viveva nella miseria delle paludi pontine dei primi anni del Novecento, Yara è nata e cresciuta nella moderna e civile Lombardia di oggi. Ma la Lombardia è la regione più progredita e prospera d’Europa senza per questo aver perso la sua anima cattolica, le radici della sua fede, soprattutto nella bergamasca […].
Yara non solo è stata battezzata ed educata nella fede cattolica, non solo frequentava la parrocchia e una scuola cattolica, ma aveva ricevuto proprio l’anno scorso la cresima, il sacramento che ci fa soldati di Cristo, pronti a tutto per difendere la dignità di figli di Dio che il Salvatore ci ha donato.
Molti pensano che sia tutto “per modo di dire”, forse anche tanti cattolici vivono con scontata ovvietà quei misteri grandi che sono i sacramenti, che invece non sono scontati e ovvi per nulla, perché ci danno davvero una forza divina. Ci divinizzano.
Yara, nella sua semplicità di tredicenne, pulita, semplice, pura, ha difeso la sua dignità con lo stesso eroismo dei martiri. Come Maria Goretti. Come le prime martiri, agli albori del cristianesimo, così amate e venerate dalla Chiesa: spesso erano proprio coetanee di Yara.[…].
Del resto proprio a pochi chilometri dal paese di Yara, a Ghiaie di Bonate, nella primavera del 1944, si sono verificate le tredici apparizioni della Madonna, appunto a una fanciulla, Adelaide Roncalli (speriamo che la diocesi di Bergamo di affretti a riconoscerle ufficialmente).
I giovani come Yara sono i veri eroi da guardare, non i fasulli eroi creati dai media. Infatti chi oggi insegna più ai giovani la purezza, la dignità, il rispetto di sé, del proprio corpo e della propria anima? Per questo penso che la testimonianza di Yara non sarà veramente capita. Così voglio aggiungere un’ulteriore considerazione. La vicenda di Yara si è conclusa proprio nei giorni in cui tornano fuori, per l’ennesima volta, le polemiche sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, a cominciare dalle scuole. Un’errata idea di laicità ancora una volta vorrebbe cancellarli perché dicono che laicità significa neutralità. E’ ovvio che lo Stato sia neutrale fra le confessioni religiose. Ma lo Stato non è neutrale fra il Bene e il Male. E il crocifisso – come ha scritto tanti anni fa Natalia Ginzburg – è il segno delle vittime, cioè del Bene, che dalla storia cristiana è entrato a far parte della cultura di tutti, anche dei non cristiani. Il segno anche laico che siamo tutti con i crocifissi e non con i crocifissori. Anche la cultura laica afferma che non si può essere neutrali fra le vittime e i carnefici. Infatti in tutte le scuole d’Italia, in questi giorni, parlando di Yara, tutti si sentiranno dalla parte della fanciulla assassinata. Nessuno si sentirà “equidistante”. Tanto meno lo è lo Stato laico. Il crocifisso esprime questo stare dalla parte delle vittime […].

lunedì 1 novembre 2010

Zucche d'Halloween


Per la serie "zucche vuote e ghignose": evviva Umberto Bossi che non riesce a vedere lo scandalo del Ruby-gate, evviva Berlusconi che garantisce: "A casa mia entrano solo persone per bene". Evviva l'ex repubblichino Giorgio Albertazzi che adesso si spaccia per anarchico (Salò fu "azione quasi di estrema sinistra"). Evviva Ratzinger che ci ha spiegato cosa sia il vero amore (proprio nei giorni delle proteste per i silenzi della Chiesa sui pedo-preti)




1)  Stai a vedere che Salò fu fatta dai komunisti. Sul “Corriere Della Sera” Giorgio Albertazzi (intervistato da Caterina Barone), ha spiegato che  «Ora in Italia non esiste una vera destra e nemmeno una sinistra… C’è solo una grande confusione politica».
… Annàmo bene, parla di confusione lui, l’intellettuale dei miei stivali che così descrive il suo passato fascista: «Io sono anarchico di centro. Mai stato di destra. Anche la mia partecipazione attiva alla Repubblica di Salò è stata un’azione quasi di estrema sinistra. Eravamo antipapa, antire, propugnatori di una carta del lavoro».

2)  Nei giorni del "bunga-bunga" (e delle preteste per i silenzi della Chiesa sui preti pedofili), Benedetto XVI ha spiegato cosa è diventato, secondo lui, l'amore: «E' ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto di se stessi e degli altri. Così è molto amore proposto dai media e da internet. E' egoismo, chiusura, illusione di un momento, qualcosa che vi lega come una catena, qualcosa che soffoca il pensiero e quella forza insopprimibile che è l'amore vero che, certo, costa anche sacrificio».

3)  A proposito del bunga-bunga. A proposito delle feste in casa Berlusconi. Il papi-Premier ha dichiarato: «Sono una persona di cuore... a casa mia entrano solo persone per bene che si comportano correttamente».
... E certo, come no. Infatti nelle sacre stanze entrano gli indagati per presunto favoreggiamento della prostituzione (Emilio Fede e Nicole Minetti). Entrano certi pregiudicati che te li raccomando (come Previti e il Dell'Utri). Entrano le minorenni spiritate (Noemi Letizia), gli indagati per droga (Tarantini), le escort con il registratore in tasca (la D'Addario). E naturalmente entrano i maschiacci tipo Lele Mora e Alfonso Signorini (e per fortuna che secondo lui "quelli lì" stanno tutti a sinistra!).

