Fare gli indignados è doveroso, ma non basta. Andare in piazza e urlare può essere necessario (ma da evitare se le idee sono poche e pure confuse). E invece vantarsi di non avere leader, organizzazione, e programma, è da deficienti (il risultato si è visto: gli infiltrati ti rovinano la festa)
Non affiderei l'Italia a dei giovanotti che urlano a squarciagola ma non sanno organizzare neppure una manifestazione. Che poi, un certo spontaneismo e una certa raffazzonata antipolitica, sono il terreno e l'humus dove i violenti si infiltrano perché si sentono a loro agio. Soprattutto se – a parte la rabbia, che sembra abbondare tra gli indignados - c'è poco altro di memorabile (le idee sul da fare sono poche e pure confuse, tra di loro).
Gli indignati, per quanto pacifici, sono così sciocchi da vantarsi di non essere "organizzati". E si direbbe che considerano un merito il fatto di non avere un leader. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: senza un minimo di criterio e di programma c'è tutto lo spazio per l'anarchia e per gli infiltrati. Prendano dunque atto, questi giovani ingenui, del fatto che la politica (come i poliziotti e le banche), sono indispensabili. Non conviene a nessuno alimentare un odio cieco e ottuso. Altrimenti, quando tutto viene lasciato alla piazza e agli umori della "ggente", può succedere quel che è successo. Dopo, è inutile piangere sul latte versato.
A proposito di latte versato: Heidi Giuliani (madre del più famoso Carlo), di fronte alle scene degli scontri a Roma ha esclamato: «Oh, no, di nuovo!». E invece suo marito Giuliano: «Si deve rispondere a una domanda più che legittima: perché non li hanno fermati?».
... Già, ma si potrebbe chiedere anche ai genitori di questi ragazzi (e ai genitori di Carlo Giuliani) la stessa cosa: perchè questi giovinastri non sono stati fermati dai loro genitori, magari provando ad educarli meglio?
Frattanto, a qualcuno bisogna togliere il vino. Giampaolo Pansa, sulle pagine di "Libero", ha scritto che i Black Bloc sono «una nostra vecchia conoscenza». A suo dire sono figli del '68 (ti pareva!).
... Di più: il vecchio rancoroso sostiene che lui li aveva incontrati già negli anni Settanta, quando marciavano «sotto le bandiere del Movimento studentesco».
Complimenti a Valentino Parlato, invece, che sul "Manifesto" ha cercato di minimizzare. Dispiaciuto ma non troppo, evidentemente. Che non si abbia ad esagerare, per carità: «A Roma ci sono stati anche scontri... Meglio se non ci fossero stati ma [...]. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati...».
Memorabile Nichi Vendola, che si è mostrato sinceramente addolorato di quanto è successo. Lui vuole che vengano individuati gli autori degli scontri. E ha chiesto di investigare per capire se per caso tra i Black Bloc ci fossero stati anche giovinastri di destra. Fondamentale, come no.
Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
domenica 16 ottobre 2011
domenica 2 ottobre 2011
I VESCOVI E L'INNOMINATO
Finalmente un prete che parla chiaro. E' ancora il mitico don Paolo Farinella. Che ha voluto dire la sua, e ci è andato giù pesante (com'è nel suo stile).
... Il sacerdote ha spiegato di provare pena per il cardinale Bagnasco che non ha mai fatto il nome di Berlusconi. E si è chiesto: ma cosa deve fare il Premier per essere chiaramente condannato dalla mia Chiesa? Deve forse violentare la Vergine Maria con san Giuseppe incatenato al palo della lap-dance?
... Il sacerdote ha spiegato di provare pena per il cardinale Bagnasco che non ha mai fatto il nome di Berlusconi. E si è chiesto: ma cosa deve fare il Premier per essere chiaramente condannato dalla mia Chiesa? Deve forse violentare la Vergine Maria con san Giuseppe incatenato al palo della lap-dance?
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Dall’articolo “L’innominato, i vescovi e la confusione”
Dall’articolo “L’innominato, i vescovi e la confusione”
(don Paolo Farinella, su www.dongiorgio.it)
«Ascoltando il cardinale e le sue parole accorate, provavo un senso di pena per lui e quelli che gli stavano attorno […] Parlare di «comportamenti vacui e di cambiare aria» non significa nulla perché, come sempre, nel discorso del cardinale mancava un ingrediente essenziale, quello che fa la differenza: Nome Cognome, indirizzo, Cap e possibilmente C.F. […]. Finche il cardinale non dirà nome e cognome, mi dispiace per lui, ma le sue parole non avranno efficacia ed effetto. La riprova? Il doppiamente disonorevole Lupi e il tristemente disonorevole Formigoni che si accreditano come cattolici della prima fila, si sono spremuti come limoni per fare passare l’idea che il cardinale non ce l’aveva con Berlusconi e che in fondo i peccati li giudica solo Dio, mentre il governo lo gestiscono loro […].
