Se fosse così, dovrei dedurre che il movente che spinge un criminale ad uccidere la fidanzata, è comunque più grave del movente che spinge un altro criminale ad uccidere, poniamo, il capo che gli ha cambiato la mansione, il professore che ha dato una nota al suo piccino, l’infermiere che lo ha fatto aspettare, il senzatetto che staziona davanti casa sua, il dirimpettaio col cane che abbaia, il contadino che abbatte i cinghiali, il prete che condanna l’aborto, il ragazzo che non si dichiara antifascista (e dunque lo considera un fascista), l’artista che non lo chiama genocidio (e dunque lo considera un sionista complice di genocidio), e via delirando.
Mi chiedo: se chi uccide la suocera è comunque maschilista, sessista, fascista, dunque figlio sano del patriarcato, chi uccide il suocero è meno colpevole perché figlio malato di un Dio minore? E soprattutto: affermare che la legge è uguale per tutti, ma poi stabilire (anche con le quote rosa) queste anticostituzionali distinzioni, che senso ha?
... Devo chiamarla schizofrenia? O rimbambimento collettivo per il troppo femminismo tossico?
👄
Nessun commento:
Posta un commento