sabato 16 agosto 2008

L'ITALIA DA MARCIAPIEDE

LO DICE FAMIGLIA CRISTIANA: BERLUSKA E’ UN "PRESIDENTE SPAZZINO CHE GIOCA AI SOLDATINI", L’ITALIA STA DIVENTANDO "UN PAESE DA MARCIAPIEDE", LE IMPRESE "CRESCONO" , MENTRE LA PATRIA "RETROCEDE".

ANCORA: GASPARRI FA "IL FURBETTO" , E SI SALVA SOLO QUEL MINI-MINISTRO DI BRUNETTA (CHE PERO’ LE PRENDE FINANCO DAI SUOI ALLEATI)!


Questo e molto altro, qui sotto, con il solito fastidio.
Anche Oriana Fallaci, fatta morire (riferisce la sorella) dopo un'iniezione di morfina. Anche la figlia di Celentano (che dice di aver sigillato la vagina "con una lapide"). Anche le ultime barzellette di Alessandra Mussolini (nipote di Sofia Loren, a sua volta dirimpettaia della cantante afro-americana Donna Summer).

Anche Umberto Bossi
(con l'indice medio sempre più tremolante).

E poi: Luciano Moggi (e la sua catenina frou frou), i komunisti duri e puri (che cantano 'Bandiera rossa'), di nuovo quell'ignorante di Beppe Grillo (che pubblica le poesie sul 'piacere anale'), e tutta la varia (e gaya) umanità.
... Infine, il ritorno all'ovile della Daniela Santanchè, la nuova fiamma di Coco, la teologa catto-komunista Adriana Zarri, e tanta altra bella gente.

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N
anni Moretti dice che in Italia non esiste più un'opinione pubblica. E ci avverte che il piduista ha addirittura "spostato il Paese". Enrico Letta, nel frattempo, dice che l’antiberlusconismo “è finito”.
Sarà, ma intanto ad insultare il piduista malefico si son messi perfino quelli di Famiglia Cristiana. Dopo le sberle date a destra e a sinistra, questi qui hanno deciso di passare direttamente alle pedate. Pertanto, il Berluska è diventato il “Presidente spazzino”, e l’Italia di Sua Bandana si è trasformata in un “Paese da marciapiede”.
… Il settimanale dei Paolini, poi, ha spiegato che “il rischio è una guerra tra i poveri”. E ha posto una domanda che più acida non si può: “È troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?”.

Sua Prescrizione (Silvio IV), si vanta di essere un ‘tycoon’.
Adesso vorrebbe farci credere che “abbiamo recuperato prestigio internazionale”. Inoltre -precisa il nonnetto- riusciamo finalmente ad avere “un peso determinante” . Perché lui difende gli interessi italiani “come non veniva fatto prima”.
Ebbene, perfino Enrico Mentana dice chiaro e tondo che le cose stanno diversamente. E infatti (su Vanity Fair), scrive del suo capo: “L’immagine macchiettistica è di gran lunga prevalente a livello internazionale… Il fatto è che una parte consistente di italiani ha ormai familiarizzato con il personaggio politico Berlusconi, e un’altra parte continua a considerarlo come l’emblema delle nostre piccinerie e contraddizioni”.
... Insomma, il Cavaliere sarebbe diventato sempre più simpatico anche in virtù delle sue meschine figure. Perché è vero che tiene il cerone, il parrucchino, e pure i tacchi alti. Ma -come ha detto la Lory Del Santo- è affascinante anche perché è un divertente "anzianotto".

La predica del settimanale catto-komunista Famiglia Cristiana è iniziata con una semplice osservazione: “E’ un ‘Paese da marciapiede’ quello che sta consumando gli ultimi giorni di un’estate all’insegna della vacanza povera, caratterizzata da un crollo quasi del 50% delle presenze alberghiere nei luoghi di vacanza”.
… Ma subito dopo l’editoriale ha affondato la lama: “Dopo vari contrasti tra Maroni e La Russa, sui marciapiedi delle città arrivano i soldati, stralunati ragazzi messi a fare compiti di polizia che non sanno svolgere (neanche fossimo in Angola), e vengono cacciati i mendicanti senza distinguere quelli legati ai racket dell’accattonaggio da quelli veri. […] A patto, però, che la ‘creatività’ dei sindaci non crei problemi istituzionali […] e che il Governo non ci prenda gusto a scaricare su altri le sue responsabilità, come con l’uscita tardiva e improvvida (colpo di sole agostano?) della Meloni e di Gasparri, che hanno chiesto ai nostri olimpionici di non sfilare per protesta contro la Cina (il gesto forte, se ne sono capaci, lo facciano loro, i soliti politici furbetti che vogliono occupare sempre la scena senza pagare pegno!).[…] La verità è che ‘il Paese da marciapiede’ i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del ‘Presidente spazzino’, l’inutile ‘gioco dei soldatini’ nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone. […] Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede…".

Ritorna dunque la questione dei rom. Che praticamente sono un chiodo fisso di questa maggioranza cialtrona e bislacca. E intanto, anche su questo, ci stiamo isolando dal mondo civile.
Thomas Hammarberg, responsabile del Consiglio d’Europa, ha rimproverato il nostro Paese per le violenze da parte di cittadini italiani ai danni dei campi nomadi. E ha denunciato con forza il fatto che le forze dell’ordine hanno, a loro volta, condotto contro questi poveracci quelli che ha chiamato ‘raid violenti’.
… In seguito alle proteste di Maroni (che si è detto indignato per questa “falsità clamorosa”), Hammarberg ha precisato di essersi riferito ai “preoccupanti episodi di sgombero forzato”.

Avevano promesso di far sfilare l’esercito, invece sono arrivati solo quattro figuranti.
Comunque sia, su questo tema dei militari che affiancano i poliziotti, il satiriko Staino ha disegnato (per L’Unità), una delle sue stupende vignette: si vede una signora che si lamenta dicendo: “Ai soldati gli tocca fare i poliziotti, ai sindaci i questori, agli atleti i ministri degli esteri!”.
… Bisogna precisare che son contrari alla militarizzazione delle città anche tanti degli addetti ai lavori. Il Generale Mario Buscemi ha espresso la sua opinione a riguardo. E parlando a Repubblica ha precisato: “Io che ho guidato i Vespri siciliani dico che è una missione solo simbolica”.
Invece il capitano Enzo Frallicciardi (ex segretario del Cocer) ha dichiarato al Manifesto: "L’impiego delle forze armate è strumentale. Il governo vuole solo dare l’impressione di usare il pugno duro contro la criminalità… le forse armate sono già impiegate in missioni all’estero, con grossi sforzi in termini di uomini come in Afghanistan. Non sentivamo proprio la mancanza di una tale operazione… Il governo chiede alle forze armate di essere impiegate nella sicurezza del territorio, ma allo stesso tempo adotta provvedimenti penalizzanti: una riduzione di circa 40mila unità tra forze armate e polizia, tutto in funzione dei tagli di bilancio”.