Il cardinale dice: «Non si era capito, o forse non avevamo voluto capire, che la crisi economica e sociale, che iniziò a mordere tre anni or sono, era in realtà più vasta e potenzialmente più devastante di quanto potesse di primo acchito apparire» […]. Non si era capito? Di chi sta parlando il card. Bagnasco? A chi si deve riferire il plurale maiestatico di volontà negativa «non avevamo voluto capire»? Per quanto mi riguarda è almeno dal 2006 che scrivo. E gli scritti sono pubblici, e possono essere documentati, che il governo Berlusconi con il suo programma elettorale che anche i vescovi hanno ascoltato ed esaminato, avrebbe portato alla sfascio dell’Italia [...]. I vescovi non vedevano dove stava andando l’Italia e dove la stava scaraventando il governo? […]. Perché un ritardo di almeno tre anni? Con quale autorevolezza i vescovi oggi possono criticare il governo che essi stessi hanno appoggiato, sostenuto, foraggiato direttamente e specialmente con i loro silenzi? Io penso che l’intervento del cardinale Bagnasco sia stato un atto necessario. Altrimenti se anche questa volta non avesse detto nulla, dalla base dei credenti vi sarebbe stata una rivoluzione. Noi preti di strada lo vediamo ogni giorno nelle nostre chiese e nelle nostre strade […].
Il cardinale Bagnasco con volto triste e teso continua: «Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune». Dopo il «contesto» arrivano le «relazioni improprie». «Relazioni improprie»? Che linguaggio è codesto? I rapporti sessuali con minorenni e l’induzione delle stesse alla prostituzione adesso si chiamano «relazioni improprie»? […].
Il cardinale Bagnasco con volto triste e teso continua: «Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune». Dopo il «contesto» arrivano le «relazioni improprie». «Relazioni improprie»? Che linguaggio è codesto? I rapporti sessuali con minorenni e l’induzione delle stesse alla prostituzione adesso si chiamano «relazioni improprie»? […].
Comportamenti «tristi e vacui»: l’induzione alla prostituzione, la tratta delle prostitute, l’uso del crocifisso come strumento erotico tra le tette della consigliera Minetti, eletta nella lista di Formigoni, travestita da suora, un comportamento «triste e vacuo»? Cosa deve fare Berlusconi per essere scomunicato «latae sententiae»: assassinare la Trinità con un colpo solo? O violentare la Vergine Maria con san Giuseppe incatenato al palo della lap-dance?
«Colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo». Chi lo ha detto al presidente della Cei che le intercettazioni sono «ingenti»? Lui le ha contate o è un modo per addolcire la pillola a Berlusconi? Un colpo a ciascuno non fa male a nessuno? Fino a prova contraria le intercettazioni riportano la voce dell’indagato e del malfattore, mentre il metodo di indagine è una questione riservata alla magistratura e nessuno dovrebbe sindacarla, come esige la separazione dei poteri in una democrazia decente. Questo cerchiobottismo, infatti, ha avuto un effetto: ha dato adito alla destra e ai suoi cattolici da supporto di annacquare le parole del cardinale e di diluirle fino al punto di farle scomparire […].
Ecco il risultato. Lupi, Formigoni e i cattolici complici si affannano a giustificare Berlusconi che non deve dimettersi, e a dire che il cardinale parlava in generale, per tutti. Questo equivoco nasce da un solo fatto: il cardinale Bagnasco non ha fatto il nome del delinquente Berlusconi, corrotto (sentenza Cassazione), evasore fiscale, bugiardo e falso, spergiuro, corruttore di minorenni, utilizzatore e manovratore di «carrettate di donne» (cioè prostitute a pagamento), amico e complice di mafiosi e malavitosi, mentitore e istigatore alla menzogna, uomo senza onore e dissipatore del patrimonio comune di etica, di denaro e di dignità».
Ecco il risultato. Lupi, Formigoni e i cattolici complici si affannano a giustificare Berlusconi che non deve dimettersi, e a dire che il cardinale parlava in generale, per tutti. Questo equivoco nasce da un solo fatto: il cardinale Bagnasco non ha fatto il nome del delinquente Berlusconi, corrotto (sentenza Cassazione), evasore fiscale, bugiardo e falso, spergiuro, corruttore di minorenni, utilizzatore e manovratore di «carrettate di donne» (cioè prostitute a pagamento), amico e complice di mafiosi e malavitosi, mentitore e istigatore alla menzogna, uomo senza onore e dissipatore del patrimonio comune di etica, di denaro e di dignità».
Don Paolo Farinella, sacerdote
Intervista a Don Paolo Farinella
* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")
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Intervista a Don Paolo Farinella
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domenica 11 settembre 2011
SOLITI DEMOKRISTIANI
Visto e considerato che il nostro Paese è (dal punto di vista economico) alla frutta, come si potrebbe far cassa senza aumentare le tasse?
... Ecco la pazza idea di Cirino Pomicino: bisognerebbe proporre a tutti quelli che non vogliono accertamenti fiscali di anticipare 50000 euro allo Stato (magari pagabili in comode rate).
... Ecco la pazza idea di Cirino Pomicino: bisognerebbe proporre a tutti quelli che non vogliono accertamenti fiscali di anticipare 50000 euro allo Stato (magari pagabili in comode rate).
Proposta meravigliosa: in cambio di questa mancia (o vogliamo chiamarla tangente?), i furboni che hanno qualcosa da nascondere verrebbero lasciati in pace per tre anni.
... Tre anni in cui possono sbizzarrirsi facendo quel che gli fa più comodo: alééé!
