domenica 8 gennaio 2012

RAZZISTI O PARANOICI?


Un professore ossessionato dal complotto giudaico, che inneggia alle dittature (di destra e di sinistra), può essere considerato un fascistoide e un razzista? Anche se lui desidera essere considerato tale, non potrebbe, più semplicemente, essere un paranoico bisognoso di una bella camicia di forza?
… Su fèisbuk ho voluto commentare il caso di questo poveretto. Di questo Renato Pallavidini, per giunta docente di storia e filosofia in un liceo classico torinese. Di questo disadattato che delirava dicendo di voler ammazzare qualche ebreo, e che adesso è (giustamente), sotto indagine.



   «Mi chiedo se il razzismo non vada affrontato anche con qualche furbizia. Per dire: quando uno delira, forse non è conveniente passarlo per un antisemita. Intanto perché gli si fa un piacere: lui preferisce far credere che le sue sono idee (magari odiose, ma idee), piuttosto di dover ammettere di essere semplicemente un uomo psicologicamente e socialmente inaffidabile!
   Poi, bisogna considerare che questi cialtroni preferiscono far credere che è stato anche l'ambiente a condizionarli in certe loro "sparate" (appunto perché il movente sarebbe il "razzismo", invece che la psicologia del personaggio). E conseguentemente tutti costoro cercano “alleanze” in quelli che manifestano idee simili, sapendo di potendo contare su una marea di gentaglia che non sa distinguere la destra dalla sinistra.
   Peraltro: attribuendo a certi invasati la patente di razzisti, consegniamo ai loro avvocati un "alibi" e molte demagogiche attenuanti (sarà un giochetto sottolineare che effettivamente gli ebrei, i cinesi, i disabili, gli omosessuali, ecc. causano qualche problemino, fomentando il risentimento del popolino!). Se uno non è adatto a fare il suo lavoro lo si licenzi e basta. Se scatena l'odio per i suoi simili gli si sigilli la bocca e basta. Ma non gli si dia una patente "ideologica" che lo renderebbe un martire agli occhi di chi, magari, è razzista solo perché ha letto meno libri di Fabrizio Corona (o perché non riesce a relazionarsi con sua moglie!).
    Che poi: buttarla sempre in politica, farne una questione ideologica, è pericoloso perché innesca una serie di reazioni a catena. E io mi domando, ad esempio, se è più razzista il prof di cui abbiamo parlato sopra, o quei cinesi che in seguito alla rapina a Roma hanno colto l’occasione per parlare male degli italiani.
    ... Come se quei rapinatori (che hanno ucciso il commerciante cinese di Tor Pignattara e la figlia di nove mesi che portava in braccio), avessero agito così per odio agli stranieri! Come se non puntassero invece ai loro soldi! Come se ad uccidere fosse stato un razzista, anziché – più banalmente – un criminale! Che poi, anche in quel caso, se scoprissimo che gli aggressori erano tossici, o rom, o magari cinesi anche loro, come la mettiamo col (presunto) razzismo?».

mercoledì 4 gennaio 2012

SIGNORINI ANTIDROGA

Il berlusconismo sarà anche finito (forse), ma i servi del Cavalier Patonza non ce li siamo ancora tolti dalle palle. Alfonso Signorini è uno di questi: lui ancora adesso si vorrebbe spacciare per un bravo ometto, e infatti si scandalizza quando al “Grande Fratello” i ragazzi sembrano cercare il “sesso senza il sentimento”.
... Eppure a suo tempo non ha mai detto niente sui bunga-bunga del suo amichetto Berluska!



A proposito di Signorini. Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera su questo ruffiano dall'aria birichina. Così titolandola: "Signorini antidroga".

