sabato 8 agosto 2015

PANNELLA CHE FR... FRIVOLO

Il radicale Matteo Angioli ha spiegato al Corriere della Sera il suo sodalizio col molto onorevole Pannella Giacinto (detto Marco). Al giornalista Tommaso Labbate, l'Angioli ha precisato che il loro è stato un “rapporto socratico”. E ha aggiunto che era consapevole di cosa comportasse stare appiccicati a quello che “per tutti è il primo frocio d’Italia”.
… Non è finita qui, perché il giovanotto ha rivelato qualcosa che non avremmo mai voluto sentire. Ebbene: pare che anche i suoi compagni di partito (che sapevamo essere liberi, liberali, liberisti, libertari & libertini), per questa sua vicinanza col para-guru, lo hanno messo subito sotto osservazione (era “attenzionato”, assicura lui).

Ecco, se il ragazzo pensava di chiarire qualcosa, devo dire che dopo le sue spiegazioni sono ancora più confuso. Intanto: come si fa a definire “socratico” l’affetto per un uomo che è diventato ormai solo la caricatura di sé stesso?
… Pannella è ormai il nonno rintronato che perde continuamente il filo del discorso. Uno che poi ricomincia con lo stesso discorso di ieri e dell'altroieri. Uno che poi tossisce e urla, che poi interrompe e non la finisce più, che poi si sporca la cravatta con la cenere della sigaretta, che poi si sistema il codino da "messia de 'noantri", che poi infila nel dibattito uno “spes contra spem” (massì, che il ritornello in latinorum sempre fa sempre la sua ottima figura!), che poi zittisce tutti ricordando che lui ha portato il divorzio in Italia, che poi manda un bacio a quell’altro rintronato dal sorriso ebete (il Dalai Lama che si fa chiamare “Sua Santità”). E che poi, poi, poi…

Altre cose ancora non mi hanno convinto per niente. L’Angioli cerca adesso di scansare questi discorsi su sé stesso, dicendo che non vuole “ripetere quelle voci che ripetono gli altri”, ma allora perché uscirsene col pettegolezzo odioso del Pannella che sarebbe considerato da tutti come “primo frocio d’Italia”?
… Perché venirci a dire che “queste voci non mi hanno certamente fatto piacere. Il mio rapporto con Marco è sempre stato di una chiarezza e di una semplicità unici. E non ho mai avuto dubbi su quello che si aspettava da me”?

Ma poi, perché ci vuole tranquillizzare, spiegando che lui non ha “mai avuto rapporti omosessuali completi passivi o attivi con Pannella”? Ma che linguaggio è, questo? Che poi, insomma, di fronte ad una affermazione tanto avventata nella sua (presunta) chiarezza, una domanda sorge spontanea (e quasi obbligata).
… Questa: caro compagno radicale, precisando che non hai mai avuto rapporti sessuali completi col tuo caro Marco, vuoi forse farci pensare che ne hai avuti invece di incompleti? E se il partito radicale rischia di morire – come suggerisci tu – non sarà perché il vostro club è diventato una conventicola penosa e petulante dove sono passati troppi ridicoli personaggi?

Angioli carissimo, ancora una domanda: hai presente quell’impiccione - tale Paolini - che frequentava il partito radicale e si spacciava per il “Messia del condom”? Ebbene, quello infine accusò Pannella di avere avuto molti anni prima una storia con un quindicenne (una relazione che non era “socratica”, sosteneva il disturbatore!), e allora io mi chiedo com'è possibile che in casa radicale siano passati così tanti pezzenti e tanti esaltati.
… Per cui, infine, dimmi: davvero pensi che se oggi i radicali sono quattro gatti spelacchiati che si azzuffano tra di loro, la colpa sia del sistema elettorale che dovrebbe essere “tipo quello britannico”? Ma per favore, va!

domenica 26 luglio 2015

COM'ERA BUONO, LUI!

Il senatore Paolo Guzzanti (padre della più popolare Sabina), sul quotidiano della famiglia Berluska (“Il Giornale”), ha voluto scrivere del Duce. Manco a dirlo: ha riproposto in poche righe i soliti luoghi comuni sul Mussolini in fondo mite e pacioccone (una idiozia che gli italiani ancora si bevono, dimenticando che quel verme ha spedito in Germania - quindi ai forni - uomini, donne, e bambini!).
… Titolo di questo odioso articolo: “Perché il Duce non fece causa di licenziamento”. E la risposta che viene suggerita è ovvia: Perché era troppo buono, poveretto Lui!