4)  Umberto Bossi, nei giorni del Ruby-gate (e delle zucche, visto che siamo pur sempre a Od Halloween), ha dato del suo meglio. Ecco l'unica cosa che ha saputo dire il Senatùr sull'ultimo scandalo del suo alleato Silvio: «Io non so niente. Mi pare che non ci sia niente di penalmente rilevante... Però è chiaro che Berlusconi doveva essere un pò più furbo, quella telefonata in questura poteva farla fare ad un altro... Poteva chiamare me, o Maroni... La verità è che gli scandali sono altri. Per esempio, quello del concorso per i notai: quelli di Roma e del Sud avevano già il tema in mano...».
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sabato 30 ottobre 2010

La Lega e il "Bunga-Bunga"

Dite a quelli de "La Padania" che l'Italia tutta si sta interrogando su questo tormentone del "Bunga-Bunga".
... A giudicare dal loro giornale si direbbe che non ne sanno niente, che nessuno ha raccontato loro la barzelletta, e che stanno in tutto un altro pianeta.


Si direbbe che i leghisti sono all'oscuro di tutto, almeno a leggere i deliranti tituli della prima pagina di sabato 30 ottobre 2010: "La sinistra coi macellai islamici" ; "Roma 'sfratta' Milano" ; "Anche a New York la Lega mette radici" ; "La violenza non fermi le infrastrutture" ; "Ritorna l'ora solare".
... Neanche una parola sulla minorenne marocchina arrestata e salvata da "papi" Silvio. Neanche una parola su Ruby, la finta nipote di Mubarak che dice di essersi convertita al cattolicesimo, che spiega di voler diventare una cittadina italiana per poi entrare nei Carabinieri, e che minaccia di scrivere un libro in cui parlerà del suo amichetto Silvio Berlusconi (che per lei è "come la Caritas").

Magari ai leghisti non è stato ancora spiegato cosa sia questa storiella del "Bunga-Bunga". Eppure Noemi Letizia, nell'aprile 2009, raccontò a tutta l'Italia questa barzelletta che piace tanto al suo "papi".
... E allora, forse, vale la pena di raccontarla ancora. Sperando che i Bossi-boys la capiscano, perché non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E non c'è peggior scemo di chi vuol fingere di credere alle panzane del Senatùr (e del suo intimo alleato Silvio).

La barzelletta, dunque. Allora, ci sono due ministri del governo Prodi che vengono mandati in Africa, che poi finiscono su un'isola deserta, e che infine vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli chiede: “Preferisci morire o lasciarti fare il Bunga-Bunga?”. Quello, ingenuo, sceglie il “Bunga-bunga”, e viene subito violentato di brutto. Viene il turno del secondo prigioniero (più sprovveduto e spaventato del primo), che messo dinnanzi alla scelta risponde: “Preferisco morire!”. E a quel punto il capo tribù: “Ok, prima un po' di Bunga-bunga e poi morire!”.
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domenica 3 ottobre 2010

Umberto & Luca

Che facevano i leghisti mentre Bossi sputava su quei “porci” dei romani? 
Che faceva quel fighetto di Luca Zaia, governatore leghista del Veneto, mentre il vecchio Umberto sparava la sua ennesima minchiata? 
... Insomma, che facevano quelli del Carroccio, dopo aver lui (il Senatùr), passato una vita ad offendere, di volta in volta, tutto e tutti: la sinistra, i meridionali, gli stranieri, Casini, il Berluskazz, e chi più ne ha più ne metta?


Ebbene, quando ancora non erano iniziate le polemiche per l'ultima stronzata del leader leghista (SPQR starebbe per "sono porci questi romani"), quel povero meschinetto di Zaia s'inkazzava per la fiction "Distretto di polizia", in cui verrebbe presentata la figura di un bergamasco un po’ tontolone.
... Massì, ha ragione Zaia, il padano non bisognava immaginarlo fessacchiotto: che banalità, che penoso luogo comune!

Tuttavia, pensiamoci: cosa accadrebbe se nelle fiction si accogliessero fino in fondo i luoghi comuni da barzelletta? E che succederebbe se si dipingesse il padano secondo un certo stereotipo: buffone, gretto, ignorante, razzista, tremolante, scoreggione?
... Magari, perché no, anche fuso, bacucco, claudicante, e sempre pronto a sputare su quelli che non sono polentoni come lui?

Ebbene sì, se si accogliessero certi luoghi comuni sui polentoni, finirebbe che il padano immaginario assomiglierebbe troppo a quell’altro padano famoso e reale (il leader delle camice verdi, che guarda un pò tu il caso è anche il capo di Luca Zaia).
... Ma certo, si penserebbe subito a quel troglodita che non è capace di tirarselo fuori per fare pipì, ma che lo stesso dice di avercelo duro, e mostra il dito medio. Si penserebbe a quel poveraccio che col suo maschilismo da vecchietto decrepito offende tutte le donne e gli uomini che sognano un mondo migliore.

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martedì 4 maggio 2010

Chi troppo chi niente

Vuoi vedere che Scajola era più paraculato di Berluska?
Incredibile: il premier aveva chi gli pagava le escort (naturalmente a sua insaputa), ma forse l’ex ministro aveva addirittura chi gli regalava le case (e senza dirgli nulla, s’intende).

... Adesso Scajola trova insopportabile l'idea che qualcuno possa aver contribuito a pagargli la casa. E pensare che la stragrande maggioranza degli italiani troverebbe tutto questo fantastico (e si accontenterebbe di regali molto più piccoli: per la serie a chi troppo e a chi niente!).
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Anche se Berluska ha finto di difendere il ministro Scajola, il giornale della Real Casa ha contribuito a chiederne le dimissioni (Vittorio Feltri, sul “Giornale” gli si è rivolto direttamente: «Se non ha niente da dire oltre a ciò che ha detto, le conviene rassegnarsi. Anzi, rassegnare le dimissioni»).