    «Cara Dagospia,
Alfonso Signorini, gran cerimoniere di Berluska, voleva che Kiran (un partecipante al “Grande Fratello” con un passato di tossicodipendenza), spiegasse agli italiani che la droga fa schifo. Come se non fosse chiaro che il ragazzo ne ha parlato come di una storia dolorosa.
… Io, invece, vorrei che Signorini spiegasse agli italiani che la cocaina di Tarantini (altro amico di Berluska), faceva anche più schifo. Per non parlare della cocaina trovata nell'auto di una olgettina amichetta del piduista».

                                                       Natale Pellizzer

sabato 31 dicembre 2011

L'ARTE DEI CIARLATANI


L’Italia pseudo-kattolica si merita la crisi e pure la peste bubbonica. Perché si proclama cristiana ma invece del Vangelo legge (soprattutto a Capodanno) l’oroscopo. 
... Già, come se non fosse stato già dimostrato ampiamente che gli astrologi sparano solo minchiate (e non ne azzeccano una di sensata neanche a pagarli!).



  Il quotidiano “La Stampa” ha voluto sentire su questi argomenti Stefano Bagnasco (segretario del Cicap). E all’intervistatore (R.Zan.), Bagnasco ha spiegato le strategie di maghi e maghetti, con queste parole: «Fare prognostici è un’arte. Possiamo dire che vengono usati alcuni trucchi. Uno è quello di prevedere eventi generici, per esempio dire che si verificherà un terremoto senza dire dove e quando. E’ abbastanza facile che ciò accada. Un altro sistema è quello di fare previsioni inverificabili: nel 2012 l’amore trionferà non è un’affermazione che può avere un riscontro. Infine fare tante previsioni: statisticamente qualcuna sarà azzeccata e ci si ricorderà quasi sempre di quelle, dimenticando le altre».

   [ L'INDAGINE CICAP SULLE PREVISIONI ASTROLOGICHE QUI ]

lunedì 26 dicembre 2011

L'ESODO DI NATALE

Ultimo Natale "in casa Splinder". A fine gennaio ci sarà lo sfratto, e una marea di blogger rischiano di veder sparire i loro amatissimi post. L'esodo verso altre piattaforme si presenta più difficile di quel che si pensava.


Questo è stato l’ultimo Natale in casa Splinder. Infatti, dal 31 gennaio 2012, se i blog ospitati in quella piattaforma non sarano riusciti a trovare un’altra sistemazione, spariranno inesorabilmente (anche quelli di chi scrive).
... In ogni caso, nessun problema: altrove la vita ci riserva (almeno si spera) tanti altri 25 dicembre. E comunque Gesù Bambino continuerà a scendere dalle stelle alle stalle, riscaldato da quei due simpaticoni del bue e dell’asinello. A prescindere, blog o non blog.

[ Il religioso discorso continua subito dopo il video: intanto auguri! ]

AUGURI DA ANNIKA (DALLA SVEZIA CON AMORE)


"Sia chiaro che non è finita qui"
(a cura del dirimpettaio)

   Solo a fine novembre ho saputo che quelli di "Splinder"hanno deciso di chiudere baracca e burattini, buttando in strada una marea di blogger ospitati nella loro piattaforma. E dunque anch’io (che su Splinder ho ben quattro blog), mi dovrò rassegnare.
Inizialmente non sapevo dove sbattere la testa, e mi sono chiesto se lo sfratto avrebbe chiuso per sempre una meravigliosa avventura. Ma dopo qualche giorno di smarrimento e confusione mi è parso di capire che c’è una soluzione: si può traslocare (si spera di poter traslocare), su altre piattaforme.
… Resta da capire dove conviene emigrare. Resta da capire cosa andrà perso o danneggiato durante la trasferta (come è successo a molti). E soprattutto resta da capire se (come è molto probabile), si dovrà rimpiangere il tempo trascorso qui, dove si era ormai di casa.
     

