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martedì 7 novembre 2017

PAPEROPOLI

Il comune di Sappada (Bl), vuole cambiare regione e passare al Friuli. Evidentemente perché lì l'erba è più verde. Oppure, più probabilmente ancora, per una questione di "schéi".
... Spostare i confini è il solito vizietto di chi crede di poter trovare una scorciatoia ai propri limiti. Come quando si sgomita per superare la fila. O quando si vuol parcheggiare nel posto riservato ai disabili. E quando ci si finge offesi per lasciare la moglie da sola e andare finalmente ad ubriacarci.

La Democrazia ha anche questo di brutto: che tutti si sentono in diritto di sbraitare e sgomitare. Proprio per questo ho trovato diseducativo chiedere alla gente, con un referendum, se voleva maggiore autonomia.
... E, almeno, bisognava formulare un quesito più preciso. Ma evidentemente serviva essere vaghi affinché ognuno potesse fantasticare sui "sogni di gloria" che preferiva.

In ogni caso: col 53% di affluenza e il 90% di sì Luca Zaia aveva detto che avrebbe "buttato il fascicolo" (nel senso che avrebbe cessato di chiedere la fantomatica "autonomia" de Veneto).
... Beh, 
ma allora non mi pare che i risultati giustifichino i proclami sul presunto "plebscito"!

Inoltre, Zaia aveva detto che era fondamentale andare a votare. Ma viene il sospetto che votare fosse obbligatorio, più che fondamentale. Salvo accettare di pagare caro l'aver disertato le urne.
... Infatti Zaia aveva aggiunto anche questo avvertimento: "Chi non va a votare non avrà più titolo per aprire bocca... Saremo costretti a girare col certificato e dire sì io sono andato c'ho il timbro di quel giorno, io c'ero".


Generalmente si ritiene che in una democrazia degna di questo nome non è ammesso il ricatto (della serie: "se non voti poi non aprire bocca")!
... Inoltre: in democrazia non è ammesso il voto di scambio (vota che poi la regione ti aiuta a trovare un lavoro, lasciava intendere un manifesto del referendum affisso dalla Lega!).

Comunque la matematica non è una opinione, e se col 53% Zaia aveva spiegato che non avrebbe dato seguito a niente, ritenendolo un dato negativo, a casa mia il 57% non è - comunque lo si voglia leggere - un "plebiscito".
... Peraltro, i numeri dicono che la Lega in Veneto ha perso clamorosamente nelle città. E in Lombardia ha perso sempre e ovunque. Non capisco, dunque, come Luca Zaia possa cantare vittoria, visto che la fantomatica Padania a conti fatti esiste solo nella fantasia. Come Paperopoli.

sabato 28 ottobre 2017

COJONATE VENETE

CHE PENA le prediche dei politologi che spiegano a modo loro la diversa affluenza in Lombardia (rispetto al Veneto), in occasione dei referendum sull'Autonomia.
... Più di uno tira in ballo la Serenissima, volendo dire che questa avrebbe forgiato in Veneto un popolo di fieri autonomisti (e secessionisti).

LA VERITA' è che la stragrande maggioranza dei veneti non saprebbe dire cos'è la Serenissima. Peggio: non saprebbe dire neppure cosa chiedeva e cosa presupponeva il quesito referendario.
... E piuttosto questa regione bigotta, credulona e piagnucolosa, si lascia infinocchiare dai proclami, dalle suggestioni, dalle superstizioni, dalle fobie.

SONO I MENO
equipaggiati (culturalmente), ad essere più sensibili al canto delle sirene. Sono loro quelli che si soddisfano immaginando di poter trattenere più schèi, quelli che godono a sognare di poter dare una pedata a "Roma ladrona").
... Molti di questi imbecilli, peraltro, si trastullano gia abbondantemente con le guerre di campanile (Trompoli di sopra che detesta Trompoli di sotto, Mestre che vuole dividersi da Venezia, ecc.). E dunque non avrebbero bisogno di cercare altrove il nemico che già hanno individuato a casa loro!

MOLTI VENETI
che abitano in campagna, poi, odiano quelli di città (e viceversa). E i dati sull'affluenza evidenziano che il sogno leghista ha fatto presa sui primi, ma poco sui secondi.
... Checché se ne dica, la verità è che in Veneto il quorum non è stato raggiunto in città come Venezia, Verona, Padova, Rovigo. Vicenza ha raggiunto una patetica sufficienza col 52%. Belluno, invece, ha fatto appena il 51'1%, Treviso il 50'4%. Stop. E il resto sono chiacchiere(anzi: ciàcole). E balle (anzi: cojonàde). 

domenica 22 ottobre 2017

UNICO TRENO

CRITICHE al quesito del referendum sull'autonomia (vago e insulso), sono state espresse da Matteo Marzotto. Che ha dichiarato: “Una domanda mal posta può generare false aspettative, com’è stata la Brexit che si è rivelata una tragedia”
... Nel frattempo, sul quotidiano berlusconiano “Il Giornale”, il governatore del Veneto Luca Zaia continuava a recitare il solito copione di sempre. Con queste ruffiane parole: “Il Veneto e i veneti hanno una storia millenaria di progresso, democrazia, riformismo concreto … Hanno tentato di dipingerci come pericolosi ed egoisti sovversivi … Domenica è finalmente arrivata l’ora del riscatto del popolo veneto … Ci sono treni che passano una volta sola. Quello dell’autonomia, in Veneto, passa domenica, dalle 7.00 alle 23.00”

TRADUZIONE DELLA SOLFA di Luca Zaia: "Cari veneti, noi tutti siamo i migliori, gli altri sono tutti brutti e cattivi. Ci invidiano proprio perché siamo i più fighi. Ma ora potete finalmente liberarvi dalle catene che ci impone Roma ladrona, i terroni, e i comunisti. Votate come vi dico io e come dice “mamma Lega”. Saltate sul carro adesso o mai più. Altrimenti dopo arriveranno i barbari. E ci sarà l’invasione delle cavallette, degli Ogm, dei vaccini obbligatori (a noi che siamo già sani e belli). Non solo questo: Ci sarà l'invasione degli islamici, e di quelli con la erre moscia che non capiscono il nostro bel dialetto. Ostrega, mi ve gò avvertìo, dopo non vi lamentate. Passato il referendum, òcio che ve chiederò la ricevuta del voto e se non l’avete vi manderò semplicemente augurandove buona padania e buona polenta con la luganega).