Massimo Gramellini (su “La Stampa”), ha così commentato la proposta di Cirino Pomicino: «Non stupisce che l’idea sia venuta ad un democristiano. In fondo la Dc era anche questo. Non pretendeva di estirpare i vizi. Si accontentava di farseli pagare».
… Ed in effetti è proprio così. Perché il peccato originale dei democristiani di ieri e di oggi (e il peccato dei kattolici di tutti i tempi), è proprio questo: pretendere di campare sui sensi di colpa e sulla sporcizia altrui. Pretendere di lucrare sui peccati e sui reati degli altri, chiedendo una tangente in cambio della “assoluzione” (un po’ come quando si vendevano le indulgenze).
Ma certo, vogliamo mica star lì a sottilizzare! Hai tangentato? Sei stato sleale con la concorrenza? Hai danneggiato la società? Non c’è nessun bisogno di riparare ai torti che hai fatto. Puoi mettere a posto la coscienza regalando qualche caramella (più qualche bustarella s'intende), ai politici. E subito dopo recitando qualche Ave Maria Pater et Gloria di fronte al prete (bustarella anche per loro, mi raccomando).
... Con poco si ottiene tutto. E fai pure bella figura. Amen e alleluia.
"IT'S A SIN" (Pet Shop Boys)
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... Con poco si ottiene tutto. E fai pure bella figura. Amen e alleluia.
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giovedì 1 settembre 2011
ABOLIRE I SEMINARI
Ancora a proposito della pedofilia nella Chiesa. E a proposito dei seminari, dove i ragazzini vengono educati ai sensi di colpa verso il sesso e i sentimenti.
Parole sante, quelle pronunciate da don Antonio Mazzi su questi argomenti: «Le risposte della Chiesa sulla pedofilia non mi hanno convinto. I seminari minori, che accolgono i ragazzi dai 14 ai 19 anni, andrebbero aboliti. L´errore inizia da lì. Sono ormai una formula da "allevamento nel pollaio", castrano il giovane non permettendogli di vivere anche l´aspetto affettivo e sessuale … La mia idea è che oggi la preparazione dei preti non vada più fatta lì dentro. I seminari minori, per i ragazzi fino a 18 anni, andrebbero aboliti, perché durante l’adolescenza è opportuno che i ragazzi stiano nell’ambiente più adatto, che è la famiglia … In un momento così delicato quale quello dello sviluppo fisico e affettivo dei ragazzi, non credo sia l’ambiente migliore».
domenica 21 agosto 2011
GURU E PARA-GURU
San Patrignano non sarà più guidata dai Muccioli. Giacomo se ne è andato da tempo (per un litigio col fratello Andrea). E adesso anche Andrea lascia il comando della comunità (probabilmente per divergenze con la famiglia Moratti).
... Morale: i guru e i para-guru che pretendono di “salvare” i tossici non sono neanche in grado di convivere tra di loro. Del resto queste sono piccolezze, rispetto ai grandi misteri che hanno sempre circondato il ‘Sampa’!
Dopo aver dato la notizia del cambio della guardia a San Patrignano, il quotidiano “Il Giornale” ha intervistato Paolo Villaggio. Il comico conosce bene il 'Sampa', perché verso la metà degli anni ottanta aveva portato lì anche Pierfrancesco (suo figlio, che all’epoca era tossicomane). In quell’occasione Villaggio aveva potuto conoscere il padre di Andrea Muccioli (il patriarca Vincenzo, che nell’intervista ha descritto come un «uomo forte che aveva la mania di recuperare i ragazzo perduti senza avere conoscenze mediche e con qualche modalità autoritaria di troppo».
… In quanto alla contestata Comunità, quel che Villaggio ha detto (e quel che non ha detto ma ha lasciato intendere), è fin troppo chiaro: «Finché i ragazzi stanno dentro in quel piccolo manicomio che è San Patrignano non gli succede nulla in quel manicomio più grande che è il mondo. Non voglio discutere ora il tipo di recupero che subivano all’interno, qualche disastro è certo accaduto […]. Morto Vincenzo, dalla cui personalità molti, per inciso, erano dipendenti più che dall’eroina, può darsi che la cosa abbia cominciato a prendere una piega troppo imprenditoriale. Troppo “business” […]. San Patrignano è un business curioso, paradossale, con migliaia di dipendenti non pagati, e forse è a questo che dobbiamo guardare quando consideriamo le ultime notizie».
"WE DON'T NEED ANOTHER HERO" (Tina Turner)
Dedico il video qui sopra a Francesco Grignetti. Sul quotidiano “La Stampa” Grignetti ha scritto che forse è definitivamente finita l’era dei “carismatici”, degli “uomini della Provvidenza”, e di “guru”. Nell’articolo il giornalista ha preso spunto dalla defenestrazione di Andrea Muccioli per poi fare una lista di persone (preti antidroga, politici, leader di sette religiose, salvatori della Patria), che sono caduti nella polvere o che sono stati dimenticati dalle stesse folle che un tempo li avevan osannati.
… Tra questi, oltre a Silvio Berlusconi (il pataccaro decaduto per eccellenza), ci stanno: don Gelmini (per “brutte storie di abusi sessuali”), don Verzé (“affogato di debiti”), Umberto Bossi (“sempre più stanco e malandato”), e il buon Marco Pannella (che ormai “non se lo fila nessuno”).
