Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
giovedì 11 giugno 2009
PARROCO VS FEDE (nel senso di Emilio)
VORREBBE “FUCILARE” EMILIO FEDE, BRUNO VESPA, SANDRO BONDI.
... E POI ANCHE GASPARRI, BELPIETRO, FELTRI, SCHIFANI, CICCHITTO, BONAIUTI, CONFALONIERI, MIMUN, GIORDANO, RIOTTA, E TANTI ALTRI.
Don Franco Scarmoncin si è scatenato contro Sua Menzogna (Sylvius Berluska).
E soprattutto si è scagliato contro i “leccaculo” che lo circondano, spiegando che “questa gente meriterebbe di essere fucilata”.
… Qui sotto ripropongo solo alcune delle violentissime espressioni di cui è stato capace il prete. Pubblicate sul sito della parrocchia di San Giacomo Apostolo.
«... Per novembre il Presidente Berlusconi farà il miracolo di dare a tutti i terremotati una nuova casa. Come possa dire “balle” talmente enormi e trovare ancora gente che gli creda, solo Dio lo sa! […] Il Capo del Governo in questi giorni ha autorizzato l'acquisto di 131 nuovi caccia bombardieri per una spesa complessiva di 13 miliardi di euro. Perché deve farsi bello di fronte al mondo…
[…] L’unico che in questi 15 anni ha tentato di mettere riparo al debito pubblico è stato il Governo Prodi, tanto vituperato e mandato a casa, perché troppo statico.
[…] Succederà che quando Berlusconi si toglierà di mezzo, le cose saranno molto peggio di quando ha assunto il potere. E potrà dire che non è riuscito a fare di più e meglio perché non ha avuto abbastanza tempo, o che le opposizioni gli hanno impedito di realizzare i suoi progetti... o che ha avuto addosso tutti i comunisti... o i nemici di Dio e del suo messia (lui stesso).
[...] Quanto sto chiedendomi da alcuni anni è: come fa la gente a non rendersi conto della situazione in cui ci sta cacciando questo Governo?
[…] Non me la prendo con Berlusconi, il suo orgoglio senza limiti lo fa vivere in un mondo in cui lui è convinto di essere al vertice e al centro dell'universo ... È evidente: fintanto che gli battiamo le mani e ci guadagna pure con il mestiere che fa (è l'unico in Italia ad averci guadagnato 156 milioni di euro lo scorso anno, a differenza di tutte le altre aziende italiane) gli conviene tenersi stretta la sedia che occupa ...
[…] Non me la prendo con il Capo del Governo, lui fa il suo mestiere di imprenditore interessato a difendere le sue proprietà, opportunista venditore di fumo, megalomane psicopatico, barzellettiere e “ballista” come pochi altri ... Dovrebbe stare in galera e invece ce lo troviamo Capo del Governo ... Non me la prendo con lui. Me la prendo con tutti i tirapiedi, i leccac**o, gli omuncoli obbedienti prostrati ai suoi piedi, i professionisti dell’adulazione e del servilismo più abietto, i contorsionisti manipolatori della verità, bieche figure di immoralità pubblica, chiudono gli occhi, zittiscono la propria coscienza, negando l’evidenza e impedendo che si arrivi a sapere.
[…] Me la prendo con una caterva di personaggi meschini e senza onore: Emilio Fede, Bruno Vespa, Belpietro, Mimun, Vittorio Feltri, Gianni Riotta, Mario Giordano, Confalonieri, Paolo Bonaiuti, Bondi, Cicchitto, Gasparri, Renato Schifani ... un'infinità di giornalisti, imprenditori e parlamentari che sistematicamente lo difendono, negando l'evidenza dei fatti. Tutti i galoppini in adorazione davanti a lui, rapiti dalla sua parola. Tutta questa gente meriterebbe di essere (mi si passi l'esagerazione) "fucilata"... perchè non possono non essere più intelligenti di me e non possono non vedere quanto è evidente a un cieco" ».
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A questo post è collegato quello del prete che ha scritto al cardinal Bagnasco per chiedergli: come potete fornicare con Berlusconi?
