mercoledì 1 aprile 2026

La sceneggiata del No al referendum

Se tanti italiani erano per il Sì al referendum Nordio, perché quelli per il No eran di più? Ovvio, anche perché rispetto agli italiani riflessivi e coraggiosi, sono di più quelli confusi e superstiziosi Quelli cioè che credono al babàu, e ne sono terrorizzati. Non è un caso se questa scossa tellurica del No ha avuto il suo epicentro a Napoli. Dove, perso anche il reddito di cittadinanza, non sanno più a che santo votarsi. E il loro santo preferito (San Gennaro) fa un solo miracolo, patetico e inutile (perché non risolve nessuno dei tantissimi problemi della città, a cui recentemente si sono aggiunti anche i contagi da epatite A).
Per giunta, un napoletano d’adozione (Gratteri) ha raccontato ai Napoletani una clamorosa balla. Ha lasciato intendere che perfino Falcone avrebbe votato No, e per dimostrarlo ha letto una dichiarazione di Falcone che però era falsa. Più tardi, quando ha capito l’errore clamoroso, si è difeso spiegando che gliela aveva riferita una persona autorevole: ah beh, se era una persona autorevole! Come se non bastasse, ha sostenuto che avrebbe votato No anche Sal Da Vinci, e appena il cantante ha negato questa cosa Gratteri ha spiegato che era solo uno scherzo.
... Uno scherzo? Si scherzava? Ah, beh, se si scherzava allora è un altro discorso. Ma potevate dirlo subito, che era tutta una commedia, una sceneggiata, questa del No al referendum!