Visualizzazione post con etichetta Berluska quater. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berluska quater. Mostra tutti i post

venerdì 16 luglio 2010

Cosentino, la cravatta, il matrimonio gay

Il governo di Silvio IV cade a pezzi, e anche il Vaticano non sta tanto bene.
Entrambi cercano di minimizzare il fallimento. E mentre il primo sta a controllare il nodo alla cravatta, il secondo cerca di confondere le acque col suo "latinorum".

... Ma intanto il mondo continua a girare come ha sempre fatto, e -sia ringraziato il cielo!- non gira sempre dalla loro parte.


1) Lo spettacolo doveva continuare. E infatti dopo la vicenda Scajola, e dopo il licenziamento di Brancher (ministro del Nonnulla), sono arrivate le dimissioni di Cosentino. E pensare che il Berluska, sullo scandalo della cosiddetta P3, aveva appena spiegato che "sono quattro pensionati sfigati" .
... Strano, però, i pensionati che conosciamo sono ai giardinetti, mica a complottare e a realizzare dossier!

2) Dite a Berluska di slacciarsi la camicia e di armarsi di ventaglio, perché secondo il suo ministro della Salute i condizionatori sono "il modo migliore per prendersi un accidente".
Dite a Silviuccio
di buttar via la cravatta, perché Ferruccio Fazio ha stabilito che quella sarà pure elegante ma è anche "una grande fonte di infezioni, la maggiore che esista sul corpo di un uomo".
... Dite a Sua Prescrizione che il ministro Fazio in persona ci ha deliziato con questa incredibile spiegazione tecnica: "Il problema è che la cravatta è sempre la stessa. La cambi ogni giorno ma non la lavi mai. E non puoi certo sterilizzarla ogni volta".

2) Ecco, invece, una valida ragione per ubriacarsi dalla gioia: perché Santa Romana Chiesa non sa più che pesci pigliare e adesso ha annunciato "urbi et orbi" le nuove regole con cui si propone di combattere i delitti "gravioribus" (ma è la solita pappardella con cui finge di voler contrastare i preti sporcaccioni).
... E mentre questi bigotti stanno a cincischiare, il mondo continua a girare (e non per il verso che vorrebbero loro). E i vescovi sono costretti a riferire (su Avvenire.it), che l
'Argentina è diventata "il primo Paese dell'America latina ad autorizzare le nozze gay, e il decimo al mondo dopo Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Africa del sud, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda".
____________________


* Altri post come questo sono sul blog
N.tuttoL'ANNO, sul blog N.ogniDI', sul blog F.&FASTIDI.

martedì 4 maggio 2010

Chi troppo chi niente

Vuoi vedere che Scajola era più paraculato di Berluska?
Incredibile: il premier aveva chi gli pagava le escort (naturalmente a sua insaputa), ma forse l’ex ministro aveva addirittura chi gli regalava le case (e senza dirgli nulla, s’intende).

... Adesso Scajola trova insopportabile l'idea che qualcuno possa aver contribuito a pagargli la casa. E pensare che la stragrande maggioranza degli italiani troverebbe tutto questo fantastico (e si accontenterebbe di regali molto più piccoli: per la serie a chi troppo e a chi niente!).
_________________________


Anche se Berluska ha finto di difendere il ministro Scajola, il giornale della Real Casa ha contribuito a chiederne le dimissioni (Vittorio Feltri, sul “Giornale” gli si è rivolto direttamente: «Se non ha niente da dire oltre a ciò che ha detto, le conviene rassegnarsi. Anzi, rassegnare le dimissioni»).

E Nicola Porro (vicedirettore del quotidiano), sul suo blog ha parlato altrettanto chiaro: «Ho intervistato Claudio Scajola, recentemente, sul giornale. La vicenda è nota. Ha comprato nel 2004 un appartamento al Colosseo. Dice di averlo pagato con un mutuo da 610mila euro ancora in essere […]
Dico subito che non credo al ministro che ho intervistato. Non dico che debba andare in galera. Non dico che debba essere indagato. Dico una cosa banale: 610mila euro per 180 metri quadri nel centro di Roma, non sono il prezzo di mercato. Ho forse delle prove? Nessuna. Per quanto mi riguarda ci possono essere mille motivi per i quali le venditrici hanno incassato da Scajola solo 610mila euro. Alcuni leciti, altri opachi, altri illeciti.
Ognuno si può esercitare con tutte le supposizioni possibili. Ma il punto, cari commensali, non è questo. Il punto è che il ministro continua a dire che il prezzo giusto di quell’appartamento, è quello ridicolmente fissato a 3400 euro a metro quadro. E’ un insulto alla nostra intelligenza[…].
Se il ministro avesse detto, l’ho pagata 610mila euro, e il resto li ho dati in nero, sarebbe stato ammettere un’evasione fiscale che in molti fanno. Non un bel gesto da parte di un ministro della repubblica. Ma prenderci per i fondelli è peggio»
.
_____________________


* Altri post come questo sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.ogniDI', sul blog F.&FASTIDI.

martedì 6 aprile 2010

La destra che avanza (e poi arretra)

Tranquilli: magari la destra pseudo-kattolica avanza politicamente, però indietreggia elettoralmente.