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martedì 9 giugno 2009
CARO CARDINALE TI SCRIVO
«EGREGIO CARDINAL BAGNASCO, SONO UN PRETE, E MI CHIEDO COME POTETE FORNICARE CON BERLUSCONI E LA SUA SCONCIA MAGGIORANZA»
Don Paolo Farinella ha deciso di prendere carta, penna, e calamaio. E si è rivolto direttamente al cardinal Bagnasco.
Per dirgliene tante, e poi tante, e poi tante ancora. Da farsi venire la pelle d’oca.
… Perché, chiede il prete, tanta cagnara sui Dico e per Eluana, se poi si chiude un occhio sui respingimenti degli immigrati?
In questo modo non si consegnano quei poveretti “a morte certa”? Forse che “la vita dei neri vale meno di quella di una bianca?
Qui di seguito, solo alcune delle accuse che don Farinella ha rivolto a Santa Romana Chiesa. Il testo completo sul settimanale on-line “Domani”.
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete […] Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio…
[…] Né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza, di furbizia, e di egoismo individuale.
[…] Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali.
Il popolo ha codificato tutto questo con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza?
[…] Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?
Non è [Berlusconi], lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca?
[…] Non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi … Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno…
[…] Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità.
[…] In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Paolo Farinella (Genova 31 maggio 2009)
Don Paolo Farinella (lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche), ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme (ebraico, aramaico, greco).
I suoi ultimi libri (editore Gabrielli): “Bibbia, parole, segreti, misteri ” e “Ritorno all’antica Messa"
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A questo post è collegato quello sul pericolo dell'astensione, quello in previsione del disastro delle sinistre, quello sull'Europa "bolscevica", quello dal titolo "elezioni ed erezioni"), quello sugli italiani che amano (e votano) per le simpatiche canaglie, quello sul Berluska ex "gran comunicatore".
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martedì 2 giugno 2009
QUESTA EUROPA BOLSCEVICA
… MA DOPO IL CASO MILLS ( E SOPRATTUTTO DOPO GLI ARTICOLI DEL “TIMES”), A SUA BANDANA VIENE UN DUBBIO :
RISPETTO ALLA NOSTRA POVERA SINISTRA, SARANNO PIU’ BOLSCEVICHI I SUDDITI DI SUA MAESTA’ LA REGINA?
Il mondo ci guarda. Guarda sgomento e incredulo a quel che avviene in Berluscolandia.
Dopo il caso Mills, e dopo lo scandalo di Noemi e l’annunciato divorzio chiesto da donna Veronica, adesso è tutta la stampa internazionale che sputa su Sua Prescrizione.
Ovvero: sul nostro caro “papi” Silvio.
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Da un articolo del quotidiano londinese The Times
L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un buffone sciovinista, né che egli si accompagni con donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavoro come modelle, assistenti, o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento europeo. Ciò che è più scioccante è il totale disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana.
L’anziano dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati ( …) Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare relazioni che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Minaccia quei quotidiani, minaccia le televisioni che controlla, invoca la legge per difendere la propria 'privacy', pronuncia dichiarazioni contraddittorie, e poi come in un melodramma promette di dimettersi se viene scoperta la sua menzogna”.
Dall’articolo “La giustizia italiana e il caso Mills”
(Alexander Stille, per Repubblica)
(… ) Nel 2004 David Mills, in un momento di panico durante il quale ha temuto di essere indagato per aver evaso il fisco britannico, scrisse spontaneamente al proprio fiscalista inglese per spiegargli l' origine di circa 600.000 dollari finiti nei suoi conti. «Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. e loro conoscevano la mia situazione... Sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l' avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo».
Il fiscalista, che aveva paura di diventare complice di un reato, ha passato la lettera alle autorità britanniche, le quali, a loro volta, hanno trasmesso gli atti ai loro colleghi italiani.
Quindi, punto primo: non c' è stato un complotto dei giudici italiani. Il caso nasce in Inghilterra dalla mano di Mills, l'ex avvocato di Berlusconi, e la magistratura agisce dopo essere stata messa di fronte a una prova fortissima, un' auto-accusa del tutto spontanea.
