Il sindacato di Polizia Coisp non voleva che si rivelassero i nomi dei due “eroi per caso” di Sesto San Giovanni.
... Ovvio, dopo si è scoperto che l’agente (in prova) che ha ucciso il terrorista Anis Amri è un “utile idiota”. Essì, un ignorante che - poveretto - rimpiange la dittatura fascista. Un piccolo bullo che, accidentina e accidentaccia, sputa su quella Repubblica che dovrebbe servire.
Questo ragazzo ha ucciso un pericoloso terrorista, e dunque merita una medaglia. Ma dopo va rispedito subito a casa a riflettere, proprio perché può sparare (e dunque è una "mina vagante", un pericolo prima di tutto per sé stesso).
... Peraltro, lui sui social disprezza gli “infami” che hanno “tradito” il Duce, ma dovrà considerare che nel suo cuore ha ingannato - e dunque tradito - la Democrazia del suo Paese. E ancor prima, coi suoi improvvidi deliri, ha disonorato la divisa che indossa.
Natale Pellizzer
Sono il tuo fastidioso dirimpettaio. Questo è il mio blog-ripostiglio, qui infilo tutto quello che non trova spazio altrove. Quando non ci sono vuol dire che sono andato a cambiare l'aria negli altri miei blog. Intanto voi entrate pure, e fate come se foste a casa vostra. Solo una raccomandazione: dopo chiudete per bene la porta. Grazie.
lunedì 26 dicembre 2016
sabato 24 dicembre 2016
AL SEGGIO CON GABER
Prima di buttar giù il panettone, e prima di abbandonarci
alle feste, può essere utile farsi qualche domanda. Ad esempio questa: come
avrebbe votato Giorgio Gaber al referendum costituzionale? Avrebbe optato per
il sì, per il no, oppure non si sarebbe neppure recato ai seggi?... Per carità, è ovvio che stabilirlo con certezza è impossibile. Ma intanto una cosa è
pacifica: lui non avrebbe deciso cosa fare dopo una attenta riflessione, ma
guidato essenzialmente da insignificanti e squallide motivazioni.
Essendo stato un cattivo maestro - pure un gran qualunquista, e dunque uno splendido rappresentante dell’italiano medio(cre) - magari quel giorno Gaber avrebbe preferito starsene a casa. A lamentarsi dei politici tutti, ovviamente (perché, come si suol dire tra snob “destra o sinistra sono tutti uguali, nè!”).
... E comunque, se fosse andato a votare, sicuramente lo avrebbe fatto usando i piedi anziché il cervello.
Ma certo, perché dal (presunto) intellettuale Gaber - ovvero dal cantastorie che si è permesso di sputare sul cadavere di Aldo Moro – era ovvio attendersi una fierezza intellettuale senza pari. E come minimo ci si sarebbe aspettati di trovarlo – di fronte alla scheda elettorale – sempre molto esigente e pignolo.
… E invece niente di tutto questo. Anzi, questo schizzinoso (che si atteggiava perfino a maestro di vita) è riuscito a votare perfino per il Berluska. E questo allo scopo di aiutare la carriera politica della moglie (salvo lamentarsi se molti suoi amici di sinistra, scoprendolo così incoerente, hanno cominciato ad evitarlo).
Un vizio tipicamente italiota (e idiota), questo. Si è visto anche con la vittoria del No al referendum costituzionale: anche in quel caso gli italiani hanno votato per odio, per cialtronaggine, o per appartenenza ad una data tribù politica, più che per convinzione! E di fatto, pur di cacciare Matteo Renzi, gli italiani hanno bocciato una riforma che – fra l’altro - avrebbe cancellato il Cnel e spazzato via addirittura 320 senatori strapagati (che sarebbero stati sostituiti da un centinaio di senatori che avrebbero lavorato “aggratis”).
… Perché nel Belpaese dei cattivi maestri, funziona in questo modo: si vota così o cosà solo perché “sai, in cambio mi è stato promesso questo o quello”. Oppure perché “vedi, non mi piace quel partito, ma lo voto lo stesso perché loro hanno candidato quella persona che conosco bene, e che quindi mi può tornare utile!”.
