mercoledì 24 giugno 2026

Parole, anziché idee!

C’era una volta il “confronto delle idee”. Ma oggi siam più raffinati, abbiamo fatto molti passi in avanti, e discutiamo piuttosto sulle parole che scegliamo. "Patriarcato", "genocidio", "fascismo", "femminicidio", e altre parole, non servono più a descrivere i fatti reali (chi se ne frega!), ma solo a far scena. Per dire, nei Pride, ti cacciano se dici che non ha senso parlare di “genocidio” a Gaza. Se invece urli “fermate il genocidio” (anche stando mezzo nudo) subito ti applaudono. E potrai stare tranquillamente in mutande, perché perfino il perizoma sembrerà un simbolo di pace e di antifascismo!
A proposito, che importa se il fascismo c’è o no in Italia? Se ai Pride gridi che è il governo è fascista (puoi farlo solo perché non lo è) per farti star buono otterrai qualche concessione per il tuo circolo LGBT+. Quanto al “patriarcato”, se dici che vedi le sue tracce pure nei fondi di caffè, chi ti può smentire? Ovvio che non devi vederle nelle famiglie straniere in Italia, sarebbe razzismo! Ah, e ricorda che le "razze" (di cui parla la Costituzione) non esistono più. Bisogna dire “etnie”. In quanto ai "femminicidi", dopo Vannacci ho un dubbio: se Carlo uccide la suocera, lo fa perché è sessista e la uccide in quanto donna (quindi con l’aggravante femminicidio)? O lo fa perché quella infastidisce sua figlia, dicendole che doveva trovarsi un marito più ricco (e quindi è semplice omicidio)?
… Lo chiedo alla sinistra woke e alle sigle LGBT+ che vedono i fantasmi dapertutto (ma non vedono quanto femminismo tossico e quanta polemica insulsa c’è in giro)!
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