martedì 7 luglio 2026

Vaccini sì, allarmismi no

Sul Corriere un influencer spiega di aver preso l’epatite. Fa bene a consigliare il vaccino.
Il problema è un altro: pensa di averla presa in un ristorante etnico, ma ammette di non avere le prove.
Quando si parla di salute pubblica non possiamo indicare a caso un luogo o una categoria di persone, il vaccino serve proprio perché il contagio può avvenire ovunque.
Questo influencer aveva già parlato del suo orientamento sessuale, lamentandosi dei Pride in orari impossibili per il caldo.
Ora, per fare prevenzione, sui Pride, vanno sottolineate cose più concrete.
Quelle manifestazioni promuovono la PrEP, che è uno strumento fondamentale contro l’HIV, ma non protegge dalle altre infezioni. Va ricordato che usarlo senza altra protezione è comunque pericoloso.
Poi, i Pride supportano i locali arcobaleno, praticamente tutti con darkroom. Ora, il sesso al buio, con più partner, senza poter vedere con chi lo si fa, aumenta tantissimo il rischio.
I Pride dovrebbero parlare apertamente di tutto ciò, ma non vogliono rovinare la festa (in primis ai gestori di quei locali)!
È bene far pesare questi silenzi durante i Pride, anche evitando di partecipare a quelle parate.
... Mi sono spiegato bene o devo fare uno schemino?

lunedì 6 luglio 2026

Peggio dei cinepanettoni?

Ma davvero gli LGBT che sfilano ai Pride, prima difendono gli uomini truccati e le persone trans , e poi per additare al pubblico ludibrio Salvini e Vannacci si inventano che i due si truccano e vanno a trans?
... Davvero le lobby arcobaleno combattono i pregiudizi omotransfobici sfruttando proprio gli odiosi stereotipi omotransfobici che manco più i cinepanettoni?
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Dalla parte delle cicale

Calma, facciamo un respiro profondo. Si può non essere d'accordo con Heather Parisi, ma escluderla da una manifestazione per una sua legittima opinione, accidenti! Lo dico anche a Vladimir Luxuria: queste parate erano nate per includere, e ora si alzano i muri?
Vogliono escludere Heather Parisi dal Siracusa Pride, per aver detto una ovvietà, cioè che chi ha il pene non diventa "automaticamente" donna solo perché lo decide lui.
Sui social mi hanno fatto notare che esiste la "disforia di genere". E allora ho risposto così:
La disforia di genere (più rara dei diamanti) talvolta è un bambino, o bambina, che dice di essere nato (nata) in un corpo "sbagliato". Magari lo dice perché glielo ha suggerito l'amico immaginario, oppure perché lo ha dedotto ascoltando una drag-queen invitata a scuola. Succede che poi, uno psicologo certifica questa disforia (certifica cioè che il corpo è "sbagliato" rispetto ad una anima interna, invisibile, e del sesso opposto). E a quel punto altri professionisti, pagati da Pantalone (cioè da tutti noi), prendono in carico questo bambino, bambina, o persona adulta e vaccinata, per "medicalizzarli" a vita.
Col tempo, succede che c'è chi vorrebbe tornare indietro, ma lo psicologo e gli altri professionisti non ammetteranno mai l'errore. E perfino le lobby LGBT+, da quel momento, isoleranno chi vuol fare dietrofront. Perché questo pentimento manda in crisi i loro dogmi e soprattutto i loro affari.
Se i Pride scatenano queste discriminazioni, le persone perbene dovrebbero evitare di andarci!

Zan, batti un colpo!