Chiamato a testimoniare, Mills conferma tutto. Poi, in un secondo momento, ritratta. E infine offre spiegazioni che sembrano poco credibili: perfino che un dirigente della Fininvest, Carlo Bernasconi, sul punto di morire gli ha fatto un regalo personale di 600.000 dollari.
Al processo appena concluso è stata trovata più convincente la spiegazione originale - e per delle buone ragioni. Quando scrisse la lettera al fiscalista, Mills non aveva nessun motivo di mentire. Mentre nelle sue versioni successive, trovandosi imputato in un processo per corruzione, aveva tutti i motivi per negare la sua lettera-confessione.
Nella giurisprudenza di tutto il mondo le auto-accuse contro il proprio interesse hanno molto più peso delle dichiarazioni auto-assolutorie.
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lunedì 1 giugno 2009
Anche il Buddha (come Dio) è morto
... E adesso, a sputtanarli tutti ci si mette anche il giovane Osel Torres (che sarebbe il famoso "piccolo Buddha", ovvero il bimbetto che il Dalai Lama aveva riconosciuto come la reincarnazione di un famosissimo Lama).
Ormai grandicello, Osel è fuggito ad Ibisa. Ed è diventato agnostico.
... Non prima di aver denunciato le crudeltà dell'educazione buddista ("Mi tolsero alla mia famiglia e mi portarono in una situazione medievale nella quale ho sofferto moltissimo").
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Dall’articolo “La fuga del piccolo Budda…”
Josto Maffeo ( per Il Messaggero.it )
Gli spagnoli ricordano la vicenda del piccolo Osel Hita Torres, quel piccolo granadino di quattordici mesi nei cui occhi, e in successive “verifiche”, il Dalai Lama vide la reincarnazione di Yeshe, un lama venerato dal buddismo tibetano e che morì d'infarto, a Los Angeles, nel 1984.
Quando il piccolo Osel fu “identificato”, in Spagna, era il 1986, ci fu molta curiosità e si aprì un ampio dibattito tra le titubanze dei genitori del bimbo. Poi la decisione: affidato ai lama, il piccolo cominciò una ferrea educazione per diventare un buddista degno “della vita precedente”.
(…) Da qualche anno Osel vive in incognito a Madrid … Afferma che dopo la lunga e rigida preparazione, fino ai sei anni in Europa e poi nel monastero indiano di Sera, all'ombra del Dalai Lama, oggi non si ritiene un buddista: «Sono l'erede di una multinazionale... sono un agnostico scientifico spirituale, credo nella coscienza e nelle vite passate e future».
Di quei lunghi anni tra le tuniche color zafferano, all'ombra delle vette più alte del mondo e con l'identità di Lama Tenzin Osel Rimpoché, il giovane granadino ricorda tutto con un mix di dolore, di frustrazione, forse anche di nostalgia, ma soprattutto come una lunga parentesi che ha creato un vuoto nella sua vita (…) Ma non bastavano quei paesaggi unici, quegli incontri sorprendenti per trattenere un ragazzo che cresceva inquieto, vivace, curioso. Un giovane che oggi guarda indietro a quella che definisce «una disciplina medievale» che, per esempio, gli impediva di sapere com'era fatto un televisore. O di dare un calcio a un pallone, usare un telefono, un computer.
Persino cantare era proibito. Troppo per il giovane già cresciuto con orizzonti che ai piedi delle montagne gli stavano sempre più stretti. E così, grazie alla complicità di un monaco spagnolo, un messaggio a mamma Maria che si attiva e organizza la prima breve fuga. Un anno dopo, a diciott'anni, il definitivo abbandono del monastero.
E da quel momento Osel ricorda il suo vagabondare tra il Canada, Venezia (dove celebrò il ventesimo compleanno e fu derubato), la prima volta che vide due giovani baciarsi quando volle vedere com'era una discoteca, lui che fino ai diciott'anni visse in compagnia di cinquemila monaci, tutti uomini.
Ora Osel cerca faticosamente di trovare una propria ubicazione nel mondo, di rifarsi una vita. Ma manterrà una promessa. Tra quattro anni ritornerà dal suo lama precettore per confermare, o meno, la sua scelta. Che oggi non ha l'orizzonte color zafferano.