S
i rincorrono ancora alcune malevoli voci, che vorrebbero donna Veronica sempre più stufa dell'anzianotto play-boy Silvio. Per questo, adesso, i due si affannano a farsi vedere mano nella mano. Belli e felici, come due piccioncini eternamente innamorati (tra una lettera di lei al direttore di Repubblica, e qualche frase galante di lui, alla velina di turno).
Nel frattempo, nonostante tutte le tette e i culi che le televisioni berlusconiane ci regalano, il Cavaliere ha provveduto a censurare il celebre dipinto del Tiepolo. Facendo coprire il capezzolo ribelle che si intravedeva durante le conferenze stampa a Palazzo Chigi (ironia della sorte, il titolo del capolavoro ritoccato è: ‘La Verità svelata dal Tempo’!).
… Proprio in seguito a questo sussulto di puritanesimo, dal mitico nord-est s’è fatto sentire il governatore del Veneto Giancarlo Galan. Che ha invocato la punizione di chi “nella sua grottesca assurdità è riuscito ad offendere un artista particolarmente privo di attitudini autoritarie, un artista libero e che ci lascia liberi”.

Non bisogna disturbare il manovratore. Perché Silviuccio ha tanto da fare, e si rovina la salute per noi.
Se non ne fossimo convinti, basterebbe vedere quanto è fitta la sua agenda, zeppa com'è di appuntamenti con gente importante.
Proprio a tale scopo, tempo fa il piduista ha deciso di mostrare la lista delle udienze ai suoi ministri. Per la gioia dei fotografi presenti, che non si sono fatti perdere l’occasione di immortalare il foglio degli appunti.
E così abbiamo scoperto cosa doveva fare il Cavaliere in quel faticoso mercoledì 30 Luglio: una colazione con Francesco Kossiga (che il picconatore ha disertato), un incontro con il suo avvocato-deputato Niccolò Ghedini (che gli risolvere i problemi con i Magistrati), e uno scambio di opinioni con Gianni Letta (tuttofare del premier, nonchè maggiordomo di Ratzinger).
… E poi ancora: era prorammata anche una telefonata a Bossi (riceverlo è impossibile: ormai si muove con molte difficoltà), quattro chiacchiere con il consigliere Rai Marco Staderini (per la serie che Berluska possiede le tivù private, ma si impiccia anche di quelle pubbliche), una rimpatriata con Cesare Previti (noto corruttore di giudici, già senatore e ministro di Forza Italia, alle spalle una ‘giovinezza di bellezza’ passata pure nel Msi).

E non è mica finita qui, con gli appuntamenti del Premier-spazzino! Perché il grosso del lavoro -in quel mercoledì da leoni- è arrivato dopo: con tutte le veline e/o letterine e/o attricine che dovevano chiedergli qualcosa.
C’era infatti da ricevere in udienza privata la Evelina Manna (attrice molto fotogenica, che passa con disinvoltura da una fiction su Padre Pio a ‘Centovetrine’), la Antonella Troise (quella poveretta che il Cavaliere diceva di temere perché è “pazza e pericolosa”), e una certa Selvaggia (ma non sarebbe la famosa Lucarelli, che ha subito precisato: “No, purtroppo non sono io. Ad Arcore non ci sono mai stata e con Berlusconi non ci siamo mai incrociati. Confesso però che non mi sarebbe dispiaciuto incontrarlo. Magari gli avrei chiesto un aiutino”).

E’ terminata qui, finalmente, questa giornata-tipo del Gran Prescritto? Macchè!
C’era ancora da ascoltare la giovane deputata Nunzia De Girolamo. Con cui -questo si è saputo dopo- doveva parlare di un film su Padre Pio.
… La bella Nunzia, diventata famosa per i ‘bacini’ mandati dal Sua Emittenza (attraverso un bigliettino, durante i lavori alla Camera), in seguito descriverà così questo suo incontro con l’anzianotto: “Ci tenevo a parlargli del kolossal americano che si sta preparando su San Pio da Pietrelcina, il santuario sta a pochi chilometri da Benevento, è zona mia… ci tenevo ad illustrare il progetto al Presidente. E’ un'ottima occasione per la mia Campania, porterà sviluppo, soldi, lavoro”.

Da come guardi il mondo, tutto dipende. E Silvio si sente un gigante quando ha di fronte quel puffo del ministro Brunetta!
Renato Brunetta, dunque. Vien quasi da ridere a pensarci: un ex socialista che si atteggia a moralizzatore! Ha voluto sconcertare i suoi compagni dicendo che “le ragioni storiche che presiedono alle autonomie speciali sono cadute”. Ma questo ha messo in imbarazzo il siciliano Raffaele Lombardo, che ha subito protestato. E anche il ministro Calderoli gli ha fatto capire che su questo gli conviene star zitto.
… Il governatore di Bolzano, poi, ha liquidato la questione con quattro parole: “Brunetta dice sciocchezze, non conosce la storia, i trattati, la Costituzione. La nostra autonomia è stata garantita dalle potenze vincitrici nel ’46, siglata da un trattato con l’Austria, recepito dalla Costituzione e depositato all’Onu. Se si tocca l’autonomia chiamiamo in causa l’Austria e le Nazioni Unite”.

Intanto, checchè ne dica Brunetta, i risultati delle sue bischerate non si vedono. Perché lui preferisce prendersela con i piccoli, anziché mordere quei ‘fannulloni’ che stanno nella sua maggioranza sozza, corrotta, e pregiudicata.
D’accordo, per certi versi la cosa si può anche capire. Ci sta pure un motivo -diciamo- fisiologico: lui è piccino piccino, praticamente un puffo, e quindi può risultargli difficile perfino stendere un nano (se -puta caso, come il piduista- se ne va in giro con i trampoli!).
Povero Renato, è riuscito a far incazzare i donatori di sangue. Che avevano protestato perché penalizzati (nella giornata di riposo in cui usualmente si riprendono dal salasso: il ministro ha dovuto promettere che la cosa si risolverà).
Inoltre c’è stata anche la polemica con la Cgil (sul presunto calo, nel pubblico, delle assenze per malattia).
E pure l’incazzatura dei poliziotti (c’era stata una schedatura degli agenti assenti per malattia, che Brunetta si è sforzato di negare).
… Il mini-ministro, infine, si è visto rispedita al mittente l’accusa che tanto lo ossessiona. E infatti, Franco Barbato (dell’Italia dei Valori) lo ha umiliato dicendo ai giornali: “Brunetta moralizzatore? No, è un deputato fannullone. Percepisce due stipendi, da parlamentare e da ministro. Ma il lavoro da deputato non lo fa”.