Tranquilli: se la matematica non è un'opinione, Berluska e Bossi hanno perso voti entrambi, mi consenta!

Tranquilli: dice Eugenio Scalfari che la Lega ha guadagnato voti in Veneto, in Emilia, in Toscana, nelle Marche. Ma ne ha persi in Piemonte, in Lombardia e in Liguria.
... E sostanzialmente “non è affatto aumentata". Più semplicemente "ha perso meno degli altri”.
_____________________________



Dall’articolo “Il vento vandeano, da Torino a Treviso”
(di Eugenio Scalfari, per “La Repubblica”)


« … I risultati del 29 marzo non possono essere archiviati come cosa nota. Pesano sul futuro, sui comportamenti dei protagonisti e sugli umori della società. Perciò dobbiamo esaminarli con cura e al di fuori della propaganda di parte, rileggendo i numeri emersi dalle urne e cavandone un significato.

Comincerò dalla Lega, che politicamente è il partito vincitore. La sua vittoria politica è indubitabile: non governava nessuna Regione ed ora ne governa due; in Veneto ha largamente superato il Pdl; il Nord padano è saldamente guidato dal centrodestra e in particolare dalla Lega che può vantare anche una penetrazione inquietante in Emilia.
Alla vittoria politica non si è però accompagnata una vittoria elettorale in termini di cifre assolute. Gli elettori della Lega infatti sono stati due milioni e 750 mila; nelle europee erano stati due milioni e 900 mila; nelle politiche del 2008 ne aveva raccolti due milioni 847 mila. Il dato delle regionali del 2005 appartiene ad un'altra era geologica e non è dunque comparabile con quello attuale.
Roberto D'Alimonte sul '24 Ore' del 31 marzo ha scorporato questi dati, regione per regione constatando che la Lega ha guadagnato voti in Veneto, in Emilia, in Toscana, nelle Marche, ma ne ha persi in Piemonte, in Lombardia e in Liguria.
Il risultato netto segna, rispetto alle europee, una perdita di 147 mila voti. Il risultato ci dice dunque che la Lega, in cifre assolute, non è affatto aumentata ma ha perso meno degli altri. Il suo peso politico è fortemente cresciuto ma il numero dei voti è più o meno quello che aveva negli scorsi due anni. Sfondamento dunque non c'è stato. Lo stesso confronto esteso agli altri partiti dà i seguenti risultati in confronto con le europee: il Pdl ha perso due milioni e mezzo di voti, il Pd un milione, l'Idv 450 mila, l'Udc 360 mila.
Le percentuali registrano queste realtà, profondamente influenzate dalle astensioni nonché dalle dimensioni di ciascuno dei partiti sopra indicati, ma lo specchio più realistico ce lo fornisce il confronto globale con il corpo elettorale di tutti i cittadini che hanno diritto al voto.
Utilizzo le accurate elaborazioni di Luca Ricolfi che è un riconosciuto esperto in questa materia ('La Stampa' del primo aprile). Fatti 100 gli elettori con diritto di voto, il 30 per cento non ha votato, 12 hanno votato Lega e Idv, 29 hanno votato per i due partiti maggiori (Pdl e Pd) e i restanti 19 hanno votato per le decine di partiti e liste restanti. "Il principale partito di governo - conclude Ricolfi - è stato votato da un italiano su sette, mentre tre italiani su sette non ha partecipato al gioco".
Dal canto mio, sommando i voti del Pdl nelle tre Regioni del Nord, ottengo due milioni 384 mila voti e sommando quelli della Lega ne ottengo due milioni 292 mila. In Piemonte Lombardia e Veneto la Lega è complessivamente inferiore al Pdl di soli 152 mila voti. Di fatto nella Padania Bossi non ha superato Berlusconi ma l'ha raggiunto, conquistando due governatori su tre.
Questo è lo stato dei fatti: Non sono opinioni ma numeri… ».

_____________________


* A questo post va collegato quello dal titolo "Pagliacci". Inoltre, altri post ancora sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.ogniDI', sul blog F.&FASTIDI.

domenica 28 febbraio 2010

IN GALERA

COM’E’ CHE SUA IMPUNITA’ (SILVIO IV), NON E’ ANCORA FINITO IN GALERA? MAGARI ASSIEME AL SUO AVVOCATO MILLS?
… GRAZIE A TRE LEGGI AD PERSONAM CHE SI E’ FATTO SU MISURA PER LUI E PER I SUOI RUFFIANI!


Peter Gomez e Marco Travaglio hanno descritto l’infamia delle leggi ad personam.
Qui di seguito, ecco i passaggi più importanti di questo articolo. In cui vengono descritti gli stratagemmi inventati dagli azzeccagarbugli di corte, per salvare il culo all’Imperatore e ai suoi preferiti.