E insomma, il senatore, con faziosità estrema, prima si è chiesto come mai nonno Benito “si lasciò abbattere da un banale voto di sfiducia… e poi si presentò col cappello in mano al capo (coronato) dello Stato”.
… E poi ha concluso il discorsetto con particolare cialtroneria, scrivendo che “il dittatore, unico caso nella storia, si lasciò sconfiggere, licenziare, arrestare e poi deportare”.  E qualcuno di amen!
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domenica 5 luglio 2015

FALLITI E PELLEGRINI

Il referendum greco, dunque. Un referendum sballato e gigionesco, organizzato (malissimo), in quattro e quattr’otto. Quando, peraltro, il popolo aveva il cuore in gola e i suoi soldi (già pochissimi), erano stati bloccati.
… Con gli applausi e la benedizione della solita allegra compagnia di giro, che si è recata in pellegrinaggio da quel Tsipras oggi alleato della destra (la famosa e penosa brigata kalimera: Vendola con Sel al seguito, antagonisti e sognatori vari, i reduci e i falliti della sinistra sinistrata, Fassina, altre sigle dello zero virgola). E col sostegno morale (anzi, immorale), dei soliti bulletti che se ne approfittano per farsi notare (Salvini, i grillini, uno sfegatato e spiritato Brunetta, e via delirando.).

Il referendum greco, insomma. Costituito da un quesito incomprensibile (per molti sconosciuto), fin dall’inizio. Con tanto di correzione e rettifica strada facendo, per aumentare la confusione.
… Un referendum che ha rischiato di spaccare il Paese per sempre, dopo aver già mandato in crisi tante famiglie (mettendo i padri contro i figli, e i fratelli uno contro l’altro, solo perché divisi tra un sì e un no ad una domanda fumosa e demagogica).

sabato 13 giugno 2015

MICROINNESTI

LUCA ZAIA, il leghista “dal volto umano”, nel 2011 (quando al governo c’era Berluska e ministro dell’Interno era l’altro leghista Roberto Maroni), ci aveva proposto di ospitare i profughi a casa nostra. Sì, proprio lui, Luca Zaia, e non la Alessandra Moretti (che aveva subito smentito di aver appoggiato un simile invito, ma inutilmente perché molti veneti rancorosi e superstiziosi preferivano immaginarla scemotta e preoccupata solo di depilarsi i baffi).

ORA, SAREBBE IL CASO di precisarlo a tutti i fessacchiotti che in questi giorni stanno mettendo i sacchi di sabbia alla finestra: non è il caso di strapparsi i capelli, o di stracciarsi i vestiti, perché la scabbia si può curare facilmente. Invece sono molto più pericolose le ossessioni, le superstizioni, le fobie, e quella paura del babàu creata ad arte dai politici per distrarci dai problemi che non riescono a risolvere (problemi che spesso hanno creato loro stessi, ad esempio andando a bombardare l’Iraq, oppure tradendo i patti ignobilmente stretti con Gheddafi, ecc.).
La Lega è maestra in questo schifo. E il cattolico Luca Zaia non sfugge a questa vecchia tradizione di partito. Per questo il “Corriere del Veneto” ha ricordato cosa aveva dichiarato nel 2011 “er pomata” (questo il nomignolo con cui veniva chiamato un tempo, per via dei capelli sempre impomatati).


PRATICAMENTE LUCA ZAIA nel 2011 aveva lanciato questo proclama: “Se ci sono associazioni o privati disposti ad ospitare i profughi libici ce lo segnalino, si facciano avanti. Tra le varie opzioni al vaglio per affrontare l’emergenza c’è anche l’ipotesi di microinnesti in appartamenti di cittadini, in comunità protette o in strutture gestite dal volontariato”.
… Ecco, all’epoca parlava di microinnesti, perché diceva che i veneti sono buoni di cuore e non negano un bicchiere d’acqua a nessuno. Poi però sono cambiati i tempi. E le bandiere, si sa, girano secondo il vento.

martedì 19 maggio 2015

SALVINI, L'ESIBIZIONISTA

Pensiero stupendo, quello di Flavio Tosi (intervistato da Matteo Pucciarelli, per il quotidiano La Repubblica).
… Papale papale, sul suo ex compagno di partito Matteo Salvini, ha dichiarato: «Consiglierei di ignorarlo. Poi è anche vero che qualcuno giustifica la propria esistenza attaccando Salvini. Anzi, se la giustificano a vicenda, gli uni e gli altri. A me dispiace solo per il grande impiego di forze dell’ordine, che potrebbero fare altro, e per gli agenti feriti, ogni volta».