Sono le idee – possibilmente quelle più nobili - che dovrebbero guidare il popolo e i partiti. Ma se le idee traballano, e si vota per interesse più che per convinzione, dove ci potrà portare la politica? E' chiaro che una scelta egoista, un voto che puntasse solo ad ottenere qualcosa nell’immediato, farà arretrare prima o poi tutta la società (ritorcendosi alla lunga anche contro i figli, e/o i figli dei figli).
… E infatti, ecco, per dire, come Ombretta Colli (già Forza Italia), ha descritto il marito Giorgio Gaber. Ecco come lo ha sputtanato, attribuendogli quelle piccole meschinità che sono tipiche di ogni italiano medio(cre) che si reca al seggio per ottenere qualche miserabile caramellina.
__________________
Da una intervista a Ombretta Colli
(di Simonetta Fiori, per “Repubblica”)
Come accolse [suo marito Giorgio Gaber], la sua decisione di candidarsi con Silvio Berlusconi?
Tranquillissimo. Una sera a cena gli dissi che Berlusconi mi aveva chiamato per sondare la mia disponibilità. "E tu che hai deciso?" "Ci devo pensare". Quando poi gli comunicai la mia scelta, disse una cosa che avrebbe ripetuto ogni tanto: la politica ha bisogno di persone per bene. E mia moglie è una persona per bene.
Mi perdoni, ma fu Gaber a inventarsi il celebre motto: non temo il Berlusconi in sé, temo il Berlusconi che è in me.
Non è che dall'altra parte ci fosse una classe politica che mio marito stimasse granché...
Ma c'è una distanza siderale tra l'anticomunismo di Berlusconi e l'autore di "Qualcuno era comunista".
Ma lei pensa che a casa nostra si parlasse di questo? Tra noi c'era un patto di sangue, anche un'esperienza condivisa di battaglie libertarie a favore della legge per il divorzio e contro gli aborti clandestini. Rivendico di essere stata una delle prime femministe in Italia.
Gaber l’ha mai votata?
Sì. Non votava da anni, ricominciò a farlo per me. "Giorgio, non è necessario", gli dissi la mattina delle elezioni. "Ma se poi non vinci per un voto...
Essendo stato un cattivo maestro - pure un gran qualunquista, e dunque uno splendido rappresentante dell’italiano medio(cre) - magari quel giorno Gaber avrebbe preferito starsene a casa. A lamentarsi dei politici tutti, ovviamente (perché, come si suol dire tra snob “destra o sinistra sono tutti uguali, nè!”).
... E comunque, se fosse andato a votare, sicuramente lo avrebbe fatto usando i piedi anziché il cervello.
Ma certo, perché dal (presunto) intellettuale Gaber - ovvero dal cantastorie che si è permesso di sputare sul cadavere di Aldo Moro – era ovvio attendersi una fierezza intellettuale senza pari. E come minimo ci si sarebbe aspettati di trovarlo – di fronte alla scheda elettorale – sempre molto esigente e pignolo.
… E invece niente di tutto questo. Anzi, questo schizzinoso (che si atteggiava perfino a maestro di vita) è riuscito a votare perfino per il Berluska. E questo allo scopo di aiutare la carriera politica della moglie (salvo lamentarsi se molti suoi amici di sinistra, scoprendolo così incoerente, hanno cominciato ad evitarlo).
Un vizio tipicamente italiota (e idiota), questo. Si è visto anche con la vittoria del No al referendum costituzionale: anche in quel caso gli italiani hanno votato per odio, per cialtronaggine, o per appartenenza ad una data tribù politica, più che per convinzione! E di fatto, pur di cacciare Matteo Renzi, gli italiani hanno bocciato una riforma che – fra l’altro - avrebbe cancellato il Cnel e spazzato via addirittura 320 senatori strapagati (che sarebbero stati sostituiti da un centinaio di senatori che avrebbero lavorato “aggratis”).
… Perché nel Belpaese dei cattivi maestri, funziona in questo modo: si vota così o cosà solo perché “sai, in cambio mi è stato promesso questo o quello”. Oppure perché “vedi, non mi piace quel partito, ma lo voto lo stesso perché loro hanno candidato quella persona che conosco bene, e che quindi mi può tornare utile!”.
Sono le idee – possibilmente quelle più nobili - che dovrebbero guidare il popolo e i partiti. Ma se le idee traballano, e si vota per interesse più che per convinzione, dove ci potrà portare la politica? E' chiaro che una scelta egoista, un voto che puntasse solo ad ottenere qualcosa nell’immediato, farà arretrare prima o poi tutta la società (ritorcendosi alla lunga anche contro i figli, e/o i figli dei figli).
