mercoledì 12 gennaio 2011

Botta & Risposta

Evviva la Fiat del marpione Marchionne (finalmente non chiede più aiutini allo Stato: alleluia!).
… Ecco, adesso chiedano pure l’elemosina a Obama. E poi vadano anche in Cina (o sulla luna). Ma prima restituiscano quel che ci hanno ciucciato. Acciderbolina!

A proposito: che meraviglia il botta & risposta tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e Gad Lerner. Il primo si è  dichiarato “dalla parte di Marchionne”. E Gad gli ha risposto per le rime. Aggiungendogli un complimento affettuoso (in pratica gli ha dato del cialtrone: ri-alleluia!).

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La dichiarazione di Matteo Renzi, 35 anni, sindaco di Firenze del Pd (dal quotidiano “Il Sole 24 ore” del 31 dicembre 2010)
«… Io sto dalla parte di chi scommette sul lavoro, della Fiat, di Marchionne. È la prima volta che il Lingotto non chiede soldi agli italiani ma investe in Italia in un progetto industriale. È una rivoluzione... Oggi il lavoro si difende con un riequilibrio imprescindibile che passa dalla produttività: chiedere al lavoratore uno sforzo in cambio di occupazione e investimenti. La Fiat oggi è il motore di questa innovazione: qui non si tratta di stare dalla parte di un uomo, si tratta di credere o no in un futuro industriale».


La reazione di Gad Lerner, sul suo sito (www.gadlerner.it)
«…Intervistato dal TgLa7, il “rottamatore” del Partito democratico, nonché sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha proclamato: “Io sto con Marchionne”. Contento lui… Peccato abbia soggiunto fra le motivazioni che lui sta con l’amministratore delegato della Fiat perché vuole fare investimenti in Italia anziché pretendere i soldi della cassa integrazione dallo Stato. Avrebbe fatto meglio a informarsi prima su quanta cassa integrazione stiamo pagando alla Fiat dal 2009 in qua, e quanta ancora gliene dovremo pagare nel 2011 a Mirafiori, Pomigliano e altrove. Cialtroneria, ma non solo».

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* Altri post come questo sono sul mio blog principale, sul mio blog-soggiorno, e infine sul mio blog-archivio. Segnalo, infine, il blog di Roberto Virale Camoni ("Fiero & Positivo")

sabato 1 gennaio 2011

Quelli che vedon le stelle

Lasciamo perdere le previsioni degli astrologi per il 2011. Perché son tutte minchiate. Lo ha spiegato il Cicap (Comitato italiano per il Controllo delle Affermazioni sul paranormale), dimostrando - come ha sempre fatto - che anche quelle dell’altro anno erano completamente sbagliate.



Per verificare l'inganno dell'astrologia conviene ascoltare quel che dicono gli esperti in imbrogli. Ad esempio consultanto quelli del Cicap (www.cicap.org), che trattano appunto di queste cose. Riporto pertanto alcuni dei loro commenti a quanto era stato erroneamente previsto dai bugiardi che consultano gli astri. A dimostrazione del fatto che le stelle stanno a imbrogliare.


* Massimo Polidoro ha spiegato il risultato della ricerca fatta dal Cicap: «Alla fine dell’anno e nelle prime settimane di quello nuovo non c’è trasmissione o giornale che non riporti le previsioni degli astrologi per l’anno che verrà. Tuttavia, se non lo facessimo noi, nessuno andrebbe veramente a vedere quante di queste si avverano. E ogni anno il risultato è lo stesso: gli astrologi e i veggenti non sanno prevedere il futuro più di una qualunque persona intelligente che legga il giornale».

* Proietti Lupi ha ribadito gli stessi concetti: «Anche se siamo ancora ben lontani dal riuscire a verificare tutto, il fatto è che la maggior parte delle previsioni non prevede in realtà nulla, con affermazioni talmente vaghe da poter significare qualsiasi cosa: come facciamo per esempio a controllare se davvero nel mondo le persone “hanno maggiore desiderio di vivere emozioni e romanticismo”, come ha previsto Paolo Fox? Oppure, sempre per citare Paolo Fox, non è un po’ facile prevedere che il campionato di calcio 2010 sarebbe stato vinto “dalla squadra migliore”?».

