lunedì 9 giugno 2014

PROFETA DI SVENTURA

Beppe Grillo non ha perso le elezioni, ha perso la faccia. Resta da capire che faccia hanno le tante e i tanti che lo hanno votato ancora, quando lo schifo era già evidente da tempo, nel famoso ed allucinante video "Gaia" (quello dove Casaleggio - l'autore dei testi di Grillo - dice fra l'altro: che nel 2020 scoppierà la terza guerra mondiale, che nel 2054 spariranno finalmente tutti i partiti e tutte le religioni, e che inoltre...).

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Non è vero che Beppe Grillo ha perso le elezioni: è arrivato secondo, ha preso comunque un sacco di voti, e dunque la sua non può essere considerata una sconfitta.
... E tuttavia, se non ha perso le elezioni, è pacifico che ha perso qualcos'altro: la faccia.
Perché ha dimostrato di non saper vedere oltre il suo naso. Perché lui, quando si mette a fare il profeta, dice solo scemenze che puntualmente non si avverano. Come quando aveva previsto il sorpasso sul Partito Democratico di Renzi, e invece è andata come è andata.

L'aveva detto in tutte le salse: "Vinciamo noi!". Ad un certo punto, addirittura: "Stravinciamo!". Se ne deduce, a questo punto, - ma lo si poteva capire anche prima - che vaticinava ad minchiam anche quando urlava che "siamo in guerra!".
... E vaneggiava anche quando prevedeva una catastrofe per il Paese (a primavera sosteneva che si sarebbe falliti ad ottobre, arrivati ad ottobre immaginava lo sfascio in primavera, e di rinvio in rinvio...).

A
d un ciarlatano come Grillo non va affidato nulla. Se gli affidiamo il Paese, quello ci porta tutti nel burrone (come ha fatto coi suoi tre amici, nell'incidente che gli è costato una condanna definitiva per omicidio colposo plurimo).
... Bisognerebbe tappargli definitivamente la bocca, a uno così. Eviterebbe di starnazzare ancora sulle nanoparticelle, sulle stampanti miracolose, o sulle palline in ceramica da usare al posto del detersivo. Bisognerebbe mandarlo via, Grillo, magari spedirlo dalla sua amica Mina, in Svizzera. Possibilmente bisognerebbe mandare assieme a lui anche tutta la "casta" degli artisti che lo hanno incensato (la Mannoia, Dario Fo, Paolo Villaggio, ecc.).

Poi, naturalmente si dovrebbe farlo controllare da una badante, ed evitare di chiedergli pareri (che si rivelerebbero puntualmente inutili). Naturalmente non potrenni fargli fare altri spettacoli (scatenerebbero la rabbia funesta anziché le sane risate).
... E non potremmo fargli fare neanche le previsioni del tempo (getterebbe tutti nel panico annunciando improvvise glaciazioni o nuovi diluvi universali).


A
desso, dopo le tante cretinate sul grano saraceno, sui microchip, sulle scie chimiche, sull'orina da bere, sul Bilderberg, sulle sirene, sui vaccini che sarebbero pericolosi, eccetera, i grillini pubblicano la foto di Bersani con Orsoni.
... Eh già, ma pubblicassero invece la foto in cui Grillo sta col cardinal Bertone (ma certo, se Beppe non vuole andare in Parlamento, sarà evidentemente perché punta più in alto e aspira ad entrare in Vaticano!).


Grillo prima si è vantato di essere "Oltre Hitler", poi ha mangiato a sbafo sul cadavere di Berlinguer, quindi ha scatarrato sugli improbabili "brogli elettorali", e infine è corso ad incontrare Farage (con la scusa che quello ha «il senso dell'humour»!
... Ma ci vuol poco ad essere più spiritosi e meno rabbiosi di Beppe, perché ormai Grillo è un buffone che non fa più ridere, fa solo pena. Pure tanta. E resta da capire una cosa: se lui ha perso la faccia, che faccia avranno quelli che ancora votano 'sto qua?