… E infatti, ecco, per dire, come Ombretta Colli (già Forza Italia), ha descritto il marito Giorgio Gaber. Ecco come lo ha sputtanato, attribuendogli quelle piccole meschinità che sono tipiche di ogni italiano medio(cre) che si reca al seggio per ottenere qualche miserabile caramellina.
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Da una intervista a Ombretta Colli
(di Simonetta Fiori, per “Repubblica”)
Come accolse [suo marito Giorgio Gaber], la sua decisione di candidarsi con Silvio Berlusconi?
Tranquillissimo. Una sera a cena gli dissi che Berlusconi mi aveva chiamato per sondare la mia disponibilità. "E tu che hai deciso?" "Ci devo pensare". Quando poi gli comunicai la mia scelta, disse una cosa che avrebbe ripetuto ogni tanto: la politica ha bisogno di persone per bene. E mia moglie è una persona per bene.
Mi perdoni, ma fu Gaber a inventarsi il celebre motto: non temo il Berlusconi in sé, temo il Berlusconi che è in me.
Non è che dall'altra parte ci fosse una classe politica che mio marito stimasse granché...
Ma c'è una distanza siderale tra l'anticomunismo di Berlusconi e l'autore di "Qualcuno era comunista".
Ma lei pensa che a casa nostra si parlasse di questo? Tra noi c'era un patto di sangue, anche un'esperienza condivisa di battaglie libertarie a favore della legge per il divorzio e contro gli aborti clandestini. Rivendico di essere stata una delle prime femministe in Italia.
Gaber l’ha mai votata?
Sì. Non votava da anni, ricominciò a farlo per me. "Giorgio, non è necessario", gli dissi la mattina delle elezioni. "Ma se poi non vinci per un voto...
sabato 10 dicembre 2016
POVERACCI ALL'URNA
Sul mio profilo Twitter, il referendum costituzionale (vinto dal fronte del No), mi ha ispirato un cinguettio. Questo:
Perchè i poveracci vanno alle urne? Per punire Clinton i puzzoni tifano un miliardario (Usa), per cacciare #Renzi resuscitano #cnel (Italia)
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martedì 29 novembre 2016
SE VINCE IL SI'
Sul referendum del 4 dicembre possiamo menarla
finché vogliamo, ma la riforma costituzionale contribuisce a far fare al nostro
Paese notevoli passi in avanti.
... E la “accozzaglia” del No, quando non le riconosce certi evidenti vantaggi (ad esempio quelli sottolineati qui sotto), dimostra di essere in assoluta malafede.
.
Se vince il Sì, i parlamentari che ricevono lo stipendio saranno solo i deputati: e dunque 630, non uno di più (se vince il No lo riceveranno deputati e senatori: 950).
.
Se vince il Sì l’immunità parlamentare sarà prevista per 730 persone: 630 deputati, 100 senatori (se vince il No l’immunità parlamentare rimarrà per 950 persone: 630 deputati, 315 senatori, 5 senatori a vita).
.
Se vince il Sì, si eliminerà il CNEL, ente inutile costato un miliardo in 70 anni (se vince il No ci dovremo tenere questo costoso carrozzone che ha imbarcato schiere di fankazzisti e sanguisughe).
.
Se vince il Sì il Parlamento sarà obbligato a discutere le proposte di legge popolari (se vince il No il Parlamento continuerà ad ignorarle).
.
Se vince il Sì il quorum per i referendum potrà essere più basso di oggi (se vince il No il quorum resterà lo stesso di sempre e i referendum rischieranno sempre di più di essere invalidati da chi non si reca a votare).
.
Se vince il Sì occorrerà il 60% dei delegati per eleggere il Presidente della Repubblica (se vince il No basterà il solo 50%).
... E la “accozzaglia” del No, quando non le riconosce certi evidenti vantaggi (ad esempio quelli sottolineati qui sotto), dimostra di essere in assoluta malafede.
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Se vince il Sì, i parlamentari che ricevono lo stipendio saranno solo i deputati: e dunque 630, non uno di più (se vince il No lo riceveranno deputati e senatori: 950).