_____________________________



Da un articolo di Peter Gomez e Marco Travaglio
(pubblicato su "Il Fatto Quotidiano")

« Senza tre leggi ad personam, fatte apposta per lui e per Cesare Previti, ieri Silvio Berlusconi sarebbe stato prelevato dalle forze dell’ordine e accompagnato a San Vittore per scontare la pena dopo la condanna definitiva per corruzione giudiziaria di David Mills. Stessa sorte sarebbe toccata, con le opportune procedure di estradizione, per il legale (si fa per dire) inglese.
E’ questa – checché ne dicano i tg e i giornali di regime – la traduzione in italiano della sentenza della Cassazione che l’altroieri ha confermato irrevocabilmente la colpevolezza di Mills per essere stato corrotto da Berlusconi con 600 mila dollari in cambio di due false testimonianze nei processi All Iberian e Guardia di finanza […].
Mills (e dunque Berlusconi) il reato l’ha commesso, tant’è che [la Corte], l’ha condannato a risarcire la presidenza del Consiglio con 250 mila euro per i danni arrecati all’imparzialità della giustizia. Quanto alla pena, non ha potuto applicarla perché il processo è durato tre mesi di troppo: il reato si è estinto a fine 2009.
Ora, senza la ex Cirielli il reato si estinguerebbe nel 2014. Dunque Mills sarebbe stato condannato a 4 anni e 6 mesi. Senza il lodo Alfano, anche Berlusconi sarebbe stato condannato a una pena almeno equivalente, se non addirittura superiore in quanto corruttore.
Senza l’indulto esteso alla corruzione giudiziaria, entrambi i condannati non beneficerebbero dello sconto di un terzo e sarebbero finiti in carcere. E, senza la norma salva-ultrasettantenni contenuta nell’ex Cirielli, Berlusconi finirebbe in carcere senza nemmeno poter chiedere i domiciliari.
In più, dall’altroieri, sarebbe interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, pena accessoria obbligatoria per legge in caso di condanna per questo tipo di reato. Dunque la giunta per le elezioni e poi l’aula della Camera dovrebbero dichiararlo decaduto da deputato e ineleggibile per sempre, come hanno fatto tre anni fa per Previti.
Mai come in questo momento, Mr.B. deve rivolgere un pensiero riconoscente alla sua maggioranza e anche al grosso della cosiddetta opposizione che, ciascuna secondo le proprie possibilità, l’hanno salvato dalla galera ».

giovedì 25 febbraio 2010

SUA PRESCRIZIONE

Silviuccio Berluska (quello che vuole il ‘processo breve’ per guadagnare la prescrizione a vita), continua a prenderci in giro. Anche quando finge di battersi per una legislazione che combatta la corruzione.
... Che è un controsenso, una barzelletta se a parlarne è lui. Perché praticamente è come se il tacchino invocasse la festa del Ringraziamento!
_______________________________


Giuseppe D’Avanzo, su “Repubblica” (nel suo articolo “Le regole della volpe”), ha spiegato che il cavaliere versione giustizialista è l’ennesima “stravaganza di un imbonitore che vuole far credere che la volpe possa badare al pollaio”.
... Praticamente il solito bidone, che servirebbe solamente a scatenare la fantasia. Come accadde -spiega il giornalista- anche il 7 marzo 2009: «Nel mondo meraviglioso di mister B., i fatti sono immaginari e la comunicazione sostituisce l'azione. Chi si ricorda del "piano casa"? Berlusconi: "Venerdì, faremo il provvedimento sul piano casa che avrà effetti straordinari sull'edilizia"... Non se n'è avuta più traccia…».


Subito dopo il D’Avanzo ha voluto ricordare anche le cattive amicizie che
il piduista con la bandana ha coltivato (e portato in Parlamento): «Qualche nome soltanto, estratto dal "cerchio stretto" che lo circonda. Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado per mafia; Massimo Maria Berruti, condannato per favoreggiamento nella storia delle tangenti alla Guardia di Finanza; Aldo Brancher condannato per falso in bilancio; Romano Comincioli impicciato in bancarotte fraudolente e false fatture».

Quindi, siccome il ripetere aiuta la memoria, il giornalista ci ha voluto far rileggere il “curriculum da gran briccone” .
... Ovvero: la lunga lista dei guai giudiziari di Sua Impunità: «Sedici processi, quattro sono ancora in corso: corruzione in atti giudiziari per l'affare Mills; istigazione alla corruzione di un paio di senatori; fondi neri per i diritti tv Mediaset; appropriazione indebita nell'affare Mediatrade. Nei dodici processi già conclusi, in soltanto tre casi le sentenze sono state di assoluzione. In un'occasione con formula piena per l'affare "Sme-Ariosto/1" (la corruzione dei giudici di Roma). Due volte con la formula dubitativa e nel secondo caso - le tangenti alla Guardia di Finanza - il Cavaliere è stato condannato in primo grado per corruzione; dichiarato colpevole ma prescritto in appello grazie alle attenuanti generiche; assolto in Cassazione per "insufficienza probatoria".

