domenica 20 settembre 2009

Silvio, generoso sciupafemmine

Dietro alle donne stuprate, alle donne accoltellate, e alle donne ricattate, ci sta la “famiglia tradizionale”. Ovvero: quel sistema patriarcale che sfrutta il sesso per garantirsi il potere.

Nel regno di Berluskolandia, per sottomettere le donne, non è necessario tagliare loro la gola (siamo pur sempre cristiani, una cultura superiore!). E per zittire quelle che Silvio chiama le “belle figliole” è sufficiente coprirle di regali. Comprando così il loro silenzio, e trasformandole in nostre complici.


Se poi si sognassero di ribellarsi a tutto questo, sarà un gioco da bambini sputtanarle rivelando (come direbbe Feltri), che sono delle “veline ingrate”.

E se tutto questo è successo a Veronica Lario (che è la moglie dell’Imperatore), capiterà a maggior ragione alle varie damigelle e cortigiane .

... Questi meccanismi arcaici e crudeli sono stati egregiamente descritti dalla escort Patrizia D’Addario. E si ritrovano anche nelle interviste alla ‘teste omega’ Stefania Ariosto (qui sotto).

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Dall’intervista a Stefania Ariosto
(di Jolanda Bufalini, per “L’Unità”)

Un sorriso si insinua fra le parole, quando Stefania Ariosto guarda indietro ai segni premonitori: «In quei pranzi io ero l’unica un po’ ribelle. Mi definivano pericolosa. E poi stranamente, davvero lo sono diventata… Io non sono mai stata Berlusconiana, ero un po’ critica ma solo con il mio compagno. Per il resto stavo zitta…».

Lei ha frequentato per anni quel mondo, che ricordi ha? «Era un ambiente rigorosamente familiare. Alle donne non era consentito argomentare di alcunché. D’altra parte loro parlavano di affari, di cause, di Mondadori... Che avremmo potuto dire noi? Veronica, donna adorabile, era mitissima. Non parlava mai, zitta, muta.
[…] Andai anche a villa Certosa, in posizione bellissima ma mi sembrò una casa troppo grande. Erano cene noiose, bisognava aspettare che Berlusconi si alzasse per fare il giro del lungo tavolo con i doni che sceglieva personalmente. Ho avuto un filo di perle, una spilla. Ma io portavo sempre un dono a Veronica. Non accettavo quell’elargizione che aveva il sapore di una sottomissione senza ricambiare.
[…] Sono convinta che Berlusconi sia stato più generoso di quel che è apparso. Perché lui è generoso ma è una forma di potere».

Cosa fa ora, a Como? «Ho preso una seconda laurea in legge, cerco di fare l’avvocato. Ma, per una che ha denunciato un giudice non è una cosa facile».
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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Berluska torero di cartapesta, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
Inoltre: quello sul 'metodo Svastichella', quello sul
'Va Pensiero' di Bossi
, e quello sull'ora di religione.
Tutte queste scoreggine (e altre ancora), sono su N.tuttoL'ANNO, su N.ogniDI', e su F.& FASTIDI.

domenica 13 settembre 2009

Silvio, il matador bugiardo

Silvio Berluska continua a menarcela su tutto, e su tutto racconta solo frottole.
Dice di essere meglio di Superman, e adesso precisa di essere anche un valoroso torero.

Sì, va bene, olééé!
... Ma le bugie, caro il nostro premier-matador, hanno le gambe corte. Perfino più corte delle tue.

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Dall’articolo “Escort e festini”

(di Giuseppe D’Avanzo, per “Repubblica”)

… Più che rispondere, Silvio Berlusconi sfoggia - non è una novità, è la magia che gli riesce meglio - una sapienza stupefacente nell'uso della menzogna che manovra in ogni direzione. Ora nasconde la verità, ora la inventa di sana pianta, ora la nega contro ogni evidenza, ora la deforma secondo convenienza. […]
L'Egoarca non risponde alle domande di Repubblica. Ne dimentica alcune. Due soprattutto suggerite dall'allarme della donna che lo conosce meglio, la moglie.
Veronica Lario dice che Berlusconi «frequenta minorenni», e che «non sta bene». Il capo del governo si tiene lontano da terreni che devono apparirgli minati. È stato documentato che ha frequentato due minorenni (Noemi e Roberta), invitate a Villa Certosa senza i genitori, nei giorni di Capodanno 2009. […]
Berlusconi nega che nelle sue residenze ci siano "feste e festini". Dice che, come leader del suo partito, fa «una serie di incontri con i rappresentanti e le rappresentanti di organizzazioni politiche, come i circoli "Meno male che Silvio c'è"». È una bugia. Da quel che è stato documentato dall'indagine di Bari, dalle testimonianze di Tarantini e di alcune "ospiti" retribuite, gli appuntamenti notturni del premier non prevedono né discussione politiche (si parla soltanto dei successi dell'Egoarca, se ne ammirano gli interventi in giro per il mondo, si ride della sue barzellette) né la partecipazione di comitati di fans. Un cerchio stretto di ruffiani e ruffiane invita a Palazzo o in Villa ragazze ambiziose o professioniste del sesso che accettano di passare la notte con il presidente [...]
Dice l'Egoarca: «Non è vero che ho candidato ‘veline’. Abbiamo fatto un corso per giovani laureate che volevano diventare assistenti di eurodeputati e ne abbiamo individuate tre con grandi capacità».
È una menzogna. Il "corso" è stato organizzato per preparare candidati e candidate al Parlamento di Strasburgo, come hanno confermato nel tempo i ministri che vi hanno preso parte come docenti. È stato un corso di formazione dove la presenza di "veline" era così appariscente da essere raccontata con molti particolari dai giornali (ohibò!) della destra.
Il primo quotidiano che dà conto della candidatura di una "velina" alle elezioni europee è il Giornale della famiglia Berlusconi.
... I nomi della candidate che si leggono nella cronaca di Libero sono: Angela Sozio, Elisa Alloro, Emanuela Romano, Rachele Restivo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti, Barbara Matera, Ginevra Crescenzi, Antonia Ruggiero, Lara Comi, Adriana Verdirosi, Cristina Ravot, Giovanna Del Giudice, Chiara Sgarbossa, Silvia Travaini, Assunta Petron, Letizia Cioffi, Albertina Carraro. Eleonora e Imma De Vivo e "una misteriosa signorina" lituana, Giada Martirosianaite.
Sono questi nomi, questi metodi a sollevare le critiche della fondazione "Farefuturo", presieduta da Gianfranco Fini.
La politologa Silvia Ventura avverte che «il 'velinismo' non serve: assistiamo a una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto da fare. Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole».
«Ciarpame senza pudore», aggiunge Veronica Lario [...].