sabato 7 giugno 2014

CATTIVE ACQUE

A proposito di Beppe Grillo, e a proposito di tutti quelli che hanno goduto quando hanno saputo dell'arresto del sindaco di Venezia (e dello scandalo per la corruzione che c'era dietro il Mose).
... Questi, sull'argomento, sono tre dei cinquettii che ho lanciato attraverso il mio profilo su Twitter:


1)  Cari #Salvini , Berlusconi, #Grillo , ditemi ke nello scandalo #Mose (#Venezia ) c'entra pure la Terronia, la culona, l'ebetino,

2)  #Grillo
e #M5S contrari grandi opere e #Mose (l'acqua alta x loro è causata da scie kimiche di #Bilderberg2014 e da nanoparticelle saracene)

3)  Senza brogli il #M5S avrebbe vinto. Per prima cosa chiudeva il #MoseaVenezia , e poi #Grillo divideva le acque con una stampante da 3 soldi

domenica 25 maggio 2014

GRILLO STRAPARLANTE


Fantastica la vignetta di Staino, pubblicata sul quotidiano "L'Unità". Si vede una bambina che dice: «Grillo vuole i tribunali del popolo».
… E il babbo risponde: «E’ matto, non sa che quelli che li han voluti sono sempre finiti male».

mercoledì 14 maggio 2014

SILVIO BAU BAU


Il Berluska, che già anni fa aveva regalato la dentiera ad una vecchietta, è “ritornato sul luogo del delitto” ripromettendo la stessa minchiata a tutti gli anziani che non possono permettersela.
... In verità in passato si era spinto anche oltre, quando aveva annunciato un progetto ben più ambizioso: addirittura trovare una cura per il cancro. E adesso preferisce variare sul tema (infatti ha lasciato intendere che sta cercando una cura per l’Alzheimer). Alleluia!

Nel frattempo, per l’affetto che lo lega al dolcissimo Dudù (il viziatissimo barboncino portatogli in casa dalla "fidanzatina"), il Caimano adesso promette regali e aiutini a chi ha un cane in casa: bau bau!

... E proprio a proposito della deriva animalista dell'ex Cavaliere, ecco come - sulle promesse elettorali del Berluska - ha commentato tutto ciò
Carla Cantone (dei pensionati Spi-Cgil): «Pagherà le dentiere e il veterinario ai cagnolini. Ai gatti no, perché sono troppo anarchici!».

venerdì 25 aprile 2014

VENETO DI ROTATORIE

A certi miei corregionali veneti (specialmente a quelli che urlano e chiedono la secessione dall'Italia), bisognerebbe parlare un po’ di ambiente.
... Tutta questa gente, fin qui, si è preoccupata solo di aprire capannoni e cementificare il più possibile. Talvolta immaginando che fosse possibile improvvisarsi imprenditori senza aver mai letto un libro (sempre e comunque bypassando il sindacato, e senza sapersi esprimere nella lingua nazionale).

E così: l’unico vero, concreto, e duraturo “miracolo del nord-est”, è stata la proliferazione nelle strade del Veneto di tante microscopiche rotatorie.
... Già, le graziose rotatorie del nord-est, dove i veneti possono girare intorno intorno, continuamente, fino a quando si sentono girare la testa e decidono dove finalmente vogliono andare!

Bisogna anche ricordare che in tutti questi anni di allegra schizofrenia, fregandosene regolarmente dell'ambiente (e pensando solo ai "schei"), i veneti, quando c'erano le elezioni, trovavano più comodo salire sul carro del vincitore.
... E infatti, quando si recavano alle urne, votavano di volta in volta per i democristiani, per i leghisti, per i grillini, o per quegli ubriaconi dei “serenissimi” (in parole povere: per tutti i buffoni e gli incantatori di serpenti che promettevano i miracoli senza combinare mai una mazza).

domenica 6 aprile 2014

CON KI VA LA SECESSIONE?