Altra penosa storia di questa ‘Italia da marciapiede’: la scandalosa vicenda Alitalia.
Tutti avevano sentito dire che il piano Air France (osteggiato fortemente dai sindacati) prevedeva circa 2000 esuberi. Ma adesso, con il Berluska, si è deciso che ‘si può dare di più’. E infatti si è arrivati a prevederne fino a 7000, scatenando le ovvie polemiche.
… Il trucco di Silvio, per uscire da questo clamoroso autogol, stava tutto nell’aggiungere il provvidenziale ‘circa’. Per cui, dopo la rabbiosa reazione di tanta gente, lui ha potuto girare per bene la frittata. E ha dichiarato che i ‘circa 7000 esuberi’ erano quelli indicati dalla compagnia francese. E se gli avessero fatto notare che ciò non era vero, lui avrebbe chiamato a testimone il sindacalista Bonammi (che infatti si è prodigato a ridimensionare la bugia, lasciando intendere che i numeri precedentemente dati da Air France erano comunque sottostimati).

Si direbbe che il Cavaliere porta sfiga. Perché -guarda un pò tu il caso- quando sale sul trono c’è sempre qualche ‘influenza negativa’ che gli impedisce di realizzare i suoi stupefacenti miracoli.
Per cui adesso sentiamo parlare di di contrazione del Pil, di riduzione dei consumi, di recessione, di stagnazione, di inflazione, e perfino di ‘stagflazione.
... Insomma, non è che il significato di queste paroline ci sia proprio chiaro. Ma il tono con cui ce lo dicono lo lascia chiaramente intendere: prima o dopo dovremo tirare ancora la cinghia.

Sua Impunità non si vuole mai smentire. Gigioneggia, tra una foto con la scopa in mano (come solo la befana), e una telefonata ai sui amici di sempre (oggi Bush, domani Putin: ‘Francia o Spagna purchè se magna’!).
E, insomma, non ci fa mai mancare qualcuna delle sue clamorose gaffe.
Ad un certo punto il suo governo l’ha fatta grossa. Volendo ostacolare i ricongiungimenti familiari dei cittadini neocomunitari (e soprattutto volendo negare l’assegno sociale agli stranieri), i nostri eroi hanno deciso di toglierlo anche a tanti nostri concittadini over 65.
Hanno dunque stabilito che quei soldini non spetteranno più a chi non abbia lavorato in Italia, continuativamente, e per almeno dieci anni. Pertanto, hanno messo a rischio la paghetta concessa alle mogli di tanti nostri emigranti ritornati in Patria (e dopo che avevano voluto dare il voto agli italiani all’estero!) E sarebbero a richio anche l’assegno di tante suore e frati.
… Ovviamente la Federcasalighe e le Acli hanno protestato immediatamente. E il governo ha tranquillizzato tutti dicendo che la cosa si sistemerà.

Quelli del settimanale Left avevano voglia di giocare. Magari -perché no- trastullando questo puffo di Brunetta.
Dunque lo hanno intervistato, e alle domande di Chiara Agostini e Manuele Bonaccorsi lui ha risposto come ha potuto e voluto. E lo ha fatto tirando in ballo l’universo mondo.
Così i due giornalisti: “Dite che a giugno le assenze dei dipendenti pubblici sono diminuiti del 30 per cento… quanto è rappresentativa questa indagine? Si tratta solo di 27 amministrazioni su 9800, tra cui 7 comuni su oltre 8mila!”.
Risposta del ministro: “La nostra è un’indagine pilotata che riguarda solo alcune amministrazioni, individuata con un minimo di criterio, senza la rappresentatività dei campioni statistici e quindi senza la possibilità di estendere il risultato all’universo… Non si può estendere questo dato a tutta la Pubblica amministrazione, ma è probabile che sia uguale anche altrove”.

Il leghista Calderoli non ci vuol credere. Ma mentre Brunetta va a caccia dei fannulloni ( e mentre ci fanno una testa tanta per questo allarme dei rom), il Censis dice che ci sono più morti sul lavoro che per gli omicidi. Ne consegue che gli alpini bisognerebbe mandarli anche dentro alle fabbriche (oltre che nei cantieri: come ha proposto La Russa).
… Magari li si potrebbe parcheggiare vicino alle catene di montaggio. Così possono sostituire gli operai (quando questi non riescono -e succede sempre più spesso- a farsi dare il cambio per andare al gabinetto).
Vedi mai che i militari si divertono pure, a provare quell’ebrezza fanatica dell’andare su di giri!

Non bisogna dimenticare che nell’Italia ‘da marciapiede’ ci sta anche Umberto Bossi. Che è ancora vivo, e lotta insieme a noi.
Bene, il Senatùr (che di storia, come il figlio bocciato due volte, se ne intende) è convinto che Alberto da Giussano sia esistito realmente. Ritiene di essere lui, oggi, ad imitare le gesta di questo fantomatico personaggio. Nonostante il dito medio che alza con sempre maggiori difficoltà.
Invece Federico Barbarossa sarebbe nientemeno che “l’Italia centralista” (cioè quel Paese per cui lui -in teoria- ha giurato sulla Costituzione).
… Bisognerà spiegare a questo sedicente ministro che il suo eroe (il mitico Alberto con lo spadino) era un ebreo. E poi bisognerà avvertirlo che a sconfiggere il terribile Federico non sono stati i leghisti padani. Piuttosto son stati gli odiosi rom. Anzi, per essere più precisi: il “zingarume romeno”. (continua la lettura qui).


Pensierino finale:
in questo pazzo pazzo mondo può capitare che un sedicente 'liberale' dica di essere amico di Putin. Oppure di Bush. Ma nell'Italia 'da marciapiede' siamo riusciti ad incoronare uno 'spazzino' che si dichiara amico di entrambi. E questo burino incipriato sostiene perfino di fare una politica 'di sinistra'.
... Del resto, lui mette assieme un Fini con un Bossi. Poi va in sicilia a prendersi un Raffaele Lombardo, ci aggiuge un cicinìn di Santo Versace, e per completare l'opera riesce a recuperare anche la Santanchè (che andrà ad appollaiarsi accanto alla Alessandra Mussolini). E infine, come ciliegina sulla torta, ci mette quella testa fina di Gianfranco Rotondi. Che fa molto chic, e non impegna.

Pellizzer (con 'anzianotto' fastidio!) ­­­­­­­­­­­­­­­­

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NOTA ISLAMICA : La tivù araba Al Jazeera, in un lungo reportage sul mitico nord-est italiano, ha spiegato che la città di Padova è razzista. E sostanzialmente nemica dell’Islam.
Il sindaco Flavio Zanonato, esponente del Pd, ha subito contestato con sdegno questa immagine emersa dal servizio: “Nessuno ci ha interpellati, peccato perché avremo potuto evitare una distorsione evidente della realtà […] Padova ostile ai musulmani? Li stiamo aiutando a costruire una nuova e più ampia moschea, abbiamo assegnato loro un edificio di proprietà comunale. E anticiperemo i fondi necessari alla ristrutturazione e all'allestimento. Siamo una città ospitale”.… Comunque sia: nel giorno in cui Al Jazeera raccontava queste cose, il sottoscritto (che era a Padova), ha visto tutto un'altro film . E l’ha raccontato con un commento in questo post di Ermes.

