martedì 30 giugno 2026

I compagni di Elodie

Forza Elodie! Avevi scritto che quelli come Pillon erano "indegni di stare in Parlamento"?
... Ora dissociati dai tuoi compagni di parata!
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Il topless multato e il Pride

In Friuli Maria Bordalo è stata multata perché prendeva il sole in topless. Giustamente sul Corriere si lamenta e dice: "Ai Pride le persone possono sfilare senza indumenti e io non ho il diritto di prendere il sole senza il costume superiore?".
Cara Maria, fosse solo quello! Nei Pride si può offendere Salvini, il governo, la Fede altrui, la Polizia, il buon senso e il buon gusto!
Magari i pride fossero un circo, o una carnevalata, come dicono tanti! Il circo e il carnevale sono cose serie, invece i pride sono diventati la fiera degli stereotipi sessisti e perfino omofobi. Se gli omofobi (quelli veri) scimiottano gli omosex con certe movenze, chi sfila ai pride ripropone proprio quelle scemenze. E gli organizzatori mettono in prima fila proprio queste porcherie. Ovviamente con accanto i bambini delle famiglie arcobaleno. Che poi, come al Vicenza Pride, gridano "free Palestine" come fosse un gioco. E chissà cos'altro imparano, poveretti!

Sotto il trucco, niente!

Milano Pride, carro, microfono aperto e la frase di questo signore che è diventata subito un meme.
Poi, a mente fredda, arriva la precisazione: 'avevo bevuto'.
Quindi adesso cosa facciamo? Ridiamo, commentiamo, o ci chiediamo perché a caldo tutti urlano e a freddo tutti si correggono?"
Al Treviso Pride c'era questo cartello che diceva: " l'omofobia è omosessualità repressa". Le lobby LGBT+ dicono (a torto) che Salvini è omofobo. Ne consegue che lo considerano anche un "represso". D'altra parte, sempre secondo queste lobby, quando non è"repressa" è "interiorizzata".
... Questo signore che ora frigna, chiede scusa, e dice che aveva bevuto, ha semplicemente dato voce al delirio delle lobby LGBT+. Se è davvero pentito, prima paghi i danni a Salvini, e poi ammetta di essere stato loro complice
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Etichette come sentenze

Di fronte a certi orrori, con questo caldo, la sentenza immediata, e senza sconti, viene pronunciata da chi ne sa di meno. Da chi non ha voglia, né tempo, né la preparazione, per accertare i fatti. Da chi chiude tutto con una parola: patriarcato, femminicidio, maschilismo tossico, sessismo, fascismo, genocidio, eccetera.
Vorrei chiedere a costoro come dobbiamo definire chi toglie i figli ai genitori che vivevano assieme felici nella casa nel bosco? Come definire la madre che scappa coi figli e se li porta via assieme ai quattro cani?
E la madre che finge di averli persi e invece li nasconde in una stanza? E la madre che seppellisce i suoi neonati in giardino? E la donna che uccide gli anziani aumentando i medicinali? Come definire il Pride che caccia un ebreo perché dice che non fu genocidio neppure Hiroshima? E il Pride che si dice antifascista ma accetta il comunista che grida “Palestina libera dal fiume al mare”? E chi chiede il patentino antifascista sulla base di una patetica autocertificazione? Se uccidere uno straniero è razzismo, un bengalese che uccide tre connazionali cos’è? Se uccidere un omosex è omofobia, un omosex come Jeffrey Dahmer cos'è? Infine, cos'è uno straniero (omofobo) che prende in giro l’Italia e come Mimmo Blaze si finge omosex per ottenere asilo e continuare a spacciar droga? Con la scusa che lui vende droga ma per "far felici gli italiani"?

Simboli borderline

Fa caldo, troppo caldo per polemiche inutili basate su pettegolezzi tutti da accertare. Consiglio di riflettere, prima di usare come simbolo chi non c'è più.
Repubblica riferisce che Mirko Moriconi (che si faceva chiamare con altro nome e cognome) voleva cambiare sesso. Quindi non era precisamente omosex, ma qualcos'altro. Tanto per cominciare.
Il quotidiano precisa che prima di essere ucciso dal padre era stato ricoverato in psichiatria.
Anche oggi in Italia ci sono alcuni Pride, e consiglio di riflettere prima di eleggere Mirko (tra una burinata e l'altra) a martire del mondo arcobaleno. Lo avevano fatto anche con "Cloe" Bianco. Ma erano entrambe persone borderline. E mi limito a definirle borderline

Versioni che cambiano

Sul caso del padre che ha ucciso figlio e moglie, nel lucchese, stanno emergendo motivazioni molto diverse tra loro. Versioni che cambiano, ipotesi che si contraddicono. Tocca mettere ordine su ciò che si sa, e ciò che è ancora da chiarire. Ma prima voglio fare un esempio: la Schlein ha scalato il PD chiamando a votare per lei le truppe cammellate. Oggi, quando non riesce a tenere unito il partito, invece di riflettere sui suoi errori, dice che non la accettano perche donna, giovane, e lesbica.
Le lobby LGBT+ insegnano a spiegare tutto col vittimismo, consolatorio ma falso. Tornando al ragazzo ucciso, il Corriere della Sera scrive che dai primi accertamenti sembrerebbe che il giovane fosse seguito dal Sert. Il padre dice che chiedeva continuamente soldi ed era costretto a nasconderli. In verità li chiedeva a tutti, aveva organizzato una raccolta fondi sui social e non per spese imminenti ma perché voleva diventare un grande cantante.
Ancora il padre: "Mio figlio era ingestibile, aveva problemi di tossicodipendenza e di alcol, era violento e mi picchiava".
A poche ore dalla tragedia le lobby LGBT+ si sono buttate subito a strumentalizzare la vicenda. Anziché incoraggiare le minoranze sessuali, le terrorizzano. Rendendole più suscettibili, incerte, e psicologicamente instabili.
Se davvero il ragazzo era problematico, bisogna dire a suo padre (e a tutti gli italiani) che all'origine non c'è il suo segno zodiacale, il suo gruppo sanguigno, o il suo orientamento. Purtroppo le lobby LGBT+ alimentano gli equivoci suggerendo solo certi collegamenti. E i media politicamente schierati fanno altrettanto.
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Il dolore, chi lo strumentalizza

