giovedì 2 luglio 2026

I Village People icona vera

I Village People piangono Victor Willis, il “poliziotto” frontman e fondatore del gruppo originario. I Village People sono nati negli anni ’70 celebrando l’inclusione, la diversità e il diritto di esserci. Volevano mettere in scena, in versione sexy, certi archetipi. Oltre al poliziotto: il muratore, il cowboy, il nativo americano, eccetera. E sempre nel nome della inclusione, che oggi molti evocano a parole (ma solo a parole, per fingersi democratici)! Anzi, oggi ci ritroviamo con dei Pride che invece di includere, escludono platealmente e senza vergognarsene.
Negli anni ’80 il “poliziotto” dei Village People era nel mondo arcobaleno una figura iconica. Oggi invece ai Pride si canta IMCA ma si vedono cartelli con l'acronimo ACAB. Durante un Bologna Pride è stato addirittura impedito a "Polis Aperta" (associazione dei poliziotti LGBT+), di sfilare con il proprio logo. Motivo ufficiale: il Pride ricorda Stonewall, che fu la rivolta contro la polizia!
Donald Trump ha voluto omaggiare il cantante scomparso descrivendolo come "uomo fantastico". Willis aveva accettato di cantare YMCA per Trump perché diceva che una canzone, se è davvero inclusiva, deve poter essere utilizzata da tutti.
... Purtroppo nei recenti Pride italiani, dal celebrare tutti all'escludere qualcuno, il passo è stato breve. Anzi, brevissimo!
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Trump mezzo salvato

La sinistra italiana esulta perché la Corte Suprema ha bocciato Trump (che voleva la fine dello ius soli). Però lo promuove sul divieto alle atlete trans (nate uomo, come Lia Thomas) di gareggiare nelle competizioni femminili.
Morale: se nasci con la prostata ma ti percepisci in un corpo "sbagliato" da medicalizzare a vita, quel corpo sarà "sbagliato" anche farlo gareggiare con donne biologicamente tali.
Nel video: la nostra Valentina Petrillo, che gli attuali Pride vogliono possa continuare a correre nei femminili, sebbene ha ottenuto la sua corporatura e muscolatura anche in quanto nata e cresciuta come maschio
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