sabato 5 marzo 2016

IL TRENO DI TOBIA

La notizia clamorosa, che in questi giorni sta scatenando il delirio, è questa: Nichi Vendola, secondo alcuni "benpensanti", sarebbe volato in America e ("per capriccio", grazie al cosiddetto "utero in affitto") avrebbe "comprato" un bambino.
... Invece, la notizia gioiosa, è questa: i trogloditi che hanno sputato sulla cosa, proprio grazie alla nascita di Tobia Antonio (questo il nome del piccolo), prima o poi dovranno arrendersi al Progresso, e saranno costretti a guardare in faccia la loro ignoranza. Allelujah!


Quando, in un'altra vita, ero ancora un cattolico praticante, un sacerdote mi aveva spiegato che ogni umana azione è "contaminata dall'egoismo". Anche, dunque, le azioni più nobili.
... E dunque, volendo crederci, se ne deduce che magari sono un pochino egoisti (e forse un tantinello esibizionisti), anche quei genitori che sono andati al "Family Day" per mettere in mostra le loro famiglie con 10 figli.

D'altra parte, Papa Bergoglio aveva raccontato una volta di aver rimproverato una donna che si era vantata con lui di aver avuto 8 gravidanze e 7 parti cesarei (la reazione del Papa, in quel caso, si può riassumere in questa sua domanda: "Vuole forse continuare ancora e rischiare di lasciarli orfani?").
... Peraltro, commentando ulteriormente la cosa, Francesco aveva chiaramente affermato che i cristiani credono nella "paternità responsabile" e dunque "non fanno figli come i conigli".

Detto ciò, dopo le reazioni e gli insulti a Vendola (per il figlio nato ricorrendo ad una "maternità surrogata"), tocca constatare che il pre-giudizio (anche sulla fecondazione assistita e sull'eterologa), si accanisce sempre sui soggetti e sulle categorie che politicamente, culturalmente, e socialmente, sono considerate minoritarie e più deboli. Sempre fingendo di non vedere le contraddizioni che certe fisime si portano dietro.

Per dire: tutti ammirano e stimano una donna che donasse un rene alla figlia, pur sapendo che quel rene non tornerà più indietro. Ma allora, perché una donna non dovrebbe poter prestare il suo utero per rendere madre una figlia che non può farlo?
... Inoltre: accettiamo che una donna possa adottare un bambino, e allora perché troviamo così schifoso che una donna adotti un embrione e/o ricorra ad altri sistemi che la scienza ci mette a disposizione?

Nel caso di Vendola, solo apparentemente più complicato, non contano nulla le opinioni della gente. O le maniacali masturbazioni cerebrali di un certo popolino stolto e superstizioso.
... Conta in questi casi solo il futuro dei nascituri. E di fronte a certi comprensibili dubbi e perplessità, bisogna ascoltare non già quel che suggerisce il macellaio o la pescivendola (e/o quel che predica il politico pseudo-kattolico in cerca di facile consenso), ma casomai quel che la psicologia ha già scritto abbondantemente sull'argomento. Perché in Italia a certe cose non siamo abituati, ma altrove le famiglie arcobaleno sono una interessante e stimolante realtà.

BISOGNERA' DUNQUE CHE TUTTI SI RASSEGNINO, PERCHE' IL MONDO CORRE VELOCE, E CHI PERDE IL TRENO RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PER SEMPRE.

domenica 24 gennaio 2016

IL PAPA, LE SENTINELLE, L'UTERO

Papa Bergoglio, salutando la cattolicissima e sacrissima Rota Romana, ha ricordato alcune cosette semplici e di buon senso. Ma alcuni passaggi del discorso (in pratica: due frasette due), sono bastati per mandare in fregola le ridicole sentinelle del “Family Day”, che hanno subito gridato: «Alleluia, alleluia!».
… Tanto per chiarire: in quel momento il Papa non parlava al “popolo di Dio”, e il suo era – in un certo senso – semplicemente un discorso “da tecnico”, rivolto a dei “tecnici”.