   In questi giorni su Splinder c’è stato un fuggi-fuggi generale. E si capisce: i blog che non si trasferiranno per tempo verranno cancellati definitivamente alla fine di gennaio 2012. D’altra parte, già da diversi giorni pubblicare e comunicare su Splinder è diventato difficile e faticoso, e molti si sono lamentati di essere stati avvisati con così poco preavviso.
… Io no, non mi voglio lamentare. Anche se ho paura di non riuscire a mettere in salvo tutto il materiale che ho ammassato in questi anni, in questo momento preferisco pensare a quante cose ho potuto fare fin qui, grazie a loro. Peraltro, l’ho fatto completamente gratis, e senza essere mai stato censurato (da non crederci: non mi sono mai tirato indietro, e tuttavia mi hanno contestato una solo foto).
 

   Su Splinder ho potuto dire tutto quel che ho voluto, e non ho mai avuto nessuna vera grana (molte piacevoli polemiche con gli altri blogger, ma nessun fastidio dalla polizia postale). Per questo adesso voglio ricordare solo le tante belle cose (ma veramente tante), che ho potuto fare qui.
... Se mi ci metto a pensare ho perfino l’imbarazzo della scelta: ho potuto dire peste e corna di Madre Teresa (una donna
“cinica e spietata”), di Beppe Grillo (un “penoso comicante condannato per omicidio colposo plurimo”), di Karol Wojtyla (un papa “cocciuto e medievale”), di Oriana Fallaci (una donnaccia “perfida e ignorante”), di Giorgio Gaber (un “qualunquista disponibile a votare per Forza Italia se Berluska candidava sua moglie”), di Adriano Celentano (un cattolico che “predica le cose semplici ma vive nel lusso e si atteggia a Messia”), di Pasolini (un intellettuale che “criticava la modernità e la televisione ma sfruttava i soldi e le belle auto per rimorchiare i ragazzini”).
 

   Grazie a Splinder ho messo in dubbio il valore di tanti presunti eroi moderni (Gino Strada in primis). Ho sputato sui tanti luoghi comuni, sui troppi pregiudizi, sulle incredibili superstizioni che ancora ostacolano il progresso.
...
Ho fatto notare quanto è anacronistico il buddismo, quanto è ipocrita Santa Romana Chiesa, quanto dogmatismo c’è perfino in certo ateismo. Ho parlato della merda, del piscio, della puzza, e soprattutto del puzzone (alludo al piduista che vedeva i ristoranti sempre pieni, e noi tutti "benestanti". Alludo al più grande statista "degli ultimi 150 anni" , che considerava il fascismo "una democrazia minore").
 

   In questi anni ho cancellato pochissimi commenti (probabilmente neanche una decina). Ho risposto a quasi tutte le osservazioni con garbo (anche con chi non se lo meritava). Ho imparato mille e più cose (anche grazie alle critiche che mi venivano mosse). Molta gente mi ha contattato, e ho ricevuto anche molti complimenti (perfino imbarazzanti).
... Purtroppo alcune di queste persone non le ho più sentite, magari in seguito ad alcune toste discussioni che abbiamo avuto: io non ho il coraggio di contattare nessuno, ma capiranno che mi riferisco anche a loro quando dico grazie di tutto.
 

   Grazie a Splinder ho avuto molte belle sorprese. Non potendo elencarle tutte, ne scelgo tre a caso: un famoso senatore di centrodestra mi ha scritto per dirmi che - indipendentemente dalle mie opinioni su di lui - aveva trovato simpatico il mio blog. Il quotidiano più diffuso nella mia zona (la “Tribuna di Treviso”), mi ha citato tra i blog più curiosi della provincia. Una donna combattiva e valorosa, tuttora molto impegnata nelle sue battaglie, mi ha fatto capire che aveva letto - e probabilmente apprezzato - quel che avevo scritto sul calvario di suo marito (morto in condizioni penose e tra mille polemiche che continuano anche oggi).
 