NOTA ATEA : John Travolta e Tom Cruise appartengono alla setta di scientology. Ma, mentre il primo riesce a far dimenticare certe chiacchiere, il secondo ce la mette tutta per alimentare i pettegolezzi. E adesso dicono che Cruise (tra un delirio e l’altro), litiga sempre più spesso con la moglie.
... C’è poco da fare, la loro ‘religione’ porta male. E fa invecchiare prima del tempo (soprattutto disintegra il cervello).Bisognerebbe vederli al mattino presto, questi due dianetici rincitrulliti: fanno spavento, quando non hanno il cerone sul viso!
John Travolta, senza il trucco, sembra Tony Manero che sta per saltare in aria. E l’isterico Tom (recentemente denunciato da un ex di Dianetics), è diventato l’ombra di se stesso.

NOTA GAYA N° 1 : Ai bambini di San Benedetto del Tronto avrebbero fatto credere che il principe azzurro è un po’ gayo. Ne è nata una polemica interessante.
Nel frattempo, Michele Serra (su Repubblica), si è detto colpito per la “serena convinzione con la quale il presidente della Camera Fini ha ricevuto gli atleti omosessuali”. E ha sottolineato che pur essendo questo un atto istituzionale “quasi ovvio in un Paese europeo”, non lo era affatto in una Italia dove “l’intera materia dei diritti civili è congelata per ingerenza clericale e avidità politica “, e dove “al governo siedono uomini e partiti così amanti della ‘famiglia tradizionale’ da non disdegnare atteggiamenti omofobi”.
… Al termine dell’incontro, l’onorevole del Pd Paola Concia (che guidava la squadra), ha dichiarato: “Vorrei che la politica italiana si appropriasse del senso di accoglienza che il Presidente Fini ha mostrato verso gli sportivi omosessuali, riconoscendo per legge il valore sociale delle persone gay, lesbiche e transessuali. E’ un impegno di civiltà che la politica italiana, di destra e di sinistra, deve adottare contro l’omofobia e le discriminazioni per l’orientamento sessuale, prendendo esempio dallo sport, che abbatte tutte le barriere”.

NOTA GAYA N° 2 : Luciano Moggi aveva spiegato che i calciatori son tutti uomini veri. E bisognava vederlo, alla fine della intervista (quando anche la sua catenina very frou frou s’era scatenata!).
Lucianone se ne intende di queste cose, e dunque si poteva anche capire che Francesco Coco non poteva assolutamente essere gayo.
Morale: quelli delle Iene sono dei veri mascalzoni, perchè avevano spettegolato su una presunta ‘bella mattinata di sesso di Coco (che il calciatore avrebbe avuto con l'allora giovanissimo Alessandro Cecchi Paone).
… Adesso l’accusa è crollata di fronte all’evidenza: l’ex campione si sarebbe messo con una modella da urlo (Saba Wesser).

NOTA KOMUNISTA N° 1 : Il quotidiano bolscevico Il Manifesto ospita settimanalmente una rubrica della teologa catto-komunista Adriana Zarri.
E’ sempre interessante quel che scrive. Ma è anche parecchio strambo il modo in cui introduce i suoi discorsi (con lezioni di bon ton). Ovvio che bisognava avere qualche chiarimento!

NOTA KOMUNISTA N° 2 : Oltre al Manifesto, nel mondo bolscevico ci sta anche il quotidiano di Rifondazione Comunista (Liberazione). Che ancora una volta ha commemorato la figura di Angelo Frammartino ( il pacifista ucciso a Gerusalemme da un coetaneo palestinese). Ora, se davvero si vuol rifondare qualcosa, bisognerebbe almeno avere l’accortezza di buttare giù qualche altarino. E, tanto per cominciare, sarebbe il caso di chiedersi se il povero Frammartino (per gli amici Frammà) è morto a causa degli orrori del capitalismo. O anche (almeno in parte), per colpa di un pacifismo visionario e confuso.
… Alla morte del ragazzo avevo scritto una lettera a quelli di ‘Rifondazione’. E poi ne avevo fatto un post parecchio fastidioso.

NOTA KOMUNISTA N° 3 : Dopo la disfatta elettorale, il partito della Rifondazione Comunista ha deciso di voltare pagina. E hanno incoronato Paolo Ferrero, sulle note di ‘Bandiera Rossa’.
Anche su questo fatto, il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una mia lettera alla redazione:
Cara Dagospia, mentre la Vladimir Luxuria metteva la falce e il martello in borsetta (per portare il comunismo su una spiaggia esotica), i bolscevichi duri e puri andavano alle terme a cantare ‘Bandiera Rossa’. E con questi argomenti rintuzzavano il poeta Vendola, facendo trionfare il compagno Ferrero.… Adesso, tutti sottolineano che quest’ultimo è un cristiano valdese. Come se fosse una garanzia. Ma bisogna dire che anche Lucio Malan -almeno all’anagrafe- lo è. E comunque, vorrei sapere da Paolo Ferrero cosa intende un evangelico come lui per ‘ripresa del conflitto sociale’. Tanto per capirci: cosa dice l’Evangelo di chi occupa illegalmente uno stabile, e/o pubblicizza l’esproprio proletario? E che dice il buon Dio di quei cattivi maestri che insegnano a mettersi un passamontagna in testa per lanciare estintori?

NOTA GAYA N° 3 : I calciatori (almeno volendo credere a Moggi), non gayeggiano mai. Ma per gli attori non ci dovrebbe essere problema alcuno.
Sia come sia, Beppe Convertini ha diffidato tutti dal pubblicare le foto che lo mostrano in atteggiamenti molto affettuosi con un suo caro amico (il giovane cantante Giovanni Cavarretta). Quest’ultimo, in seguito ad un litigio con Beppe, ha spiegato che la loro ‘relazione’ andava avanti da cinque anni. Con il sostegno delle rispettive famiglie.
Superfluo precisare che le foto (che effettivamente rendono molto credibile il racconto del cantante ) sono state pubblicate e ripubblicate. Nonostante la minaccia di querele.

NOTA GAYA N° 4 : Anche i militari americani, come gli attori italiani (e diversamente dai calciatori di Moggi), possono gayeggiare. Ma con qualche accorgimento in più, perchè per loro vale la regola del cosiddetto don’t ask don’t tell (non chiedere non dire).
In pratica: se si dubita dell’orientamento sessuale del commilitone, è consigliabile non farci caso e non porsi neppure la domanda. Perché comunque è vietato chiederglielo direttamente o parlarne con altri. E anche se glielo si chiedesse, l’interessato sarebbe obbligato a non rispondere e a non continuare il discorso. Questo per evitare pericolose ‘divagazioni’ sul tema.
… Adesso, però, la regola è sotto accusa. A causa di questa storia del maggiore Alan Rogers (pastore battista, ufficiale dell’intelligence Usa, ucciso a Bagdad il 27 gennaio scorso).
Sepolto con tutti gli onori, e ricordato con affetto da tutti, la storia di Alan ha suscitato una notevole eco sui giornali e ovunque. A maggior ragione quando il giornalista Andrew Sullivan ha provveduto a raccontare a tutta l’America quel che molti fingevano di non sapere.
In seguito a tutte queste discussioni ci sono state molte proteste. Alcuni sostenevano che non si rende giustizia ad un eroe censurando un importante aspetto della sua personalità: l’orientamento sessuale.
Morale: il Pentagono è stato accusato di aver manomesso la pagina di Wikipedia, allo scopo di eliminare ogni particolare che poteva lasciare intuire il (quasi) ‘segreto’ del ragazzo morto. E alla fine della fiera han dovuto far ricomparire di nuovo la foto incriminata: quella in cui il maggiore Alan posava accanto al suo compagno.