Dice l'Egoarca: «[Con Patrizia D'Addario] mi sono comportato come si deve comportare secondo me ogni padrone di casa». Quel che si sa del primo incontro di Berlusconi smentisce la correttezza di un padrone di casa consapevole di avere accanto una prostituta. «Che Patrizia fosse una escort, quella sera, lo sapevano tutti», dice Barbara Montereale, anche lei ingaggiata dal ruffiano del presidente, Gianpaolo Tarantini.
C'è una traccia della consapevolezza del presidente. L'Egoarca "stropiccia" subito Patrizia D'Addario seduta accanto a lui sul divano, dinanzi agli uomini della sua scorta. Nel primo incontro, le propone di visitare la camera da letto in compagnia di altre due ragazze. La sollecita a entrare nel "lettone di Putin". La D'Addario rifiuta [...].

Dice l'Egoarca: «Nella patria di Casanova e dei playboy, la gioia più bella è la conquista. Se tu paghi che gioia ci potrebbe essere?». È una menzogna. Come Barbara Montereale, la D'Addario è stata ricompensata con una candidatura politica… Quando si alleggeriranno le pressioni corruttive e le intimidazioni sulle ragazze, anche straniere, ospiti di Villa Certosa (e immortalate dalle immagini di Salvatore Zappadu) si potrà forse riferire quello che alcune testimoni hanno raccontato: e cioè come Berlusconi distribuisse egli stesso alle falene le buste con il denaro. [...]
Dice Berlusconi: «Un imprenditore di Bari, Tarantino o Tarantini, era venuto ad alcune cene facendosi accompagnare da belle donne. Erano ragazze che questo signore portava come amiche sue, come sue conoscenti». È stupefacente che il capo del governo finga di non ricordare il nome del suo ruffiano e banalizzi ora un'intensa amicizia. Le intercettazioni delle loro conversazioni - e soprattutto la loro frequenza - contraddicono le sue parole. Tarantini e Berlusconi si sentivano anche dieci volte al giorno e nei brogliacci della procura della Repubblica ci sono decine e decine di telefonate [...].
Dice Berlusconi: «Io sono stato vittima di un attacco di una persona [la D'Addario] che ha voluto creare artatamente uno scandalo». […] E' falso che la D'Addario lo abbia ricattato (ha solo risposto a un pubblico ministero che la interrogava offrendo documenti sonori che da sempre maniacalmente raccoglie in ogni occasione). È vero che Berlusconi sia ricattabile [...].
Dice Berlusconi: «Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni». Bè, questa è davvero la menzogna più grossa”.
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A questo post va collegato quello su Dino Boffo 'santo subito', quello su Berluska torero di cartapesta, quello sull'allarme omofobia, quello sull'effetto emulazione.
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mercoledì 9 settembre 2009

Omofobia e/o omo-bufala

PICCOLO DUBBIO: E SE IL COSIDETTO “ALLARME OMOFOBIA” FOSSE LA ENNESIMA BUFALA CHE CI RIFILANO I GIORNALI?
... UN QUOTIDIANO HA MESSO IN FILA I FATTI, E HA PROVATO A RIMETTERE IN DISCUSSIONE UNA CERTA LITURGIA (QUELLA TIRITERA PIAGNONA ED IPOCRITA CHE RISCHIA DI RISVEGLIARE I PAZZI E I CRIMINALI, ANCHE PER COLPA DEL COSIDETTO “EFFETTO EMULAZIONE”).


Dall’articolo “Gay nel mirino: tutta una bufala…”
(di Alfredo Vaccarella, per Il Tempo.it)