* Anche Stefano Bagnasco ha sottolineato quel che ha prodotto l’inchiesta, sostanzialmente confermando il punto di vista della scienza: «Né l’astrologia né nessuna delle altre pratiche divinatorie aiutano a prevedere il futuro. Negli anni sono stati fatti numerosi studi scientifici rigorosi sull’astrologia. Abbiamo raccolto e commentato alcuni dei risultati in un sito web e il verdetto è inequivocabile: i consigli degli astrologi per il futuro non sono più utili di quelli dettati dal semplice buon senso di una persona informata, e possono anzi essere peggiori. Nulla di male a prenderli come un gioco, naturalmente, ma bisogna fare molta attenzione a non basare le proprie decisioni su basi così poco affidabili».

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venerdì 24 dicembre 2010

IL NATALE CHE SLEALE

Il Natale è bello e ci fa bene. A Natale siamo tutti più buoni e questo è meraviglioso. Eppure, anche a Natale c'è qualcuno che ha voluto fare il guastafeste (si fa per dire, nè!).
... E' il cardinal Martini, che con un articolo su "Repubblica" ci ha richiamati alla sobrietà del Vangelo. E ha confermato - evviva la sincerità! - quel che si è sempre detto sottovoce: il Natale è profondamente "sleale", perché è anche la festa dell'ipocrisia.


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   * Dall'articolo, su "Repubblica", di Sua Eminenza Carlo Maria Martini

  «... Benché il Natale sia una splendida manifestazione della gloria di Dio in Cristo e del suo amore per noi, i discorsi che si fanno a partire dal Natale sanno spesso di buonismo e di speranza a buon mercato. Essi sono un segno di poca lealtà con se stessi e con gli altri. Infatti diciamo delle cose che non sono vere e a cui nessuno crede. Ci auguriamo a vicenda lunga vita, felicità, successo, ci facciamo doni che vogliono dire l'affetto che ci portiamo, ma per lo più sappiamo che non è così [... ]. 
Il Natale fa emergere le storture della politica, la gravissima crisi economica che stiamo attraversando, le violenze quotidiane fisiche e psicologiche. E si potrebbero aggiungere tante altre cose ancora.

Molti uomini e donne attendono in questo giorno qualcosa, un evento o magari una persona che li tiri su, che restituisca loro l'ottimismo ingenuo che hanno irrevocabilmente perduto; qualcosa di nuovo e di grande, che potrebbe farli tornare indietro. Ma questa speranza è fallace, perché si basa solo sulle nostre forze e dimentica lo Spirito di Dio, il solo capace di aiutarci in maniera efficace. 
Dopo i giorni delle feste tutto ritorna più o meno come prima. È come un dirsi reciprocamente «ce la faremo», pur sapendo tutti che non è vero...».

lunedì 13 dicembre 2010

Le bombe e la merda

Riassumendo: i poliziotti hanno protestato per i tagli, gli studenti sono saliti sui tetti, Massimo Calearo ha fondato un nuovo movimento, a Roma è scoppiata Parentopoli.
... Intanto: a Napoli ci sta ancora la monnezza, a Pompei crolla tutto (anche il ministro Bondi), in Veneto si stanno ancora leccando le ferite (la Lega è sempre stata “presente sul territorio”, ma non l’ha mai messo in sicurezza, ‘sto benedetto territorio!).

E i lavori del Parlamento come procedono? Beh, la Camera, nel frattempo, l’hanno chiusa in fretta e furia (temevano le imboscate), e per ingannare il tempo alcuni deputati sono andati al mercato delle vacche (con una scusa qualsiasi hanno cambiato casacca e sono finiti nello schiermento opposto: chi se ne frega della coerenza!). 
... Intanto, a Palazzo Grazioli, cosa potrà mai succedere? Bene, nell'attesa che passi la tempesta, i camerieri spolverano il lettone di Putin. E sperano di rivedere i bei tempi andati (quando entravano e uscivano gli esemplari della più varia umanità: escort, ruffiani, gli scarti di Emilio Fede, gli amichetti e le amichette di Lele Mora: alleluia!).