È successo nel lucchese, un uomo prende a fucilate moglie e figlio. Una tragedia. Eppure a poche ore dal fatto c'è già chi corre a strumentalizzare. Chi usa il dolore per la propria battaglia politica. Per alimentare una narrazione che gli fa comodo, senza poter sapere cosa davvero è successo.
Nei mesi dei Pride le lobby LGBT+ si buttano come jene sul cadavere del ragazzo, per evocare il fantasma dell'allarme omofobia. Intanto la madre uccisa con lui resta dietro, come se la sua vita valesse meno.
Chi difende il padre, dice che era lui a sentirsi minacciato. E comunque, se fosse vero che il figlio voleva fare la transizione, le lobby LGBT+ mi insegnano che il suo orientamento non c'entra. C'entra la sua identità.
... Col caldo che fa, prima di sentenziare, prendiamoci una limonata!
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mercoledì 24 giugno 2026

A Treviso sfila pure il gatto

Treviso, sabato 20 giugno 2026. Qui, per l’allegra e gaia sfilata, si è visto di tutto. Oltre alle immancabili drag-queen (che nonostante il caldo hanno aperto le danze e agitato la scena coi loro trucchi e i loro costumi), in corteo si è fatto notare anche un gatto in carrozzella, ovviamente accompagnato dalla sua padrona. Poi lo striscione della Cgil (che dopo essere stata abbandonata dagli operai si infila in tutte le feste). E tante bandiere rosse (oltre a quelle del sindacato, quella del partito comunista dei lavoratori). Simpatica la presenza della puppy community, quella dei poliamorosi, e di molte altre realtà (del mondo arcobaleno e non).
... Non sono mancati, tuttavia, gli slogan sopra le righe, e anche qualcuno decisamente odioso. Tocca segnalarne due su tutti: “Palestina dal fiume al mare” e “Asfaltare i preti”.
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Qui, Treviso!

Sabato 20 giugno 2026. In centro a Treviso, ecco l'annuale e gaia sfilata. In queste manifestazioni tutto è colorato, rispettoso, inclusivo. Almeno all'apparenza. Di fatto chi partecipa a queste parate in genere è gente pacifica che vuole solo divertirsi e stare in pace. Tuttavia le sigle LGBT+ strumentalizzano tutta questa gente per portare avanti certe discutibili strategie. Gli organizzatori dei Pride (ovvero le solite patetiche sigle che si scambiano nomine e incarichi una con l’altra) elencano le loro fantasiose e pericolose pretese attraverso il manifesto politico collegato alla parata. Manifesto politico scritto a nome di tutto il mondo arcobaleno, sebbene quel testo non rappresenta neppure le istanze di chi poi partecipa effettivamente alla manifestazione. Anzi, la stragrande maggioranza di chi sfila in corteo non ha né discusso né votato quel documento. E ne ignora perfino l’esistenza!
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Parole, anziché idee!

C’era una volta il “confronto delle idee”. Ma oggi siam più raffinati, abbiamo fatto molti passi in avanti, e discutiamo piuttosto sulle parole che scegliamo. "Patriarcato", "genocidio", "fascismo", "femminicidio", e altre parole, non servono più a descrivere i fatti reali (chi se ne frega!), ma solo a far scena. Per dire, nei Pride, ti cacciano se dici che non ha senso parlare di “genocidio” a Gaza. Se invece urli “fermate il genocidio” (anche stando mezzo nudo) subito ti applaudono. E potrai stare tranquillamente in mutande, perché perfino il perizoma sembrerà un simbolo di pace e di antifascismo!
A proposito, che importa se il fascismo c’è o no in Italia? Se ai Pride gridi che è il governo è fascista (puoi farlo solo perché non lo è) per farti star buono otterrai qualche concessione per il tuo circolo LGBT+. Quanto al “patriarcato”, se dici che vedi le sue tracce pure nei fondi di caffè, chi ti può smentire? Ovvio che non devi vederle nelle famiglie straniere in Italia, sarebbe razzismo! Ah, e ricorda che le "razze" (di cui parla la Costituzione) non esistono più. Bisogna dire “etnie”. In quanto ai "femminicidi", dopo Vannacci ho un dubbio: se Carlo uccide la suocera, lo fa perché è sessista e la uccide in quanto donna (quindi con l’aggravante femminicidio)? O lo fa perché quella infastidisce sua figlia, dicendole che doveva trovarsi un marito più ricco (e quindi è semplice omicidio)?
… Lo chiedo alla sinistra woke e alle sigle LGBT+ che vedono i fantasmi dapertutto (ma non vedono quanto femminismo tossico e quanta polemica insulsa c’è in giro)!
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