Ci sono aggressioni e aggressioni. Ci sono i pazzi armati di coltello come Svastichella, con quel soprannome che è tutto un programma; e ci sono i ragazzotti deficienti che sparano un paio di petardi - a Roma li chiamano "fischioni" - per fare un po' di casino in mezzo alla strada.
Ci sono i fatti nudi e crudi; e c'è il modo di raccontarli, interpretarli, enfatizzarli. È l'allarme omofobia, i gay nel mirino, l'ennesima sfaccettatura dell'emergenza sicurezza che turba mass media, ministri, intellettuali di destra e di sinistra.
Proviamo a raccontare i fatti, allora, giusto per capire se tante volte con le interpretazioni non si esagera un po'. Magari col rischio, questo sì assai concreto, di aizzare con il clamore dei titoloni il pazzo vero, quello pericoloso, che per spirito d'emulazione comincia a dar la caccia agli omosessuali. Tutto comincia a Roma, all'Eur, dove la settimana scorsa una coppia omosessuale è stata aggredita a colpi di coltello e bottigliate da più delinquenti, fra i quali appunto Svastichella; in prognosi riservata è finito un ragazzo di 31 anni, tuttora in ospedale. Vero, autentico caso di omofobia, questo.
Di lì in poi, praticamente ogni notizia riguardante gli omosessuali è stata per così dire colorata, arricchita. Ad esempio a Rimini, dove una coppia di gay è stata malmenata da un vicino di casa. Strepito, clamore, indignazione, salvo scoprire due giorni dopo dalle parole di altri condomini che tutto era nato da un banale litigio per il posto auto. E siamo di nuovo nella Capitale, in via di san Giovanni in Laterano, da qualche anno “gay street”, la strada della movida omosessuale romana. Narrano le cronache del giorno dopo di un raid nazista ai limiti dell'attentato. I testimoni riferiscono di quattro giovani in sella a due scooter, chiaramente naziskin per via delle teste rasate, che lanciano due bombe carta contro un locale frequentato da clientela lesbo all'angolo con via Ostilia. […] L'indignazione per il raid fascista è ancora grande, la preoccupazione forte. Ma per fortuna nella strada ci sono diverse telecamere, e i carabinieri della compagnia Piazza Dante, che indagano sulla vicenda, hanno potuto visionare i filmati, ora al vaglio della procura, incrociando le immagini con le testimonianze di diverse persone. Ore 23 e 36 minuti e 37 secondi: in questo momento preciso due, non quattro, due giovinastri di poche speranze si acquattano a una trentina di metri dal locale e accendono due cosiddetti “fischioni”. Il primo compie una traiettoria di quindici metri e malamente si spegne sull'asfalto, pur con un bel botto; il secondo manca totalmente il bersaglio, finisce in mezzo ad alcuni motorini e danneggia il parabrezza di uno scooter. Non c'è per fortuna nessun ferito – e si era detto invece che un ragazzo era stato colpito da una scheggia a un occhio – e non c'è nemmeno la pistola. Già, perché un gruppo di astanti si lancia all'inseguimento dei due, i quali saggiamente si allontanano a passo svelto in direzione dei Fori Imperiali. Un paio di signori che li incrociano li apostrofano alla romana – «Ahò, che state a fa'?» – e loro però, lungi dal rivendicare l'attentato o minacciare a mano armata, negano tutto: «Ma de che? Non c'entramo niente». Un po' pochino insomma come raid nazista. Altro giro altra corsa, e siamo all'episodio del cantante omosessuale Emilio Rez, aggredito, picchiato, insultato perché gay nella zona di San Giovanni. Così almeno raccontano le cronache. Ma anche qui le versioni discordano: il cantante ribadisce di essere stato malmenato e offeso, aggiungendo che «nessuno dei presenti mi ha difeso»; agli atti della polizia risulta solo la denuncia di una tentata rapina. Difficile capire insomma dove i cronisti esagerano per il gusto di «caricare» la notizia, e dove invece sono i protagonisti della cronaca a fuorviare i cronisti con racconti, come dire, un po' sopra le righe. Certo è che in un periodo come questo, in cui da un lato l'omofobia riempie i giornali, dall'altro circolano dossier sui gusti sessuali dei direttori di giornali, il tema omosessualità è tema che scotta. Non è un caso allora che, saggiamente, certe notizie vengano maneggiate con le pinze dalle istituzioni preposte. Ad esempio la storia di un ferimento avvenuto l'altra notte, sempre a Roma, in via Cipriano Facchinetti, dalle parti della Tiburtina. Qui un giovane di 23 anni, per “futili motivi”, a usare il freddo linguaggio delle questure, ha assalito un amico con un cacciavite ed è stato arrestato per tentato omicidio. Nessuno stavolta si è azzardato a dire che i due amici erano fidanzati. E che i futili motivi erano affari di cuore.

martedì 25 agosto 2009

IL CURRICULUM DEL PAPI

Vittorio Feltri è il nuovo direttore de "Il Giornale".
Adesso che è ritornato al quotidiano della Real Casa ha promesso di non voler essere il megafono di Berluska. E intanto, per farsi vedere coraggioso, ha deciso che è cosa buona e giusta accusare Gianni Agnelli (che ovviamente non si può difendere!).
E così quelli del "Manifesto" gli hanno riso in faccia: “Bella trovata, prendersela col padrone morto per salvare l’utilizzatore finale vivo”!

… Nel frattempo, Giuseppe D’Avanzo (su
"Repubblica"), ha pensato bene di rendersi utile. E a tal fine ha voluto fare un ripassino di tutti (meglio: quasi tutti), gli scandali del cavaliere. Per dimostrare che il Berluska non si è affatto limitato -come ha sostenuto Feltri- a toccare il sedere a una ragazza cui va a genio di farselo toccare”.

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Dall’articolo “L’avvocato e il Cavaliere”
(di Giuseppe D’Avanzo, per “Repubblica”)

... Feltri si dice stupefatto per "quanto sta avvenendo sul fronte fiscale". Trasecola per quel che si dice abbia combinato in vita Gianni Agnelli che "avrebbe esportato o costituito capitali all'estero sui quali non sarebbero state pagate le tasse". Decide di liberarsi una buona volta di quell'inutile fardello che è il garantismo, favola buona soltanto per il Capo e gli amici del Capo, e picchia duro, durissimo.
Questo "furfante" di un Agnelli, scrive Feltri, "ha sottratto soldi al fisco", e quindi "ha procurato un danno allo Stato", "ai cittadini che le tasse le pagano"; ha saccheggiato "per montagne di quattrini neri" le casse di società quotate in Borsa, "derubando gli azionisti".
E allora, si chiede, è più grave "rubare al popolo o toccare il sedere a una ragazza cui va a genio di farselo toccare"?