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martedì 19 maggio 2009
CARO "PAPI", C'E' POSTA PER TE
Dopo il ciclone Veronica, e dopo la telenovela della piccola Noemi, adesso c’è un’ altra bella novità: finalmente sappiamo perché i giudici milanesi hanno inflitto a David Mills 4 anni e mezzo di carcere per corruzione in atti giudiziari.
Dalla lettura delle motivazioni scopriamo che l'avvocato inglese, fra l’altro: «Agì come falso testimone per consentire a Berlusconi e al gruppo Finivest l’impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli illeciti profitti realizzati».
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Marco Travaglio
“Si dice il corrotto ma non il corruttore”
(dal blog Voglioscendere)
(…) E' una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile.
Il suo gruppo comprava la Guardia di Finanza perché chiudesse gli occhi sui libri contabili taroccati. Comprava politici, da Craxi in giù, in cambio di leggi à la carte. Comprava giudici, da Vittorio Metta in giù, per vincere cause civili perdute in partenza, come quella che scippò la Mondadori a De Benedetti per dirottarla nelle mani del Cavaliere. Pagava persino la mafia, per motivi facilmente immaginabili.
… Ora il tribunale di Milano ci informa che il Cavaliere comprò con 600 mila dollari anche un falso testimone, il suo ex consulente inglese David Mackenzie Mills…
… David Mills aveva confessato tutto al suo commercialista Bob Drennan, in una lettera che pensava sarebbe rimasta top secret: “… la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo… Nel 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi… 600 mila dollari furono messi in un hedge fund… a mia disposizione…”.
Purtroppo per lui (e per “Mr B.”), Drennan lo denunciò al fisco inglese, così la lettera finì sul tavolo dei pm milanesi…
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A questo post è collegato quello sul terremoto in casa Berluskoni, quello sugli italiani che amano (e votano) per le simpatiche canaglie, quello sulla "Cenerentola di Portici", quello sul Berluska presunto "gran comunicatore".
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domenica 17 maggio 2009
LE ULTIME PAROLE FAMOSE
Prudenti e discrete sono le parole del quotidiano dei vescovi (dove si fa notare che Silvio sarà anche “esteticamente corretto”, ma il governo di un Paese non è ancora il Bagaglino: alèèè!).
… Infine: ecco le sagge parole di Bossi (a spiegare che non bisogna far soffrire la moglie). E quelle, davvero perfide, di Silvia Balestra (che così conclude: “Il gioco si fa duro, abbiamo pagato -carissimo- il biglietto, e ora vogliamo lo spettacolo!”).
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Da una dichiarazione di Umberto Bossi
(sul terremoto in casa Berluskoni)
«Secondo me bisogna stare attenti quando ci sono dei figli, quando c'è una moglie, a non farla star male… Io non ho le veline, se avessi una velina non potrei più tornare a casa. Ho tanti figli maschi e sono tutti dalla parte della madre».
Da “Politica e discrimine etico”
(di Rossana Sisti, per l’Avvenire)
(…) Il presidente esuberante, il presidente esteticamente corretto, allergico alla bruttezza e con un debole dichiarato per la gioventù delle attrici in fiore, pur avendo scelto la guasconeria come arte del consenso ora scopre di colpo il basso profilo e la privacy. E grida al complotto.
È chiaro che a nessuno è lecito usare i disastri altrui come arma politica… Pubblicamente, allora, qualche appunto va preso: ciò che farebbe ridere in una puntata del Bagaglino non può non preoccupare i cittadini che di tanto «ciarpame» alla fin fine farebbero volentieri a meno.
… Sappiamo che un uomo di governo va giudicato per ciò che realizza, per i suoi programmi e la qualità delle leggi che contribuisce a varare. Ma la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo.
Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio – il meno deforme – all’anima del Paese.
Da “Va in onda lo statista pop”
(di Massimo Gramellini, per La Stampa)
(…) Ormai siamo berlusconizzati a tutto. Perciò, quando lo abbiamo visto affacciarsi alla Nazione dai divani di «Porta a porta» per parlare di un fatto privato come il suo divorzio, sapevamo già che nulla avrebbe potuto stupirci.