NOTA GAYA N° 5 : Alessandra Mussolini , in un’intervista rilasciata a Klaus Davi, ha spiegato la sua posizione sulla presenza della gay-people nell’esercito: “Ci sono già, forse anche generali. Ma penso che sia importante che all’esterno non si possa capire chi è omosessuale e chi no. La privacy delle persone deve essere rispettata, nessuno deve essere forzato a dichiararlo se non vuole”.
… E fin qui, passi. Ma subito dopo la ragazza ha voluto esagerare. E parlando del nonno Benito e di sua zia Edda ha detto: “Mio nonno non odiava i gay, assolutamente, ricordo che la mia famiglia aveva tantissimi rapporti di amicizia con omosessuali. Approfitto di questa occasione per rivelare che i più grandi amici di mia zia Edda erano gay”.
... Ora, bisogna precisare che (anche se il fascismo non è stato particolarmente omofobo), la Alessandra conosce perfettamente quel che adesso cerca di minimizzare. Lei ha anche recitato nel film ‘Una giornata particolare’, dove ha potuto rivivere certe storie. E poco importa che all’epoca era ancora una bambina, ed era solo una comparsa (l’interpretate principale del film era Sofia Loren (che -fra l’altro- è anche zia di Alessandra).

NOTA MUSICALE : Sofia Loren era dirimpettaia della cantante afro-americana Donna Summer. Praticamente erano amiche.
Nei momenti difficili l’attrice italiana avrebbe insegnato a Donna come si deve fare per affrontare il successo. E come non esserne travolti. Dice infatti la cantante: “Sofia Loren mi ha insegnato a non agitarmi, a stare tranquilla e a prenderla con filosofia. A essere sempre me stessa e non aver paura del pubblico”.
… Un bellissimo disco di Donna Summer (scritto da Moroder e Bellotte) è lo straziante 'To Turn The Stones' . Il brano è stato interpretato anche da Frida (ex Abba, in questo suggestivo video).
... Altro successo planetario della Summer: Bad Girl . Che lei ha dedicato alle ‘lucciole’, e che nel testo della canzone sono ragazze tristi (‘sad’), più che cattive (‘bad’). In seguito lo stesso pezzo è stato cantato anche da Anastacia e Jamiroquai, (qui, nel video, spassosamente assieme).

NOTA FINALE :
Ci risiamo: tocca parlare ancora di questa Oriana Fallaci. E del fatto che (riferisce la sorella Paola), è stata fatta morire con una iniezione-bomba di morfina).
Tocca parlare della Daniela Santanchè, che ha deciso di ritornare tra le braccia di Sua Bandana (su ciò, il sito Dagospia ha pubblicato una mia lettera).
Tocca parlare ancora di quell’ignorante di Beppe Grillo, che adesso pubblica certe assurde poesie di Jacopo Fo (quelle dove il figlio di Franca Rame esalta il ‘piacere anale’).
Tocca parlare della nuova edizione de L’isola dei Famosi (uno dei pochi programmi che ‘salverà questo povero mondo’).
Tocca parlare della figlia di Celentano (che ha dichiarato di essersi sigillata la vagina con una lapide.
E, naturalmente, tocca parlare delle Olimpiadi di Pechino (in questo post, e poi ancora su Fainotizia).

martedì 29 luglio 2008

Bandiera Rossa la trionferà, altro che l'Isola dei Famosi!

Mentre la Luxuria mette in borsetta falce e martello (per trasferirsi su una spiaggia esotica), i bolscevichi duri e puri vanno alle terme a cantare 'Bandiera Rossa'.
E vincono sul poeta Vendola.


R
iferisce di questa tragedia greca Sebastiano Messina.
Che su 'Repubblica' scrive così:
Per colpire Bertinotti hanno pugnalato il suo figlio prediletto, quel Nichi Vendola che era il suo erede designato…
... Un partito che imputa alla sua dirigenza di aver portato Rifondazione nel governo Prodi, e poi elegge come nuovo segretario Paolo Ferrero, ovvero l'unico suo iscritto che di quel governo sia stato ministro...
… No, c'è dell´altro dietro questo scontro avvelenato! … L´ora della verità è arrivata nella notte… Bertinotti, però, aveva capito tutto in anticipo, quando ha sentito che l´intervento di Ferrero veniva salutato con 'Bandiera rossa'.
Allora s´è girato verso Vendola e gli ha sussurrato: «Hai capito cosa ti stanno facendo? Vogliono farti passare per il traditore del comunismo. Chi vota per te tradisce».

… La sindrome del traditore ha spianato la strada all´ex ministro e sbarrato quella del governatore delle Puglie. La parte di Bruto, ovvero il compito di assestare il colpo finale, è toccata a Giovanni Russo Spena… l´ex capogruppo al Senato ha disegnato l'identikit della nuova Rifondazione: un partito ancora più marxista-leninista, che lavora nell´anno 2008 alla ricerca di una 'società comunista', che si gode la sua solitudine per non inquinare la purezza della sua ideologia.
… Vendola c'è andato giù pesante: «Considero questo congresso come la fine della storia di Rifondazione comunista».
… Ferrero (intanto, sta) con i comunisti duri e puri, da Citto Maselli al trotzkista Bellotti, che alzano una bandiera ancora più rossa e marciano spediti verso il deserto che li aspetta
.

Da Carlo Giuliani a Oriana Fallaci: ma il buon senso mai?

A palazzo Madama -fortunatamente- non c’è più la targa che commemorava Carlo Giuliani.
Ma qualche bontempone voleva dedicare una sala di Montecitorio a quella fanatica della Oriana Fallaci (che adesso ritorna dall’oltretomba con un suo nuovo polpettone: aiuto!).

Per ora la proposta è stata respinta, ma vale la pena di ricordare chi (fra l’altro) aveva fatto questa richiesta.
La lista è tutta da ridere, per quanto è variopinta e assurda: ci stava Gabriella Carlucci, Santo Versace, Deborah Bergamini, Renato Farina, Fiamma Nirenstein, Giuseppe Calderisi, Umberto Scapagnini, Luca Volontè, e tanti altri noti intellettuali della politica italiana.
…Tutta gente che non ha mai letto attentamente quel che la Oriana scriveva. Perché se l’avessero fatto si vergognerebbero di aver difeso la memoria di una donna tanto bugiarda e ignorante!