A proposito di Lele Mora: fino a ieri questo signore (amico del Cavaliere), era quello che alle feste dichiarava aperte le danze. Ma adesso il quotidiano “Libero” lo ha promosso a storico. Ed ecco che lo hanno fatto parlare sul Duce in questi termini: «Mussolini è stato un grande statista, un grande socialista e in un certo senso anche un liberale. I veri dittatori erano quelli attorno a lui».
… E qualcuno, a questo punto, dica amen!

Volendo rimanere su “Libero”,
vien da chiedersi: ma di cosa si starò occupando, in questi giorni, quel rancoroso di Giampaolo Pansa? Chiaro: lui  (nonostante tutto quel che accade), è allarmato dal fatto che, nottetempo, qualche bontempone ha scaricato davanti alla casa di Mariastella Gelmini dello sterco.
… Ecco la stupefatta predica del moderato e pacifista Pansa: «Alla cacca sulla porta di casa della Gelmini non ci avevo pensato. Nel senso che non ritenevo il ribellismo studentesco, o presunto tale, così violento da arrivare a tanto… Le abitazioni private sono sempre state prese di mira dal terrorismo, soprattutto da quello rosso… Quanto è accaduto al ministro Gelmini va considerato un precedente pericoloso. Chi ci garantisce che, domani, sulla porta di casa di un altro ministro del governo Berlusconi non venga depositata una bomba?».

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domenica 21 novembre 2010

SESSO & POTERE

Ecco le ultime parole famose sulle mutandine della ministra Carfagna (ma le porta?). Ed ecco le ultime parole famose sul Papa che finge di aprire al preservativo (quasi consentito a prostituta/o, il preservativo resta peccato per il cliente che lo indossa: sai che novità!). 

Ecco le ultime parole famose su Berluska amico del Dell’Utri, che a sua volta era amico di Mangano (dicono di non aver saputo che Mangano era un mafioso: adesso che glielo abbiamo detto Dell'Utri ribadisce lo stesso che per lui è stato “un eroe”!)

Infine: ecco le ultime parole famose su Dino Boffo (condannato, checché ne dica il cardinal Ruini); sul ministro Maroni (che ha bisticciato con Saviano); sul burqa tollerato da certi kattolici (ma non da certi islamici).

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1)  Parlando di rapporti tra la 'ndrangheta e la Lega al nord, Saviano ha fatto infuriare il ministro leghista Roberto Maroni. Ecco cosa ha voluto sottolineare (su “Il Fatto Quotidiano”), Marco Travaglio: «Basta così poco per mandare in bestia il ministro dell’Interno Maroni il quale, poveretto, pensa di essere lui ad arrestare i mafiosi latitanti, e non invece le forze dell’ordine a cui il suo governo taglia i fondi e i magistrati di Palermo e Napoli che la sua maggioranza insulta giorno e notte quando processano Dell’Utri o vogliono arrestare Cosentino»

2)  A proposito di Marcello Dell’Utri (amico di Berluska), e a proposito delle motivazioni della sentenza d’appello che lo hanno condannato a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, ecco come ne ha parlato (su “Repubblica”), Francesco Viviano: «Berlusconi pagava Cosa nostra e taceva. Pagava attraverso Marcello Dell’Utri in stretto contatto con gli esponenti di primo piano della mafia. E’ un’altra conferma delle ‘relazioni pericolose’ di Marcello Dell’Utri e della consapevolezza di Silvio Berlusconi di pagare per evitare attentati e minacce…».

3)  Nella sospensione per tre mesi inflitta a Vittorio Feltri, il cardinal Ruini ha voluto vedere una riconferma della sua tesi. E cioè: che erano inconsistenti le accuse mosse al suo amico Dino Boffo (di essere un molestatore e un ghéi). 
... Ma Vittorio Sgarbi (su “Il Giornale”), ha avuto da ridire: «Feltri è stato sospeso per tre mesi, ma Boffo è stato condannato penalmente a sei. Una condanna penale. Dunque vi sono accuse riconosciute, non inconsistenti come afferma Ruini. E perché é stato condannato Boffo? Ha certamente molestato, anche nella incertezza della finalità, una donna, moglie di un amico… Vogliamo dunque chiarire, senza reticenze le ragioni della condanna? Per i tre mesi di Feltri lo sappiamo, per i sei mesi (condanna penale) di Boffo si sono alzate le cortine fumogene…».