A proposito dei secessionisti veneti, che adesso si fingono pacifisti (dopo aver seminato odio e rancore). E soprattutto a proposito di Franco Rocchetta (ex Liga Veneta ed ex sottosegretario del primo governo Berlusconi, che adesso si atteggia a nonviolento): è una domanda terribilmente inquietante, quella posta (su "Il Fatto Quotidiano"), da Gianni Barbacetto.
... Che ha voluto chiedere e chiedersi: «Chissà se aveva già idee secessioniste, Franco Rocchetta, quando nell'aprile 1968 salì sul pullman che lo portò nella Grecia fascista dei colonnelli. "Viaggio premio" con incontri di Stato, in compagnia di personaggi come Pino Rauti, Mario Merlino, Stefano Delle Chiaie. Tutta gente che negli anni successivi ebbe qualche ruolo, nell'Italia di piazza Fontana e dei tentati golpe neri».

giovedì 13 marzo 2014

L'ALTRA META'

Si stabiliscono quote, privilegi, e manuali Cencelli (ma per difendere lo status quo, invece che per aumentare la rappresentatività di chi viene eletto).
Si immaginano quote di sbarramento ad hoc (pur di salvare il tal partito e/o scoraggiare la tal scissione).
... Ma poi, chissà perché, ci fanno schifo le quote rosa che permetterebbero di rappresentare l'altra metà del cielo (e di verificare se i partiti sanno lavorare per il bene di tutti, magari costringendoli a dimostrare di riuscire a trovare candidate che siano disposte a lavorare per loro).

mercoledì 26 febbraio 2014

IL TRANS-GOVERNO

Il primo governo di Matteo Renzi è nato - ha spiegato il quotidiano della Santa Sede – col “peccato originale” addosso.
... Ma perfino Santa Romana Chiesa (che pure è un’organizzazione maschilista come poche altre), ha apprezzato il fatto che questo esecutivo sia per metà di sesso maschile e per metà di sesso femminile (in parole povere: perfino al Vaticano piace un governo che è ‘na specie di trans!).

Matteo Renzi, col suo governo ermafrodito, ha promesso sorprese, effetti speciali, e ricchi cotillons. Di miracoli non ha parlato, ma c’è mancato poco che lo facesse.
... Che dire: se son rose fioriranno. E veda di farli fiorire velocemente, ‘sti profumati fiori, se vuole che non gli si rinfacci più il “peccato originale” (ovvero: la coltellata al governo-cireneo di quel gentiluomo di Enrico Letta!).


martedì 4 febbraio 2014

TALE PADRE TALE FIGLIO


Daria Bignardi non ha nulla di cui pentirsi: non era affatto sbagliato chiedere al grillino Alessandro Di Battista cosa pensa del suo paparino fascista (che si diceva perfino orgoglioso di indossare la camicia nera!).
… Anzi, dopo la sua aggressione al deputato del Partito Democratico Roberto Speranza (peraltro usando toni, argomenti, e posture da perfetto populista incline alla intimidazione dell'avversario), era doveroso chiedere al vanitoso Alessandro se non teme di aver ereditato dal padre una certa prepotenza tipicamente destroide e antidemocratica.


L’
esibizione muscolare del Di Battista (contro il mite Speranza), ha rivelato come in lui ci sia un animo poco democratico: una boria che comunque non mi meraviglia affatto in chi ha avuto un padre mussoliniano a cui lui dice di aver "reagito" buttandosi "dall'altra parte" (cioè andando all'altro estremo, dalla parte di quell'altro assassino che era il Che!).
… Il ragazzo, se vuole davvero difendere la nostra Costituzione, prima impari cosa significa democrazia e dialogo. Soprattutto Di Battista faccia sbollire le intemperanze ormonali, se vuole stare seduto tanto in alto! Magari provi finalmente ad imparare cos’è l'umiltà, e butti via l'arroganza (che è tipica di chi - essendo giovane e forte - crede di avere il mondo in mano).

sabato 11 gennaio 2014

L'ALBA DEL FEMMINISMO

Nell’italietta degli anni ’70 le femministe (che allora erano poche ed esclusivamente di sinistra), venivano ridicolizzate con ogni argomento. Si insinuava che fossero tutte brutte, isteriche, e sciatte; si preferiva credere che fosse questo il vero motivo per cui queste “insoddisfatte” non trovavano pace.

