martedì 9 settembre 2014

PARANOIA 1 E 2

Quelli che credono alle teorie complottistiche, quelli che le amano e contribuiscono a diffonderle, fanno molto comodo al Potere.
... Perché sono dietrologie ridicole che aiutano a distrarre l'opinione pubblica con storielle insulse che non reggono ad una seria analisi (e dunque quelle bufale non possono che rincretinire ulteriormente le teste calde, ovvero quelle potenzialmente più pericolose per chi vuole continuare nei suoi intrallazzi!).

Tutti hanno una zia Rinetta che si lamenta dei "politici tutti ladri". E tutti sanno che lei parla così perché di politica non ci capisce una mazza (e magari, poverina, pensa di far bella figura ripetendo a pappagallo quel che sente dire quando va al mercato a comprare il pesce). Però, è avvilente scoprire che anche tanta gente istruita ama fare "di ogni erba un fascio", e preferisce credere a qualcuna delle tante teorie complottistiche (alla congiura degli "Illuminati", del gruppo Bilderberg, dei sionisti, eccetera).
... E si capisce: se risolvere un problema è difficile, è molto più semplice arrendersi immaginando che dietro a tutto ci sia una entità oscura, invisibile, e immaginaria!

Umberto Eco, sul settimanale "L'Espresso", ha ricordato che all'origine di questo comportamento, spesso, ci sono due diversi tipi di paranoia: la paranoia psichiatrica, e la paranoia sociale. Per cui «Il paranoico psichiatrico vede il mondo intero che complotta contro di lui, mentre il paranoico sociale ritiene che la persecuzione da parte di poteri occulti sia volta contro il proprio gruppo, la propria nazione, la propria religione».
... E chissà quanta gente riconosciamo adesso come appartenenti ad una di questi due tipologie di matti!

martedì 19 agosto 2014

LE SERPI IN SENO

Era già successo che un rappresentante del Movimento 5 stelle mostrasse comprensione per i terroristi islamici. E nessuno, allora, aveva gridato allo scandalo. Ma quando Alessandro Di Battista ha chiesto che ci si confrontasse con queste belve (come se i terroristi - questi terroristi -  fossero persone democratiche con cui si può discutere amabilmente e rispettosamente), è stata l'ira di Dio.
... D'altra parte, anche alcuni filosofi e intellettuali nostrani, in passato, hanno cercato di menare il can per l'aia mettendo sotto accusa l'occidente  per il suo presunto "materialismo senza valori" e per il suo "individualismo sfrenato". Proprio quando, contemporaneamente, sembravano giustificare le scelte estreme dei kamikaze e dei tagliagole!

Va ricordato, a tale proposito, che Gianni Vattimo (tanto per fare un esempio a caso), ha pubblicamente esibito la sua - quasi - ammirazione per Hamas. E invece il suo disprezzo - totale - per Israele. Coi soliti anacronistici argomenti.
... Ed ecco, allora, il pensiero stupendo (tratto da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera"), di Angelo Pianebianco: «Confrontate quanto i nemici europei di Israele hanno detto e scritto in questi giorni su Gaza con “l’assordante silenzio” che essi hanno rigorosamente mantenuto nei confronti delle stragi jihadiste di cristiani che si consumavano nello stesso momento. E capirete. L’ostilità per Israele è oggi il comun denominatore, l’elemento che accomuna, e avvicina, gli europei alienati e l’estremismo islamico. E prepara i primi al ruolo di alleati del secondo. In nome della comune avversione al materialismo e all’individualismo occidentali […]. Come diceva l’economista Joseph Schumpeter, solo il capitalismo occidentale, fra tutte le formazioni sociali esistite, ha avuto la particolarità di allevare e mantenere un così grande stuolo di intellettuali (e di pseudo-intellettuali) che vorrebbero distruggerlo. È questa incomprimibile quota di alienati, sempre presente, sia pure in proporzioni variabili, in tutte le società democratiche occidentali, a fornire, a seconda delle posizioni sociali occupate, manovalanza oppure copertura e appoggio intellettuale ai movimenti totalitari, a costituirne le quinte colonne».

sabato 9 agosto 2014

L'ITALIA CHE ODIA ISRAELE


Se la mia compassione va ai palestinesi, la mia simpatia va ad Israele. E in quanto al tifo da stadio, per gli uni o per gli altri, quello lo lascio agli imbecilli (ce ne sono in Israele, a Gaza, e perfino in quella Italia che ha invaso l’Iraq: e noi l'abbiamo bombardato senza manco la scusa dei missili di Hamas, peraltro!)