4)  Il Papa (questo tiranno medievale), dice che se una donna vuole portare il burqa deve poterlo fare. E sarebbe bello capire se le guardie svizzere lascerebbero entrare in Vaticano chi si camuffa come un fantasma. Ad ogni modo, a fargli notare il controsenso ci ha pensato un islamico famoso. Precisamente Mario Scialoja, che intervistato da Rosalba Castelletti (per “Repubblica”), ha voluto fare alcune precisazioni sul burqa: «Non si tratta di un abbigliamento islamico, ma di una veste tribale… è contrario alla legge italiana sulla sicurezza perché impedisce l’identificazione, e il primo passo per integrarsi in un Paese è rispettarne le leggi… indossare il burqa non è un obbligo islamico…».

5)  Dunque dicono che il Papa abbia aperto al profilattico. Niente di più falso. 
Ecco alcune osservazioni (su “Il Giornale”), di Marcello Veneziani: «…L’esempio papale di pre­servativo tollerato è in verità un po’ parti­colare. Non lo riferisce al maschio, ma alla donna, e non alla donna in amore, ma alla prostituta... Alla peccatrice è ammesso l’uso del preservativo come attenuante; alla vita di coppia non si sa. Secondo il Papa, nel caso citato, il profilattico “può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità” verso la consapevolezza che “non tutto è per­messo e non si può fare tutto ciò che si vuole”. Dunque, il profilattico è accetta­to come freno più che come libertà, co­me monito più che via libera al piacere. Un lattice di rimorsi e non di licenza». 

6)  Quando pensa alla dimissionaria Mara Carfagna (la show-girl diventata ministra di Berlusconi dopo essere finita sui calendari con i capezzoli al vento), Paolo Guzzanti vede riconfermate le sue tesi su quella che lui chiama la “mignottocrazia”. Ecco, intervistato da Malcom Pagani (per “Il Fatto Quotidiano”), cosa ha dichiarato su di lei: «Con gli anni è diventata una zarina, un boss vecchio stile che agisce con spietata determinazione… Trovai in rete delle sue immagini sul crinale della pornografia. Foto davanti alle quali un lettore si poneva una sola domanda: “Ma questa fanciulla, porta o non porta le mutande? C'era uno stridore tra le istantanee e l'essere ministro. Mara si veste come un'orsolina in abiti civili , declama intenzioni conventuali, osteggia il Gay pride. E' assolutamente ridicolo. Nessuno ti crocifigge per essere stata abbracciata al palo di una discoteca con i capezzoli bagnati, però dopo non venire a tormentarci ululando come una comare indignata: “signora mia in che tempi viviamo”… Mentalmente, è un'oscurantista. Ignora che l'omosessualità è una delle varianti umane… E’ molto astuta e ha la faccia più bronzea delle statue di Riace: “Posai per quelle foto e ne sono contenta perché i miei nipotini potranno dire 'mamma mia com'era carina nonna da giovane'”, forse i nipoti ne faranno un uso diverso, meno elegiaco…».


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domenica 14 novembre 2010

I conti della serva

Quel marpione di Marchionne ha spiegato che le attività Fiat in Italia sono in perdita per difetto di produttività. E ha aggiunto che – se potesse – lavorerebbe esclusivamente all’estero.
… Ebbene, Duccio Valori (ex direttore centrale dell’Iri), ha scritto su “Il Manifesto” che le cose non stanno esattamente così. E che vanno precisate bene. Altrimenti i conti non quadrano.