   E poi ancora: ho ricevuto tante osservazioni e commenti mi hanno aiutato a capire meglio la gente e il mondo che mi circonda. E tantissime erano le cose che mi venivano riferite privatamente affinché ne scrivessi. Da rimanerne lusingato.
... Mi furono riferite anche alcuni pettegolezzi su un monsignore del Vaticano, informazioni che tuttavia preferii non pubblicare perché immaginavo essere del tutto infondate (e invece diventarono cronaca qualche tempo dopo, accidenti!).
 

   Grazie a Splinder ho fatto parlare un personaggio che molti anni prima avevo fatto conoscere (“Roberto Camoni”, il ragazzo sieropositivo). Ho potuto creargli un blog in cui lui – attraverso la mia fantasia – spiegava i problema di tante e tanti che si ritrovano ad affrontare problemi all’apparenza insormontabili (ma spesso non lo sono affatto: anche l’Aids oggi non suscita più il terrore di un tempo, e io ho attraverso “Roberto” ho potuto ricordare che la scienza vincerà sulla paura e sull’odio).
… Poi, grazie a Splinder ho potuto riproporre 
la lettera-testamento che “Roberto” aveva scritto molti anni prima (e che era stata riportata da diversi giornali). Inoltre ho potuto riproporre la risposta che Nichi Vendola aveva fatto pubblicare sul quotidiano del suo partito (all’interno di questo post). E non è tutto: essendo l'autore dei suoi testi, ho preso in giro i quotidiani “Libero” e “Il Giornale”. Infatti, attraverso di lui, ho potuto fingere l'adesione ai loro appelli contro Fini, al fine di dimostrare che raccoglievano anche firme inesistenti Leggi qui e poi anche qui (e l’ho fatto molto prima che i loro giornalisti, con la stesso stratagemma, prendessero in giro le firme di Bersani!).
 

   Morale della favola: tutto è stato bello, bellissimo, ma adesso questo blog deve chiudere. Resta in piedi la mia pagina fèisbuk, e quella su Twitter. Restano in piedi, naturalmente, i blog che ho sulle altre piattaforme.
... Penso che senza Splinder nulla sarà più come prima, ma sono anche convinto che non è finita qui (e questa, sia chiaro, non è una minaccia ma una promessa. Voglio che i miei blog risorgano tutti, da qualche altra parte, in un modo o nell’altro).

                                             Il fastidioso dirimpettaio (Natale Pellizzer)

domenica 18 dicembre 2011

TEMPO DI BILANCI

Con le feste diventa più facile fare un bilancio. Per questo Roberto Camoni (sieropositivo e profugo di "Splinder"), ha pubblicato una lettera che gli ha inviato Nichi Vendola. E l'ha presentata con queste parole: «Prima di chiudere il mio blog, prima di radunare la mia roba, prima di infilare tutto negli scatoloni, apro il mio album dei ricordi per dimostrare (anche attraverso certe foto ingiallite), che oggi siamo più belli di ieri, e che probabilmente domani saremo più belli di oggi. Per la serie: che meravigliosa avventura è la vita!».

       [ LEGGI IL POST CLICCANDO QUI ]

sabato 3 dicembre 2011

I CORVI SU LUCIO MAGRI

Povero Lucio Magri, prima ancora che arrivasse in cielo il giornale dei vescovi italiani ci ha fatto sapere che il suo suicidio è stato un “naufragio della speranza” .
(... E allora uno se lo chiede: se Dio esiste, perché non stramaledice tutti quei brutti corvi che attendono il nostro cadavere per gracchiarci sopra?)



Si dice che “uccide più la lingua che la spada”, ma la lingua biforcuta della Chiesa si accanisce anche su chi è già morto. E infatti il giornale dei vescovi italiani (“L’Avvenire”), ci ha spiegato che il suicidio di Lucio Magri è stato un “naufragio della speranza”. Addirittura.

