Riassumendo:
proprio certa destra puzzolente che detesta il linguaggio "politicamente corretto" (e che
quotidianamente insulta la Boldrini con parole irripetibili), aveva preteso
dalla Presidente della Camera una chiara e forte condanna della penosa battuta
di Gene Gnocchi (quella sulla maialina soprannominata Claretta
Petacci).
… Incredibile ma vero, poi: quella stessa destra troglodita e ignorante continua
ancora oggi ad affermare che la Petacci era "solo una donna innamorata di
Mussolini". E insomma, volendo crederci, quella sgualdrina sarebbe stata solo una vittima dei suoi – buoni, e magari
perfino nobili - sentimenti.
Di fronte a tanta sfrontatezza è stato un gioco da bambini sbugiardare questi
imbecilli ricordando che donnaccia era, a prescindere da come è morta, l'amante del
Duce.
… Chiaro: il proverbio dice “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Ed è chiaro a tutti che una persona perbene non può amare un bullo, un prepotente, o
un criminale. Dunque, a maggior ragione una persona intellettualmente onesta non può amare un serial-killer come quel Benito (che
spedì in Germania, cioè ai forni, tante donne. Ovviamente assieme ai rispettivi
amanti, mariti, figli vari ed eventuali).
La giornalista Mirella Serri , peraltro, ha voluto spiegare a Dagospia che Claretta “non fu
una donna che si immolò sull’altare della passione. Per nulla sprovveduta, fu
impegnata fino all’ultimo a difendere Hitler e il razzismo, indossò i pantaloni
e fu molto attiva nella politica di Salò”.
,,, Inoltre: lei aveva costruito un suo potente clan “attraverso i traffici del
fratello Marcello, le amicizie della sorella, le relazioni del padre Saverio”.
Perché tutta la sua famiglia era “coinvolta in molte storie di malaffare”. E insomma, la fanciulla e il suo parentado si
arricchivano mentre “il popolo italiano coinvolto dalla guerra fascista moriva
di fame”. E il resto sono chiacchiere.
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