L'onorevole Alessandro Zan, che votava la Lega ai tempi di Bossi, e oggi difende i Pride ("manifestazioni bellissime") ha detto qualcosa sugli insulti sessisti, omofobi, e transfobici contro Salvini durante il Milano Pride?
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giovedì 2 luglio 2026

I Village People icona vera

I Village People piangono Victor Willis, il “poliziotto” frontman e fondatore del gruppo originario. I Village People sono nati negli anni ’70 celebrando l’inclusione, la diversità e il diritto di esserci. Volevano mettere in scena, in versione sexy, certi archetipi. Oltre al poliziotto: il muratore, il cowboy, il nativo americano, eccetera. E sempre nel nome della inclusione, che oggi molti evocano a parole (ma solo a parole, per fingersi democratici)! Anzi, oggi ci ritroviamo con dei Pride che invece di includere, escludono platealmente e senza vergognarsene.
Negli anni ’80 il “poliziotto” dei Village People era nel mondo arcobaleno una figura iconica. Oggi invece ai Pride si canta IMCA ma si vedono cartelli con l'acronimo ACAB. Durante un Bologna Pride è stato addirittura impedito a "Polis Aperta" (associazione dei poliziotti LGBT+), di sfilare con il proprio logo. Motivo ufficiale: il Pride ricorda Stonewall, che fu la rivolta contro la polizia!
Donald Trump ha voluto omaggiare il cantante scomparso descrivendolo come "uomo fantastico". Willis aveva accettato di cantare YMCA per Trump perché diceva che una canzone, se è davvero inclusiva, deve poter essere utilizzata da tutti.
... Purtroppo nei recenti Pride italiani, dal celebrare tutti all'escludere qualcuno, il passo è stato breve. Anzi, brevissimo!
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Trump mezzo salvato

La sinistra italiana esulta perché la Corte Suprema ha bocciato Trump (che voleva la fine dello ius soli). Però lo promuove sul divieto alle atlete trans (nate uomo, come Lia Thomas) di gareggiare nelle competizioni femminili.
Morale: se nasci con la prostata ma ti percepisci in un corpo "sbagliato" da medicalizzare a vita, quel corpo sarà "sbagliato" anche farlo gareggiare con donne biologicamente tali.
Nel video: la nostra Valentina Petrillo, che gli attuali Pride vogliono possa continuare a correre nei femminili, sebbene ha ottenuto la sua corporatura e muscolatura anche in quanto nata e cresciuta come maschio
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martedì 30 giugno 2026

I compagni di Elodie

Forza Elodie! Avevi scritto che quelli come Pillon erano "indegni di stare in Parlamento"?
... Ora dissociati dai tuoi compagni di parata!
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Il topless multato e il Pride

In Friuli Maria Bordalo è stata multata perché prendeva il sole in topless. Giustamente sul Corriere si lamenta e dice: "Ai Pride le persone possono sfilare senza indumenti e io non ho il diritto di prendere il sole senza il costume superiore?".
Cara Maria, fosse solo quello! Nei Pride si può offendere Salvini, il governo, la Fede altrui, la Polizia, il buon senso e il buon gusto!
Magari i pride fossero un circo, o una carnevalata, come dicono tanti! Il circo e il carnevale sono cose serie, invece i pride sono diventati la fiera degli stereotipi sessisti e perfino omofobi. Se gli omofobi (quelli veri) scimiottano gli omosex con certe movenze, chi sfila ai pride ripropone proprio quelle scemenze. E gli organizzatori mettono in prima fila proprio queste porcherie. Ovviamente con accanto i bambini delle famiglie arcobaleno. Che poi, come al Vicenza Pride, gridano "free Palestine" come fosse un gioco. E chissà cos'altro imparano, poveretti!

Sotto il trucco, niente!

Milano Pride, carro, microfono aperto e la frase di questo signore che è diventata subito un meme.
Poi, a mente fredda, arriva la precisazione: 'avevo bevuto'.
Quindi adesso cosa facciamo? Ridiamo, commentiamo, o ci chiediamo perché a caldo tutti urlano e a freddo tutti si correggono?"
Al Treviso Pride c'era questo cartello che diceva: " l'omofobia è omosessualità repressa". Le lobby LGBT+ dicono (a torto) che Salvini è omofobo. Ne consegue che lo considerano anche un "represso". D'altra parte, sempre secondo queste lobby, quando non è"repressa" è "interiorizzata".
... Questo signore che ora frigna, chiede scusa, e dice che aveva bevuto, ha semplicemente dato voce al delirio delle lobby LGBT+. Se è davvero pentito, prima paghi i danni a Salvini, e poi ammetta di essere stato loro complice
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Etichette come sentenze