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martedì 16 agosto 2011
LA FESTA SBAGLIATA
A due anni di distanza dal ‘fattaccio’ Piero Marrazzo si è lasciato intervistare da Concita De Gregorio.
L'ex governatore del Lazio ha spiegato che lui non si è mai (quasi mai), drogato. Ha precisato che gli piacciono le donne (le trans sono “donne all’ennesima potenza”). E che non è assolutamente omosessuale (il fatto che le transessuali abbiano certi ‘attributi’ sessuali è “irrilevante nel rapporto”).
La cosa più difficile? Spiegare alla figlia di dieci anni quel che era successo (“Le ho detto che papà è andato alla festa sbagliata”). E ancora: “Vorrei che si ricordasse sempre che mi sono dimesso, che era una debolezza privata, che non ho fatto torto a nessuno se non alla mia famiglia”.
... E poi, naturalmente, la rabbia per i carabinieri che gli hanno teso la trappola: “La corruzione era in chi avrebbe dovuto proteggerci, non posso credere che nessuno vedesse e sapesse tra chi comandava quel nucleo criminale”.
Dalla confessione di Piero Marrazzo
(intervistato da Concita De Gregorio, per “Repubblica”)
«… Non faccio uso di droghe. Mi sarà successo tre o quattro volte nella vita, a distanza di molti anni. Da ragazzo, un paio. Un paio da adulto […].
So che non è bello da sentire e non è facile da dirsi, ma una prostituta è molto rassicurante. È una presenza accogliente che non giudica. I transessuali sono donne all'ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria. Mi sono avvicinato per questo a loro. È, tra i rapporti mercenari, la relazione più riposante. Mi scuso per quel che sto dicendo, ne avverto gli aspetti moralmente condannabili, ma è così […].
Io non sono omosessuale. Non ne faccio un vanto, ma non lo sono. È così. Ho amato solo donne. Moltissimo, e con frequente reciprocità. Dai transessuali cercavo un sollievo legato alla loro femminilità. Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, almeno nel mio caso. Non importa, non c'è scambio su quel piano. È il loro comportamento, non la loro fisicità, quello che le rende desiderabili. Ma temo che ogni parola possa suonare come una giustificazione: non è quello che voglio. Quando sei padre le scelte in questo ambito, giuste o sbagliate che siano, se date in pasto alla pubblica opinione fanno male non a te ma ai tuoi figli. È questo che non mi perdonerò mai…».
“AL CAER LA NOCHE"
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giovedì 11 agosto 2011
TUTTI INDEGNI
I cattolici autenticamente cristiani non dovrebbero fare la comunione. Per protesta, e per solidarietà ai risposati che non si possono avvicinare alla “mensa del Signore” (quando, peraltro, certi politici con due famiglie e svariate amanti la fanno tranquillamente!) .
… D’altra parte si può pregare il proprio Dio anche senza la mediazione dei preti. Come ha spiegato (su "Famiglia Cristiana"), un ex salesiano, quando ha scritto: vorrei dimettermi da questa Chiesa, non ho paura della solitudine perché io ho il Vangelo, a farmi compagnia!
Il settimanale “Famiglia Cristiana” ha pubblicato lo sfogo di un cattolico. Un ex salesiano amareggiato per il crudele trattamento che Santa Romana Chiesa riserva ai suoi figli (spietata con i più indifesi, accondiscendente e ruffiana con i “potenti”).
La lettera dimostrava che perfino un cattolico può vivere bene (magari anche meglio), lontano dalle gerarchie e dall’istituzione in cui queste tiranneggiano.
… E si capisce: un cristiano maturo sa che c’è il “primato della coscienza”. E quella (la propria coscienza), viene prima di papi, preti, vescovi, frati e suore. Lo confermerebbe (benché a denti stretti), perfino Sua Santitudine.
Inoltre: un cristiano maturo sa di avere il Vangelo. Che gli basta e gli avanza. Il Vangelo, che viene prima delle sottovesti di pizzo che svolazzano in Vaticano.
Un cristiano serio e istruito dovrebbe sapere che la parola del suo Dio conta più di qualunque dogma. E, a volerla dire tutta, solo a Lui (al suo Dio), spetta il diritto di decidere chi può partecipare alla sua cena.
Infine: un cristiano maturo dovrebbe addirittura rifiutarsi di andare a prendere la comunione. Per mostrare solidarietà verso i tanti ai quali (per qualche lurido capriccio del clero), questo sacramento viene negato. Che poi, la Fede cattolica stessa insegna che siamo tutti ugualmente indegni. E insegna che non sono i preti a stabilire chi può avvicinarsi all’altare.
... D'altra parte, basterebbe riflettere su cosa viene ripetuto ad ogni messa: “Signore, non son degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato!”.
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La lettera pubblicata da "Famiglia Cristiana" (firmata “Giorgio”)
«Anni fa, come genitori separati di una bambina, non abbiamo potuto condividere con lei la gioia di ricevere la Comunione. Non è stato facile spiegarlo a mia figlia, ma ci è sembrato giusto farlo. In seguito mi è stato impedito di fare da padrino al battesimo di un figlio di amici. Ora, per l’ennesima volta, ho visto che questa regola, da noi rispettata con dolore, è calpestata dai potenti, La Chiesa viene sempre a patti con i poteri forti. Sono un ex salesiano, non sono un mangiapreti, ma vorrei dimettermi da questa Chiesa, anche se non so come si faccia. Non ho paura della solitudine. Col Vangelo mi sento in buona compagnia».