E Nicola Porro (vicedirettore del quotidiano), sul suo blog ha parlato altrettanto chiaro: «Ho intervistato Claudio Scajola, recentemente, sul giornale. La vicenda è nota. Ha comprato nel 2004 un appartamento al Colosseo. Dice di averlo pagato con un mutuo da 610mila euro ancora in essere […]
Dico subito che non credo al ministro che ho intervistato. Non dico che debba andare in galera. Non dico che debba essere indagato. Dico una cosa banale: 610mila euro per 180 metri quadri nel centro di Roma, non sono il prezzo di mercato. Ho forse delle prove? Nessuna. Per quanto mi riguarda ci possono essere mille motivi per i quali le venditrici hanno incassato da Scajola solo 610mila euro. Alcuni leciti, altri opachi, altri illeciti.
Ognuno si può esercitare con tutte le supposizioni possibili. Ma il punto, cari commensali, non è questo. Il punto è che il ministro continua a dire che il prezzo giusto di quell’appartamento, è quello ridicolmente fissato a 3400 euro a metro quadro. E’ un insulto alla nostra intelligenza[…].
Se il ministro avesse detto, l’ho pagata 610mila euro, e il resto li ho dati in nero, sarebbe stato ammettere un’evasione fiscale che in molti fanno. Non un bel gesto da parte di un ministro della repubblica. Ma prenderci per i fondelli è peggio»
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venerdì 7 agosto 2009

Alla destra del 'papi'

LA MINACCIA DI GRAZIANA, CHE SIEDE ALLA DESTRA DEL 'PAPI':
«VORREI FARE L'ATTRICE O IL MAGISTRATO. SILVIO MI VEDREBBE BENE IN POLITICA... INTANTO MI LAUREO, POI SI VEDRA'»
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Graziana Capone, l'Angelina Jolie di Bari, ha deciso di esibire ancora una volta la sua amicizia con 'papi' Berluska. Il settimanale Oggi e il quotidiano Repubblica hanno raccolto la sua preziosa testimonianza sulle feste a Palazzo Grazioli e altrove. E così la bambina, cinguettando felice, ha riconfermato proprio quel che tanto ci preoccupa.
Le sue precise parole:
«Il presidente ama circondarsi di signore, questo è vero: le donne sanno ascoltare, e lui ama molto parlare.
Ad Arcore abbiamo tirato fino a tardi, le quattro forse, qualcuna si è addormentata sul divano, ma quel clima 'borderline' che si legge dietro i racconti delle altre ragazze, quella sera [in cui ci siamo conosciuti] proprio non c'era.
... Io sono onorata dell'amicizia di Silvio Berlusconi. Ma non permetto a nessuno di accomunare il mio nome a quello di escort, ragazze immagine o comunque di chi viene pagata per trascorrere serate. Io vado alle cene, se invitata, perché ho piacere di passare del tempo con alcune persone.
... Berlusconi è un ottimo padrone di casa. Per questo sono tornata con piacere alle sue feste. A Palazzo Grazioli sono stata almeno sei volte, compreso la vigilia di Natale: c'erano sempre molte ragazze ma Berlusconi a tavola voleva soltanto me alla sua destra ... sono sicura che se il presidente avesse un harem io sarei la favorita.
... Ho fatto cinema e spot televisivi. So di essere una bella ragazza. Ma so anche di non essere stupida: studio, penso, e da grande mi piacerebbe fare l'attrice, forse, o il magistrato. Il presidente dice che potrei anche fare la politica. Intanto a ottobre mi laureo. Poi, chissà».
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A questo post va collegato quello sull'ultima panzana della Lega, quello s
ull'Italia post-G8 (amica del beduino Gheddafi), il post sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.ogniDI', e su F.& FASTIDI.

sabato 25 luglio 2009

PURE SENZA IL CONDOM

IL TIMES HA DECISO CHE LE REGISTRAZIONI TRA LA D'ADDARIO E BERLUSCONI SONO "DISPERATAMENTE LURIDE".
TUTTA LA STAMPA -QUELLA LIBERA- HA SCOPERTO CHE IL CAVALIERE, QUANDO SI INCONTRA CON LE "BELLE FIGLIOLE", NON USA PRECAUZIONE ALCUNA.
... ITALIA AVVISATA E MEZZA SALVATA: IL PAPI (CE) LO METTE, PURE SENZA IL PROFILATTICO!

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Dall'articolo "Le istruzioni erotiche del Superpapi"
(di Alessandro Robecchi, per il "Manifesto")

Eppure è vero: nelle registrazioni che Patrizia D'Addario ha raccolto nei paraggi del lettone grande di Putin a Palazzo Grazioli c'è anche questo, la voce lumacona di Superpapi che dà le sue indicazioni: «Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola... Devi toccarti con una certa frequenza».
[...] Il fatto inequivocabile e definitivo è che certe frasi, private o pubbliche che siano, descrivono gli uomini, ne disegnano la personalità, ne spiegano pregi e difetti, insomma li svelano perfettamente... E' l'uomo che telefona il giorno dopo l'amplesso per sentirsi dire bravo. E' l'uomo che - in possesso di un potere senza eguali nei paesi democratici - si dice da solo «ho fatto un bellissimo discorso, con applauso». Che spiega alla cortigiana complessi conti sul G8, per giungere alla conclusione che lui è «in-su-pe-ra-bi-le!». Questo libro «l'ho disegnato io». E ci mancherebbe. E questo l'ho fatto io. E questo l'ho pensato io. Io, io, io.
Il vero dramma umano del signor Berlusconi Silvio, ciò che lascia sgomenti, non è qualche notte di sesso a tassametro. Ma piuttosto che inviti signorine a decine per farsi cantare in coro «Meno male che Silvio c'è», per assistere alla ola in suo onore, in definitiva per farsi battere le mani...
[...] Consigli all'allenatore del Milan. Consigli ai ministri. Consigli ai capi dell'opposizione. Consigli agli imprenditori. Consigli a tutti. Persino «darò io dei consigli a Obama», frase del 5 novembre (perché il 4 notte, si sa, aveva da fare). E ora, record del mondo, pure consigli alla escort in materia di sesso...
[...] Il presidente allenatore faceva la formazione del Milan. Il presidente operaio prometteva instancabile operosità e modestia. Poi venne il presidente ferroviere che tagliava nastri e stringeva mani con il cappello da capostazione. E ora, questo presidente che dispensa consigli erotici a una professionista del ramo, come dovremmo chiamarlo, il presidente-zoccola? ...