Di fronte a certi orrori, con questo caldo, la sentenza immediata, e senza sconti, viene pronunciata da chi ne sa di meno. Da chi non ha voglia, né tempo, né la preparazione, per accertare i fatti. Da chi chiude tutto con una parola: patriarcato, femminicidio, maschilismo tossico, sessismo, fascismo, genocidio, eccetera.
Vorrei chiedere a costoro come dobbiamo definire chi toglie i figli ai genitori che vivevano assieme felici nella casa nel bosco? Come definire la madre che scappa coi figli e se li porta via assieme ai quattro cani?
E la madre che finge di averli persi e invece li nasconde in una stanza? E la madre che seppellisce i suoi neonati in giardino? E la donna che uccide gli anziani aumentando i medicinali? Come definire il Pride che caccia un ebreo perché dice che non fu genocidio neppure Hiroshima? E il Pride che si dice antifascista ma accetta il comunista che grida “Palestina libera dal fiume al mare”? E chi chiede il patentino antifascista sulla base di una patetica autocertificazione? Se uccidere uno straniero è razzismo, un bengalese che uccide tre connazionali cos’è? Se uccidere un omosex è omofobia, un omosex come Jeffrey Dahmer cos'è? Infine, cos'è uno straniero (omofobo) che prende in giro l’Italia e come Mimmo Blaze si finge omosex per ottenere asilo e continuare a spacciar droga? Con la scusa che lui vende droga ma per "far felici gli italiani"?

Simboli borderline

Fa caldo, troppo caldo per polemiche inutili basate su pettegolezzi tutti da accertare. Consiglio di riflettere, prima di usare come simbolo chi non c'è più.
Repubblica riferisce che Mirko Moriconi (che si faceva chiamare con altro nome e cognome) voleva cambiare sesso. Quindi non era precisamente omosex, ma qualcos'altro. Tanto per cominciare.
Il quotidiano precisa che prima di essere ucciso dal padre era stato ricoverato in psichiatria.
Anche oggi in Italia ci sono alcuni Pride, e consiglio di riflettere prima di eleggere Mirko (tra una burinata e l'altra) a martire del mondo arcobaleno. Lo avevano fatto anche con "Cloe" Bianco. Ma erano entrambe persone borderline. E mi limito a definirle borderline

Versioni che cambiano

Sul caso del padre che ha ucciso figlio e moglie, nel lucchese, stanno emergendo motivazioni molto diverse tra loro. Versioni che cambiano, ipotesi che si contraddicono. Tocca mettere ordine su ciò che si sa, e ciò che è ancora da chiarire. Ma prima voglio fare un esempio: la Schlein ha scalato il PD chiamando a votare per lei le truppe cammellate. Oggi, quando non riesce a tenere unito il partito, invece di riflettere sui suoi errori, dice che non la accettano perche donna, giovane, e lesbica.
Le lobby LGBT+ insegnano a spiegare tutto col vittimismo, consolatorio ma falso. Tornando al ragazzo ucciso, il Corriere della Sera scrive che dai primi accertamenti sembrerebbe che il giovane fosse seguito dal Sert. Il padre dice che chiedeva continuamente soldi ed era costretto a nasconderli. In verità li chiedeva a tutti, aveva organizzato una raccolta fondi sui social e non per spese imminenti ma perché voleva diventare un grande cantante.
Ancora il padre: "Mio figlio era ingestibile, aveva problemi di tossicodipendenza e di alcol, era violento e mi picchiava".
A poche ore dalla tragedia le lobby LGBT+ si sono buttate subito a strumentalizzare la vicenda. Anziché incoraggiare le minoranze sessuali, le terrorizzano. Rendendole più suscettibili, incerte, e psicologicamente instabili.
Se davvero il ragazzo era problematico, bisogna dire a suo padre (e a tutti gli italiani) che all'origine non c'è il suo segno zodiacale, il suo gruppo sanguigno, o il suo orientamento. Purtroppo le lobby LGBT+ alimentano gli equivoci suggerendo solo certi collegamenti. E i media politicamente schierati fanno altrettanto.
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Il dolore, chi lo strumentalizza