“ ...Pray one day we can live as one” (Tina Cousins, “PRAY”)
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domenica 7 agosto 2011
FUORI CONTROLLO
Quanti miserabili cialtroni se ne vanno in giro per facebook fingendo di chiederti l’amicizia
(... In realtà questi inciucioni cercano solo dei ruffiani che gli diano sempre ragione!)
(... In realtà questi inciucioni cercano solo dei ruffiani che gli diano sempre ragione!)
Non sopporto quelli che prima ti chiedono l’amicizia su fèisbuk, e poi si arrabbiano se non si è d’accordo su quanto scrivono.
Il tizio che sto per presentare (e che chiamerò Sigismondo), è uno di questi qui. Ebbene, quando ho notato che Sigismondo aveva eliminato in malo modo due persone che non condividevano certe sue affermazioni, sono intervenuto per dirgli che anch’io trovavo inaccettabile quello che aveva scritto. Ho precisato che da tempo non sopportavo più i suoi toni e le sue risposte. E gli ho chiesto di fare con me – se lo riteneva – quello che aveva fatto con le altre due persone.
… Lui non ci ha pensato due volte, ma non si è mica limitato a togliermi quell’amicizia (virtuale), che gli avevo concesso su sua richiesta! No, lui ha fatto di più: mi ha bannato del tutto dalla sua pagina! Impedendomi di vedere se qualcuno continuava ancora il discorso (magari chiamandomi in causa!).
Pubblico qui di seguito (subito dopo il video, che dedico a questi personaggi affinché si ricordino di controllarsi), il riassunto delle due ultime incredibili discussioni a cui avevo partecipato da lui.
Per recuperare tutto questo materiale ho dovuto ricorrere all’aiutino di altri. Perché io con la mia password non potevo più vedere neppure il suo delirante commento in cui mi spiegava che non intendeva più “darmi da mangiare” (mi chiedo, accidentina e accidentaccia, come Sigismondo possa paragonare i suoi post a del buon cibo. In ogni caso sia chiaro che io ho sempre mangiato a casa mia. E mai in sua compagnia. Porcoggiuda).
Per recuperare tutto questo materiale ho dovuto ricorrere all’aiutino di altri. Perché io con la mia password non potevo più vedere neppure il suo delirante commento in cui mi spiegava che non intendeva più “darmi da mangiare” (mi chiedo, accidentina e accidentaccia, come Sigismondo possa paragonare i suoi post a del buon cibo. In ogni caso sia chiaro che io ho sempre mangiato a casa mia. E mai in sua compagnia. Porcoggiuda).
"SELF CONTROL" (Infernal)
La prima discussione è sulla notizia di un prete pedofilo che è stato picchiato appena entrato in carcere. Sigismondo ha negato di averla data con sadico entusiasmo. Dopo le contestazioni di un commentatore (subito cacciato in malo modo), io sono intervenuto cercando di portare qualche sano argomento. Inutilmente, perché Sigismondo mi ha spiegato che gli interessava solo l’applicazione delle leggi (ma si da il caso che la legge non prevede che un detenuto possa essere picchiato da un altro detenuto che magari è più criminale di lui!).
La discussione inizia col commento di un tale che dice di godere all’idea del pedo-prete picchiato in carcere (magari da maramaldi che sono peggio di lui). I nomi – a parte quello del sottoscritto – sono tutti di fantasia.
La discussione inizia col commento di un tale che dice di godere all’idea del pedo-prete picchiato in carcere (magari da maramaldi che sono peggio di lui). I nomi – a parte quello del sottoscritto – sono tutti di fantasia.
Matteo: «Godo!!!».
Annalaura: «Finalmente una bella notizia… non perdo le speranze... prima o poi qualcuno gli darà fuoco».
Sigismondo: «…E darà fuoco al Vaticano!… Il cristianesimo è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine».
Annalaura: «Ahò....m'avete convinto....stanotte dormirò meglio».
Giorgio: «Bene, che sia da esempio per gli altri preti pederasti!».
Sigismondo: «Criminali preti pedofili inculabambini della setta fondamentalista della Chiesa cattolica e dello Stato oltranzista e dittatoriale del Vaticano…!».
Alberto: «No! No! No! I linciaggi non li condivido neppure per i preti pedofili, fanno parte di una cultura che non mi appartiene, se questo gruppo persegue questi scopi non intendo continuare ad aderirvi».
Sigismondo: «Riportare la notizia non significa condividere il fatto!».
Alberto: «Non potrai negare un deciso compiacimento nei vari interventi. La violenza ho sempre cercato di evitarla anche se in qualche caso sono stato costretto ad usarla, ma sempre a malincuore e come extrema ratio. Quello che mi da fastidio sono certe affermazioni di estremismo verbale dietro al quale, l'esperienza mi insegna, assai spesso si nascondono comportamenti pratici per niente coerenti».
Sigismondo: «Ti ho già spiegato che riportare una notizia non significa condividerne il fatto. Ma questo mi pare che non ti è chiaro. Comunque non voglio tediarti con parole o termini, che ignoro, e ti tolgo dalla mia lista. Buon proseguimento della vita».