Dall'articolo "Il Papa ora perdonerà tutto"
(di Roberto Alajmo, per "L'Unità")

Dunque anche questo ci tocca sapere, visto che noi pettegoli ci teniamo a saperlo: il Presidente del Consiglio, quando va a donne non usa mai il preservativo. Il primo pensiero che viene è: almeno adesso il Papa sarà contento [...].
A quanto pare in questo paese tocca sempre metterci a parametro del peggio... Perché se vai senza preservativo non rischi solo tu. Fai rischiare anche la tua inconsapevole moglie, oltre che le eventuali ulteriori amanti, in caso di promiscuità reiterata. Esiste quindi un danno a terzi.
Allo stesso modo, andare a letto con signorine prezzolate non è solo un peccato di cui ciascuno risponde alla propria coscienza e al confessore. Perché se poi le signorine prezzolate vengono candidate alle elezioni e collocate in posti di potere, il danno alla comunità dovrebbe essere chiaro anche all’osservatore più condiscendente.
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A questo post va collegato quello sull'Italia post-G8 (amica del beduino Gheddafi), il post sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni
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domenica 5 luglio 2009

LO SPETTACOLO DOVEVA FINIRE

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Michael Jackson nasce il 29 agosto 1958. La madre, Katherine, è una fervente testimone di Geova (che introdurrà il figlio, senza grandi risultati, nella setta). Il padre di Michael, invece, è Joseph Walter Jackson (un ex pugile che picchia i suoi bambini, che li costringe ad esibirsi, che sfrutterà la fama di Michael per le sue avventure amorose, e che infine avrà un ultimo figlio da una ammiratrice del cantante).
Molte sono le leggende su ‘Jacko’. Leggende che ovviamente lui coltiva, e che sfrutta a suo vantaggio, a scopo pubblicitario. Qualche volta lo si vede andare in giro con uno scimpanzé (agghingato come lui). Altre volte passeggia tenendo per mano un bambino (che imita i suoi balletti e le sue manfrine).

Michael mostrerà orgoglioso il suo serpente (al quale mette un nome virile: ‘Muscoli’). E dicono che sia stato scoperto a girare -il cantante, non certo il serpente!- con parrucca, tacchi a spillo, e perfino con addosso un simil-burqa.
All’apice della sua carriera, nei suoi fantastici balletti, Jacko
aveva fatto qualche mossa vagamente “pelvica”, ma in seguito deciderà -scelta pericolosissima, questa!- di fingere assoluta castità. Solo all’occorrenza -precisamente dopo il primo scandalo sulla presunta pedofilia- si sposerà con la figlia di Elvis Presley, che è una adepta della odiosa setta di Scientology (un ambientino dove finiscono tante ambigue e ridicole celebrità). Più avanti Michael divorzierà, e per qualche tempo diranno che si è convertito all’islam (dove già ci sta un suo fratello: che meravigliosa famigliola!).

I
nutile ricordare le troppe operazioni che il cantante ha fatto al naso. Un nasino orrendo che si direbbe essere stato orribilmente tagliato con l’accetta, e che infine è stato ricostruito -pare- con brandelli delle orecchie. Inutile, poi, ricordare le tante chiacchiere sulle sue sedute in una camera iperbarica, e le notizie (vere, presunte, o inventate di sana pianta?), sulle malattie che gli stavano deturpando il viso e il corpo.

D
opo le accuse infamanti (i presunti palpeggiamenti su un ragazzino), la sorella
La Toya si dichiarerà convinta della colpevolezza di Michael. Solo qualche anno dopo la sciocchina lascerà intendere di essere stata spinta dal marito (che nel frattempo è morto e non può difendersi: altra bella famigliola dove tutti si vogliono bene!).
Anyway: Michael Jackson (che evidentemente non aveva capito la lezione, e che non aveva provveduto ad evitare le situazioni pericolose), sarà nuovamente accusato di pedofilia. E tra molti dubbi verrà assolto.

I
ntanto la giovinezza se ne andava. Tra una pagliacciata e l’altra. Tra una superba esibizione e una divertente accusa di plagio (fantastica quella di Al Bano, a cui è stato fatto notare che anche lui, nel brano in questione, aveva scopiazzato da altri: il tutto doveva risolversi con un concerto assieme, ma poi non se ne fece niente).

Alla fine della fiera, Jacko ha avuto l’ardire di mettere al mondo tre figli (tutti stranamente molto chiari di pelle: evidentemente la genetica nel suo caso non ha regole!). D’altra parte, lui nascondeva i loro volti con delle ridicole mascherine. E li portava in giro (e li faceva sporgere dal balcone), con la stessa disinvoltura con cui ci si porta dietro un cagnolino, o un orsacchiotto di pezza.

