Caivano, i bimbi nel bosco, i referendum
Lo dico ai leoni da tastiera. Se il decreto Caivano si chiama così, un motivo (più di uno) c’è. Ovvero: certi fatti incresciosi, ad esempio la violenza sessuale di giovanissimi su bambine di 10-12 anni (in un ambiente di grande degrado). Il decreto Caivano non è stato fatto per i bambini della casa nel bosco. Sennò si sarebbe chiamato, che ne so, decreto “della vecchia fattoria ia-ia-ò”. Il decreto Caivano non prevede che si debbano frequentare necessariamente le scuole tradizionali, e comunque stabilisce un preciso percorso prima di arrivare (in casi estremi) ai due anni massimi di prigione.
Se si fosse sfruttato quel decreto per la casa nel bosco si sarebbero puniti i genitori. Invece si sono segregati furiosamente i figli. Morale: a soffrire per questi clamorosi e crudeli traumi relazionali sono soprattutto i piccolini.
Infine, lo ribadisco: i giudici e la sinistra per il No al referendum Nordio, dei bambini nei campi rom se ne fregano altamente.
... E in ogni caso, io voto Si!✋
Nessun commento:
Posta un commento