[…] Feltri non è ingenuo e non è uno sprovveduto. E' un professionista tostissimo e soprattutto ha memoria lunga. E statene certi - questo annuncia il suo editoriale - parlerà presto di quel "furfante" del suo editore. Gli getterà in faccia, senza sconti, le 64 società off-shore "All Iberian" che Berlusconi si è creato all'estero, governandole direttamente e con mano ferma.

Gli ricorderà, e lo ricorderà ai suoi lettori, come lungo i sentieri del "group B very discreet della Fininvest" siano transitati quasi mille miliardi di lire di fondi neri, sottratti al fisco con danno di chi paga le tasse; i 21 miliardi che hanno ricompensato Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi (se non si vuole dar credito a un testimone che ha riferito come "i politici costano molto... ed è in discussione la legge Mammì").

E ancora, la proprietà abusiva di Tele+ (violava le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le "fiamme gialle" ); il controllo illegale dell'86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l'acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche; le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma che hanno messo nelle mani del capo del governo la Mondadori; gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato e in spregio dei risparmiatori, favorirono le scalate a Standa, Mondadori, Rinascente.
In attesa di sapere se Agnelli sia stato o meno un "furfante", Feltri, che non è un maramaldo, ricorderà quanto sia furfantissimo il suo editore, come al fondo della fortuna di Berlusconi ci siano evasione fiscale e falso in bilancio, corruzione della politica, della Guardia di Finanza, di giudici e testimoni; manipolazione, a danno degli azionisti, delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.
E, giurateci, quel diavolo di Feltri non si fermerà qui. Ricorderà le diciassette leggi ad personam che hanno salvato il suo editore da condanne penali, protetto i suoi affari, alimentato i profitti delle sue imprese. Ricorderà, con il suo linguaggio concreto e asciutto, quanto quell'uomo che ci governa sia, oltre che "un furfante", un gran bugiardo.
Rammenterà ai lettori del Giornale quando Berlusconi disse: "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conoscevo neppure l'esistenza" (Ansa, 23 novembre 1999, ore 15,17). O quando giurò sulla testa dei figli: "All Iberian? Galassia off-shore della Fininvest? Assolute falsità".
La trama dell'offensiva di Feltri contro il suo editore già fa capolino. Presto leggeremo un altro editoriale, altri editoriali all'acido muriatico. Nel solco delle menzogne diffuse dal premier che evade le tasse, Feltri ricorderà che è stato Berlusconi a mentire agli italiani negando di frequentare o di aver frequentato minorenni, giurando sulla testa dei figli di condurre una vita morigerata da buon padre di famiglia, prossima alla "santità", per intero dedicata alla fatica di governare il Paese.
Feltri concluderà che un uomo, un "furfante" che trucca bilanci, deruba i contribuenti e le casse dello Stato, si cucina legge immunitarie perché governa il Paese e per di più mente senza vergogna sull'origine della sua fortuna e sulla sua vita privata, diventata pubblica, non può essere affidabile quando parla del destino dell'Italia, qualsiasi cosa dica o prometta.
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venerdì 7 agosto 2009

Alla destra del 'papi'

LA MINACCIA DI GRAZIANA, CHE SIEDE ALLA DESTRA DEL 'PAPI':
«VORREI FARE L'ATTRICE O IL MAGISTRATO. SILVIO MI VEDREBBE BENE IN POLITICA... INTANTO MI LAUREO, POI SI VEDRA'»
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Graziana Capone, l'Angelina Jolie di Bari, ha deciso di esibire ancora una volta la sua amicizia con 'papi' Berluska. Il settimanale Oggi e il quotidiano Repubblica hanno raccolto la sua preziosa testimonianza sulle feste a Palazzo Grazioli e altrove. E così la bambina, cinguettando felice, ha riconfermato proprio quel che tanto ci preoccupa.
Le sue precise parole:
«Il presidente ama circondarsi di signore, questo è vero: le donne sanno ascoltare, e lui ama molto parlare.
Ad Arcore abbiamo tirato fino a tardi, le quattro forse, qualcuna si è addormentata sul divano, ma quel clima 'borderline' che si legge dietro i racconti delle altre ragazze, quella sera [in cui ci siamo conosciuti] proprio non c'era.
... Io sono onorata dell'amicizia di Silvio Berlusconi. Ma non permetto a nessuno di accomunare il mio nome a quello di escort, ragazze immagine o comunque di chi viene pagata per trascorrere serate. Io vado alle cene, se invitata, perché ho piacere di passare del tempo con alcune persone.
... Berlusconi è un ottimo padrone di casa. Per questo sono tornata con piacere alle sue feste. A Palazzo Grazioli sono stata almeno sei volte, compreso la vigilia di Natale: c'erano sempre molte ragazze ma Berlusconi a tavola voleva soltanto me alla sua destra ... sono sicura che se il presidente avesse un harem io sarei la favorita.
... Ho fatto cinema e spot televisivi. So di essere una bella ragazza. Ma so anche di non essere stupida: studio, penso, e da grande mi piacerebbe fare l'attrice, forse, o il magistrato. Il presidente dice che potrei anche fare la politica. Intanto a ottobre mi laureo. Poi, chissà».
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A questo post va collegato quello sull'ultima panzana della Lega, quello s
ull'Italia post-G8 (amica del beduino Gheddafi), il post sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
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sabato 25 luglio 2009

PURE SENZA IL CONDOM

IL TIMES HA DECISO CHE LE REGISTRAZIONI TRA LA D'ADDARIO E BERLUSCONI SONO "DISPERATAMENTE LURIDE".
TUTTA LA STAMPA -QUELLA LIBERA- HA SCOPERTO CHE IL CAVALIERE, QUANDO SI INCONTRA CON LE "BELLE FIGLIOLE", NON USA PRECAUZIONE ALCUNA.
... ITALIA AVVISATA E MEZZA SALVATA: IL PAPI (CE) LO METTE, PURE SENZA IL PROFILATTICO!