Lucio Magri è sempre stato un comunista errante ed eretico. Nato democristiano, passò molto presto nel Pci (da cui è stato poi cacciato). Quindi ha fondato il “Manifesto”, per poi approdare al Pdup. In seguito è ritornato nel Pci (non più filosovietico), quindi in Rifondazione, e infine nel “Movimento dei Comunisti unitari”.
... Da uomo raffinato qual’era, Lucio Magri ha predisposto la sua fine con grande accuratezza. Mentre lui, in Svizzera, diceva addio ad una vita di passioni (politiche e non: è arcinota la sua lunga relazione con Marta Marzotto), a casa sua ha voluto che gli amici stessero in compagnia. Le sue ultime volontà sono state queste: «Niente pubblicità, niente funerale, niente necrologi. Vorrei evitare cerimonie pubbliche, rimembranze, etc…».

Viviamo in un Paese di atei-devoti che vorrebbero imporci la loro contraddittoria morale. Viviamo in una Italia di puttanieri pseudo-kattolici che si atteggiano a difensori dei “valori non negoziabili”. Viviamo in una epoca in cui Santa Romana Chiesa sta lentamente – quella sì, per davvero! – naufragando senza speranza di resurrezione. Ebbene, proprio in questo momento di sbandamento e di confusione Lucio Magri  ci ha insegnato che dobbiamo amare la politica e la vita, ma che possiamo ribellarci ai bigotti che vorrebbero toglierci perfino il diritto – se ne avessimo bisogno - di porre fine alle nostre sofferenze. 

Lucio Magri ci ha insegnato che possiamo rifiutarci di subire una fine dolorosa e disumana. Perché la vita riserva già troppa sofferenza, e non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo cedere alle paranoie del Vaticano (che ci vorrebbe pronti ad accettare ogni croce).
… Non solo: questo raffinato polemista ci ha spiegato che possiamo farlo con dignità, con compostezza, senza urlare, magari con un piacevole sottofondo musicale. Senza dover per questo sentirsi in colpa e perfino senza sporcare il tappeto. 



Le ultime parole famose sul suo gesto

«Lucio Magri, fondatore del Manifesto, protagonista della sinistra eretica, è morto in Svizzera all’età di 79 anni. Morto per sua volontà, perché vivere gli era diventato intollerabile […]. Anche Magri voleva cambiare il mondo, e il mondo degli ultimi anni gli appariva un’insopportabile smentita della sua utopia, il segno intollerabile di un fallimento, la constatazione amarissima della separazione tra sé e la realtà. Così le ali ha deciso di tagliarsele da sé, ma evitando agli amici lo spettacolo del sangue sul selciato…».
   (Da un articolo di Simonetta Fiori, per “Repubblica”)

«In Italia puoi decidere di andare all’estero a ucciderti legalmente, basta avere i soldi e le conoscenze. In Italia puoi decidere di andare all’estero per la fecondazione assistita, basta avere i soldi e le conoscenze […] esattamente come in Italia potevi abortire o divorziare alla Sacra Rota: bastavano i soldi e le conoscenze, e in parte è ancora così.
Gli è che una società del genere, in cui i diritti e le facoltà sono regolate dai soldi e dalle conoscenze, è feudale e ingiusta prima ancora che classista. E’ anche stupida e ipocrita, considerando che ormai viviamo in un’Europa senza frontiere…».
   (Da un articolo di Filippo Facci, per “Libero”)

«Sono una decina i suicidi narrati dalla Bibbia e per nessuno vi è una condanna. Anzi, un suicida, per l’esattezza Sansone, viene perfino ricordato dal Nuovo Testamento tra i padri della fede…».
    (Da un articolo di Vito Mancuso, per “Repubblica”)

domenica 27 novembre 2011

CICCIOLINA E IL VITALIZIO DELLA CASTA

Se la moglie di Bossi ha la pensione baby, e se perfino la casta dei sessantottini ha il vitalizio, l'Italia ipocrita e kattolica preferisce scandalizzarsi per la pensione all'onorevole Staller (in arte Cicciolina).