In tv Berlusconi si è dipinto per l'italiano medio che è. Un padre troppo impegnato sul lavoro, ma che non si è mai dimenticato delle feste di compleanno dei figli, anzi, le ha «sostenute finanziariamente».
… Berlusconi riesce a parlare del terremoto, della moglie e del Milan allo stesso modo, nella stessa sera e a volte nella stessa frase, come se tutto fosse la stessa cosa, perché per lui lo è. Come lo è per milioni di italiani che anche quando non lo amano, lo capiscono, dal momento che Berlusconi, tranne che per il reddito, è identico a loro.
Gli stranieri, basta vedere la Cnn, non riescono a comprendere la nostra mancanza di indignazione. Ma uno può indignarsi dello specchio? Questo è il Paese dove un qualsiasi piccolo imprenditore conclude un affare di miliardi con una mail e intanto scambia via sms una barzelletta sconcia con un amico, mentre al telefono ordina un mazzo di fiori per il compleanno dell'amante.
Alto e basso, serietà e cazzeggio, cinismo e lacrima. In contemporanea. Questa è la bassa grandezza d'Italia e chi la vorrebbe diversa rischia di ritrovarsi all'opposizione di se stesso.
Da alcune dichiarazioni di Veronica Lario
(poi sfociate nella decisione di chiedere il divorzio)
« …Che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito né un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti.
… Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere.
… Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire... ».
Da “Se la regina grida…”
(di Curzio Maltese, per Repubblica)
(…) Se a gridare "Il re è nudo!" stavolta è la regina, la notizia fa il giro del mondo…
La sesta o settima potenza industriale sembra felice di essere rappresentata da un premier che, essendo il più anziano in carica ai vertici internazionali, in quindici anni non ha mai pronunciato un discorso politico decente e viene ricordato all' estero soltanto per gaffe, scherzi, corna, battutacce da vecchio macho, regali da sceicco, vanterie sessuali, e per aver detto kapò, Kakà, cucù.
… Alla vigilia di un regime conclamato, qualcuno ci ricorda ancora che esiste la dignità. La sua, di donna, moglie, madre. La nostra di cittadini. Non si tratta dunque di un affare privato, ma di una questione politica.
… Se a gridare "il re è nudo!" è la regina, forse il regno non durerà a lungo.
Da “Il vizietto di PapiSilvio”
(di Silvia Balestra, per l’Unità)
(…) Ricco nella vita e quindi bravo per forza a guidare un paese. Bravo con il Milan e quindi vincente per forza. Lumacone con le ragazze e dunque supergiovane a oltranza anche se va verso gli “ento”. Coi capelli, senza capelli, con bandana, senza bandana, con terremoto, senza terremoto. Tutto, ma proprio tutto, è stato al servizio del potere.
… Che non si azzardi, papi Silvio, ad appellarsi alla privacy! Non può per il semplice motivo che la privacy per lui è solo un consiglio per gli acquisti, e quello che c’era da acquistare era lui: Silvio primo, il magnifico.
Bene. Ora siamo tutt’occhi e tutt’orecchie. Anche i ciechi e i sordi capiranno finalmente cosa vuol dire controllare i media. Lo capiranno quando vedranno dispiegarsi in tutta la sua potenza il linciaggio mediatico dell’ex consorte, ora nemica in tribunale.
Lui ha già cominciato, chiamandola “la signora”, alcuni zelanti direttori hanno già ubbidito, chiamandola “velina ingrata”. Ora il gioco si fa duro. Abbiamo pagato (carissimo) il biglietto, e ora vogliamo lo spettacolo. Buona visione.
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domenica 10 maggio 2009
I TIFOSI E GLI SBIRRI
CONTINUANO GLI INSULTI DEI TIFOSI A LUIGI SPACCAROTELLA (L'AGENTE DELLA POLSTRADA RESPONSABILE DELLA MORTE DI GABRIELE SANDRI).