Bisogna ficcarselo in testa: nell’immediato la soluzione al conflitto arabo-israeliano non esiste. Inutile cercarla. Come dire: è una missione impossibile.
... La prenderei più alla larga, e magari dovremmo chiederci cosa possiamo fare per approcciarci ad un simile conflitto con atteggiamenti più riflessivi e meno ideologici. Perché, guardando in giro per la rete, mi rendo conto che tutti rilanciano post che si limitano a dire quanto è brutta la guerra (troppo facile e inutile da parte di chi sta comodamente seduto davanti al computer!). Peraltro senza mai riuscire a proporre un qualche compromesso (questo bisogna cercare: non una soluzione - parola grossa! - ma un compromesso dignitoso per tutti).


Se dovessi dirla in breve:
la mia compassione va sicuramente al popolo palestinese, che soffre enormemente di più (non ai loro capipopolo, primi responsabili della situazione).
D'altra parte, la mia simpatia va ad Israele, che non difende solo i suoi confini e i suoi figli: colpendo i tunnel di Hamas, gli uomini-talpa e i kamikaze, Israele difende i principi e i valori che sono alla base della convivenza. E soprattutto colpisce l'orrore di una organizzazione terroristica che rende la vita difficile prima di tutto ai palestinesi (che indottrina fin da bambini, educandoli alla guerra e all'odio non solo per Israele, ma anche a noi occidentali tutti).
... E invece il tifo lo lascio agli imbecilli. Di entrambe le squadre: quella dei cretini che acriticamente difendono i coloni, con la scusa che gli insediamenti sarebbero solo una misura “momentanea” (come se le case avessero le ruote!), e quella dei somari che acriticamente difendono i palestinesi (si ricordano che fine hanno fatto Vittorio Arrigoni e Angelo Frammartino, uccisi per mano dei loro "amici" palestinesi?).


Possiamo girarci attorno finché vogliamo:
Hamas è una organizzazione terroristica che non riconosce Israele,
e che sostanzialmente vuol solo difendere il suo fallimentare impianto ideologico e la sua fallimentare politica. Non è strano che Hamas faccia il suo lavoro di morte. Il fatto strano è che possa essere considerata forza di governo, che la si giustifichi con ogni scusa quando quei ceffi sfruttano i soldi (che mandiamo anche noi), per realizzare tunnel, comprare razzi, e “preparare” gli uomini-bomba (anziché per migliorare la vita della povera gente!).
... Ed è altrettanto strano che si pretenda da Israele che ignori tutto questo (come se i razzi fossero un giochetto per bambini e non strumento di morte!).


Capisco che è faticoso
istruirsi su cosa è Hamas, e chiedersi chi sono quelli di Boko Haram. Capisco che è faticoso informarsi su cosa avviene in Siria, in Libia, e nell’Africa degli scontri tribali e delle malattie come l'Evola. Capisco che non è divertente analizzare i discorsi dei califfi e dei vari Bulent Arinc (quello che non vuole donne che ridono in pubblico).
... Capisco che conviene fare i buonisti, e ci si rende antipatici a far notare, per esempio, che sugli esuli - quelli veri, ma anche quelli finti che buttano i documenti perché sono dei criminali - c’è tutto un lurido mercato (quello degli scafisti, quello del lavoro in nero, quello di chi li ospita a caro prezzo, quello di chi finge di aiutarli e invece li sfrutta politicamente, eccetera).