Le precise parole del pontefice («La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità … la Chiesa ha indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione »), non giustificavano in alcun modo tutta quella insulsa eccitazione. D’altra parte, con quelle due frasi Bergoglio ha semplicemente indicato quello che dovrebbe essere l’ideale. Ovvero, quello che lui ha definito “il sogno” del Creatore.
... Come specificato su “Repubblica” anche dall’arcivescovo Bruno Forte: «Francesco ha ribadito il Vangelo della famiglia, ha spiegato che se le persone vivono situazioni lontane da questo modello, non per questo devono sentirsi escluse. La Chiesa è chiamata ad includere e far sentire la sua prossimità a tutti».

Bergoglio conosce benissimo , perché ha frequentato le periferie, qual’è la realtà della vita, descritta per bene anche nelle cosiddette “scritture sacre”. E queste cose le conosce benissimo anche – se esiste davvero - il suo misericordioso Dio. E infatti, come ha subito voluto far notare Vito Mancuso su “Repubblica”, il concetto che l’Iddio della Bibbia ha della famiglia è molto più disinvolto di quel che si vorrebbe.
... A dimostrazione di ciò, il teologo ha ricordato che Abramo ebbe tre mogli (Sara, Agar, Keturà), Giacobbe due, Esaù tre, Davide 8, Salomone addirittura settecento (700, acciderbolina!).

Peraltro, nei giorni scorsi è stato ricordato che la Bibbia non condanna affatto chi ricorre al cosiddetto “utero in affitto”. Perché il libro della Genesi (nel capitolo 16), lascia intendere che Abramo stesso è ricorso a questo escamotage. E Giacobbe (nel capitolo 30), ha fatto la stessa cosa.
... Per non parlare del fatto che la stessa nascita di Gesù è potuta avvenire - per chi crede al testo biblico - attraverso una specie di "fecondazione assistita".

Che dire di più e ancora, dunque? Niente proprio! Piuttosto, tanti complimenti a Salomone che ha avuto così tante mogli. E complimenti ad Abramo e a Giacobbe per essersi mostrati più moderni del cardinal Ruini.
… Ovviamente, complimenti vivissimi anche a tutti quei politici divorziati e puttanieri che amano partecipare ai patetici "Family Day". Alludo ai tanti che si fingono cattolici e papisti per rubare voti e consensi. Alludo ai troppi che - proprio come suggerito dall’Antico Testamento - amano così tanto la famiglia da formarsene più di una. Alludo a tutti quelli che oltre ad avere più mogli si circondano pure da svariate amanti.

venerdì 1 gennaio 2016

SECONDO TRADIZIONE

L'agenda, per l'ultimo dell'anno, parlava chiaro. Secondo la tradizione, le brave personcine alle 20,30 erano davanti al televisore, per il discorso di fine anno del comandante in capo (Sergio Mattarella).
... Le personcine eccentriche, invece, avevano un’altra possibilità: il "contro-discorso alla Nazione" di Giuseppe Grillo detto Beppe (il pagliaccio già condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo, quello che ogni tanto vomita le sue minchiate con la scusa che lui è solo un comico!).

Poi, bando al dovere e avanti col copione: si potevano indossare le mutande rosse, e magari impomatarsi il ciuffo. Quindi si procedeva in quest'ordine: cotechino con lenticchie, trombetta e cappellino, fino al countdown di mezzanotte.
... Infine, all'arrivo del 2016, via col vento! Come sempre, peraltro: trenini, petardi, e naturalmente il karaoke (ma non con la musica dei cantanti rap, che portano grandissima-issima sfiga: per andare sul sicuro, perché portasse bene, c'è voluta la musica degli anni '80: tutta lustrini, falsetti, giué-giué, e mascherate varie). Alééé!!!

domenica 11 ottobre 2015

STO COL MARZIANO

COME IERI, COME SEMPRE: CERTI CEFFI FESTEGGIANO PER LE DIMISSIONI DI IGNAZIO? VUOL DIRE CHE SPERANO DI RIPROPORCI IL LORO STRAZIO!