( Prossimamente, tutti i motivi per dimenticare Oriana. Una volta per sempre! )

Ratzinger, sui preti pedofili, non ha nulla da rimproverarsi?

Cosa non si deve fare per finire sui giornali? Cosa non ci si deve inventare per rimanere sulla breccia nonostante la vecchiaia?
Il Papa, arrivato in Australia, per farsi riconoscere s’è messo in testa il berretto da poliziotto (che purtroppo non aveva la svastica: beata giovinezza!).
Poi ha accarezzato un koala, ha ammirato un cangurino, un cucciolo di coccodrillo, e un serpentone di nome Sebastian.
Non gli hanno portato -fortunatamente- nessun ermellino, sennò c’era il pericolo che il Papa lo squaiasse all’istante (magari per procurarsi la preziosa pelliccetta con cui adornare il suo lussuoso vestimento!).

In seguito,Sua Santitudine ha aperto le danze. E si è mostrato molto divertito per alcuni papa boys che si erano travestiti da aborigeni.
Infine, da magnanimo qual'è, ha gettato qualche nocciolina ad alcuni disadattati (ex drogati, pervertiti cronici, ladri incalliti, volgari stupratori eterosessuali).
... Ma alla fine della fiera ha dovuto bere l'amaro calice. E s'è visto costretto a parlare dei preti pedofili (lui non vorrebbe, ma in Vaticano insistono così tanto che pur di farli star zitti!).

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R
esta da capire se la condanna era davvero netta come dicono tutti i giornali di oggi.
Intanto, a quale giustizia questo Benedetto di un papa vuole consegnare quei presunti criminali? Siamo proprio sicuri che alludesse ai tribunali dei comuni mortali?
Dire che la pedofilia e il sacerdozio sono incompatibili, poi, fa davvero sorridere (sarebbe curioso, casomai, sentir dire il contrario!).
Piuttosto, è vero o no che l'allora cardinale Ratzinger ordinava alla Chiesa americana -sotto pena di scomunica- che ogni caso venisse messo nelle esclusive mani del vescovo territorialmente competente?
... Inoltre, se non è così, perchè il cardinale Bernard Low (che ha coperto molti preti pedofili), è stato perfino promosso, e trasferito a Roma con tutti gli onori?

La principessa sul pisello


M
arina Garaventa è una principessa. Sul pisello, precisa lei!
Sempre attiva ed entusiasta della vita, dal 2003 è attaccata ad un respiratore che la tiene in vita. Da allora la sua esistenza -dice- è cambiata totalmente. Ma il suo spirito è rimasto uguale.
Vive in simbiosi col suo pc. Che le permette di parlare, leggere, lavorare. E soprattutto comunicare.
E naturalmente ha un blog (www.laprinicipessasulpisello.splinder.com).

In questi giorni, nonostante i suoi molti impegni, Sua Altezza ha deciso di abbandonare l'etichetta. E quando ha capito che sul caso di Eluana Englaro si erano dette troppe kazzate, ha preso carta e penna (si fa per dire), e ha inviato una lettera al direttore del quotidiano La Stampa.
Con quella missiva ha spernacchiato Giuliano Ferrara (che dovrebbe bersi tutte le bottigliette d'acqua per fare plin plin), Adriano Celentano (e il suo inutile predicozzo), e il cardinal Bagnasco (Dio lo perdoni per la sua cattiveria!).

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LETTERA A 'LA STAMPA'


Caro Direttore,
sono Marina Garaventa, ho 48 anni e sono, più o meno, nella stessa situazione in cui era Piergiorgio Welby: come lui, ho il cervello che funziona benissimo, diversamente da lui, posso ancora usare le mani e la mimica facciale.
Come ho seguito il caso Welby, esprimendo la mia opinione, ho seguito il caso, ben più grave del mio, di Eluana Englaro e mi sono 'rallegrata' della sentenza che ne sanciva la conclusione, sperando che nessuno si permettesse di intromettersi in un caso così delicato e personale. Non avevo la benché minima intenzione di dire o scrivere alcunché fino all’altra mattina alle 7 quando, ascoltando i primi notiziari, ho sentito tante 'cazzate' che mi sono decisa a dire la mia. Io sono abituata a esprimere opinioni, dare giudizi e consigli solo su cose che conosco bene e che ho vissuto personalmente e mi piacerebbe tanto che tutti si regolassero così...
Con queste parole mi riferisco, in particolare, alle recenti 'sortite' di alcuni personaggi noti che, in un delirio di onnipotenza, dicono la loro, scrivono lettere patetiche e organizzano raccolte pubbliche di bottiglie d'acqua: le bottiglie, a Eluana, non servono perché sia l'acqua sia la nauseabonda pappa che la tiene in vita e che anch'io ho provato per mesi, le arriva attraverso un sondino.
Bando quindi ai simbolismi di pessimo gusto di Giuliano Ferrara, stimato giornalista, e al paternalismo di Celentano, mio cantante preferito. In quanto al mio esimio concittadino, il Cardinal Bagnasco, sarebbe cosa buona e giusta che, prima di esprimersi su quest'argomento, avesse la bontà di spiegarci perché a Welby è stata negata la messa e, invece, il 'benefattore' della Magliana, Renatino De Pedis, è sepolto in una nota chiesa romana.
A questo punto, però, siccome neppure a me piace fare della teoria, propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell'attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest'esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, 'affanc...'.
... Parliamoci chiaro: i malati come me, come Welby ed Eluana, sono già morti! Sono morti il giorno in cui il loro corpo ha 'deciso' di smettere di funzionare e hanno ricevuto dalla tecnologia, che io ringrazio sentitamente, l'abbuono, il regalo di un prolungamento dell'esistenza.
... Nel momento in cui il gioco non vale più la candela, il paziente deve poter decidere quando e come staccare la spina. Lo Stato deve garantire la miglior vita possibile a questi malati, tramite assistenza, supporti tecnologici e contributi ma non può arrogarsi il diritto di decidere della loro vita sulla base di astratti principi etici, molto validi per chi sta col culo su un bel salotto, ma che diventano assai stucchevoli quando si sta nel piscio...

L'intervista-choc di Rocco Siffredi


Rocco Siffredi si è voluto confessare. Lo ha fatto sul settimanale
‘Chi’
.
Intervistato da Azzurra Della Penna, ha buttato in piazza tutte le sue superdotate emozioni.
Ha dichiarato di essere sempre stato psicologicamente fedele alla sua moglie Ròzsa. Anche se dal punto di vista fisico (a causa della sua meritoria attività), ha dovuto prendersi -diciamo- qualche licenza.