Ma Tosi ha voluto togliersi anche qualche altro sassolino: «Quando la Lega era al governo arrivavano clandestini a migliaia anche allora e per senso di responsabilità facemmo delle sanatorie […].
… Per tirare le conclusioni con questa considerazione: «No, dico, ha sentito quando va nei campi rom e dice ‘ora prendo una ruspa’? Ha mai visto una ruspa? […]. Macché. Cerca di farsi pubblicità, è evidente»
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domenica 29 marzo 2015

MOGGI SANTO SUBITO

Adesso, dopo essersi sempre atteggiato a martire di Calciopoli, Luciano Moggi  pretenderebbe di fingersi anche a “martire della Fede”.
... Sapendo di vivere in un paese di superstiziosi e di ignoranti (gente che crede alle Wannemarchi e alle madonne che lacrimano sangue), lui si spaccia per assolto. Quando dovrebbe essere chiaro ed evidente a tutti che nel suo caso la prescrizione non vuol dire che è innocente , anzi!

E dunque, sul quotidiano “Libero”, Lucianone l’ha buttata lì a modo suo, spavaldo e ribaldo come sempre. Per fregarci meglio ha tirato in campo perfino Padre Pio.
... E ha spiegato il verdetto della Cassazione con questo esilarante racconto: «Nel 2006, al sorgere di Calciopoli, preso dalla disperazione di passare per quello che non sono mai stato, pregai tanto Padre Pio e in una notte di quel terribile mese di maggio ebbi in sogno una visione, era Padre Pio che diceva: "Lotta con tutte le tue forze, dimostrerai la tua innocenza e salverai tante vittime innocenti, non aver paura io sarò sempre con te, Dio ti ha voluto sottoporre a questa grande prova". Queste parole mi incendiarono l’anima e mi dettero il coraggio di affrontare il grande imbroglio. Il resto è di questi giorni».

martedì 20 gennaio 2015

IO SONO IO

Il "politicamente corretto" è un dovere. Sempre e comunque. La satira può avere i suoi linguaggi (più disinvolti), ma non è infallibile e dunque è criticabile quanto un qualsiasi articolo di giornale.
... Peraltro: con l'ironia si possono veicolare anche messaggi falsi o pericolosi (i nazisti, con la scusa della satira, disegnavano gli ebrei col naso adunco). E dunque: prima di toccare la Madonna o Maometto, la nostra satira dovrebbe pensarci bene. Perché parliamo di figure che non conosciamo precisamente se non attraverso la lettura (molto personale), che ciascuno si è voluto dare. E dunque queste figure rappresentano qualcosa che non abbiamo il diritto di deridere, se non siamo proprio sicuri di aver capito quanto è realmente in ballo!

Noi pure eravamo dei barbari. Solo dopo tante crociate, tanti roghi, e tante stragi, abbiamo cominciato - con fatica - ad accettare che si possa ridere sulla nostra fede. E adesso, con fatica, ammettiamo perfino le barzellette su Gesù. Ma ovviamente questo non ci da il diritto di sghignazzare sulle fedi altrui (almeno si abbia pazienza, e si consenta anche agli altri di fare quel percorso che pure per molti di noi è stato faticoso!) .
… Che poi: magari aveva ragione la Santanché quando disse che Maometto aveva sposato una bambina (e dunque era, disse quella, solo un ped***lo). Ma lei, che ha appoggiato la guerra in Iraq (dove sono stati massacrati tanti bambini islamici), deve solo stare zitta.

Anche perché Maometto, se fosse realmente esistito e se fossero vere certe insinuazioni su di lui, appartiene comunque ad altre epoche. E oggi viene spiegato e re-interpretato in mille modi.
... Quanto alla Santanché, invece, sappiamo con certezza che le porcherie della destra pseudo-kattolica le ha appoggiate tutte. Pubblicamente, senza se e senza ma. E non c’è interpretazione che la possa assolvere dalle porcherie di cui si è resa complice. Inoltre: deve mettersi in testa che il terrorismo e lo stragismo non appartiene solo agli altri: i terroristi cristiani (alla maniera di Breivik) esistono ancora, e fanno anche più morti di quelli che in questi giorni ci hanno fatto tanta impressione.