Ormai lo sanno proprio tutti che la moglie di Umberto Bossi (Manuela Marrone, siciliana), ha la pensione fin già dal 1992, quando aveva ancora solo 39 anni. Vittorio Feltri s’è arrabbiato moltissimo per questo pettegolezzo raccontato in televisione da Gianfranco Fini. E si capisce che la notizia gli abbia dato fastidio: Feltri stesso, secondo quanto è stato scritto su “Il Fatto Quotidiano”,  è andato in pensione quando era ancora giovane (precisamente nel 1997, a 53 anni). 
Invece nel 2005, a 57 anni di età, se la beccò Mario Draghi (per lui un assegno di 8.614 euro al mese), mentre il cattolico Adriano Celentano (quello che ci fa sempre la morale, e che ama le cose semplici), è in pensione da quando aveva 50 anni. Alleluia!

Ma la lista dei fortunelli è molto più lunga. E  i più fortunelli di tutti sono i politici che si beccano il vitalizio. Tra questi, come spiegato dal “Corriere della Sera”, c’è anche “la casta del ’68 che voleva cambiare il mondo”. Ha scritto infatti Aldo Grasso che il vitalizio lo prende anche Bertinotti (mentre la moglie Lella è da tempo una baby pensionata: e ti pareva!). 
... E adesso si gode il vitalizio pure l’ex leader  del Movimento Studentesco Mario Capanna (5000 euro dalla Regione Lombardia e 4725 euro dal Parlamento: evviva il proletario!).   

Ma siccome siamo un paese di ipocriti, certa stampa preferisce prendersela con Ilona Staller (60 anni dal 26 novembre 2011). E per fortuna sul settimanale “Panorama” Andrea Marcenaro ha pensato bene di difendere l’ex deputata, spiegando che Cicciolina la pensione se l’è proprio meritata.
… E ci credo: all’epoca lei si è impegnata molto, e non è stata una assenteista come molti altri politici che conosciamo.

Marcenaro ha fatto notare che l’onorevole Staller è stata eletta con 20mila preferenze (e dunque “non si può dire che lei sia stata nominata”). Ha ricordato che è stata eletta nel Partito Radicale mai sfiorato dalle bustarelle (e dunque “non si può dire che lei sia stata corrotta”). Infine ha sottolineato che è stata sempre snobbata dai suoi colleghi parlamentari (per cui “non si può dire di lei che abbia fatto parte della casta”).

domenica 20 novembre 2011

PARANOIE PAPALINE

Ecco lo sfogo del blogger Roberto Camoni, che sul suo blog ha scritto: "Quando sento che il Papa è dalla parte dei malati di Aids, io che sono sieropositivo faccio subito gli scongiuri".



Dal blog "Fiero & Positivo" (di Roberto "Virale" Camoni)

Quando sento che il Papa è dalla parte dei malati di Aids, io che sono sieropositivo faccio subito le corna. D’altra parte, ogni volta che B16 parla di certi temi, va a finire che inciampa in qualche minchiata planetaria.
… D'altra parte, se stavolta Sua Graziosa Santità non ha toccato il discorso del profilattico (che gli ha dato tanti dispiaceri in passato), rimane il fatto che è comunque scivolato sulle solite offensive banalità che gli vengono tanto naturali.

Ratzinger ha riconosciuto – bontà sua – che l’Aids “esige certamente una risposta medica e farmaceutica”. E fin qui siamo al trionfo dell’ovvio. Ma poi ha aggiunto – qui il tedesco voleva arrivare – che questa risposta è “tuttavia insufficiente perché il problema è più profondo: è soprattutto etico”.
… Ed eccola qui, la colossale e antiscientifica minchiata! Stai a vedere che chi si becca l’Aids mancava di senso dell’etica?

Ma certo, secondo Sua Graziosa Santità i malati di Aids vanno rispettati - grazie Papa, com’è buono Lei! – tuttavia secondo lui bisogna spiegare ai giovani che per evitare di contrarre il virus è necessario ritornare “al diritto naturale”. Ovvero ad una educazione sessuale che sia “illuminata dall’insegnamento della Chiesa”.

