domenica 21 giugno 2026

Treviso in marcia (cosa sa)?

La Tribuna di Treviso scrive che al “Treviso Pride 2026” in 2000 hanno “marciato per i diritti di tutti”. Domanda: anche per i diritti dei cattolici? Perché, come già al Vicenza Pride, uno slogan odioso diceva: “Asfaltare i preti, non i prati”! Un altro slogan lasciava intendere che è un omosex “represso” chiunque trova disgustose queste parate (in cui si pretende rispetto ma senza averne per gli altri). Paradossalmente, se fosse vero questo slogan, se ne deduce che questo pride vuole aiutare adulti e bambini che dicono di essere nati nel corpo “sbagliato” (ad esempio chiedendo la medicalizzazione gratuita e a vita delle persone trans, fin dalla loro infanzia), ma irride a chi ritenesse sbagliato il proprio orientamento sessuale (a cui peraltro si vogliono vietare le cosiddette “terapie riparative: anche partecipare, posto che ci si creda, ad eventuali “gruppi di preghiera”)?
Tocca avvertire che questo Pride ha sostenuto l’uso della PrEP, un farmaco usato da molti maschi omosex per praticare il pericoloso sesso “bareback” (cioè senza protezione alcuna). Ma la PrEP va usata "se, come, e quando serve". Senza altra protezione, la PrEP protegge dall’Aids ma lascia passare tutti gli altri virus. Ogni uso improprio è quindi pericoloso per sé e per gli altri.
Che dire, poi, di uno slogan con rima, urlato anche al microfono: “Treviso lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare”!
... E chissà se chi ha urlato questo scempio è consapevole di cosa significa “dal fiume al mare”!

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