Il ragazzo l’ha ripetuto in Assise: “Non volevo uccidere nessuno… ho iniziato a correre, sono salito su un’aiuola, ho fatto un gesto per fermarli, ho alzato il braccio, non so se il colpo è partito quando ero fermo i in corsa”.
… Ma certi balordi (quelle teste calde che hanno come unica ragione di vita la loro squadra del cuore), non vogliono sentir scuse. E lo hanno condannato prima ancora di conoscere la sentenza.
In sostanza vogliono trovare un demonio che possa ribaltare la frittata, anche per far dimenticare che ad accendere la miccia era stata proprio una rissa tra tifosi.
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Su questo argomento il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato la protesta di un lettore:
"Caro Dago, va bene la compassione per il papà del giovane laziale Gabbo Sandri (ucciso in autogrill dal poliziotto sfigato), ma continuare a vomitare odio addosso a questo giovane poliziotto ...
Eh già, questo poliziotto non e' di famiglia facoltosa, non passa le notti in discoteca a fare il deejay, e la domenica mattina sta ancora a lavorare per quattro soldi al mese, a correre dietro ai balordi.
Io non so se Gabbo Sandri era un delinquente o un bravo ragazzo, ma certamente quella domenica mattina era in compagnia di balordi e delinquenti che andavano per autogrill ad aggredire tifosi a sprangate.
Che ne dice il papà di Gabbo ? E' solo colpa del poliziotto o una parola per gli 'amici' del figlio ce l'ha ancora?".
Firmato: Roberto P.
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IL TESTAMENTO DI "PAPI"
ECCO IN ESCLUSIVA SU “LIBERO” IL TESTAMENTO BIOLOGICO DI “PAPI” SILVIO
(… MARCELLO VENEZIANI NE E’ VENUTO IN POSSESSO, E CE LO HA FATTO LEGGERE).
Da “Il testamento biologico di Silvio”
(Marcello Veneziani per Libero)
(…) Io Berlusconi Silvio ho deciso di donare i miei organi all’umanità nel giorno remoto della mia dipartita per donare vita al prossimo e continuare a vivere, seppure in forma rateale. Ed ho così disposto alla presenza del notaio Bruno Vespa e dei testimoni Apicella Mariano e Brambilla Marinella, la seguente suddivisione del mio corpo:
Lascio il mio sangue a Fede Emilio perché possa organizzare ad ogni mia ricorrenza il miracolo della sua liquefazione, con diretta su Retequattro … Lascio i miei capelli a Letta Gianni perché li cotoni amorevolmente ogni giorno, come se fossero suoi … Lascio la mia mano destra attaccata alle tette morbide delle veline, perché è un vero peccato staccarsene… Lascio la mia lingua a Bondi Sandro, che ha consumato la sua a leccare i miei sacri piedi … Lascio i due emisferi del mio cervello rispettivamente a Calderoli Roberto e Ronchi Andrea perché so che li lascerebbero intatti … Lascio i miei testicoli (no, maligni, a nessun ministro!), li lascio invece a Franceschini Dario per compensare la sua carenza e per aumentare la base del suo partito … Lascio le mie scarpe magiche a Renato Brunetta perché possa sentirsi rialzato all’altezza del genere umano … Lascio l’orifizio anale a Santoro Michele perché continui le sue meticolose introspezioni, lasciando a Travaglio Marco l’analisi dei peli superflui … Lascio il mio posteriore al mio postero successore, perché non avrà il mio talento ma abbia almeno il mio culo…
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A questo post è collegato quello (dal blog NATALEtuttoL'ANNO), sul terremoto in casa Berluska.
mercoledì 22 aprile 2009
Geova nostro ke sei nei cieli
... D’accordo, magari Dio non fa differenza tra i suoi figlioletti -e il predicatore Beppe non ha insinuato esattamente questo!- però resta chiaro che secondo lui "la religione può salvare la vita di una persona".
Papale papale, il comico genovese (già condannato per omicidio colposo plurimo), ci ha avvertiti: “... In Abruzzo i Testimoni di Geova si sono salvati, i cattolici hanno raggiunto il Paradiso”.