S
empre e comunque il cantante si è impasticcato a più non posso. Peggio di un drogato allo stadio finale. Per la serie che bisogna intendersi su cosa è (o non è) droga. E per la serie che bisogna intendersi su cosa davvero può uccidere.

Adesso hanno deciso di farlo santo. Perché avrebbe cambiato la musica. Ma Michael Jackson è stato un genio soprattutto nel cambiare pelle, vestiti, e mogli. E bisognerà ricordare che ha liquidato le mamme dei suoi (presunti) figli. Con la stessa velocità con cui ruotava su sé stesso, con lo stesso menefreghismo con cui si butta via una mutanda bucata.
... Resta ancora da chiedersi che razza di gente aveva attorno questo qui. E cosa c’era di vero e di sano nell’allegra famigliola che un tempo lontano si esibiva con tanto entusiasmo.

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A questo post van collegati quelli sul patetico cantante Povia.

domenica 21 giugno 2009

DALLE VELINE ALLE CARAMPANE

DALLE VELINE ALLE CARAMPANE :
PLATINETTE E ZEFFIRELLI (IRRIDUCIBILI FAN DI BERLUSKA) SPEZZANO UN’UNGHIA -LACCATA FUXIA!- IN DIFESA DEL CARO “PAPI” SILVIO



Nel momento del bisogno Platinette ha deciso di correre in aiuto dell’indifendibile Silvio.
E ha fatto perfino di più: dopo aver leccato il “papi” è passata direttamente al Papa. Dichiarando tutta la sua ammirazione per Ratzinger.

… Infine, già che c’era, la travesta se l'è presa con i komunisti: allelujah!

Pure Franco Zeffirelli -con la scusa di difendere il suo amico Silvio- se l’è presa con i bolscevichi. E volendo fingersi macho ha attaccato anche il “meschino” Franceschini e il “venditore di montoni” Di Pietro. Ma è su Veronica Lario che il Maestro ha sputato tutto il veleno che teneva in corpo.
Naturalmente il Maestro ci ha ricordato di essere un credente (un kattolico di destra che ha "adottato" due uomini adulti, pur non avendo formato una famiglia: alla faccia della coerenza!). E ci ha raccontato le sue giovanili "porcherie" con gli uomini (ma il suo era solamente "amore greco": ah beh, allora!).
Infine ci ha regalato una dichiarazione
antifemminista ("la donna è incostante"), e ha lanciato qualche insulto al movimento gay ("mi ha sempre fatto schifo").
... Ri-allelujah!

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Dall’intervista a Platinette
“Alle feste dell’Unità ci chiamavano culattoni

(di Barbara Romano, per “Libero”)

«Berlusconi non mi ha mai chiesto di far parte del suo harem …. Può anche fare il gigolò, ma a me interessa solo che lui governi bene. A me sembra lo stia facendo. […] Il suo entusiasmo mi travolse, e non voglio spettegolare intorno a quattro puttanelle di quarta categoria …
Mi piace molto il decisionismo di questo governo, soprattutto alcuni ministri […] Brunetta sarà uno da studiare nei prossimi anni per la velocità con cui ha attuato il cambiamento…
Essere progressista è un obbligo. E io dagli obblighi sto lontanissimo […] Il centrodestra ha più il senso dello spettacolo…
Adoro com’è costruita la società, non sento nessuna necessità di cambiarla. La borghesia è la parte più forte. […] Trovo che Ratzinger sia il genio di quest’epoca, è il più grande comunicatore della storia…
Ai festival dell’Unità mi venne lo schifo per la sinistra che ci lanciava cicche accese e lattine. Quello è il vero bacchettonismo. Predicavano la tolleranza e ci urlavano “culattoni”…
Cocaina sì, droghe pesanti mai […] Sono innamorato di una scrittrice molto famosa, ma non è amore consumato … Stracciai la tessera [del Partito Radicale] quando mollarono Berlusconi per passare con Prodi. Non mi piacque l’idea che per sopravvivere si fossero venduti alla sinistra: meglio morire…».


Dall’intervista a Zeffirelli
”Due o tre cose che so su Silvio e Veronica”

(di Giancarlo Perna, per “Il Giornale”)