E dunque, se riflettere e documentarsi è così faticoso, è ovvio che conviene riproporre i soliti stolti e insulsi ritornelli che si sono imparati a memoria. Meglio dunque limitarsi a rilanciare foto e video di incerta provenienza e dall’incerto significato (ma di sicuro impatto emotivo!). Meglio esibire cartine geografiche dove la storia della Palestina e di Israele viene riassunta in quattro disegnini che di storico non hanno nulla (ma che ci assicurano tanti "mi piace" e tante "condivisioni").
... Per cui succede anche questo: che chi ha avuto la bella idea di occupare il teatro Valle a Roma (e il Leoncavallo a Milano), spesso e volentieri ha la faccia tosta di contestare gli Insediamenti di Israele. Quell’Israele che poi definiscono perfino “Stato nazista e terrorista”.

Finché noi (sazi e beati), parteggiamo per l’uno o per l’altro (manco fosse una partita in cui si tifa per una squadra o per l’altra), non facciamo altro che soffiare sul fuoco. E se giustifichiamo le aggressioni agli ebrei sparsi per il mondo (magari con la scusa che anche quelli, spesso, difendono Israele), allora sarebbe giusto che gli islamici sparsi per il mondo aggredissero tutti i turisti italiani che incrociano per strada.
... Ai loro occhi noi, in quanto italiani, abbiamo aggredito l’Iraq. Senza manco la scusa di avere i missili di Hamas che ci arrivano in giardino.

martedì 22 luglio 2014

IL RITORNO DEL DINOSAURO

Anche se può apparire bizzarra e assurda, va sicuramente rispettata la sentenza che in appello ha assolto Silvio Berluska (già condannato in primo grado – bisogna ricordarlo – per concussione e prostituzione minorile). Per capire meglio, toccherà attendere ancora, almeno fino a quando non potremo leggere le motivazioni (che comunque potranno essere nuovamente ribaltate in un terzo giudizio: alééé!).
... In ogni caso, a prescindere da quanto è accaduto (e da quanto potrebbe accadere), una cosa è chiara come il sole: se un Presidente del Consiglio - che è pur sempre la terza carica dello Stato - di notte telefona ad un pubblico funzionario per chiedere con tanta insistenza che ad una ragazza venga assicurata qualche particolare attenzione, nel poveretto che riceve la telefonata scatta quella cosiddetta “sudditanza psicologica”, che gli impedisce di agire come vorrebbe o come dovrebbe. E questa, che lo si voglia o no, è concussione.

Per carità, si potrà discutere se è concussione per costrizione, per induzione, per frustrazione o per "quel-che-ti-pare", ma sempre concussione è.
... Inoltre: anche se questo fatto non costituisse reato (magari perché nel frattempo la legge è stata cambiata e tutto è diventato confuso), resta che in tutto il mondo civile tale comportamento sarebbe considerato scandaloso. Punto e a capo.

Se al Berluska piacciono i bunga-bunga con schiere di trenta ragazze per volta (tra le quali escort e minorenni che neppure conosce e che lo registrano di nascosto per poi ricattarlo), sono fatti suoi. Basta che poi non sfrutti le sue eventuali cariche per meglio incantarle, infinocchiarle, zittirle. E, beninteso: purché tutto ciò non possa recare danno alla collettività.
... Dopo di che: nulla da ridire se la Minetti (nominata da Berlusconi, e però effettivamente pagata da noi contribuenti), si dilettava ad organizzare per il Premier festicciole e spettacolini (con ragazze travestite da poliziotte, infermiere, suore, nipotine di zio Paperone o nipotine di Mubarak). In fondo, ma chissenefrega!

Casomai il problema (grave, molto grave), sorge quando Berlusconi pretende di trasferire questa specie di teatro Bagaglino nel pubblico, e perfino di riproporlo in Europa.
... Perché, insomma, in tutto ci vuole un minimo di buon senso. E perché, come disse quell’altro: «Anche Mussolini andava a puttane, ma non le nominava ministre o deputate!» (Per dire che Mussolini, almeno, sapeva distinguere tra quel che poteva avvenire sotto le lenzuola e quel che doveva avvenire appena scesi dal letto!).