È successo nel lucchese, un uomo prende a fucilate moglie e figlio. Una tragedia. Eppure a poche ore dal fatto c'è già chi corre a strumentalizzare. Chi usa il dolore per la propria battaglia politica. Per alimentare una narrazione che gli fa comodo, senza poter sapere cosa davvero è successo.
Nei mesi dei Pride le lobby LGBT+ si buttano come jene sul cadavere del ragazzo, per evocare il fantasma dell'allarme omofobia. Intanto la madre uccisa con lui resta dietro, come se la sua vita valesse meno.
Chi difende il padre, dice che era lui a sentirsi minacciato. E comunque, se fosse vero che il figlio voleva fare la transizione, le lobby LGBT+ mi insegnano che il suo orientamento non c'entra. C'entra la sua identità.
... Col caldo che fa, prima di sentenziare, prendiamoci una limonata!
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mercoledì 24 giugno 2026

A Treviso sfila pure il gatto

Treviso, sabato 20 giugno 2026. Qui, per l’allegra e gaia sfilata, si è visto di tutto. Oltre alle immancabili drag-queen (che nonostante il caldo hanno aperto le danze e agitato la scena coi loro trucchi e i loro costumi), in corteo si è fatto notare anche un gatto in carrozzella, ovviamente accompagnato dalla sua padrona. Poi lo striscione della Cgil (che dopo essere stata abbandonata dagli operai si infila in tutte le feste). E tante bandiere rosse (oltre a quelle del sindacato, quella del partito comunista dei lavoratori). Simpatica la presenza della puppy community, quella dei poliamorosi, e di molte altre realtà (del mondo arcobaleno e non).
... Non sono mancati, tuttavia, gli slogan sopra le righe, e anche qualcuno decisamente odioso. Tocca segnalarne due su tutti: “Palestina dal fiume al mare” e “Asfaltare i preti”.
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Qui, Treviso!

Sabato 20 giugno 2026. In centro a Treviso, ecco l'annuale e gaia sfilata. In queste manifestazioni tutto è colorato, rispettoso, inclusivo. Almeno all'apparenza. Di fatto chi partecipa a queste parate in genere è gente pacifica che vuole solo divertirsi e stare in pace. Tuttavia le sigle LGBT+ strumentalizzano tutta questa gente per portare avanti certe discutibili strategie. Gli organizzatori dei Pride (ovvero le solite patetiche sigle che si scambiano nomine e incarichi una con l’altra) elencano le loro fantasiose e pericolose pretese attraverso il manifesto politico collegato alla parata. Manifesto politico scritto a nome di tutto il mondo arcobaleno, sebbene quel testo non rappresenta neppure le istanze di chi poi partecipa effettivamente alla manifestazione. Anzi, la stragrande maggioranza di chi sfila in corteo non ha né discusso né votato quel documento. E ne ignora perfino l’esistenza!
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Parole, anziché idee!

C’era una volta il “confronto delle idee”. Ma oggi siam più raffinati, abbiamo fatto molti passi in avanti, e discutiamo piuttosto sulle parole che scegliamo. "Patriarcato", "genocidio", "fascismo", "femminicidio", e altre parole, non servono più a descrivere i fatti reali (chi se ne frega!), ma solo a far scena. Per dire, nei Pride, ti cacciano se dici che non ha senso parlare di “genocidio” a Gaza. Se invece urli “fermate il genocidio” (anche stando mezzo nudo) subito ti applaudono. E potrai stare tranquillamente in mutande, perché perfino il perizoma sembrerà un simbolo di pace e di antifascismo!
A proposito, che importa se il fascismo c’è o no in Italia? Se ai Pride gridi che è il governo è fascista (puoi farlo solo perché non lo è) per farti star buono otterrai qualche concessione per il tuo circolo LGBT+. Quanto al “patriarcato”, se dici che vedi le sue tracce pure nei fondi di caffè, chi ti può smentire? Ovvio che non devi vederle nelle famiglie straniere in Italia, sarebbe razzismo! Ah, e ricorda che le "razze" (di cui parla la Costituzione) non esistono più. Bisogna dire “etnie”. In quanto ai "femminicidi", dopo Vannacci ho un dubbio: se Carlo uccide la suocera, lo fa perché è sessista e la uccide in quanto donna (quindi con l’aggravante femminicidio)? O lo fa perché quella infastidisce sua figlia, dicendole che doveva trovarsi un marito più ricco (e quindi è semplice omicidio)?
… Lo chiedo alla sinistra woke e alle sigle LGBT+ che vedono i fantasmi dapertutto (ma non vedono quanto femminismo tossico e quanta polemica insulsa c’è in giro)!
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martedì 23 giugno 2026