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Dall'articolo "Le istruzioni erotiche del Superpapi"
(di Alessandro Robecchi, per il "Manifesto")

Eppure è vero: nelle registrazioni che Patrizia D'Addario ha raccolto nei paraggi del lettone grande di Putin a Palazzo Grazioli c'è anche questo, la voce lumacona di Superpapi che dà le sue indicazioni: «Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola... Devi toccarti con una certa frequenza».
[...] Il fatto inequivocabile e definitivo è che certe frasi, private o pubbliche che siano, descrivono gli uomini, ne disegnano la personalità, ne spiegano pregi e difetti, insomma li svelano perfettamente... E' l'uomo che telefona il giorno dopo l'amplesso per sentirsi dire bravo. E' l'uomo che - in possesso di un potere senza eguali nei paesi democratici - si dice da solo «ho fatto un bellissimo discorso, con applauso». Che spiega alla cortigiana complessi conti sul G8, per giungere alla conclusione che lui è «in-su-pe-ra-bi-le!». Questo libro «l'ho disegnato io». E ci mancherebbe. E questo l'ho fatto io. E questo l'ho pensato io. Io, io, io.
Il vero dramma umano del signor Berlusconi Silvio, ciò che lascia sgomenti, non è qualche notte di sesso a tassametro. Ma piuttosto che inviti signorine a decine per farsi cantare in coro «Meno male che Silvio c'è», per assistere alla ola in suo onore, in definitiva per farsi battere le mani...
[...] Consigli all'allenatore del Milan. Consigli ai ministri. Consigli ai capi dell'opposizione. Consigli agli imprenditori. Consigli a tutti. Persino «darò io dei consigli a Obama», frase del 5 novembre (perché il 4 notte, si sa, aveva da fare). E ora, record del mondo, pure consigli alla escort in materia di sesso...
[...] Il presidente allenatore faceva la formazione del Milan. Il presidente operaio prometteva instancabile operosità e modestia. Poi venne il presidente ferroviere che tagliava nastri e stringeva mani con il cappello da capostazione. E ora, questo presidente che dispensa consigli erotici a una professionista del ramo, come dovremmo chiamarlo, il presidente-zoccola? ...


Dall'articolo "Il Papa ora perdonerà tutto"
(di Roberto Alajmo, per "L'Unità")

Dunque anche questo ci tocca sapere, visto che noi pettegoli ci teniamo a saperlo: il Presidente del Consiglio, quando va a donne non usa mai il preservativo. Il primo pensiero che viene è: almeno adesso il Papa sarà contento [...].
A quanto pare in questo paese tocca sempre metterci a parametro del peggio... Perché se vai senza preservativo non rischi solo tu. Fai rischiare anche la tua inconsapevole moglie, oltre che le eventuali ulteriori amanti, in caso di promiscuità reiterata. Esiste quindi un danno a terzi.
Allo stesso modo, andare a letto con signorine prezzolate non è solo un peccato di cui ciascuno risponde alla propria coscienza e al confessore. Perché se poi le signorine prezzolate vengono candidate alle elezioni e collocate in posti di potere, il danno alla comunità dovrebbe essere chiaro anche all’osservatore più condiscendente.
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A questo post va collegato quello sull'Italia post-G8 (amica del beduino Gheddafi), il post sulle orge-party in casa Berluska, quello sulle menzogne del ‘gaio libertino', quello su Silvio controfigura di Michael Jackson, e infine quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni
).

sabato 11 luglio 2009

LE MACERIE OLTRE IL G8

IL GRAN CERIMONIERE SILVIO BERLUSKA HA VINTO LA SUA SCOMMESSA.
MA IL MONDO CIVILE (E I POVERI DEL PIANETA), NON SANNO CHE FARSENE DELLE SUE TARTINE AL CAVIALE, DEI SUOI FALSI SORRISI, DELLE SUE PROMESSE DA MARINAIO.
... DOPO IL G8, SI RITORNA DOVE ERAVAMO RIMASTI: ALLE MENZOGNE DEL PIDUISTA!

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Dall’articolo “Le menzogne e i fatti”
(di Giuseppe D'Avanzo, per “Repubblica”)

Ora che "il mondo" ci ha lasciato di nuovo soli, con le nostre anomalie, ricordiamo dove ci siamo interrotti
[...] Berlusconi - "sorriso, piagnisteo, ringhio" - si è illuso di acconciare alla meglio la sua infelice reputazione. Ha rilanciato il suo mantra ("Calunnie!") per esorcizzare i fatti nel caleidoscopio delle verità rovesciate che si è combinato.
[...] Se gli interrogativi fanno massa intorno ai comportamenti privati del premier, accade perché egli stesso - guadagnandone grande consenso - lo ha voluto.
Ha eliminato, fin dall'inizio della sua avventura politica, ogni confine tra il suo "privato" e il suo "pubblico". Ha preteso -una volta al governo- di legiferare con mano ferma quale debba essere il nostro "privato": dal momento in cui nasciamo fino all'ultimo respiro.
Infine, ha negato in pubblico (Porta a Porta, 4 maggio) i comportamenti che la moglie giudica inaccettabili[...].