Dall’articolo “Marchionne e l’Italia, i conti non tornano”
(di Duccio Valori, per “Il Manifesto”)

«… Le nuove multinazionali, come Fiat, sembrerebbero avere adottato un modello consistente nel concentrare le spese di ricerca e sviluppo e i costi di sede centrale (tra i quali il non trascurabile emolumento del Marchionne), presso il paese di origine (nel caso l’Italia), mentre gli utili verrebbero realizzati in paesi terzi, come il Brasile, la Polonia o la Serbia, dove le condizioni offerte agli investitori sono – o sembrano – nettamente più favorevoli. Non c’è quindi da stupirsi se, in questi casi, i risultati italiani sono nettamente peggiori di quelli delle “fabbriche” estere, dove la manodopera costa meno e i progetti arrivano direttamente dalla casa madre, che sostiene tutti i costi che sono stai incontrati per mettere a punto i progetti stessi…».


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Le ciàcole del Carroccio

Si pensava che i sindaci del Carroccio fossero, almeno, bravi a governare sulle loro contee. Invece sanno solo organizzare le feste del cotechino. 
Non per niente Alessandro Robecchi, sul quotidiano "Il Manifesto", li ha fulminati con quattro parole.

… E ha ragione da vendere. Per dire, nel Veneto di Luca Zaia la Lega aveva fama di essere "radicata sul territorio". E infatti s'è visto, dopo le alluvioni, che ne è stato di questo loro amato territorio: la regione fa acqua da tutte le parti. E il governatore Zaia annega nello straripamento delle sue belle ciàcole.



Dall'articolo "La Lega straripa e il territorio annega"
(di Alessandro Robecchi, per "Il Manifesto")

«...Già, cos’hanno fatto per il territorio, la sua bonifica, la sua messa in sicurezza, la sua salvaguardia tutti quei sindaci e amministratori così impegnati a scrivere i cartelli in dialetto?... Mentre a Roma i gloriosi padani appoggiano il governo Bunga Bunga, nelle loro terre, in Veneto, i fiumi straripano alla grande, le città si allagano tipo Venezia, capannoni, laboratori e fabbrichette sono inagibili. Niente male come controllo del territorio, la tanto sbandierata specialità dei leghisti, che questa volta, perdonerete la metafora, ha fatto acqua da tutte le parti. Il governatore Zaia con il cappello in mano chiede un miliardo all’odiato stato centrale: il Veneto ai veneti, per carità, ma gli schei che vengano da Roma…».


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sabato 6 novembre 2010

Luca Zaia sotto acqua

Il governatore del Veneto Luca Zaia fa acqua da tutte le parti. E se la prende con quelle che chiama le "calamità naturali"
... Ma viene smentito - dice il quotidiano "L'Unità"- da quelli che se ne intendono.


Vittorio Emiliani, su "L'Unità", ha scritto: «Di recente l'Istat ha collocato il Veneto fra le tre regioni italiane con la massima concentrazione edilizia, case e capannoni, tanti capannoni da far esclamare nel 2003 all'allora presidente Renzo Galan "Basta capannoni!". Un grido senza alcun seguito pratico. Sempre l'Istat definiva la pedemontana veneto-lombarda (in termini meno tecnici, la un tempo splendida collina di Piovene e di Parise), una delle zone più cementificate e asfaltate d'Italia. Basta scendere in aereo su Venezia: il continuum edilizio è agghiacciante senza uno spicchio di verde in mezzo, per centinaia di chilometri da Venezia-Mestre-Padova, ormai saldate, alla Lombardia. Ed è, per lo più, edilizia "legale", eretta in base a piani urbanistici sforacchiati da continue varianti. Perché un territorio collinare così maltrattato dovrebbe 'tenere' con le piogge autunnali o primaverili? Difatti le alluvioni, qui e altrove, sono ormai permanenti».

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lunedì 1 novembre 2010

In prima serata no

Annàmo bene. Nei giorni del Ruby-gate Alfonso Signorini ha avuto la bella idea di fare il moralista. Proprio lui, il tipetto che quando si è ritrovato in mano la cassetta di Marrazzo non ha denunciato la cosa (come avrebbe dovuto), ma ha preferito raccontare tutto quanto alla Marina Berlusconi (che ha riferito ogni cosa al Premier, che a sua volta ha contattato lo sprovveduto Marrazzo per suggerirgli di "comprare" il silenzio dei possibili accusatori).