Ma tu pensa un po’ quanto son ridicoli questi. E io dovrei farmi spiegare il sesso e le sue regole da chi proibisce il profilattico. Dovrei farmi spiegare il presunto “diritto naturale” da chi gioca sull’entusiasmo dei giovani seminaristi imponendo una regola anticristiana e contro-natura (il celibato dei preti). Peraltro: una regola infame che poi (quando questi giovani cresceranno e matureranno), non riusciranno più a rispettare. Con tutti gli annessi e connessi che ne derivano.
… E non sto alludendo solamente ai casi di pedofilia, ma anche a tutte quelle pericolose paranoie che i poveri pretini si portano dietro e che trasmettono a tutti quelli che finiscono nella loro rete.

UN PAPA VERY FASHION

domenica 13 novembre 2011

ANNARELLA FOR PRESIDENT

Quando cade un tiranno, non ha alcun senso festeggiare. Tirare le monetine e gridare al tapino, poi, non serve a nulla. E il popolo, piuttosto, dovrebbe fare un bell’esame di coscienza e chiedersi: come è potuto accadere tutto questo?

Pensiamoci: com’è che la signora Annarella aveva capito tutto da sempre e nel frattempo noi abbiamo continuato a votare per questo kazzaro?
… A proposito di Annarella: adesso che il Berluska se n’è andato (si spera) per sempre, se proprio vogliamo ridere conviene rivedere i video che l’hanno resa famosa.


* Annarella contro Renato Farina
http://www.youtube.com/watch?v=IlVi2VrIt88

* Annarella contro i leghisti
http://www.youtube.com/watch?v=mmi213Vt_WA

* Annarella contro Anna Maria Bernini
http://www.youtube.com/watch?v=txtmV72ANY4

* Annarella offende la moglie di Emilio Fede e lo racconta a Bersani
http://www.youtube.com/watch?v=r4POFVLFyIg

* Annarella insulta (e fa scappare) Gasparri
http://www.youtube.com/watch?v=78ILPjj83rs

* Annarella insulta Berluska e difende Rosi Bindi
http://www.youtube.com/watch?v=gqj2jKABQWI

* Annarella insulta Berlusconi e dichiara la sua fede per Bersani
http://www.youtube.com/watch?v=qEzKpRZJC7Y

sabato 5 novembre 2011

NUDE ALLA META

Il Partito Democratico è vivo e lotta insieme a noi. Ditelo anche al rattamatore Matteo Renzi (contestato alla manifestazione in Piazza San Giovanni)

Altro che i bunga-bunga berlusconiani: beato chi c’era alla festa in Piazza San Giovanni, dove il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha fatto una promessa: «Riporteremo l'Italia là dove deve stare. Là dove ci aspetta il mondo. Riporteremo l'Italia alla sua dignità, al suo buon nome, alla vocazione europeista che fu di Spinelli, di De Gasperi, di Prodi [...]. Abbiamo convocato questa piazza per dire una parola importante, e questa parola è ‘fiducia’ … Gli italiani ce la faranno!».


Matteo Renzi contestato ( da Corriere.it )

«Sei un populista, vai ad Arcore sei come Berlusconi». Una selva di fischi. Ma anche molti applausi. Così viene accolto l'arrivo di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, arrivato in macchina in piazza, si è fermato a parlare con i contestatori e anche con i suoi supporter. Ha afferrato una bandiera del Pd, promettendo di portarla sul palco, verso il quale si è poi diretto accompagnato da diversi applausi e altrettanti fischi. «Sei come Berlusconi- gli dice in faccia una persona- tu devi stare dall'altra parte». E un altro manifestante: «Dì una parola di sinistra». Il sindaco di Firenze prova a spiegare: «Ma io voglio solo discutere...». «Non è il momento, ora dobbiamo stare uniti», gli dice un militante mentre gli stringe la mano.