Attraverso domande suggestive o altri trucchi, psicologi e assistenti sociali han portato i bambini ad accusare i grandi. Poi i giudici han tolto i figli ai genitori, affidati talvolta – guarda caso – anche a persone dello stesso mondo arcobaleno a cui apparteneva chi era responsabile sugli affidi. E’ accaduto che i regali non venivano consegnati ai figli: per far credere ai piccolini che erano stati abbandonati dai genitori? Davide Tonelli Galliera ha spiegato in un libro che a 7 anni (con domande ossessive che gli procuravano il mal di testa), lo hanno indotto ad accusare sua madre. Non l’ha più vista e il trauma gli ha rovinato la vita.
Alla fine nessun giudice paga, con la scusa che loro si basano sui pareri degli esperti (che similmente non pagano dazio). Ma, a proposito di Bibbiano, ora il sostituto procuratore Valentina Salvi ha presentato appello. Si dice sconcertata dalla sentenza di primo grado. Che tradisce “una spasmodica e quasi ossessiva ricerca di ragioni assolutorie, con esiti spesso paradossali e del tutto disancorati dalla realtà”. Finendo “in terreni scivolosi e in ricostruzioni fantasiose”.
… Di Bibbiano, almeno, bisognerà parlarne ancora a lungo!
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