Incredibile ma vero: Alfonsina "la pazza" (così lo chiamano quelli di Dagospia), ha pensato bene di ergersi a moralizzatore nazionale. E durante il programma "Grande Fratello" ha attaccato un concorrente (sedicente gigolò), che stava spiegando di aver intrapreso quell'attività perché stanco di fare l'uomo di fatica.

Ebbene sì, proprio Signorini (che il lavoro non sa neanche cosa sia), ha interrotto il ragazzo con queste precise parole: "Non si può legittimare la prostituzione, non in un programma di prima serata".
... E a questo punto, giusto per capire, una domanda sorge spontanea: caro il mio Alfonso che ti proclami kattolico e berlusconiano allo stesso tempo, con la tua protesta volevi forse dire che certe cose si fanno casomai in altro orario? Magari pure a Villa Certosa, e con Apicella di sottofondo?).


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Zucche d'Halloween


Per la serie "zucche vuote e ghignose": evviva Umberto Bossi che non riesce a vedere lo scandalo del Ruby-gate, evviva Berlusconi che garantisce: "A casa mia entrano solo persone per bene". Evviva l'ex repubblichino Giorgio Albertazzi che adesso si spaccia per anarchico (Salò fu "azione quasi di estrema sinistra"). Evviva Ratzinger che ci ha spiegato cosa sia il vero amore (proprio nei giorni delle proteste per i silenzi della Chiesa sui pedo-preti)




1)  Stai a vedere che Salò fu fatta dai komunisti. Sul “Corriere Della Sera” Giorgio Albertazzi (intervistato da Caterina Barone), ha spiegato che  «Ora in Italia non esiste una vera destra e nemmeno una sinistra… C’è solo una grande confusione politica».
… Annàmo bene, parla di confusione lui, l’intellettuale dei miei stivali che così descrive il suo passato fascista: «Io sono anarchico di centro. Mai stato di destra. Anche la mia partecipazione attiva alla Repubblica di Salò è stata un’azione quasi di estrema sinistra. Eravamo antipapa, antire, propugnatori di una carta del lavoro».

2)  Nei giorni del "bunga-bunga" (e delle preteste per i silenzi della Chiesa sui preti pedofili), Benedetto XVI ha spiegato cosa è diventato, secondo lui, l'amore: «E' ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto di se stessi e degli altri. Così è molto amore proposto dai media e da internet. E' egoismo, chiusura, illusione di un momento, qualcosa che vi lega come una catena, qualcosa che soffoca il pensiero e quella forza insopprimibile che è l'amore vero che, certo, costa anche sacrificio».

3)  A proposito del bunga-bunga. A proposito delle feste in casa Berlusconi. Il papi-Premier ha dichiarato: «Sono una persona di cuore... a casa mia entrano solo persone per bene che si comportano correttamente».
... E certo, come no. Infatti nelle sacre stanze entrano gli indagati per presunto favoreggiamento della prostituzione (Emilio Fede e Nicole Minetti). Entrano certi pregiudicati che te li raccomando (come Previti e il Dell'Utri). Entrano le minorenni spiritate (Noemi Letizia), gli indagati per droga (Tarantini), le escort con il registratore in tasca (la D'Addario). E naturalmente entrano i maschiacci tipo Lele Mora e Alfonso Signorini (e per fortuna che secondo lui "quelli lì" stanno tutti a sinistra!).

4)  Umberto Bossi, nei giorni del Ruby-gate (e delle zucche, visto che siamo pur sempre a Od Halloween), ha dato del suo meglio. Ecco l'unica cosa che ha saputo dire il Senatùr sull'ultimo scandalo del suo alleato Silvio: «Io non so niente. Mi pare che non ci sia niente di penalmente rilevante... Però è chiaro che Berlusconi doveva essere un pò più furbo, quella telefonata in questura poteva farla fare ad un altro... Poteva chiamare me, o Maroni... La verità è che gli scandali sono altri. Per esempio, quello del concorso per i notai: quelli di Roma e del Sud avevano già il tema in mano...».
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