giovedì 26 marzo 2026

Delmastro è pulito, Santanchè è pura

Delmastro e la Santanché hanno contribuito alla sconfitta del Sì? Se fosse ci sarebbe da piangere, perché il caso Delmastro (scoppiato a pochi giorni dal referendum) e il caso Santanchè (che ha avuto il suo culmine subito dopo il voto), in realtà hanno dimostrato quanto bisogno c’è in Italia di una riforma come quella appena bocciata.
Checché ne dica Travaglio, il senatore Malan ha ricordato due cose: “Delmastro non ha alcuna pendenza in atto e Santanché ha la fedina penale immacolata”. Purtroppo, in Italia ogni idiota può dare del mafioso a chi non è ancora accusato di nulla. E dare della ladra a una che non è ancora stata condannata. I processi in piazza, o sul giornale di Travaglio, precedono e ispirano quelli veri. Ma accade che un pm esibizionista spara una accusa qualsiasi, e subito un gip e un gup gli si adeguano per inerzia. Salvo venire tutti smentiti anni dopo (se va bene) da un “giudice a Berlino” che abbia sufficiente onestà intellettuale e coraggio nello sfidare la folla inferocita che vuole solo il sangue.
Travaglio dice che Delmastro e la Santanché sono “impresentabili”. Impresentabili, casomai, sono il condannato Mimmo Lucano e la due volte condannata Ilaria Salis. Impresentabili sono gli amici grillini di Travaglio, che hanno comprato i voti a spese nostre regalando il reddito di nullafacenza a quelli che non lo meritavano (e che rimasti senza si sono vendicati votando No). Se Delmastro è stato socio della figlia di un prestanome poi condannato, i grillini di Travaglio sono i prestanome del suo amico, il pluricondannato Beppe Grillo.

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