In questo frangente dell’attuale assoluzione di Berluska, il Partito Democratico ha tutto l’interesse a non commentare. Magari con la scusa che bisogna rispettare la “separazione dei poteri”. Almeno fino a quando l’ex Cavaliere avrà contribuito a far passare le riforme di Renzi (il partito di nonno Silvio resta tra i più votati, non si può riformare niente senza il loro appoggio!).
... Ma subito dopo, accidenti, potremo ricominciare a dire chi è realmente zio Silvio, il padrone di Dudù. Ovvero: l’uomo che – a prescindere da quel che dicono le sentenze - voleva punire i clienti delle prostitute e poi si portava in casa le escort, l’uomo che voleva difendere la democrazia e andava a bombardare l’Iraq, l’uomo che voleva difendere le radici cristiane e poi organizzava i bunga-bunga, l’uomo che voleva cacciare i clandestini ma poi telefonava in questura perché venisse rilasciata la sua minorenne marocchina senza fissa dimora e accusata di furto.

Ma certo, la famosa Ruby, rilasciata nottetempo, per giunta affidandola alla Minetti (buona, quella! Una che portava le sua amiche alle “cene eleganti” di Berlusconi e prima spiegava alle sprovvedute com’era la scena.
... Come da arcinota intercettazione: «… La "desperation" più totale… detto fuori dai denti ci sono varie tipologie: c'è la zoccola, la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalle favelas, e ci sono io che faccio quello che faccio. Tu fregatene…, sbattetene il cazzo, e via andare!».


domenica 6 luglio 2014

LA FOGLIA SUL PISELLO

Quando si è realmente democratici, non ha molto senso specificare che si è anche antirazzisti. Perché dovrebbe essere una ovvietà, questa (visto che una persona realmente liberale e progressista non può nutrire certe balzane idee!).
... Per questo, quando una persona di sinistra con tanta enfasi e insistenza si proclama antirazzista, io ne deduco che nei fatti, probabilmente, non lo è. E ne deduco che appartiene casomai a quella sinistra imbecille, troglodita, e antidemocratica che ha nei confronti dei migranti un tono schifosamente paternalistico (quell'atteggiamenteo fondamentalmente razzista che offende per primi proprio loro). E il perché è ovvio: si è paternalisti con i bambini, con chi ha un handicap psichico, o con chi si reputa comunque inferiore, non con qualcuno a cui si riconosce la nostra stessa dignità!


La cosa assume toni grotteschi quando entrano in campo i diritti religiosi. Succede, infatti, che certi atei di sinistra - in quanto indifferenti alla Fede - non riescono a cogliere i grandi valori (e quindi anche i gravi limiti), di certe religioni.
... E conseguentemente a tutto ciò hanno il vizietto di considerare le varie usanze tribali alla stregua di tanti handicap che vanno tutelati con regole e concessioni specifiche. Come se si trattasse della gentile concessione di chi si sforza di essere comprensivo e tollerante perché ritiene inconsciamente di essere culturalmente superiore a quei poveretti - pensano questi atei - che si ostinano a credere nell'essere immaginario chiamato Dio. E il risultato finale è che, praticamente, essere islamici dovrebbe - secondo queste anime belle - procurare un qualche punteggio d'invalidità: ma per favore!


L'ateo e sedicente antirazzista Nicola Atalmi (responsabile per la sicurezza e per l’immigrazione della Cgil provinciale di Treviso), ha proposto che in fabbrica siano riconosciute delle facilitazioni a quei lavoratori musulmani che, volendo seguire il Ramadan, non assumono cibo e acqua dalle 5 del mattino alle 10 di sera (come prescritto dalla loro religione).
... Ma gli ha subito risposto Andrea Guarducci, anche lui della Cgil: «E’ demagogia. Si rischia di dare spazio a integralismi. Si potrebbero avere ebrei che rifiutano di lavorare il sabato o cattolici che disertano i turni la domenica».