Annalaura: «Alberto, perché non vai a dire queste meravigliose parole ai bambini abusati? Chiedilo a loro se trovano incivile che degli adulti abbiano la voglia di dare fuoco a chi li ha lasciati vivi pur strappandogli l'anima! Sigismondo, tu hai solo riportato la notizia. Io non condivido il fatto perché spaccare la faccia a quello schifoso mi sembra decisamente troppo poco. Ribadisco, lo grido e lo risottoscrivo: al rogo!».
Natale Pellizzer: «La pedofilia è un crimine, ma chi gode della violenza su un presunto pedofilo è (ai miei occhi), anche peggio. Non condivido lo spirito (poco laico), che intravedo in gran parte dei commenti. Anche se si sostenesse che "riportare la notizia non significa condividere il fatto".
Un laico vuole solo giustizia, un laico sa che la "giustizia" a volte prende degli abbagli. Un laico non permette ad un delinquente di punire i reati sessuali di un altro delinquente (lo farà solo quando e con chi gli fa comodo, e lo farà allo scopo di diventare "simpatico" agli occhi di quei vigliacchi che preferiscono lasciare il "lavoro sporco" ad un altro).
... Inoltre, io mi chiedo: fa più danni un prete che cerca di toccare il corpo di una bambina o un prete che - attraverso il catechismo kattolico che ispira inutili sensi di colpa - va a "toccare" l'equilibrio psicologico e sessuale di una intera scolaresca?».
Sigismondo: « …Fa più danno la società che resta a guardare senza applicare le leggi, per collusione con la casta dei gerarchi cattolici-fascisti della Chiesa cattolica e per vigliaccheria.
Natale Pellizzer: «Non so se siete d'accordo sul fatto che il cosiddetto "codice d'onore" attribuito ai carcerati (che punisce i reati sessuali, ma solo sui bambini), risente di un certo atteggiamento bigotto e kattolico. Quell'atteggiamento kattolico ipocrita e falso per cui il sesso è un peccato più grave rispetto - che ne so - al far parte di una gang mafiosa che uccide le mamme e i papà dei bambini.
... Per cui, in base a questo ridicolo approccio, il prete (presunto) pedofilo sarebbe perfino più schifoso di chi scioglie un bambino nell'acido!».
Sigismondo: «Io parlo di giustizia e di leggi. Il resto non mi interessa».
La seconda discussione nasce da una frase di Sigismondo. Che s’approfittava della notizia delle stragi norvegesi (ad opera di un sedicente cristiano), per accusare la Chiesa Cattolica (solo che Santa Romana Chiesa, almeno in questo caso, non c’entrava proprio una minchia. Anzi, volendo essere pignoli, bisogna precisare che il killer di Oslo diceva perfino di odiare il Papa!).
Ad ogni modo, la discussione sullo stragista norvegese comincia quando una ragazza atea interviene per spiegare che non è d’accordo su questo “fare di ogni erba un fascio”. Qualcuno la prende subito in giro (anche Sigismondo). Poi Sigismondo la “elimina dalla sua lista” (come dice lui). Quindi intervengo io e gli chiedo di fare altrettanto con me.
Rosaria: «Sigismondo, abbi pietà, quel tipo è un 'cristiano' fondamentalista. Non è un cattolico. Ora, io non vorrei assolvere i cattolici, anzi, ma non confondiamo le cose! Mai e poi mai un 'cattolico romano' ammazzerebbe a quel modo! La confusione non aiuta a capire... ».
Sigismondo: «I cattolici sono cristiani e il loro personaggio di fantasia denominato Gesù detto il Cristo è dei cattolici e della setta fondamentalista della Chiesa cattolica! Inconfutabilmente».
Rosaria: «Nooo! Icattolici sono cristiani cattolici romani poi nel resto del mondo ci sono i protestanti cristiani, gli avventisti cristiani, i pentacostali cristiani, eccetera. I cattolici sono una “parte” dei cristiani. Quello che ha sparato non è un cattolico. A me personalmente mi disturbano tutti, ma per capire si deve distinguere...».
Sigismondo: «Rosaria, stai dicendo stupidaggini. Nel latte stamattina ci hai messo anche il vino?».
Federico: «… Scusa Rosaria, dici che “mai e poi mai un cattolico romano ammazzerebbe a quel modo?” Forse un ripasso della schifosa storia della Chiesa Apostolica Romana mi sembra doveroso data la tua falsa (spero in buona fede) affermazione. I cattolici sono stati i più sadici torturatori di tutti i tempi. E che questo fondamentalista sia cattolico o no poco importa, il fanatismo è dietro l'angolo quando si incomincia a dar retta alle puttanate farneticanti delle religioni».
Rosaria: «Sigismondo, tu, casomai, stai dicendo stupidaggini! Maleducato che non sei altro! Allora se devo fare la saccente la faccio: il cattolicesimo romano ha provveduto a “esorcizzare” le pulsioni tipiche dell'oltranzismo inglobandole e controllandole, è stata questa la sua “originalità”. Si dava al popolo il rogo e la gogna ma sempre sotto il vigile controllo del papa o del cardinale…».
Sigismondo: «Rosaria, dire a una persona che sta dicendo stupidaggini non è essere maleducati. Ma se vuoi ragione a tutti i costi, hai ragione. Ti evito di tediarti con le mie parole e ti elimino dalla mia lista. Buon proseguimento della vita».