Dopo essersi semi-dimesso da sindaco, Ignazio Marino ha raccolto la solidarietà della sindaca di Parigi (Anne Hidalgo), il ringraziamento del sindaco di New York (Bill de Blasio), e l’affetto dell’attrice Sabrina Ferrilli. Quest'ultima, al quotidiano “Il Fatto”, ha dichiarato: «Io sto col Marziano!».

   Dall’intervista a Sabrina Ferrilli
   (di A
ntonello Caporale, per “Il Fatto”)

«Lo rivolterei alle prossime elezioni. Perché Marino è quello che è, ma quegli altri sono iene a cui non frega nulla di Roma. Avevano bisogno di una preda, hanno ordito un agguato […]. Si bruciano soldi, speranze collettive, si macchia sistematicamente l’onore, e tutto tace. Ma guai a te se hai la cravatta sporca di sugo: le tagliatelle dove le hai mangiate? E quanto hai speso? Cento euro? Vergogna …La Panda ‘ndo sta? La multa, la gita, la cravatta, lo scontrino. E il ristorante che ricorda esattamente che due anni fa c’era la moglie e anche quante briciole lasciò sulla tovaglia, e la Comunità di Sant’Egidio pronta a segnalare che quella volta no, loro non hanno magnato, ma forse l’altra precedente. E tutti a gridare: scandalo! […] . Sarà bizzarro e inadeguato [Marino], ma non ladro. Non è lui ad aver spalancato le porte alla mafia, non è lui il corrotto. E io non voglio che oramai la censura si attivi solo per le cazzatelle, che la bottiglia di vino da cinquanta euro debba far decidere le dimissioni!...»
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domenica 23 agosto 2015

PETALI DI ROSA

Quanto chiasso per il funerale dei Casamonica: solo quando sarà finito il clamore e il delirio massmediatico, quando avremo finito di starnazzare e il polverone si sarà abbassato, potremo riflettere serenamente su questo ridicolo spettacolo.
Durante quel funerale (che più pacchiano non si può), sono stati gettati dei petali di rosa da un elicottero che volava a bassa quota. Bene, ci è stato detto che il tizio in questione pagherà il suo ardito gesto, e per quanto mi riguarda è già qualcosa, anche se forse questa punizione gli potrebbe servire per accreditarsi rispetto a certa malavita. Poi: il prete, e magari pure il sacrestano, e magari pure i chierichetti vari ed eventuali, verranno tutti torchiati dall'opinione pubblica. E anche questo può essere un passo avanti: a suo tempo nulla è successo a quel cardinal Ruini che nella stessa chiesa aveva proibito i funerali di Welby!.

Ancora: la "famiglia" dei Casamonica (cominciando da quelli che hanno vomitato tante minchiate in televisione), capiranno che il mondo è cambiato. E capiranno anche, forse, che portare in piazza una banda che suona da cani, ed esibire ridicole gigantografie, e bloccare il traffico con una carrozza che sembra quella di Cenerentola, e atteggiarsi a potenti chiamando a raccolta una folla di miserabili che non sanno neanche come si sta a tavola, significa anche, forse, farsi ridere dietro. E mi sa che col patriarca, loro hanno sepolto (ancora per molti anni a venire), ogni possibilità di riscatto.

Sia chiaro: non sto dicendo che quel che è successo non è grave. Dico che non bisogna cogliere ogni pretesto per immaginare che sta cascando il mondo. Anche perché in quell'occasione nessuna ragazza è stata stuprata (è successo in questi giorni, altrove, senza che si facesse tutto 'sto chiasso). Poi: nessuna persona durante la cerimonia è stata sfigurata con l'acido (molti italiani, e perfino un prete-velino come don Mazzi, hanno contestato il fatto che a quella mamma fosse tolto il bambino, per dire che in Italia stiamo ciarlando troppo anche quando non conosciamo le cose). E inoltre, davanti alla chiesa non è stato trovato nessun piede troncato (in questi giorni abbiamo sentito pure 'sta bruttura, senza che la si buttasse in politica!).