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Se vince il Sì l’immunità parlamentare sarà prevista per 730 persone: 630 deputati, 100 senatori (se vince il No l’immunità parlamentare rimarrà per 950 persone: 630 deputati, 315 senatori, 5 senatori a vita).
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Se vince il Sì, si eliminerà il CNEL, ente inutile costato un miliardo in 70 anni (se vince il No ci dovremo tenere questo costoso carrozzone che ha imbarcato schiere di fankazzisti e sanguisughe).
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Se vince il Sì il Parlamento sarà obbligato a discutere le proposte di legge popolari (se vince il No il Parlamento continuerà ad ignorarle).
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Se vince il Sì il quorum per i referendum potrà essere più basso di oggi (se vince il No il quorum resterà lo stesso di sempre e i referendum rischieranno sempre di più di essere invalidati da chi non si reca a votare).
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Se vince il Sì occorrerà il 60% dei delegati per eleggere il Presidente della Repubblica (se vince il No basterà il solo 50%).
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domenica 27 novembre 2016
L'OSSO DEL CNEL
Non è vero che i sindacati sono tutti contrari alla riforma costituzionale su cui si votal 4 dicembre!
... Per dire: la Cisl suggerisce di votare sì (anche se ai suoi lascia ovviamente libertà di voto).
Inoltre: non è affatto strano che la Susanna Camusso (papessa della Cgil) e Maurizio Landini (leader Fiom-Cgil) siano fanaticamente per il 'no'.
... Evidentemente anche loro fanno parte di quella "accozzaglia" di sanguisughe fankazziste che, sotto sotto, non vogliono mollare l'osso.
OVVERO : VORREBBERO CONTINUARE A CIUCCIARE I SOLDI DEGLI ITALIANI ATTRAVERSO QUEL CARROZZONE CHE E' STATO FIN QUI IL FAMIGERATO CNEL
... Per dire: la Cisl suggerisce di votare sì (anche se ai suoi lascia ovviamente libertà di voto).
Inoltre: non è affatto strano che la Susanna Camusso (papessa della Cgil) e Maurizio Landini (leader Fiom-Cgil) siano fanaticamente per il 'no'.
... Evidentemente anche loro fanno parte di quella "accozzaglia" di sanguisughe fankazziste che, sotto sotto, non vogliono mollare l'osso.
OVVERO : VORREBBERO CONTINUARE A CIUCCIARE I SOLDI DEGLI ITALIANI ATTRAVERSO QUEL CARROZZONE CHE E' STATO FIN QUI IL FAMIGERATO CNEL
Il referendum costituzionale e il suo impatto sulla situazione economica del Paese e sul mondo del lavoro.
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giovedì 27 ottobre 2016
PETE BURNS
QUANDO LE PROTESTE per la fantomatica "teoria del gender" non erano ancora state neanche lontanamente immaginate, Pete Burns aveva già deciso che lui esternamente voleva essere di volta in volta quel che gli passava per la testa.
CLASSE 1959, PETE BURNS era il frontman dei "Dead or Alive", e divenne famoso nei primissimi anni '80 col brano "You Spin Me Round". Qualche anno dopo il ragazzone coi capelli lunghi, la voce grossa, e la benda nell'occhio, sparì per sempre. Perché Pete diventò irriconoscibile (divorziò dalla moglie, si ricoprì di tatuaggi, modificò il suo corpo con la chirurgia estetica, e diventò transgender).
I GIORNALI HANNO SPIEGATO che gli interventi estetici hanno contribuito ad ucciderlo anzitempo. Ma, se è per questo, tutto può essere fatale: anche scalare una montagna, fare un lavoro rischioso, o dedicarsi con passione ad un certo sport
CLASSE 1959, PETE BURNS era il frontman dei "Dead or Alive", e divenne famoso nei primissimi anni '80 col brano "You Spin Me Round". Qualche anno dopo il ragazzone coi capelli lunghi, la voce grossa, e la benda nell'occhio, sparì per sempre. Perché Pete diventò irriconoscibile (divorziò dalla moglie, si ricoprì di tatuaggi, modificò il suo corpo con la chirurgia estetica, e diventò transgender).
