Poi però, quando noi ci ammaliamo, magari dobbiamo pagarci le visite e le medicine.
... Perché ha ragione Vannacci, è un mondo "al contrario" questo!
Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
Il governo vuole che i farmaci usati per bloccare la pubertà dei minori (e anche gli ormoni usati per sembrare dell'altro sesso) siano prescritti solo a precise condizioni. Le lobby LGBT+ sono sul piede di guerra, e io sui social ho commentato a modo mio
✒️ Chiunque ha il diritto di percepirsi uomo, donna, Napoleone, o altro. Ma la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri. E se Valentina Petrillo decide di ottenere un seno finto (peraltro tenendo stretti i gioielli e tutta l'argenteria) ne consegue che le altre atlete (donne "alla nascita") possono sentirsi discriminate se costrette a battersi con lei. Che le femministe storiche possano vederci un grosso problema, mi pare ovvio. Peraltro, se una persona anoressica si percepisce grassa, e se una donna ha una gravidanza isterica, nessuno direbbe che bisogna incoraggiare quella (sbagliata) percezione. Men che meno si incoraggiano i bambini, nell'età in cui parlano con l'amico immaginario, a sperimentare la qualunque (magari insegnando loro, a scuola, la favola dei "coniglietti gay", come è già successo)! E se proprio gliela vogliamo raccontare, allora spieghiamo loro anche il dramma dei "detransitioner". Diciamo loro che il vaiolo delle scimmie nel 2022-3 ha colpito per il 98% solo maschi omosex o bisex. E inforniamoli sul fatto che l'HIV continua ad infettare la minoranza dei maschi omosex più della maggioranza dei maschi etero (sarà "per caso" come mi ha risposto pubblicamente la Antonella Viola al "Padova Pride Village")?
Ahimè, le persone trans vengono strumentalizzate dalle lobby LGBT+ (e dai loro "compagni di merende") per scatenare quel polverone che è diventato indispensabile. Ovviamente, indispensabile per chi ha visto fallire ogni velleità rivoluzionaria e ogni utopia ideologicamente insulsa. L'amichettismo di sinistra, in combutta con l'amichettismo arcobaleno, è riuscito ad avvelenare i pozzi. Ma da un po' sento una brezza leggera, che potrebbe diventare un ciclone salvifico. Le lobby LGBT+ stanno portando il mondo rainbow (di cui faccio parte) nel burrone. Non so se un ciclone le spazzerà via, ma qualunque cosa accada voglio che si sappia che io non sono mai stato complice di certe schifezze.
... Not in my name! E, a proposito, giù le mani dai bambini, please!
🙏 ___ Natale Pellizzer
👼UN TEMPO CREDEVO - purtroppo lo dicevo e lo scrivevo pure - che la cosiddetta “teoria del gender” fosse una invenzione dei bigotti e dei trogloditi. Un babàu inventato ad arte per spaventare i creduloni, i complottisti, e i superstiziosi.
In effetti una siffatta teoria non è mai esistita. E se esistesse sarebbe perfino un bene, perché la si potrebbe discutere serenamente. Purtroppo, nel tempo, sulla questione del gender è spuntata invece una babele di deliranti “variazioni sul tema”, una montagna di smancerie linguistiche, di frivole accortezze, e di patetiche specificazioni che aumentano solo la confusione e l’irritazione di chi pure vorrebbe un mondo più inclusivo e rispettoso.
… E mi stupisce che – per quieto vivere - così tante persone si sono infine adeguate a certi dogmi, anche solo per apparire raffinati e “politicamente corretti”. Per giunta, fingendo di non vedere certe porcherie.
😌
MI VERGOGNO DI non aver previsto questi guazzabugli ideologici. Ancora adesso mi meraviglio di come si possano inventare – dopo l’asterisco e la schwa - sempre nuovi pronomi e nuove regole di comportamento che possono solo irritare anziché aiutare la “inclusione” di ogni persona (che è sicuramente doverosa, a prescindere dal sesso, dall’orientamento sessuale, e dalla sua identità di genere). Purtroppo, mai avrei immaginato che un giorno Jennifer Lopez si sarebbe vista costretta a rivolgersi a sua figlia - pubblicamente, dal palco! - dandole del “voi”. Solo perché la ragazzina non ha ancora deciso se si sente uomo o donna (e dunque, nel dubbio, la cantante si è vista costretta a rivolgersi ad entrambe le potenziali identità della figlioletta).