Per non parlare delle tante furbizie che al piduista hanno garantito la libertà: «Riformato e depenalizzato il falso in bilancio dal governo Berlusconi, l'imputato Berlusconi viene assolto in due processi (All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2) perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Due amnistie estinguono il reato e cancellano la condanna inflittagli per falsa testimonianza (aveva truccato le date della sua iscrizione alla P2) e per falso in bilancio (i terreni di Macherio). Per cinque volte è salvo con le "attenuanti generiche" che si attribuiscono a chi è ritenuto responsabile del reato. Per di più le "attenuanti generiche" gli consentono di beneficiare, in tre casi, della prescrizione dimezzata che si era fabbricato come capo del governo: "All Iberian/1" (finanziamento illecito a Craxi); "caso Lentini"; "bilanci Fininvest 1988-'92"; "fondi neri nel consolidato Fininvest" (1.500 miliardi); Mondadori (l'avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, "compra" il giudice Metta, entrambi sono condannati».
_________________________

domenica 13 dicembre 2009

LE PALLE DEL PREMIER

Lunga vita al cavalier Silvio, che dopo aver ricordato che lui è “bello, forte, duro, e con le palle" è stato orrendamente colpito al volto da un oggetto (lanciatogli addosso da un komunista?).
… Lunga vita al cavalier Silvio. E ditegli di darsi una calmata: il machismo e il bullismo possono solo aumentare la follia collettiva, e ci sono già troppi matti in giro (anche senza bisogno di buttarla in politica)!



* Silvio Berluska, come tanti italiani, quando va all’estero sente un gran bisogno di farsi riconoscere. E infatti, appena arrivato al congresso del Ppe (in quel di Bonn), ha pensato bene di fare il bulletto. Come il suo solito. E ha nuovamente rivendicato di essere sessualmente ben dotato.
... Purtroppo per lui, avercelo lungo non è ancora un merito. E non protegge dai tanti folli che circolano in giro (e che magari ti lanciano addosso quel che gli capita tra le mani!).

* Al contrario: chi fa il 'macho' spesso si rende ridicolo. Come succede anche a certi leader della Lega, che notoriamente dicono di avercelo duro.
... E infatti Alessandro Robecchi, sul “Manifesto”, ha fatto a questi politici (malati di priapismo), una proposta interessante: dimostrino una buona volta di avercele per davvero, queste palle. Come? Tirandole fuori davanti a tutti, naturalmente!

___________________________



Dall’articolo “Una maschia lezione…”
(di Alessandro Robecchi, per “Il Manifesto”)

Lui ha detto di essere “forte, duro, con le palle” e loro hanno tradotto “molto forte e molto duro”. In pratica, Angela Merkel non ha potuto apprezzare le palle di Silvio, un vero peccato. Del resto, questa delle palle è una fissa costante. Quando Fabrizio Corona l’altra sera in tivù ha preso a cazzotti un muro (dimostrando scientificamente che palle e cervello non comunicano), la sua fidanzata Belen Rodriguez ha chiamato il programma per dirsi orgogliosa di amare uno “con le palle”. Il conduttore ha tradotto “attributi”: altro caso di vile censura.
Come porre rimedio a questi travisamenti dell’altissimo pensiero a base di palle? Urge riforma costituzionale. Per esempio: tutti quelli che parlano di palle, di avere le palle, o addirittura di essere donne con le palle (sentito anche questo), dovrebbero provare con i fatti le loro affermazioni. Basta con le ipocrisie, fuori le palle, ma non in metafora, troppo comodo!
[…] Dato che “avere le palle” vale, di questi tempi, molto più che avere una testa funzionante, è chiaro a tutti che l’autocertificazione non può bastare. Con una piccola riforma, duce e gerarchi dimostrino il coraggio delle loro azioni, e vadano a spasso con i maroni al vento, ben in vista. Darebbero, tra l’altro, una più vivida e veritiera immagine del paese in cui viviamo.
______________________


* Altri post come questi sono sul blog N.tuttoL'ANNO, sul blog N.ogniDI', e infine sul blog F.& FASTIDI.

domenica 20 settembre 2009

Silvio, generoso sciupafemmine

Dietro alle donne stuprate, alle donne accoltellate, e alle donne ricattate, ci sta la “famiglia tradizionale”. Ovvero: quel sistema patriarcale che sfrutta il sesso per garantirsi il potere.

Nel regno di Berluskolandia, per sottomettere le donne, non è necessario tagliare loro la gola (siamo pur sempre cristiani, una cultura superiore!). E per zittire quelle che Silvio chiama le “belle figliole” è sufficiente coprirle di regali. Comprando così il loro silenzio, e trasformandole in nostre complici.


Se poi si sognassero di ribellarsi a tutto questo, sarà un gioco da bambini sputtanarle rivelando (come direbbe Feltri), che sono delle “veline ingrate”.

E se tutto questo è successo a Veronica Lario (che è la moglie dell’Imperatore), capiterà a maggior ragione alle varie damigelle e cortigiane .