La verità è che sta iniziando un processo, che vede coinvolti anche esponenti dei Casamonica. E magari questo ridicolo funerale (dopo tutto questo clamore), diventerà il "canto del cigno" di certa brutta gente. Magari, né! In ogni caso: queste buffonate sono successe molte altre volte, senza che se ne parlasse tanto. Era il 28 maggio di quest'anno quando, in quel di Bovolone (Verona, dunque Padania, dunque Polentonia, dunque sempre in Italy), c’è stato un funerale dei Sinti. Ebbene, la principesca carrozza con cavalli bardati, ha bloccato il paese per una intera giornata. Ma la gente del posto non ha protestato, anzi, era entusiasta di fronte a tanta scena: sarà davvero perché in quel caso la malavita non c'entrava? O forse perché non si poteva accusare l'amministrazione di Roma? Oppure perché non si poteva rimproverare neppure la Cei (quella Cei che in questi giorni ha irritato certi politicanti)?

Di fronte ai petali di rosa di quest'ultimo funerale, se l'idea ci piace, possiamo prendercela con chi, magari, passava di là per caso. O coi vigili, o col prevosto, o con la destra, o con la sinistra. Ma in questo modo non facciamo fare nessun passo in avanti al nostro Paese.
... E c'è da dire che già adesso, uno 007 anticamorra (che ovviamente ha voluto mantenere l'anonimato), a quelli di Dagospia ha spiegato che tutto questo allarme non ha senso. Che siamo di nuovo di fronte al "tanto rumore per nulla". E che magari il funerale è stato utile, prezioso, indispensabile, perché ha permesso di controllare, filmare, schedare tutti i partecipanti.

venerdì 14 agosto 2015

NONNO GIACINTO

Me lo chiedo: perché Pannella Giacinto detto Marco - che nei giorni scorsi aveva ricominciato uno dei suoi tanti e ormai noiosi scioperi della fame e della sete - ha sospeso per qualche secondo la buffonata e ha bevuto un bicchiere d'acqua - a beneficio di telecamera, s'intende - "alla salute" di Mattarella?
... Forse, veramente, perché il Presidente della Repubblica - questa la spiegazione che ci ha fornito nonno Giacinto - gli ha telefonato per esprimergli la sua vicinanza? Dico io: embè? Tutto qui? Ecchevvodì?

Insomma, eccheccazzo, cosa giustifica la sospensione di una simile strombazzata iniziativa? Forse Mattarella, durante quella telefonata,  ha tranquillizzato il leader radicale e lo assicurato che farà qualcosa di concreto per la causa? Sì, buonanotte! Stai a vedere che adesso il Quirinale s'accoda alle minchiate di un vecchio rintronato che in passato ha bevuto la sua orina!
... O forse, ed è più probabile, perché col racconto di quella telefonata, il leader radicale ha avuto una scusa, per quanto ridicola, per bere? E magari, n'è vero, soprattutto perché - raccontando a destra e a sinistra che il Presidente gli ha dedicato una lunga e affettuosa telefonata, Pannella ha adesso un'altra scusa (ridicola pure questa), per vedersi assicurata altra pubblicità sui media?

sabato 8 agosto 2015

PANNELLA CHE FR... FRIVOLO

Il radicale Matteo Angioli ha spiegato al Corriere della Sera il suo sodalizio col molto onorevole Pannella Giacinto (detto Marco). Al giornalista Tommaso Labbate, l'Angioli ha precisato che il loro è stato un “rapporto socratico”. E ha aggiunto che era consapevole di cosa comportasse stare appiccicati a quello che “per tutti è il primo frocio d’Italia”.
… Non è finita qui, perché il giovanotto ha rivelato qualcosa che non avremmo mai voluto sentire. Ebbene: pare che anche i suoi compagni di partito (che sapevamo essere liberi, liberali, liberisti, libertari & libertini), per questa sua vicinanza col para-guru, lo hanno messo subito sotto osservazione (era “attenzionato”, assicura lui).