Finora Silvio Berlusconi ha mentito a ogni posta di questa storia. Lo si può documentare, al di là del chiasso sollevato da un'informazione servile, e dire di lui con quieta serenità: il capo del governo è Gran Bugiardo.
1) Ha negato di aver voluto candidare veline al parlamento europeo. È stato contraddetto finanche dalle veline deluse per l'esclusione e smentito dalle prostitute a cui aveva promesso un seggio a Strasburgo.
2) Ha negato di aver frequentato minorenni, ha giurato di aver incontrato Noemi Letizia soltanto "tre, quattro volte e sempre alla presenza dei genitori". Ha dovuto ammettere di aver avuto Noemi, minorenne e senza genitori, prima accanto ad una cena del governo, poi tra le ospiti del suo Capodanno 2009 a Villa Certosa.
3) Ha dichiarato di non aver mai conosciuto l'avvocato David Mills. È stato accertato che il corrotto (Mills) e il corruttore (Berlusconi) si sono parlati per lo meno in un'occasione e incontrati in un'altra, ad Arcore.
4) Ha dichiarato di aver usato i "voli di Stato" soltanto per "esigenze di servizio" anche quando erano a bordo musici e ballerine, ma ha dovuto proteggere con il segreto di Stato le liste dei passeggeri e i piani di volo degli aerei presidenziali.

La quinta posta di questa storia, ancora per esclusiva responsabilità di Berlusconi, parla di prostituzione e di abitudini sessuali che il capo del governo vuole punire con il carcere. Anche in questo caso, il presidente del Consiglio ha ingannato il Paese che governa.
Patrizia D'Addario racconta di aver fatto sesso a pagamento con il capo del governo, la notte del 4 novembre 2008 (la paga un prosseneta, abituale ospite delle feste del premier).
La donna raccoglie, a Palazzo Grazioli, fotografie e registrazioni di quella notte. La sua testimonianza è indiscutibile. Berlusconi e il suo avvocato ne sono consapevoli e accennano a una manovra di aggiramento. Ghedini si preoccupa innanzi tutto di evitare guai giudiziari al Capo: "Ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe l'utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile". (Affaritaliani. it, 17 giugno).
[...] Anche stavolta Silvio Berlusconi inganna chi lo ascolta perché -anche se non c'è alcun rilievo penale in questi comportamenti, come teme Ghedini, né la magistratura pare interessata al "caso"- i ricordi invincibili dei testimoni, le parole intercettate da un'inchiesta giudiziaria, raccontano come le residenze private di Berlusconi (Villa Certosa, Palazzo Grazioli) si affollino con regolarità di prostitute di caro prezzo -"grandi quantitativi", direbbe Ghedini- ingaggiate dagli amici e dalle amiche del presidente secondo un rituale preciso e sempre uguale.
Convocazione a Roma; obbligo di vestire in nero; di truccarsi con leggerezza; di essere gentile con il "presidente"; di trascorrere la notte con lui in pratiche che la malavita, a Bari, definisce "torte" (ma questa è un'altra storia).

Ora che "il mondo" ci ha lasciato di nuovo soli con noi stessi, immaginiamo di poter attribuire ai "Grandi della Terra" quel che si può assegnare al nostro premier. Immaginiamo di poter dire, senza timore di essere contraddetti, che Barack Obama è un bugiardo e ha mentito al suo Paese; che Nicholas Sarkozy va in vacanza con minorenni; che Angela Merkel porta con sé in voli di Stato musici e ballerini che allietano le sue serate; che Gordon Brown, imputato in un processo, ha corrotto un testimone; che Taro Aso si riempie la casa di prostitute a frotte, pagate da un suo amico a cui poi promette affari. Pensate che, con questo peso, le opinioni pubbliche consentirebbero a chiunque di quei "Grandi" di restare al loro posto? [...].

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A questo post va collegato quello sulle orge-party a casa del premier, quello sull'Italia post-G8 (amica del beduino Gheddafi), quello su Berluska controfigura di Michael Jackson, quello sui leghisti alleati del papi (che offendono il meridione, difesi da Francesco Alberoni).
Inoltre: altre scoreggette come queste son
o su N.tuttoL'ANNO, su N.ogniDI', e su F.& FASTIDI.

domenica 5 luglio 2009

LO SPETTACOLO DOVEVA FINIRE

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Michael Jackson nasce il 29 agosto 1958. La madre, Katherine, è una fervente testimone di Geova (che introdurrà il figlio, senza grandi risultati, nella setta). Il padre di Michael, invece, è Joseph Walter Jackson (un ex pugile che picchia i suoi bambini, che li costringe ad esibirsi, che sfrutterà la fama di Michael per le sue avventure amorose, e che infine avrà un ultimo figlio da una ammiratrice del cantante).
Molte sono le leggende su ‘Jacko’. Leggende che ovviamente lui coltiva, e che sfrutta a suo vantaggio, a scopo pubblicitario. Qualche volta lo si vede andare in giro con uno scimpanzé (agghingato come lui). Altre volte passeggia tenendo per mano un bambino (che imita i suoi balletti e le sue manfrine).