I
l video del Gesù che canta sguaiatamente "I Will Survive" (inno delle femministe, ma anche dei gay), ha fatto sorridere molta gente. Quel Gesù sculettante, che finiva addirittura sotto un camion, era molto volgare e provocatorio nei confronti di chi si professasse cristiano. D’altra parte, oggi, anche la vecchina più bigotta, di fronte a quella scenetta, non perderebbe neppure tempo a protestare: semplicemente si volterebbe dall’altra parte con aria rassegnata e un po’ schifata.
… Ma, ecco, quando ci scandalizziamo per certo fondamentalismo islamico, dobbiamo ricordare che noi abbiamo conquistato questa sicurezza e questa tolleranza solo dopo aver fatto scorrere molto sangue. Infatti, se 100 anni fa un cattolico avesse preso in giro il Cristo con certi discorsi, avrebbe fatto una brutta fine (in realtà bastava anche molto meno: un tempo una ragazza poteva avere la vita rovinata anche solo perché rimaneva incinta senza essere sposata!).

Se Dio esiste realmente, si può supporre che sia superiore a qualunque vignetta o video che lo prende in giro. E magari lui per primo ci ride sopra. Il punto è che l’attualità (considerato il continuo confronto con altre religioni e culture) ci presenta molte buone opportunità ma anche molte angoscianti incognite). E dunque sarebbe forse il caso di non aggiungere provocazione a provocazione. Come dire: un po' di prudenza non guasterebbe!
… Naturalmente non ci si può stupire se qualche pazzoide neo convertito all'Islam progetta qualche strage: noi presunti cristiani sappiamo fare altrettanto (Breivik lo ha dimostrato). E non ci si può stupire se alcuni sedicenti islamici si sentono in guerra contro di noi: molti sedicenti cristiani (gli stessi che oggi dicono "io sono Charlie"), fino a ieri sputavano sulla satira e andavano a fare le guerre in Iraq dove ammazzavano tanti bambini innocenti.

Insomma, certe vignette contro l'Islam sono assolutamente fuori luogo (visto che i musulmani non hanno potuto fare il percorso che noi abbiamo già fatto), e fra l'altro non fanno manco ridere. Certe vignette seminano solo tanto inutile e pericoloso odio. Naturalmente resta pacifico che chi uccide è un criminale, ma in ogni caso l'ipocrisia di questi giorni è insopportabile, e quelli che ieri criticavano "Charlie Hebdo" sono gli stessi che oggi si fingono loro estimatori.
… Pertanto, è un idiota chi ha disegnato Maometto nudo e con gli attributi al vento. Ed è insensato provocare i musulmani offendendo una religione che non ci appartiene.

Quelli che difendono il crocefisso e il presepe, dovrebbero come minimo provare fastidio di fronte alla vignetta, pubblicata sul Charlie Hebdo, della Trinità che “faceva il trenino” (nel senso che nel disegno si vedevano le tre Persone che si inchiappettavano tra di loro). Ma dovrebbero inorridire anche di fronte alla vignetta di Maometto nudo e crudo. Perché quelle a vignetta offendeva anche troppe persone che amano la pace e la convivenza.
… In ogni caso io non sono Charlie. Io sono io, e basta. I miei eroi sono quelli che hanno cercato di salvare delle vite. Come quel Bathily (il commesso musulmano che ha salvato alcuni ebrei chiudendoli nella cella frigorifera). 

lunedì 22 dicembre 2014

ORIANA, L'ANTI-USA

Massimo Fini, in una intervista di Silvia Truzzi (per il quotidiano “Il Fatto”), ha voluto precisare chi era davvero quella donnaccia fanatica e spiritata (all’epoca anti-americana), della Oriana Fallaci. Lo ha fatto, fra l’altro, con queste parole:
«Con lei ho avuto un buon rapporto per un certo periodo. Poi siccome litigava con chiunque, ha litigato anche con me. Una piccola casa editrice le aveva chiesto di scrivere un'autobiografia per le scuole. Lei non aveva tempo e mi disse se volevo scriverla per lei. Accettai volentieri per stare a fianco di uno dei miti del giornalismo italiano. Abbiamo lavorato a questa cosa per un po'. 
Poi si è giustamente accorta che era uno spreco dare la sua vita a me. Ma siccome lei era fatta com'era fatta, non mi disse questo. Ma che improvvisamente aveva scoperto che ero una spia della Cia. Allora era antiamericana, quando passeggiavamo per Firenze bisognava sempre nascondersi dentro un portone perché, nella sua megalomania, era convinta di essere inseguita da qualche agente. Io sorridevo di questa megalomania, considerandola innocente. Poi mi sono un po’ ricreduto».

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Altri miei post su Oriana Fallaci: QUI, e poi QUI.

lunedì 8 dicembre 2014

LA FEDE, IL PUNTO "G"

Ateo? Io lo sono stato, certo, ma poi ho capito che la mia era solo - parlo per me, ovviamente - una reazione isterica. Insomma, era solo un infantile condizionamento alla religione che mi era stata imposta col battesimo. Per cui, ho deciso, infine, che era più serio optare per l'agnosticismo. Anche perché non trovavo serio (serio sempre e solo per me), dire che non esiste una entità che viene descritta in modo tanto vago ed impreciso. Ma certo: come posso negare l’esistenza di quel che non mi è chiaro?