«… Da 20 anni ho adottato due bravi ragazzi, Luciano e Pippo. Oggi, hanno 45 e 48 anni. Luciano è viterbese e non ha mai conosciuto il padre. Mi ha fatto da autista e da figlio e non ho più potuto farne a meno. Si occupa del giardino, degli animali, mi accudisce con amore … Pippo invece è siciliano di famiglia numerosa […] Questa villa è di Berlusconi ma ce l'ho io a vita. Un giorno spero di lasciarla ai miei figli…
Ho sempre detestato Veronica Lario e ancora di più adesso che gli ha fatto l'affronto pubblico … È furbissima e arida. A Silvio non ha mai dato il senso di avere una donna accanto. Non l'ha mai accompagnato alla Scala, ai congressi internazionali. È gravissimo. Invece di fare quella cosa vergognosa a mezzo stampa, poteva mettersi il cappotto e il cappuccio e andare al fianco del marito tra la gente dell'Aquila. Tutti hanno dato qualcosa ai terremotati. Lei, no.
Doveva dirgli: "Tu occupati del governo, agli aquilani ci penso io". Una cosa all'americana, come la moglie di Obama, o alla francese, come la Bruni. Almeno fingere di commuoversi. Invece, proprio tu, che non gli hai mai concesso niente, ti permetti di mettere in crisi uno della sua statura? Lui che potrebbe fare il miliardario e invece si è messo in testa di migliorare l'Italia. Doveva fare come ha fatto Sarkozy che si è liberato della rompiscatole Cecilia per trovarsene una più bella.
Ma ha visto che le ha fatto il chirurgo plastico? Quelle labbra, gli zigomi che sembrano dolomiti. Povero Silvio, è andato a caccia e ha trovato l'animale sbagliato. E poi chi gliel'ha fatto fare di scusarsi come uno studentello? Sono fatti suoi se gli piace pizzicare il sedere delle ragazze. Un uomo come lui ha il diritto di infrangere le regole che sono spesso ignobili e ipocrite. Doveva buttarla a ridere invece di giurare sulla testa dei figli. Poteva dire qualcosa come: "Chi può resistere al fascino di una ragazza, soprattutto alla mia età?".
Silvio è un uomo vitale, è ovvio che le donne lo circuiscano. […] Lo sanno tutti che la sua natura è di adorare clamorosamente le donne. È capace di fare i complimenti anche alle vecchie sfatte.
[…] E poi è solo. Lei lo ha lasciato solo. Anche quando quel meschino di Franceschini lo ha accusato di non sapere educare i figli, lei è stata zitta!…
Il peccato della carne è eguale sia se fatto con un uomo che con una donna […] Ho scopato un bel po'. Anche perché ero molto bellino. Con molte delle mie attuali amiche ho cominciato facendo porcherie. Ma la maggior parte delle mie amicizie sono state di amore greco con uomini … Fece scalpore quello con Visconti di cui ero aiuto. Un caso esemplare di maestro che ti insegna a dare il meglio di te.
La donna ti dà amore, l'uomo la carica per diventare qualcuno […] Mai piaciuto mettere in piazza le mie cose segrete. Il movimento gay mi ha sempre fatto schifo. L'omosessuale non è uno che sculetta e si trucca. È la Grecia, è Roma. È una virilità creativa … Non vorrei un mondo omosessuale.
La donna ha una funzione importante. Ama più di chiunque. Ma la dedizione più forte la trovi nell'uomo. La donna è incostante...

[…] Fini mi piace perché non è una camicia nera ma rappresenta il sogno del buon fascismo. È il numero uno che potrà succedere a Silvio … Rappresenta la parte positiva del fascismo. C'era un fascismo di straordinaria qualità nelle arti e nella cultura…
[…] Di Pietro è la vergogna dell'Italia. Un uomo di quart'ordine. Una barzelletta. La gente, io penso, si giudica da come parla. E lui parla come un venditore di montoni della Ciociaria».

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A questo post è collegato quello del prete che ha scritto al cardinal Bagnasco per chiedergli: come potete fornicare con Berlusconi?
E quello del parroco che vorrebbe "fucilare" Emilio Fede, Bruno Vespa, e tanta altra gente.
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giovedì 11 giugno 2009

PARROCO VS FEDE (nel senso di Emilio)

ALTRO PARROCO CHE CONFESSA I SUOI BASSI ISTINTI :
VORREBBE “FUCILARE” EMILIO FEDE, BRUNO VESPA, SANDRO BONDI.
... E POI ANCHE GASPARRI, BELPIETRO, FELTRI, SCHIFANI, CICCHITTO, BONAIUTI, CONFALONIERI, MIMUN, GIORDANO, RIOTTA, E TANTI ALTRI.



Don Franco Scarmoncin si è scatenato contro Sua Menzogna (Sylvius Berluska).
E soprattutto si è scagliato contro i “leccaculo” che lo circondano, spiegando che
“questa gente meriterebbe di essere fucilata”.
… Qui sotto ripropongo solo alcune delle violentissime espressioni di cui è stato capace il prete. Pubblicate sul sito della parrocchia di San Giacomo Apostolo.


«... Per novembre il Presidente Berlusconi farà il miracolo di dare a tutti i terremotati una nuova casa. Come possa dire “balle” talmente enormi e trovare ancora gente che gli creda, solo Dio lo sa! […] Il Capo del Governo in questi giorni ha autorizzato l'acquisto di 131 nuovi caccia bombardieri per una spesa complessiva di 13 miliardi di euro. Perché deve farsi bello di fronte al mondo…
[…] L’unico che in questi 15 anni ha tentato di mettere riparo al debito pubblico è stato il Governo Prodi, tanto vituperato e mandato a casa, perché troppo statico.
[…] Succederà che quando Berlusconi si toglierà di mezzo, le cose saranno molto peggio di quando ha assunto il potere. E potrà dire che non è riuscito a fare di più e meglio perché non ha avuto abbastanza tempo, o che le opposizioni gli hanno impedito di realizzare i suoi progetti... o che ha avuto addosso tutti i comunisti... o i nemici di Dio e del suo messia (lui stesso).
[...] Quanto sto chiedendomi da alcuni anni è: come fa la gente a non rendersi conto della situazione in cui ci sta cacciando questo Governo?
[…] Non me la prendo con Berlusconi, il suo orgoglio senza limiti lo fa vivere in un mondo in cui lui è convinto di essere al vertice e al centro dell'universo ... È evidente: fintanto che gli battiamo le mani e ci guadagna pure con il mestiere che fa (è l'unico in Italia ad averci guadagnato 156 milioni di euro lo scorso anno, a differenza di tutte le altre aziende italiane) gli conviene tenersi stretta la sedia che occupa ...
[…] Non me la prendo con il Capo del Governo, lui fa il suo mestiere di imprenditore interessato a difendere le sue proprietà, opportunista venditore di fumo, megalomane psicopatico, barzellettiere e “ballista” come pochi altri ... Dovrebbe stare in galera e invece ce lo troviamo Capo del Governo ... Non me la prendo con lui. Me la prendo con tutti i tirapiedi, i leccac**o, gli omuncoli obbedienti prostrati ai suoi piedi, i professionisti dell’adulazione e del servilismo più abietto, i contorsionisti manipolatori della verità, bieche figure di immoralità pubblica, chiudono gli occhi, zittiscono la propria coscienza, negando l’evidenza e impedendo che si arrivi a sapere.
[…] Me la prendo con una caterva di personaggi meschini e senza onore: Emilio Fede, Bruno Vespa, Belpietro, Mimun, Vittorio Feltri, Gianni Riotta, Mario Giordano, Confalonieri, Paolo Bonaiuti, Bondi, Cicchitto, Gasparri, Renato Schifani ... un'infinità di giornalisti, imprenditori e parlamentari che sistematicamente lo difendono, negando l'evidenza dei fatti. Tutti i galoppini in adorazione davanti a lui, rapiti dalla sua parola. Tutta questa gente meriterebbe di essere (mi si passi l'esagerazione) "fucilata"... perchè non possono non essere più intelligenti di me e non possono non vedere quanto è evidente a un cieco" ».
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A questo post è collegato quello del prete che ha scritto al cardinal Bagnasco per chiedergli: come potete fornicare con Berlusconi?
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martedì 9 giugno 2009