... Questi meccanismi arcaici e crudeli sono stati egregiamente descritti dalla escort Patrizia D’Addario. E si ritrovano anche nelle interviste alla ‘teste omega’ Stefania Ariosto (qui sotto).

________________________



Dall’intervista a Stefania Ariosto
(di Jolanda Bufalini, per “L’Unità”)

Un sorriso si insinua fra le parole, quando Stefania Ariosto guarda indietro ai segni premonitori: «In quei pranzi io ero l’unica un po’ ribelle. Mi definivano pericolosa. E poi stranamente, davvero lo sono diventata… Io non sono mai stata Berlusconiana, ero un po’ critica ma solo con il mio compagno. Per il resto stavo zitta…».

Lei ha frequentato per anni quel mondo, che ricordi ha? «Era un ambiente rigorosamente familiare. Alle donne non era consentito argomentare di alcunché. D’altra parte loro parlavano di affari, di cause, di Mondadori... Che avremmo potuto dire noi? Veronica, donna adorabile, era mitissima. Non parlava mai, zitta, muta.
[…] Andai anche a villa Certosa, in posizione bellissima ma mi sembrò una casa troppo grande. Erano cene noiose, bisognava aspettare che Berlusconi si alzasse per fare il giro del lungo tavolo con i doni che sceglieva personalmente. Ho avuto un filo di perle, una spilla. Ma io portavo sempre un dono a Veronica. Non accettavo quell’elargizione che aveva il sapore di una sottomissione senza ricambiare.
[…] Sono convinta che Berlusconi sia stato più generoso di quel che è apparso. Perché lui è generoso ma è una forma di potere».

Cosa fa ora, a Como? «Ho preso una seconda laurea in legge, cerco di fare l’avvocato. Ma, per una che ha denunciato un giudice non è una cosa facile».
__________


A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Berluska torero di cartapesta, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', quello sul
'Va Pensiero' di Bossi
, e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e altre ancora), sono su N.tuttoL'ANNO, su N.ogniDI', e su F.& FASTIDI.

domenica 13 settembre 2009

Silvio, il matador bugiardo

Silvio Berluska continua a menarcela su tutto, e su tutto racconta solo frottole.
Dice di essere meglio di Superman, e adesso precisa di essere anche un valoroso torero.

Sì, va bene, olééé!
... Ma le bugie, caro il nostro premier-matador, hanno le gambe corte. Perfino più corte delle tue.

__________



Dall’articolo “Escort e festini”

(di Giuseppe D’Avanzo, per “Repubblica”)

… Più che rispondere, Silvio Berlusconi sfoggia - non è una novità, è la magia che gli riesce meglio - una sapienza stupefacente nell'uso della menzogna che manovra in ogni direzione. Ora nasconde la verità, ora la inventa di sana pianta, ora la nega contro ogni evidenza, ora la deforma secondo convenienza. […]
L'Egoarca non risponde alle domande di Repubblica. Ne dimentica alcune. Due soprattutto suggerite dall'allarme della donna che lo conosce meglio, la moglie.
Veronica Lario dice che Berlusconi «frequenta minorenni», e che «non sta bene». Il capo del governo si tiene lontano da terreni che devono apparirgli minati. È stato documentato che ha frequentato due minorenni (Noemi e Roberta), invitate a Villa Certosa senza i genitori, nei giorni di Capodanno 2009. […]
Berlusconi nega che nelle sue residenze ci siano "feste e festini". Dice che, come leader del suo partito, fa «una serie di incontri con i rappresentanti e le rappresentanti di organizzazioni politiche, come i circoli "Meno male che Silvio c'è"». È una bugia. Da quel che è stato documentato dall'indagine di Bari, dalle testimonianze di Tarantini e di alcune "ospiti" retribuite, gli appuntamenti notturni del premier non prevedono né discussione politiche (si parla soltanto dei successi dell'Egoarca, se ne ammirano gli interventi in giro per il mondo, si ride della sue barzellette) né la partecipazione di comitati di fans. Un cerchio stretto di ruffiani e ruffiane invita a Palazzo o in Villa ragazze ambiziose o professioniste del sesso che accettano di passare la notte con il presidente [...]
Dice l'Egoarca: «Non è vero che ho candidato ‘veline’. Abbiamo fatto un corso per giovani laureate che volevano diventare assistenti di eurodeputati e ne abbiamo individuate tre con grandi capacità».
È una menzogna. Il "corso" è stato organizzato per preparare candidati e candidate al Parlamento di Strasburgo, come hanno confermato nel tempo i ministri che vi hanno preso parte come docenti. È stato un corso di formazione dove la presenza di "veline" era così appariscente da essere raccontata con molti particolari dai giornali (ohibò!) della destra.
Il primo quotidiano che dà conto della candidatura di una "velina" alle elezioni europee è il Giornale della famiglia Berlusconi.
... I nomi della candidate che si leggono nella cronaca di Libero sono: Angela Sozio, Elisa Alloro, Emanuela Romano, Rachele Restivo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti, Barbara Matera, Ginevra Crescenzi, Antonia Ruggiero, Lara Comi, Adriana Verdirosi, Cristina Ravot, Giovanna Del Giudice, Chiara Sgarbossa, Silvia Travaini, Assunta Petron, Letizia Cioffi, Albertina Carraro. Eleonora e Imma De Vivo e "una misteriosa signorina" lituana, Giada Martirosianaite.
Sono questi nomi, questi metodi a sollevare le critiche della fondazione "Farefuturo", presieduta da Gianfranco Fini.
La politologa Silvia Ventura avverte che «il 'velinismo' non serve: assistiamo a una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto da fare. Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole».
«Ciarpame senza pudore», aggiunge Veronica Lario [...].