Ecco, se il ragazzo pensava di chiarire qualcosa, devo dire che dopo le sue spiegazioni sono ancora più confuso. Intanto: come si fa a definire “socratico” l’affetto per un uomo che è diventato ormai solo la caricatura di sé stesso?
… Pannella è ormai il nonno rintronato che perde continuamente il filo del discorso. Uno che poi ricomincia con lo stesso discorso di ieri e dell'altroieri. Uno che poi tossisce e urla, che poi interrompe e non la finisce più, che poi si sporca la cravatta con la cenere della sigaretta, che poi si sistema il codino da "messia de 'noantri", che poi infila nel dibattito uno “spes contra spem” (massì, che il ritornello in latinorum sempre fa sempre la sua ottima figura!), che poi zittisce tutti ricordando che lui ha portato il divorzio in Italia, che poi manda un bacio a quell’altro rintronato dal sorriso ebete (il Dalai Lama che si fa chiamare “Sua Santità”). E che poi, poi, poi…

Altre cose ancora non mi hanno convinto per niente. L’Angioli cerca adesso di scansare questi discorsi su sé stesso, dicendo che non vuole “ripetere quelle voci che ripetono gli altri”, ma allora perché uscirsene col pettegolezzo odioso del Pannella che sarebbe considerato da tutti come “primo frocio d’Italia”?
… Perché venirci a dire che “queste voci non mi hanno certamente fatto piacere. Il mio rapporto con Marco è sempre stato di una chiarezza e di una semplicità unici. E non ho mai avuto dubbi su quello che si aspettava da me”?

Ma poi, perché ci vuole tranquillizzare, spiegando che lui non ha “mai avuto rapporti omosessuali completi passivi o attivi con Pannella”? Ma che linguaggio è, questo? Che poi, insomma, di fronte ad una affermazione tanto avventata nella sua (presunta) chiarezza, una domanda sorge spontanea (e quasi obbligata).
… Questa: caro compagno radicale, precisando che non hai mai avuto rapporti sessuali completi col tuo caro Marco, vuoi forse farci pensare che ne hai avuti invece di incompleti? E se il partito radicale rischia di morire – come suggerisci tu – non sarà perché il vostro club è diventato una conventicola penosa e petulante dove sono passati troppi ridicoli personaggi?

Angioli carissimo, ancora una domanda: hai presente quell’impiccione - tale Paolini - che frequentava il partito radicale e si spacciava per il “Messia del condom”? Ebbene, quello infine accusò Pannella di avere avuto molti anni prima una storia con un quindicenne (una relazione che non era “socratica”, sosteneva il disturbatore!), e allora io mi chiedo com'è possibile che in casa radicale siano passati così tanti pezzenti e tanti esaltati.
… Per cui, infine, dimmi: davvero pensi che se oggi i radicali sono quattro gatti spelacchiati che si azzuffano tra di loro, la colpa sia del sistema elettorale che dovrebbe essere “tipo quello britannico”? Ma per favore, va!

domenica 26 luglio 2015

COM'ERA BUONO, LUI!

Il senatore Paolo Guzzanti (padre della più popolare Sabina), sul quotidiano della famiglia Berluska (“Il Giornale”), ha voluto scrivere del Duce. Manco a dirlo: ha riproposto in poche righe i soliti luoghi comuni sul Mussolini in fondo mite e pacioccone (una idiozia che gli italiani ancora si bevono, dimenticando che quel verme ha spedito in Germania - quindi ai forni - uomini, donne, e bambini!).
… Titolo di questo odioso articolo: “Perché il Duce non fece causa di licenziamento”. E la risposta che viene suggerita è ovvia: Perché era troppo buono, poveretto Lui!