CARO CARDINALE TI SCRIVO

«EGREGIO CARDINAL BAGNASCO, SONO UN PRETE, E MI CHIEDO COME POTETE FORNICARE CON BERLUSCONI E LA SUA SCONCIA MAGGIORANZA»

Don Paolo Farinella ha deciso di prendere carta, penna, e calamaio. E si è rivolto direttamente al cardinal Bagnasco.
Per dirgliene tante, e poi tante, e poi tante ancora. Da farsi venire la pelle d’oca.

… Perché, chiede il prete, tanta cagnara sui Dico e per Eluana, se poi si chiude un occhio sui respingimenti degli immigrati?
In questo modo non si consegnano quei poveretti
“a morte certa”? Forse che “la vita dei neri vale meno di quella di una bianca?
Qui di seguito, solo alcune delle accuse che don Farinella ha rivolto a Santa Romana Chiesa. Il testo completo sul settimanale on-line “Domani”.


Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete […] Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio…
[…] Né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza, di furbizia, e di egoismo individuale.
[…] Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali.
Il popolo ha codificato tutto questo con il detto:
è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza?
[…] Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?
Non è [Berlusconi], lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca?

[…] Non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi … Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno…
[…] Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità.
[…] In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Paolo Farinella (
Genova 31 maggio 2009)



Don Paolo Farinella (lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche), ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme (ebraico, aramaico, greco).
I suoi ultimi libri (editore Gabrielli):
“Bibbia, parole, segreti, misteri ” e “Ritorno all’antica Messa"

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A questo post è collegato quello sul
pericolo dell'astensione, quello in previsione del disastro delle sinistre, quello sull'Europa "bolscevica", quello dal titolo "elezioni ed erezioni"), quello sugli italiani che amano (e votano) per le simpatiche canaglie, quello sul Berluska ex "gran comunicatore"
.
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martedì 2 giugno 2009

QUESTA EUROPA BOLSCEVICA

BERLUSKONI GRIDA SEMPRE AL COMPLOTTO DEI KOMUNISTI ( PERFINO QUANDO LA MOGLIE CHIEDE IL DIVORZIO ! )

… MA DOPO IL CASO MILLS ( E SOPRATTUTTO DOPO GLI ARTICOLI DEL “TIMES”), A SUA BANDANA VIENE UN DUBBIO :
RISPETTO ALLA NOSTRA POVERA SINISTRA, SARANNO PIU’ BOLSCEVICHI I SUDDITI DI SUA MAESTA’ LA REGINA?



Il mondo ci guarda. Guarda sgomento e incredulo a quel che avviene in Berluscolandia.
Dopo il caso Mills, e dopo lo scandalo di Noemi e l’annunciato divorzio chiesto da donna Veronica, adesso è tutta la stampa internazionale che sputa su Sua Prescrizione.
Ovvero: sul nostro caro “papi” Silvio.

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Da un articolo del quotidiano londinese The Times
L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un buffone sciovinista, né che egli si accompagni con donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavoro come modelle, assistenti, o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo. Ciò che è più scioccante è il totale disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana.
L’anziano dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati ( …) Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare relazioni che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Minaccia quei quotidiani, minaccia le televisioni che controlla, invoca la legge per difendere la propria 'privacy', pronuncia dichiarazioni contraddittorie, e poi come in un melodramma promette di dimettersi se viene scoperta la sua menzogna”.


Dall’articolo “La giustizia italiana e il caso Mills”

(Alexander Stille, per Repubblica)
(… ) Nel 2004 David Mills, in un momento di panico durante il quale ha temuto di essere indagato per aver evaso il fisco britannico, scrisse spontaneamente al proprio fiscalista inglese per spiegargli l' origine di circa 600.000 dollari finiti nei suoi conti. «Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. e loro conoscevano la mia situazione... Sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l' avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo».
Il fiscalista, che aveva paura di diventare complice di un reato, ha passato la lettera alle autorità britanniche, le quali, a loro volta, hanno trasmesso gli atti ai loro colleghi italiani.
Quindi, punto primo: non c' è stato un complotto dei giudici italiani. Il caso nasce in Inghilterra dalla mano di Mills, l'ex avvocato di Berlusconi, e la magistratura agisce dopo essere stata messa di fronte a una prova fortissima, un' auto-accusa del tutto spontanea.
Chiamato a testimoniare, Mills conferma tutto. Poi, in un secondo momento, ritratta. E infine offre spiegazioni che sembrano poco credibili: perfino che un dirigente della Fininvest, Carlo Bernasconi, sul punto di morire gli ha fatto un regalo personale di 600.000 dollari.
Al processo appena concluso è stata trovata più convincente la spiegazione originale - e per delle buone ragioni. Quando scrisse la lettera al fiscalista, Mills non aveva nessun motivo di mentire. Mentre nelle sue versioni successive, trovandosi imputato in un processo per corruzione, aveva tutti i motivi per negare la sua lettera-confessione.
Nella giurisprudenza di tutto il mondo le auto-accuse contro il proprio interesse hanno molto più peso delle dichiarazioni auto-assolutorie.