Proclamarmi ateo (e/o negare Dio), sarebbe per me come dire che non esiste il "punto G". Nel senso che fino a quando non capisco in cosa quello consista (e fino a quando tutti lo immaginano secondo i loro gusti estetici e secondo la loro morbosa fantasia), trovo ridicolo negare che possa esistere un qualcosa che possa essere chiamato e/o definito in quel modo.
... E non è un caso se la maggior parte degli atei di mia conoscenza, quando parlano delle religioni, dimostrano di essere dei bulletti ignoranti e cafoni che si sono fermati alla barzelletta del prete che si ciùla il chierichetto.

Anche se gli atei dicono di non credere a nessun Dio, in genere sentono il bisogno di calmare la loro “paura del buio” affidandosi a qualcos'altro che trovo ben più ridicolo (ad esempio credono allo zodiaco, oppure sentono il bisogno di immaginare un altro tipo di Paradiso abbracciando idee, teorie, filosofie che trovo altrettanto fideiste).
... In ogni caso l'intelligenza (come la stupidità), è trasversale. Bisogna farsene una ragione. Per dire: conosco molti atei che sono ossessionati dalle scie chimiche, oppure sono diventati vegani. Questi ultimi, nel nome dell'ateismo, sostengono che gli animali hanno la stessa dignità degli umanoidi, e mi considerano un criminale se mangio una trota.

Morale: non c'è superiorità degli uni sugli altri, perché atei e credenti (assieme, appassionatamente), hanno l'abitudine di gridare "al lupo, al lupo" abbracciando teorie e filosofie che rivelano ancora una volta il loro approccio fideistico alle cose.
... Dopo di che, essendo agnostico, non dico che la dieta dei vegani non abbia anche molti innegabili meriti. E, per dire, non affermo che il pericolo delle scie chimiche sia inesistente (mi limito ad osservare che chi ne ha parlato fin qui lo ha fatto senza portare - per quanto mi riguarda - prove convincenti).

A proposito, non ha senso chiedere con enfasi "come hanno fatto due canguri a partire dall'Australia ed entrare nell'Arca di Noè". Perché neppure Santa Romana Chiesa, pensa davvero che le parabole bibliche vadano prese alla lettera. E dunque chi chiedesse questo dovrebbe rassegnarsi a fare un altro lavoro, e lasciare che a fare l'ateo sia solo chi quel mestiere lo sa davvero fare.
… Perché, insomma, penso che un tema così divisivo come la Fede non dovrebbe riportarci indietro a quando gli atei mangiavano i bambini e i devoti vedevano la Madonna che piangeva sangue. Per il semplice motivo che di strada - da quei giorni - ne è stata fatta tanta. E dunque bisogna procedere nella discussione evitando di avvitarci su discorsi che ci fanno solo perdere tempo prezioso.

martedì 4 novembre 2014

MANGANELLO ALE'

In quanto agli scontri a Roma, tra polizia e lavoratori delle acciaierie di Terni (quattro feriti tra i manifestanti, quattro tra gli agenti), bisogna osservare che prima delle manganellate gli operai avevano provocato le forze dell'ordine con insulti e col lancio di oggetti.
... E in seguito - come evidenziato da un video - avevano minacciato seriamente i poliziotti, andando verso di loro con atteggiamenti bellicosi. Ed è a quel punto che gli agenti sono stati costretti perfino ad indietreggiare, prima di decidersi reagire, come era ovvio e naturale che facessero.


Per quanto mi riguarda, il sindacalista Maurizio Landini (che dapprima cercava di calmare gli scalmanati dicendo agli operai di "andare indietro", ma poi ha preferito atteggiarsi a vittima), è solo un poveretto: se inizialmente cercava di difendere la sua credibilità come capo-popolo (calmando gli animi), poi ha trovato più comodo alzare un polverone e far scena, raccontando balle e tirando in campo perfino la Leopolda e il governo Renzi (che avrebbe secondo lui ispirato le botte).
... Dopo questo episodio, sempre a mio modesto parere, Landini è un essere spregevole e intellettualmente disonesto. Come quando questo trombone si spaccia per un ex operaio, pur sapendo che lui - casomai - è solo un ex (in fabbrica ci ha lavorato per pochissimo tempo: quel pochissimo tempo che gli ha permesso di capire che era meglio predicare che lavorare!).