Nell’intervista ha spiegato le sue curiose fantasie sessuali, che sarebbero una specie di deformazione professionale.
E così ne abbiamo sentito delle belle.
Intanto pare di capire che con lui non ha molta speranza la Carfagna (per il porno attore sarebbe una scelta troppo
‘banale’
e ‘perfettina’). Qualche chance, invece, per la Bindi (ma solo come pratica estrema!).
Ottima la Brambilla e la Gruber (che sono anche rosse di capelli). In buonissima posizione anche la Pivetti (soprattutto quando si rapa a zero!).
Ma il massimo è la Daniela Santanchè: Rocco dice che se la farebbe
‘senza tanti complimenti’
.
… Sarebbe un’opera di beneficenza, considerando che in questo momento l’ex deputata rischia di fare le ragnatele!


Nella stessa intervista (come si conviene, e come si usa da qualche tempo), Siffredi si è sforzato di atteggiarsi a gay-friendly.
E lo ha fatto raccontando di quella volta che ha baciato un uomo: “
Ho visto un ragazzo al bar che rideva, un bel tipo, un gay così simpatico… Ho detto a un assistente di chiedergli se era disposto a baciarmi e, temendo dicesse di no, l’ho quasi corteggiato… È stato bellissimo. Sa che cosa penso riguardo alle inclinazioni sessuali? Che il mondo non si divide in gay ed etero, ma in quelli che scelgono fra la felicità e l’infelicità. Siamo tutti gay e latin lover, la questione è su ciò che uno preferisce. Io preferisco le donne...”.

Il finale è una botta di umiltà. Quando -parlando del fratello Giorgio- ha concluso il suo esame di coscienza così: “Ho scoperto che da trent’anni fa l’amore ogni notte (due volte) con la stessa donna: sua moglie. Ecco, per me è lui l’eroe. E io, invece, Rocco Siffredi, non sono poi così speciale”.

Il giochetto furbetto di 'Famiglia Cristiana'

Durante l’ultima campagna elettorale ‘Famiglia Cristiana’ ha schiaffeggiato la destra, la sinistra, e pure il centro. Il giornale si è sforzato di apparire indipendente picchiando un pò qua e un pò la, secondo una strategia sostanzialmente cerchiobottista.
Guadagnando visibilità, prestigio, e attenzioni impensabili per un settimanale così nazional-popolare.

Tanto per dire: due mesi fa il giornale ha ispirato la fuga (dal 'Partito Democratico') degli esponenti cattolici. Per il solo gusto di punire Veltroni che ha voluto imbarcare i radicali.
Più recentemente, invece, ci sono state le dure parole contro Berluska (“Il Cavaliere ha un’ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento”).
E naturalmente c’è stata questa recentissima polemica con Maroni (per le impronte ai bimbi rom).

Resta il fatto che anche sui temi più immediati (ad esempio sul caso Luana Englaro, o sulla questione della fecondazione assistita), la redazione è sempre e completamente in linea con i diktat del Vaticano. Senza alcun apprezzabile distinguo.
E resta il fatto che ogni tanto il settimanale prende qualche cantonata.

Ho protestato per un loro servizio in cui hanno preso per buone le insinuazioni e i racconti di un ex fascista amico di Adriano Celentano. E hanno accusato Sandro Pertini di aver fatto uccidere un uomo sostanzialmente buono (addirittura hanno chiuso l’articolo dicendo che l’amato Presidente aveva in questo modo sparso ‘sangue innocente’).


Questo il testo della mia lettera, pubblicata anche dal sito di Roberto D’Agostino (Dagospia):
Recentemente, nel numero 22 di ‘Famiglia Cristiana’si è parlato del film ‘Sanguepazzo’ (con Luca Zingaretti e Monica Bellucci). Film che racconta la storia di Osvaldo Valenti (famoso attore fascista, che poi si arruolò nella ‘X Mas’ del principe Borghese).
Dunque, il settimanale cattolico ha spiegato che le cose sono andate diversamente da come il regista ha lasciato intendere. E ‘
Famiglia Cristiana’ ha sostanzialmente prese per buone le rivelazioni di un altro ‘fascista per caso’ (tale Piero Vivarelli, anche lui arruolato giovanissimo nella ‘X Mas’, e in seguito diventato komunista duro e puro).
Orbene: questo Vivarelli ha insinuato che è stato addirittura Sandro Pertini a far fucilare il Valenti e la sua amante. Per paura che questi due poveretti potessero rivelare certi intrighi (che ci sarebbero stati tra i partigiani socialisti e i fascisti di Borghese).


… Bisogna precisare che Piero Vivarelli è un personaggio davvero strano. Da fascista che era poi si è perfino iscritto al partito komunista cubano. E ha sempre difeso il castrismo, anche nei momenti più bui del regime.
Vivarelli ha lavorato con Celentano, (ha scritto lui il brano
‘24mila baci’, e 'Il tuo bacio è come un rock'), ed è stato il regista di alcuni film da dimenticare ('Il Dio Serpente', e altri). Qualche anno fa è apparso completamente nudo sulla rivista Rolling Stones.
Il settimanale
‘Famiglia Cristiana’ dovrebbe essere forse più cauto nel dare credito a questo anziano rancoroso. Se non altro per le sue foto con il pisello al vento.

Quel simpaticone di Ignazio La Russa ha gettato la maschera.

A Telelombardia, durante il programma 'Iceberg', Ignazio La Russa non lasciava parlare la giornalista Dijana Pavlovic (attrice di origini rom, che scrive per l’Unità).
Mentre lei si rivolgeva al ministro con rispetto, lui insisteva dandogli del tu.
La guardava con sufficienza mista a finto paternalismo, e la chiamava “ragazzina” (ad un certo punto anche “giovane ragazza rom”).
La giornalista argomentava con intelligenza, ma La Russa ha sentenziato che erano solo discorsi “strampalati”.
In un momento di difficoltà l’ha definita perfino“matta”.


Il ministro, durante la trasmissione, si è detto perfettamente in sintonia con gli alleati della Lega. Anche con quella Lega che stampa le magliette con la scritta Padania is not Italy (che alcuni fan di Bossi avevano appena esibito con orgoglio, e che il ministro ha definito semplice folklore).
Visibilmente irritato e in difficoltà, il ministro La Russa ha spiegato che gli islamici hanno tutto il diritto di pregare il loro Dio. Ma ha anche sostenuto che la predicazione nelle moschee dovrebbe essere in lingua italiana.
P
roprio su quest'ultimo punto, di fronte alle osservazioni critiche della Pavlovic, il ministro è andato in difficoltà e ha gettato la maschera.
... E non era davvero un bel vedere!

L'isola che 'no es libre'

Dedicato ai blogger che amano Castro e Che Guevara (ecco come si affronta la povertà nell'isola che 'no es libre').