Michael mostrerà orgoglioso il suo serpente (al quale mette un nome virile: ‘Muscoli’). E dicono che sia stato scoperto a girare -il cantante, non certo il serpente!- con parrucca, tacchi a spillo, e perfino con addosso un simil-burqa.
All’apice della sua carriera, nei suoi fantastici balletti, Jacko
aveva fatto qualche mossa vagamente “pelvica”, ma in seguito deciderà -scelta pericolosissima, questa!- di fingere assoluta castità. Solo all’occorrenza -precisamente dopo il primo scandalo sulla presunta pedofilia- si sposerà con la figlia di Elvis Presley, che è una adepta della odiosa setta di Scientology (un ambientino dove finiscono tante ambigue e ridicole celebrità). Più avanti Michael divorzierà, e per qualche tempo diranno che si è convertito all’islam (dove già ci sta un suo fratello: che meravigliosa famigliola!).

I
nutile ricordare le troppe operazioni che il cantante ha fatto al naso. Un nasino orrendo che si direbbe essere stato orribilmente tagliato con l’accetta, e che infine è stato ricostruito -pare- con brandelli delle orecchie. Inutile, poi, ricordare le tante chiacchiere sulle sue sedute in una camera iperbarica, e le notizie (vere, presunte, o inventate di sana pianta?), sulle malattie che gli stavano deturpando il viso e il corpo.

D
opo le accuse infamanti (i presunti palpeggiamenti su un ragazzino), la sorella
La Toya si dichiarerà convinta della colpevolezza di Michael. Solo qualche anno dopo la sciocchina lascerà intendere di essere stata spinta dal marito (che nel frattempo è morto e non può difendersi: altra bella famigliola dove tutti si vogliono bene!).
Anyway: Michael Jackson (che evidentemente non aveva capito la lezione, e che non aveva provveduto ad evitare le situazioni pericolose), sarà nuovamente accusato di pedofilia. E tra molti dubbi verrà assolto.

I
ntanto la giovinezza se ne andava. Tra una pagliacciata e l’altra. Tra una superba esibizione e una divertente accusa di plagio (fantastica quella di Al Bano, a cui è stato fatto notare che anche lui, nel brano in questione, aveva scopiazzato da altri: il tutto doveva risolversi con un concerto assieme, ma poi non se ne fece niente).

Alla fine della fiera, Jacko ha avuto l’ardire di mettere al mondo tre figli (tutti stranamente molto chiari di pelle: evidentemente la genetica nel suo caso non ha regole!). D’altra parte, lui nascondeva i loro volti con delle ridicole mascherine. E li portava in giro (e li faceva sporgere dal balcone), con la stessa disinvoltura con cui ci si porta dietro un cagnolino, o un orsacchiotto di pezza.

S
empre e comunque il cantante si è impasticcato a più non posso. Peggio di un drogato allo stadio finale. Per la serie che bisogna intendersi su cosa è (o non è) droga. E per la serie che bisogna intendersi su cosa davvero può uccidere.

Adesso hanno deciso di farlo santo. Perché avrebbe cambiato la musica. Ma Michael Jackson è stato un genio soprattutto nel cambiare pelle, vestiti, e mogli. E bisognerà ricordare che ha liquidato le mamme dei suoi (presunti) figli. Con la stessa velocità con cui ruotava su sé stesso, con lo stesso menefreghismo con cui si butta via una mutanda bucata.
... Resta ancora da chiedersi che razza di gente aveva attorno questo qui. E cosa c’era di vero e di sano nell’allegra famigliola che un tempo lontano si esibiva con tanto entusiasmo.

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A questo post van collegati quelli sul patetico cantante Povia.

domenica 21 giugno 2009

DALLE VELINE ALLE CARAMPANE

DALLE VELINE ALLE CARAMPANE :
PLATINETTE E ZEFFIRELLI (IRRIDUCIBILI FAN DI BERLUSKA) SPEZZANO UN’UNGHIA -LACCATA FUXIA!- IN DIFESA DEL CARO “PAPI” SILVIO



Nel momento del bisogno Platinette ha deciso di correre in aiuto dell’indifendibile Silvio.
E ha fatto perfino di più: dopo aver leccato il “papi” è passata direttamente al Papa. Dichiarando tutta la sua ammirazione per Ratzinger.

… Infine, già che c’era, la travesta se l'è presa con i komunisti: allelujah!

Pure Franco Zeffirelli -con la scusa di difendere il suo amico Silvio- se l’è presa con i bolscevichi. E volendo fingersi macho ha attaccato anche il “meschino” Franceschini e il “venditore di montoni” Di Pietro. Ma è su Veronica Lario che il Maestro ha sputato tutto il veleno che teneva in corpo.
Naturalmente il Maestro ci ha ricordato di essere un credente (un kattolico di destra che ha "adottato" due uomini adulti, pur non avendo formato una famiglia: alla faccia della coerenza!). E ci ha raccontato le sue giovanili "porcherie" con gli uomini (ma il suo era solamente "amore greco": ah beh, allora!).
Infine ci ha regalato una dichiarazione
antifemminista ("la donna è incostante"), e ha lanciato qualche insulto al movimento gay ("mi ha sempre fatto schifo").
... Ri-allelujah!