Dice l'Egoarca: «[Con Patrizia D'Addario] mi sono comportato come si deve comportare secondo me ogni padrone di casa». Quel che si sa del primo incontro di Berlusconi smentisce la correttezza di un padrone di casa consapevole di avere accanto una prostituta. «Che Patrizia fosse una escort, quella sera, lo sapevano tutti», dice Barbara Montereale, anche lei ingaggiata dal ruffiano del presidente, Gianpaolo Tarantini.
C'è una traccia della consapevolezza del presidente. L'Egoarca "stropiccia" subito Patrizia D'Addario seduta accanto a lui sul divano, dinanzi agli uomini della sua scorta. Nel primo incontro, le propone di visitare la camera da letto in compagnia di altre due ragazze. La sollecita a entrare nel "lettone di Putin". La D'Addario rifiuta [...].

Dice l'Egoarca: «Nella patria di Casanova e dei playboy, la gioia più bella è la conquista. Se tu paghi che gioia ci potrebbe essere?». È una menzogna. Come Barbara Montereale, la D'Addario è stata ricompensata con una candidatura politica… Quando si alleggeriranno le pressioni corruttive e le intimidazioni sulle ragazze, anche straniere, ospiti di Villa Certosa (e immortalate dalle immagini di Salvatore Zappadu) si potrà forse riferire quello che alcune testimoni hanno raccontato: e cioè come Berlusconi distribuisse egli stesso alle falene le buste con il denaro. [...]
Dice Berlusconi: «Un imprenditore di Bari, Tarantino o Tarantini, era venuto ad alcune cene facendosi accompagnare da belle donne. Erano ragazze che questo signore portava come amiche sue, come sue conoscenti». È stupefacente che il capo del governo finga di non ricordare il nome del suo ruffiano e banalizzi ora un'intensa amicizia. Le intercettazioni delle loro conversazioni - e soprattutto la loro frequenza - contraddicono le sue parole. Tarantini e Berlusconi si sentivano anche dieci volte al giorno e nei brogliacci della procura della Repubblica ci sono decine e decine di telefonate [...].
Dice Berlusconi: «Io sono stato vittima di un attacco di una persona [la D'Addario] che ha voluto creare artatamente uno scandalo». […] E' falso che la D'Addario lo abbia ricattato (ha solo risposto a un pubblico ministero che la interrogava offrendo documenti sonori che da sempre maniacalmente raccoglie in ogni occasione). È vero che Berlusconi sia ricattabile [...].
Dice Berlusconi: «Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni». Bè, questa è davvero la menzogna più grossa”.
__________


A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Berluska torero di cartapesta, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', quello sul
'Va Pensiero' di Bossi
, e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e altre ancora), sono su N.tuttoL'ANNO, su N.ogniDI', e su F.& FASTIDI.

martedì 25 agosto 2009

IL CURRICULUM DEL PAPI

Vittorio Feltri è il nuovo direttore de "Il Giornale".
Adesso che è ritornato al quotidiano della Real Casa ha promesso di non voler essere il megafono di Berluska. E intanto, per farsi vedere coraggioso, ha deciso che è cosa buona e giusta accusare Gianni Agnelli (che ovviamente non si può difendere!).
E così quelli del "Manifesto" gli hanno riso in faccia: “Bella trovata, prendersela col padrone morto per salvare l’utilizzatore finale vivo”!

… Nel frattempo, Giuseppe D’Avanzo (su
"Repubblica"), ha pensato bene di rendersi utile. E a tal fine ha voluto fare un ripassino di tutti (meglio: quasi tutti), gli scandali del cavaliere. Per dimostrare che il Berluska non si è affatto limitato -come ha sostenuto Feltri- a toccare il sedere a una ragazza cui va a genio di farselo toccare”.

_______________________



Dall’articolo “L’avvocato e il Cavaliere”
(di Giuseppe D’Avanzo, per “Repubblica”)

... Feltri si dice stupefatto per "quanto sta avvenendo sul fronte fiscale". Trasecola per quel che si dice abbia combinato in vita Gianni Agnelli che "avrebbe esportato o costituito capitali all'estero sui quali non sarebbero state pagate le tasse". Decide di liberarsi una buona volta di quell'inutile fardello che è il garantismo, favola buona soltanto per il Capo e gli amici del Capo, e picchia duro, durissimo.
Questo "furfante" di un Agnelli, scrive Feltri, "ha sottratto soldi al fisco", e quindi "ha procurato un danno allo Stato", "ai cittadini che le tasse le pagano"; ha saccheggiato "per montagne di quattrini neri" le casse di società quotate in Borsa, "derubando gli azionisti".
E allora, si chiede, è più grave "rubare al popolo o toccare il sedere a una ragazza cui va a genio di farselo toccare"?