E dunque si sosteneva che non erano gli uomini ad essere prepotenti, ma piuttosto erano loro che erano diventate acide ed insopportabili, e quindi giustamente trascurate da tutti (anche dalla maggioranza della altre donne, che all’epoca non erano interessate ad emanciparsi, e tanto meno a formarsi una coscienza politica).
… Ma poi sono arrivati gli anni ’80 (che generalmente sono considerati gli anni del disimpegno), ed evidentemente a qualcosa il nuovo decennio è servito: ad esempio a dimostrare – se ce ne fosse stato bisogno – che di belle donne ce n’erano anche a sinistra, com’era logico ed ovvio. Non solo: si capì che all’occorrenza, e senza farsi tante paranoie, le donne di sinistra sapevano ballare, cantare, ed esibire con dignità (oltre al loro cervello), anche la loro “carnale mercanzia”. Senza per questo tradire la fede nella assoluta parità dei sessi.

Ad esempio: A.P. (classe 1961), è stata - anzi, è ancora - una icona del femminismo. A lungo questa pioniera è stata definita “la coscia lunga della sinistra” (per via delle sue gambe mozzafiato). Ancora oggi la signora non perde occasione per ribadire che lei non può tradire i valori che le sono stati trasmessi dal padre partigiano. E recentemente ha dichiarato di aver votato anche alle ultime elezioni politiche per il centro-sinistra, smentendo di essersi lasciata contagiare dal grillismo (come si era creduto in un primo tempo).
 
Alcuni video su Youtube ci restituiscono questa suffragetta così com’era quando ha iniziato la sua carriera come cantante. Allorché, ancora molto giovane, arrivava sul palco con spacchi vertiginosi e un’aria altezzosa, per cantare (tra un urletto e un cuoricino), un delizioso brano: “Only Music Survive”.
Inutile dire il nome completo di questa pioniera, perché nei video
(basterà cercare il brano appena citato), è riconoscibilissima. E bisogna dire che, anche se è passato molto tempo da allora, lei è rimasta sempre uguale negli anni (unica differenza: all’epoca il suo "davanzale" era molto discreto, nulla di paragonabile a quella specie di “abuso edilizio” che – come sia e come non sia - si è visto dopo qualche anno!).
… Evidentemente,  quando cantava quel brano, la fanciulla era troppo giovane e  non aveva ancora completato lo sviluppo. O forse è come la raccontano le sue amiche: ad un certo punto, insoddisfatta dei suoi balconcini, ha pensato di cambiare dieta. Quindi avrebbe buttato giù molta frutta e verdura, pare. Per cui: una grossa arancia oggi, una bella fetta di melone domani, ed ecco che il davanzale ha avuto come una esplosione di gioia. Quando si dice il potere delle vitamine!


                
Il brano “Only Music Survive” appartiene al generosissimo filone “Italo-disco”. Negli anni ’80 molti artisti italiani (Gli Easy Going, i fratelli La Bionda, Baltimora, Reeds, Scotch, Den Harrow, Ken Laslo, Giorgio Moroder, Valerie Dore, Gazebo, Mike Francis, Ryan Paris, e molti altri.), sono riusciti a piazzare in giro per il mondo la loro fantasticissima musica dance. Erano così bravi che talvolta si dava per scontato che non potessero essere cresciuti a pane e mortadella come noi. Ed è capitato che alcuni di loro, oltre a darsi nomi strani ed esotici, hanno finto di non saper parlare italiano, per farsi credere stranieri e dunque darsi un’aria internazionale e meno provinciale.
... Morale: molti italiani quando andavano in discoteca non sapevano di ballare con entusiasmo brani che erano stati scritti e cantati da nostri connazionali: da gente che fino al giorno prima aveva cantato nel coro della chiesa o servito nel bar degli anziani per ottenere qualche mancia.