Pensandoci bene: mi rendo conto che io, se avessi voglia di andarmene in giro col pisello al vento (magari per il caldo), non dovrei far altro che inventarmi una nuova religione. Potrei dare il via ad una dottrina che mi obblighi a seguire il look che il buon Dio aveva stabilito per Adamo ed Eva quando erano nel giardino dell'Eden. Eventualmente (se mi accorgessi di non avere granché da esibire), potrei sempre ricorrere ad una fogliolina di fico da applicare sui paesi bassi: alééé!
... Poi mi piacerebbe vedere se Nicola Atalmi (e tutti quei finti antirazzisti che difendono il burqa, e tutte le altre minchiate), verrebbero a difendere anche i miei, di principi religiosi! Vorrei vedere se oltre al "fratello rom", al "fratello nero", e al "fratello islamico" (che probabilmente si offende perché considera "fratelli" solo i suoi correligionari), questi presunti antirazzisti difenderebbero anche un "fratello" naturista che - per motivi di fede, s'intende - si presenta in fabbrica col batocchio bene in vista.

lunedì 9 giugno 2014

PROFETA DI SVENTURA

Beppe Grillo non ha perso le elezioni, ha perso la faccia. Resta da capire che faccia hanno le tante e i tanti che lo hanno votato ancora, quando lo schifo era già evidente da tempo, nel famoso ed allucinante video "Gaia" (quello dove Casaleggio - l'autore dei testi di Grillo - dice fra l'altro: che nel 2020 scoppierà la terza guerra mondiale, che nel 2054 spariranno finalmente tutti i partiti e tutte le religioni, e che inoltre...).

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Non è vero che Beppe Grillo ha perso le elezioni: è arrivato secondo, ha preso comunque un sacco di voti, e dunque la sua non può essere considerata una sconfitta.
... E tuttavia, se non ha perso le elezioni, è pacifico che ha perso qualcos'altro: la faccia.
Perché ha dimostrato di non saper vedere oltre il suo naso. Perché lui, quando si mette a fare il profeta, dice solo scemenze che puntualmente non si avverano. Come quando aveva previsto il sorpasso sul Partito Democratico di Renzi, e invece è andata come è andata.

L'aveva detto in tutte le salse: "Vinciamo noi!". Ad un certo punto, addirittura: "Stravinciamo!". Se ne deduce, a questo punto, - ma lo si poteva capire anche prima - che vaticinava ad minchiam anche quando urlava che "siamo in guerra!".
... E vaneggiava anche quando prevedeva una catastrofe per il Paese (a primavera sosteneva che si sarebbe falliti ad ottobre, arrivati ad ottobre immaginava lo sfascio in primavera, e di rinvio in rinvio...).

A
d un ciarlatano come Grillo non va affidato nulla. Se gli affidiamo il Paese, quello ci porta tutti nel burrone (come ha fatto coi suoi tre amici, nell'incidente che gli è costato una condanna definitiva per omicidio colposo plurimo).
... Bisognerebbe tappargli definitivamente la bocca, a uno così. Eviterebbe di starnazzare ancora sulle nanoparticelle, sulle stampanti miracolose, o sulle palline in ceramica da usare al posto del detersivo. Bisognerebbe mandarlo via, Grillo, magari spedirlo dalla sua amica Mina, in Svizzera. Possibilmente bisognerebbe mandare assieme a lui anche tutta la "casta" degli artisti che lo hanno incensato (la Mannoia, Dario Fo, Paolo Villaggio, ecc.).

Poi, naturalmente si dovrebbe farlo controllare da una badante, ed evitare di chiedergli pareri (che si rivelerebbero puntualmente inutili). Naturalmente non potrenni fargli fare altri spettacoli (scatenerebbero la rabbia funesta anziché le sane risate).
... E non potremmo fargli fare neanche le previsioni del tempo (getterebbe tutti nel panico annunciando improvvise glaciazioni o nuovi diluvi universali).


A
desso, dopo le tante cretinate sul grano saraceno, sui microchip, sulle scie chimiche, sull'orina da bere, sul Bilderberg, sulle sirene, sui vaccini che sarebbero pericolosi, eccetera, i grillini pubblicano la foto di Bersani con Orsoni.
... Eh già, ma pubblicassero invece la foto in cui Grillo sta col cardinal Bertone (ma certo, se Beppe non vuole andare in Parlamento, sarà evidentemente perché punta più in alto e aspira ad entrare in Vaticano!).