... Mai avrei immaginato che pochi giorni dopo la Lopez sarebbe stata processata mediaticamente dalle femministe, per aver annunciato che avrebbe preso il cognome del nuovo marito (per dire a che punto è arrivata la follia!).
🙃
MAI AVREI immaginato che la fluidità sessuale e di genere sarebbe stata spacciata per un vezzo da miliardari (anche la figlia di Angelina Jolie e Brad Pitt, quando era giovanissima, voleva essere considerata un maschio e voleva essere chiamata John). O per una facile e meravigliosa favola.
… E mai avrei immaginato che su Tik Tok una giovanissima ragazza avrebbe spiegato come iniziare la transizione, e - fra l'altro - come schiacciare il seno per apparire più maschili.
🤨
INOLTRE, MAI AVREI immaginato che Alessandro Zan e Fedez si sarebbero occupati dei bambini con presunta “disforia di genere” (i cosiddetti “bambini libellula”, che sono più rari dei diamanti, e che andrebbero seguiti da chi è esperto nel ramo, non da un ingegnere e da un cantante ex omofobo!).
... Mai avrei immaginato che in giro per il mondo il “self-ID” avrebbe consentito a chiunque di entrare negli spazi destinati alle donne, consentendo ad atlete trans dalla corporatura maschile (e con gli attributi ancora al loro posto), di gareggiare con donne dalla corporatura minuta (che ovviamente si sono sentite discriminate).
😌
MAI AVREI immaginato che in Inghilterra, al leader al partito laburista, sarebbe stato chiesto – alludendo alle persone trans - se esistono anche “donne col pene” (e, accidenti, alla fine lui si è visto costretto a rispondere che “sì, esiste una minoranza di donne che hanno il pene!”). Mai avrei immaginato che Vladimir Luxuria sulla sua pagina Facebook avrebbe presentato – parole testuali sue - una “trans 14enne”.
... L’ha esibita come fosse un trofeo, gettandola alle intemperie e alle tempeste mediatiche. Che vergogna!
____ Natale Pellizzer
UNO STUDENTE che si fa chiamare Andrea (ma per l'anagrafe è ancora Anna), spiega che quando deve firmare col nome originario sente tanto dolore. Leggo ora la sua intervista, e non riesco ad immaginare cosa dovesse significare per lui (durante l'occupazione della scuola, alla quale ha partecipato con passione), poter fare finalmente quel che gli pare, e quindi poter entrare nel bagno dei maschi.
... Dice che varcando una porta che normalmente gli era preclusa, voleva "riappropriarsi degli spazi" che lui intimamente sentiva come suoi. Ma mi chiedo, accidenti, se arrivato lì non avrà dovuto di nuovo fare i conti - appena si è abbassato i pantaloni - con la dura realtà del sesso originario.
ORA E' DIVENTATO famoso, un mito di fronte a compagni e compagne di scuola. E va bene così. Ma gli adulti dovrebbero fargli notare che lui finge di provare imbarazzo per un dato anagrafico che stranamente ha voluto raccontare a tutti, perfino sui giornali. Legittimo, dunque, pensare che gioca a fare la vittima, per meglio far scena e diventare "protagonista" in un mondo dove la fluidità è di moda.
... Voglio sottolineare, inoltre, che molti altri suoi coetanei si sentono derisi e magari discriminati più di lui (per altre ragioni: perché grassi, o brutti, o storti...). E però, tutti costoro, non potendo vantare l'appartenenza ad una categoria Lgbt+, quando chiedono aiuto mostrano un po' più pudore. E, accidenti, se desiderano che le regole cambino in loro favore, chiedono almeno "per piacere"!) .
😎 Natale Pellizzer