E insomma, il senatore, con faziosità estrema, prima si è chiesto come mai nonno Benito “si lasciò abbattere da un banale voto di sfiducia… e poi si presentò col cappello in mano al capo (coronato) dello Stato”.
… E poi ha concluso il discorsetto con particolare cialtroneria, scrivendo che “il dittatore, unico caso nella storia, si lasciò sconfiggere, licenziare, arrestare e poi deportare”.  E qualcuno di amen!
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domenica 5 luglio 2015

FALLITI E PELLEGRINI

Il referendum greco, dunque. Un referendum sballato e gigionesco, organizzato (malissimo), in quattro e quattr’otto. Quando, peraltro, il popolo aveva il cuore in gola e i suoi soldi (già pochissimi), erano stati bloccati.
… Con gli applausi e la benedizione della solita allegra compagnia di giro, che si è recata in pellegrinaggio da quel Tsipras oggi alleato della destra (la famosa e penosa brigata kalimera: Vendola con Sel al seguito, antagonisti e sognatori vari, i reduci e i falliti della sinistra sinistrata, Fassina, altre sigle dello zero virgola). E col sostegno morale (anzi, immorale), dei soliti bulletti che se ne approfittano per farsi notare (Salvini, i grillini, uno sfegatato e spiritato Brunetta, e via delirando.).

Il referendum greco, insomma. Costituito da un quesito incomprensibile (per molti sconosciuto), fin dall’inizio. Con tanto di correzione e rettifica strada facendo, per aumentare la confusione.
… Un referendum che ha rischiato di spaccare il Paese per sempre, dopo aver già mandato in crisi tante famiglie (mettendo i padri contro i figli, e i fratelli uno contro l’altro, solo perché divisi tra un sì e un no ad una domanda fumosa e demagogica).

sabato 13 giugno 2015

MICROINNESTI

LUCA ZAIA, il leghista “dal volto umano”, nel 2011 (quando al governo c’era Berluska e ministro dell’Interno era l’altro leghista Roberto Maroni), ci aveva proposto di ospitare i profughi a casa nostra. Sì, proprio lui, Luca Zaia, e non la Alessandra Moretti (che aveva subito smentito di aver appoggiato un simile invito, ma inutilmente perché molti veneti rancorosi e superstiziosi preferivano immaginarla scemotta e preoccupata solo di depilarsi i baffi).

ORA, SAREBBE IL CASO di precisarlo a tutti i fessacchiotti che in questi giorni stanno mettendo i sacchi di sabbia alla finestra: non è il caso di strapparsi i capelli, o di stracciarsi i vestiti, perché la scabbia si può curare facilmente. Invece sono molto più pericolose le ossessioni, le superstizioni, le fobie, e quella paura del babàu creata ad arte dai politici per distrarci dai problemi che non riescono a risolvere (problemi che spesso hanno creato loro stessi, ad esempio andando a bombardare l’Iraq, oppure tradendo i patti ignobilmente stretti con Gheddafi, ecc.).
La Lega è maestra in questo schifo. E il cattolico Luca Zaia non sfugge a questa vecchia tradizione di partito. Per questo il “Corriere del Veneto” ha ricordato cosa aveva dichiarato nel 2011 “er pomata” (questo il nomignolo con cui veniva chiamato un tempo, per via dei capelli sempre impomatati).


PRATICAMENTE LUCA ZAIA nel 2011 aveva lanciato questo proclama: “Se ci sono associazioni o privati disposti ad ospitare i profughi libici ce lo segnalino, si facciano avanti. Tra le varie opzioni al vaglio per affrontare l’emergenza c’è anche l’ipotesi di microinnesti in appartamenti di cittadini, in comunità protette o in strutture gestite dal volontariato”.
… Ecco, all’epoca parlava di microinnesti, perché diceva che i veneti sono buoni di cuore e non negano un bicchiere d’acqua a nessuno. Poi però sono cambiati i tempi. E le bandiere, si sa, girano secondo il vento.