Grillo prima si è vantato di essere "Oltre Hitler", poi ha mangiato a sbafo sul cadavere di Berlinguer, quindi ha scatarrato sugli improbabili "brogli elettorali", e infine è corso ad incontrare Farage (con la scusa che quello ha «il senso dell'humour»!
... Ma ci vuol poco ad essere più spiritosi e meno rabbiosi di Beppe, perché ormai Grillo è un buffone che non fa più ridere, fa solo pena. Pure tanta. E resta da capire una cosa: se lui ha perso la faccia, che faccia avranno quelli che ancora votano 'sto qua?


sabato 7 giugno 2014

CATTIVE ACQUE

A proposito di Beppe Grillo, e a proposito di tutti quelli che hanno goduto quando hanno saputo dell'arresto del sindaco di Venezia (e dello scandalo per la corruzione che c'era dietro il Mose).
... Questi, sull'argomento, sono tre dei cinquettii che ho lanciato attraverso il mio profilo su Twitter:


1)  Cari #Salvini , Berlusconi, #Grillo , ditemi ke nello scandalo #Mose (#Venezia ) c'entra pure la Terronia, la culona, l'ebetino,

2)  #Grillo
e #M5S contrari grandi opere e #Mose (l'acqua alta x loro è causata da scie kimiche di #Bilderberg2014 e da nanoparticelle saracene)

3)  Senza brogli il #M5S avrebbe vinto. Per prima cosa chiudeva il #MoseaVenezia , e poi #Grillo divideva le acque con una stampante da 3 soldi

domenica 25 maggio 2014

GRILLO STRAPARLANTE


Fantastica la vignetta di Staino, pubblicata sul quotidiano "L'Unità". Si vede una bambina che dice: «Grillo vuole i tribunali del popolo».
… E il babbo risponde: «E’ matto, non sa che quelli che li han voluti sono sempre finiti male».

mercoledì 14 maggio 2014

SILVIO BAU BAU


Il Berluska, che già anni fa aveva regalato la dentiera ad una vecchietta, è “ritornato sul luogo del delitto” ripromettendo la stessa minchiata a tutti gli anziani che non possono permettersela.
... In verità in passato si era spinto anche oltre, quando aveva annunciato un progetto ben più ambizioso: addirittura trovare una cura per il cancro. E adesso preferisce variare sul tema (infatti ha lasciato intendere che sta cercando una cura per l’Alzheimer). Alleluia!

Nel frattempo, per l’affetto che lo lega al dolcissimo Dudù (il viziatissimo barboncino portatogli in casa dalla "fidanzatina"), il Caimano adesso promette regali e aiutini a chi ha un cane in casa: bau bau!

... E proprio a proposito della deriva animalista dell'ex Cavaliere, ecco come - sulle promesse elettorali del Berluska - ha commentato tutto ciò
Carla Cantone (dei pensionati Spi-Cgil): «Pagherà le dentiere e il veterinario ai cagnolini. Ai gatti no, perché sono troppo anarchici!».

venerdì 25 aprile 2014

VENETO DI ROTATORIE

A certi miei corregionali veneti (specialmente a quelli che urlano e chiedono la secessione dall'Italia), bisognerebbe parlare un po’ di ambiente.
... Tutta questa gente, fin qui, si è preoccupata solo di aprire capannoni e cementificare il più possibile. Talvolta immaginando che fosse possibile improvvisarsi imprenditori senza aver mai letto un libro (sempre e comunque bypassando il sindacato, e senza sapersi esprimere nella lingua nazionale).

E così: l’unico vero, concreto, e duraturo “miracolo del nord-est”, è stata la proliferazione nelle strade del Veneto di tante microscopiche rotatorie.
... Già, le graziose rotatorie del nord-est, dove i veneti possono girare intorno intorno, continuamente, fino a quando si sentono girare la testa e decidono dove finalmente vogliono andare!

Bisogna anche ricordare che in tutti questi anni di allegra schizofrenia, fregandosene regolarmente dell'ambiente (e pensando solo ai "schei"), i veneti, quando c'erano le elezioni, trovavano più comodo salire sul carro del vincitore.
... E infatti, quando si recavano alle urne, votavano di volta in volta per i democristiani, per i leghisti, per i grillini, o per quegli ubriaconi dei “serenissimi” (in parole povere: per tutti i buffoni e gli incantatori di serpenti che promettevano i miracoli senza combinare mai una mazza).