E questo perché “i geoviani, prima del terremoto, hanno avvertito i membri della loro comunità del pericolo. Hanno raccomandato di dormire in macchina e di tenere con sé delle valigie con il necessario: sono tutti sopravvissuti…”.
La fantastica conclusione di Grillo: “Se Bertolaso fosse stato un Testimone di Geova gli abruzzesi non avrebbero pianto centinaia di morti”.
… Nientemeno!
"Hearthquake" ( dei Family Force 5 )
Su questa delirante idea (i Testimoni di Geova che si salvano dai terremoti), ho voluto dire la mia. Lasciando, sul blog di Beppe Grillo, questo commento:
Se dipendesse dai loro capi religiosi, i Testimoni di Geova avrebbero smesso da tempo di far figli. E (come suggerito loro moltissimi anni fa), avrebbero -naturalmente per prudenza!- aspettato di vedere prima il fantomatico "mondo nuovo" (in cui sarebbero vissuti dopo la “fine del mondo”). Non per niente un vecchissimo loro libro (che in seguito i TdG hanno tolto dalla circolazione), aveva questo fantastico titolo: "Milioni che ora sono viventi non morranno mai!". Infatti, i loro capi dicevano che al sempre imminente "grande terremoto" di Geova sarebbero sopravissuti i soli testimoni devoti, che sarebbero vissuti per l'eternità senza conoscere la morte di noi comuni mortali! Vale la pena di ricordare che -fra l'altro- i Testimoni di Geova non possono fumare neanche mezza sigaretta, né festeggiare il compleanno, né fare il presepe. E, se ricordo bene, non possono dire "salute" quando qualcuno starnuta. Inoltre non possono frequentare e sposare chi non è della setta (anche se cercano di negare). E addirittura non possono andare a votare (neppure per dirsi contrari all'aborto!). Gli apostati (e soprattutto i disassociati), ci raccontino cosa succede quando un testimone non fa più parte dell'organizzazione.
... Forza, ce lo dicano, così vediamo cosa resta di questa presunta bontà d’animo!
Pellizzer (agnostico)
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A questo post è collegato quello sugli audaci che dicono: per i terremotati non sgancio neppure un euro!).
L'altro post è sul vecchio "piano casa" di Berluska, che è finito sotto le macerie.
sabato 11 aprile 2009
De Magistris (l'indagato) e Beppe Grillo (il condannato)
Intervistato da Daria Bignardi, il magistrato si è dichiarato amico di Beppe Grillo (a suo tempo condannato).
E non ha voluto spiccicare parola rispetto al comportamento del comico genovese (che ad Exit ha fatto il matto, parlando solo di quel che gli interessava, e andandosene senza accettare di confrontarsi, e senza dare spiegazioni).
Anzi, lo ha giustificato spiegando che questo stile di Grillo è -negli uomini di spettacolo- anche comprensibile.
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Su questa pagliacciata di Grillo il quotidiano della famiglia Berluskoni (il “Giornale”) ha pubblicato una mia lettera che ripropongo qui sotto (compresa la frase che hanno tagliato: quella a cui tenevo particolarmente, e che ho indicato in rosso).
Gentile redazione,
ad “Exit” il referendario Beppe Grillo si è lamentato per le sue firme che sarebbero misteriosamente sparite (in realtà non ha saputo o voluto raccoglierle come si deve!).
Il comico ha creduto di poterci imporre il suo insidioso monologo. Destreggiandosi furbescamente tra denuncia, satira, invettiva, pressappochismo, e becero qualunquismo. Salvo rifiutare poi il confronto, e andarsene senza avvertire.
Il comicante ci ha spiegato che siamo pericolosamente circondati da gentaglia già condannata: non si salva né il pubblico né il privato, e ci sono condannati anche in Parlamento, come dappertutto.
… Nessuno che gli avesse detto: scusa, Beppe Grillo, impara l’educazione! Impara a confrontarti democraticamente e a stare al tema! Sennò siamo costretti a ricordati che sei stato condannato per omicidio colposo plurimo.
Altre scoreggette come questa sono su NATALEtuttoL'ANNO, poi su NATALE OGNI DI’, e infine su FASTI & FASTIDI.