Natale Pellizzer: «Se la gente fa confusione tra cristianesimo e cattolicesimo, la colpa è innanzitutto di chi (Santa Romana Chiesa), ha fatto credere di avere il monopolio degli insegnamenti del Cristo (esistito o no che sia). Penso che si poteva rispondere a Rosaria in mille altri modi. Penso che la superiorità si dimostra anche con la pazienza e la calma degli argomenti (accusare qualcuno di essere ubriaco non è un argomento!).
… Spesso trovo sgradevoli i toni (e ultimamente anche le risposte), date da Sigismondo. Che, se vuole, può togliermi dalla lista come ha fatto con altri. Me ne farò una ragione».
Sigismondo: «Natale Pellizzer, non devo rendere conto a nessuno e tanto meno a te e non devo rispondere a nessuno di cosa dico e cosa non dico. Di cosa rispondo o cosa non rispondo. Di come rispondo e come non rispondo. E considerato che non è la prima volta che non ti stanno bene le mie risposte, ti tolgo il disturbo e ti tolgo dalla lista non avendo tempo da perdere a dare da mangiare a chi non ha fame. Buon proseguimento della vita».
domenica 31 luglio 2011
NATURA MATRIGNA
Siamo tutti nella stessa barca. E dunque, è meglio inseguire (assieme, appassionatamente), il Progresso e la Civiltà. Magari dopo aver buttato a mare, definitivamente, il mito (fasullo) di Madre Natura.
... Già, la Natura. Bella quella! La Natura matrigna, con la sua unica legge: la legge della giungla.
La Natura è matrigna. Tanto vale andare - tra fratelli - d'amore e d'accordo. Dobbiamo almeno provarci, visto che alla barbarie della foresta preferiamo la Pace e la Democrazia.
... Dobbiamo almeno provarci. Visto che perfino una scimmia riesce, trasgredendo le cosiddette "leggi naturali", a solidarizzare con un cucciolo di cane (nel video più sotto lo allatta pure!).
Quanto a noi umanoidi, tanto vale riconoscerlo: i razzisti che difendono la purezza del sangue nel nome dei presunti "diritti naturali" sono capaci solo di seminare l'odio.
... E sia chiaro: non sono razzisti solo quelli che odiano il "nemico" dell'altra tribù. Sono razzisti (e trogloditi), anche quei ruffiani che aiutano solo gli “amici”. Sono razzisti tutti quegli inciucioni che aiutano solo chi è del loro clan (magari sperando, egoisticamente, di averne un "ritorno").
... Già, la Natura. Bella quella! La Natura matrigna, con la sua unica legge: la legge della giungla.
La Natura è matrigna. Tanto vale andare - tra fratelli - d'amore e d'accordo. Dobbiamo almeno provarci, visto che alla barbarie della foresta preferiamo la Pace e la Democrazia.
... Dobbiamo almeno provarci. Visto che perfino una scimmia riesce, trasgredendo le cosiddette "leggi naturali", a solidarizzare con un cucciolo di cane (nel video più sotto lo allatta pure!).
Quanto a noi umanoidi, tanto vale riconoscerlo: i razzisti che difendono la purezza del sangue nel nome dei presunti "diritti naturali" sono capaci solo di seminare l'odio.
... E sia chiaro: non sono razzisti solo quelli che odiano il "nemico" dell'altra tribù. Sono razzisti (e trogloditi), anche quei ruffiani che aiutano solo gli “amici”. Sono razzisti tutti quegli inciucioni che aiutano solo chi è del loro clan (magari sperando, egoisticamente, di averne un "ritorno").
Lo dice anche la Bibbia che dobbiamo disobbedire agli istinti dell'animale che è in noi.
... E infatti nel Vangelo (Matteo 5:46,47), possiamo leggere: « Se amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani così? E se fate accoglienza soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche i pagani altrettanto?».
Una scimmia allatta un cucciolo di cane
* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")
mercoledì 20 luglio 2011
BRAVI RAGAZZI
Se abbiamo creduto a due spiritati trafficoni come Bossi e don Verzé, allora ci meritiamo di andare via con loro (verso il fallimento totale)
Tutti e due questi sbruffoni hanno giocato a fare il "piccolo chimico", con la scusa della religione e della Fede. Infatti, mentre il Senatùr si trastullava con le sacre ampolle, il prete cincischiava di voler trovare la pozione magica.
Adesso, finalmente, l’Umberto, è (secondo Luca Telese), un povero “bollito”, che infatti “perde colpi”. E si vede a occhi nudi: il Senatùr cambia più opinioni che mutande (l’ultima sbandata sul caso Papa: un giorno lo voleva in galera, il giorno dopo lo voleva libero!).
… E in quanto a don Verzè? Beh, c’è da chiedersi come sia possibile che il Vaticano non abbia mai pensato di mandare al rogo un prete che aveva dichiarato di voler trovare l’elisir di lunga vita. E tutto questo mentre nel frattempo lui si inciuciava sempre più con l’amico Berluska. Per non parlare di quella Nicole Minetti che nel suo “San Raffaele” faceva l’igienista dentale (prima di prendere il volo per altri lidi, la fanciulla, e prima di essere accusata di favoreggiamento della prostituzione, assieme a Lele Mora e a Emilio Fede)
Tutti e due questi sbruffoni hanno giocato a fare il "piccolo chimico", con la scusa della religione e della Fede. Infatti, mentre il Senatùr si trastullava con le sacre ampolle, il prete cincischiava di voler trovare la pozione magica.