[…] Feltri non è ingenuo e non è uno sprovveduto. E' un professionista tostissimo e soprattutto ha memoria lunga. E statene certi - questo annuncia il suo editoriale - parlerà presto di quel "furfante" del suo editore. Gli getterà in faccia, senza sconti, le 64 società off-shore "All Iberian" che Berlusconi si è creato all'estero, governandole direttamente e con mano ferma.

Gli ricorderà, e lo ricorderà ai suoi lettori, come lungo i sentieri del "group B very discreet della Fininvest" siano transitati quasi mille miliardi di lire di fondi neri, sottratti al fisco con danno di chi paga le tasse; i 21 miliardi che hanno ricompensato Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi (se non si vuole dar credito a un testimone che ha riferito come "i politici costano molto... ed è in discussione la legge Mammì").

E ancora, la proprietà abusiva di Tele+ (violava le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le "fiamme gialle" ); il controllo illegale dell'86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l'acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche; le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma che hanno messo nelle mani del capo del governo la Mondadori; gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato e in spregio dei risparmiatori, favorirono le scalate a Standa, Mondadori, Rinascente.
In attesa di sapere se Agnelli sia stato o meno un "furfante", Feltri, che non è un maramaldo, ricorderà quanto sia furfantissimo il suo editore, come al fondo della fortuna di Berlusconi ci siano evasione fiscale e falso in bilancio, corruzione della politica, della Guardia di Finanza, di giudici e testimoni; manipolazione, a danno degli azionisti, delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.
E, giurateci, quel diavolo di Feltri non si fermerà qui. Ricorderà le diciassette leggi ad personam che hanno salvato il suo editore da condanne penali, protetto i suoi affari, alimentato i profitti delle sue imprese. Ricorderà, con il suo linguaggio concreto e asciutto, quanto quell'uomo che ci governa sia, oltre che "un furfante", un gran bugiardo.
Rammenterà ai lettori del Giornale quando Berlusconi disse: "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conoscevo neppure l'esistenza" (Ansa, 23 novembre 1999, ore 15,17). O quando giurò sulla testa dei figli: "All Iberian? Galassia off-shore della Fininvest? Assolute falsità".
La trama dell'offensiva di Feltri contro il suo editore già fa capolino. Presto leggeremo un altro editoriale, altri editoriali all'acido muriatico. Nel solco delle menzogne diffuse dal premier che evade le tasse, Feltri ricorderà che è stato Berlusconi a mentire agli italiani negando di frequentare o di aver frequentato minorenni, giurando sulla testa dei figli di condurre una vita morigerata da buon padre di famiglia, prossima alla "santità", per intero dedicata alla fatica di governare il Paese.
Feltri concluderà che un uomo, un "furfante" che trucca bilanci, deruba i contribuenti e le casse dello Stato, si cucina legge immunitarie perché governa il Paese e per di più mente senza vergogna sull'origine della sua fortuna e sulla sua vita privata, diventata pubblica, non può essere affidabile quando parla del destino dell'Italia, qualsiasi cosa dica o prometta.
___________


A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello sul 'metodo Svastichella', quello sul 'Va Pensiero' di Bossi, e quello sull'ora di religione.
Altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.ogniDI', e su F.& FASTIDI.

venerdì 7 agosto 2009

Alla destra del 'papi'

LA MINACCIA DI GRAZIANA, CHE SIEDE ALLA DESTRA DEL 'PAPI':
«VORREI FARE L'ATTRICE O IL MAGISTRATO. SILVIO MI VEDREBBE BENE IN POLITICA... INTANTO MI LAUREO, POI SI VEDRA'»
_____________________

Graziana Capone, l'Angelina Jolie di Bari, ha deciso di esibire ancora una volta la sua amicizia con 'papi' Berluska. Il settimanale Oggi e il quotidiano Repubblica hanno raccolto la sua preziosa testimonianza sulle feste a Palazzo Grazioli e altrove. E così la bambina, cinguettando felice, ha riconfermato proprio quel che tanto ci preoccupa.
Le sue precise parole:
«Il presidente ama circondarsi di signore, questo è vero: le donne sanno ascoltare, e lui ama molto parlare.
Ad Arcore abbiamo tirato fino a tardi, le quattro forse, qualcuna si è addormentata sul divano, ma quel clima 'borderline' che si legge dietro i racconti delle altre ragazze, quella sera [in cui ci siamo conosciuti] proprio non c'era.
... Io sono onorata dell'amicizia di Silvio Berlusconi. Ma non permetto a nessuno di accomunare il mio nome a quello di escort, ragazze immagine o comunque di chi viene pagata per trascorrere serate. Io vado alle cene, se invitata, perché ho piacere di passare del tempo con alcune persone.
... Berlusconi è un ottimo padrone di casa. Per questo sono tornata con piacere alle sue feste. A Palazzo Grazioli sono stata almeno sei volte, compreso la vigilia di Natale: c'erano sempre molte ragazze ma Berlusconi a tavola voleva soltanto me alla sua destra ... sono sicura che se il presidente avesse un harem io sarei la favorita.
... Ho fatto cinema e spot televisivi. So di essere una bella ragazza. Ma so anche di non essere stupida: studio, penso, e da grande mi piacerebbe fare l'attrice, forse, o il magistrato. Il presidente dice che potrei anche fare la politica. Intanto a ottobre mi laureo. Poi, chissà».
_________________