I GIORNALI HANNO SPIEGATO che gli interventi estetici hanno contribuito ad ucciderlo anzitempo. Ma, se è per questo, tutto può essere fatale: anche scalare una montagna, fare un lavoro rischioso, o dedicarsi con passione ad un certo sport
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domenica 16 ottobre 2016
Referendum Si o No LA 7 - Matteo Renzi vs Gustavo Zagrebelsky
POSSIAMO MENARLA QUANTO VOGLIAMO, MA IL CONFRONTO TRA RENZI E ZAGREBELSKY (VINTO DAL PRIMO), HA DIMOSTRATO CHE IL "NO" ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE E' DETTATO SOLO DALLA PAURA DI VEDER CROLLARE UN IMPIANTO IDEOLOGICO ORMAI AMMUFFITO
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lunedì 3 ottobre 2016
DIAVOLO D'UN GENDER
Che delusione Papa Francesco che finge di credere alla fantomatica "teoria del gender".
... Papale papale, dopo aver sottolineato che per lui "i sessi sono due", ecco le altre sue precise parole: "C’è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".
Appena ho letto la notizia, mi sono sfogato con un tweet.
... Questo: Macché #gender, il #matrimonio caro #Bergoglio é già stato distrutto dalla retorica falsa e bigotta dei preti celibi e pedofili
... Papale papale, dopo aver sottolineato che per lui "i sessi sono due", ecco le altre sue precise parole: "C’è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".
Appena ho letto la notizia, mi sono sfogato con un tweet.
... Questo: Macché #gender, il #matrimonio caro #Bergoglio é già stato distrutto dalla retorica falsa e bigotta dei preti celibi e pedofili
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mercoledì 21 settembre 2016
GLI ALTRI PARTIGIANI
Semplicemente non è vero che la maggioranza dei partigiani - quando voteranno sul referendum costituzionale - voteranno contro la riforma Boschi!
... Magari l'Anpi vorrebbe farlo credere, ma per fortuna non c'è solo lei a rappresentare gli ideali della Resistenza. E infatti le altre sigle (la Fivl e la Fiap), su una questione tanto complessa preferiscono lasciare libertà di coscienza.
Giancarlo Loquenzi, sul quotidiano "La Stampa", l'ha detta tutta. E sotto al titolo "Così i partigiani annacquano il patrimonio della loro storia", ha scritto: "L'Anpi ha aperto le sue porte a tutti, consentendo l'iscrizione anche ai non partigiani. Così dei suoi 120.0000 iscritti, oggi solo 5000 sono coloro che hanno davvero combattuto nella Resistenza. Molti giovani e meno giovani si sono invece iscritti all'Anpi perché oprfani di partiti e sindacati al tramonto e magari in cerca di una intransigenza politica che non trovano altrove.".
... Magari l'Anpi vorrebbe farlo credere, ma per fortuna non c'è solo lei a rappresentare gli ideali della Resistenza. E infatti le altre sigle (la Fivl e la Fiap), su una questione tanto complessa preferiscono lasciare libertà di coscienza.
Giancarlo Loquenzi, sul quotidiano "La Stampa", l'ha detta tutta. E sotto al titolo "Così i partigiani annacquano il patrimonio della loro storia", ha scritto: "L'Anpi ha aperto le sue porte a tutti, consentendo l'iscrizione anche ai non partigiani. Così dei suoi 120.0000 iscritti, oggi solo 5000 sono coloro che hanno davvero combattuto nella Resistenza. Molti giovani e meno giovani si sono invece iscritti all'Anpi perché oprfani di partiti e sindacati al tramonto e magari in cerca di una intransigenza politica che non trovano altrove.".
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sabato 27 agosto 2016
L'ORA DELLO SCIACALLO
Appena c’è un terremoto, ecco che spuntano gli sciacalli. Ci sono quelli che si aggirano per le macerie (ma questo si sapeva già!). Si è letto pure del delirio degli animalisti e dei nazi-vegani (che hanno straparlato di “Karma che non perdona” , alludendo al fatto che ad Amatrice morti e sfollati pagherebbero il “criminale” sfruttamento del guanciale di maiale!). Poi abbiamo sentito di quei fanatici religiosi che cianciano sul “castigo di Dio” (alcuni predicatori islamici, certo, e quei fanatici pseudo-kattolici di Militia Christi). Ma non è ancora finita.
… Tutto questo non bastava: e ci stanno anche molti altri che preferiscono buttarla in caciara diffondendo allarmi insulsi e notizie infondate. E naturalmente tocca sorbirsi pure quelli che per raccattar voti e consensi la buttano in politica (in Italia è facilissimo: si sa che quando piove è colpa del “governo ladro”, figurarsi quando arriva il terremoto!).
