A Venezia la sinistra è finita in acqua, perché la maggioranza dei veneziani non lavora alla Fenice (dove i suonatori pretendono di scegliersi il direttore). E magari lavora invece in fabbrica, a Marghera, dove devono tenersi il capo borioso (e farselo piacere per forza). Il popolo, anche a Venezia, magari se ne frega delle polemiche sulla Russia alla Biennale. Le trova polemiche per gnè-gnè con l’erre moscia. E magari ritiene che l’arte “politicamente corretta” (quella che predica inclusione) ha lo stesso valore artistico dei disegnini sui cessi “multi gender” di Grosseto. Cioè: cagate pazzesche!
La maggioranza dei votanti pensa che non si promette una moschea per infinocchiare gli islamici. E chi li vuole integrare deve prima mangiarci assieme. Sì, ma non due minuti a favore di telecamera, per poi far colazione nei palazzi sul Canal Grande. Peraltro: non con le sarde in saor (che fa osteria), ma col sushi. O col cous-cous, che fa tanto “democratico”!
La Schlein ha scalato il Pd chiamando alle primarie le truppe cammellate, e voleva conquistare Venezia coi “Bangla-Dem”. Accoglie gli stranieri, poi non sa dove metterli. Li candida senza spiegare la laicità, e loro tirano in campo Allah. Dopo i lavoratori a basso costo, la sinistra cerca gli elettori a costo zero (che poi, magari, decidono che non possono votare per un Pd che vuole le adozioni agli omosex)!Ecco le parole di Moreno Marsetti, origini marocchine, musulmano, rieletto sindaco (leghista) di Malo (Vicenza): “La politica deve parlare in italiano e unire sotto progetti comuni (asili, sicurezza, tasse), e non dividere per blocchi religiosi”. E poi precisa: “Io parlo ai cittadini, non ai fedeli”!
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