A questo post va collegato quello sull'ultima panzana della Lega, quello s
ull'Italia post-G8 (amica del beduino Gheddafi), il post sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Inoltre: altre scoreggette come queste sono su N.tuttoL'ANNO, su N.ogniDI', e su F.& FASTIDI.

sabato 25 luglio 2009

PURE SENZA IL CONDOM

IL TIMES HA DECISO CHE LE REGISTRAZIONI TRA LA D'ADDARIO E BERLUSCONI SONO "DISPERATAMENTE LURIDE".
TUTTA LA STAMPA -QUELLA LIBERA- HA SCOPERTO CHE IL CAVALIERE, QUANDO SI INCONTRA CON LE "BELLE FIGLIOLE", NON USA PRECAUZIONE ALCUNA.
... ITALIA AVVISATA E MEZZA SALVATA: IL PAPI (CE) LO METTE, PURE SENZA IL PROFILATTICO!

___________________



Dall'articolo "Le istruzioni erotiche del Superpapi"
(di Alessandro Robecchi, per il "Manifesto")

Eppure è vero: nelle registrazioni che Patrizia D'Addario ha raccolto nei paraggi del lettone grande di Putin a Palazzo Grazioli c'è anche questo, la voce lumacona di Superpapi che dà le sue indicazioni: «Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola... Devi toccarti con una certa frequenza».
[...] Il fatto inequivocabile e definitivo è che certe frasi, private o pubbliche che siano, descrivono gli uomini, ne disegnano la personalità, ne spiegano pregi e difetti, insomma li svelano perfettamente... E' l'uomo che telefona il giorno dopo l'amplesso per sentirsi dire bravo. E' l'uomo che - in possesso di un potere senza eguali nei paesi democratici - si dice da solo «ho fatto un bellissimo discorso, con applauso». Che spiega alla cortigiana complessi conti sul G8, per giungere alla conclusione che lui è «in-su-pe-ra-bi-le!». Questo libro «l'ho disegnato io». E ci mancherebbe. E questo l'ho fatto io. E questo l'ho pensato io. Io, io, io.
Il vero dramma umano del signor Berlusconi Silvio, ciò che lascia sgomenti, non è qualche notte di sesso a tassametro. Ma piuttosto che inviti signorine a decine per farsi cantare in coro «Meno male che Silvio c'è», per assistere alla ola in suo onore, in definitiva per farsi battere le mani...
[...] Consigli all'allenatore del Milan. Consigli ai ministri. Consigli ai capi dell'opposizione. Consigli agli imprenditori. Consigli a tutti. Persino «darò io dei consigli a Obama», frase del 5 novembre (perché il 4 notte, si sa, aveva da fare). E ora, record del mondo, pure consigli alla escort in materia di sesso...
[...] Il presidente allenatore faceva la formazione del Milan. Il presidente operaio prometteva instancabile operosità e modestia. Poi venne il presidente ferroviere che tagliava nastri e stringeva mani con il cappello da capostazione. E ora, questo presidente che dispensa consigli erotici a una professionista del ramo, come dovremmo chiamarlo, il presidente-zoccola? ...


Dall'articolo "Il Papa ora perdonerà tutto"
(di Roberto Alajmo, per "L'Unità")

Dunque anche questo ci tocca sapere, visto che noi pettegoli ci teniamo a saperlo: il Presidente del Consiglio, quando va a donne non usa mai il preservativo. Il primo pensiero che viene è: almeno adesso il Papa sarà contento [...].
A quanto pare in questo paese tocca sempre metterci a parametro del peggio... Perché se vai senza preservativo non rischi solo tu. Fai rischiare anche la tua inconsapevole moglie, oltre che le eventuali ulteriori amanti, in caso di promiscuità reiterata. Esiste quindi un danno a terzi.
Allo stesso modo, andare a letto con signorine prezzolate non è solo un peccato di cui ciascuno risponde alla propria coscienza e al confessore. Perché se poi le signorine prezzolate vengono candidate alle elezioni e collocate in posti di potere, il danno alla comunità dovrebbe essere chiaro anche all’osservatore più condiscendente.
_________________

A questo post va collegato quello sull'Italia post-G8 (amica del beduino Gheddafi), il post sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni
).