Di Pellizzer (per NATALEtuttoL'ANNO)

square-eyed.gif A Cuba il vento delle riforme soffia ancora. Ma non dalla parte giusta.
Tanto per cominciare si andrà in pensione a 65 anni (per gli uomini), e a 60 (per le donne).
Ma di libertà di stampa e di associazione -almeno per ora- non se ne parla proprio.

sad.gif Sono tantissimi i blogger di sinistra che giustificano il regime cubano. E che poi, magari, sputano sull'Italia.
A Cuba l'arci famosa Yoani Sanchez ha un blog che è visibile su tutte le galassie. Ma non nell'isola, dove il suo sito viene oscurato.
Nel suo diario on-line lei parla delle piccole difficoltà di ogni giorno. Quelle che rendono la vita impossibile. Racconta di come si comporta il regime con chi viene scoperto a spostarsi da una provincia all'altra, senza permesso.
E di cosa succede ai cosiddetti 'palombari' (cioè: chi viene scoperto a rovistare nella monnezza).

nervous.gif Grazie alla traduzione del quotidiano Repubblica, ecco una pagina del suo diario on-line:
"
Credo di essere tra i pochi cubani -minori di 40 anni- che legge la stampa nazionale ogni giorno. I miei amici, di fronte a tale eccentrico hobby, mi hanno avvertito che può essere la via più breve per procurarsi un'ulcera gastrica (...), i periodici ribadiscono il fatto delle difficoltà economiche e nei servizi, ma danno la colpa all'indisciplina sociale, al vandalismo e alla mancanza di controllo. Questa affermazione libera da ogni responsabilità le alte gerarchie del paese e il modello politico-economico imperante. I problemi esistono, ci chiariscono, solo perché non abbiamo saputo recitare il soggetto...
... Durante una delle cariche si sono portati via i 'palombari' che raccolgono materie prime, cibo e oggetti nella spazzatura. Senza di loro che raccattano le bottiglie di plastica, i cartoni e i rifiuti metallici delle discariche, questi oggetti riciclabili si perderebbero in uno spreco che non va d'accordo con le nostre limitate risorse. Quelle mani che affondano nei bidoni puzzolenti fanno, in maniera indipendente, quello che le istituzioni non riescono a organizzare con il loro centralismo..."
.

confused.gif A proposito dei 'palombari' (i barboni cubani che frugano nella spazzatura), è interessante scoprire come il regime dell'isola si sforza di 'educare' questi luridi disfattisti.
E’ il 10 giugno 2008, e Yoani Sanchez scrive: " ...Però i 'palombari' secondo questa nuova offensiva, danno una cattiva immagine alla città. Possono restare catturati dall'obiettivo di un turista e frantumare l'immaginario argomento secondo cui 'a Cuba nessuno fruga nella spazzatura'. La loro esistenza parla di emarginati, di poverissime condizioni, di illegali che preferiscono cercare spazzatura nella grande città, piuttosto che lavorare per un salario simbolico in campagna ...
... Il periodico
Granma registra la punizione per (...) coloro che 'raccolgono rifiuti solidi' e allo stesso modo minaccia con l'espulsione dalla capitale chi ostenta la doppia categoria di 'palombaro' e illegale: Tra i 355 cittadini portati a un Centro Provinciale di Classificazione, 290 sono stati multati, 20 presentati alla comunità dove risiedono, 45 rimandati alle rispettive province di origine perché vivevano illegalmente nella capitale, 11 recidivi condannati al lavoro correzionale senza internamento, mentre altri 59 plurirecidivi sono stati processati penalmente”.

cool.gif Ecco invece, sempre secondo la Sanchez, qual'è la differenza tra chi è costretto a rimanere a Cuba, e chi invece ci va per 'guardare dall'alto' di un autobus a due piani.
E' il 26 maggio 2008, nel suo diario on-line si legge: "Una nuova linea di autobus circola da qualche settimana per le strade dell'Avana. Con un colore rosso intenso, grandi annunci e un insolito piano superiore... I suoi clienti sono quei turisti interessati a una visita condensata dei principali luoghi della nostra città. Magnifica opportunità per coloro che preferiscono guardare dal secondo piano ciò che a livello del suolo si vede in maniera totalmente diversa...
... Dai sedili della parte superiore i volti felici dei viaggiatori ci parlano di un'Avana che soltanto loro sembrano vedere. La verità è che non mi stupisce tanta miopia, perché gli effetti sulla percezione che provoca un rinfrescante mojito sono fin troppo noti...
... Un vicino un giorno mi domandò qual è la differenza più visibile tra un turista e un cubano. Nella mia semplicità, gli enumerai le creme solari, le guide Lonely Planet e lo spray contro le zanzare... però non è così. La risposta era più evidente: un turista guarda sempre verso l'alto. Resta stupefatto dall'architettura, dalle vetrate, dagli archi e dalle colonne; mentre noi cubani camminiamo facendo attenzione alle buche che potrebbero mettere in pericolo le nostre caviglie".

smoker.gif ... E di Che Guevara? Cosa dirà la blogger di quell'eroe-bandito? :
“Da voi è un simbolo di lotta, rivoluzione ecc. , ma qui da noi fa solo parte di quella schiera di mummie che sono state o che sono tuttora al potere. Difficile identificarlo in qualcosa d'altro. Se vedo qualcuno con la maglietta con la faccia del Che per le vie dell'Avana o è un turista o è uno ben inquadrato nel partito”.

Che brutta la compagnia di piazza Navona!

A proposito della manifestazione di Piazza Navona: che tristezza vedere il comico Grillo scavalcato dalla più frizzante Guzzanti!
Si vedeva a occhio nudo che la Sabina ha studiato molto più di lui: è stata molto più divertente, e ha mandato Ratzinger direttamente all’inferno (con i diavoli “attivissimi e non passivi”, ha precisato!). Ed è ancora lei che ha voluto darci dentro contro la Carfagna (“non si può far ministro chi ti ha succhiato l’uccello”!).
… Che tristezza, invece, vedere Grillo che -stancamente- rilegge il suo solito copione: manda a fare in culo, se la prende con ‘Topo Gigio’ Veltroni, e gioca al piccolo chimico cianciando sulle nano-particelle e sugli Ogm.

Che tristezza, inoltre, sentir commemorare Carlo Giuliani (non una parola, n'è vero, sui cattivi maestri che insegnano a mettersi il passamontagna in testa!).
Che tristezza sentir invocare la commissione di inchiesta sul G8 (che Di Pietro non aveva voluto, e infatti aveva votato contro!).
Che tristezza sentir rimpiangere Aldo Moro di fronte a quella sinistra dura e pura che ama Giorgio Gaber (quel Giorgio Gaber che ha votato pure per Berluska -via Ombretta Colli-, dopo aver cantato contro lo statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse).
Che tristezza sentir rimpiangere Sandro Pertini, a cui si è contrapposto il Presidente Napolitano (che, si è detto, farebbe parte della ‘banda dei 4’).
Che tristezza sentire tanto qualunquismo e tanti luoghi comuni sui valorosi politici di un tempo (volendo dirla tutta: ma non è stato proprio Pertini che ha mandato Craxi al governo? E non è proprio dal craxismo che abbiamo ereditato il berlusconismo?).

Che strazio, soprattutto, sentire Furio Colombo e Di Pietro che cercano, alla fine della fiera, di salvare il salvabile.
Anziché chiedersi semplicemente: ma in che razza di compagnia sono finito?