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domenica 10 maggio 2009

IL TESTAMENTO DI "PAPI"

DOVE FINIRANNO I GENITALI DI BERLUSKA?
ECCO IN ESCLUSIVA SU “LIBERO” IL TESTAMENTO BIOLOGICO DI “PAPI” SILVIO
(… MARCELLO VENEZIANI NE E’ VENUTO IN POSSESSO, E CE LO HA FATTO LEGGERE).



Da “Il testamento biologico di Silvio”
(Marcello Veneziani per Libero)

(…) Io Berlusconi Silvio ho deciso di donare i miei organi all’umanità nel giorno remoto della mia dipartita per donare vita al prossimo e continuare a vivere, seppure in forma rateale. Ed ho così disposto alla presenza del notaio Bruno Vespa e dei testimoni Apicella Mariano e Brambilla Marinella, la seguente suddivisione del mio corpo:
Lascio il mio sangue a Fede Emilio perché possa organizzare ad ogni mia ricorrenza il miracolo della sua liquefazione, con diretta su Retequattro … Lascio i miei capelli a Letta Gianni perché li cotoni amorevolmente ogni giorno, come se fossero suoi … Lascio la mia mano destra attaccata alle tette morbide delle veline, perché è un vero peccato staccarsene… Lascio la mia lingua a Bondi Sandro, che ha consumato la sua a leccare i miei sacri piedi … Lascio i due emisferi del mio cervello rispettivamente a Calderoli Roberto e Ronchi Andrea perché so che li lascerebbero intatti … Lascio i miei testicoli (no, maligni, a nessun ministro!), li lascio invece a Franceschini Dario per compensare la sua carenza e per aumentare la base del suo partito … Lascio le mie scarpe magiche a Renato Brunetta perché possa sentirsi rialzato all’altezza del genere umano … Lascio l’orifizio anale a Santoro Michele perché continui le sue meticolose introspezioni, lasciando a Travaglio Marco l’analisi dei peli superflui … Lascio il mio posteriore al mio postero successore, perché non avrà il mio talento ma abbia almeno il mio culo…
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A questo post è collegato quello (dal blog NATALEtuttoL'ANNO), sul terremoto in casa Berluska.

mercoledì 22 aprile 2009

Geova nostro ke sei nei cieli

E’ proprio vero che in Italia manca l’informazione. E il blog di Beppe Grillo contribuisce a seminare confusione,  dicendo agli italiani che il terremoto dell’Abruzzo ha mandato all’altro mondo i cattolici, mentre si sarebbero salvati tutti i testimoni di Geova.
... D’accordo, magari Dio non fa differenza tra i suoi figlioletti -e il predicatore Beppe non ha insinuato esattamente questo!- però resta chiaro che secondo lui "la religione può salvare la vita di una persona".
 
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Papale papale, il comico genovese (già condannato per omicidio colposo plurimo), ci ha avvertiti: “... In Abruzzo i Testimoni di Geova si sono salvati, i cattolici hanno raggiunto il Paradiso”.
E questo perché “i geoviani, prima del terremoto, hanno avvertito i membri della loro comunità del pericolo. Hanno raccomandato di dormire in macchina e di tenere con sé delle valigie con il necessario: sono tutti sopravvissuti…”.
La fantastica conclusione di Grillo: “Se Bertolaso fosse stato un Testimone di Geova gli abruzzesi non avrebbero pianto centinaia di morti”.

… Nientemeno!

"Hearthquake" ( dei Family Force 5 )





Su questa delirante idea (i Testimoni di Geova che si salvano dai terremoti), ho voluto dire la mia. Lasciando, sul blog di Beppe Grillo, questo commento:

Se
dipendesse dai loro capi religiosi, i Testimoni di Geova avrebbero smesso da tempo di far figli. E (come suggerito loro moltissimi anni fa), avrebbero -naturalmente per prudenza!- aspettato di vedere prima il fantomatico "mondo nuovo" (in cui sarebbero vissuti dopo la “fine del mondo”). Non per niente un vecchissimo loro libro (che in seguito i TdG hanno tolto dalla circolazione), aveva questo fantastico titolo: "Milioni che ora sono viventi non morranno mai!". Infatti, i loro capi dicevano che al sempre imminente "grande terremoto" di Geova sarebbero sopravissuti i soli testimoni devoti, che sarebbero vissuti per l'eternità senza conoscere la morte di noi comuni mortali! Vale la pena di ricordare che -fra l'altro- i Testimoni di Geova non possono fumare neanche mezza sigaretta, né festeggiare il compleanno, né fare il presepe. E, se ricordo bene, non possono dire "salute" quando qualcuno starnuta. Inoltre non possono frequentare e sposare chi non è della setta (anche se cercano di negare). E addirittura non possono andare a votare (neppure per dirsi contrari all'aborto!). Gli apostati (e soprattutto i disassociati), ci raccontino cosa succede quando un testimone non fa più parte dell'organizzazione.
... Forza, ce lo dicano, così vediamo cosa resta di questa presunta bontà d’animo!

         Pellizzer (agnostico)


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A questo post è collegato quello sugli audaci che dicono: per i terremotati non sgancio neppure un euro!).
L'altro post è sul vecchio "piano casa" di Berluska, che è finito sotto le macerie.