Enrico Mentana, su Facebook, si è accanito contro quegli imbecilli che hanno diffuso la «enorme fesseria secondo cui l'intensità del terremoto sarebbe stata limata ad arte dal nostro istituto di geofisica per permettere allo stato di non pagare i danni».
… In pratica, è successo che rilanciando la bufala in questione (stravecchia, visto che era stata sfruttata paro paro già in seguito ad altri terremoti avvenuti nel passato), si insinua che il terremoto fosse stato più potente di quanto dichiarato, ma che la cosa ci venga nascosto di proposito.
Proprio così. Si insinua che la cosa ci venga nascosta perché una legge Monti – legge che in realtà non esiste affatto – stabilirebbe una cosa assurda. Ovvero: che se il terremoto è dell’intensità dichiarata in questi giorni, tutti i costi della ricostruzione vanno poi fatti ricadere sugli enti locali. Anziché sullo stato.
… E allora Mentana, di fronte a tanta stupidità, si è sfogato scrivendo così: «Nelle prime ore di una tragedia che ha cancellato centinaia di vite umane c'è gente che invece di prendere a cuore la sorte di un pezzo del paese pensa bene di avvelenare i pozzi, confezionando bufale che creano sconcerto, diffidenza, avversione, sfiducia e odio sociale».
E che dire di certi giornali che dovrebbero informare e magari chiamare tutti alla solidarietà? Odiosi davvero i titoli di “Libero” del 26-8-’16. All’indomani del terremoto, quando ancora si scavava tra le macerie, a pagina 5 spiegavano le polemiche foto di prima pagina così: «Stranieri in hotel, terremotati nella tendopoli». E il giorno dopo (sabato 27-8- 2016) aggiungevano altro veleno: «Pensano ai morti, trascurano i vivi».
… Ecco anche qui, con la scusa della politica, un’altra - evidentissima- forma di sciacallaggio!».
… Tutto questo non bastava: e ci stanno anche molti altri che preferiscono buttarla in caciara diffondendo allarmi insulsi e notizie infondate. E naturalmente tocca sorbirsi pure quelli che per raccattar voti e consensi la buttano in politica (in Italia è facilissimo: si sa che quando piove è colpa del “governo ladro”, figurarsi quando arriva il terremoto!).
Enrico Mentana, su Facebook, si è accanito contro quegli imbecilli che hanno diffuso la «enorme fesseria secondo cui l'intensità del terremoto sarebbe stata limata ad arte dal nostro istituto di geofisica per permettere allo stato di non pagare i danni».
… In pratica, è successo che rilanciando la bufala in questione (stravecchia, visto che era stata sfruttata paro paro già in seguito ad altri terremoti avvenuti nel passato), si insinua che il terremoto fosse stato più potente di quanto dichiarato, ma che la cosa ci venga nascosto di proposito.
Proprio così. Si insinua che la cosa ci venga nascosta perché una legge Monti – legge che in realtà non esiste affatto – stabilirebbe una cosa assurda. Ovvero: che se il terremoto è dell’intensità dichiarata in questi giorni, tutti i costi della ricostruzione vanno poi fatti ricadere sugli enti locali. Anziché sullo stato.
… E allora Mentana, di fronte a tanta stupidità, si è sfogato scrivendo così: «Nelle prime ore di una tragedia che ha cancellato centinaia di vite umane c'è gente che invece di prendere a cuore la sorte di un pezzo del paese pensa bene di avvelenare i pozzi, confezionando bufale che creano sconcerto, diffidenza, avversione, sfiducia e odio sociale».
E che dire di certi giornali che dovrebbero informare e magari chiamare tutti alla solidarietà? Odiosi davvero i titoli di “Libero” del 26-8-’16. All’indomani del terremoto, quando ancora si scavava tra le macerie, a pagina 5 spiegavano le polemiche foto di prima pagina così: «Stranieri in hotel, terremotati nella tendopoli». E il giorno dopo (sabato 27-8- 2016) aggiungevano altro veleno: «Pensano ai morti, trascurano i vivi».
… Ecco anche qui, con la scusa della politica, un’altra - evidentissima- forma di sciacallaggio!».
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