Treviso che sfila

Sabato 20 giugno 2026. In centro a Treviso questa era l'allegra e gaia sfilata. In queste manifestazioni tutto è colorato, rispettoso, inclusivo. Almeno all'apparenza. Di fatto chi partecipa a queste parate in genere è gente pacifica che vuole solo divertirsi e stare in pace. Tuttavia le sigle lgbt+ strumentalizzano tutta questa gente per portare avanti certe discutibili strategie. Gli organizzatori dei Pride (ovvero le solite sigle che si scambiano nomine e incarichi una con l’altra) elencano le loro fantasiose e pericolose pretese attraverso il manifesto politico collegato alla parata. Manifesto politico scritto a nome di tutto il mondo arcobaleno, sebbene quel testo non rappresenta neppure le istanze di chi poi partecipa effettivamente alla manifestazione. Anzi, la stragrande maggioranza di chi sfila in corteo non ha né discusso né votato quel documento. E ne ignora perfino l’esistenza.
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lunedì 22 giugno 2026

Treviso: colori, ombre, "ombrette"

Treviso, sabato 20 giugno 2026. Dopo tanti colori, il Pride riservava anche tante ombre! La coda del corteo gridava: "Treviso lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare"!
... Non so se la drag-queen che spiegava cos'è il Pride, era consapevole di quale politica ci fosse dietro allo slogan "dal fiume al mare"!
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domenica 21 giugno 2026

Treviso in marcia (cosa sa)?

La Tribuna di Treviso scrive che al “Treviso Pride 2026” in 2000 hanno “marciato per i diritti di tutti”. Domanda: anche per i diritti dei cattolici? Perché, come già al Vicenza Pride, uno slogan odioso diceva: “Asfaltare i preti, non i prati”! Un altro slogan lasciava intendere che è un omosex “represso” chiunque trova disgustose queste parate (in cui si pretende rispetto ma senza averne per gli altri). Paradossalmente, se fosse vero questo slogan, se ne deduce che questo pride vuole aiutare adulti e bambini che dicono di essere nati nel corpo “sbagliato” (ad esempio chiedendo la medicalizzazione gratuita e a vita delle persone trans, fin dalla loro infanzia), ma irride a chi ritenesse sbagliato il proprio orientamento sessuale (a cui peraltro si vogliono vietare le cosiddette “terapie riparative: anche partecipare, posto che ci si creda, ad eventuali “gruppi di preghiera”)?
Tocca avvertire che questo Pride ha sostenuto l’uso della PrEP, un farmaco usato da molti maschi omosex per praticare il pericoloso sesso “bareback” (cioè senza protezione alcuna). Ma la PrEP va usata "se, come, e quando serve". Senza altra protezione, la PrEP protegge dall’Aids ma lascia passare tutti gli altri virus. Ogni uso improprio è quindi pericoloso per sé e per gli altri.
Che dire, poi, di uno slogan con rima, urlato anche al microfono: “Treviso lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare”!
... E chissà se chi ha urlato questo scempio è consapevole di cosa significa “dal fiume al mare”!

Treviso centro non

Oggi mi sono visto il Treviso Pride 2026. La stragrande maggioranza dei partecipanti non ha letto tutto il lungo documento politico collegato alla manifestazione, e quindi non sa perché ha sfilato. Molti pensavano di partecipare ad un gay pride (che da anni non si chiama più così perché è diventato tutta un’altra cosa)!
Molti gli slogan sopra le righe o anche odiosi. Come anche al Vicenza Pride, un cartello diceva: “Asfaltare i preti, non i prati”! Forse è anche per questo che a margine della parata alcuni cattolici tradizionalisti hanno recitato un rosario di riparazione?
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