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Dall’intervista a Platinette
“Alle feste dell’Unità ci chiamavano culattoni

(di Barbara Romano, per “Libero”)

«Berlusconi non mi ha mai chiesto di far parte del suo harem …. Può anche fare il gigolò, ma a me interessa solo che lui governi bene. A me sembra lo stia facendo. […] Il suo entusiasmo mi travolse, e non voglio spettegolare intorno a quattro puttanelle di quarta categoria …
Mi piace molto il decisionismo di questo governo, soprattutto alcuni ministri […] Brunetta sarà uno da studiare nei prossimi anni per la velocità con cui ha attuato il cambiamento…
Essere progressista è un obbligo. E io dagli obblighi sto lontanissimo […] Il centrodestra ha più il senso dello spettacolo…
Adoro com’è costruita la società, non sento nessuna necessità di cambiarla. La borghesia è la parte più forte. […] Trovo che Ratzinger sia il genio di quest’epoca, è il più grande comunicatore della storia…
Ai festival dell’Unità mi venne lo schifo per la sinistra che ci lanciava cicche accese e lattine. Quello è il vero bacchettonismo. Predicavano la tolleranza e ci urlavano “culattoni”…
Cocaina sì, droghe pesanti mai […] Sono innamorato di una scrittrice molto famosa, ma non è amore consumato … Stracciai la tessera [del Partito Radicale] quando mollarono Berlusconi per passare con Prodi. Non mi piacque l’idea che per sopravvivere si fossero venduti alla sinistra: meglio morire…».


Dall’intervista a Zeffirelli
”Due o tre cose che so su Silvio e Veronica”

(di Giancarlo Perna, per “Il Giornale”)

«… Da 20 anni ho adottato due bravi ragazzi, Luciano e Pippo. Oggi, hanno 45 e 48 anni. Luciano è viterbese e non ha mai conosciuto il padre. Mi ha fatto da autista e da figlio e non ho più potuto farne a meno. Si occupa del giardino, degli animali, mi accudisce con amore … Pippo invece è siciliano di famiglia numerosa […] Questa villa è di Berlusconi ma ce l'ho io a vita. Un giorno spero di lasciarla ai miei figli…
Ho sempre detestato Veronica Lario e ancora di più adesso che gli ha fatto l'affronto pubblico … È furbissima e arida. A Silvio non ha mai dato il senso di avere una donna accanto. Non l'ha mai accompagnato alla Scala, ai congressi internazionali. È gravissimo. Invece di fare quella cosa vergognosa a mezzo stampa, poteva mettersi il cappotto e il cappuccio e andare al fianco del marito tra la gente dell'Aquila. Tutti hanno dato qualcosa ai terremotati. Lei, no.
Doveva dirgli: "Tu occupati del governo, agli aquilani ci penso io". Una cosa all'americana, come la moglie di Obama, o alla francese, come la Bruni. Almeno fingere di commuoversi. Invece, proprio tu, che non gli hai mai concesso niente, ti permetti di mettere in crisi uno della sua statura? Lui che potrebbe fare il miliardario e invece si è messo in testa di migliorare l'Italia. Doveva fare come ha fatto Sarkozy che si è liberato della rompiscatole Cecilia per trovarsene una più bella.
Ma ha visto che le ha fatto il chirurgo plastico? Quelle labbra, gli zigomi che sembrano dolomiti. Povero Silvio, è andato a caccia e ha trovato l'animale sbagliato. E poi chi gliel'ha fatto fare di scusarsi come uno studentello? Sono fatti suoi se gli piace pizzicare il sedere delle ragazze. Un uomo come lui ha il diritto di infrangere le regole che sono spesso ignobili e ipocrite. Doveva buttarla a ridere invece di giurare sulla testa dei figli. Poteva dire qualcosa come: "Chi può resistere al fascino di una ragazza, soprattutto alla mia età?".
Silvio è un uomo vitale, è ovvio che le donne lo circuiscano. […] Lo sanno tutti che la sua natura è di adorare clamorosamente le donne. È capace di fare i complimenti anche alle vecchie sfatte.
[…] E poi è solo. Lei lo ha lasciato solo. Anche quando quel meschino di Franceschini lo ha accusato di non sapere educare i figli, lei è stata zitta!…
Il peccato della carne è eguale sia se fatto con un uomo che con una donna […] Ho scopato un bel po'. Anche perché ero molto bellino. Con molte delle mie attuali amiche ho cominciato facendo porcherie. Ma la maggior parte delle mie amicizie sono state di amore greco con uomini … Fece scalpore quello con Visconti di cui ero aiuto. Un caso esemplare di maestro che ti insegna a dare il meglio di te.
La donna ti dà amore, l'uomo la carica per diventare qualcuno […] Mai piaciuto mettere in piazza le mie cose segrete. Il movimento gay mi ha sempre fatto schifo. L'omosessuale non è uno che sculetta e si trucca. È la Grecia, è Roma. È una virilità creativa … Non vorrei un mondo omosessuale.
La donna ha una funzione importante. Ama più di chiunque. Ma la dedizione più forte la trovi nell'uomo. La donna è incostante...

[…] Fini mi piace perché non è una camicia nera ma rappresenta il sogno del buon fascismo. È il numero uno che potrà succedere a Silvio … Rappresenta la parte positiva del fascismo. C'era un fascismo di straordinaria qualità nelle arti e nella cultura…
[…] Di Pietro è la vergogna dell'Italia. Un uomo di quart'ordine. Una barzelletta. La gente, io penso, si giudica da come parla. E lui parla come un venditore di montoni della Ciociaria».

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A questo post è collegato quello del prete che ha scritto al cardinal Bagnasco per chiedergli: come potete fornicare con Berlusconi?
E quello del parroco che vorrebbe "fucilare" Emilio Fede, Bruno Vespa, e tanta altra gente.
Altre scoreggette
ancora sono su
N.tuttoL'ANNO
, poi su N.ogni DI’, e infine su F.& Fastidi.