Adesso, finalmente, l’Umberto, è (secondo Luca Telese), un povero “bollito”, che infatti “perde colpi”. E si vede a occhi nudi: il Senatùr cambia più opinioni che mutande (l’ultima sbandata sul caso Papa: un giorno lo voleva in galera, il giorno dopo lo voleva libero!).
… E in quanto a don Verzè? Beh, c’è da chiedersi come sia possibile che il Vaticano non abbia mai pensato di mandare al rogo un prete che aveva dichiarato di voler trovare l’elisir di lunga vita. E tutto questo mentre nel frattempo lui si inciuciava sempre più con l’amico Berluska. Per non parlare di quella Nicole Minetti che nel suo “San Raffaele” faceva l’igienista dentale (prima di prendere il volo per altri lidi, la fanciulla, e prima di essere accusata di favoreggiamento della prostituzione, assieme a Lele Mora e a Emilio Fede)
Luca Telese per "Il Fatto Quotidiano"
«Stavolta Umberto Bossi è davvero bollito. Nessuno lo vuole dire, esplicitamente, dentro e fuori la Lega, ma moltissimi lo sussurrano a mezza bocca: Umberto Bossi perde colpi. Nessuno lo dice così, nemmeno fuori, perché teme di finire sotto il fuoco ustorio del politicamente corretto e perché è difficile dire che Bossi perde colpi perché automaticamente scatterebbe l'accusa di infierire contro una persona malata […].
Bossi è bollito perché i voti del Pdl sono fuggiti via, perché a Milano ha perso con la Moratti e perché a Gallarate ha perso con la Bianchi Clerici. Era il leader che le azzeccava tutte anche quando sembrava impossibile, adesso è quello che le sbaglia tutte, anche quando nessuno se lo aspetta».
Bossi è bollito perché i voti del Pdl sono fuggiti via, perché a Milano ha perso con la Moratti e perché a Gallarate ha perso con la Bianchi Clerici. Era il leader che le azzeccava tutte anche quando sembrava impossibile, adesso è quello che le sbaglia tutte, anche quando nessuno se lo aspetta».
Gianni Barbacetto per "Il Fatto Quotidiano"
«Gli piacciono il potere e gli uomini potenti, da Gheddafi a Fidel Castro, fino a Silvio Berlusconi. Li ha definiti, via via, doni di Dio, uomini della Provvidenza, così prepotenti e così simpatici. Sarà un caso che adesso abbiano tutti e tre, chi più chi meno, qualche problema sul groppone? Don Luigi Verzé, a novant'anni, sta subendo la stessa sorte, un triste declino, prima il buco finanziario del suo San Raffaele, ora anche il suicidio del top manager dell'ospedale, Mario Cal. Per don Verzé l'impegno di una vita è sintetizzato nell'invito evangelico "andate, insegnate, guarite". La Chiesa ambrosiana non l’ha capito, dapprima, tanto da infliggergli negli anni Sessanta la pena di non esercitare il sacro ministero e, negli anni Settanta, addirittura la sospensione a divinis […].
Quando poi c'è stato bisogno di dare una ripulita (e un titolo di studio) a una ragazza molto cara a Silvio, di nome Nicole Minetti, è stato don Verzé a trasformare la subrettina di Colorado Cafè in "igienista dentale" del San Raffaele, pronta per essere imposta come consigliera regionale nel "listino" bloccato di Formigoni e infine per diventare "incaricata della Presidenza del Consiglio" inviata a strappare la minorenne Ruby alla questura di Milano.
Il legame tra don Verzé e Berlusconi è fortissimo e di antica data. Parte dai tempi di Milano 2, quando la presenza del San Raffaele serve per far deviare dalla nuova portentosa città-giardino le rotte degli aerei in decollo e atterraggio a Linate. E arriva fino al progetto dei due, il settantaquattrenne Silvio e il novantenne Luigi, di trovare l'elisir di lunga vita, capace di prolungare l'esistenza terrena fino ai 120 anni. Nell'attesa, don Verzé ha costruito una sua rete di amici e sostenitori».
Quando poi c'è stato bisogno di dare una ripulita (e un titolo di studio) a una ragazza molto cara a Silvio, di nome Nicole Minetti, è stato don Verzé a trasformare la subrettina di Colorado Cafè in "igienista dentale" del San Raffaele, pronta per essere imposta come consigliera regionale nel "listino" bloccato di Formigoni e infine per diventare "incaricata della Presidenza del Consiglio" inviata a strappare la minorenne Ruby alla questura di Milano.
Il legame tra don Verzé e Berlusconi è fortissimo e di antica data. Parte dai tempi di Milano 2, quando la presenza del San Raffaele serve per far deviare dalla nuova portentosa città-giardino le rotte degli aerei in decollo e atterraggio a Linate. E arriva fino al progetto dei due, il settantaquattrenne Silvio e il novantenne Luigi, di trovare l'elisir di lunga vita, capace di prolungare l'esistenza terrena fino ai 120 anni. Nell'attesa, don Verzé ha costruito una sua rete di amici e sostenitori».
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